S12P01 - Ancestrale, le poesie di Goliarda Sapienza e le nostre esplorazioni musicali episode artwork

EPISODE · Feb 10, 2025 · 22 MIN

S12P01 - Ancestrale, le poesie di Goliarda Sapienza e le nostre esplorazioni musicali

from Moon Safari · host RBE - Radio & Tv

La prima puntata della dodicesima stagione del podcast di Moon Safari offre all'ascolto l'unione tra le nostre esplorazioni musicali al chiaro di luna e la lettura di tre poesie di Goliarda Sapienza. Le poesie sono tratte dalla raccolta Ancestrale (La Vita Felice, 2013)Goliarda Sapienza - MessaggioAll’alba sono entratiin due dalle imposte socchiusehanno posato sul tavolo una pietrauna scatola chiusa un pezzo di pane Oggetti d’ombra le tue occhiaiebrinate dalla sera in agguatole tue mani dal lutto della notte agitate Dalla cima del tuo gridoora dovrai discendere in quest’alboredi vetri vagare Chi segui? Chi ti chiama? Non ascoltareil grido del tramonto sfracellatonell’ombra del cortileil cerchio del tuo gestonella sabbia devi tracciare Nell’ombra del tuo petto accartocciatoil verme scava fra i tendini le venesi nutre del tuo sanguedella saliva si abbevera Innestato allo scheletro quel piantoscordatoramifica fra i tendini, le veneraggelando il tuo gesto il tuo calore.  Vorrei all’ombra del tuosguardosostare e con lamano disegnarela tua voceche cala versome a raccontare. Vorrei al ritmodel versoabbandonarmi mail tempo stringee devo correreancora. Goliarda Sapienza - A T. M. Quando fu che incontrastiil tuo dolore e imparastia vedere che ogni donnalo tiene ripiegato contro il seno. Quando fu che improvvisofaccia a faccia il suo visosfrangiato ti si opposee fissasti i suoi occhi di corallo. Fu scrutando la frontetra le sbarre nell’ombraristagnante nel cortile.O nei segni di gessodel percorso inventatopel gioco sotto casainsoluto tracciatodi rincorse snodatonella sera.O nel muto caderedella palla sull’erbanera di pioggia. Come fu che imparasti a trasmutarequel dolore di donna che le membracontorce in quel bianco caloreche dal senoalle spalle di commuove. Tu cancelli il tremore delle labbracon lacche rosse con risa ma nei silenzilo si sente gridare nelle ditadi quei rami protesicontro i muri notturni che tu aminelle lame sferrate nel fogliamelame aguzze di neon che le tue manibrevi mani agitate di ragazzotaglianoma tu neghi il dolore con merlettie mi guardi negli occhi dove l’asfaltosi scompone in un cielonero di pece. Aperture fugacisu tramonti per vialiinquinati dalla notteridicono di piantismarrimenti, mentreferma mi guardie ti nascondi. E seattenta mi chinosul tuo viso tuscrolli i capelli sulla fronteper celare al mio amore il tuo spavento.Goliarda Sapienza - A mia madre Quando torneròsarà notte fondaQuando torneròsaranno mute le coseNessuno m’aspetteràin quel letto di terraNessuno m’accoglieràin quel silenzio di terra Nessuno mi consoleràper tutte le parti già morteche porto in mecon rassegnata impotenzaNessuno mi consoleràper quegli attimi perdutiper quei suoni scordatiche da tempoviaggiano al mio fianco e fanno densoil respiro, melmosa la lingua Quando verròsolo una fessurabasterà a contenermi e nessuna manospianerà la terrasotto le guance gelide e nessunamano si opporrà alla frettadella vanga al suo ritmo indifferenteper quella fine estranea, ripugnante Potessi in quella nottevuota posare la mia frontesul tuo seno grande di semprePotessi rivestirmidel tuo braccio e tenendonelle mani il tuo polso affilatoda pensieri acuminatida terrori taglientipotessi in quella notterisentireil mio corpo lungo il tuo possentematernospossato da parti tremendischiantato da lunghi congiungimenti Ma troppo tardala mia notte e tunon puoi aspettare oltreE nessuno spianerà la terrasotto il mio fianconessuno si opporrà alla frettache prende gli uominidavanti a una bara È compiuto. È concluso. È terminato.È consumato l’incendio. S’è fermato.S’è chiuso il cerchio pietrificato.Il tempo s’è fermato. È consumatoil delitto. S’è bruciatoil ricordo. L’ansia è cessata.Una coltre di lava ha mormoratoogni cranio ogni orbita svuotata.Ogni bocca nel grido ha sigillato. S’è chiuso il cerchio. Niente osa varcareil silenzio di lava. Le formichegirano intorno al rogo spento impazzite. Un volo e in un attimo la stanzafu colma d’un sentore acre d’estate.La tua voce si spense con la luceche moriva nel nero del fogliame.Un fiato caldo alitava ci cingevae restammo supine ad aspettare. Tu mi volgi le spalleio non ti chiamoraccolgole tue impronte sul lenzuolo. Playlist musicale di Moon Safari - S12P01 >>> Ascolta qui la playlistFaithless – Crazy English SummerPopulous, LIM – Getting LostJon Hopkins, 7RAYS, Ishq – Part UV – The VeilRoisin Murphy – Pensiero StupendoOvermono – SugarushhhRival Consoles – GaivotasMaria Chiara Argirò, Salami Rose – Blossom (Salami Rose Joe Louis Remix)Kiasmos, Olafur Arnalds – SailedIndian Wells – Black TreesGil Scott-Heron, Jamie XX – I’ll Take Care of UThe Cinematic Orchestra – Channel 1 SuiteMaddalena Ghezzi, Ed Blunt – TenderlyMason – Rhythm In My BrainFabio Fabio – Spezzatino Porcino

Episode metadata supplied by the publisher feed · Published Feb 10, 2025

Embed this episode

La prima puntata della dodicesima stagione del podcast di Moon Safari offre all'ascolto l'unione tra le nostre esplorazioni musicali al chiaro di luna e la lettura di tre poesie di Goliarda Sapienza . Le poesie sono tratte dalla raccolta Ancestrale (La Vita Felice, 2013) Goliarda Sapienza - Messaggio All’alba sono entrati in due dalle imposte socchiuse hanno posato sul tavolo una pietra una scatola chiusa un pezzo di pane Oggetti d’ombra le tue occhiaie brinate dalla sera in agguato le tue mani dal lutto della notte agitate Dalla cima del tuo grido ora dovrai discendere in quest’albore di vetri vagare Chi segui? Chi ti chiama? Non ascoltare il grido del tramonto sfracellato nell’ombra del cortile il cerchio del tuo gesto nella sabbia devi tracciare Nell’ombra del tuo petto accartocciato il verme scava fra i tendini le vene si nutre del tuo sangue della saliva si abbevera Innestato allo scheletro quel pianto scordato ramifica fra i tendini, le vene raggelando il tuo gesto il tuo calore. Vorrei all’ombra del tuo sguardo sostare e con la mano disegnare la tua voce che cala verso me a raccontare. Vorrei al ritmo del verso abbandonarmi ma il tempo stringe e devo correre ancora. Goliarda Sapienza - A T. M. Quando fu che incontrasti il tuo dolore e imparasti a vedere che ogni donna lo tiene ripiegato contro il seno. Quando fu che improvviso faccia a faccia il suo viso sfrangiato ti si oppose e fissasti i suoi occhi di corallo. Fu scrutando la fronte tra le sbarre nell’ombra ristagnante nel cortile. O nei segni di gesso del percorso inventato pel gioco sotto casa insoluto tracciato di rincorse snodato nella sera. O nel muto cadere della palla sull’erba nera di pioggia. Come fu che imparasti a trasmutare quel dolore di donna che le membra contorce in quel bianco calore che dal seno alle spalle di commuove. Tu cancelli il tremore delle labbra con lacche rosse con risa ma nei silenzi lo si sente gridare nelle dita di quei rami protesi contro i muri notturni che tu ami nelle lame sferrate nel fogliame lame aguzze di neon che le tue mani brevi mani agitate di ragazzo tagliano ma tu neghi il dolore con merletti e mi guardi negli occhi dove l’asfalto si scompone in un cielo nero di pece. Aperture fugaci su tramonti per viali inquinati dalla notte ridicono di pianti smarrimenti, mentre ferma mi guardi e ti nascondi. E se attenta mi chino sul tuo viso tu scrolli i capelli sulla fronte per celare al mio amore il tuo spavento. Goliarda Sapienza - A mia madre Quando tornerò sarà notte fonda Quando tornerò saranno mute le cose Nessuno m’aspetterà in quel letto di terra Nessuno m’accoglierà in quel silenzio di terra Nessuno mi consolerà per tutte le parti già morte che porto in me con rassegnata impotenza Nessuno mi consolerà per quegli attimi perduti per quei suoni scordati che da tempo viaggiano al mio fianco e fanno denso il respiro, melmosa la lingua Quando verrò solo una fessura basterà a contenermi e nessuna mano spianerà la terra sotto le guance gelide e nessuna mano si opporrà alla fretta della vanga al suo ritmo indifferente per quella fine estranea, ripugnante Potessi in quella notte<br...

Distinct summary based on available episode metadata or transcript content.

Ready to play

S12P01 - Ancestrale, le poesie di Goliarda Sapienza e le nostre esplorazioni musicali

0:00 22:53

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

No similar episodes found.

No similar podcasts found.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Moon Safari?

This episode is 22 minutes long.

When was this Moon Safari episode published?

This episode was published on February 10, 2025.

Can I download this Moon Safari episode?

Yes. Use the download control on the episode player to save the publisher-provided media file.
URL copied to clipboard!