EPISODE · Feb 10, 2026 · 23 MIN
Punto final sui bombardamenti italiani di Barcellona durante la guerra di Spagna
from The Man in the High Castle · host I Bastioni di Orione
La vicenda dei bombardamenti italiani su Barcellona durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) è uno dei capitoli più oscuri della storia europea del Novecento. Non solo per la violenza militare esercitata contro la popolazione, ma per la lunga battaglia civile e giudiziaria condotta, decenni dopo, per ottenere verità, giustizia e riconoscimento. Per iniziativa e col sostegno di un gruppo d’italiani residenti nella capitale catalana, due anziane vittime delle incursioni dei Savoia Marchetti sulla Barceloneta presentarono una querela, accolta dalla corte d’appello di Barcellona che, qualificando quei bombardamenti come crimini di lesa umanità, istruisce l’unico procedimento giudiziario relativo a episodi della “Guerra Civile” in tutto lo stato spagnolo.L’obiettivo era chiamare a rispondere dei bombardamenti aerei che tra il 1937 e il 1939 colpirono sistematicamente Barcellona e numerose località catalane e valenciane, provocando migliaia di morti tra i civili. Le operazioni, condotte dai trimotori Savoia-Marchetti dell’Aviazione Legionaria di Mussolini, si inserirono nella strategia militare congiunta di fascismo italiano e nazismo tedesco a sostegno delle truppe franchiste. I raid indiscriminati su quartieri residenziali, mercati e infrastrutture civili — come quelli del marzo 1938 — anticiparono pratiche di guerra aerea che sarebbero poi state replicate su vasta scala nella Seconda Guerra Mondiale.Fra il disinteresse e la riluttanza, quando non aperta opposizione, di media ed istituzioni e con il tiepido appoggio di alcuni partiti di sinistra e movimenti sociali, inizia così l’iter giudiziario che, in una burocratica successione d’inconcludenti indagini d’archivio e di commissioni rogatorie ripetutamente ignorate, si protrae per 14 anni, finché i tribunali italiani interpellati non si degnano di rispondere che la totalità degli aviatori coinvolti nella causa risultano o si presumono deceduti. La giudice spagnola, sollevata, si affretta a pronunciare il non luogo a procedere nel gennaio del 2026.Non si è incrinato il muro di impunità e di omertà costruito intorno alla guerra di Spagna, che per molti versi può essere definita un genocidio secondo le categorie attuali. La Repubblica nata dalle ceneri del fascismo, che nel dopoguerra ha riconosciuto riparazioni a tutti i Paesi aggrediti, non ha mai chiesto formalmente nemmeno scusa ai popoli dello Stato spagnolo. Anzi, ha continuato a incassare fino al 1967 il pagamento delle armi fornite da Mussolini a Franco.Ne parliamo con Rolando D'alessandro uno dei promotori della causa
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La vicenda dei bombardamenti italiani su Barcellona durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) è uno dei capitoli più oscuri della storia europea del Novecento. Non solo per la violenza militare esercitata contro la popolazione, ma per la lunga battaglia civile e giudiziaria condotta, decenni dopo, per ottenere verità, giustizia e riconoscimento. Per iniziativa e col sostegno di un gruppo d’italiani residenti nella capitale catalana, due anziane vittime delle incursioni dei Savoia Marchetti sulla Barceloneta presentarono una querela, accolta dalla corte d’appello di Barcellona che, qualificando quei bombardamenti come crimini di lesa umanità, istruisce l’unico procedimento giudiziario relativo a episodi della “Guerra Civile” in tutto lo stato spagnolo.L’obiettivo era chiamare a rispondere dei bombardamenti aerei che tra il 1937 e il 1939 colpirono sistematicamente Barcellona e numerose località catalane e valenciane, provocando migliaia di morti tra i civili. Le operazioni, condotte dai trimotori Savoia-Marchetti dell’Aviazione Legionaria di Mussolini, si inserirono nella strategia militare congiunta di fascismo italiano e nazismo tedesco a sostegno delle truppe franchiste. I raid indiscriminati su quartieri residenziali, mercati e infrastrutture civili — come quelli del marzo 1938 — anticiparono pratiche di guerra aerea che sarebbero poi state replicate su vasta scala nella Seconda Guerra Mondiale.Fra il disinteresse e la riluttanza, quando non aperta opposizione, di media ed istituzioni e con il tiepido appoggio di alcuni partiti di sinistra e movimenti sociali, inizia così l’iter giudiziario che, in una burocratica successione d’inconcludenti indagini d’archivio e di commissioni rogatorie ripetutamente ignorate, si protrae per 14 anni, finché i tribunali italiani interpellati non si degnano di rispondere che la totalità degli aviatori coinvolti nella causa risultano o si presumono deceduti. La giudice spagnola, sollevata, si affretta a pronunciare il non luogo a procedere nel gennaio del 2026.Non si è incrinato il muro di impunità e di omertà costruito intorno alla guerra di Spagna, che per molti versi può essere definita un genocidio secondo le categorie attuali. La Repubblica nata dalle ceneri del fascismo, che nel dopoguerra ha riconosciuto riparazioni a tutti i Paesi aggrediti, non ha mai chiesto formalmente nemmeno scusa ai popoli dello Stato spagnolo. Anzi, ha continuato a incassare fino al 1967 il pagamento delle armi fornite da Mussolini a Franco.Ne parliamo con Rolando D'alessandro uno dei promotori della causa
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Punto final sui bombardamenti italiani di Barcellona durante la guerra di Spagna
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