EPISODE · Feb 25, 2026 · 6 MIN
Reggio Calabria, 15 giugno da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
Dicono che bisogna distrarsi, e comincio a credere che abbiano ragione.Mi sembra di essere venuto a Reggio per fare il mio ingresso in società.Mi adatto a stare in compagnia di persone noiose e non mi trovo a disagio in un salotto purché non sia obbligato a conversare.In nessun altro luogo lo spirito si riposa totalmente, poiché in un salotto non ci si può occupare nemmeno dei propri pensieri: non si pensa a niente, non si sente nulla.E ancora meglio che dormire, perché dormendo talvolta si sogna.In società le sciocchezze si sostituiscono ai sentimenti e questo scambio assicura la pace a coloro che la frequentano: i convenevoli, le prese in giro, le dispute stupide, le chiacchiere - che poi non si ascoltano - fanno trascorrere il tempo e si è felici come una sedia o come un ciocco! Dopotutto, riconosco che la vita mondana è il migliore e unico rimedio contro gli sbalzi d'umore e contro l'immaginazione.Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - CatanzaroSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Lettere dalla Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/02/lettere-dalla-calabria-del-1812-di.html La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Dicono che bisogna distrarsi, e comincio a credere che abbiano ragione.Mi sembra di essere venuto a Reggio per fare il mio ingresso in società.Mi adatto a stare in compagnia di persone noiose e non mi trovo a disagio in un salotto purché non sia obbligato a conversare.In nessun altro luogo lo spirito si riposa totalmente, poiché in un salotto non ci si può occupare nemmeno dei propri pensieri: non si pensa a niente, non si sente nulla.E ancora meglio che dormire, perché dormendo talvolta si sogna.In società le sciocchezze si sostituiscono ai sentimenti e questo scambio assicura la pace a coloro che la frequentano: i convenevoli, le prese in giro, le dispute stupide, le chiacchiere - che poi non si ascoltano - fanno trascorrere il tempo e si è felici come una sedia o come un ciocco! Dopotutto, riconosco che la vita mondana è il migliore e unico rimedio contro gli sbalzi d'umore e contro l'immaginazione.Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - CatanzaroSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Lettere dalla Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/02/lettere-dalla-calabria-del-1812-di.html La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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