PODCAST · religion
Ad Fontes
by Brown, Coluccia e Fioretti
Ad Fontes è un podcast che parla della teologia, della storia e dell’apologetica della fede cristiana per incoraggiare e aiutare ogni italiano a riscoprire come il Vangelo di Gesù Cristo è vero, buono e bello. Infatti, ogni generazione di cristiani deve riscoprire il Vangelo per applicarlo nella propria epoca. Il nostro desiderio è di vedere al presente una nuova riforma spirituale nelle chiese cristiane italiane. Unisciti a noi ogni settimana per una conversazione sugli aspetti che contano della fede cristiana da una prospettiva teologica riformata.
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Ep.70: Cosa significa la Pentecoste?
Cosa significa davvero la Pentecoste?Spesso pensiamo a questo evento come a qualcosa di straordinario—vento, fuoco, lingue. Ma cosa sta realmente accadendo? È qualcosa da imitare oggi, oppure è un momento unico nella storia della redenzione?In questo episodio di Ad Fontes, torniamo alla Scrittura per comprendere il significato biblico della Pentecoste. Scopriremo che essa non è qualcosa da ripetere, ma un evento unico che segna l’inizio della nuova creazione e l’era finale della storia della redenzione.E soprattutto, capiremo questo: lo Spirito Santo non è dato per esperienze spirituali vaghe, ma per rendere la chiesa una testimonianza vivente della Persona e dell’Opera di Cristo.
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Ep.69: La persona e l’opera dello Spirito Santo
Chi è lo Spirito Santo? È una forza impersonale… o una Persona divina? E cosa fa oggi nella vita del credente e nella chiesa?In questo episodio di Ad Fontes, esploriamo la dottrina biblica dello Spirito Santo, mostrando che Egli non è un’energia vaga o un semplice “potere spirituale”, ma la terza Persona della Trinità, vero Dio insieme al Padre e al Figlio. Partendo dalle Scritture, vediamo come lo Spirito sia attivo fin dalla creazione, operi nella storia della redenzione e sia essenziale per comprendere l’opera di Cristo.Approfondiamo poi il suo ruolo nella salvezza: è lo Spirito che rigenera, che apre i nostri occhi al Vangelo, che ci unisce a Cristo e che dimora in noi come sigillo e garanzia della nostra eredità. Senza lo Spirito, non c’è fede, non c’è nuova vita, non c’è crescita cristiana.Infine, riflettiamo sulla sua opera continua nella vita del credente: lo Spirito ci santifica, produce in noi il suo frutto e ci guida nella verità attraverso la Parola. In un tempo in cui spesso si fraintende o si riduce il suo ministero, torniamo alle fonti per riscoprire la bellezza, la profondità e la centralità dello Spirito Santo nella vita cristiana. Lo Spirito non punta a sé stesso, ma glorifica Cristo — e conduce anche noi a vivere in Lui, per la gloria di Dio.
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Ep.68: Il triplice ufficio di Cristo: Profeta, Sacerdote e Re
Chi è Gesù Cristo… e che cosa ha fatto davvero per noi?In questo episodio di Ad Fontes, esploriamo una delle dottrine più ricche e dimenticate della fede cristiana: il triplice ufficio di Cristo — Profeta, Sacerdote e Re.Alla luce della Scrittura e della tradizione riformata, vediamo come Gesù non è venuto semplicemente a insegnare o a dare un esempio morale, ma a compiere un’opera completa e perfetta per la nostra salvezza.👉 Come Profeta, Cristo ci rivela pienamente la volontà di Dio. Egli non parla solo da parte di Dio — Egli è la Parola fatta carne, che illumina le nostre menti e ci conduce alla verità.👉 Come Sacerdote, Cristo offre se stesso come sacrificio per i nostri peccati e continua a intercedere per noi. In Lui troviamo non solo perdono, ma anche accesso libero e sicuro alla presenza del Padre.👉 Come Re, Cristo regna su tutte le cose, sottomettendo i suoi e i nostri nemici e governando il suo popolo con grazia e verità.In un mondo pieno di confusione e incertezza, questa verità ci dà una grande sicurezza:👉 abbiamo un Salvatore che ci insegna, ci redime e ci governa.Un episodio che ci riporta al cuore del Vangelo — e alla gloria di Cristo, nostro Profeta, Sacerdote e Re.https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/
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Ep.67: Chi è veramente Gesù Cristo?
Chi è veramente Gesù Cristo?In questo episodio di Ad Fontes, iniziamo la porzione della teologia sistematica sulla cristologia, affrontando una delle domande più fondamentali della fede cristiana: la Persona di Cristo.Insieme a Vincenzo e Gavino, esploriamo cosa significa confessare che Gesù è vero Dio e vero uomo — non metà Dio e metà uomo, ma una sola Persona in due nature, senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione.Partendo dalla Scrittura e guidati dalla riflessione della Chiesa antica, consideriamo perché questa verità non è un dettaglio teologico, ma il cuore stesso del Vangelo. Solo se Cristo è pienamente Dio può salvarci; solo se è pienamente uomo può rappresentarci.In un tempo in cui Gesù viene spesso ridotto a maestro morale o figura ispiratrice, riscopriamo la gloria della sua identità: il Figlio eterno di Dio fatto carne per la nostra salvezza.Una conversazione profonda, ma accessibile, per tornare alle sorgenti della fede e contemplare la bellezza di Cristo.
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Ep.66: Cosa significa la croce?
In questo episodio speciale per il Venerdì Santo, riflettiamo su una delle domande più importanti della fede cristiana: cosa significa la croce di Gesù Cristo?La croce è ovunque intorno a noi—nelle chiese, nei gioielli, nella cultura. Ma nel mondo antico era uno strumento di morte, vergogna e giudizio. Eppure, proprio lì, nel luogo della condanna, Dio ha compiuto la nostra salvezza.In questa conversazione, esploriamo il significato profondo della croce alla luce della Scrittura:👉 la gravità del peccato👉 la giustizia di Dio👉 e l’amore straordinario manifestato in CristoScopriamo come Gesù non sia morto semplicemente come esempio, ma come nostro sostituto, portando il giudizio che noi meritavamo e riconciliandoci con Dio.Come dice l’apostolo Paolo: «Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi» (Galati 3:13).La croce non è solo un simbolo. È il cuore del Vangelo.Ascolta questo episodio e riscopri la profondità, la bellezza e la potenza della croce di Cristo.Per studiare di più la croce, vi consigliamo fortemente il libro di John Stott, “La croce di Cristo”. È disponibile in Italiano da Edizioni GBU. https://www.amazon.it/-/en/croce-Cristo-John-R-Stott/dp/8888270108/ref=sr_1_1?crid=EBU5I7MS729X&dib=eyJ2IjoiMSJ9.fRWoQhuFh0072YnR9o9RuYpa2vGCE4YgRy-2Bj1Sd4k.Z_Nl3Q9BlEPc9EfVv4S1CGWAdLB8m6ebvXu_qET0iFg&dib_tag=se&keywords=John+Stott+la+croce+di+cristo&qid=1775147012&sprefix=john+stott+la+croce+di+cristo%2Caps%2C330&sr=8-1
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Episodio 65: L’Imago Dei
Che cosa significa davvero essere umani?In questo episodio di Ad Fontes, Michael Brown, Gavino Fioretti e Vincenzo Coluccia riflettono su una delle dottrine più fondamentali — e spesso fraintese — della fede cristiana: l’Imago Dei, il fatto che l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio.In un mondo che ridefinisce continuamente identità, valore e dignità, torniamo alle fonti per riscoprire ciò che la Scrittura insegna: l’uomo non è il prodotto del caso, né il risultato di un’autodefinizione autonoma, ma una creatura voluta, conosciuta e formata da Dio stesso.Cosa significa portare l’immagine di Dio? È qualcosa che abbiamo perso con il peccato, o qualcosa che rimane? E in che modo Cristo — la perfetta immagine di Dio (Colossesi 1:15) — restaura ciò che è stato corrotto?Durante la conversazione, esploriamo le implicazioni dell’Imago Dei per la nostra visione di noi stessi, degli altri e della società: dalla dignità della vita umana alla vocazione dell’uomo nel mondo, fino alla nostra redenzione in Cristo.Un episodio profondo e attuale, che ci richiama a vedere noi stessi e il prossimo non secondo le categorie mutevoli della cultura, ma alla luce della verità immutabile di Dio.Ad Fontes: torniamo alle fonti, per riscoprire la verità che dà forma alla nostra vita.
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Ep.64: La creazione
In questa puntata di Ad Fontes, riflettiamo sul racconto della creazione in Genesi, affrontando una domanda fondamentale: che tipo di testo è davvero Genesi 1–2?Troppo spesso, il dibattito sulla creazione viene ridotto a una questione scientifica, come se la Bibbia volesse rispondere alle stesse domande della scienza moderna. Ma questo non è il suo scopo.La Genesi non è un manuale scientifico. È rivelazione divina.In queste pagine, Dio non ci offre una spiegazione tecnica dei processi naturali, ma ci rivela qualcosa di molto più profondo e fondamentale: chi è il Creatore, chi siamo noi, e perché il mondo esiste.Scopriamo insieme come il racconto della creazione proclama la verità, la bontà e la bellezza di Dio, e come ogni cosa trova il suo significato in Lui. La creazione non è il risultato del caso o della necessità, ma l’opera intenzionale di un Dio buono e sapiente.Un episodio che ci invita a guardare oltre le polemiche e a riscoprire la meraviglia di un mondo creato da Dio — e per la sua gloria.
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Ep.63: La provvidenza di Dio
In questo episodio di Ad Fontes parliamo della provvidenza di Dio: la grande verità biblica che Dio non solo ha creato il mondo, ma continua a sostenerlo, governarlo e guidarlo secondo il suo perfetto piano.Cosa significa dire che Dio governa tutte le cose? Come dobbiamo comprendere eventi difficili, sofferenza o apparente caos nel mondo? E in che modo la dottrina della provvidenza diventa una fonte di consolazione e fiducia per il cristiano?Partendo dalla Scrittura e dalla tradizione teologica riformata, riflettiamo su come Dio opera attraverso le cause ordinarie della vita, senza mai perdere il controllo della storia. Vedremo anche perché questa dottrina non porta al fatalismo, ma piuttosto alla fiducia, alla gratitudine e alla perseveranza nella fede.In un mondo spesso segnato dall’incertezza, la provvidenza di Dio ci ricorda che nulla accade per caso e che il nostro Padre celeste sta conducendo tutte le cose verso il compimento del suo buon proposito in Cristo.“Ad Fontes” significa tornare alle fonti della fede cristiana: la Scrittura, la teologia storica e la sapienza della Chiesa.
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Ep.62: La volontà di Dio
Come possiamo conoscere la volontà di Dio per la nostra vita? Dio ha un piano segreto che dobbiamo scoprire per prendere le decisioni giuste? Oppure la Scrittura ci invita a comprendere la volontà di Dio in un modo diverso?In questo episodio di Ad Fontes, riflettiamo su una domanda che ogni cristiano si è posto almeno una volta: come discernere la volontà di Dio. Partendo dalla testimonianza della Scrittura e dalla tradizione riformata, esploriamo la distinzione classica tra la volontà decretiva di Dio (il suo piano sovrano che governa ogni cosa) e la volontà rivelata di Dio (la sua volontà morale che ci è stata data nella sua Parola).Parliamo anche di alcune idee molto diffuse nel mondo evangelico contemporaneo—come l’idea di dover trovare la “perfetta volontà individuale” di Dio per ogni scelta della vita—e valutiamo queste prospettive alla luce della Bibbia.Infine, consideriamo come la libertà cristiana, la sapienza biblica e la fiducia nella provvidenza di Dio possano guidarci nelle decisioni quotidiane.Se ti sei mai chiesto:- Come prendere decisioni importanti davanti a Dio- Se esiste “un’unica scelta giusta” che dobbiamo scoprire- Come la sovranità di Dio e la responsabilità umana lavorano insiemequesto episodio è per te.Ad Fontes – Tornare alle fonti della fede cristiana: la Scrittura, la teologia storica e la sapienza della Chiesa.
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Ep.61: Gli attributi di Dio
Comprendere com’è Dio è di vitale importanza. Se non conosciamo il vero Dio, finiremo inevitabilmente per costruirne uno a nostra immagine—più gestibile, più conforme ai nostri desideri, alle nostre paure o alla cultura del momento.In questo episodio di Ad Fontes, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo riflettono sugli attributi di Dio: la sua santità, eternità, immutabilità, giustizia, amore e sovranità. Perché la teologia propria non è un esercizio accademico, ma il fondamento dell’adorazione, della fiducia e della vita cristiana.Tornare “alle fonti” significa tornare al Dio vivente, così come si è rivelato nella Scrittura.https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/
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Ep.60: “Signore e dà la vita: La pneumatologia nel Credo”
Oggi presentiamo l’intervento tenuto da Vincenzo Coluccia alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano nel 2025.La Conferenza sulla teologia riformata a Milano (o la “CTRM”) è un evento annuale ospitato dalla Chiesa Riformata Filadelfia a Novate Milanese. La CTRM ha tre obiettivi:1. Risvegliare l’interesse per la teologia riformata;2. Creare un forum in cui uomini e donne della tradizione Riformata in Italia possano incontrarsi ed essere incoraggiati;3. Fornire risorse per rafforzare la Chiesa.Il tema della conferenza nel 2025 è stato: “Noi crediamo: Perché il Credo Niceno è importante per i credenti oggi?”La conferenza si è articolata in quattro sessioni, con quattro relatori diversi. Vi presentiamo la lezione del Rev. Coluccia, pastore della Chiesa Presbiteriana “Pietra Vivente” di Lecce. Quest’intervento è intitolato “Signore e dà la vita: La pneumatologia nel Credo”.
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Ep.59: “Della stessa sostanza del Padre: La cristologia nel Credo niceno”
Oggi presentiamo l’intervento tenuto da Gavino Fioretti alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano nel 2025. La Conferenza sulla teologia riformata a Milano (o la “CTRM”) è un evento annuale ospitato dalla Chiesa Riformata Filadelfia a Novate Milanese. La CTRM ha tre obiettivi: 1. Risvegliare l’interesse per la teologia riformata;2. Creare un forum in cui uomini e donne della tradizione Riformata in Italia possano incontrarsi ed essere incoraggiati;3. Fornire risorse per rafforzare la Chiesa.Il tema della conferenza nel 2025 è stato: “Noi crediamo: Perché il Credo Niceno è importante per i credenti oggi?”La conferenza si è articolata in quattro sessioni, con quattro relatori diversi. Oggi vi presentiamo la lezione del Rev. Fioretti, pastore della Kiltearn Free Church of Scotland a Evanton in Scozia. La lezione di Davide Ibrahim è intitolata: “Della stessa sostanza del Padre: La cristologia nel Credo niceno”.Buon ascolto!
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Ep.58: “Un solo Dio: Perché la dottrina della Trinità è essenziale per la vita cristiana”
La settimana scorsa, abbiamo parlato della dottrina della Trinità. Oggi vogliamo proseguire e approfondire questa conversazione con una puntata speciale, che propone la lezione tenuta da Davide Ibrahim alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano nel 2025. La Conferenza sulla teologia riformata a Milano (o la “CTRM”) è un evento annuale ospitato dalla Chiesa Riformata Filadelfia a Novate Milanese. La CTRM ha tre obiettivi: 1. Risvegliare l’interesse per la teologia riformata;2. Creare un forum in cui uomini e donne della tradizione Riformata in Italia possano incontrarsi ed essere incoraggiati;3. Fornire risorse per rafforzare la Chiesa.Il tema della conferenza nel 2025 è stato: “Noi crediamo: Perché il Credo Niceno è importante per i credenti oggi?”La conferenza si è articolata in quattro sessioni, con quattro relatori diversi. Oggi vi presentiamo la lezione di Davide Ibrahim, attualmente dottorando in teologia presso l’Università Teologica di Utrecht. La sua ricerca si concentra sul pensiero dei Padri della Chiesa nella teologia di Herman Bavinck, uno dei più importanti teologi riformati del XIX secolo. La lezione di Davide Ibrahim è intitolata: “Un solo Dio: Perché la dottrina della Trinità è essenziale per la vita cristiana”.Buon ascolto!
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Ep.57: Una nella sostanza, tre nella persona: La dottrina della Trinità
In questo episodio di Ad Fontes riflettiamo insieme sulla dottrina della Trinità, cuore della fede cristiana e fondamento della nostra confessione di Dio.Che cosa significa confessare un solo Dio in tre Persone? Perché la Trinità non è una speculazione astratta, ma una verità profondamente biblica, pastorale e vitale per la vita della Chiesa?Partendo dalla Scrittura e dalla tradizione riformata, mostriamo come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo siano distinti ma consustanziali, e perché negare o confondere la Trinità porta inevitabilmente a perdere il Vangelo stesso.Un episodio pensato per aiutare credenti e chiese a tornare alle fonti (Ad Fontes), adorando il Dio trino che si è rivelato per la nostra salvezza.
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Ep. 56: “Signore, dacci l’Italia o moriamo!” - Una chiacchierata sul presbiterianesimo in Italia
In questa puntata, il Pastore Gavino e il Pastore Vincenzo si uniscono al Pastore Mike nella sua taverna per una chiacchierata informale sul presbiterianesimo in Italia. L’episodio è stato registrato il giorno successivo a uno storico incontro a Milano, durante il quale ventidue pastori ordinati, provenienti da dieci diverse chiese italiane, si sono riuniti per meditare sulla Parola di Dio, cantare, pregare e discutere i prossimi passi verso la formazione di una denominazione presbiteriana riformata confessionale in Italia.Nel XVI secolo, il riformatore John Knox pregò notoriamente: «Signore, dacci la Scozia o muoio». Oggi, nel XXI secolo, ci sono pastori riformati che pregano con la stessa passione: «Signore, dacci l’Italia o moriamo!»
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Ep.55: Qual è il canone della Bibbia?
La Bibbia è una biblioteca, una raccolta di sessantasei libri: trentanove nell'Antico Testamento e ventisette nel Nuovo. Ma la domanda è: come facciamo a sapere che in questa raccolta di libri sono stati inclusi i libri giusti? Questa è la questione della canonicità! La parola canone deriva dalla parola greca, kanōn, che significa "metro di misura" o "norma". Chiamare la Bibbia "canone delle Scritture" significa dire che i suoi sessantasei libri insieme funzionano come supremo metro di misura o autorità per la Chiesa. Quindi, la Bibbia è la norma o lo standard di tutti gli standard, e non è giudicata da nessun altro standard.Perciò, la questione della canonicità della Bibbia è cruciale per la fede cristiana, perché stabilisce quali libri sono considerati ispirati da Dio, autorevoli e normativi per la fede. Ascoltate la conversazione con i pastori Michael Brown, Vincenzo Coluccia e Gavino Fioretti. https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/https://chiesariformatafiladelfia.org/la-confessione-di-fede-belga
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Ep.54: Il cristiano e la politica
In questo episodio affrontiamo un tema delicato e attuale: il rapporto tra il cristiano e la politica. Riflettiamo insieme su come vivere da cittadini del cielo e, allo stesso tempo, da cittadini responsabili sulla terra. Parliamo dei pericoli di ideologizzare la fede, delle sfide poste dal nazionalismo, dal radicalismo politico e dalle nuove ideologie culturali. Alla luce della Scrittura (con particolare riferimento a Geremia 29:7) e della saggezza di riformatori come Lutero e Calvino, cerchiamo di comprendere come la chiesa possa testimoniare fedelmente Cristo nella sfera pubblica, senza smarrire la sua missione principale: l’annuncio del Vangelo.In questa puntata, affronteremo domande come: • I cristiani dovrebbero impegnarsi in politica?• È accettabile per i cristiani essere attivisti politici? • Possono partecipare alle manifestazioni?• La chiesa dovrebbe essere "pro-Palestina" o "pro-Israele"?• Dio favorisce alcune nazioni più di altre?5:24 – Cosa significa per noi che Gesù dice: «Il mio regno non è di questo mondo?»7:55 – Cosa significa che ci sono due regni?17:25 – Qual è la differenza tra “il Mandato culturale” e “il Grande mandato”?19:35 – Qual è la missione della Chiesa?28:30 – Il Vangelo non è la risposta a tutto32:00 – Il Nuovo Testamento fornisce un progetto per costruire un governo cristiano?36:52 – I cristiani dovrebbero impegnarsi in politica?48:48 – È accettabile per i cristiani essere attivisti politici? Possono partecipare alle manifestazioni?59:57 – Quando è lecito ai cristiani disobbedire al governo?1:06:13 – Dio favorisce alcune nazioni più di altri?Ascoltate la conversazione con i pastori Mike, Gavino e Vincenzo.
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Ep.53: La Bibbia è davvero infallibile?
Se qualcosa è "infallibile", non si sbaglia mai, e dunque è completamente attendibile. Al contrario della Chiesa, le Scritture sono infallibili, cioè senza errore in tutto quello che affermano, e coerenti con sé stesse. La dottrina dell’infallibilità delle Scritture non nega l’operato umano, né suggerisce che gli autori umani erano onniscienti o avevano una comprensione perfetta. Questa infallibilità è attribuita ai testi originali, non alle nostre traduzioni o copie. Tuttavia, l’immenso numero di copie antiche permette agli studiosi testuali di determinare il testo originale con quasi assoluta certezza. Ascoltate ai pastori Mike, Gavino e Vincenzo mentre parlano di questa dottrina importantissima.Quest’episodio è parte della lunga serie sulla teologia sistematica, seguendo il libro di R.C. Sproul: Siamo tutti teologi. https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/
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Ep.52: La Bibbia è ispirata: cosa significa?
Quando si dice che la Bibbia è ispirata, ci si sta riferendo al fatto che Dio ha influenzato divinamente gli autori umani delle Scritture in modo tale che ciò che essi hanno scritto sia la Sua stessa Parola. Nel contesto delle Scritture, la parola ispirazione significa semplicemente “respirata da Dio”. L’ispirazione ci comunica il fatto che la Bibbia è davvero la Parola di Dio e la rende unica rispetto a tutti gli altri libri.La dottrina dell'ispirazione è stata la ferma e costante convinzione della Chiesa, specialmente all’epoca della Riforma Protestante del XVI secolo. Pertanto, la Bibbia può essere un libro su cui ogni punto può essere fatto affidamento con certezza e che pertanto deve essere affrontato con fiducia.In quest’episodio, i pastori Vincenzo, Gavino e Mike parlano della dottrina dell’ispirazione come parte della loro serie sulla teologia sistematica. https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/
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Ep.51: Come si può conoscere Dio?
Come parte della loro serie sulla teologia sistematica utilizzando il libro di R.C. Sproul, "Siamo tutti teologi", i pastori Mike, Gavino e Vincenzo iniziano con la dottrina della Scrittura, parlando di come conosciamo Dio attraverso due “libri”: la rivelazione generale e la rivelazione speciale.La rivelazione generale è l’annuncio divino rivolto a tutte le persone, in tutte le età e luoghi per mezzo del quale tutti vengono a sapere che Dio c’è, e a cosa assomiglia (Salmo 19:1-6; Romani 1:18-23; 2:14-16). Anche se non impartisce verità dottrinale come il Vangelo, l’incarnazione o la Trinità, la rivelazione generale comunica il fatto che Dio esiste e che è autosufficiente, trascendente, immanente, eterno, potente, saggio, buono e giusto. Attraverso rivelazione generale, le persone possono conoscere la potenza di Dio, la sua divinità e la sua gloria, ma non la sua grazia salvifica per mezzo di Cristo. Questa conoscenza è sufficiente non a salvarle, ma bensì a condannarle, perché non hanno vissuto in accordo con essa. La rivelazione speciale, invece, è la Parola di Dio. Per conoscere Cristo, abbiamo bisogno del Vangelo. Come l’apostolo Paolo dice in Romani 10:17: «così la fede viene da ciò che ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo». La Parola di Dio è anche cibo per la nostra crescita. 1 Pietro 2:2-3: «come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono» Dio ama i suoi figli e vuole che mangino sano.Attraverso questi due mezzi - la rivelazione generale e quella speciale - possiamo conoscere Dio. Ascoltate l’episodio con i pastori Mike, Vincenzo e Gavino! https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/
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Ep.50: Siamo tutti teologi: Un’introduzione alla teologia sistematica
In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo iniziano una nuova serie sulla teologia sistematica, utilizzando come guida il libro di R. C. Sproul: Siamo tutti teologi. In realtà, ogni credente è teologo, poiché ogni volta che pensa a Dio o un insegnamento della Bibbia e ci sforziamo di comprenderlo, sta facendo teologia. Siamo tutti teologi. La vera domanda è se siamo bravi o meno! La teologia sistematica è una disciplina importantissima poiché organizza tutto ciò che Dio ha rivelato nella sua Parola in determinate categorie. Organizzare i vari insegnamenti della Bibbia in modo sistematico, utilizzando metodi di interpretazione corretti e collaudati nel tempo, ci permette di possedere una teologia coerente e fondata sulla verità, ricordandoci ancora una volta com’è Dio, cosa ha fatto e farà per il suo popolo in Cristo.https://www.coramdeo.it/negozio/siamo-tutti-teologi/
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Ep.49: Stesse parole, mondi diversi
I cattolici e i protestanti credono allo stesso Vangelo? Si sente spesso dire che i cattolici romani e i protestanti hanno molto in comune. Confessano gli stessi antichi credi. Credono in molte delle stesse dottrine. Usano gran parte dello stesso vocabolario teologico: Dio, Gesù Cristo, Spirito Santo, Bibbia, peccato, fede, salvezza, chiesa, resurrezione, ecc. Ma c'è una differenza lampante nel modo in cui i cattolici e i protestanti rispondono a una domanda fondamentale: come viene reso giusto un peccatore agli occhi di Dio?Il dott. Leonardo De Chirico spiega la differenza tra il Cattolicesimo e la Riforma per quanto riguarda la dottrina della salvezza. He fatto quest’intervento alla Conferenza sulla Teologia Riformata di Milano (CTRM) nel 2022. Per saperne di più, visita il sito di web della Chiesa Riformata ‘Filadelifa’. https://www.amazon.it/diversi-cattolici-evangelici-credono-Vangelo/dp/8832990563/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2NNESJ0KX306V&dib=eyJ2IjoiMSJ9.a0b7F4wDew5630tZyJdCD-zdaKC3bprLCIEyq6p3NzFPQQR2WpMXMOuiPekJwYQihIjO_jL8uvro2dzvvEoYAaMzFIiFW0YfEVtDfNvzSRg1MwiT8lMVygGLgN89DDFtZz8iuWb1wK5G5N2_RYmbRAavBs2h3sVBJdM9iJY9000h4P0JF-Jg2m0T81Ohouh0MOchY43_Yji5JfEseI8AzH6zynKD4srX332t824OVqlagzvstTEmeXqUEeLOHCZywHAyjJREdtp-6xvvD95sbwG0x0zm4uVgpdUl6ZQyWH8.t1pWugt-J1XaoD4Uyyc8Gu1lM_lniZO9VjrUvY73wGU&dib_tag=se&keywords=stesse+parole+mondi+diversi&qid=1754651361&sprefix=stesse+parole+mondi+diversi%2Caps%2C80&sr=8-1
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Ep.48: Scelto da Dio: Elezione incondizionata
In quest’episodio speciale, presentiamo un intervento fatto dal Rev. Nazzareno Ulfo, il pastore della Chiesa “Sola Grazia” di Caltanissetta, Sicilia. Il pastore Ulfo ha fatto questa lezione alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano (CTRM) nel 2023. Per maggiori informazioni sul CTRM annuale, visita il sito web: https://chiesariformatafiladelfia.org/ctrm
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Ep.47: “La nostra patria vera”
In quest'episodio speciale, presentiamo una lezione del pastore Michael Brown che ha fatto alla Conferenza sulla Teologia Riformata di Milano (CTRM) nel 2024. L'intervento è stato intitolato: "I nuovi cieli e la nuova terra". Lo presentiamo come la conclusione della serie sull'escatologia.https://chiesariformatafiladelfia.org/ctrm
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Ep.46: La nuova terra
La Parola di Dio ci dice che quando un credente muore, il suo corpo entra nella tomba, ma la sua anima entra immediatamente in presenza di Cristo. Ecco perché l’apostolo Paolo dice in 2 Corinzi 5:8: «siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore». E in Filippesi 1:21, egli afferma: «Infatti per me il vivere è Cristo e il morire, guadagno…ho il desidero di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio». Però, secondo la Bibbia, questa non è la nostra destinazione finale. Questo è solo lo stato intermedio. È uno stato di beatitudine, ma è provvisoria e incompleta. La nostra speranza non è una vita in cielo, lontano dalla terra, vivendo senza un corpo. Invece, speriamo in qualcosa di più. Come confessiamo nel Simbolo Niceno, «aspettiamo la risurrezione dei morti e la vita nel mondo che verrà». Quando un credente muore, la sua anima entra immediatamente alla presenza di Cristo dove attende la risurrezione della carne e la nuova terra che Cristo realizzerà quando ritornerà nell’ultimo giorno. Questo sarà l’apice della sua opera redentrice e il compimento della nostra salvezza. Quando arriveremo nella nuova terra, esclameremo: “Finalmente sono a casa! Questa è la mia terra! Appartengo a questi luoghi!” In quest'episodio, la squadra di Ad Fontes parla della nuova terra, la nostra patria vera.
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Ep.45: Il giudizio finale
Nella cultura occidentale di oggi, il giudizio divino è l’articolo di fede più offensivo del cristianesimo. La gente non ha alcun problema con un Dio d’amore che ci sostiene, indipendentemente da come viviamo la nostra vita. Si oppone, tuttavia, all’idea di un Dio che giudica. Sono convinti che un Dio d’amore non può provare ira e collera. Dicono: “Solo Dio può giudicarmi”. Ciò che intendono con questo è: “Il mio Dio non mi giudicherà, perché il mio Dio è un Dio d’amore”. Hanno ricreato Dio in quello che vogliono che sia, invece di adorare e sottomettersi al Dio che si è rivelato nella sua Parola. Però, la Bibbia insegna che alla fine della storia, ci sarà un giudizio finale quando ogni essere umano comparirà davanti al tribunale di Cristo. L’opera di giudizio costituirà l’esaltazione finale di Cristo e il suo trionfo più alto. Se sulla terra Egli fu condannato da giudici terreni, allora, sarà Lui a sedere per giudicare le autorità terrene. In questa vita, il destino finale di ogni essere umano è rimasto nascosto. Ma nel giudizio finale, non c’è nulla ora di nascosto che non sarà rivelato. Il destino di ogni persona sarà rivelato, insieme alla fede che ognuno aveva o non aveva, le opere che ciascuno ha compiuto e la vita che ciascuno ha vissuto. In quest'episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo esplorano la questione del giudizio finale e come possiamo avere speranza per questo giorno.
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Ep.44: La risurrezione del corpo
Cosa succede dopo la morte? Qual è la speranza del cristiano? Purtroppo, molti Cristiani parlano di “andare in Cielo quando si muore”, come se fosse il fine ultimo della salvezza. Ma questo ha più il sapore della filosofia pagana che della dottrina biblica. Dio promette più di un miglioramento del mondo o di noi stessi. Promette una nuova creazione. L’anticipazione di questa realtà non si limita a colmarci di un sentimento breve di benessere che balla secondo il nostro livello di salute, ricchezza e felicità. Crea gioia nel cuore anche su letto di morte. La buona notizia è che per noi, la morte aveva perso il dardo. La morte non è più una pena legale per il peccato. È invece la sepoltura in inverno del seme che irrompe dalla dura terra al ritorno di Cristo, per fiorire come parte della nuova creazione divina (1 Corinzi 15:42–45). La nostra redenzione non sarà completa finché i nostri corpi non risorgeranno in eterna gloria. Quindi non c'è fede cristiana senza risurrezione del corpo. Il concetto di risurrezione è assolutamente essenziale per tutta la fede apostolica. La risurrezione di Cristo è il pegno e la garanzia della futura risurrezione dei credenti, e un po’ di quella vita futura è già presente nei nostri cuori fin da oggi. Egli è primizia dei credenti che sono morti. Egli ci dice: “Perché io vivo, anche voi vivrete”. La speranza cristiana è generata dal vangelo. Sono le promesse di Dio, adempiute in Cristo, a dare ai credenti l’eccezionale abilità di accettare la realtà della malattia, della debolezza e perfino della morte, perché sanno che non marca il capitolo finale.In quest’episodio, la squadra di Ad Fontes (i pastori Vincenzo, Gavino e Mike) parlano della risurrezione del corpo.
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Ep.43: I segni dei tempi
A volte, i cristiani usano l’espressione i “segni dei tempi” per descrivere certi eventi o situazioni che il Nuovo Testamento dice che precedono, oppure indicano il ritorno di Cristo. Per esempio, la tribolazione, l'apostasia e l'anticristo. Però, se questi segni indicano certi eventi che devono ancora accadere prima che Gesù ritorni, come possiamo essere sempre pronti per questo ritorno? Una riflessione su questi segni, non comporta il pericolo di spingere il ritorno di Cristo in un lontanissimo futuro, in modo da non curarsi troppo di essere sempre pronti? Oppure c'è un aspetto "già" e uno "non ancora" in questi segni? I pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano dei segni dei tempi che ricordano alla chiesa di vigilare costantemente e che Dio ha il controllo assoluto sulla storia e la guiderà fino alla sua conclusione in Cristo. https://www.amazon.it/Bibbia-futuro-Anthony-Hoekema/dp/8899295956/ref=sr_1_1?crid=2IJ94XLOB5LHK&dib=eyJ2IjoiMSJ9.sMIRK42QncWrXR2tzZpZ9RD2k2whoeoLLWY_aLFjUZ5QAZ5ByJV0yKhfA6fRQbzWI0zyXroyJKfxIFzDyg0nmFhFtBav3jHGCyN98fptO3j2FuHA8dH5A7vEZrjotbN7WGRcel8UGBCQFmQoaSYgSEc1aP3AR2IsNwvKSIabTGOqq99zkdoJp10W_W8qBjKjXNhaWWPkOHuwj34EgzZI6DxEV4xYCn2tGnwqF7rIlYzjMV03ncjYAmF7THQIrkUW9q9h0PYhNFMDqw3s0JyE4tl7vWSu6ZDBTEmEByRY4jA.oAO6-pLr5JjMY5IL_yBglNzIbRtXdt35R8JdQxx-eJg&dib_tag=se&keywords=la+bibbia+e+il+futuro&qid=1753343790&sprefix=%2Caps%2C96&sr=8-1https://www.amazon.it/ritorna-Una-guida-libro-dellApocalisse/dp/8832990245/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=K68EDNHX2OVJ&dib=eyJ2IjoiMSJ9.R3T42i1_FJjHRFO_rGKE0elCoHslpVeUmrXLa6jQa1AoMQFy_vwTVQwBw13o6Px1MHZvX12Apu07NINFu5mCklYCUDmNviJf_WoHNHf0byYe132_0103fLaI7pzWrEGzAQhRKW1HY4zVElj0C0SYJp98w46AOo1YyYg7MPUgYB2Mk-HxJiOjweKidVcN4wMV4K739MCi3HykAbXhYOb8D2bi4J9Cqq35epqnsIAQHGEXYhbRqIumqU97uVlBm9uV2rn9lETnrrGg2-WiGmntVYbVuXGzdLcLoBusrfGVADE.kweKZjIvKf2r-poT9qPsehchGXcI4DJh32ddwJk2VeU&dib_tag=se&keywords=poythress&qid=1753343814&sprefix=poythress%2Caps%2C91&sr=8-2
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Ep.42: Cosa significano i mille anni d’Apocalisse?
In quest’episodio di Ad Fontes, ascoltiamo un eccezionale intervento dal pastore Vincenzo Coluccia sul significato d’Apocalisse 20. Questa lezione è andata alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano (CTRM) nel 2024. Non perdetevelo!
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Ep.41: Il millennio
Nel libro dell’Apocalisse si parla di persone che vivono e regnano con Cristo per mille anni (Apocalisse 20.4). In effetti, questo testo è l’unica citazione del millennio nella Bibbia. Eppure, interpretazioni divergenti di questo brano, hanno portato alla formazione di almeno tre modi diversi di comprendere la natura del millennio qui descritto: il premillenarismo, il postmillenarismo e l’amillenarismo. Qual è l'interpretazione corretta e ha importanza? In quest’episodio, i pastori Michael Brown, Vincenzo Coluccia e Gavino Fioretti fanno una breve definizione di cos’è il pre- il post- e l’amillenarismo. Poi parlano delle basilari regole ermeneutiche per interpretare Apocalisse 20. Inoltre, spiegano cosa insegna questo controverso capitolo, mostrando alcuni importanti risvolti pastorali per noi che viviamo al di qua del ritorno di Cristo!https://www.amazon.it/Bibbia-futuro-Anthony-Hoekema/dp/8899295956/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=3054KM9IYKT06&dib=eyJ2IjoiMSJ9.sMIRK42QncWrXR2tzZpZ9RD2k2whoeoLLWY_aLFjUZ6zf0auHcPEavZ96V7fXf_pWs7raWI48Q-Cem9GgCk6A1hFtBav3jHGCyN98fptO3hV0N2hX-1Ufgx4WQxQhgDOiYNAFmCZLl8y4q5xjd-XA7mnN0BkTb4IEnnRF8yHyV4-pxi9mOpqBXYlYt8OjCq4ukMP_yXzPHadZei7lzgTkUVOEkyVoufGpkwK0GQVCS34c093mMgF2ZggokjpBZ4zOnwnnp2nDjgV8Vpo7Yb70Nl7vWSu6ZDBTEmEByRY4jA.kFxC5GP4cdj8EEIdsfTHMr8hz2X-hPB9McD8Kc96q_c&dib_tag=se&keywords=la+bibbia+e+il+futuro&qid=1752145736&sprefix=la+bibbia+e+il+futuro%2Caps%2C93&sr=8-1https://www.amazon.it/ritorna-Una-guida-libro-dellApocalisse/dp/8832990245/ref=sr_1_1_mod_primary_new?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=14KUPJ6EB22WY&dib=eyJ2IjoiMSJ9.UoQiq8Y-_5hQM6rgsqP2rA.Hc6aGFY7RtOdJrnRrMurr0gosbQtZKkgPhsyobjsrYc&dib_tag=se&keywords=poythress+il+re+ritorno&qid=1752145765&sbo=RZvfv%2F%2FHxDF%2BO5021pAnSA%3D%3D&sprefix=poythress+il+re+ritorna%2Caps%2C99&sr=8-1
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Ep.40: La natura del ritorno di Cristo
Come seguito dell’episodio 39: “Il ritorno di Cristo”, presentiamo questo intervento fatto da Francesco Pollicino alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano nel 2024. Sin dall’ascensione di Cristo, la Chiesa ha atteso il ritorno di Cristo. Confessiamo nel credo niceno che Cristo «di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine». Il Signore è venuto per inaugurare il suo regno, ma verrà di nuovo per portarlo a compimento. Sebbene in un senso il regno di Dio è già presente, in un altro, è futuro. Viviamo tra il primo e il secondo avvento di Cristo. Guardando indietro, con gioia, alla prima venuta di Cristo, pensiamo al futuro nell’attesa del suo ritorno promesso. Storicamente, la chiesa in ogni epoca ha capito che la Bibbia insegna che il ritorno di Cristo sarà personale, visibile e glorioso. Ma nel XIX secolo emerse un nuovo sistema teologico di interpretazione biblica chiamato “dispensazionalismo”, nato in gran parte dagli scritti di John Nelson Darby, e, durante il XX secolo, si è diffuso rapidamente tra gli evangelici specialmente negli Stati Uniti a causa della pubblicazione della Bibbia Scofield, con le sue note di studio. Questo sistema di interpretazione, che non è riformato né biblico, ha creato molta confusione riguardo all’escatologia e al modo in cui comprendiamo il ritorno di Cristo. In questa serie parleremo del dispensazionalismo, perché si tratta di un sistema di interpretazione moderno e non biblico. Il nostro obiettivo non è solo quello di offrire una critica del dispensazionalismo, ma soprattutto di presentare e difendere la dottrina storica e biblica del ritorno di Cristo e delle ultime cose, poiché il ritorno di Cristo, come dice Tito 2:13, è veramente la nostra “beata speranza”. https://www.amazon.it/Bibbia-futuro-Anthony-Hoekema/dp/8899295956
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Ep.39: Il ritorno di Cristo
Sin dall’ascensione di Cristo, la Chiesa ha atteso il ritorno di Cristo. Confessiamo nel credo niceno che Cristo «di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine». Il Signore è venuto per inaugurare il suo regno, ma verrà di nuovo per portarlo a compimento. Sebbene in un senso il regno di Dio è già presente, in un altro, è futuro. Viviamo tra il primo e il secondo avvento di Cristo. Guardando indietro, con gioia, alla prima venuta di Cristo, pensiamo al futuro nell’attesa del suo ritorno promesso. Storicamente, la chiesa in ogni epoca ha capito che la Bibbia insegna che il ritorno di Cristo sarà personale, visibile e glorioso. Ma nel XIX secolo emerse un nuovo sistema teologico di interpretazione biblica chiamato “dispensazionalismo”, nato in gran parte dagli scritti di John Nelson Darby, e, durante il XX secolo, si è diffuso rapidamente tra gli evangelici specialmente negli Stati Uniti a causa della pubblicazione della Bibbia Scofield, con le sue note di studio. Questo sistema di interpretazione, che non è riformato né biblico, ha creato molta confusione riguardo all’escatologia e al modo in cui comprendiamo il ritorno di Cristo.In questa serie parleremo del dispensazionalismo, perché si tratta di un sistema di interpretazione moderno e non biblico. Il nostro obiettivo non è solo quello di offrire una critica del dispensazionalismo, ma soprattutto di presentare e difendere la dottrina storica e biblica del ritorno di Cristo e delle ultime cose, poiché il ritorno di Cristo, come dice Tito 2:13, è veramente la nostra “beata speranza”. In questa puntata, i pastori Vincenzo, Gavino e Mike parlano della natura del ritorno di Cristo. https://www.amazon.it/Bibbia-futuro-Anthony-Hoekema/dp/8899295956/?_encoding=UTF8&pd_rd_w=7TLnc&content-id=amzn1.sym.a1e3bb32-6a04-41ad-b4a0-af9d96cfb1b0%3Aamzn1.symc.fc11ad14-99c1-406b-aa77-051d0ba1aade&pf_rd_p=a1e3bb32-6a04-41ad-b4a0-af9d96cfb1b0&pf_rd_r=AHZTVA0HREQFNW34GK3C&pd_rd_wg=EENKH&pd_rd_r=21d11790-e510-4c21-9ee5-60a128a61cc5&ref_=pd_hp_d_atf_ci_mcx_mr_ca_hp_atf_d
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Ep.38: Il “già” e il “non ancora”: L’introduzione all’escatologia
La parola “escatologia” deriva da due parole greche, eschatos e logos, e significa la dottrina delle ultime cose. Ma dobbiamo comprendere che tutto il cristianesimo è, in un vero senso, escatologico. I teologi sistematici mettono l’escatologia alla fine dei loro sistemi a motivo di una organizzazione logica. Però, i teologi biblici – come Geerhardus Vos – ci ricordano che in realtà l’escatologia precede tutto. Essa è il tessuto e la trama della Scrittura. Dall’inizio alla fine, dalla Genesi all’Apocalisse, l’intera Bibbia è escatologica nella sua prospettiva. Ogni credente è già nel Regno di Dio, gode le sue benedizioni e ne condivide le responsabilità. Allo stesso tempo, il credente comprende che il Regno è ora presente solo nel suo stato provvisorio e incompleto, e, quindi, aspetta la sua finale realizzazione alla fine dell’età nella risurrezione. In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo iniziano una serie sull’escatologia, parlando della tensione tra il “già” e il “non ancora”. https://www.amazon.it/Bibbia-futuro-Anthony-Hoekema/dp/8899295956
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Ep.37: Il grande mandato
Poco prima la sua ascensione, il nostro Signore disse ai suoi apostoli: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente» (Matteo 28:18-20). Conosciamo questo brano come “Il grande mandato”. È indiscutibilmente il testo più importante in tutta la Scrittura per comprendere il caso biblico delle missioni. In quest'episodio, i pastori Mike, Vincenzo e Gavino, con l'ospite speciale Humberto Arisa de Oliveira, il pastore della Chiesa Presbiteriana di Legnano, parlano del fondamento, dell’obiettivo, dei mezzi e della promessa della missione della chiesa nel mondo.
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Ep.36: La vera natura della Santa Cena
Cosa succede quando un credente riceve la Santa Cena con fede? Cosa dice la Bibbia? Cosa dice la Riforma Protestante del XVI secolo? È solo un simbolo per aiutarci a ricordare la morte di Cristo? O è qualcosa di più?Purtroppo oggi la maggior parte delle chiese evangeliche non celebra la Santa Cena settimanale, come era usanza della chiesa primitiva. Come ha detto uno scrittore, oggi molti evangelici vedono i video durante il culto più spesso di quanto non vedano la Santa Cena. Cosa è successo nella chiesa evangelica? Sembra che gran parte di ciò sia dovuto a una reazione eccessiva ad alcuni degli errori e delle superstizioni della Chiesa cattolica romana riguardo ai sacramenti. Come spesso accade, tuttavia, le reazioni eccessive teologiche a una posizione particolare possono produrre nuovi errori e nuove superstizioni. Ecco perché dobbiamo esaminare le Scritture: deve essere la Parola e non le nostre paure, pregiudizi o preoccupazioni che formano la nostra teologia e pratica. Inoltre, dobbiamo riscoprire la saggezza della Riforma Protestante ed applicarla al nostro tempo. Se siamo veramente protestanti, dobbiamo capire le reali differenze tra Roma e la Riforma. Per questa puntata, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo prendono in considerazione la dottrina dell’Eucaristia in quattro parti: 1) Che cosa insegna la Bibbia? 2) Che cosa insegna la Chiesa Cattolica Romana? 3) Che cosa insegnò la Riforma Protestante? 4) Perché questo è importante per noi oggi?
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Ep.35: Cristianesimo e liberalismo
J. Gresham Machen (1881-1937) fu ministro nella chiesa presbiteriana storica negli Stati Uniti, cioè la Presbyterian Church USA. Fu anche professore di Nuovo Testamento al Seminario teologico di Princeton. Eppure, ai tempi di Machen, l’ascesa del liberalismo teologico aveva talmente permeato la chiesa che anche queste istituzioni calvinistiche e riformate iniziarono ad abbracciare il liberalismo ed abbandonare le dottrine bibliche e storiche di Dio e dell’uomo. Per Machen questo era peggio di un errore teologico; questo era niente meno di una separazione dal Vangelo e dal cristianesimo. «Con riferimento a tali presupposti», dice lui nel suo libro classico del 1923, Cristianesimo e liberalismo, «e per quanto riguarda il Vangelo stesso, il liberalismo moderno è diametralmente opposto al cristianesimo». Per Machen, il liberalismo non era una legittima espressione del cristianesimo storico, bensì una religione completamente diversa.Le idee hanno conseguenze. Oggi, la Presbyterian Church USA esiste ancora, ma è molto difficile trovarne una che predichi il Vangelo. Non si trovano prediche sulla santità di Dio, sulla peccaminosità dell’uomo e sulla redenzione che è solo in Cristo attraverso la sua vita, morte e risurrezione. Invece, si trovano prediche sulle opinioni umane dei problemi sociali, e quasi sempre da una posizione fortemente di sinistra. Spesso sui suoi bellissimi edifici storici c’è la bandiera LGBTQ a sostegno del gay pride. Come denominazione, consente l’ordinazione di pastori apertamente gay, lesbiche o bisessuali. Com’è possibile? Come ha fatto una Chiesa che per più di duecento anni ha predicato, insegnato e difeso la Bibbia e la teologia riformata ad allontanarsi così tanto che oggi è nota per predicare, insegnare e difendere i diritti dei transgender e l’ideologia “woke”? Potremmo porre la stessa domanda riguardo alla Chiesa valdese o alla Chiesa di Scozia. Cosa è successo a queste chiese? C’era una volta in cui queste chiese erano come un transatlantico della fede riformata, una nave enorme e stabile. Ma, come la storia del Titanic, ad un certo punto non sono riuscite ad evitare gli iceberg e cominciarono ad affondare. Ecco perché dobbiamo essere vigili e fedeli con le dottrine storiche come quella di Dio e quella dell’uomo. Se questo problema fu cruciale ai tempi di Machen cento anni fa, quanto più urgente è per noi oggi che viviamo in un mondo molto più laico ed estremamente ignorante delle dottrine bibliche. In quest’episodio, i pastori Mike, Vincenzo e Gavino, con l'ospite speciale, il pastore Francesco Pollicino, parlano del libro di Machen, Cristianesimo e liberalismo, e perché è ancora attuale ed utile per noi oggi. https://www.amazon.it/Cristianesimo-liberalismo-J-Gresham-Machen/dp/8897290426/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=OG2W5M2KEE6Z&dib=eyJ2IjoiMSJ9.eBoAE20ILGeTuQnECNr4c53QKoMp9xnsp47S4qEzpBPku1FD0o6oOCxL1JrZrn9QethRWUupeEF6zKB058lPwAKq0TW4WLFIA3DIhDNVaV4.5Au_2Y7xxhzIR9PaWbuiJupzyWSEPhe2oth8FVVLPYw&dib_tag=se&keywords=machen+cristianesimo+e+liberalismo&qid=1748557527&sprefix=machen+cristianesimo+e+liberalismo%2Caps%2C79&sr=8-1
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Ep.34: Unione con Cristo
Leggendo le lettere dell’apostolo Paolo, siamo colpiti dalla frequenza e dall’espressione “in Cristo”. In effetti, egli usa questo termine 164 volte. Ma cosa significa essere “in Cristo”? Perché questo linguaggio è importante?L’identità del cristiano è definita dalla sua posizione “in” Cristo, unito a Lui. Più approfondisce la questione, più scopre che essa racchiude una verità centrale per la comprensione cristiana della salvezza. In realtà, la nostra unione con Cristo comprende ogni aspetto della nostra salvezza, dalla sua origine nel patto della redenzione prima la fondazione del mondo tra il Padre, il Figlio e lo Spirito, fino alla consumazione nella nostra glorificazione. In altre parole, solo in Cristo, siamo stati eletti. Solo in Cristo siamo rigenerati. Solo in Cristo siamo giustificati. Solo in Cristo siamo adottati. Solo in Cristo siamo santificati. In Cristo saremo glorificati.Ognuno di questi aspetti della nostra redenzione si trova nella nostra unione con Cristo. Anche se Cristo è asceso al cielo ed è fisicamente assente dalla terra, siamo comunque uniti a lui in un modo molto più intimo della comunione di cui godevano i discepoli originali durante il suo ministero terreno.Come Cristo si è unito a noi nella nostra carne, nei nostri peccati, nella nostra sofferenza e morte, così ora ci unisce a sé per mezzo dello Spirito, affinché possiamo già godere della nuova creazione che Egli ha inaugurato.In questa unione - un’unione legale, mistica e organica - cresciamo in un rapporto di alleanza con Cristo, Colui al quale siamo uniti per sempre.In quest’episodio speciale, i pastori Mike, Vincenzo, Gavino e special ospite Manuel Morelli, il pastore della Chiesa Solo Cristo a Ravenna, parlano della dottrina dell’unione con Cristo.
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Ep.33: Il nuovo papa: Cosa dovremmo aspettarci da Leone XIV?
La Chiesa cattolica romana ha il suo nuovo Papa, il cardinale americano e agostiniano Robert Francis Prevost (Leone XIV). Ma chi è questo nuovo papa? Cosa dobbiamo aspettarci da lui? Il suo primo discorso alla folla in piazza San Pietro ha aperto una finestra sui possibili temi del suo papato. Il suo primo discorso alla folla in piazza San Pietro ci ha dato uno scorcio sui possibili temi del suo papato. Ha fatto molteplici riferimenti alla “pace”, alla “costruzione di ponti”, al “dialogo” e all'“amore”, ma il peccato e la redenzione in Cristo solo non sono stati nemmeno menzionati. La sua prima preghiera papale è stata rivolta a Maria (“Ave Maria”). Il suo primo atto da Papa è stato un'indulgenza plenaria per tutti (cioè la remissione dei peccati temporali). Nonostante questo papa sia agostiniano, è chiaro che la Riforma è ben lungi dall'essere conclusa.In quest’episodio speciale, i pastori Mike, Vincenzo e Gavino parlano con Leonardo De Chirico, un esperto del papato e del cattolicesimo.
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Ep.32: La natura della chiesa
Che cos’è la chiesa? Perché il corpo di Cristo è essenziale? In realtà, un credente senza una chiesa vera è un credente in difficoltà. Come il riformatore protestante Giovanni Calvino disse: «Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre».In quest’episodio speciale, il pastore Gavino Fioretti spiega cosa significa la chiesa. Ha fatto quest’intervento alla Conferenza sulla Teologia Riformata a Milano del 2022.La Conferenza della Teologia Riformata a Milano (CTRM) è un evento annuale ospitato dalla Chiesa Riformata Filadelfia e ha tre obiettivi1. Risvegliare l’interesse per la teologia riformata;2. Creare un forum in cui uomini e donne della tradizione Riformata in Italia possano incontrarsi ed essere incoraggiati;3. Fornire risorse per rafforzare la Chiesa.Quest'anno, per la CTRM 2025, il tema sarà "Noi Crediamo: Perché il Credo Niceno è importante per credenti oggi?" 2025 ricorre il 1700° anniversario del Credo Niceno. Vogliamo prenderlo in considerazione e riflettere sul perché è ancora attuale per noi oggi.La conferenza sarà a Novate Milanese sabato 25 ottobre. I pastori Mike, Gavino e Vincenzo saranno presenti con altri relatori. L'evento è gratuito, quindi, SAVE THE DATE e venite da noi sabato 25 ottobre! https://chiesariformatafiladelfia.org/ctrm
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Ep.31: L’alba della nuova creazione: Il nuovo patto
In un certo senso, tutto il messaggio della Bibbia riguarda il nuovo patto, cioè quel patto per mezzo del quale Dio, mediante l’opera perfetta di Cristo, dà vita alla nuova creazione alla quale partecipa il suo popolo, adempiendo così le promesse fatte nel patto con Abraamo. L’intero svolgimento della storia della redenzione – dalla prima promessa di un Salvatore in Genesi 3:15, passando da Abraamo e Davide, per arrivare fino a Cristo – anticipa la nuova creazione inaugurata da questo patto.I profeti dell’Antico Testamento annunciavano un rinnovamento, che sarebbe venuto per grazia di Dio, mediante il Messia promesso. Nonostante il popolo avesse violato il patto con Mosè, Dio non avrebbe dimenticato le promesse incondizionate fatte ad Abraamo. I profeti contemplavano all’orizzonte un nuovo patto, in virtù del quale si sarebbe finalmente adempiuto il patto fatto con Abraamo: mediante l’opera del Messia e per la potenza dello Spirito, sarebbe sorte una nuova umanità e una nuova creazione. Non si sarebbe trattato semplicemente di una restaurazione del patto con Mosè, bensì di qualcosa di completamente nuovo.Ma che importanza hanno per noi queste cose? La “buona novella” per noi è che questo mondo a venire ha fatto irruzione nel presente secolo malvagio con la vita, morte e risurrezione di Gesù Cristo. In virtù dell’opera compiuta da Cristo per sempre, il nuovo patto è stato inaugurato, nel senso che ha avuto inizio in vista della consumazione finale. Con Cristo, abbiamo visto l’alba della nuova creazione!In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano del nuovo patto e perché è importante per la vita cristiana.
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Ep.30: Il vero Re: Il patto con Davide
Non riusciamo ad apprezzare appieno la persona e l’opera di Cristo, se si prescinde dal patto davidico. Senza queste promesse non abbiamo il contesto in cui inserire l’opera salvifica di Gesù. Come pellegrini nel deserto di questo mondo, abbiamo continuamente bisogno del conforto certo del Vangelo, un conforto stabilito dal patto con Davide, le cui promesse sono ferme come la luna nei cieli (cfr. Salmi 89:35-37). Non è possibile che Dio mentisse e che le promesse stabili fatte a Davide venissero meno! Per adempiersi, le promesse dovevano attendere la venuta del Figlio della promessa - Gesù Cristo - , l’erede giusto! In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano del patto con Davide e perché è importante per la vita cristiana. https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/ref=pd_lutyp_rtpb_d_sccl_2_4/258-7828017-4178367?pd_rd_w=jAtT6&content-id=amzn1.sym.88cfc417-adc7-42c1-ac14-22f75d041fae&pf_rd_p=88cfc417-adc7-42c1-ac14-22f75d041fae&pf_rd_r=NDWGXE54RC18HW9AKQ28&pd_rd_wg=E1svl&pd_rd_r=e121b49a-8822-4c17-b454-2087b8d02c62&pd_rd_i=8897963358&psc=1
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Ep.29: Le prove storiche della risurrezione di Cristo
La Pasqua ci mette di fronte a un’affermazione: Gesù di Nazareth è risorto dai morti. Questa è l’affermazione centtrale del cristianesimo. Se Cristo non è risuscitato, allora non c’è il cristianesimo! Non è una questione d’opinione personale. Molte persone pensano che non importa se il cristianesimo è vero, fintanto che è utile per te personalmente. Alcune dicono, “Non penso che sia giusto o sbagliato, fintanto che la tua fede ti aiuta a essere una persona migliore”. Ma, non è così con il cristianesimo. Il Vangelo fa una dichiarazione obbiettiva. Dice che qualcosa è successo 2000 anni fa, cioè, la risurrezione di Cristo. Come ogni altra dichiarazione storica, dobbiamo esaminare le prove storiche e sulla base di ciò concludiamo che degli eventi particolari sono accaduti o non sono accaduti, che ci piaccia o no.In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano delle prove storiche della risurrezione di Cristo e del vero significato della Pasqua.
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Ep.28: La legge al servizio della grazia: Il patto mosaico
La parte dell’Antico Testamento più incompresa è il patto stabilito da Dio con Israele al Sinai, cioè il patto Mosaico. Il patto con Mosè è importantissimo e il nome stesso Antico Testamento significa che il patto del Sinai ha la sua controparte nel Nuovo Testamento. Ecco perché, effettivamente, ogni libro dell’Antico Testamento dipende, in un modo o in un altro, dal patto mosaico. Anche la Genesi – che precede questo patto del Sinai – non è altro che il suo prologo. Quindi, nella misura in cui comprendiamo il patto mosaico comprendiamo il resto dell’Antico Testamento.Dio stabilì l’inflessibile patto mosaico per mostrare a Israele e a tutti gli uomini che «mediante le opere della legge», come Paolo dice in Romani 3, «nessuno sarà giustificato davanti a Dio; infatti la legge dà la conoscenza del peccato» (3:20). E come spiega in Galati 3: «La legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede» (3:24).Possiamo definire il patto mosaico come: il patto legale di Dio con Israele, mediante cui egli ci giuda a Cristo, mostrando la perfetta giustizia che solo Cristo poteva adempiere per redimere i peccatori.In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano del patto Mosaico.https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/ref=sr_1_1?crid=14LZ8X92VVCS3&dib=eyJ2IjoiMSJ9.ehT1L27E1smpd6-YrtomI-TaZWtj-CfX_zD4DU31FJo.GzxcA-wxTNV9AV85icKmNEt1BfFMMKiYfYLgYrR5dq8&dib_tag=se&keywords=il+vincolo+sacro&qid=1744322175&sprefix=%2Caps%2C100&sr=8-1
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Ep.27: Si devono battezzare i figli dei credenti?
“Perché le chiese riformate battezzano i bambini?” Questa è una domanda che viene posta spesso dai visitatori di chiese Riformate e Presbiteriane. I cristiani che sono interessati alla teologia riformata sono spesso scioccati quando scoprono che la teologia Riformata insegna il battesimo degli infanti.La risposta è semplice: noi battezziamo i figli dei credenti perché essi appartengono al patto e al popolo di Dio. Come Dio aveva stabilito un segno per la partecipazione al patto con Abraamo, cioè la circoncisione, così ha stabilito un segno per la partecipazione al nuovo patto, cioè il battesimo. Come il Signore ha incluso i figli nel patto con Abraamo, così egli li ha inclusi nel nuovo patto. Il teologo riformato Benjamin B. Warfield è alquanto esplicito su questo punto: «L’argomento relativo al battesimo dei figli dei credenti è, in nuce, semplicemente questo: Dio ha stabilito la chiesa nei giorni di Abraamo accogliendo i bambini, i quali ne sono partecipi a meno che Dio stesso non li escluda. Tuttavia, egli non li ha mai esclusi dalla chiesa; perciò, essi hanno diritto di godere dei suoi ordinamenti». Il Nuovo Testamento non comanda da nessuna parte di escludere i figli dei credenti dal patto di Dio, ma al contrario leggiamo che Gesù disse: «Lasciate stare i bambini e non impedite loro di venire da me, perché il regno dei cieli è di chi è come loro!» (Matteo 19:14). Inoltre, Paolo considerava i figli dei credenti come membri della chiesa e della comunità del patto di grazia, esortandoli: «Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori» (Efesini 6:1). Naturalmente, il battesimo non salva di per sé i nostri figli, perché la fede è lo strumento mediante il quale la giustizia di Cristo è imputata ai peccatori. Tuttavia, il battesimo è il sacramento con cui il Signore accoglie i nostri figli nel patto di grazia, essendo per loro un segno della promessa di salvezza per tutti coloro che credono. Per i genitori cristiani, il patto con Abraamo è un aiuto nel comprendere che i loro figli sono destinatari del segno del patto e che Dio li chiama a essere eredi delle promesse. Così, i genitori cristiani saranno sostenuti nell’adempiere il proprio ruolo come amministratori della vita dei loro figli, i quali devono essere cresciuti nell’insegnamento e nell’ammonizione del Signore. Dato che questa è la posizione riformata storica, non dovremmo essere troppo frettolosi nel respingerla come non biblica. Dovremmo prenderla in considerazione con onestà e senza pregiudizi. In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano della dottrina biblica, storica e riformata del battesimo dei figli dei credenti. https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/ref=sr_1_1?crid=2UUQFNBKNK2UC&dib=eyJ2IjoiMSJ9.ehT1L27E1smpd6-YrtomI-TaZWtj-CfX_zD4DU31FJo.GzxcA-wxTNV9AV85icKmNEt1BfFMMKiYfYLgYrR5dq8&dib_tag=se&keywords=il+vincolo+sacro&qid=1743707189&sprefix=%2Caps%2C114&sr=8-1
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Ep.26: “Io darò a te”: Il patto con Abraamo
Dio promise ad Abraamo una discendenza e una terra. Queste promesse si sarebbero compiute in due momenti. Il primo momento corrisponde all’antico patto e alla storia della nazione d’Israele e del suo ingresso nel paese di Canaan. Israele era la discendenza promessa e Canaan era la terra promessa. Tuttavia, queste promesse non erano la fine, perché Dio promise ad Abraamo che in lui sarebbero state benedette tutte le famiglie della terra. Il secondo e definito momento corrisponde al nuovo patto. La promessa divine relative alla discendenza è adempiuta nei credenti e nei loro figli e la promessa della terra è adempiuta nei nuovi cieli e nella nuova terra che verranno. Oggi, i cristiani di ogni lingua, tribù e nazione sono eredi delle promesse di Dio ad Abraamo. Si tratta di promesse adempiute in Cristo, colui che è la vera progenie di Abraamo e che ha inaugurato il nuovo patto. Il patto con Abraamo rende più sicuro la nostra fede, perché esalta l’opera di Cristo, la progenie di Abraamo. Siccome Gesù è stato fatto maledizione per noi, soffrendo la realtà del giuramento di sangue in Genesi 15, abbiamo la certezza della redenzione e di non essere più sotto la maledizione della legge. Questa consapevolezza ci darà gioia nel cuore e ci aiuterà a vivere con gratitudine verso Dio per tale redenzione. Inoltre, il patto con Abraamo ci mostra che in Cristo siamo diventati anche noi progenie di Abraamo ed eredi secondo la promessa. La buona novella del vangelo è che in Cristo, il figlio di Abraamo, abbiamo ricevuto vita eterna e libero accesso alla presenza di Dio.In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo parlano del patto con Abraamo. https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=7Y4H805F9LYT&dib=eyJ2IjoiMSJ9.ehT1L27E1smpd6-YrtomI-TaZWtj-CfX_zD4DU31FJo.sIElEnkTTHwUEWvZM8YD0GrmJA_Qyg3m-ENBi8t8umk&dib_tag=se&keywords=il+vincolo+sacro&qid=1742905621&sprefix=il+vincolo+sac%2Caps%2C108&sr=8-1
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Ep.25: La promessa nelle nuvole: Il patto con Noè
Spesso, come cristiani, siamo consapevoli del carattere anti-cristiano della cultura occidentale. Nonostante questo, sembra che l'immaginario collettivo non sfugga al senso di colpa e alla coscienza di una qualche giusta condanna. Infatti, ogni anno esce qualche nuovo film sulla lotta per la sopravvivenza di alcuni uomini scampati a un cataclisma. Che si tratti della minaccia nucleare, dell'invasione aliena o della catastrofe ambientale, i toni apocalittici sono sempre presenti. Il protagonista è sempre un qualche Noè che scampa la distruzione per dare all'umanità un nuovo inizio. Eppure, non importa quanto inverosimili siano questi film: la loro presenza e popolarità sembra rispecchiare il senso di colpa degli uomini e il terrore che, un giorno, il mondo sarà distrutto. indipendentemente se il cataclisma sia opera dell'uomo oppure no, l'impressione è che il mondo non possa continuare a sopravvivere e che gli uomini dovranno ricominciare da capo.La Bibbia ha qualcosa do molto chiaro da dire al riguardo. Il Signore Gesù ha promesso di distruggere il mondo ancora una volta alla sua seconda venuta. Nondimeno, tale distruzione porterà ai nuovi cieli e alla nuova terra, dove il suo popolo dimorerà con lui nei secoli dei secoli. Per coloro che sono in Cristo, quel giorno non è motivo di paura. Piuttosto, anticipiamo nei nostri cuori quel giorno, attendendo la redenzione del corpo. Nel frattempo, Dio ha annunciato anticamente che non ci sarebbero stati altri Noè nella storia umana. Il Signore del cielo e della terra ha promesso di non sommergere più il mondo con un diluvio. Non importa quante profezie catastrofiche siano annunciate: la promessa di Dio è quella che rimane valida e il suo arcobaleno risplende ancora dopo ogni temporale!Il patto con Noè è il cosiddetto "patto della grazia comune" con l'umanità, che vive quotidianamente sotto il sole. Il peso teologico di tale patto è notevole e le sue ricadute numerose: mostra che Dio governa un mondo pieno della sua bontà; spiega quali siano le responsabilità e il ruolo degli uomini sulla terra; indirizza addirittura a Cristo. Quindi il patto con Noè è cruciale per comprendere la storia dell'umanità e costituisce un aspetto integrante della teologia del patto.In quest'episodio, i pastori Mike, Vincenzo e Gavino parlano del patto con Noè, cioè quel patto di grazia "comune" stabilito rispetto alla terra, per cui, nonostante il peccato e la corruzione degli uomini, Dio preserverà il suo ordine fino alla consumazione.https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/?_encoding=UTF8&pd_rd_w=Nbm5z&content-id=amzn1.sym.b3e9e21a-58ac-4e54-87d6-bd57c9d36177%3Aamzn1.symc.9b8fba90-e74e-4690-b98f-edc36fe735a6&pf_rd_p=b3e9e21a-58ac-4e54-87d6-bd57c9d36177&pf_rd_r=W5SQNCQPV8GRKWQK0YAN&pd_rd_wg=5XT16&pd_rd_r=7acd1023-0888-4bdc-a5b7-0a33af59c0bd&ref_=pd_hp_d_btf_ci_mcx_mr_ca_id_hp_d
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Ep.24: “Sarò il vostro Dio”: Il patto di grazia
Il patto di grazia è quel patto tra Dio e i credenti e i loro figli, in cui promette la salvezza mediante la fede in Cristo, il quale ha meritato la loro salvezza. Quindi, è quel patto mediante il quale tutti i credenti sono salvati. Il suo principio è in Genesi 3:15, dove Dio promette la venuta del Salvatore e continua attraverso tutta la storia della redenzione fino alla seconda venuta di Cristo. Nonostante il patto di grazia sia stato amministrato in modi diversi nelle vari epoche della storia redentiva, la sua sostanza permane identica in ogni periodo. Questo significa che sia nell’Antico Testamento sia nel Nuovo Testamento il modo in cui Dio salva i peccatori rimane invariato: solo per grazia, solo per fede, solo per Cristo! Cristo è l’unico mediatore dell’unico patto di grazia che raccoglie l’unico popolo di Dio attraverso tutta la storia della redenzione. In questo patto, la promessa di Dio è sempre la stessa: «Sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo». Il patto di grazia c’insegna che non siamo più sotto il patto delle opere e di conseguenza non siamo vincolati a Dio in base alla nostra ubbidienza alla legge.Nel patto di grazia Dio promette di accoglierci come giusti in virtù della giustizia del Figlio, il secondo Adamo; quindi, il patto di grazia ci aiuta a concentrarci sulla dottrina della giustificazione per sola fede. Mentre nel patto delle opere Dio dice: “Ubbidisci e vivrai”, nel patto di grazia dice: “Cristo ha ubbidito per te”.Il patto di grazia non ci promette che in questo mondo decaduto non saremo soggetti a complicazioni e disgrazie, come il resto degli uomini, ma ci promette il futuro glorioso che ci attende, rimandandoci continuamente alla meta che il primo Adamo non raggiunse mai e che il secondo Adamo ha assicurato per noi. Il patto di grazia c’insegna che questa vita passa e che il meglio deve ancora venire.https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1KLB7G4R1PPQS&dib=eyJ2IjoiMSJ9.ehT1L27E1smpd6-YrtomI4x7RtrBXsH8YHvL-HrbGD68uiwIBVlsbJU3ZBFP87ZI3TC7ymh7T227OtDKDTNWEn5ZA3AzoDDEXgreWvVDJZxKBaOiQTgnZtlgR_PiT4_qW9Now1cJMO51Z3__JZfftQ.X9Z907EETlgSU7LvIrwit3GI8tcmX1-o5TuxWapTB34&dib_tag=se&keywords=il+vincolo+sacro&qid=1741628922&sprefix=il+vincolo+sacro%2Caps%2C104&sr=8-1
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Ep.23: La caduta in paradiso: Il patto delle opere
Il patto delle opere è l’impegno assunto da Dio di dare a Adamo - e alla sua posterità in lui - vita eterna per la sua ubbidienza oppure morte eterna per la sua disubbidienza. La caduta di Adamo dinanzi al patto delle opere determina direttamente la nostra condizione umana. La sua disubbidienza è la causa per cui la morte si è estesa a tutti gli uomini. A motivo del suo peccato, la colpa è stata imputata a ciascuno di noi e abbiamo ereditato da lui una natura corrotta; la rottura del patto delle opere ci mostra che non siamo capaci di osservare la legge di Dio per meritare la vita eterna. Con la caduta di Adamo siamo morti; il suo peccato è anche nostro, insieme alla condanna della morte.Ma il patto delle opere stabilito con il primo Adamo esalta l’opera dell’ultimo Adamo. Se neghiamo o ritocchiamo la natura del patto delle opere, neghiamo o ritocchiamo anche la natura dell’opera di Cristo! Cristo è venuto come ultimo Adamo per essere il nostro rappresentante davanti a Dio. Così, ciò che Egli merita lo meritiamo anche noi.In quest’episodio, i pastori Mike, Gavino e Vincenzo prendono in considerazione il patto delle opere e perché è importante.https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/?_encoding=UTF8&pd_rd_w=nl1wJ&content-id=amzn1.sym.a1e3bb32-6a04-41ad-b4a0-af9d96cfb1b0%3Aamzn1.symc.fc11ad14-99c1-406b-aa77-051d0ba1aade&pf_rd_p=a1e3bb32-6a04-41ad-b4a0-af9d96cfb1b0&pf_rd_r=KSA3N9EKEHK2CSJEES61&pd_rd_wg=MdmiC&pd_rd_r=eea7432f-42f7-4a67-a034-3cc4fa76c227&ref_=pd_hp_d_atf_ci_mcx_mr_ca_hp_atf_d
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Ep.22: La grazia prima del tempo: Il patto della redenzione
Se sei un cristiano è perché Padre, Figlio e Spirito si sono accordati l’uno con l’altro nell’eternità per salvarti! Non sei cristiano perché sei migliore o più spiritualmente bendisposto di altri, ma perché il Padre ti ha eletto nel Figlio, perché il Figlio ha onorato le condizioni del patto e perché lo Spirito ti ha comunicato i benefici dell’opera del Figlio. Il patto della redenzione è quel patto stabilito nell’eternità tra il Padre – che ha dato il Figlio come redentore degli eletti in base alle condizioni necessarie per la redenzione – e il Figlio – che volontariamente ha acconsentito a soddisfare tali condizioni – e lo Spirito Santo – che volontariamente applica l’opera del Figlio agli eletti. Il patto della redenzione costituisce essenzialmente il piano di Dio per la nostra salvezza. Come un edificio o una nave si realizzano partendo da un meticoloso disegno d’ingegneria, così la nostra redenzione è stata disegnata sulla scrivania di Dio. Prima della creazione dell’universo, esisteva già un piano per mandare il Figlio come secondo Adamo, per porre rimedio alla tragedia della caduta del primo Adamo dinanzi al patto delle opere e alla promessa di condurre l’umanità alla gloria. Questo patto non è un piano di emergenza – una sorta di piano B – studiando per riordinare il caos causato da Adamo, invece è quello originale, relativo all’opera di Cristo e alla redenzione. È origine e fondamento del patto di grazia. Senza patto della redenzione non poteva esserci alcuna elezione, né incarnazione, né croce, né risurrezione e nessuna promessa di nuovi cieli e nuova terra. I pastori Mike, Gavino e Vincenzo spiegano che cos’è il patto della redenzione e perché è importante per la vita cristiana. https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358/?_encoding=UTF8&pd_rd_w=GfIu0&content-id=amzn1.sym.a1e3bb32-6a04-41ad-b4a0-af9d96cfb1b0%3Aamzn1.symc.fc11ad14-99c1-406b-aa77-051d0ba1aade&pf_rd_p=a1e3bb32-6a04-41ad-b4a0-af9d96cfb1b0&pf_rd_r=0V8QC0WQ94H3S79NF0PQ&pd_rd_wg=6t3ZI&pd_rd_r=7fe61780-acd1-4517-a0c0-0d2c0794b731&ref_=pd_hp_d_atf_ci_mcx_mr_ca_hp_atf_d
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Ep.21: Che cos’è la teologia del patto e perché dovrebbe interessarmi?
Il concetto di patto è di vitale importanza per la vita cristiana. Il patto è il nostro vincolo sacro con Dio e il suo con noi. Chiunque abbia letto la Bibbia sa che la parola “patto” è molto usata e tutti i credenti hanno qualche familiarità con l’idea dell’antico e del nuovo patto, ma parecchi non conoscono quasi nulla della teologia del patto. In realtà, la teologia del patto è il metodo prescritto dalla Bibbia stessa, per aiutarci a interpretare le Scritture in modo coretto. La teologia del patto ci aiuta ad approfondire la nostra comprensione della salvezza di Dio e la comunione con il suo popolo, attraverso la persona e l’opera di Cristo. La teologia del patto è il modo in cui Dio ci ha rivelato il quadro generale del suo piano di redenzione, mostrandoci che la sua Parola è, dall’inizio alla fine, coerente e priva di contraddizioni.In quest’episodio, i pastori Mike, Vincenzo e Gavino inizia una nuova serie sulla teologia del patto.https://www.amazon.it/vincolo-sacro-Introduzione-teologia-patto/dp/8897963358https://www.beedizioni.it/home/52-il-vincolo-sacro-introduzione-alla-teologia-del-patto.html
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ABOUT THIS SHOW
Ad Fontes è un podcast che parla della teologia, della storia e dell’apologetica della fede cristiana per incoraggiare e aiutare ogni italiano a riscoprire come il Vangelo di Gesù Cristo è vero, buono e bello. Infatti, ogni generazione di cristiani deve riscoprire il Vangelo per applicarlo nella propria epoca. Il nostro desiderio è di vedere al presente una nuova riforma spirituale nelle chiese cristiane italiane. Unisciti a noi ogni settimana per una conversazione sugli aspetti che contano della fede cristiana da una prospettiva teologica riformata.
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Brown, Coluccia e Fioretti
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