Più concretezze e meno sogni a Bruxelles | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jun 23, 2024 · 3 MIN

Più concretezze e meno sogni a Bruxelles | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Come è noto, la presidenza uscente della Commissione europea, prima di dirci addio (anche se, forse, sarà un arrivederci) ha affidato a Mario Draghi l’incarico di elaborare una strategia volta al recupero della competitività dell’economia comunitaria sugli scenari globali. E da alcune premesse che l’ex governatore della BCE ha lasciato filtrare in tempi recenti, possiamo ipotizzare che il farmaco sul quale si baserà la sua terapia sarà, essenzialmente, quello che si prepara utilizzando una molecola chiamata “crescita”. Può sembrare ovvio e banale il pensare che, per progredire e per realizzare anche i suoi progetti più ambiziosi (come la decarbonizzazione o il mantenimento di elevati standard di welfare), un Continente abbia soprattutto bisogno di crescere economicamente...  purtroppo però – almeno negli ultimi anni – le istituzioni europee hanno, frequentemente, dato l’impressione di non riuscire più a comprendere questa cosa in maniera adeguata. Da un lato, infatti, le politiche dell’Unione sono state, spesso e volentieri, troppo condizionate dall’ossessivo richiamo all’ austerità finanziaria ed agli inflessibili equilibri di bilancio imposti dai cosiddetti “Paesi frugali”, mentre dall’altro, a far loro smarrire la strada del pragmatismo e del buon senso, ha disastrosamente contribuito l’affermarsi – a livello sia politico, che tecnocratico - di un estremismo ambientalista, per il quale ogni ragionevole richiamo alle normali esigenze di crescita industriale sembrava assumere i connotati di un’autentica bestemmia. Intendiamo dire che, almeno nell’ultimo  quinquennio, associare le attività industriali all’inquinamento o alla distruzione della natura sembrava essere divenuto l’argomento più scontato ed incontestabile d’Europa...Al punto che qualche cervello particolarmente acuto si è spinto fino ad auspicare, per il nostro futuro, una sorta di  “decrescita felice”... Di conseguenza, considerato il contesto tutt’altro che agevole in cui dovrà muoversi la prossima Commissione UE, ci pare opportuno che essa ricominci, finalmente, a guardare alla crescita economica ed industriale come ad un fenomeno oggettivo, indispensabile e privo di colorazioni politiche, trattandosi, in realtà, dell’unico strumento efficace di cui possiamo, eventualmente, disporre per contrastare una decadenza europea che è in fase già ben avanzata e che, se lasciata indisturbata, ad altro non porterà se non a disoccupazione e miseria. Smettiamo, quindi – e lo chiediamo soprattutto ad una Sinistra che pare infischiarsene beatamente di quello che sta capitando alle imprese e di riflesso ai lavoratori – di inseguire certi sogni (per ora irrealizzabili) tipici del green deal, per concentrarci, invece, sulla prova di sopravvivenza che il Vecchio Continente è oggi chiamato ad affrontare se non vuole rimanere del tutto soffocato dal gap industriale che, dall’inizio del nuovo Millennio, ha colpevolmente accumulato nei confronti di Cina e Stati Uniti. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Ferruccio Bovio Come è noto, la presidenza uscente della Commissione europea, prima di dirci addio (anche se, forse, sarà un arrivederci) ha affidato a Mario Draghi l’incarico di elaborare una strategia volta al recupero della competitività dell’economia comunitaria sugli scenari globali. E da alcune premesse che l’ex governatore della BCE ha lasciato filtrare in tempi recenti, possiamo ipotizzare che il farmaco sul quale si baserà la sua terapia sarà, essenzialmente, quello che si prepara utilizzando una molecola chiamata “crescita”. Può sembrare ovvio e banale il pensare che, per progredire e per realizzare anche i suoi progetti più ambiziosi (come la decarbonizzazione o il mantenimento di elevati standard di welfare), un Continente abbia soprattutto bisogno di crescere economicamente...  purtroppo però – almeno negli ultimi anni – le istituzioni europee hanno, frequentemente, dato l’impressione di non riuscire più a comprendere questa cosa in maniera adeguata. Da un lato, infatti, le politiche dell’Unione sono state, spesso e volentieri, troppo condizionate dall’ossessivo richiamo all’ austerità finanziaria ed agli inflessibili equilibri di bilancio imposti dai cosiddetti “Paesi frugali”, mentre dall’altro, a far loro smarrire la strada del pragmatismo e del buon senso, ha disastrosamente contribuito l’affermarsi – a livello sia politico, che tecnocratico - di un estremismo ambientalista, per il quale ogni ragionevole richiamo alle normali esigenze di crescita industriale sembrava assumere i connotati di un’autentica bestemmia. Intendiamo dire che, almeno nell’ultimo  quinquennio, associare le attività industriali all’inquinamento o alla distruzione della natura sembrava essere divenuto l’argomento più scontato ed incontestabile d’Europa...Al punto che qualche cervello particolarmente acuto si è spinto fino ad auspicare, per il nostro futuro, una sorta di  “decrescita felice”... Di conseguenza, considerato il contesto tutt’altro che agevole in cui dovrà muoversi la prossima Commissione UE, ci pare opportuno che essa ricominci, finalmente, a guardare alla crescita economica ed industriale come ad un fenomeno oggettivo, indispensabile e privo di colorazioni politiche, trattandosi, in realtà, dell’unico strumento efficace di cui possiamo, eventualmente, disporre per contrastare una decadenza europea che è in fase già ben avanzata e che, se lasciata indisturbata, ad altro non porterà se non a disoccupazione e miseria. Smettiamo, quindi – e lo chiediamo soprattutto ad una Sinistra che pare infischiarsene beatamente di quello che sta capitando alle imprese e di riflesso ai lavoratori – di inseguire certi sogni (per ora irrealizzabili) tipici del green deal, per concentrarci, invece, sulla prova di sopravvivenza che il Vecchio Continente è oggi chiamato ad affrontare se non vuole rimanere del tutto soffocato dal gap industriale che, dall’inizio del nuovo Millennio, ha colpevolmente accumulato nei confronti di Cina e Stati Uniti. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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