EPISODE · Jan 15, 2025 · 10 MIN
«Per me [...] la bellezza dimora in Italia e nel Mediterraneo» Conclusioni «I viaggi di Freud in Italia»
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
Otto anni dopo l’ultimo viaggio, in una lettera a Stefan Zweig, Freud confessò la sua incessante nostalgia per l’Italia: «fino alla guerra e una volta dopo di essa, dovevo almeno una volta all’anno andare a Roma per qualche giorno o settimana.»Che il tema del «viaggio» fosse carico di un significato interiore e potrebbe essere inteso quasi come una metafora della propria vita e della psicoanalisi nel suo complesso, lo dimostra lo scritto “Un disturbo della memoria sull’Acropoli”.Il quasi ottantenne Freud confessò di aver provato un «ardente desiderio di viaggiare e di vedere il mondo» già da quando frequentava il ginnasio, e ne interpretò il significato analitico: «È come se l’essenziale del successo consistesse nel fare più strada del padre e che fosse tuttora proibito voler superare il padre.»Erano così passati trentacinque anni dal primo viaggio a Venezia del 1895: il viaggio in Italia era diventato una bella e rilassante abitudine di vita.Il paese, la sua storia, la sua cultura e il suo paesaggio non solo gli fornivano un importante «materiale» inconscio, sotto forma di sogni, errori, associazioni, ma erano soprattutto fonte di benessere, piaceri, divertimento e ispirazione.Non sorprende quindi la confessione che l’anziano Freud scrisse in una lettera del 28 febbraio 1936: «Per me [...] la bellezza dimora in Italia e nel Mediterraneo».Questa frase concisa, una sorta di ultima dichiarazione d’amore per l’Italia, è da ritenere come un suo lascito.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «I viaggi di Freud in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2024/12/audiolibro-i-viaggi-di-freud-in-italia.html Nella primavera del 2009, tra gli scaffali della Library of Congress di Washington D.C. fanno una scoperta sorprendente: si imbattono in un contenitore mai esaminato prima con dieci scomparti, ciascuno con un piccolo taccuino.Realizzano così di aver ritrovato i taccuini tascabili che Sigmund Freud portava con sé durante i suoi viaggi e che fino ad allora erano stati considerati perduti.I viaggi nell’«agognata Italia» di Freud, furono numerosi e si svolsero dal 1895 al 1900, a cui seguirono quelli dal 1907 al 1913.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Otto anni dopo l’ultimo viaggio, in una lettera a Stefan Zweig, Freud confessò la sua incessante nostalgia per l’Italia: «fino alla guerra e una volta dopo di essa, dovevo almeno una volta all’anno andare a Roma per qualche giorno o settimana.»Che il tema del «viaggio» fosse carico di un significato interiore e potrebbe essere inteso quasi come una metafora della propria vita e della psicoanalisi nel suo complesso, lo dimostra lo scritto “Un disturbo della memoria sull’Acropoli”.Il quasi ottantenne Freud confessò di aver provato un «ardente desiderio di viaggiare e di vedere il mondo» già da quando frequentava il ginnasio, e ne interpretò il significato analitico: «È come se l’essenziale del successo consistesse nel fare più strada del padre e che fosse tuttora proibito voler superare il padre.»Erano così passati trentacinque anni dal primo viaggio a Venezia del 1895: il viaggio in Italia era diventato una bella e rilassante abitudine di vita.Il paese, la sua storia, la sua cultura e il suo paesaggio non solo gli fornivano un importante «materiale» inconscio, sotto forma di sogni, errori, associazioni, ma erano soprattutto fonte di benessere, piaceri, divertimento e ispirazione.Non sorprende quindi la confessione che l’anziano Freud scrisse in una lettera del 28 febbraio 1936: «Per me [...] la bellezza dimora in Italia e nel Mediterraneo».Questa frase concisa, una sorta di ultima dichiarazione d’amore per l’Italia, è da ritenere come un suo lascito.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «I viaggi di Freud in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2024/12/audiolibro-i-viaggi-di-freud-in-italia.html Nella primavera del 2009, tra gli scaffali della Library of Congress di Washington D.C. fanno una scoperta sorprendente: si imbattono in un contenitore mai esaminato prima con dieci scomparti, ciascuno con un piccolo taccuino.Realizzano così di aver ritrovato i taccuini tascabili che Sigmund Freud portava con sé durante i suoi viaggi e che fino ad allora erano stati considerati perduti.I viaggi nell’«agognata Italia» di Freud, furono numerosi e si svolsero dal 1895 al 1900, a cui seguirono quelli dal 1907 al 1913.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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