EPISODE · Nov 5, 2025 · 8 MIN
Ragazze e alberi da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
La primavera, a Roma, nasce adulta: non la vedi, se non per un caso fuggevole e raro, uscire freddolosa e tenera dall'inverno.Quando la incontri, e te ne accorgi, è già grande, come certi ragazzi di crescita precoce, gigantesca che, nei loro giochi ancora infantili, sono più alti dei genitori.Da molto tempo gli uccelli, sugli alberi del parco, sono tornati a cantare, prima uno solo, poi tutti gli altri insieme, in quel momento di crepuscolo che precede l'alba, quando pare che si sono, nel mondo addormentato, sotto le ultime stelle impallidite, siano in attesa, profeti pennuti di quella nascita luminosa.Poi il sole sfavilla sul verde scuro, muove tiepide correnti nell'aria che sa di germogli.La Villa è già da tempo tutto un campo sbocciante, con i fiori, le farfalle, e i cani che seguono le ombre.Ora si sono mutati, e vestiti di un tratto di verde, anche i viali ritardatari del rione di Prati, dove le strade, le case, le caserme, i platani, sono così piemontesi, che pare trattengano qui a lungo, e rendano distinte, le stagioni, anche qui, dove esse sfumano l'una nell'altra senza risalto, e l'inverno ai colori del marzo, e ogni rigore, di Nord e di Sud, si ferma, come un esercito di barbari intimiditi, alle porte della città, e non entra nelle sue mura. Luoghi narranti narrati o citati: Prati (quartiere) - Piazza di Spagna - Scalinata di Trinità dei Monti - PincioSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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La primavera, a Roma, nasce adulta: non la vedi, se non per un caso fuggevole e raro, uscire freddolosa e tenera dall'inverno.Quando la incontri, e te ne accorgi, è già grande, come certi ragazzi di crescita precoce, gigantesca che, nei loro giochi ancora infantili, sono più alti dei genitori.Da molto tempo gli uccelli, sugli alberi del parco, sono tornati a cantare, prima uno solo, poi tutti gli altri insieme, in quel momento di crepuscolo che precede l'alba, quando pare che si sono, nel mondo addormentato, sotto le ultime stelle impallidite, siano in attesa, profeti pennuti di quella nascita luminosa.Poi il sole sfavilla sul verde scuro, muove tiepide correnti nell'aria che sa di germogli.La Villa è già da tempo tutto un campo sbocciante, con i fiori, le farfalle, e i cani che seguono le ombre.Ora si sono mutati, e vestiti di un tratto di verde, anche i viali ritardatari del rione di Prati, dove le strade, le case, le caserme, i platani, sono così piemontesi, che pare trattengano qui a lungo, e rendano distinte, le stagioni, anche qui, dove esse sfumano l'una nell'altra senza risalto, e l'inverno ai colori del marzo, e ogni rigore, di Nord e di Sud, si ferma, come un esercito di barbari intimiditi, alle porte della città, e non entra nelle sue mura. Luoghi narranti narrati o citati: Prati (quartiere) - Piazza di Spagna - Scalinata di Trinità dei Monti - PincioSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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