EPISODE · May 21, 2026 · 2 MIN
San Francesco e Altare Maggiore
from Modena si Mostra - Chiesa di San Francesco · host eArs
Rivolgiamo lo sguardo al presbiterio, dove si trova l’altare maggiore. Interamente eseguito in marmo di Carrara, l’altare è stato eseguito nel primo ‘900 dal modenese Carlo Baraldi, su disegno dell’ingegner Carlo Barberi. Le linee snelle e aggraziate che lo caratterizzano rievocano gli slanci dell’antico stile gotico trecentesco. Al di sopra del tabernacolo centrale è possibile invece ammirare un prezioso crocifisso settecentesco in cartapesta e legno uscito dalle mani di artisti locali.Nell’abside dietro l’altare trova posto la pala dipinta dedicata al titolare della chiesa: San Francesco d’Assisi. La tela, completata nel 1830, è opera di Adeodato Malatesta. Il pittore è ricordato come uno dei principali protagonisti della stagione artistica modenese del XIX secolo: un momento di snodo fra i rigori della pittura neoclassica e la ricerca del drammatico caratteristica del Romanticismo.Nell’opera, Francesco è colto in un momento di estasi mistica mentre si sta sottoponendo a un duro regime di digiuno e preghiera fra le rocce del monte della Verna, in Toscana, dove si ritirò nel 1224.Il 17 settembre di quello stesso anno, come narrato proprio nel dipinto, il futuro santo vede scendere dalle nubi Cristo crocifisso nelle vesti di un serafino, la cui presenza irradia di gloria l’intera volta celeste. Da quella sublime apparizione cinque raggi di luce lo raggiungono imprimendo su di lui le stimmate, cioè i segni dei chiodi e della lancia che trafissero Gesù. Ma Francesco non è solo a sopportare nella propria carne i dolori della Passione: ecco che un angelo giunge infatti dal cielo per sostenere il corpo prostrato del primo stimmatizzato della storia. La grazia divina non abbandona mai il suo servo, divenuto un vero e proprio Alter Christus: un altro Cristo.
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Rivolgiamo lo sguardo al presbiterio, dove si trova l’altare maggiore. Interamente eseguito in marmo di Carrara, l’altare è stato eseguito nel primo ‘900 dal modenese Carlo Baraldi, su disegno dell’ingegner Carlo Barberi. Le linee snelle e aggraziate che lo caratterizzano rievocano gli slanci dell’antico stile gotico trecentesco. Al di sopra del tabernacolo centrale è possibile invece ammirare un prezioso crocifisso settecentesco in cartapesta e legno uscito dalle mani di artisti locali.Nell’abside dietro l’altare trova posto la pala dipinta dedicata al titolare della chiesa: San Francesco d’Assisi. La tela, completata nel 1830, è opera di Adeodato Malatesta. Il pittore è ricordato come uno dei principali protagonisti della stagione artistica modenese del XIX secolo: un momento di snodo fra i rigori della pittura neoclassica e la ricerca del drammatico caratteristica del Romanticismo.Nell’opera, Francesco è colto in un momento di estasi mistica mentre si sta sottoponendo a un duro regime di digiuno e preghiera fra le rocce del monte della Verna, in Toscana, dove si ritirò nel 1224.Il 17 settembre di quello stesso anno, come narrato proprio nel dipinto, il futuro santo vede scendere dalle nubi Cristo crocifisso nelle vesti di un serafino, la cui presenza irradia di gloria l’intera volta celeste. Da quella sublime apparizione cinque raggi di luce lo raggiungono imprimendo su di lui le stimmate, cioè i segni dei chiodi e della lancia che trafissero Gesù. Ma Francesco non è solo a sopportare nella propria carne i dolori della Passione: ecco che un angelo giunge infatti dal cielo per sostenere il corpo prostrato del primo stimmatizzato della storia. La grazia divina non abbandona mai il suo servo, divenuto un vero e proprio Alter Christus: un altro Cristo.
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