EPISODE · Jul 24, 2023 · 59 MIN
Peter Brotzmann 1941-2023 (3)
from Jazz Anthology
Nell'autunno del '68 viene organizzato a Berlino il Total Music Meeting, come anti-festival in contrapposizione all'ufficialità del festival del jazz di Berlino: da questa iniziativa trae origine l'etichetta discografica Fmp, che diventerà un riferimento per l'improvvisazione europea e documentarà largamente decenni di attività di Brotzmann. In due sedute dell'aprile del '69, Brotzmann registra l'album Nipples, metà in quartetto con Fred Van Hove al piano, Buschi Niebergall al contrabbasso e Han Bennink alla batteria (ne abbiamo ascoltato qualche minuto in chiusura della puntata scorsa), e metà con loro tre e con Evan Parker al sax tenore e Derek Bailey alla chitarra; altra testimonianza, dopo Machine Gun, della maturazione della collaborazione transnazionale all'interno della musica improvvisata europea: Brotzmann e Niebergall tedeschi, Parker e Bailey inglesi, Van Hove belga e Bennink olandese. Il trio che Brotzmann costituisce con Van Hove e Bennink è una delle combinazioni fondamentali nel percorso del sassofonista. Nel '70 il trio ha occasione di prodursi con l'aggiunta di Albert Mangelsdorff al trombone: nato nel '28 e dunque di una dozzina d'anni più anziano di Brotzmann, Mangelsdorff, uno dei più importanti jazzisti europei della sua generazione, dal jazz moderno si era spostato verso il free jazz e l'improvvisazione radicale. I tre Lp (poi diventati due Cd) pubblicati dalla Fmp che documentano due concerti del quartetto a Berlino nel '71 sono un classico dell'improvvisazione europea. In questa puntata torniamo anche, con qualche dettaglio in più, sugli anni e il contesto in cui Brotzmann cresce, sulla sua folgorazione per Sidney Bechet che lo porta al jazz - partendo dal jazz tradizionale - e sulla sua formazione artistica e i suoi contatti con protagonisti del movimento Fluxus.
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Nell'autunno del '68 viene organizzato a Berlino il Total Music Meeting, come anti-festival in contrapposizione all'ufficialità del festival del jazz di Berlino: da questa iniziativa trae origine l'etichetta discografica Fmp, che diventerà un riferimento per l'improvvisazione europea e documentarà largamente decenni di attività di Brotzmann. In due sedute dell'aprile del '69, Brotzmann registra l'album Nipples, metà in quartetto con Fred Van Hove al piano, Buschi Niebergall al contrabbasso e Han Bennink alla batteria (ne abbiamo ascoltato qualche minuto in chiusura della puntata scorsa), e metà con loro tre e con Evan Parker al sax tenore e Derek Bailey alla chitarra; altra testimonianza, dopo Machine Gun, della maturazione della collaborazione transnazionale all'interno della musica improvvisata europea: Brotzmann e Niebergall tedeschi, Parker e Bailey inglesi, Van Hove belga e Bennink olandese. Il trio che Brotzmann costituisce con Van Hove e Bennink è una delle combinazioni fondamentali nel percorso del sassofonista. Nel '70 il trio ha occasione di prodursi con l'aggiunta di Albert Mangelsdorff al trombone: nato nel '28 e dunque di una dozzina d'anni più anziano di Brotzmann, Mangelsdorff, uno dei più importanti jazzisti europei della sua generazione, dal jazz moderno si era spostato verso il free jazz e l'improvvisazione radicale. I tre Lp (poi diventati due Cd) pubblicati dalla Fmp che documentano due concerti del quartetto a Berlino nel '71 sono un classico dell'improvvisazione europea. In questa puntata torniamo anche, con qualche dettaglio in più, sugli anni e il contesto in cui Brotzmann cresce, sulla sua folgorazione per Sidney Bechet che lo porta al jazz - partendo dal jazz tradizionale - e sulla sua formazione artistica e i suoi contatti con protagonisti del movimento Fluxus.
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Peter Brotzmann 1941-2023 (3)
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