Scrivere e Parlare // Writing and Speaking episode artwork

EPISODE · Dec 7, 2022 · 6 MIN

Scrivere e Parlare // Writing and Speaking

from Paul Graham: il pifferaio magico dei nerd · host Augusto Coppola

Traduzione in italiano di Augusto Coppola dall’essay originale di Paul Graham "Writing and Speaking" [Marzo 2012].Non sono un buon oratore: dico “ehm” spesso e, a volte, faccio delle pause perché perdo il filo dei miei pensieri. Vorrei essere un migliore oratore, ma non tanto quanto vorrei essere un buon scrittore. Quello che voglio veramente è avere delle buone idee e questa parte è più importante nell’essere un buono scrittore piuttosto che un buon oratore.Avere delle buone idee è gran parte dello scriver bene: se uno sa di cosa parla, lo può esprimere in modo semplice e ciò comporta la percezione di un bello stile. Nell’oratoria non è così: avere delle buone idee è una parte pericolosamente piccola dell’essere un buon oratore.L’ho notato per la prima volta ad una conferenza, diversi anni or sono. C’era uno speaker decisamente migliore di me. Tutto il pubblico rideva rumorosamente. Al confronto, sembravo goffo ed esitante. Dopo l’evento misi il mio intervento online, come al solito, e, mentre lo facevo, immaginai come dovesse essere lo script dell’altro: fu solo allora che realizzai che non aveva detto molto.Forse questa cosa è piuttosto ovvia a chiunque ne sappia di oratoria, ma per me fu una rivelazione comprendere quanto poco le idee siano importanti nel parlare rispetto allo scrivere.Pochi anni dopo ebbi modo d’ascoltare l’intervento di qualcuno che non era semplicemente più bravo di me, ma un famoso speaker. Accidenti se era bravo! Così decisi di prestare molta attenzione a quello che diceva e di imparare come lo faceva. Dopo una decina di frasi mi trovai a pensare: “non voglio essere un bravo speaker”.Essere un buon oratore non è semplicemente ortogonale all’avere buone idee, ma in molti modi vi spinge nella direzione opposta. Ad esempio, quando faccio un intervento lo scrivo prima. Lo so che è un errore, lo so che effettuare un intervento con un discorso preparato rende più difficile coinvolgere l’audience perché per coinvolgerla uno deve prestargli la completa attenzione e, invece, quando si parla su un intervento preparato una parte dell’attenzione è sempre su quello che si deve dire, anche se uno lo sa a memoria. Per coinvolgere l’audience è meglio partire con una scaletta di  argomenti e poi improvvisare le frasi, ma se uno vuol farlo non deve spendere più tempo a pensare cosa dire piuttosto che a farlo. Occasionalmente lo stimolo del parlare ad un’audience può farti pensare a cose nuove, ma in generale non è lo stesso dello scrivere, quando spendi tutto il tempo che vuoi su ogni singola frase.Se uno si esercita abbastanza su un discorso scritto, può arrivare asintoticamente vicino al tipo di coinvolgimento che si ha quando si parla liberamente: gli attori lo fanno. Ma anche in questo caso c’è un trade off tra scorrevolezza ed idee. Il tempo che si impiega ad esercitarsi in un discorso, potrebbe essere speso più proficuamente a renderlo migliore. Gli attori non cadono in questa tentazione, tranne nei rari casi in cui hanno scritto loro stessi la parte, ma ogni oratore lo fa. Prima di fare un intervento posso sempre essere trovato in un angolino, da qualche parte, con una copia del mio intervento nella mano, mentre faccio le prove mentalmente. E alla fine finisco sempre a riscrivere delle parti piuttosto che provarle. Ogni volta vado sempre a fare un intervento con un manoscritto pieno di annotazioni, integrazioni e cancellature, il che mi rende, ovviamente, ancora meno fluido perché non ho avuto modo di fare pratica sul nuovo intervento.A seconda dell’audience ci sono anche dei compromessi peggiori di questi. Il pubblico ama essere lusingato, ama le battute, ama essere travolto da un vigoroso fiume di parole. E con la progressiva diminuzione dell’intelligenza del pubblico, essere un buon oratore diventa sempre più una questione di essere un amabile cazzaro. Ciò è vero anche per la scrittura, ovviamente, ma la discesa è meno ripida che nei talk. Ogni persona è più stupida come membro di un’audience che come lettrice. Così come un oratore può, nel pensare ogni frase, spendere solo tanto quanto ci mette a dirla, una persona nel pubblico può pensarci solo il tempo che ci vuole ad ascoltarla. Inoltre le persone del pubblico sono influenzate dalle reazioni di coloro che sono intorno ad esse e le reazioni che si diffondono da persona a persona nel pubblico sono spropositatamente primitive, così come le note più basse attraversano i muri meglio di quelle alte. Ogni audience è potenzialmente una folla in tumulto e un buon oratore lo sa. La ragione per cui risi molto all’intervento dell’ottimo speaker è semplicemente che tutti gli altri lo facevano.Dobbiamo quindi concludere che i talk sono inutili? Sono certamente inferiori alla parola scritta come sorgenti di idee, ma questo non è quello per cui i talk sono fatti. Quando vado ad un intervento, è generalmente perché sono interessato all’oratore. Ascoltare un intervento è quanto di più vicino possiamo essere ad avere una conversazione con qualcuno come il Presidente, qualcuno che non ha il tempo di incontrare personalmente tutti coloro che vorrebbero parlargli.I talk sono anche degli ottimi stimoli a fare delle cose. Non è probabilmente una coincidenza che molti oratori famosi siano descritti come motivational speaker e questo può essere veramente lo scopo del public speaking e quello per il quale è stato pensato. Le reazioni emotive che possono scaturire da un talk possono essere una forza potente. Vorrei poter dire che tale forza è più spesso usata per il bene che per il male, ma non ne sono certo.Note This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit paulgrahamita.substack.com

NOW PLAYING

Scrivere e Parlare // Writing and Speaking

0:00 6:28

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

No similar episodes found.

On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Zero Așteptări Paul Puscas Podcastul nostru, este un refugiu de pace și introspecție în tumultul cotidian și în mijlocul așteptărilor adesea nerealiste ale societății. Ne-am dedicat acest spațiu digital pentru a oferi o platformă celor care doresc să exploreze diverse perspective și să participe la discuții deschise, autentice, fără prejudecăți sau anticipații predeterminate. Fiecare episod pe care îl lansăm este o invitație la reflecție și explorare personală, acoperind o gamă largă de subiecte, de la dezvoltare personală și spiritualitate, la cultură, artă și știință, prezentate întotdeauna într-o manieră acc What The Tech Podcast guysfromqueens Being on the front-line of new media and technology themselves, Andrew and Paul discuss the many new technologies being introduced to the world everyday. From the very controversial, to the unboxings to software reviews, "What the Tech?!" allows tech-junkies and novices alike stay updated on the latest technology news. SPADE: The Podcast Paul Anthony Henderson Jr SPADE: The Podcast stands as a beacon of hope and understanding, addressing critical mental health challenges within the African American community. SPADE (Suicide, Post-Traumatic Stress Disorder, Anxiety, Depression, and Epilepsy) seeks to shine a light on topics often stigmatized and misunderstood. Our mission is to break the silence surrounding these issues, encouraging open dialogue and fostering a culture of support and education. By providing meaningful resources and sharing powerful stories, we aim to empower individuals to confront these challenges head-on and build pathways toward healing. Mental health is a crucial but often overlooked subject in the African American community. It’s time to dismantle the barriers of shame and stigma, ensuring everyone feels safe to speak their truth and seek the help they need. This podcast is more than just a platform—it’s a movement to spark change, spread awareness, and inspire action within families, friendships, and communities.

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Paul Graham: il pifferaio magico dei nerd?

This episode is 6 minutes long.

When was this Paul Graham: il pifferaio magico dei nerd episode published?

This episode was published on December 7, 2022.

What is this episode about?

Traduzione in italiano di Augusto Coppola dall’essay originale di Paul Graham "Writing and Speaking" [Marzo 2012].Non sono un buon oratore: dico “ehm” spesso e, a volte, faccio delle pause perché perdo il filo dei miei pensieri. Vorrei essere un...

Can I download this Paul Graham: il pifferaio magico dei nerd episode?

Yes, you can download this episode by clicking the download button on the episode player, or subscribe to the podcast in your preferred podcast app for automatic downloads.
URL copied to clipboard!