EPISODE · Apr 9, 2026 · 1H 2M
Venezia «Viaggio in Italia» di Theophile Gautier
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
Accusiamo un po' di vergogna verso il cielo italiano, che tutti immaginano a Parigi di un azzurro inalterabile, nel dire che, partendo da Verona, grossi nubi nere si addensavano all'orizzonte; è spiacevole iniziare un viaggio nel paese del sole con la descrizione di un temporale, ma per amor di verità conviene pur confessare che la pioggia cadeva copiosa, prima in lontananza, poi sui punti più vicini alle contrade che stavamo attraversando in treno.Montagne coronate da nuvole e colline rallegrate da castelli e da case di villeggiatura facevano da sfondo al quadro che ci appariva davanti. In primo piano, distese di colture verdissime, molto varie e assai pittoresche.La vite, in Italia, non viene coltivata come in Francia; sale e si arrampica a spalliera, a festone, sostenuta da alberi cimati che essa abbellisce con il fogliame.Nulla è più grazioso di quei lunghi filari di alberi che, legati tra loro da bracci di pampini, sembrano tenersi per mano e danzare intorno ai campi una farandola senza fine; sembrano quasi un coro di baccanti vegetali che, in un muto trasporto, celebrano l'antica festa di Lieo: quelle viti folli, correndo da un ramo all'altro, conferiscono al paesaggio un'eleganza incomparabile.Qua e là case rurali, con porticato antistante, lasciavano intravedere sotto l'arcata i contadini che consumavano in allegria il pasto serale, animando il quadro. Luoghi narranti narrati e citati: Verona - VeneziaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggio-in-italia-di-theophile-gautier.html Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Accusiamo un po' di vergogna verso il cielo italiano, che tutti immaginano a Parigi di un azzurro inalterabile, nel dire che, partendo da Verona, grossi nubi nere si addensavano all'orizzonte; è spiacevole iniziare un viaggio nel paese del sole con la descrizione di un temporale, ma per amor di verità conviene pur confessare che la pioggia cadeva copiosa, prima in lontananza, poi sui punti più vicini alle contrade che stavamo attraversando in treno.Montagne coronate da nuvole e colline rallegrate da castelli e da case di villeggiatura facevano da sfondo al quadro che ci appariva davanti. In primo piano, distese di colture verdissime, molto varie e assai pittoresche.La vite, in Italia, non viene coltivata come in Francia; sale e si arrampica a spalliera, a festone, sostenuta da alberi cimati che essa abbellisce con il fogliame.Nulla è più grazioso di quei lunghi filari di alberi che, legati tra loro da bracci di pampini, sembrano tenersi per mano e danzare intorno ai campi una farandola senza fine; sembrano quasi un coro di baccanti vegetali che, in un muto trasporto, celebrano l'antica festa di Lieo: quelle viti folli, correndo da un ramo all'altro, conferiscono al paesaggio un'eleganza incomparabile.Qua e là case rurali, con porticato antistante, lasciavano intravedere sotto l'arcata i contadini che consumavano in allegria il pasto serale, animando il quadro. Luoghi narranti narrati e citati: Verona - VeneziaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE i podcast dei «Viaggio in Italia» https://penisolabella.blogspot.com/2026/03/viaggio-in-italia-di-theophile-gautier.html Partire per il viaggio in Italia nell'agosto del 1850, come fece Théophile Gautier, non era più, a dire il vero, un atto fashionable. Dopo tanti pellegrinaggi compiuti sulle orme di Goethe, di Byron o di Stendhal, il turismo di massa era ormai saldamente radicato nella penisola e lo scrittore-turista correva il rischio di incrociarvi più redditieri che veri e propri artisti. Lo scrittore si mise in viaggio nei primissimi giorni d'agosto del 1850, provvisto di un sostanziale viatico accordatogli dal giornale; era stato infatti stipulato come rimborso la stesura in loco di una serie di feuilletons con le impressioni di viaggio, già annunciata ai lettori di «La Press».In effetti quel viaggio verso l'Italia è innanzitutto, agli occhi di Gautier, un pellegrinaggio alle fonti della bellezza, un ritorno ai sacri sentieri dell'arte.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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