Salvate il soldato Gentiloni | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Sep 9, 2023 · 3 MIN

Salvate il soldato Gentiloni | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Non sappiamo se certe affermazioni avventate – di cui abbiamo letto in questi giorni - siano il frutto di uno stato di confusione mentale oppure di una tragicomica inadeguatezza politica: tuttavia, se avessimo potuto, ci saremmo volentieri risparmiata la lezioncina di correttezza istituzionale che la portavoce della Commissione europea, Dana Spinant, è stata costretta a dare alla nostra solita “Italietta”, apparsa in così evidente difficoltà nel comprendere il banalissimo concetto in base al quale, nel momento stesso in cui un qualunque cittadino europeo assume la carica di Commissario a Bruxelles, deve anche garantire che le sue scelte non saranno mai condizionate dagli interessi particolari del suo Paese di provenienza. E così, dinanzi alle recentissime critiche rivolte al Commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, da parte dei tre massimi esponenti dell’esecutivo Meloni (insoddisfatti per la scarsa attenzione che – a loro dire – Gentiloni presterebbe alle esigenze dell’economia italiana), Dana Spinant ha ricordato a tutto il Bel Paese quali debbano essere i compiti di un commissario europeo e come “i commissari europei rappresentino l’interesse europeo che portano avanti nei loro portafogli in modo collegiale”. Pertanto, le esternazioni del vice premier, Matteo Salvini, che, in questo periodo, ha avuto l’impressione di vedere “un commissario europeo che giocava con la maglietta di un’altra nazionale”, sarebbe stato meglio non fossero mai uscite dalle stanze più segrete di via Bellerio...Così come ci saremmo aspettati una maggiore conoscenza dei meccanismi di funzionamento della macchina europea almeno dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (se non altro per la lunga esperienza che questi, almeno in teoria, dovrebbe aver maturato ai vertici del Parlamento di Strasburgo). Invece no, anche il numero uno di Forza Italia si augura che Gentiloni lavori tenendo conto di essere il commissario italiano e di avere, pertanto, una visione che “non sia quella dei Paesi rigoristi per quanto riguarda la riforma del Patto di stabilità e crescita”. Ed a chiarire in maniera inequivocabile quale sia la posizione del suo Governo sull’autonomia dei commissari europei, ci ha pensato direttamente la stessa Giorgia Meloni, ricordando che “da quando ogni nazione ha un suo commissario, accade che questo abbia per lei un occhio di riguardo”. Di conseguenza, Meloni ritiene che ciò sia “normale e giusto” e sarebbe, quindi, contenta “se accadesse di più anche per l’Italia”. La nostra impressione è quella che, dinanzi agli scenari tutt’altro che allegri che si delineano all’orizzonte per il nostro Paese, stia salendo forte la tentazione di trovare un comodo capro espiatorio e di dare la colpa a qualcuno che agisca al di fuori dei palazzi romani. Tuttavia, non è colpa di Gentiloni se l’Italia si sta allontanando da alcuni parametri di bilancio, fissati tra l’altro non certo da lui, ma dall’Unione Europea. Francamente, ripercorrendo la strada seguita da Gentiloni da quando è alla guida degli Affari Economici della Commissione UE, non ci pare proprio che egli abbia voluto ignorare (o, comunque, sottovalutare) la portata dei nostri interessi nazionali. Anzi...Però, non si deve assolutamente equivocare sulla sua funzione, che non è affatto quella di essere l’ avvocato di Palazzo Chigi a Bruxelles, ma è, invece, quella – sicuramente meno agevole - di dover arbitrare seriamente una partita che vede ben altri 26 giocatori in campo.

A cura di Ferruccio Bovio Non sappiamo se certe affermazioni avventate – di cui abbiamo letto in questi giorni - siano il frutto di uno stato di confusione mentale oppure di una tragicomica inadeguatezza politica: tuttavia, se avessimo potuto, ci saremmo volentieri risparmiata la lezioncina di correttezza istituzionale che la portavoce della Commissione europea, Dana Spinant, è stata costretta a dare alla nostra solita “Italietta”, apparsa in così evidente difficoltà nel comprendere il banalissimo concetto in base al quale, nel momento stesso in cui un qualunque cittadino europeo assume la carica di Commissario a Bruxelles, deve anche garantire che le sue scelte non saranno mai condizionate dagli interessi particolari del suo Paese di provenienza. E così, dinanzi alle recentissime critiche rivolte al Commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni, da parte dei tre massimi esponenti dell’esecutivo Meloni (insoddisfatti per la scarsa attenzione che – a loro dire – Gentiloni presterebbe alle esigenze dell’economia italiana), Dana Spinant ha ricordato a tutto il Bel Paese quali debbano essere i compiti di un commissario europeo e come “i commissari europei rappresentino l’interesse europeo che portano avanti nei loro portafogli in modo collegiale”. Pertanto, le esternazioni del vice premier, Matteo Salvini, che, in questo periodo, ha avuto l’impressione di vedere “un commissario europeo che giocava con la maglietta di un’altra nazionale”, sarebbe stato meglio non fossero mai uscite dalle stanze più segrete di via Bellerio...Così come ci saremmo aspettati una maggiore conoscenza dei meccanismi di funzionamento della macchina europea almeno dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (se non altro per la lunga esperienza che questi, almeno in teoria, dovrebbe aver maturato ai vertici del Parlamento di Strasburgo). Invece no, anche il numero uno di Forza Italia si augura che Gentiloni lavori tenendo conto di essere il commissario italiano e di avere, pertanto, una visione che “non sia quella dei Paesi rigoristi per quanto riguarda la riforma del Patto di stabilità e crescita”. Ed a chiarire in maniera inequivocabile quale sia la posizione del suo Governo sull’autonomia dei commissari europei, ci ha pensato direttamente la stessa Giorgia Meloni, ricordando che “da quando ogni nazione ha un suo commissario, accade che questo abbia per lei un occhio di riguardo”. Di conseguenza, Meloni ritiene che ciò sia “normale e giusto” e sarebbe, quindi, contenta “se accadesse di più anche per l’Italia”. La nostra impressione è quella che, dinanzi agli scenari tutt’altro che allegri che si delineano all’orizzonte per il nostro Paese, stia salendo forte la tentazione di trovare un comodo capro espiatorio e di dare la colpa a qualcuno che agisca al di fuori dei palazzi romani. Tuttavia, non è colpa di Gentiloni se l’Italia si sta allontanando da alcuni parametri di bilancio, fissati tra l’altro non certo da lui, ma dall’Unione Europea. Francamente, ripercorrendo la strada seguita da Gentiloni da quando è alla guida degli Affari Economici della Commissione UE, non ci pare proprio che egli abbia voluto ignorare (o, comunque, sottovalutare) la portata dei nostri interessi nazionali. Anzi...Però, non si deve assolutamente equivocare sulla sua funzione, che non è affatto quella di essere l’ avvocato di Palazzo Chigi a Bruxelles, ma è, invece, quella – sicuramente meno agevole - di dover arbitrare seriamente una partita che vede ben altri 26 giocatori in campo.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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