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EPISODE · Mar 23, 2025 · 4 MIN

Ventotene

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

Probabilmente, buona parte di coloro i quali si sono accapigliati, in questi giorni, sui concetti e sui principi che ispirarono, nel 1941, gli autori del “Manifesto per un’Europa libera”, in realtà il testo scritto da Ernesto Rossi e da Altiero Spinelli, durante il loro soggiorno coatto a Ventotene, non lo hanno neanche mai letto. Altrimenti, difficilmente si comprenderebbe tanto accanimento, da una parte e dall’altra, per glorificare o per denigrare un progetto politico che, avendo ormai varcato la soglia degli 84 anni, andrebbe invece – come si usa dire oggi – seriamente “contestualizzato”. Male ha fatto, a nostro avviso, Giorgia Meloni a cercare di demolirne la credibilità democratica, andando ad estrapolare – qua e là – alcune affermazioni che, comunque e per nostra fortuna, ben poco hanno inciso sull’approccio che, successivamente, sarebbe stato adottato dai padri costituenti quando si trovarono a dover varare la nostra carta costituzionale nell’immediato Dopo Guerra. Tuttavia, male hanno fatto anche alcuni esponenti della Sinistra a considerare le parole pronunciate dalla nostra premier in Parlamento alla stregua di una disgustosa profanazione compiuta nei confronti di un mito sacro e inviolabile, quasi si trattasse del “patrio suolo” o del “core de mamma”...No, signora Schlein, Giorgia Meloni non ha bestemmiato dinanzi all’altare maggiore della cattedrale di San Pietro...anche se va detto che certe stilettate ad un documento storico che, nel complesso, presenta pur sempre il merito di essere stato tra i primi a tracciare il profilo di uno stato unitario europeo, la nostra premier avrebbe potuto francamente risparmiarsele. L’idea europeista – naturalmente per chi ci crede – è senz’altro quanto di buono e di attuale conserva ancora l’ottuagenario Manifesto che però, in non pochi dei suoi passaggi, denuncia pure tutta la sua appartenenza ad un tempo ormai davvero lontano, ricordando molto da vicino - per la sua impostazione rivoluzionaria - un altro Manifesto (ancora più famoso): e cioè, quello pubblicato, nel 1848, da Marx ed Engels. Certo, l’approdo finale internazionalista di Rossi e Spinelli non è propriamente quello che prevale nella Sinistra continentale degli Anni 40, ancora così fideisticamente orientata verso quel Comintern che Stalin governa con spietato rigore. Ciò nonostante, chi ha avuto modo di leggere Lenin troverà che il metodo operativo al quale si rifanno gli anti fascisti confinati a Ventotene sembra ricalcare, senza troppa fantasia, proprio le linee di condotta tracciate, nei suoi scritti, dal massimo leader comunista di sempre. Ci pare, quindi, che meglio sarebbe limitarsi oggi a condividere lo spirito e le finalità del Manifesto (come, appunto, lo Stato federale europeo), stendendo, tuttavia, un velo se non pietoso, almeno storico su un testo che, ad esempio, seguendo la moda del suo tempo, auspica beatamente l’azione di un partito rivoluzionario, che sia finalmente capace di imporre la sua volontà sulle masse, le quali, non essendo ancora in grado di distinguere i propri interessi, devono, pertanto, necessariamente assoggettarsi alle logiche di una élite illuminata che “attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto non già dal consenso popolare – si, dice proprio così - ma dalla coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna”. Ed a questo punto, viene pure spontaneo domandarsi a chi spetti, in definitiva, il compito di stabilire in che cosa poi consistano realmente queste “esigenze della società moderna”...non certo a qualche forma di consultazione democratica, dal momento che è già stato premesso che il “popolo è immaturo”: anzi, spiegano sempre gli Autori di Ventotene, si tratta di un’ipotesi da escludersi assolutamente poiché – citiamo testualmente - “la metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria”. In conclusione, la settimana che ci siamo lasciati alle spalle ha vissuto momenti di alta conflittualità dialettica tra le nostre maggiori forze politiche che però a noi è parsa ingiustificata, perché oggettivamente fondata su aspirazioni e ragionamenti di ottant’anni fa...Pertanto, pur non volendo certamente negare la rilevanza culturale che può assumere un dibattito in chiave storica, riteniamo anche che chi crede davvero negli Stati Uniti d’Europa e nel metodo democratico, è meglio che incominci a farlo rinunciando a trarre la propria ispirazione da manifesti, proclami o bibbie che ci parlano da un passato divenuto ormai troppo remoto. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

Probabilmente, buona parte di coloro i quali si sono accapigliati, in questi giorni, sui concetti e sui principi che ispirarono, nel 1941, gli autori del “Manifesto per un’Europa libera”, in realtà il testo scritto da Ernesto Rossi e da Altiero Spinelli, durante il loro soggiorno coatto a Ventotene, non lo hanno neanche mai letto. Altrimenti, difficilmente si comprenderebbe tanto accanimento, da una parte e dall’altra, per glorificare o per denigrare un progetto politico che, avendo ormai varcato la soglia degli 84 anni, andrebbe invece – come si usa dire oggi – seriamente “contestualizzato”. Male ha fatto, a nostro avviso, Giorgia Meloni a cercare di demolirne la credibilità democratica, andando ad estrapolare – qua e là – alcune affermazioni che, comunque e per nostra fortuna, ben poco hanno inciso sull’approccio che, successivamente, sarebbe stato adottato dai padri costituenti quando si trovarono a dover varare la nostra carta costituzionale nell’immediato Dopo Guerra. Tuttavia, male hanno fatto anche alcuni esponenti della Sinistra a considerare le parole pronunciate dalla nostra premier in Parlamento alla stregua di una disgustosa profanazione compiuta nei confronti di un mito sacro e inviolabile, quasi si trattasse del “patrio suolo” o del “core de mamma”...No, signora Schlein, Giorgia Meloni non ha bestemmiato dinanzi all’altare maggiore della cattedrale di San Pietro...anche se va detto che certe stilettate ad un documento storico che, nel complesso, presenta pur sempre il merito di essere stato tra i primi a tracciare il profilo di uno stato unitario europeo, la nostra premier avrebbe potuto francamente risparmiarsele. L’idea europeista – naturalmente per chi ci crede – è senz’altro quanto di buono e di attuale conserva ancora l’ottuagenario Manifesto che però, in non pochi dei suoi passaggi, denuncia pure tutta la sua appartenenza ad un tempo ormai davvero lontano, ricordando molto da vicino - per la sua impostazione rivoluzionaria - un altro Manifesto (ancora più famoso): e cioè, quello pubblicato, nel 1848, da Marx ed Engels. Certo, l’approdo finale internazionalista di Rossi e Spinelli non è propriamente quello che prevale nella Sinistra continentale degli Anni 40, ancora così fideisticamente orientata verso quel Comintern che Stalin governa con spietato rigore. Ciò nonostante, chi ha avuto modo di leggere Lenin troverà che il metodo operativo al quale si rifanno gli anti fascisti confinati a Ventotene sembra ricalcare, senza troppa fantasia, proprio le linee di condotta tracciate, nei suoi scritti, dal massimo leader comunista di sempre. Ci pare, quindi, che meglio sarebbe limitarsi oggi a condividere lo spirito e le finalità del Manifesto (come, appunto, lo Stato federale europeo), stendendo, tuttavia, un velo se non pietoso, almeno storico su un testo che, ad esempio, seguendo la moda del suo tempo, auspica beatamente l’azione di un partito rivoluzionario, che sia finalmente capace di imporre la sua volontà sulle masse, le quali, non essendo ancora in grado di distinguere i propri interessi, devono, pertanto, necessariamente assoggettarsi alle logiche di una élite illuminata che “attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto non già dal consenso popolare – si, dice proprio così - ma dalla coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna”. Ed a questo punto, viene pure spontaneo domandarsi a chi spetti, in definitiva, il compito di stabilire in che cosa poi consistano realmente queste “esigenze della società moderna”...non certo a qualche forma di consultazione democratica, dal momento che è già stato premesso che il “popolo è immaturo”: anzi, spiegano sempre gli Autori di Ventotene, si tratta di un’ipotesi da escludersi assolutamente poiché – citiamo testualmente - “la metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria”. In conclusione, la settimana che ci siamo lasciati alle spalle ha vissuto momenti di alta conflittualità dialettica tra le...

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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This episode is 4 minutes long.

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This episode was published on March 23, 2025.

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