Una battaglia dopo l'altra, Hollywood gioca alla rivoluzione episode artwork

EPISODE · Apr 7, 2026 · 4 MIN

Una battaglia dopo l'altra, Hollywood gioca alla rivoluzione

from Rino Cammilleri - BastaBugie.it · host BastaBugie

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8501UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA, HOLLYWOOD GIOCA ALLA RIVOLUZIONEdi Rino Cammilleri Quando i sinistri perdono le elezioni danno fiato alle trombe. Anche - e soprattutto - negli Usa. Poiché le fucilate da quelle parti si sono rivelate un boomerang, si torna ai vecchi sistemi, molto più efficaci. E veniamo a noi. Poiché sui social da qualche settimana è partito un tam-tam ("Il film dell'anno!") a proposito di Una battaglia dopo l'altra, mega produzione hollywoodiana tratta da un romanzo di Thomas Pinchon (che, visto il tema del film, dovrebbe essere una specie di Scurati americano) con cast faraonico (Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio Del Toro...), ho deciso di guardarlo. Dico subito che il "capolavoro" di Paul Thomas Anderson a me è parso un guazzabuglio senza capo né coda, ma io non sono un critico, né un cinefilo, né, soprattutto, di sinistra.Infatti, saranno i sinistri ad apprezzarlo più degli altri; il gregge, incuriosito dal battage, magari resterà perplesso ma intanto il biglietto lo avrà pagato. Da quel che mi è parso di capire, la trama comincia con un'America del futuro, un futuro così prossimo che sembra oggi. Un gruppo rivoluzionario marxista bene organizzato e provvisto di lauti fondi (infatti, i personaggi principali fanno i rivoluzionari di professione e possono contare su una vastissima rete di complicità). Il film si apre con costoro intenti a liberare a mano armata gli immigrati illegali trattenuti alla frontiera messicana in attesa di identificazione. Ogni riferimento alla politica di Trump è, naturalmente, puramente casuale. Nel prosieguo dell'attività rivoluzionaria, ecco un bell'attentato dinamitardo al domicilio di un deputato antiabortista. Ogni riferimento a Vance (e, perché no, a Kirk) è, anche qui, del tutto fortuito.Il resto è puro woke: il biondo Di Caprio se la fa con una collega di imprese sovversive, una donna di colore che gli sforna una bambina mulatta prima di andarsene all'avventura. Ma viene catturata dal cattivo del film, un colonnello bianco e razzista il quale, visto che c'è, non resiste alle grazie della pasionaria, per cui fino alla fine non si capisce se la bambina mulatta è sua o di Di Caprio. La pasionaria in questione però, prima di sparire dal film, accetta il programma protezione in cambio dei nomi di complici. Il cattivo (Penn) comincia così a procedere allo smantellamento della rete rivoluzionaria. La cosa è lunga ma intanto il cattivo si è messo in luce e viene cooptato in una cupola ultrasegreta di altissimi personaggi che sono suprematisti bianchi, una specie di Ku Klux Klan di massimo livello. E che probabilmente sono pure papisti, visto che in una scena pregano in coro San Nicola. Boh, sia come sia, costoro a un certo punto scoprono che il cattivo colonnello ha copulato con una afroamericana (chissà perché ai Blm questo termine sembra più rispettoso del vecchio "negro", così come gli indiani sono diventati "nativi americani": in ogni caso, ciò la dice lunga su chi comanda anche il linguaggio), e perciò lo fanno fuori senza tanti complimenti. Indi, mandano un sicario a eliminare anche il frutto del peccato (in senso suprematista, s'intende).Vi dico subito che va a finire bene, perché i "buoni" (secondo il romanziere e il regista) prevalgono e i cattivi restano scornati. Hasta la revolución siempre, le scene conclusive lasciano intendere che la lotta continua e prima o poi il Sol dell'Avvenire splenderà anche sull'America oscurantista che ancora osa votare a destra. Se, incuriositi da una stampa complice ("già primo in classifica!", "è costato x ma ha già incassato x elevato a n!", e via pompando), volete andare a vederlo lo stesso, almeno sappiate che è pura propaganda dem, allettante per l'uso di attori di grido (che prima di diventare miliardari fari di "cultura" friggevano patatine dall'odiato McDonald's, da quella stessa "cultura" eretto a simbolo del capitalismo, anche se ci mangiano i bambini e gli immigrati; come se Hollywood non lo fosse davvero...).

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8501UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA, HOLLYWOOD GIOCA ALLA RIVOLUZIONEdi Rino Cammilleri Quando i sinistri perdono le elezioni danno fiato alle trombe. Anche - e soprattutto - negli Usa. Poiché le fucilate da quelle parti si sono rivelate un boomerang, si torna ai vecchi sistemi, molto più efficaci. E veniamo a noi. Poiché sui social da qualche settimana è partito un tam-tam ("Il film dell'anno!") a proposito di Una battaglia dopo l'altra, mega produzione hollywoodiana tratta da un romanzo di Thomas Pinchon (che, visto il tema del film, dovrebbe essere una specie di Scurati americano) con cast faraonico (Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Benicio Del Toro...), ho deciso di guardarlo. Dico subito che il "capolavoro" di Paul Thomas Anderson a me è parso un guazzabuglio senza capo né coda, ma io non sono un critico, né un cinefilo, né, soprattutto, di sinistra.Infatti, saranno i sinistri ad apprezzarlo più degli altri; il gregge, incuriosito dal battage, magari resterà perplesso ma intanto il biglietto lo avrà pagato. Da quel che mi è parso di capire, la trama comincia con un'America del futuro, un futuro così prossimo che sembra oggi. Un gruppo rivoluzionario marxista bene organizzato e provvisto di lauti fondi (infatti, i personaggi principali fanno i rivoluzionari di professione e possono contare su una vastissima rete di complicità). Il film si apre con costoro intenti a liberare a mano armata gli immigrati illegali trattenuti alla frontiera messicana in attesa di identificazione. Ogni riferimento alla politica di Trump è, naturalmente, puramente casuale. Nel prosieguo dell'attività rivoluzionaria, ecco un bell'attentato dinamitardo al domicilio di un deputato antiabortista. Ogni riferimento a Vance (e, perché no, a Kirk) è, anche qui, del tutto fortuito.Il resto è puro woke: il biondo Di Caprio se la fa con una collega di imprese sovversive, una donna di colore che gli sforna una bambina mulatta prima di andarsene all'avventura. Ma viene catturata dal cattivo del film, un colonnello bianco e razzista il quale, visto che c'è, non resiste alle grazie della pasionaria, per cui fino alla fine non si capisce se la bambina mulatta è sua o di Di Caprio. La pasionaria in questione però, prima di sparire dal film, accetta il programma protezione in cambio dei nomi di complici. Il cattivo (Penn) comincia così a procedere allo smantellamento della rete rivoluzionaria. La cosa è lunga ma intanto il cattivo si è messo in luce e viene cooptato in una cupola ultrasegreta di altissimi personaggi che sono suprematisti bianchi, una specie di Ku Klux Klan di massimo livello. E che probabilmente sono pure papisti, visto che in una scena pregano in coro San Nicola. Boh, sia come sia, costoro a un certo punto scoprono che il cattivo colonnello ha copulato con una afroamericana (chissà perché ai Blm questo termine sembra più rispettoso del vecchio "negro", così come gli indiani sono diventati "nativi americani": in ogni caso, ciò la dice lunga su chi comanda anche il linguaggio), e perciò lo fanno fuori senza tanti complimenti. Indi, mandano un sicario a eliminare anche il frutto del peccato (in senso suprematista, s'intende).Vi dico subito che va a finire bene, perché i "buoni" (secondo il romanziere e il regista) prevalgono e i cattivi restano scornati. Hasta la revolución siempre, le scene conclusive lasciano intendere che la lotta continua e prima o poi il Sol dell'Avvenire splenderà anche sull'America oscurantista che ancora osa votare a destra. Se, incuriositi da una stampa complice ("già primo in classifica!", "è costato x ma ha già incassato x elevato a n!", e via pompando), volete andare a vederlo lo stesso, almeno sappiate che è pura propaganda dem, allettante per l'uso di attori di grido (che prima di diventare miliardari fari di "cultura" friggevano...

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Breaking News Show | eTurboNews Juergen Thomas Steinmetz News is relevant to the global travel and tourism industry, human rights and global issues.Breaking news when it happens and only from the source. LIGHTS, CAMERA, SMILE! Creatives Club Media Lights, Camera, Smile, is a podcast for anyone with a dream to share something with the world, out of the overflow of themselves - be it their mind, their heart, their personalities, and much more. Each of us are alive in this moment in time, with an innate ability to have ideas and create various things to benefit both ourselves and the people around us for a reason, and here, you will find the encouragement, the inspiration, and the motivation to do just that. Hosted by Cicily, founder of Creatives Club, she dives into various topics surrounding creativity and business. Exploring entrepreneurship for creatives in a corporate reality, sharing tips and tricks in a media centered company, answering questions regarding what a creative actually is are just a few of the things discussed on this podcast. Be encouraged to create for yourself as Cicily gets vulnerable by pivoting the camera to herself for the first time.To submit questions for Cicily to answer, or have her address certain t Invictus by Greyana, A Tomione Podfic M+G Readings Sporadic uploads thanks to gallstones.Voldemort intended the object to be used by his most loyal follower in the event that his horcruxes were destroyed, but it ended up in Hermione’s possession instead.It sent her back to a time when he was much less the monster that she’d always known him to be. Nothing could have prepared her for the intelligence and charm of Tom Riddle.He isn’t who she thought he was.Hermione discovers that it’s a dark descent into the madness of the man she should hate, but can’t… a descent she will never emerge fr The Course Mentors Podcast The Course Mentors Hey there, future course creator!Ever feel like turning your know-how into an online course is like trying to solve a Rubik's cube blindfolded? Well, grab your headphones because "The Course Mentors Podcast" is here to be your secret weapon!Meet Aimee and Odette (that's us!), your new best friends in the course creation world. We've been in the trenches for over a decade, and for the last five years, we've been rocking the online course space. Now we're here to spill all our secrets in bite-sized, 15-20 minute episodes that'll fit perfectly in your coffee breaks.No fluff, no filler - just real, actionable advice that'll take you from "um, what's a landing page?" to "holy moly, I just hit six figures!". We're talking everything from crafting your course to marketing it like a pro and building a business that'll have you pinching yourself.Whether you're dreaming of ditching the 9-to-5 grind, adding a sweet extra income str

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This episode was published on April 7, 2026.

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