EPISODE · Sep 27, 2008 · 5 MIN
Silvia Denti - Il veleno e la sostanza
from tonyaradiosi's Podcast · host Tony Faberge
IL VELENO E LA SOSTANZA ( Dissertazioni sul prezzo della poesia) Mentre il cielo plumbeo sa ormai d’ottobre -sostanza di castagne- mi domando che significhi esser conglobati in una repubblica democratica… Vorrà forse far intendere che siamo zavorrati di doveri e forse -forse - con un minimo diritto di mandare a quel paese gli accattivanti istrioni del potere? Veleno ( hanno ucciso l’utopia quei maledetti!): Ma cosa avremo mai fatto per doverci sopportare lo scantinato della vita noi esseri umani ammaliati da promesse e cognizioni -peraltro incomprensibili- che ci conducono a piegarci le schiene per un minimo di pane (congelato) e un gratta-gratta sulla mano per sperare, sperare, sperare? Ieri ho salvato il mio gatto da sicura morte per avvelenamento da sapone: ci sono riuscita perché il buon medico incasserà il mio assegno tra un paio di decenni e l’iva mi verrà decurtata a rate… e intanto là fuori ci sono cani che latrano dolore perché ora non saliranno più sui treni (l’uomo è portatore di zecche ma verrà scritto il contrario); là fuori ci sono bambini che non possono abbracciare scoiattoli finché non sarà alla moda; ci sono ospedali pieni di grossolani errori che vengono occultati oppure sponsorizzati e operai che piangono salari ,precari, abbarbicati su panchine fredde in attesa di un tozzo di calore. Ma chi l’ha detto che Dostoevskij avesse torto quando elargiva proteste e verità divine? Chi si è permesso di emarginare Buckosky quando sputava bestemmie liriche e vino? Qulcuno si scaglia contro Carlo Marx il quale storce il naso-fantasma e probabilmente ancora dice : Dio, Dio, che fine hanno fatto i figli miei…. E quel Dio che permette il non senso del sangue, delle carneficine e delle vittime più innocenti con nuove definizioni che fioriscono come cascate d’ortensie in primavera…. quel Dio, che è anche mio, dove dimora adesso…? Intanto pullulano i malati in rete, i fautori dello schifo, gli hanno dato un bel nome, pedofili, li fanno anche sentire grandi. Ho le ossa rotte e non è più nemmeno un mio diritto, le ho spaccate per quattro ingegneri con la laurea comprata, le ho ridotte in minimi termini per portare il cibo a mia figlia come fanno le rondini verso i nidi dei piccoli. Mi rifugio nella soffitta e leggo Nietzsche che scrisse un sacco di cazzate intelligenti. O Platone che non mi stanca mai e placa un poco il panico immotivato. E sogno la libertà dell’esser libera…. non in una libertà provvisoria , non in arresto morale. Libera di amare, di sdraiarmi sull’erba senza l’orologio, libera dalle cambiali e piena di quella cosa musicale e senza prezzo che è la poesia. Laura non poteva più dipingere e si è inflitta la morte tra una finestra e dei pennelli sporchi d’azzurro… Lei mi cammina attorno e la sento dipinta di rosso. Ma gli altri stanno là fuori e riempiono i loro panni di boiate. Forse il mezzo più sicuro per far vivere l’arte è soltanto uno: farla fuori! Silvia denti
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