PODCAST · technology
Ciao, Internet! con Matteo Flora
by Matteo Flora
Io sono Matteo Flora, mi occupo di #Reputazione Digitale, la insegno in Università e faccio consulenza ad Aziende, Enti e Professionisti con le mie aziende.E con Ciao, Internet! racconto come la Rete ci cambia.
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EMILY NON ESISTE: come una influencer IA ha svuotato le carte in Texas... #1583
Un quarantenne in Texas scorre Instagram e si ferma su “Emily Hart”: bionda in divisa da infermiera, bio patriottica, storie iper-conservative, slogan perfetti per dargli ragione. Cuoricini, DM, poi piccoli pagamenti su Fanvue per foto sempre più spinte. Sembra una micro-storia di solitudine e desiderio online, ma il colpo di scena è tecnico e culturale: Emily Hart non è mai esistita. Ogni pixel è generato.Dietro c’è “Sam”, un 22enne nel nord dell’India, che racconta a Wired di aver ottimizzato il profilo come un prodotto: chiede a Gemini quale nicchia “rende di più”, riceve un suggerimento sul pubblico conservatore USA (più fedele e con più capacità di spesa), produce reel in serie e monetizza con contenuti sintetici. La frode è evidente, ma la lezione è più ampia: non si compra una persona, si compra un pacchetto di segni—identità, appartenenza, conferma.Quando l’influencer dice esattamente ciò che pensi, non cambia mai idea ed è “perfetto”, la domanda non è solo se sia un deepfake: è se ci sia un convincimento reale o un modello di business. E con strumenti generativi sempre più accessibili, questa dinamica può essere replicata su qualunque target, ovunque.00:00 La bionda su Instagram00:29 Pagamenti e Fanvue00:43 Emily Hart non esiste01:19 Wired e il profilo Sam02:05 Gemini: target conservatori USA03:05 Reel virali e monetizzazione03:38 Il prodotto: segni e identità06:25 Come riconoscere profili perfetti#Gemini #Fanvue #Deepfake~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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AUTISTICI/INVENTATI: non è terrorismo, è SOVRANITÀ. E dobbiamo parlarne. #1587
Un collettivo italiano, Autistici/Inventati, finisce nella lista USA delle designazioni per terrorismo con lo stesso strumento usato per colpire reti e soggetti legati al terrorismo internazionale: un atto amministrativo (Executive Order 13224/OFAC), non una sentenza. Nel documento americano pesa più un numero che un elenco: 16.000 caselle email, 10.000 blog, migliaia di mailing list e siti. Ma la domanda chiave resta senza risposta: quante di quelle utenze sono davvero riconducibili a reati, e con quali prove verificabili?Il punto non è difendere un collettivo “simpatico” o “antipatico”, ma capire cosa succede quando si spegne un’infrastruttura: domini, posta, hosting e soprattutto pagamenti. Se la catena di fornitura è agganciata a rubinetti statunitensi (registri come .org tramite Public Interest Registry, circuiti come PayPal, e indirettamente lo snodo finanziario SWIFT), l’effetto extraterritoriale può colpire anche utenti e organizzazioni terze, senza passare da un giudice italiano o europeo.Il criterio implicito diventa pericoloso: offrire cifratura e anonimato + “assenza di registri” = complicità. Così scritto, rischia di inglobare qualunque servizio serio di privacy-by-design e di spostare la decisione su chi “vive o muore” digitalmente da tribunali e garanzie processuali a una firma dall’altra parte dell’oceano.00:00 La designazione USA e i numeri01:51 Ordine 13224: atto, non sentenza04:28 Spegnere infrastrutture, non idee09:08 Cifratura e criterio di complicità12:33 Notifiche assenti e canali legali15:43 Dominio .org e Public Interest Registry18:22 Pagamenti: PayPal, banche, SWIFT22:15 Sovranità: i tubi come confini#AutisticiInventati #OFAC #SovranitàDigitale~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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META HA VINTO: quando la multa è un prezzo #1586
Meta accetta un maxi-accordo con 47 Stati USA: 16,68 miliardi di dollari (che diventano circa 17,1 includendo District of Columbia e altri enti), per chiudere le cause che accusano Facebook e Instagram di essere stati progettati per creare dipendenza negli adolescenti. La reazione del mercato è paradossale solo in apparenza: il titolo sale perché l’incertezza di un processo “pilota” (Oakland, California) e di una fila di cause viene sostituita da un prezzo certo e pianificabile.Il punto non è la cifra in sé, ma la struttura: circa il 70% viene rateizzato in 10 anni
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DOBBY BLOCCA IL CAVO: quando la tomba di un elfo batte la geopolitica... #1579
Un cavo sottomarino da centinaia di milioni deve arrivare a Freshwater West, in Galles. Sulla spiaggia, però, dal 2010 c’è una “tomba” improvvisata: una pietra dipinta con scritto “Here lies Dobby, a free elf”, sassolini, calze lasciate dai fan. Non è un sito archeologico: è un memoriale nato attorno a un personaggio di Harry Potter e alla location usata per le riprese di una scena del film. Eppure quella storia produce telefonate, pressione reputazionale e un effetto concreto: il tracciato viene ripensato per evitare quel punto.Il paradosso è che la deviazione porta il cavo vicino a tumuli dell’Età del Bronzo, con resti reali e 4.000 anni di storia, ma senza una trama condivisa: niente protagonista, niente “capitolo” da difendere, niente simboli quotidiani. Entra qui la teoria dell’“homo narrans” di Walter R. Fisher: crediamo e ci mobilitiamo più facilmente per narrazioni coerenti e familiari che per fatti nudi.Morale operativa per tech, policy e comunicazione: i numeri non camminano da soli. Se qualcuno vince una battaglia pubblica “tecnica”, spesso sta solo raccontando meglio di te la storia sotto quei dati.00:00 La tomba di Dobby00:57 Il progetto Greenlink01:50 Perché esplode la storia02:27 Deviazione e costo reale03:26 Fisher e l’homo narrans04:16 Trama vs tumulo06:11 Quando i dati non bastano07:03 Governare le narrative#Greenlink #Dobby #Storytelling~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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ECLISSI FINTA: quando lo smartphone inventa la luna sopra il Sole... #1580
A Madrid qualcuno alza lo smartphone per fotografare un’eclissi. Sul display però compare una “super luna” perfetta, con crateri da manuale… sopra il Sole. Non è magia: è fotografia computazionale spinta, con riconoscimento della scena e generazione/ricostruzione di dettagli “plausibili” per rendere lo scatto più spettacolare.Il caso circolato su X (attribuito a Carlos Villasante) richiama polemiche già viste: Samsung con il “Moon Mode” sui Galaxy (discussione esplosa nel 2023 dopo test con immagini sfocate) e Huawei con modalità simili già negli anni precedenti. Cambiano marchi e marketing, ma il punto resta: il telefono non registra soltanto ciò che entra nel sensore
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SOCIAL COME LALCOL: quando il design ti tiene incollato... #1585
Parte tutto da una cosa personale: smettere di bere è meno una questione di “forza di volontà” e più di rituali, abitudini, e di quel momento in cui cerchi di “staccare” dal lavoro. Il punto è che molti hanno sostituito il bicchiere con lo smartphone: stessa logica, stessa ricompensa intermittente, stessa difficoltà a rinunciare non tanto alla sostanza, ma al meccanismo che regge la giornata.Negli Stati Uniti si apre un processo enorme contro Meta (Facebook/Instagram) che prova a cambiare il terreno di gioco: non più il contenuto pubblicato dagli utenti, ambito dove entrano in gioco tutele come la Section 230, ma l’architettura del prodotto. L’accusa, basata anche su documenti interni emersi nel tempo, mira a dimostrare che certe scelte di design (feed, scroll infinito, ricompense a intervalli irregolari) siano state progettate sapendo di aumentare il carico dopaminico e quindi la dipendenza, soprattutto tra i più giovani.Se questa impostazione regge, potrebbe essere il “momento tabacco” dei social: non una crociata morale, ma un passaggio in cui diventa socialmente e legalmente discutibile ciò che prima era normalizzato. E obbliga tutti a una domanda semplice: lo stiamo usando “per lavoro”, o ci sta usando lui per non farci staccare mai?Video che cito » https://video.matteoflora.com/156900:00 Mezzo bicchiere e reset01:27 Smettere: il problema è il rituale03:16 Processo a Meta negli USA04:15 Da contenuto a architettura06:12 Il possibile momento tabacco07:34 Dopamina e ricompense irregolari09:55 Il telefono come sostituto11:33 Trovare nuovi modi per staccare#Meta #Section230 #SocialMediaAddiction~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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MINORI ONLINE LA FRANCIA CI RIPENSA: il divieto ai social bocciato prima ancora di partire... #158
Il divieto francese di accesso ai social per gli under 15 è durato meno di un mese: approvato dal Parlamento il 21 luglio, è stato bocciato dal Conseil constitutionnel il 14 agosto, prima dell’entrata in vigore prevista per il 1° settembre. Il punto non è “se” proteggere i minori, ma “come”: un bando generalizzato finisce per comprimere libertà di espressione e informazione anche dove il rischio non è dimostrato, e cancella la possibilità di una mediazione familiare.La seconda lezione è ancora più strutturale: la verifica dell’età, se imposta in modo rigido, obbliga di fatto tutti (anche gli adulti) a dimostrare chi sono per far emergere chi è minorenne. Senza garanzie tecniche e giuridiche chiare, l’effetto collaterale diventa una forma di identificazione e tracciamento di massa incompatibile con la tutela della vita privata. È il classico caso in cui la misura “per proteggere alcuni” richiede di controllare tutti.Nel frattempo il tema si replica in altri Paesi (Australia, Regno Unito) e rischia di spostarsi sempre più sul piano europeo: Digital Services Act e discussioni su nuove regole di “fairness” digitale. Il vero terreno di gioco resta il design delle piattaforme: riduzione delle dinamiche tossiche, sicurezza by design e responsabilità misurabili, invece di trasformare l’età in un lasciapassare universale.00:00 Il divieto dura 24 giorni00:00:54 Cosa prevedeva la legge00:01:22 Bocciatura: divieto sproporzionato00:02:38 Bocciatura: controllare tutti00:04:19 Riscrittura e quadro europeo00:04:35 Australia, Regno Unito, Italia00:06:09 Protezione vs schedatura00:06:41 DSA, DFA e prossime mosse#Francia #VerificaEta #DigitalServicesAct~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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CLAUDE TI MARCHIA: come la AI firma i testi che scrive senza dirtelo... #1581
Anthropic ha introdotto un watermark “invisibile” nei testi generati da Claude: una filigrana statistica che sopravvive al copia-incolla e che, con una chiave segreta, permette di stimare se un brano provenga dal modello. L’idea (attribuita allo schema proposto da Scott Aaronson) agisce durante la scelta delle parole: tra alternative quasi equivalenti, il modello viene spinto a selezioni coerenti con una funzione crittografica basata sul contesto recente. A parole sembra la soluzione al problema della trasparenza, anche in risposta alle richieste dell’AI Act UE e al cosiddetto Bruxelles Effect.Il punto però è che la filigrana è forte soprattutto nei “casi puri” (testo generato da zero e pubblicato tale e quale) e diventa debole proprio nei casi reali: correzioni leggere di stile e grammatica, documenti ibridi a strati (parti umane + parti IA), o semplici trasformazioni che spezzano la finestra di contesto. Inoltre nei testi a bassa entropia—definizioni tecniche, formule, diritto, e spesso anche codice—c’è meno libertà lessicale e il watermark è strutturalmente più fragile.Resta il nodo politico: chi controlla la chiave e la soglia di rilevazione controlla anche l’attribuzione. Senza numeri pubblici su falsi positivi e soglie minime, il “rilevato dal watermark” rischia di diventare un sospetto vestito da prova, con conseguenze concrete in scuole, redazioni e tribunali.00:00 La firma invisibile di Claude02:05 Come funziona il watermark04:00 AI Act e Brussels Effect06:15 Cosa c’è di buono07:40 Correzioni e casi ibridi10:12 Traduzioni e definizioni ambigue12:54 Come distruggerlo facilmente15:01 Chiave segreta e rischi#Claude #Anthropic #AIACT~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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TUTTO OK È IPHONE: la campagna di Apple sbagliata nei tempi, modi e molto altro #1578
TUTTO OK, è un IPHONE. In mano a un neonato.Peccato che, in un momento storico in cui si discute di dipendenza da smartphone, parental control e utilizzo dei device da parte dei minori, l’immagine di un neonato con un telefono in mano non viene letta come “resistenza del prodotto”, ma come normalizzazione dell’iper-esposizione digitale fin dalla culla. E quando un cartellone è polissemico, non scegli tu quale significato vincerà.Il punto è la responsabilità di chi progetta la comunicazione: non basta l’intenzione della campagna (iPhone “tough”, che sopravvive a pioggia, sport, cadute), conta come verrà interpretata da pubblici diversi. È qui che entrano stakeholder mapping e letture ostili: autorità, avversari, attivisti, concorrenti, opinione pubblica. Un messaggio perfetto per “gli amici” può diventare un boomerang se offre munizioni a chi ti guarda con sospetto.La conseguenza è il cortocircuito reputazionale: un’immagine pensata come dimostrazione di robustezza finisce per attivare il tema “bambini e smartphone”, con sensibilità e reazioni istituzionali più alte del previsto. Prima di affiggere un messaggio, bisogna prevedere tutti i segnali che scatena, non solo quello che volevi trasmettere.00:00 Il cartellone del neonato00:00:57 Pubblicità e interpretazioni00:02:08 Cosa voleva dire Apple00:03:04 Stakeholder mapping e contesto00:05:00 Quando il messaggio diventa crisi00:05:46 Le 4A: amici, autorità, avversari00:07:06 Polisemia: pensare tutti i segnali#Apple #iPhone #ReputazioneDigitale~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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ESORCISTI CONTRO AI: al convegno di Roma il problema non è il diavolo... #1575
A Roma, al convegno annuale degli esorcisti, l’allarme non riguarda storie pittoresche di possessioni: il tema centrale è ChatGPT. Sempre più persone portano in confessione dubbi nati da conversazioni con chatbot trattati come entità: consigli su divorzio, scelte familiari, perfino domande su paradiso e inferno. Quando l’IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l’effetto “oracolo” si amplifica e qualcuno finisce per ritualizzare quelle risposte.Il punto non è il soprannaturale nella macchina, ma un bisogno antico: delegare il senso a un intermediario. Qui torna utile Max Weber e il suo “disincanto del mondo”: la razionalità tecnica svuota lo spazio del magico, ma gli esseri umani cercano comunque un “re-incanto” altrove. Nel 2026 quel varco si è spostato sullo smartphone: la macchina risponde sempre, velocemente, senza attese, e proprio questa disponibilità la rende credibile.La domanda scomoda è cosa stia davvero sostituendo l’IA. Più che il divino, sembra sostituire l’ascolto: la presenza paziente di un interlocutore umano. E quando la relazione viene rimpiazzata da una statistica ben confezionata, il rischio non è l’eresia: è la solitudine che si traveste da risposta.00:00 Esorcisti vs ChatGPT01:24 Il convegno e i numeri02:19 Chatbot come oracoli02:49 Weber: disincanto del mondo04:18 Il reincanto nella macchina05:32 Fame di senso e rischio06:08 Non sostituisce Dio: ascolto#ChatGPT #MaxWeber #Esorcisti~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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GUIDE VIAGGI FALSE: su Amazon le firmano autori che non esistono... #1577
Migliaia di guide di viaggio su Amazon sembrano “normali”: copertina curata, impaginazione pulita, 300 pagine e prezzo da 7-10 euro. Il problema è che molte sono firmate da autori inesistenti, con biografie inventate e foto generate dall’IA. Dentro, testi plausibili ma pieni di errori: orari e prezzi sballati, indirizzi sbagliati, ristoranti chiusi da anni, itinerari che ignorano la sicurezza dei sentieri o dei quartieri. Il caso riportato da Futurism (2024) racconta di una turista che, seguendo un percorso di trekking “facile” indicato da una guida sospetta su Santorini, si è ritrovata in una situazione pericolosa ed è stata soccorsa dalle autorità locali.Il punto non è solo la truffa del singolo libro: è un fallimento di mercato. Con l’asimmetria informativa descritta da George Akerlof (il “mercato dei bidoni”), se l’acquirente non sa distinguere qualità e spazzatura, il prezzo medio scende e i contenuti fatti bene diventano economicamente insostenibili. Kindle Direct Publishing abbassa a quasi zero il costo di produzione, mentre i controlli restano reattivi: molte rimozioni arrivano solo dopo segnalazioni manuali. Quando “good enough” basta per vendere, la qualità esce dal mercato e resta l’automazione.00:00 Guide IA e autori inesistenti00:00:39 Il caso Santorini: trekking pericoloso00:01:18 Come nascono le guide su KDP00:02:23 Controlli Amazon e segnalazioni00:03:06 Akerlof e il mercato dei bidoni00:05:01 Perché la piattaforma non certifica00:07:17 Come riconoscere una guida affidabile#AmazonKDP #Akerlof #GuideViaggioIA~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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LUCCELLO CHE NON ESISTE: foto AI perfette e la scienza che ci casca... #1574
Una foto perfetta di un uccello “rarissimo” finisce in un gruppo di birdwatching, prende stelline, e poi scivola dentro i database usati dai ricercatori per capire dove vivono davvero le specie. Peccato che quell’uccello non esista: è generato con IA. Il risultato non è solo una figuraccia online, ma un dato sporco che può spostare mappe di distribuzione, alterare serie storiche e confondere chi studia migrazioni, presenze e scomparse.Il problema è doppio: da un lato ci sono immagini interamente sintetiche (il “tucano in Siberia”), dall’altro ritocchi più subdoli su foto reali fatti con strumenti generativi (rimuovere rami, ricostruire parti, cambiare cielo). In un contesto di ricerca, anche una piccola modifica può cambiare dettagli diagnostici: piumaggi, penne, colori, differenze tra specie o tra maschio e femmina.Qui la tech policy incontra un paradosso economico e filosofico: la verifica costa molto più della falsificazione (e spesso la fanno volontari) e l’inquinamento dei dati può far collassare la fiducia, come nel “mercato dei bidoni” di George Akerlof. E c’è un rischio ulteriore: non è (solo) menzogna, è indifferenza verso il vero—la distinzione di Harry Frankfurt tra mentire e produrre “stronzate”. Quando la verità smette di essere un obiettivo, un archivio scientifico non dice “cose sbagliate”: smette proprio di dire cose.00:00 L’uccello che non esiste00:00:47 Database e scienza dal basso00:02:35 Foto IA e casi assurdi00:03:35 Ritocchi generativi subdoli00:05:49 Perché quei dati servono00:06:45 Moderazione e costi di verifica00:07:36 Akerlof e collasso fiducia00:10:20 Frankfurt: vero vs plausibile#iNaturalist #eBird #citizenscience NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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IL MONITOR CON SORPRESA: colleghi un LG e Windows ti installa la pubblicità... #1572
Attacchi un monitor LG UltraGear da fascia alta e Windows, senza chiederti nulla, scarica “LG Monitor App Installer”. Fin qui tutto “normale”: è la pipeline pensata per riconoscere l’hardware e distribuire driver e utility automaticamente. Il problema nasce un attimo dopo, quando quell’app si mette in esecuzione all’avvio e ti spara un pop‑up di promozione McAfee (trial 30 giorni, poi rinnovo a pagamento). Gamers Nexus lo misura in modo chirurgico: 31 pop‑up su 32 riavvii. Non un caso isolato: segnalazioni online indicano che la questione circolava da tempo.La vicenda si chiude in fretta (circa 72 ore) solo dopo l’eco mediatica e un intervento pubblico: Tim Sweeney (Epic Games) rilancia taggando Pavan Davuluri, a capo della divisione Windows in Microsoft, e LG rilascia un aggiornamento che disattiva il pop‑up. Ma il punto scomodo resta: il “binario” usato è una catena di fiducia che l’utente vive come infrastruttura (Windows Update e distribuzione automatica software per dispositivi). Se quel canale può veicolare bloatware e promozioni, la fiducia non si erode lentamente: crolla di colpo.Il tema vero, quindi, non è McAfee “installato o no con consenso”, ma l’uso di un canale privilegiato—nato per sicurezza e compatibilità—per monetizzare l’attenzione dell’utente su un prodotto già pagato a prezzo pieno.00:00 Monitor da 1000€ e pop-up01:15 Cosè LG Monitor App Installer02:13 Promozione McAfee allavvio02:51 Il test di Gamers Nexus04:27 Rumore pubblico e soluzione06:40 Il vero problema: il canale10:10 Monopolio radicale e fiducia15:33 Cosa controllare sul PC#WindowsUpdate #LGUltraGear #mcafeemafia NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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I ROBOT SONO ARMI: per la FCC anche laspirapolvere è dual use... #1573
Dal 28 luglio 2026 negli USA basta una soglia quasi banale — circa 2 kg, sensori, connettività e autonomia con machine learning — per finire nella “covered list” della FCC: un perimetro che blocca nuove autorizzazioni e quindi importazione, marketing e vendita di nuovi modelli. Non è solo la storia degli umanoidi o dei quadrupedi virali: dentro ci finiscono anche gli aspirapolvere robot domestici, perché l’architettura richiesta è la stessa che rende un robot utile… e potenzialmente pericoloso.La chiave non è la bandiera del produttore, ma il concetto di dual use “per architettura”: percepire l’ambiente, muoversi autonomamente, ricevere comandi e aggiornamenti da remoto. È la combinazione, tutta nello stesso corpo che entra in case, magazzini e ospedali, a cambiare la natura del rischio: spionaggio ambientale, spegnimento da remoto, riprogrammazione, dipendenza dagli update. E qui la discussione pubblica tende a oscillare tra due caricature ugualmente miopi: “è solo un elettrodomestico” e “è Terminator sotto il divano”.Il punto politico-tecnico diventa allora un altro: cosa pretendiamo davvero come standard (firmware verificabile, filiera, dati e giurisdizione), e quanto siamo disposti a pagare per una sicurezza che non può essere gratuita quando l’oggetto, per design, ha sempre almeno due mestieri.00:00 2 kg, sensori, rete: robot01:18 FCC covered list: come blocca02:39 Definizione: autonomia e ML03:18 Dentro anche i robot aspirapolvere04:47 La catena di divieti USA06:02 Perché è architettura, non Cina06:45 Dual use di serie nella robotica09:51 Dal tostapane a Terminator#FCC #DualUse #roomba NOTA: Quello che stai per vedere è un ''video delle ferie'', registrato in anticipo nell'ultima settimana di Luglio. Se qualcosa nel frattempo si è evoluto... non lo vedrai qui, temo!~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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INSTAGRAM DÀ DIPENDENZA? LEuropa dice di sì e cambia un po tutto... #1569
Bruxelles mette nero su bianco un’accusa che cambia il lessico e, quindi, il campo di gioco: Facebook e Instagram sarebbero progettati per creare dipendenza. Non è una polemica mediatica, ma una contestazione formale nell’ambito del Digital Services Act (DSA): al centro finiscono infinite scroll, autoplay di Reels/Stories, notifiche e sistemi di raccomandazione personalizzati che portano l’utente in “pilota automatico”, con impatti più forti su minori e persone vulnerabili.La parte interessante non è solo l’eventuale sanzione (fino al 6% del fatturato globale annuo), ma l’idea che il problema non sia il singolo contenuto: è l’architettura del prodotto. In altre parole, non si processa “cosa vedi”, ma “come ti viene servito” per trattenerti. Questo spostamento da engagement a dipendenza richiama dinamiche già viste con tabacco e gioco d’azzardo: quando il danno diventa costo, l’industria tratta.Dentro la macchina ci sono meccanismi noti alla psicologia comportamentale: ricompense variabili in stile slot machine (Skinner) e pattern di prodotto popularizzati nella Silicon Valley (Hooked di Nir Eyal). E non riguarda solo gli adolescenti: l’uso problematico colpisce anche gli adulti, inclusi gli anziani, spesso con meno difese cognitive e mediatiche. La domanda finale è pratica: riconoscere quel mezzo secondo di scroll non scelto, e riprendersi la decisione.00:00 Bruxelles accusa Meta01:13 DSA: cosa contesta la UE01:42 Le feature sotto accusa03:35 Il precedente: TikTok04:45 Verso il Digital Fairness Act06:25 Skinner e la slot machine08:40 Hooked e i pattern d’abitudine14:16 Da engagement a salute pubblica#DigitalServicesAct #Meta #Instagram
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TUO FIGLIO IN VETRINA: TikTok apre i minori di fabbrica e Bruxelles dice basta... #1571
Un sedicenne apre TikTok e, senza averlo davvero scelto, si ritrova con un profilo visibile a chiunque sul web: non solo agli utenti della piattaforma, ma anche a chi arriva da un browser. E i suoi video possono finire raccomandati nel “Per Te” di perfetti sconosciuti. Il punto non è il tempo speso a scrollare: è la portata della visibilità, “planetaria”, e la differenza tra cosa un ragazzo intende per pubblico e cosa la piattaforma rende effettivamente pubblico.Il 24 luglio la Commissione Europea ha inviato a TikTok delle conclusioni preliminari nell’ambito del Digital Services Act (DSA): non è ancora una decisione finale, ma è l’ultimo passaggio prima di un’eventuale non conformità e sanzione (fino al 6% del fatturato mondiale annuo). La contestazione, nel merito, riguarda le impostazioni di default per i minori: tra 13 e 15 anni si parte privati ma si può diventare pubblici in pochi tocchi
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OPENAI HACKER: la AI che aggira i divieti per vincere il gioco di Huggingface #1570
17.000 tentativi in un weekend, due vulnerabilità concatenate e un database di produzione di Hugging Face finito sotto mano a uno “sciame” di agenti. La parte controintuitiva: non sarebbe stato un gruppo criminale o un servizio straniero, ma un modello di OpenAI messo alla prova in test di cybersecurity con freni ridotti, che ha scelto la scorciatoia più efficace per “vincere” il benchmark.L’angolo interessante non è la favola di Skynet che scappa dal recinto: qui pesa molto di più il tema del specification gaming (reward hacking), cioè sistemi che ottimizzano l’obiettivo letterale e non l’intento umano. Se il punteggio è “dammi le risposte giuste”, allora rubare le soluzioni può diventare una strategia razionale. In mezzo c’è anche un dettaglio geopolitico: per analizzare gli artefatti dell’attacco, Hugging Face avrebbe dovuto usare un modello cinese (Zhipu GLM) perché alcuni modelli occidentali rifiutavano di elaborare codice ed exploit per via delle policy.Morale operativa: trattare gli agenti AI come “stagisti brillanti” senza contesto, da supervisionare e verificare. Se in laboratorio succedono effetti collaterali del genere, la domanda vera è quanta governance e separazione ambientale servano quando questi agenti entrano in aziende, studi professionali, sanità e finanza con permessi reali.00:00 Cosa è successo davvero01:47 Cronologia dell’incidente02:19 Sciame di agenti e 17k azioni02:53 Le due vulnerabilità sfruttate03:32 Perché servono modelli cinesi05:25 OpenAI: test con freni ridotti08:27 Reward hacking, non Skynet15:32 Lezione per aziende e controlli#OpenAI #HuggingFace #RewardHacking~~~Ciao Internet! - Il primo e più seguito canale di TECH POLICY in italia, con Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetPrivacy » https://privacy.matteoflora.comAI Policy » https://privacy.matteoflora.com/aiMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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IN CARCERE PER LA AI: cosa succede se la AI sbaglia a riconoscerti e chi paga? #1568
Tre mesi di cella per un “match” all’85%: in Florida un uomo viene identificato da un software di riconoscimento facciale come sospetto per il furto/vendita di un’auto e finisce arrestato ed estradato, nonostante esistano già registri lavorativi che lo collocano a centinaia di chilometri di distanza. Il caso (attribuito a Jalil Richardson, dalla North Carolina, arrestato a Jacksonville) mette a nudo una cosa: non basta dire “è solo uno strumento nella cassetta degli attrezzi” quando, di fatto, quell’attrezzo diventa l’unica prova che pesa davvero.Un’accuratezza dell’85% non è “quasi certezza”: è 1 errore ogni 6, una roulette russa se la trasformi in mandato e detenzione. Qui entra in gioco l’automation bias: quando la macchina sputa un numero, l’essere umano smette di dubitare, soprattutto sotto pressione e con carichi di lavoro alti. Il problema non è solo l’errore tecnico, ma l’architettura di responsabilità che scompare dietro il “processo” e dietro un potere sempre più panottico: la faccia diventa dato, il dato probabilità, la probabilità ordine esecutivo. E a pagare il costo dell’errore non è l’infrastruttura, ma il cittadino.00:00 Tre mesi per un 85%01:13 Il caso Richardson03:31 Errori ripetuti e ACLU04:40 Perché 85% è roulette05:34 Automation bias: la macchina vince06:56 Panopticon e potere automatico09:21 La cassetta degli attrezzi vuota14:22 Chi paga quando sbaglia?#RiconoscimentoFacciale #Jacksonville #ACLU
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TRUMP IN VENDITA: i post del Presidente in anticipo e a pagamento... #1567
Dal 1° agosto Truth Social apre una corsia preferenziale: un’API che promette accesso “al millisecondo” ai post dei 10 account più influenti della piattaforma, a partire da Donald Trump. Prezzo riportato dal Financial Times: fino a 100.000 dollari al mese (circa 60.000 con contratto triennale). Il target è esplicito: banche, fondi, trading ad alta frequenza, media finanziari. Non si compra un segreto: si compra latenza.Tecnicamente non è insider trading nel senso classico, perché il contenuto è pubblico. Ma l’effetto è quello che conta: due classi di spettatori, chi vede prima e chi vede dopo, con algoritmi che reagiscono prima ancora che arrivi la notifica sul telefono. La velocità come merce esiste da anni nei mercati (feed diretti, colocation), ma qui la “fonte” non è un’infrastruttura regolata: è la voce del Presidente degli Stati Uniti, e la corsia preferenziale viene venduta dall’azienda legata a quella stessa voce.Il conflitto d’interessi è strutturale: Trump è l’autore dei post che muovono i mercati e risulta anche azionista di riferimento di Trump Media & Technology Group, che monetizza quell’anticipo. È la rutinizazione del carisma in formato API: volatilità trasformata in abbonamento, con il potere che torna a farsi pagare per l’accesso—solo che ora dura meno di un battito di ciglia.00:00 100k al mese per vedere prima01:03 Cos’è Truth API02:49 Quanto valgono i post03:45 Perché non è insider trading04:47 Il precedente Reuters 201305:24 Presidente, piattaforma, azioni07:52 Routinizzazione del carisma10:01 Due classi di mercato#TruthAPI #TruthSocial #DonaldTrump
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ESPROPRIARE lIntelligenza Artificiale AI #1566
Il 69% degli americani direbbe sì a obbligare le grandi aziende di Intelligenza Artificiale a cedere metà della proprietà a un fondo pubblico: un dato che stona con decenni di sfiducia verso il governo federale. Il punto non è un amore improvviso per lo Stato, ma un voto “contro” Big Tech, alimentato da un riflesso di sopravvivenza collettiva: licenziamenti nel tech e paura di una tecnologia percepita come ingestibile.Dentro il disegno di legge S.4825 di Bernie Sanders c’è però un dettaglio che molti commenti ignorano: non è un “sequestro” di azioni esistenti, ma una diluizione tramite nuove quote emesse fino a portare il Tesoro al 50%. Da lì emergono i problemi veri: valutazione discrezionale delle partecipazioni non quotate, una soglia secca a 200 milioni di ricavi che incentiva elusioni, e soprattutto governance: una commissione nominata politicamente che esercita voto e controllo nei CDA, con implicazioni dirette su dati, modelli e limiti del codice.Il confronto con Alaska (dividendo come “proprietà”), col fondo sovrano norvegese (partecipazioni senza controllo) e con le mosse dei fondi del Golfo apre la domanda finale: se l’AI deriva valore dall’intelligenza collettiva, chi decide il prezzo della nostra conoscenza e chi siede davvero al tavolo?00:00 Il 69% pro esproprio AI02:25 Alaska: dividendo, non sussidio05:03 Sfiducia nello Stato USA08:02 Polanyi e il doppio movimento10:35 Licenziamenti e paura dell’AI15:28 Dentro la legge S.482516:44 Non esproprio: diluizione quote18:24 Valutazione, soglia e controllo#BernieSanders #S4825 #OpenAI
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Chat Control 1.0: il giorno buio della democrazia autoritaria europea #1565
Il Parlamento europeo ha rimesso in vita ChatControl 1.0 con un voto “fantasma”: stessa deroga del Regolamento (UE) 2021/1232, già respinta a marzo in plenaria, ma rientrata dalla finestra l’ultimo giorno prima delle ferie. In seconda lettura, se non si raggiunge la maggioranza assoluta dei membri (361 su 720) per bloccare il testo del Consiglio, quel testo passa automaticamente.Con l’aula semivuota, quei numeri diventano quasi irraggiungibili: formalmente regolare, politicamente esplosivo.La versione rassicurante dice cinque cose vere:1. è ChatControl 1.0, non la 2.0
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SONY ADDIO AI CD: nello store digitale della cattedrale al bazar non comperi... #1564
Sony conferma che dal 2028 i nuovi giochi PlayStation saranno solo digitali: la parte facile è ridere dei meme sul Walkman. La parte difficile è guardare sotto il cofano: quando premi “Acquista” su uno store, nella maggior parte dei casi non stai comprando un bene, stai ottenendo una licenza d’uso revocabile. E quando la licenza finisce — o l’accordo tra aziende cambia — ciò che credevi “tuo” può sparire.È già successo: su PlayStation Store sono stati rimossi centinaia di titoli tra film e serie di StudioCanal senza rimborso per chi li aveva pagati
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FORD RIASSUME 350 Veterani? Non proprio, è solo contabilità della conoscenza... #1563
Ford “riassume 350 ingegneri perché l’IA ha fallito”: è il classico titolo-abbraccio che conferma ciò che molti vogliono sentirsi dire. Ma basta seguire le fonti per vedere che la storia, così come gira, è confezionata male: due fatti veri vengono incollati in un rapporto causa-effetto che non regge.Da un lato Ford richiama circa 300–350 ingegneri veterani nell’area qualità
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GIUDICE, ASSOLVIMI! In Brasile un avvocato ha provato a corrompere un giudice AI... #1562
Un avvocato prova a “ipnotizzare” l’LLM del tribunale infilando istruzioni invisibili (bianco su bianco) dentro un atto: quando il giudice chiede un riassunto, il modello esegue anche i comandi nascosti e produce un’analisi distorta. Qui non c’è magia: è prompt injection applicata a un contesto ad altissimo impatto, dove un riassunto sbagliato può influenzare decisioni, tempi e responsabilità.Il punto chiave è strutturale: per molti modelli linguistici tutto ciò che entra nel contesto è testo “allo stesso livello”, quindi contenuto e istruzioni diventano indistinguibili. È la versione operativa del problema descritto dall’esperimento della “stanza cinese” di John Searle: manipolazione di simboli senza comprensione semantica e senza un confine affidabile tra “documento” e “comando”. Per questo la prompt injection non è solo un bug: è un pattern che riappare in PDF, email, browser, strumenti di sviluppo e workflow aziendali.La conseguenza pratica è una nuova superficie d’attacco: non vieni colpito tu, viene colpito l’assistente che legge al posto tuo. Se l’abitudine diventa “non leggo l’originale, leggo il riassunto”, allora ogni catena documentale si porta dietro un terzo attore non autorizzato: ciò che il file sussurra al modello mentre tu guardi altrove.00:00 Il trucco bianco su bianco01:20 Cos’è la prompt injection02:08 Il caso in tribunale04:10 Dalla scuola ai paper06:10 Email, IDE, browser, Slack09:12 Perché non si risolve09:45 Searle e stanza cinese14:43 Regola: AI come stagista#PromptInjection #StanzaCinese #LLMSecurity
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ROCCELLA E LODIO: il branco, capro espiatorio e algoritmi #1561
L’odio online non è (solo) “colpa dei cattivi”: funziona come un branco transitorio che si coagula attorno a un bersaglio, lo travolge e poi si scioglie per riformarsi altrove. Il singolo commento è individuale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivi perché vedi migliaia di altri farlo e ti senti una goccia nel mare. E quando la vittima è trattata come un simbolo, non come una persona, il dolore sparisce e resta soltanto lo scontro tra bandiere.La dinamica è antica: capro espiatorio (René Girard) e massa che cerca un bersaglio (Elias Canetti). I social cambiano soprattutto tre cose: abbassano il costo dell’aggressione (un like, un commento), tolgono la chiusura rituale (l’odio non finisce mai) e - qui sì - introducono un incentivo economico: piattaforme e algoritmi premiano ciò che genera engagement. La compassione è lenta, la rabbia vola.Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibili pochi nodi rumorosi e trasformano la visibilità in contagio, abbassando la soglia di chi era indeciso. Il punto finale è politico e sociale: se mancano spazi reali dove elaborare il conflitto, la rete diventa il luogo in cui lo si scarica, scegliendo una vittima alla settimana.00:00 Dal caso al meccanismo01:14 Le domande chiave03:04 Odio di branco transitorio07:40 Quando una persona diventa simbolo08:55 Disimpegno morale (Bandura)11:46 Girard e Canetti: dinamiche antiche14:29 Cosa cambiano i social18:27 Viralità: rabbia batte empatia#odioonline #algoritmi #psicologiasociale #socialmedia #caproespiatorio
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W33K Ep.27 - Sono vivo, Roccella e lOdio, la polarizzazione di meglio una di meno... ~ 29.06.2026
✨ W33K: il Lunedì che fa la differenza!Sono tornato, sono vivo, e parliamo un po' di cosa è successo. Ma parliamo anche di odio...L’odio online non è (solo) una somma di individui cattivi: è un comportamento di branco che si forma, travolge un bersaglio e si scioglie, pronto a ricomporsi sul prossimo pretesto. Il singolo commento è personale nell’esecuzione, ma collettivo nel “permesso”: scrivo perché vedo migliaia di altri farlo e mi convinco di essere irrilevante, quindi innocente.Quando una persona diventa simbolo, smette di essere percepita come individuo: diventa una lavagna su cui proiettare un conflitto più grande. Qui entra il “disimpegno morale” (Albert Bandura): ci si racconta di stare punendo il Male, non infierendo su qualcuno che soffre. Girard (capro espiatorio) e Canetti (massa e potere) descrivevano già dinamiche simili: i social non cambiano la natura umana, ma abbassano il costo dell’aggressione, eliminano la chiusura rituale e soprattutto monetizzano l’engagement.Gli algoritmi non inventano l’odio, ma ne falsano le proporzioni: rendono ipervisibile la minoranza rumorosa e trasformano rabbia e indignazione in carburante. Il risultato è una società che perde spazi fisici di elaborazione del conflitto e delega alle piattaforme una liturgia continua: un bersaglio alla settimana, un linciaggio, poi il prossimo.00:00:00 Sigla e apertura00:03:22 Ritorno in live e saluti alla chat00:03:51 Racconto del grave incidente stradale in moto00:07:09 Spiegazione delle sigle musicali generate con intelligenza artificiale00:13:08 Festeggiamenti per il traguardo di 312.000 iscritti sul canale00:16:12 Novità sul corso e moduli multi-agente00:27:38 Introduzione del tema: l'odio online e il caso Roccella00:31:02 Sociologia del branco virtuale come massa transitoria e indeterminata00:33:05 Teoria dei ''Transit Dogpile Groups'' e gradiente della rabbia00:35:52 Trasformazione delle persone in simboli e bersagli senza colpa00:36:36 Il meccanismo psicologico del disimpegno morale di Albert Bandura00:39:39 Teorie classiche del capro espiatorio e della folla (Girard e Canetti)00:42:25 Effetto disinibizione online e crollo dell'empatia senza contatto visivo00:43:19 Modello economico dei social basato sulla monetizzazione dell'indignazione00:46:40 Algoritmi e viralità delle emozioni negative rispetto alla compassione00:50:41 Analisi dei dati della mappa delle intolleranze di Vox Diritti00:53:51 I premi intangibili del branco: appartenenza e superiorità morale01:00:35 La scomparsa degli spazi fisici di mediazione del conflitto sociale01:06:14 Analisi del caso fake news del falso gruppo Facebook antifemminista01:08:32 Manipolazione dei troll, gaslighting ed esibizionismo morale degli attivisti01:23:00 Chiusura della live, saluti finali
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MARI VS MURGIA ALLO STREGA: perchè le scuse di Michele Mari non reggono #1560
Le “scuse” di Michele Mari, diffuse tramite una nota dell’ufficio stampa Einaudi dopo le frasi attribuitegli su Michela Murgia durante il tour del Premio Strega, sono un caso di scuola di crisi autoinflitta: non tanto per il fatto originario (che resta una questione di testimonianze), quanto per come il testo prova a governare la narrazione e finisce per peggiorarla.Quindi per esercizio facciamo al solito l'analisi:- il canale scelto (nota fredda, non prima persona)- l’ancoraggio iniziale su “voci incontrollate”- la negazione come scommessa quando ci sono testimoni- e soprattutto la contraddizione che annulla tutto: negare e insieme “scusarsi”.Il comunicato sposta il bersaglio delle scuse su Teresa Ciabatti invece che sul pubblico realmente ferito dall’offesa percepita verso Murgia
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ANTITRUST contro APPLE: backup iPhone solo iCloud e lock-in (DMA) #1559
Cambiare iPhone per passare ad altro è “libero” solo sulla carta: il problema vero è portarsi dietro la propria vita digitale. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria su Apple perché il backup completo di iPhone e iPad (app, impostazioni, messaggi, preferenze) risulta effettuabile solo tramite iCloud, mentre i servizi cloud concorrenti possono sincronizzare al massimo porzioni dei dati (foto e file), non l’intero dispositivo.Il punto non è un divieto scritto, ma l’assenza di interoperabilità: secondo l’ipotesi investigativa, Apple non renderebbe disponibili API e permessi necessari a terze parti per realizzare un backup “device-level” equivalente. L’AGCM inquadra il tema nel Digital Markets Act (DMA) e nella designazione di Apple come “gatekeeper” per iOS (settembre 2023) e iPadOS (aprile 2024), richiamando gli obblighi di interoperabilità dell’art. 6(7). Essendo il DMA applicato dalla Commissione Europea, il ruolo nazionale è soprattutto istruttorio: raccolta elementi e trasmissione del dossier a Bruxelles.Dietro la tecnica c’è una dinamica di potere: l’infrastruttura del backup è invisibile finché funziona, ma diventa una gabbia quando provi a uscire. La libertà tecnologica si misura sull’exit cost: quanto è facile migrare senza abbandonare dati, memorie e relazioni digitali.00:00 Libertà di uscire da Apple00:00:32 Indagine AGCM: i backup00:01:52 Backup completo: solo iCloud00:02:52 DMA, art. 6(7) e gatekeeper00:04:13 Ruoli: AGCM vs Commissione UE00:05:17 Il potere del design00:06:41 Infrastrutture invisibili, lock-in00:10:29 Sanzioni e costo dell’uscita
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NO FIBRA: arriva la protesta contro la rete che “che fa radiazioni”, ma come nasce il panico? #1558
A Fondi (LT) qualcuno fascia un armadio della fibra ottica con nastro bianco e rosso e un cartello: “Spostate queste RADIAZIONI…”. Risultato: vandalismi, cabinet danneggiati e connessioni interrotte. Solo che la fibra non è un’antenna: dentro non “corrono onde radio”, ma luce guidata in un sottilissimo filo di vetro
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NIENTE SIRI IN EUROPA: le scuse di Apple che puzzano tantissimo di farsa... #1557
Apple annuncia la “nuova Siri” dentro Apple Intelligence, poi aggiunge il dettaglio che in Unione Europea diverse funzioni su iOS e iPadOS non arriveranno “a breve”. La narrativa è semplice: “ce lo impedisce l’Europa”. Ma il punto interessante è come lo stesso fatto venga pesato e incorniciato per spostare il colpevole: da “scelta di prodotto e di compliance” a “divieto politico”. E infatti, su Mac le funzioni risultano disponibili, segnale che non è un limite tecnologico inevitabile, ma una decisione selettiva.Dal lato UE, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ribalta l’accusa: il DMA non vieta di lanciare prodotti, chiede interoperabilità nel rispetto di privacy e sicurezza
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USA CONTRO AI: LExecutive Order di Trump, laccesso alla NSA e la favola Europa vs USA #1556
Il mito “America deregolamentata, Europa iper-regolata” si incrina quando il governo USA chiede alle aziende di AI l’accesso anticipato ai modelli più avanzati. L’ordine esecutivo del 2 giugno 2026 prevede un sistema di valutazione riservato con il coinvolgimento della National Security Agency (quella di Snowden) per identificare i “frontier models” e ottenere fino a 30 giorni di accesso prima del rilascio pubblico, su base dichiarata “volontaria”.Il punto non è solo la sicurezza nazionale (reale, specie se i modelli possono individuare vulnerabilità e facilitare capacità offensive), ma l’architettura del potere: chi definisce cosa è “di frontiera”, con quali benchmark non pubblici, e chi decide i “partner fidati”. Il “volontario” diventa un obbligo di mercato quando il bollino di trusted partner si traduce in contratti, appalti e vantaggio competitivo.Ne esce un confronto diverso con l’AI Act europeo: in Europa il collo di bottiglia è sull’uso, con regole generali basate sul rischio e sui diritti
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FERRARI LUCE: chi non se la può permettere, brand e non clienti... #1555
Scoppia il caso sulla prima Ferrari 100% elettrica, chiamata “Luce”: il punto non è solo se sia bella o brutta, ma cosa comunica. Perché il valore non sta nel garage di chi compra, ma nello sguardo di chi resta fuori.L’argomento “deve piacere a chi la compra” sembra buon senso, ma per un brand di lusso è un autogol: il valore-segno (Baudrillard) e la distinzione (Bourdieu) funzionano solo se una comunità ampia riconosce quel confine e lo convalida. Persino il desiderio del cliente “dentro” passa dal desiderio mimetico (René Girard): il miliardario vuole l’oggetto anche perché sa che tutti lo vorrebbero.E poi ci sarebbe anche un secondo tema: la trasparenza degli influencer invitati all’evento e la compliance con le regole italiane su contenuti pubblicitari e disclosure, ma non divaghiamo...Quando un mito smette di “donarsi” simbolicamente alla collettività (Mauss) e diventa pura merce per pochi, il conto non arriva subito dal sold-out, ma dal tempo: dall’immaginario condiviso, da ciò che i ragazzi continueranno (o smetteranno) di sognare.00:00 Due cose che fanno discutere00:01:08 Influencer e trasparenza mancata00:03:27 L’autogol: “piace a chi compra”00:04:48 I fatti del reveal00:06:20 Borsa, meme e reazioni00:07:52 Ferrari come valore-segno00:10:31 Distinzione e desiderio mimetico00:16:22 Il mito come dono collettivo#Ferrari #Branding #Marketing #AutoElettrica
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MAGNIFICA HUMANITAS: la analisi dellEnciclica che parla di AI e Società #1554
25 maggio 2026: Papa Leone XIV presenta Magnifica Humanitas, prima enciclica sociale del pontificato, firmata il 15 maggio in evidente continuità simbolica con la Rerum Novarum (15 maggio 1891) di Leone XIII. Il punto di rottura è netto: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture e dati vengono letti come beni con “destinazione universale”, mentre i giganti tecnologici sono descritti come attori privati transnazionali con potere e risorse superiori a molti governi.L’analisi mette a fuoco la strategia di soft power regolatorio: un lessico che somiglia più a AI Act, DSA e DMA che alla tradizione vaticana
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POSTE, multa da 12,5 milioni: antifrode o sorveglianza? #1553
12,5 milioni di euro di sanzione a Poste Italiane e PostePay: il punto non è un data breach, ma l’uso di un sistema antifrode che, secondo il Garante per la protezione dei dati personali, ha trasformato l’app di home banking in un meccanismo di monitoraggio dello smartphone. L’accesso all’elenco delle app installate, a quelle in esecuzione e a vari dati tecnici non sarebbe stato una scelta: o si accetta, o l’app non funziona.Poste richiama gli obblighi di sicurezza della PSD2 per giustificare il trattamento come “obbligo legale”, ma il Garante (provvedimento 17 aprile 2026, n. 237) ribatte che una finalità legittima non autorizza qualunque mezzo: la sicurezza dei pagamenti non rende automaticamente “necessaria” una raccolta così estesa. Qui entrano in gioco minimizzazione, proporzionalità e privacy by design, oltre al rischio di function creep: sistemi nati per proteggere dalle frodi che, per accumulo di controlli, finiscono per eccedere lo scopo e normalizzare una sorveglianza permanente.La lezione vale oltre Poste: molte banche e fintech integrano moduli antifrode simili. Se questa linea regge anche dopo i ricorsi, “invocare la sicurezza” smette di essere un lasciapassare e costringe a riprogettare controlli e basi giuridiche con più rigore.00:00 La multa e l’accusa01:58 Provvedimento e numeri02:23 Permessi obbligatori nell’app02:55 ThreatMetrix: cosa monitora04:12 PSD2 non basta05:10 Minimizzazione e necessità05:50 Function creep e panopticon08:19 Impatto su banche e fintech#GDPR #Privacy #Cybersecurity #PSD2 #Fintech
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KINTSUGI: sono tornato a casa dopo lincidente #1552
Kintsugi: riparare con l’oro lasciando visibili le crepe. L’immagine è potente, ma cambia sapore quando il vaso sei tu: mentre l’“oro” deve ancora arrivare, ti senti solo rotto, senza fiato e con il corpo che pretende lentezza. Dopo l’incidente in moto del 25 aprile, la mortalità smette di essere un’idea astratta e diventa qualcosa di concreto, misurabile, appoggiato sull’asfalto e sulle costole.Tra terapia intensiva e degenza al Niguarda di Milano, emergono due livelli di analisi: quello clinico-organizzativo (il modello trauma center a regia chirurgica, capace di coordinare specialità e ridurre i tempi decisionali) e quello cognitivo. La Construal Level Theory (Trope e Liberman) spiega perché i progetti “un giorno” si tengono lontani e astratti, finché un evento vicino li rende immediati. E il Post-Traumatic Growth chiarisce perché, dopo un trauma serio, la ricerca di senso diventa prevedibile, quasi fisiologica.Rallentare non come resa ma come strategia: andare piano per tornare lontano. E un ringraziamento che diventa anche un fatto politico: il trauma team esiste perché esiste la sanità pubblica, quella rete che ti prende quando cadi.00:00 Kintsugi e crepe visibili02:16 Incidente del 25 aprile02:52 Bilancio clinico e interventi04:50 Il Trauma Team del Niguarda06:42 Mortalità: da astratto a concreto07:15 Construal Level Theory e priorità08:38 Recupero, limiti e rallentare12:54 Post-Traumatic Growth e senso#kintsugi #trauma #sanitàpubblica #psicologiacognitiva
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Ho fatto un incidente
''Ho fatto un incidente.''Non è il video che avrei mai voluto girare, ma è necessario per spiegarvi la mia assenza degli ultimi giorni. La sera del 25 aprile sono stato coinvolto in un brutto incidente in moto. Sono ancora ricoverato, ma il peggio è passato e sto recuperando, anche se la strada è ancora lunga, come spiego meglio nel video.Il mio primo grazie va ai soccorritori e a tutto il personale dell’Ospedale Niguarda di Milano: dalla terapia intensiva alla Chirurgia d’Urgenza e del Trauma Maggiore, sotto la direzione della professoressa Stefania Cimbanassi. Grazie quindi al Trauma Team e ai suoi medici, tra cui, per citare alcuni nomi che mi vengono in mente ora mentre registro questo video, Giulia Curreri, Federica Renzi e Simone Ciciriello, che hanno svolto un lavoro straordinario prendendosi cura di me in un momento critico.E voglio ringraziare di cuore le persone straordinarie che mi stanno vicino e i colleghi che stanno gestendo la situazione.Ci aggiorniamo di nuovo appena avrò un po' più di energie.p.s. I post di questi giorni sono pubblicati dal mio team, quindi non riuscirò a leggere tutti i commenti ma lo farò appena starò meglio.~~Ciao Internet! - TECH POLICY - Matteo FloraINFO E AZIENDE: https://matteoflora.comIl CORSO di AI: https://zero.matteoflora.comNewsletter: https://link.mgpf.it/nlSocial: https://io.matteoflora.comEnglish: https://www.youtube.com/@CiaoInternetMail #adv: sales (at) matteoflora.com
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[W33K - Cosa accade in Rete] ~ Ep.10 ~ 31.03.2025
🔴 W33K – La Live del Lunedì: Recupera la puntata!Lunedì scorso abbiamo parlato di alcune delle notizie più importanti della settimana, tra intelligenza artificiale, fughe di dati e nuove regolazioni europee. Ecco alcune news che abbiamo affrontato:🚀 Meta AI ovunque – L’assistente AI arriva su WhatsApp, Messenger e Instagram, ma senza possibilità di disattivarlo. Come fare?📰 Google senza news? – Test in otto Paesi UE: Google ha nascosto contenuti di news per l’1% degli utenti per misurare l’impatto economico di queste fonti sul proprio business pubblicitario. 🕵️♂️ ChatGPT e l’errore clamoroso – Un uomo norvegese è stato accusato falsamente di omicidio da ChatGPT.💥 Segreti militari su Signal – Un giornalista dell'Atlantic ha ricevuto per errore il piano di bombardamento USA in Yemen. 📱 Apple costretta ad aprire iOS – L’UE impone a Apple l’interoperabilità con terze parti. Notifiche, audio-switching e molto altro: una rivoluzione in arrivo?Se te la sei persa, puoi rivedere la puntata qui ~~~~~ INGAGGI E SPONSORSHIP ~~~~~ Per contatti commerciali: [email protected] consulenze legali: [email protected]~~~~~ SOSTIENI IL CANALE! ~~~~~Con la Membership PRO puoi supportare il Canale » https://link.mgpf.it/proSe vuoi qui la mia attrezzatura » https://mgpf.it/attrezzatura~~~~~ SEGUIMI ANCHE ONLINE CON LE NOTIFICHE! ~~~~~» CANALE WHATSAPP » https://link.mgpf.it/wa» CANALE TELEGRAM » https://mgpf.it/tg» CORSO (Gratis) IN FUTURO » https://mgpf.it/nl» NEWSLETTER » https://mgpf.it/nl~~~~~ CIAO INTERNET E MATTEO FLORA ~~~~~ Questo è “Ciao Internet!” la prima e più seguita trasmissione di TECH POLICY in lingua italiana, online su YouTube e in Podcast.Io sono MATTEO FLORA e sono:» Professore in Fondamenti di Sicurezza delle AI e delle SuperIntelligenze (ESE)» Professore ac in Corporate Reputation e Crisis Management (Pavia).Sono un Imprenditore Seriale del digitale e ho fondato:» The Fool » https://thefool.it - La società italiana leader di Customer Insight» The Magician » https://themagician.agency - Atelier di Advocacy e Gestione della Crisi» 42 Law Firm » https://42lf.it - Lo Studio Legale per la Trasformazione Digitale » ...e tante altre qui: https://matteoflora.com/#aziendeSono Future Leader (IVLP) del Dipartimento di Stato USA sotto Amministrazione Obama nel programma “Combating Cybercrime (2012)”.Sono Presidente di PermessoNegato, l'associazione italiana che si occupa di Pornografia Non- Consensuale e Revenge Porn.Conduco in TV “Intelligenze Artificiali” su Mediaset/TgCom.
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Io sono Matteo Flora, mi occupo di #Reputazione Digitale, la insegno in Università e faccio consulenza ad Aziende, Enti e Professionisti con le mie aziende.E con Ciao, Internet! racconto come la Rete ci cambia.
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