EPISODE · May 25, 2026 · 6 MIN
Radio. L'errore di guardarsi allo specchio dall'alto di un castello isolato, pensando di proteggere il sistema solo alzando il ponte levatoio
Il vertice del sistema radiofonico italiano insiste nel chiudersi in una logica autoreferenziale, mentre il mondo dell’audio è già radicalmente cambiato. Il digital audio cresce grazie a advertising addressable e intelligenza artificiale, mentre la radio vende ancora prevalentemente spot da 30 secondi ancorati a dati raccolti con la metodologia CATI. L’ascolto oggi è multipiattaforma e asincrono, distribuito tra smart speaker, connected car, podcast e piattaforme globali. In questo scenario, il progetto SDK di Audiradio, che può rilevare solo gli ascolti differiti effettuati su app e siti proprietari, lasciando fuori tutte le piattaforme di riproduzione massiva come Spotify, YouTube, Apple Podcast, ecc. (dove si concentra gran parte dell'ascolto catch up), rischia di trasformarsi in un boomerang, misurando poche decine di download che potrebbero essere strumentalizzati per contestare proprio i dati CATI.A peggiorare il quadro vi sono nuove restrizioni territoriali per le adesioni ad Audiradio 2027 e l'intollerabile permanenza della esclusione dei nativi digitali dalla currency ufficiale. L’apice dell’ipocrisia, poi, è raggiunto con la guerra dei caratteri speciali negli station ID per scalare le liste delle autoradio, mentre le piattaforme globali conquistano il controllo dell’intermediazione audio, nell'indifferenza degli editori che, presi a curare il piccolo recinto, hanno scelleratamente lasciato fuori dalla prominence il device che gestisce la vita di tutti noi: lo smartphone.
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