EPISODE · May 9, 2026 · 4 MIN
Safilens: verso un biennio di prevenzione visiva e approccio multidisciplinare
from b2eyes today
Sono le direttrici lungo cui l’azienda di contattologia intende sviluppare la propria attività nel 2026 e nel 2027, consolidando i progetti già avviati negli ultimi anni sul territorio nazionale con le scuole e nel mondo dello sport«Le iniziative di prevenzione sviluppate negli ultimi anni hanno generato riscontri concreti su più livelli: da un lato, si è registrato un aumento significativo della consapevolezza, soprattutto tra i giovani e le famiglie, rispetto all’importanza della salute oculare e dell’uso corretto delle lenti a contatto; dall’altro, queste attività hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’ottico optometrista come primo presidio territoriale nella prevenzione visiva, in sinergia con oftalmologi e ortottisti», afferma a b2eyes TODAY Daniele Bazzocchi (nella foto, a destra), general manager di Safilens.Secondo Bazzocchi, resta tuttavia ancora elevata la percentuale di soggetti non adeguatamente corretti o che non effettuano controlli visivi regolari, aspetto che «evidenzia quanto il tema della prevenzione sia ancora centrale e richieda un approccio sistemico - precisa il manager – Cresce invece l’attenzione verso le lac in ambito sportivo e nelle attività dinamiche, dove vengono percepite sempre più come uno strumento funzionale e non esclusivamente correttivo». Per il 2026 e il 2027 Safilens punta quindi ad ampliare i programmi sviluppati attraverso la rete dei centri ottici partner e un network di oculisti sensibili a queste tematiche: l’obiettivo è integrare prevenzione, educazione digitale e collaborazione territoriale, con un focus specifico sulla gestione precoce dei difetti visivi e sulla progressione miopica.In tale ambito il coinvolgimento della classe medica viene considerato un elemento centrale, grazie a un dialogo sempre più strutturato tra ottici optometristi, ortottisti e oftalmologi. «Lo studio clinico sulla progressione miopica avviato un paio di anni fa ha costituito un passaggio rilevante in questo percorso: ha permesso infatti di collocare la nostra tecnologia in un contesto scientificamente validato, favorendo un’interazione più qualificata con gli oculisti – prosegue Bazzocchi - Ne è derivato un miglioramento tangibile del livello di confronto, oggi maggiormente orientato alla collaborazione, alla definizione di risultati clinici e allo sviluppo di protocolli condivisi».Il tema dell’approccio interdisciplinare è stato al centro anche di uno degli ultimi incontri promossi da Safilens a Villa Gens Camuria, a Camerano, in provincia di Ancona, dedicato all’impiego delle lenti a contatto come strumento clinico nell’analisi delle disarmonie posturali, occlusali e dei processi di apprendimento. L’evento, tenutosi nei mesi scorsi, ha coinvolto circa 70 professionisti tra oftalmologi, ortottisti, ottici optometristi, osteopati, odontoiatri e neuropsichiatri infantili. Tra i relatori, l’oftalmologo Nicola Molino (nella foto, a sinistra), ha evidenziato come una correzione refrattiva mirata possa influire sull’equilibrio funzionale complessivo, contribuendo anche ai percorsi di riprogrammazione visuo-posturale. A sua volta
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