Ripulito l'olio di palma, se ne usa un altro più transgenico episode artwork

EPISODE · Nov 28, 2021 · 3 MIN

Ripulito l'olio di palma, se ne usa un altro più transgenico

from Siamo già oltre? · host I Bastioni di Orione

La sostenibilità alla prova Le campagne iniziate due anni fa per denunciare i disastri ambientali provocati dal dilagare delle piantagioni di palma da olio, soprattutto in Asia, hanno dato ottimi risultati. O almeno così sembra. Il rapporto 2020 dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile conferma che il 92% dell’olio di palma usato dall’industria italiana è certificato Rspo (Roundtable on sustainable palm oil), il migliore standard di certificazione internazionale. Con questo olio si rifornisce per esempio la Ferrero, principale acquirente italiano, che non ha voluto rinunciare all’olio di palma per il suo prodotto di punta, la Nutella. Altri colossi italiani come Barilla, Galbusera o Balocco hanno invece sostituito questo prodotto con altri oli vegetali, che ormai coprono il 60% del fabbisogno totale. E qui si arriva al punto, perché l’industria dolciaria che rinuncia all’olio di palma ora usa soia, colza e girasole, senza preoccuparsi della provenienza. Infatti l’olio di girasole certificato come sostenibile è solo il 4,5% del totale, la soia sostenibile l’1,3%, mentre il resto è OGM proveniente dal Nord o dal Sud America. Il problema non finisce qui. La palma da olio ha una capacità di produzione cinque volte superiore rispetto alle altre principali fonti di olio vegetale. Significa che, a parità di richiesta di mercato, per un ettaro di palma che si abbandona servono cinque ettari delle altre piante per produrre la stessa quantità di olio. Anche i suoli soffrono meno con la palma che, in quanto albero da frutto, resta sul terreno almeno 20 anni, mentre gli altri oli si estraggono da piante annuali, con la conseguente erosione del terreno e l’eliminazione di qualsiasi altra specie vegetale o animale viva nella piantagione. Le certificazioni meritano poi un’ulteriore riflessione, perché riguardano solo i processi in corso e non lo storico. Cioè non si va a considerare l’abbattimento delle foreste necessario per allestire la piantagione, ma si guarda soltanto come la si gestisce attualmente. Ci danno quindi una fotografia molto parziale della situazione. A livello mondiale, bisogna constatare che la sensibilità sui temi ambientali ha ancora un basso appeal. Nonostante le pressanti campagne, soltanto il 19% dell’olio di palma globalmente prodotto è certificato, mentre per le altre coltivazioni, quasi tutte Ogm, si tace. Il punto è che la quantità di materie prime consumate dall’industria di trasformazione è superiore a quanto la terra può produrre in modo sostenibile. Se tutta la coltivazione mondiale di cereali, piante da frutto, alberi da olio, tuberi, per non parlare degli allevamenti e della pesca, fosse ricondotta a criteri di sostenibilità, non ci sarebbe la materia prima necessaria per mantenere invariato il nostro livello (e modello) di consumo. Il senso profondo del tanto deriso concetto di decrescita felice è proprio questo: non significa essere più poveri bensì più essenziali. Il non volerlo comprendere porta all’illusione, che ha soltanto il merito di mettere qualche anima in pace, che si possa agire su un determinato prodotto senza ricadute sulla produzione di altri, altrettanto o più insostenibili. Il problema è quindi il modello agricolo che deve rispondere a un mercato senza limiti. L’andamento attuale iniziò nell’Ottocento quando, abbagliati dai progressi della scienza e della tecnica, nemmeno si pensava alla possibilità di un esaurimento delle risorse, né all’ambiente. Oggi la situazione non è cambiata di molto: anzi, siamo molti di più e consumiamo più di prima. Ma almeno possiamo metterci il cuore in pace comprando la merendina palm oil free e credere che abbiamo fatto una buona azione. Peccato che il marketing verde, da solo, non salverà affatto il pianeta.

La sostenibilità alla prova Le campagne iniziate due anni fa per denunciare i disastri ambientali provocati dal dilagare delle piantagioni di palma da olio, soprattutto in Asia, hanno dato ottimi risultati. O almeno così sembra. Il rapporto 2020 dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile conferma che il 92% dell’olio di palma usato dall’industria italiana è certificato Rspo (Roundtable on sustainable palm oil), il migliore standard di certificazione internazionale. Con questo olio si rifornisce per esempio la Ferrero, principale acquirente italiano, che non ha voluto rinunciare all’olio di palma per il suo prodotto di punta, la Nutella. Altri colossi italiani come Barilla, Galbusera o Balocco hanno invece sostituito questo prodotto con altri oli vegetali, che ormai coprono il 60% del fabbisogno totale. E qui si arriva al punto, perché l’industria dolciaria che rinuncia all’olio di palma ora usa soia, colza e girasole, senza preoccuparsi della provenienza. Infatti l’olio di girasole certificato come sostenibile è solo il 4,5% del totale, la soia sostenibile l’1,3%, mentre il resto è OGM proveniente dal Nord o dal Sud America. Il problema non finisce qui. La palma da olio ha una capacità di produzione cinque volte superiore rispetto alle altre principali fonti di olio vegetale. Significa che, a parità di richiesta di mercato, per un ettaro di palma che si abbandona servono cinque ettari delle altre piante per produrre la stessa quantità di olio. Anche i suoli soffrono meno con la palma che, in quanto albero da frutto, resta sul terreno almeno 20 anni, mentre gli altri oli si estraggono da piante annuali, con la conseguente erosione del terreno e l’eliminazione di qualsiasi altra specie vegetale o animale viva nella piantagione. Le certificazioni meritano poi un’ulteriore riflessione, perché riguardano solo i processi in corso e non lo storico. Cioè non si va a considerare l’abbattimento delle foreste necessario per allestire la piantagione, ma si guarda soltanto come la si gestisce attualmente. Ci danno quindi una fotografia molto parziale della situazione. A livello mondiale, bisogna constatare che la sensibilità sui temi ambientali ha ancora un basso appeal. Nonostante le pressanti campagne, soltanto il 19% dell’olio di palma globalmente prodotto è certificato, mentre per le altre coltivazioni, quasi tutte Ogm, si tace. Il punto è che la quantità di materie prime consumate dall’industria di trasformazione è superiore a quanto la terra può produrre in modo sostenibile. Se tutta la coltivazione mondiale di cereali, piante da frutto, alberi da olio, tuberi, per non parlare degli allevamenti e della pesca, fosse ricondotta a criteri di sostenibilità, non ci sarebbe la materia prima necessaria per mantenere invariato il nostro livello (e modello) di consumo. Il senso profondo del tanto deriso concetto di decrescita felice è proprio questo: non significa essere più poveri bensì più essenziali. Il non volerlo comprendere porta all’illusione, che ha soltanto il merito di mettere qualche anima in pace, che si possa agire su un determinato prodotto senza ricadute sulla produzione di altri, altrettanto o più insostenibili. Il problema è quindi il modello agricolo che deve rispondere a un mercato senza limiti. L’andamento attuale iniziò nell’Ottocento quando, abbagliati dai progressi della scienza e della tecnica, nemmeno si pensava alla possibilità di un esaurimento delle risorse, né all’ambiente. Oggi la situazione non è cambiata di molto: anzi, siamo molti di più e consumiamo più di prima. Ma almeno possiamo metterci il cuore in pace comprando la merendina palm oil free e credere che abbiamo fatto una buona azione. Peccato che il marketing verde, da solo, non salverà affatto il pianeta.

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Jul 10, 2026 ·3m

01 - Dal Naso al Cielo

Jul 10, 2026 ·25m

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03 - Certi Obblighi

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05 - Chi la Paga

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Prospettive sul Metaverso Roberto Capodieci, Rita Trombin, e Filippo Caprioglio Benvenuti in "Prospettive sul Metaverso"!Il Metaverso, termine coniato da Neal Stephenson nel romanzo Snow Crash, è un mondo virtuale composto da molti luoghi diversi. Essendo in continua espansione offre quotidianamente curiose ed interessanti novità.Noi siamo Filippo Caprioglio, architetto, Rita Trombin, psicologa ambientale esperta in biofilia, e Roberto Capodieci, esperto di decentralizzazione e Web3. Assieme, ed a volte con l'aiuto di altri esperti, esploriamo il Metaverso con l'obiettivo di comprendere questo nuovo ed entusiasmante mondo online per capire come può essere usato per migliorare le nostre vite. Lo facciamo divertendoci e discutendo di tutto: dalle ultime curiosità ad approfondite analisi.Tutti voi siete invitati a partecipare alla discussione sia per imparare che per contribuire. Che tu sia un professionista esperto o un principiante, speriamo che il nostro canale possa essere di tuo interesse.E se hai letto fino a qui... beh, iscri Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico Alessandro Gelain - Vois In questo Podcast, trovi le storie più interessanti dei miti greci e romani. Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta, come uno specchio, è capace di mostrare meglio a noi stessi quello che siamo. Buon ascolto!Questo podcast fa parte dell'universo di VOIS. Per scoprire di più, segui @vois.fm su Instagram o visita il sito https://vois.fm/ — 📩 Per Collaborazioni o Sponsorship: [email protected] Weekly News 🗞️ - Marketing Espresso Marketing Espresso Ciao, siamo il team di Marketing Espresso e questo è Weekly News, il podcast in cui ogni martedì ti raccontiamo in meno di 30 le ultimissime dal mondo digital e marketing 🔥In elenco Agcom ✨ Novelle per un Anno, vol. 08: Dal Naso Al Cielo by Luigi Pirandello (1867 - 1936) LibriVox Novelle per un anno è una raccolta di 241 novelle scritte da Luigi Pirandello. Originariamente sono state pubblicate sul Corriere della Sera, successivamente ripubblicate in 15 raccolte. Inizialmente erano previste 24 raccolte contenenti 365 novelle, tuttavia la prematura morte dell'autore ha impedito il raggiungimento del traguardo. Postume sono state pubblicate altre novelle scritte dall'autore. Le raccolte sono state pubblicate tra il 1922 e il 1938. L'ottava raccolta, edita nel 1925, contiene novelle pubblicate tra il 1902 ed il 1923. (Riassunto di Filippo Gioachin)Nota: Per motivi di diritti d'autore negli Stati Uniti, alcune novelle sono state rimosse da questa raccolta. Gli abitanti di nazioni ove i diritti d'autore su quest'opera sono già cessati possono trovare le novelle mancanti su Legamus.euQuesto libro è stato promosso dal gruppo Volontari del Libro di aNobii.

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