Qualcuno ci spieghi i migranti in Albania | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Oct 27, 2024 · 3 MIN

Qualcuno ci spieghi i migranti in Albania | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Al di là delle rissose polemiche che la questione del centro di accoglienza migranti in Albania ha scatenato tra maggioranza e opposizione, c’è, comunque, un qualche cosa, in tutto il sistema architettato dal Governo, di cui sinceramente ci sfugge la ratio. Se non abbiamo capito male i meccanismi del giocattolo albanese, i migranti dovrebbero trovare soccorso in mare, grazie alle imbarcazioni della  Guardia Costiera o della Marina militare, per poi essere trasferiti nel Centro realizzato in Albania, dove si svolgerebbero le necessarie procedure di accertamento delle identità e dello stato di salute, cui farebbe seguito uno step di valutazione inerente i requisiti previsti per la concessione di asilo e di protezione umanitaria. Chi risulta disporre di tali requisiti viene trasferito in Italia, mentre chi ne è privo dovrebbe, almeno in teoria, essere rimpatriato nel Paese di origine. Opzione, quest’ultima, abbastanza improbabile, considerato che il rimpatrio di un individuo presuppone non solo la conoscenza effettiva del suo Paese di origine (e spesso i migranti arrivano sulle nostre coste senza documenti), ma esige anche che, con quel determinato Stato, sussista  un “accordo di riammissione”. E non è neppure detto che il Paese estero chiamato in causa sia sempre disposto a riaprire le porte di casa a tutti i suoi cittadini.  Naturalmente, il suddetto rimpatrio deve potersi considerare “sicuro” sulla base di criteri che sono stati esplicitati da una Direttiva europea, alla quale, non a caso, hanno fatto riferimento proprio i magistrati che hanno bloccato il trasferimento dei primi migranti al centro albanese. A questo punto, se non andiamo errati, ci risulta pure che, comunque, l’intesa con l’Albania preveda che chi è ospitato nel Centro in questione non possa rimanervi per oltre 30 giorni, trascorsi i quali deve lasciare il Paese balcanico. Ciò significa però, che chi viene a trovarsi nella infelice condizione di dover essere rispedito verso la terra di provenienza sarà, per forza di cose, condotto in Italia, in attesa di un improbabile rimpatrio che chissà se potrà mai avvenire... Ma allora, la cosa va a finire che tutti i migranti ospitati temporaneamente in Albania, in un modo o nell’altro, prima o poi devono arrivare in Italia...Ma allora non è vero che l’iniziativa del Governo serve a limitare gli sbarchi incontrollati sulle nostre coste...Ma allora c’è qualcuno che riesce a spiegarci le ragioni per le quali è stato ideato un percorso così intricato e costoso, quando, molto più semplicemente, sarebbe bastato portare direttamente i migranti soccorsi in Italia, controllando così – nei nostri uffici già esistenti - chi ha diritto all’accoglienza e chi, invece, deve essere sottoposto a procedura di rimpatrio? Francamente, abbiamo la sgradevolissima impressione che qualcuno a Roma abbia cercato di venderci molto bene la propria merce... ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Ferruccio Bovio Al di là delle rissose polemiche che la questione del centro di accoglienza migranti in Albania ha scatenato tra maggioranza e opposizione, c’è, comunque, un qualche cosa, in tutto il sistema architettato dal Governo, di cui sinceramente ci sfugge la ratio. Se non abbiamo capito male i meccanismi del giocattolo albanese, i migranti dovrebbero trovare soccorso in mare, grazie alle imbarcazioni della  Guardia Costiera o della Marina militare, per poi essere trasferiti nel Centro realizzato in Albania, dove si svolgerebbero le necessarie procedure di accertamento delle identità e dello stato di salute, cui farebbe seguito uno step di valutazione inerente i requisiti previsti per la concessione di asilo e di protezione umanitaria. Chi risulta disporre di tali requisiti viene trasferito in Italia, mentre chi ne è privo dovrebbe, almeno in teoria, essere rimpatriato nel Paese di origine. Opzione, quest’ultima, abbastanza improbabile, considerato che il rimpatrio di un individuo presuppone non solo la conoscenza effettiva del suo Paese di origine (e spesso i migranti arrivano sulle nostre coste senza documenti), ma esige anche che, con quel determinato Stato, sussista  un “accordo di riammissione”. E non è neppure detto che il Paese estero chiamato in causa sia sempre disposto a riaprire le porte di casa a tutti i suoi cittadini.  Naturalmente, il suddetto rimpatrio deve potersi considerare “sicuro” sulla base di criteri che sono stati esplicitati da una Direttiva europea, alla quale, non a caso, hanno fatto riferimento proprio i magistrati che hanno bloccato il trasferimento dei primi migranti al centro albanese. A questo punto, se non andiamo errati, ci risulta pure che, comunque, l’intesa con l’Albania preveda che chi è ospitato nel Centro in questione non possa rimanervi per oltre 30 giorni, trascorsi i quali deve lasciare il Paese balcanico. Ciò significa però, che chi viene a trovarsi nella infelice condizione di dover essere rispedito verso la terra di provenienza sarà, per forza di cose, condotto in Italia, in attesa di un improbabile rimpatrio che chissà se potrà mai avvenire... Ma allora, la cosa va a finire che tutti i migranti ospitati temporaneamente in Albania, in un modo o nell’altro, prima o poi devono arrivare in Italia...Ma allora non è vero che l’iniziativa del Governo serve a limitare gli sbarchi incontrollati sulle nostre coste...Ma allora c’è qualcuno che riesce a spiegarci le ragioni per le quali è stato ideato un percorso così intricato e costoso, quando, molto più semplicemente, sarebbe bastato portare direttamente i migranti soccorsi in Italia, controllando così – nei nostri uffici già esistenti - chi ha diritto all’accoglienza e chi, invece, deve essere sottoposto a procedura di rimpatrio? Francamente, abbiamo la sgradevolissima impressione che qualcuno a Roma abbia cercato di venderci molto bene la propria merce... ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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