EPISODE · Jun 27, 2025 · 3 MIN
Pump It Up (Live 2017)-Remastered 2025
from Silvio Vinci · host Silvio Vinci
“Pump It Up!” (Live 2017) by FACTORY (Mark I) Registrata dal vivo al Beat 61 – Porto Torres, estate 2017 Nella bollente estate del 2017, sul palco del Beat 61 di Porto Torres, i FACTORY (Mark I) rivisitano Pump It Up! di Elvis Costello con un’attitudine garage rock rabbiosa e serrata, dando nuova linfa al brano con una rilettura ruvida e pulsante. Fabrizio Cherubini canta con grinta graffiante, al limite tra soul e punk, sostenuto da una sezione ritmica instancabile con Luca Monaco alla batteria – secca e incalzante – e soprattutto Chris Pain al basso, primo fautore dell’idea di reinterpretare il pezzo: è lui a dettare l’andatura nervosa e sincopata che trascina tutto il brano. Davide Spanu alla chitarra incide riff sporchi e taglienti, con un suono saturo che sembra arrivare direttamente da un garage londinese del ’77, mentre Silvio Vinci colora il tutto con il suono acidulo e vintage del Vox Continental, regalando sfumature tra psych e beat britannico. Il risultato è una Pump It Up! lontana dalle atmosfere più composte dell’originale: una versione grezza, viscerale, quasi punk, ma perfettamente controllata nella sua furia, che riflette lo spirito libero e spigoloso dei FACTORY nella loro prima incarnazione. Un live da ricordare.
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“Pump It Up!” (Live 2017) by FACTORY (Mark I) Registrata dal vivo al Beat 61 – Porto Torres, estate 2017 Nella bollente estate del 2017, sul palco del Beat 61 di Porto Torres, i FACTORY (Mark I) rivisitano Pump It Up! di Elvis Costello con un’attitudine garage rock rabbiosa e serrata, dando nuova linfa al brano con una rilettura ruvida e pulsante. Fabrizio Cherubini canta con grinta graffiante, al limite tra soul e punk, sostenuto da una sezione ritmica instancabile con Luca Monaco alla batteria – secca e incalzante – e soprattutto Chris Pain al basso, primo fautore dell’idea di reinterpretare il pezzo: è lui a dettare l’andatura nervosa e sincopata che trascina tutto il brano. Davide Spanu alla chitarra incide riff sporchi e taglienti, con un suono saturo che sembra arrivare direttamente da un garage londinese del ’77, mentre Silvio Vinci colora il tutto con il suono acidulo e vintage del Vox Continental, regalando sfumature tra psych e beat britannico. Il risultato è una Pump It Up! lontana dalle atmosfere più composte dell’originale: una versione grezza, viscerale, quasi punk, ma perfettamente controllata nella sua furia, che riflette lo spirito libero e spigoloso dei FACTORY nella loro prima incarnazione. Un live da ricordare.
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