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EPISODE · Apr 21, 2024 · 2 MIN

Povero Zelensky | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Riesce difficile non condividere le parole di Volodymyr Zelensky, il quale, riflettendo ad alta voce sul sostanziale flop registrato dall’attacco missilistico iraniano di sabato scorso, ha lamentato la disparità di trattamento che l’Occidente sembra riservare al suo popolo rispetto a quello israeliano. In fondo, i droni e i razzi che stanno mietendo tante vittime tra i civili del suo Paese, sono gli stessi che i sistemi di intercettazione utilizzati dall’esercito di Gerusalemme e dagli anglo – americani (intervenuti a sostegno dello Stato ebraico) hanno neutralizzato con evidente facilità. Si è chiesto, pertanto il presidente ucraino, se, per caso, il valore delle vite umane venga considerato, dalle cancellerie occidentali, in maniera differente tra una situazione e l’altra. Vale, forse, l’esistenza di chi abita a Tel Aviv qualcosa di più rispetto a quella di chi è nato a Kharkiv?  Sono mesi che, al di là dello stallo agli aiuti economici e militari imposto in Senato a Washington dai rappresentanti del partito trumpiano, il governo di Kiev invoca la fornitura di batterie Patriot per cercare di difendere almeno le sue città principali, ormai rimaste quasi del tutto prive di copertura antiaerea.  D’altra parte, fin dall’inizio del conflitto, le consegne occidentali di sistemi d’arma sofisticati e di munizioni sono avvenuti con estrema cautela , onde evitare di urtare troppo la suscettibilità dei Russi, i quali, sebbene abbiano trovato normale il fatto di superare i confini di una nazione indipendente per occuparla e bombardarla, diventano però estremamente suscettibili quando un’incursione armata ucraina provoca qualche danno nei loro territori... Ecco perché, ad esempio, gli aerei inglesi, francesi e americani si sono levati in cielo per contrastare l’attacco degli ayatollah a Israele, ma si guarderebbero bene dal fare la stessa cosa a protezione del territorio ucraino...Un conto è avere a che fare con la Guida Suprema ed un altro è doversela vedere col nuovo zar del Cremlino...Ecco perché - sia dall’Europa, che dall’America - le forniture militari a Kiev sono sempre arrivate in una misura che consentisse agli Ucraini di reggere, quel tanto che basta, all’urto del nemico, senza però mai permettere loro di attuare una controffensiva in grado di produrre troppi guasti al Paese invasore. Tuttavia, le armi e le munizioni che drammaticamente mancano oggi all’Ucraina non sono quelle che riguarderebbero  la sua capacità offensiva, ma piuttosto quelle che servirebbero alla sua stessa sopravvivenza: e cioè, alla difesa delle sue case, dei suoi ospedali o delle sue centrali energetiche. Per cui, ci appare di un imperdonabile (ed ipocrita) cinismo l’atteggiamento che l’Occidente continua a mantenere nei confronti della “causa ucraina”: un atteggiamento eccessivamente condizionato dal timore di non provocare troppo un nemico che, invece, per parte sua, ha già fin troppo  ben chiarito quali siano le sue reali intenzioni.

A cura di Ferruccio Bovio Riesce difficile non condividere le parole di Volodymyr Zelensky, il quale, riflettendo ad alta voce sul sostanziale flop registrato dall’attacco missilistico iraniano di sabato scorso, ha lamentato la disparità di trattamento che l’Occidente sembra riservare al suo popolo rispetto a quello israeliano. In fondo, i droni e i razzi che stanno mietendo tante vittime tra i civili del suo Paese, sono gli stessi che i sistemi di intercettazione utilizzati dall’esercito di Gerusalemme e dagli anglo – americani (intervenuti a sostegno dello Stato ebraico) hanno neutralizzato con evidente facilità. Si è chiesto, pertanto il presidente ucraino, se, per caso, il valore delle vite umane venga considerato, dalle cancellerie occidentali, in maniera differente tra una situazione e l’altra. Vale, forse, l’esistenza di chi abita a Tel Aviv qualcosa di più rispetto a quella di chi è nato a Kharkiv?  Sono mesi che, al di là dello stallo agli aiuti economici e militari imposto in Senato a Washington dai rappresentanti del partito trumpiano, il governo di Kiev invoca la fornitura di batterie Patriot per cercare di difendere almeno le sue città principali, ormai rimaste quasi del tutto prive di copertura antiaerea.  D’altra parte, fin dall’inizio del conflitto, le consegne occidentali di sistemi d’arma sofisticati e di munizioni sono avvenuti con estrema cautela , onde evitare di urtare troppo la suscettibilità dei Russi, i quali, sebbene abbiano trovato normale il fatto di superare i confini di una nazione indipendente per occuparla e bombardarla, diventano però estremamente suscettibili quando un’incursione armata ucraina provoca qualche danno nei loro territori... Ecco perché, ad esempio, gli aerei inglesi, francesi e americani si sono levati in cielo per contrastare l’attacco degli ayatollah a Israele, ma si guarderebbero bene dal fare la stessa cosa a protezione del territorio ucraino...Un conto è avere a che fare con la Guida Suprema ed un altro è doversela vedere col nuovo zar del Cremlino...Ecco perché - sia dall’Europa, che dall’America - le forniture militari a Kiev sono sempre arrivate in una misura che consentisse agli Ucraini di reggere, quel tanto che basta, all’urto del nemico, senza però mai permettere loro di attuare una controffensiva in grado di produrre troppi guasti al Paese invasore. Tuttavia, le armi e le munizioni che drammaticamente mancano oggi all’Ucraina non sono quelle che riguarderebbero  la sua capacità offensiva, ma piuttosto quelle che servirebbero alla sua stessa sopravvivenza: e cioè, alla difesa delle sue case, dei suoi ospedali o delle sue centrali energetiche. Per cui, ci appare di un imperdonabile (ed ipocrita) cinismo l’atteggiamento che l’Occidente continua a mantenere nei confronti della “causa ucraina”: un atteggiamento eccessivamente condizionato dal timore di non provocare troppo un nemico che, invece, per parte sua, ha già fin troppo  ben chiarito quali siano le sue reali intenzioni.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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