Un testimone venuto da molto lontano | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Sep 16, 2023 · 3 MIN

Un testimone venuto da molto lontano | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Per una volta, proviamo anche noi ad avventurarci – da perfetti ignoranti – in campo scientifico. E’ di questa settimana la notizia sorprendente, secondo cui circa il 15% dei decessi dovuti al covid, potrebbero avere un’origine genetica. In particolare, ad essere più colpiti dal virus letale sarebbero stati quei soggetti rimasti, in qualche modo, geneticamente meno distanti dall’Uomo di Neanderthal. A rivelarlo è lo studio denominato “Origin”, che l’Istituto Mario Negri ha condotto coinvolgendo la provincia di Bergamo, nel tentativo di comprendere se e quali fattori potessero avere influito, a livello genetico, sul così pesante manifestarsi della malattia in alcune zone specifiche, come quelle di Nembro, Albino e Alzano Lombardo. I responsabili della ricerca definiscono “sensazionale” il fatto che 3 dei 6 geni che si associano al rischio di maggiore predisposizione al contagio siano arrivati alla popolazione moderna dai Neanderthal: in particolare dal genoma di Vindija, che risale a 50 mila anni fa e che, a quei tempi, probabilmente proteggeva i Neanderthal dalle infezioni. Oggi però, a causa di un eccesso di risposta immune, non solo non protegge più l’uomo contemporaneo, ma lo espone addirittura ad una malattia più severa. Pertanto, si stima che le vittime del cromosoma di Neanderthal nel mondo siano state forse un milione e “potrebbero essere – si legge nella ricerca - proprio quelle che, in assenza di altre cause, muoiono per una predisposizione genetica”. Secondo gli scienziati dell’Istituto Negri, il 7% della popolazione italiana presenta una serie di variazioni dei nucleotidi - vale a dire delle singole componenti che costituiscono la catena del DNA - che vengono ereditati insieme e che formano un “aplotipo”, ovvero l’insieme di queste variazioni. Ebbene, spiegano gli Autori dello studio, “chi è stato esposto al virus ed è portatore dell’aplotipo di Neanderthal aveva più del doppio del rischio di sviluppare Covid grave e quasi il triplo di quello di aver bisogno di terapia intensiva”. Nella tragica vicenda pandemica che ha funestato il mondo intero e che, nel nostro Paese, ha pure alimentato infinite polemiche (soprattutto per quanto riguarda gli alti tassi di mortalità registrati in val Seriana), giunge, quindi, adesso - inatteso e da molto lontano - un testimone d’eccezione a discolpa dei tanto bistrattati Conte, Speranza e Fontana, che forse non erano allora poi così incapaci...Certo, è un testimone che non parla più da migliaia di anni e poi, se anche potesse farlo, chissà con quali grugniti si esprimerebbe... Tuttavia, esiste un linguaggio ancestrale e suggestivo che ci consente ancora di comunicare con lui: ed è quello della genetica. Quello cioè, capace di richiamare in noi la consapevolezza di rappresentare solamente un deterministico momento di passaggio nel flusso di una continuità infinita.

A cura di Ferruccio Bovio Per una volta, proviamo anche noi ad avventurarci – da perfetti ignoranti – in campo scientifico. E’ di questa settimana la notizia sorprendente, secondo cui circa il 15% dei decessi dovuti al covid, potrebbero avere un’origine genetica. In particolare, ad essere più colpiti dal virus letale sarebbero stati quei soggetti rimasti, in qualche modo, geneticamente meno distanti dall’Uomo di Neanderthal. A rivelarlo è lo studio denominato “Origin”, che l’Istituto Mario Negri ha condotto coinvolgendo la provincia di Bergamo, nel tentativo di comprendere se e quali fattori potessero avere influito, a livello genetico, sul così pesante manifestarsi della malattia in alcune zone specifiche, come quelle di Nembro, Albino e Alzano Lombardo. I responsabili della ricerca definiscono “sensazionale” il fatto che 3 dei 6 geni che si associano al rischio di maggiore predisposizione al contagio siano arrivati alla popolazione moderna dai Neanderthal: in particolare dal genoma di Vindija, che risale a 50 mila anni fa e che, a quei tempi, probabilmente proteggeva i Neanderthal dalle infezioni. Oggi però, a causa di un eccesso di risposta immune, non solo non protegge più l’uomo contemporaneo, ma lo espone addirittura ad una malattia più severa. Pertanto, si stima che le vittime del cromosoma di Neanderthal nel mondo siano state forse un milione e “potrebbero essere – si legge nella ricerca - proprio quelle che, in assenza di altre cause, muoiono per una predisposizione genetica”. Secondo gli scienziati dell’Istituto Negri, il 7% della popolazione italiana presenta una serie di variazioni dei nucleotidi - vale a dire delle singole componenti che costituiscono la catena del DNA - che vengono ereditati insieme e che formano un “aplotipo”, ovvero l’insieme di queste variazioni. Ebbene, spiegano gli Autori dello studio, “chi è stato esposto al virus ed è portatore dell’aplotipo di Neanderthal aveva più del doppio del rischio di sviluppare Covid grave e quasi il triplo di quello di aver bisogno di terapia intensiva”. Nella tragica vicenda pandemica che ha funestato il mondo intero e che, nel nostro Paese, ha pure alimentato infinite polemiche (soprattutto per quanto riguarda gli alti tassi di mortalità registrati in val Seriana), giunge, quindi, adesso - inatteso e da molto lontano - un testimone d’eccezione a discolpa dei tanto bistrattati Conte, Speranza e Fontana, che forse non erano allora poi così incapaci...Certo, è un testimone che non parla più da migliaia di anni e poi, se anche potesse farlo, chissà con quali grugniti si esprimerebbe... Tuttavia, esiste un linguaggio ancestrale e suggestivo che ci consente ancora di comunicare con lui: ed è quello della genetica. Quello cioè, capace di richiamare in noi la consapevolezza di rappresentare solamente un deterministico momento di passaggio nel flusso di una continuità infinita.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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This episode was published on September 16, 2023.

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A cura di Ferruccio Bovio Per una volta, proviamo anche noi ad avventurarci – da perfetti ignoranti – in campo scientifico. E’ di questa settimana la notizia sorprendente, secondo cui circa il 15% dei decessi dovuti al covid, potrebbero avere...

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