Uno spot divisivo | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Sep 30, 2023 · 3 MIN

Uno spot divisivo | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Lo spot pubblicitario di un’importante catena di supermercati sta suscitando reazioni contrastanti, soprattutto a livello politico. La storia della bambina che compra una pesca e poi la consegna al padre separato - fingendo sia un regalo che la mamma ha scelto per lui - si sofferma delicatamente sul dolore e sul senso di impotenza che i figli solitamente provano di fronte alla separazione dei genitori. Si tratta di immagini che staccano decisamente rispetto alle usuali rappresentazioni di quelle allegre famigliole sedute ad una tavola natalizia oppure beatamente rilassate in un villaggio vacanze...Immagini di una serenità idealizzata alle quali la pubblicità ci ave-va abituati fin dai tempi di “Carosello”. Qualcuno si è commosso e qualcun altro si è, invece, scagliato contro un messaggio che, a suo dire, tenderebbe a colpevolizzare le coppie separate ed a lanciare, quindi, un monito implicito contro il divorzio. Ad esempio, c’è chi accusa lo spot di strumentalizzare la sofferenza dei bambini per fini commerciali o chi sottolinea come, in realtà, l’infelicità possa riguardare non solo i figli dei genitori divorziati, ma anche quelli delle coppie che vivono insieme. Nel complesso, gli esponenti dei partiti di Destra – a partire dalla stessa Giorgia Meloni che ha definito lo spot “bello e toccante” – sembrano apprezzare il video in questione, mentre da Sinistra si sono levate non poche voci che ne hanno denunciato la natura retrograda e tradizionalista. Quanto ai social, la maggioranza dei commenti – confermando, probabilmente, un “sentiment” più in sintonia con quello delle forze di Governo - si esprimono in senso favorevole, se non addirittura di totale adesione . A nostro parere, il sostanziale successo di questi due minuti di messaggio pubblicitario è dovuto alla sua capacità di porre chi lo guarda dinanzi alla quotidianità di quel dolore che investe, per svariati motivi, molte migliaia di case italiane. Non si tratta, in questo caso, di essere più o meno orientati verso un determinato modello di famiglia...non c’entra niente con la fotografia di una realtà sociale che vede ormai separazioni e divorzi eguagliare, numericamente, il trend dei nuovi matrimoni. C’entra però con il fatto che, nelle cause di separazione o divorzio, è sempre più consolidata la scelta dei tribunali di affidare i minori ad entrambi i genitori, creando, in tal modo, situazioni che spesso si rivelano perfettamente sovrapponibili proprio a quella che lo spot della pesca ci raccon-ta in maniera così emozionante. Esiste, dunque, un pericoloso salto di incomunicabilità tra una certa percezione “eburnea” della normalità di tutti i giorni, che distingue élite intellettuali e politiche, da quella molto più concreta del cittadino medio che, non a caso, esprime il suo disagio frequentando sempre meno le urne elettorali? È una domanda che ci permettiamo di rivolgere soprattutto ai partiti ed agli opinionisti di Sinistra.

A cura di Ferruccio Bovio Lo spot pubblicitario di un’importante catena di supermercati sta suscitando reazioni contrastanti, soprattutto a livello politico. La storia della bambina che compra una pesca e poi la consegna al padre separato - fingendo sia un regalo che la mamma ha scelto per lui - si sofferma delicatamente sul dolore e sul senso di impotenza che i figli solitamente provano di fronte alla separazione dei genitori. Si tratta di immagini che staccano decisamente rispetto alle usuali rappresentazioni di quelle allegre famigliole sedute ad una tavola natalizia oppure beatamente rilassate in un villaggio vacanze...Immagini di una serenità idealizzata alle quali la pubblicità ci ave-va abituati fin dai tempi di “Carosello”. Qualcuno si è commosso e qualcun altro si è, invece, scagliato contro un messaggio che, a suo dire, tenderebbe a colpevolizzare le coppie separate ed a lanciare, quindi, un monito implicito contro il divorzio. Ad esempio, c’è chi accusa lo spot di strumentalizzare la sofferenza dei bambini per fini commerciali o chi sottolinea come, in realtà, l’infelicità possa riguardare non solo i figli dei genitori divorziati, ma anche quelli delle coppie che vivono insieme. Nel complesso, gli esponenti dei partiti di Destra – a partire dalla stessa Giorgia Meloni che ha definito lo spot “bello e toccante” – sembrano apprezzare il video in questione, mentre da Sinistra si sono levate non poche voci che ne hanno denunciato la natura retrograda e tradizionalista. Quanto ai social, la maggioranza dei commenti – confermando, probabilmente, un “sentiment” più in sintonia con quello delle forze di Governo - si esprimono in senso favorevole, se non addirittura di totale adesione . A nostro parere, il sostanziale successo di questi due minuti di messaggio pubblicitario è dovuto alla sua capacità di porre chi lo guarda dinanzi alla quotidianità di quel dolore che investe, per svariati motivi, molte migliaia di case italiane. Non si tratta, in questo caso, di essere più o meno orientati verso un determinato modello di famiglia...non c’entra niente con la fotografia di una realtà sociale che vede ormai separazioni e divorzi eguagliare, numericamente, il trend dei nuovi matrimoni. C’entra però con il fatto che, nelle cause di separazione o divorzio, è sempre più consolidata la scelta dei tribunali di affidare i minori ad entrambi i genitori, creando, in tal modo, situazioni che spesso si rivelano perfettamente sovrapponibili proprio a quella che lo spot della pesca ci raccon-ta in maniera così emozionante. Esiste, dunque, un pericoloso salto di incomunicabilità tra una certa percezione “eburnea” della normalità di tutti i giorni, che distingue élite intellettuali e politiche, da quella molto più concreta del cittadino medio che, non a caso, esprime il suo disagio frequentando sempre meno le urne elettorali? È una domanda che ci permettiamo di rivolgere soprattutto ai partiti ed agli opinionisti di Sinistra.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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This episode was published on September 30, 2023.

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