EPISODE · Dec 12, 2022 · 59 MIN
Wadada Leo Smith (13)
from Jazz Anthology
A cavallo fra anni settanta e ottanta, Leo Smith collabora e gira in tour in Europa con il contrabbassista Peter Kowald e con il batterista Gunter Sommer, tedesco dell'ovest il primo e dell'est il secondo, entrambi figure di primissimo piano della musica improvvisata europea. Per tutta una fase i protagonisti della produzione della Fmp, etichetta - nata alla fine degli anni sessanta - di riferimento dell'improvvisazione tedesca ed europea, erano stati improvvisatori tedesco-occidentali, olandesi, inglesi, scandinavi e svizzeri. Il primo allargamento di orizzonti era avvenuto all'interno dell'area tedesca, con pionieristici contatti con improvvisatori tedesco-orientali, fra i quali Sommer. Il trio Smith-Kowald-Sommer testimonia di questo e di un ulteriore allargamento, cioè il dialogo della Fmp e dei suoi improvvisatori con i più avanzati improvvisatori afroamericani: Leo Smith è un battistrada di questo dialogo, che avrà poi importanti sviluppi nel lavoro della Fmp (che negli anni ottanta stabilirà un importante rapporto con Cecil Taylor). Intanto al principio degli anni ottanta Leo Smith attira l'interesse anche del produttore Giovanni Bonandrini, attivo a Milano (negli anni ottanta viene più volte proclamato produttore dell'anno dal referendum della rivista di jazz americana Down Beat), che nell'82 pubblica Go in Numbers, live del quartetto di Smith registrato a New York nel gennaio del 1989.
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A cavallo fra anni settanta e ottanta, Leo Smith collabora e gira in tour in Europa con il contrabbassista Peter Kowald e con il batterista Gunter Sommer, tedesco dell'ovest il primo e dell'est il secondo, entrambi figure di primissimo piano della musica improvvisata europea. Per tutta una fase i protagonisti della produzione della Fmp, etichetta - nata alla fine degli anni sessanta - di riferimento dell'improvvisazione tedesca ed europea, erano stati improvvisatori tedesco-occidentali, olandesi, inglesi, scandinavi e svizzeri. Il primo allargamento di orizzonti era avvenuto all'interno dell'area tedesca, con pionieristici contatti con improvvisatori tedesco-orientali, fra i quali Sommer. Il trio Smith-Kowald-Sommer testimonia di questo e di un ulteriore allargamento, cioè il dialogo della Fmp e dei suoi improvvisatori con i più avanzati improvvisatori afroamericani: Leo Smith è un battistrada di questo dialogo, che avrà poi importanti sviluppi nel lavoro della Fmp (che negli anni ottanta stabilirà un importante rapporto con Cecil Taylor). Intanto al principio degli anni ottanta Leo Smith attira l'interesse anche del produttore Giovanni Bonandrini, attivo a Milano (negli anni ottanta viene più volte proclamato produttore dell'anno dal referendum della rivista di jazz americana Down Beat), che nell'82 pubblica Go in Numbers, live del quartetto di Smith registrato a New York nel gennaio del 1989.
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