EPISODE · Jul 1, 2026 · 39 MIN
ROCCELLA E LODIO: il branco, capro espiatorio e algoritmi #1561
from Ciao, Internet! con Matteo Flora · host Matteo Flora
L’odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”: funziona come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove. Il singolo commento è individuale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi migliaia di altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima è trattata come un simbolo, non come una persona, il dolore sparisce e resta soltanto lo scontro tra bandiere.La dinamica è antica: capro espiatorio (René Girard) e massa che cerca un bersaglio (Elias Canetti). I social cambiano soprattutto tre cose: abbassano il costo dell’aggressione (un like, un commento), tolgono la chiusura rituale (l’odio non finisce mai) e - qui sì - introducono un incentivo economico: piattaforme e algoritmi premiano ciò che genera engagement. La compassione è lenta, la rabbia vola.Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibili pochi nodi rumorosi e trasformano la visibilità in contagio, abbassando la soglia di chi era indeciso. Il punto finale è politico e sociale: se mancano spazi reali dove elaborare il conflitto, la rete diventa il luogo in cui lo si scarica, scegliendo una vittima alla settimana.00:00 Dal caso al meccanismo01:14 Le domande chiave03:04 Odio di branco transitorio07:40 Quando una persona diventa simbolo08:55 Disimpegno morale (Bandura)11:46 Girard e Canetti: dinamiche antiche14:29 Cosa cambiano i social18:27 Viralità: rabbia batte empatia#odioonline #algoritmi #psicologiasociale #socialmedia #caproespiatorio
What this episode covers
L’odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”: funziona come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove. Il singolo commento è individuale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi migliaia di altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima è trattata come un simbolo, non come una persona, il dolore sparisce e resta soltanto lo scontro tra bandiere.La dinamica è antica: capro espiatorio (René Girard) e massa che cerca un bersaglio (Elias Canetti). I social cambiano soprattutto tre cose: abbassano il costo dell’aggressione (un like, un commento), tolgono la chiusura rituale (l’odio non finisce mai) e - qui sì - introducono un incentivo economico: piattaforme e algoritmi premiano ciò che genera engagement. La compassione è lenta, la rabbia vola.Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibili pochi nodi rumorosi e trasformano la visibilità in contagio, abbassando la soglia di chi era indeciso. Il punto finale è politico e sociale: se mancano spazi reali dove elaborare il conflitto, la rete diventa il luogo in cui lo si scarica, scegliendo una vittima alla settimana.00:00 Dal caso al meccanismo01:14 Le domande chiave03:04 Odio di branco transitorio07:40 Quando una persona diventa simbolo08:55 Disimpegno morale (Bandura)11:46 Girard e Canetti: dinamiche antiche14:29 Cosa cambiano i social18:27 Viralità: rabbia batte empatia#odioonline #algoritmi #psicologiasociale #socialmedia #caproespiatorio
NOW PLAYING
ROCCELLA E LODIO: il branco, capro espiatorio e algoritmi #1561
No transcript for this episode yet