PODCAST · arts
Alice
by RSI - Radiotelevisione svizzera
Alice cambia ritmo sempre al passo delle storie.Incontri con scrittrici e scrittori, novità editoriali, sillogi di poesia e raccolte di racconti: il nostro magazine letterario del sabato pomeriggio ritorna, sempre alle 14:35, con nuove voci alla conduzione, nuove collaboratrici e un rinnovato slancio. Il cuore di Alice pulsa ancora di più al battito dei romanzi che ci incatenano alla pagina, non dimentica, anzi è sempre attento ai versi e alla forma breve e alla saggistica, altra passione condivisa con voi che ci ascoltate con fedeltà. Per tutti questi motivi non avremo in trasmissione solo le interviste con i protagonisti del mondo letterario, ma anche suggerimenti di letture che ci arriveranno da voci note del panorama critico. Con noi ci saranno Roberto Galaverni, Giuliana Altamura, Viola di Grado e tanti altri ancora per spunti, consigli e commenti, sempre rivolti ai libri e alle idee. Trascorreremo così assieme un’ora abbondante guidati e acc
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“L’Ammiraglio”
“L’Ammiraglio” (edito da Sellerio), di Giosué Calaciura, ritratto “altro” di Cristoforo Colombo (un bugiardo, anche con se stesso), “noto”, come si legge nel romanzo, “per l’affabulazione della sua dialettica”
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“Donnaregina”
“Donnaregina”, l’ultimo romanzo di Teresa Ciabatti (Mondadori, 2025) dove i personaggi si raccontano nelle loro rappresentazioni. Al centro ci sono la figura di Giuseppe Misso, che è stato un boss nel Quartiere Sanità di Napoli, e il rapporto di una madre con una figlia che vuole morire.
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“Affabulazione”
In questa puntata di Alice dal titolo “Affabulazione” vogliamo riflettere su una scrittura che, in modi diversi, interroga, rappresenta il reale, nei suoi molteplici sguardi, tra riferimenti alla storia e al nostro presente. Esploreremo i diversi significati di “affabulazione” nei tre romanzi che conosceremo in questa puntata. Si tratta de “L’Ammiraglio” (edito da Sellerio), di Giosué Calaciura, ritratto “altro” di Cristoforo Colombo (un bugiardo, anche con se stesso), “noto”, come si legge nel romanzo, “per l’affabulazione della sua dialettica” e di “Donnaregina”, l’ultimo romanzo di Teresa Ciabatti (Mondadori, 2025) dove i personaggi si raccontano nelle loro rappresentazioni. Al centro ci sono la figura di Giuseppe Misso, che è stato un boss nel Quartiere Sanità di Napoli, e il rapporto di una madre con una figlia che vuole morire. Sempre la relazione di una figlia, in questo caso con il padre, è al centro del romanzo “Rimpatrio”, il primo della scrittrice Ève Guerra, edito in Italia da Feltrinelli Gramma, che è il consiglio di lettura di Giuliana Altamura. Storie che ci riportano ad “Affabulazione” di Pasolini in cui il conflitto tra padre e figlio diventa anche la tragica rappresentazione di un’epoca.
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“Rimpatrio”
Sempre la relazione di una figlia, in questo caso con il padre, è al centro del romanzo “Rimpatrio”, il primo della scrittrice Ève Guerra, edito in Italia da Feltrinelli Gramma, che è il consiglio di lettura di Giuliana Altamura.
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Poesie da viaggio
Poesie da viaggio (Crocetti), a cura di Jovanotti e da Nicola Crocetti – questo il titolo della raccolta di versi che ci consiglia oggi il critico Roberto Galaverni. In questo libro, come scrive Jovanotti nell’introduzione, «non c’è una mappa, è un viaggio in lungo e in largo, è una festa di poeti alla quale siete tutti invitati».
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È di te che si parla
La raccolta di racconti È di te che si parla (Guanda) di Marco Vichi ci riporta in Toscana. Al confine tra autobiografia e invenzione, Marco Vichi ci narra con acutezza, ironia e un briciolo di disperazione una mitologia familiare in cui in tanti possono rispecchiarsi
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La ragazzina
La ragazzina (Feltrinelli) di Valeria Parrella ci porta in Francia per conoscere la figura di Giovanna D’Arco – una personalità storica ma attuale, una santa ma anche una ragazza dal volto umano. Un romanzo che evoca sia vicende accadute, sia un immaginario artistico, sociale e politico che non smette mai di percorrere nuove strade.
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Un romanzo, un racconto, una poesia
Come dice Saramago, «la poesia è iniziare, e non capirci niente. Iniziare e andare e tornare e andare di nuovo, in un movimento incessante che ci fa continuamente mettere in discussione quello che leggiamo per trovarvi un significato». Più in generale, la letteratura è movimento: movimento di occhi sulla pagina, ma anche movimento di idee, di cervelli in cortocircuito. In questa nuova puntata di “Alice” esploriamo la scrittura che si fa viaggio attraverso un romanzo, una raccolta di racconti e un’antologia di poesie.La ragazzina (Feltrinelli) di Valeria Parrella ci porta in Francia per conoscere la figura di Giovanna D’Arco – una personalità storica ma attuale, una santa ma anche una ragazza dal volto umano. Un romanzo che evoca sia vicende accadute, sia un immaginario artistico, sociale e politico che non smette mai di percorrere nuove strade.La raccolta di racconti È di te che si parla (Guanda) di Marco Vichi ci riporta in Toscana. Al confine tra autobiografia e invenzione, Marco Vichi ci narra con acutezza, ironia e un briciolo di disperazione una mitologia familiare in cui in tanti possono rispecchiarsi. E infine Poesie da viaggio (Crocetti), a cura di Jovanotti e da Nicola Crocetti – questo il titolo della raccolta di versi che ci consiglia oggi il critico Roberto Galaverni. In questo libro, come scrive Jovanotti nell’introduzione, «non c’è una mappa, è un viaggio in lungo e in largo, è una festa di poeti alla quale siete tutti invitati».
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Di sole, amanti e disperanza
Dalla Florida degli anni Settanta con gli anziani ospiti della pensione Butler descritti con nordica lucidità dalla penna di Tove Jansson e raccontati dalla critica letteraria Marta Morazzoni.In questa puntata di “Alice” andremo alla scoperta della radiomante di Himmler, la sensitiva italiana Maria Mataloni contattata dal comandante delle SS per trovare l‘Oro del Reno: un tesoro mitico che conferiva potere assoluto a chi lo possedeva, simbolo della purezza e supremazia ariana. Una spy story firmata da Marco Consentino e Domenico Dodaro che dopo il successo di Madame Vitti tornano insieme per far luce su un’altra figura femminile a lungo tenuta nell’ombra.Una figura femminile che ci porta in Maremma dove incontriamo il poeta e scrittore Franco Marcoaldi che - in un caldo giorno d’estate - ci accompagna in una famosa gelateria di Orbetello a prendere un gelato con due giovani inglesi, Leo e Ben. Con loro inizia il nostro viaggio letterario-filosofico nella disperanza, un sentimento del nostro tempo.
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Intelligenza artificiale e letteratura
Quale luogo migliore delle Giornate letterarie di Soletta, crocevia multilingue e multiculturale, per interrogarci sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla scrittura, la traduzione e la cultura in generale? “Alice” l’ha fatto con l’aiuto di un esperto (Isaac Pante dell’Università di Losanna), di un poeta e operatore culturale (Fabiano Alborghetti), una poetessa e filologa (Noemi Nagy) e un traduttore e docente (Christian Rossatti).
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A tu per tu con la scrittura
Che cosa riesce a creare la scrittura? È una domanda impegnativa e dalle molte risposte. Ormai da alcuni anni “Alice” è presente a Chiasso Letteraria con un appuntamento in diretta che coinvolge due o più scrittori. Gli ospiti del nostro magazine letterario raccontano i loro romanzi, si soffermano su questioni formali e stilistiche, accettano di dipanare i fili della matassa narrativa, ma più di ogni altra cosa entrano in dialogo tra loro interrogandosi anche sulle motivazioni profonde dello scrivere. La scrittura è un processo creativo che si compie in solitaria, che richiede tenacia, dedizione, che dovrebbe sempre risponde ad un’urgenza autentica. Quest’anno, ai nostri microfoni e sul palco dello Spazio Officina, Dejan Atanackovic e Giorgio Falco dialogheranno partendo dai loro nuovi lavori: Lusitania e Di ora in ora. Libri molto diversi e, forse proprio per questo, adatti più di altri caratterizzati da temi, ritmi e atmosfere simili, a restituirci un ventaglio di proposte e suggerimenti ricco di rimandi alla nostra contemporaneità. Una contemporaneità da intendersi sia dal punto di vista sociale e politico sia da quello intimo e personale. Uno scambio ancora più fertile perché i due scrittori sono legati a doppio filo alla cultura visiva: l’arte per Atanackovic e la fotografia per Falco rappresentano un dispositivo critico di messa in discussione della realtà, della storia e perfino di cosa significhi essere un’artista. Poter proporre uno scambio tra due intellettuali, rappresentati della stessa generazione, cresciuti però in contesti lontani e dalle esperienze di vita e di impegno nate e sviluppatesi in Paesi divisi dalla storia e dalle ideologie, significa entrare nel vivo del dibattito delle idee.
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“Dizionario del grafomane”
Infine, il consiglio di lettura. Questo mese il critico Roberto Galaverni ci propone il Dizionario del grafomane (Sellerio) di Antonio Castronuovo. Si tratta di un volume enciclopedico che riunisce voci su qualsiasi cosa sia legata alla letteratura, da “Baker Street” a “Falsario”.
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“Il giornalista e l’assassino”
Si parlerà poi di giornalismo d’inchiesta e cronaca nera con Enzo D’Antonio, traduttore di Il giornalista e l’assassino di Janet Malcolm. Il reportage, che secondo Emmanuel Carrère dovrebbe essere inserito nei manuali di scrittura, è stato pubblicato pochi giorni fa per la prima volta in italiano da Adelphi.
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“Le indagini dei Cinque di Monteverde”
Il primo ospite del giorno è François Morlupi, un autore di romanzi noir di successo, due volte vincitore del premio Scerbanenco. Morlupi, creatore della serie noir dei Cinque di Monteverde, ha appena pubblicato per Feltrinelli il primo volume di una nuova saga, Il cielo degli invisibili.
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Scrivere di delitti, o semplicemente scrivere
Quali sono le qualità di un ottimo romanzo noir? E che differenza c’è tra noir e giallo? Quando si scrive di cronaca nera fino a che punto si può spingere il giornalista? Quando si racconta un delitto si deve seguire solo la bussola della verità o anche l’etica conta? E più in generale, cosa porta un autore a scrivere… di qualunque cosa? Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo in questa nuova puntata di “Alice”, dedicata all’intersezione tra detective story e scrittura. Il primo ospite del giorno è François Morlupi, un autore di romanzi noir di successo, due volte vincitore del premio Scerbanenco. Morlupi, creatore della serie noir dei Cinque di Monteverde, ha appena pubblicato per Feltrinelli il primo volume di una nuova saga, Il cielo degli invisibili.Si parlerà poi di giornalismo d’inchiesta e cronaca nera con Enzo D’Antonio, traduttore di Il giornalista e l’assassino di Janet Malcolm. Il reportage, che secondo Emmanuel Carrère dovrebbe essere inserito nei manuali di scrittura, è stato pubblicato pochi giorni fa per la prima volta in italiano da Adelphi. Infine, il consiglio di lettura. Questo mese il critico Roberto Galaverni ci propone il Dizionario del grafomane (Sellerio) di Antonio Castronuovo. Si tratta di un volume enciclopedico che riunisce voci su qualsiasi cosa sia legata alla letteratura, da “Baker Street” a “Falsario”.
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Tutta la verità, all’incirca
«A volte sono gli sconosciuti che ci salvano la vita» è l’incipit del romanzo di Gabriella Ambrosio (Gramma Feltrinelli) che apre questa puntata di “Alice” in cui parleremo della vita, dell’arte di vivere e di stare al mondo, della complessità delle relazioni umane e della magia degli incontri. Ma anche della magia, della forza salvifica della letteratura.Lo faremo nel tentativo di raccontare la Tutta la verità, all’incirca come suggerisce il titolo della raccolta di racconti firmata da Marta Morazzoni (Guanda) e soffermandoci anche sull’intenso e difficile rapporto padre e figlio con Robin Pellanda che nel suo consiglio di lettura ci suggerisce Padre e figlio. D’istanti e di silenzi, di Claudio Losa (Dadò).
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Giovanni Montanaro, Fabio Guarnaccia e Giuliana Altamura
La letteratura è sempre stata il campo del possibile, da secoli costruisce infatti mondi alternativi attraverso le parole e le storie. Le narrazioni, di cui tanto si sente parlare in questo periodo, abitano, fin degli albori della civiltà, il nostro modo di relazionarci con noi stessi, con gli altri, l’ambiente, la scienza e la tecnica. Negli ultimi due secoli le scienze sociali e ora anche le neuroscienze hanno sottolineato quanto sia potente l’immaginazione, soprattutto quando viene messa al servizio della creazione di mitologie personali. Attraverso lo specchio del mito entriamo in relazione profonda con le parti più segrete della nostra psiche.Quando il mito riflette la nostra storia personale, oppure la città che abitiamo o una personalità che ci ha affascinati, l’esplosione di senso diventa potente. I tre romanzi che scopriremo restituiscono tutto questo. Partiremo da una città misteriosa e abbagliante come Venezia: attraverso le pagine di Il fuoco di Venezia di Giovanni Montanaro conosceremo una donna forte ed elegante, prima direttrice di una fornace: il vetro è al centro di un romanzo scorrevole e coinvolgente.Entreremo poi nelle atmosfere padane e sofisticate di Zen Bang Love. Il suo autore, Fabio Guarnaccia, dà vita ad un’epopea molto cinematografica nella quale Attilio, quarantenne in cerca di un nuovo senso da dare alla sua vita, si imbatte prima in un Maestro Zen e poi conosce una strana ragazza dagli occhi verdi e conturbanti.Approderemo infine a Parigi, città scelta dallo scrittore francese Adrien Bosc, per ambientare il suo L’invenzione di Tristan. Giuliana Altamura, la nostra lettrice esperta, si è innamorata di questo romanzo metaletterario e allo stesso tempo fruibile e intenso. Buone letture!
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La libertà di costruirsi e raccontarsi quando si è vittime
®Da secoli alle donne sono stati imposti modi di essere e di comportarsi. Anche quando sono vittime di un sistema patriarcale ancora presente e invasivo, il femminile è soggetto a rigidi modelli di azioni e reazioni. La letteratura non sottostà a questo tipo di logiche e scardina, con il potere dell’immaginazione, le narrazioni più diffuse. In Non scrivere di me Veronica Raimo racconta la storia di S., giovane donna preda di un’ossessione amorosa, che sceglie di non denunciare un abuso sessuale. Seguiamo la sua vita dopo la violenza e assistiamo alla sua volontaria autodistruzione. Non è facile entrare in empatia con lei, è però facile riconoscersi (e non è una contraddizione) nei meccanismi intimi di una narrazione profonda e sfaccettata, per nulla rassicurante.Susanna Nicchiarelli, regista affermata che ha portato sul grande schermo tante storie di donne contro il sistema, nel mémoire Paradise City, esplora i suoi anni adolescenziali. Un periodo cupo nel quale è stata vittima di bullismo e ha fatto finta di niente, complice la giovane età e anche un sistema sociale poco attento a queste dinamiche tanto distruttive: gli anni Ottanta e Novanta non erano ancora pronti per un esame di coscienza profondo nei confronti delle tante zone d’ombra costitutive un periodo votato all’edonismo.Infine, assieme a Viola Di Grado, entreremo tra le pagine di Le infinite notti, nuovo titolo di Samantha Harvey. La scrittrice vincitrice del Booker Prize con Orbital, in questo nuovo romanzo esplora la sua insonnia. Si tratta della ricognizione attenta e strutturata di un fenomeno che, in questo caso, deve molto anche ad un sistema politico, quello britannico, ripiegato su sé stesso.Prima emissione: 7 febbraio 2026
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In direzione ostinata e contraria
Il 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dei Disturbi dello Spettro Autistico. Secondo l’associazione Autismo Svizzera, la diagnosi di disturbo dello spettro autistico oggi colpisce circa 80 mila persone nel nostro Paese… eppure, di autismo in letteratura non si parla quasi mai.Noi di “Alice” celebriamo questa ricorrenza con una raccolta di poesie e con due romanzi – libri che, in ogni caso, mettono al centro personaggi con una grande forza d’animo, uomini e donne resistenti, cocciuti e indomiti… appunto, spie antifasciste e stranieri coraggiosi.Innanzitutto presentiamo insieme al critico Roberto Galaverni la raccolta Jacopo. Poesie 1994-2025 (Interno Poesia, 2025) di Umberto Piersanti, una delle voci più note degli ultimi decenni. Sono testi che Piersanti dedica al proprio figlio – un resoconto della vita segnata dall’autismo, ma anche, più semplicemente, il canzoniere d’amore di un genitore. In line-up poi Riparare i torti (Mondadori, 2026) dello scrittore e traduttore Pino Cacucci. Cacucci mette insieme un romanzo storico ambientato durante il fascismo italiano, ma che si spinge fino in Messico. I suoi protagonisti sono un esempio di pensiero divergente – uomini e donne controcorrente di cui ci si innamora fin dalla prima pagina.Infine Io non parlo russo (Feltrinelli, 2026) di Jana Karšaiová. Karšaiová ambienta il suo romanzo in Slovacchia, appena dopo l’elezione di un partito filorusso di estrema destra. Il paese è irriconoscibile per Jana, una donna che però sa difendere con coraggio il valore della diversità.
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“La luce del primo mattino” di Franco Faggiani
Franco Faggiani torna in libreria con un romanzo dedicato ai primi bancarellai della Lunigiana che diedero vita a un commercio importante e a un premio letterario che è tuttora uno dei più prestigiosi d’Italia. L’autore, facendo suoi testimonianze e ricordi raccolti negli anni, ha costruito una storia commovente di resistenza e di amicizia sull’arte di vendere i libri e sul sapersi adattare ai cambiamenti.
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Di torte, cocktail, regine e libraie
Dal titolo lo avrete capito, protagoniste di questa puntata sono le donne. Donne scrittrici, donne libraie, donne regine della notte, donne sorelle, donne coraggiose, donne golose! Come Laurie Colwin, scrittrice americana che amava gustare e preparare il pan di zenzero con la glassa al cioccolato, oppure Emily Dickinson che amava scrivere poesie in cucina ma anche cucinare torte al cocco.Di loro e di altri scrittori e dei loro gusti a tavola o attorno alla cucina ci parlerà il francesista Giuseppe Scaraffia a proposito del libro uscito per L’ippocampo edizioni A tavola con gli scrittori.La regina della notte sarà invece al centro della chiacchierata con Lukas Bärfuss ospite questa settimana degli Eventi Letterari Monte Verità.Dalle regine alle libraie pontremolesi è un attimo, Andina e Stella saranno infatti le protagoniste del racconto di Franco Faggiani, scrittore e giornalista tornato in libreria per Fazi con il suo nuovo romanzo La luce del primo mattino.
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Guardare indietro
Capita a tutti di trovarsi in momenti di stallo. Quando non si sa bene in che direzione andare, è utile tornare sui propri passi. Questa puntata di “Alice” è dedicata proprio al guardarsi indietro, a tre uscite che sorvolano il passato per aiutarci a navigare l’oggi e l’avvenire. Ilaria Rossetti in Qualcuno da odiare, romanzo edito per Guanda, racconta la storia di un uomo incastrato nel passato: Abele, un fascista della prima ora che ha partecipato alla conquista italiana dell’Etiopia negli anni Trenta, dopo la caduta di Mussolini si sentirà sempre un perdente escluso dal futuro. Gli rimane solo la rabbia, la necessità di un capro espiatorio.Tschiera di Flurina Badel è il primo romanzo in Vallader degli ultimi Cinquant’anni, un volume che l’anno scorso ha vinto il premio letterario dei Grigioni e di cui, di recente, è uscita la traduzione tedesca per Rotpunktverlag con il sostegno della Fondazione CH per la collaborazione confederale. È un libro che esplora le case vuote dell’infanzia e rifunzionalizza gli oggetti che rimangono: tracce familiari di quello che è stato e che ci portiamo dietro, ma anche semi per l’avvenire. Se ne è parlato il 7 marzo direttamente al festival “Aller-Retour” di Friburgo.Roberto Galaverni ci consiglia invece L’orto di un perdigiorno di Pia Pera (1956-2016), riedito di recente per Ponte alle Grazie. Queste “Confessioni di un apprendista ortolano” ci insegnano che sì, ritornare sui nostri passi aiuta a capire come proseguire, ma quello che conta davvero è divertirsi lungo la strada, qualsiasi essa sia.
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Generazioni
Per quelli a cui piacciono i libri molto citabili, eccone due. Mattia Insolia nel suo La vita giovane (Mondadori) scrive cose come: «Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo? In macchina, stasera, mi raccontano della loro quotidianità e io, che li conosco, tesso la trama del sottotesto, che loro tacciono».Fabiano Alborghetti, tra le pagine di Il movimento elementare (Gabriele capelli Editore): «Quasi ogni giorno / c’è una nuova campana che suona / si legge di novità, ed è quasi alienante, è fin troppo / accecante. Il medio raggio decade, ora c’è l’infinito / è galvanizzante / è il sogno che nientemeno ora sogna sé stesso. / Se si diventa grandi quando s’allungano / le notti, e brevi i giorni / ecco ci sono dentro / si sarà detto mio padre».Sono romanzi densi e molto distanti tra loro – non solo perché quello di Alborghetti è scritto in versi. Tuttavia, a metterli uno di fianco all’altro, terminata la lettura, appaiono incredibilmente complementari: raccontano due generazioni di ragazzi italiani, nate a metà e alla fine del ventesimo secolo, e mostrano come quei cinquant’anni coincidano con la più accelerata evoluzione della storia. Fabiano Alborghetti racconta direttamente la storia di suo padre nei Cinquanta, Sessanta, Settanta; Mattia Insolia quella di un ragazzo dei Novanta, Duemila e oltre, che a tratti gli somiglia (pur se, beninteso, non è autofiction). Tra una generazione e l’altra, si passa da esistenze difficili a comode, eppure allo stesso tempo gli orizzonti sembrano diventare angusti, e il futuro farsi più cupo. Ed è – si dice in giro – generazionale anche il romanzo al centro del consiglio di lettura della settimana che arriva da Giuliana Altamura: La coppia felice (Edizioni di Atlantide) racconta, in effetti, una coppia dei nostri tempi, che però – perdonate quello che ormai tutti chiamiamo spoiler – felice non è. L’ha scritto una delle voci più interessanti della nuova letteratura anglosassone, l’irlandese Naoise Dolan (che sarà ospite della Casa della letteratura il prossimo sabato 21 marzo nell’ambito degli Eventi letterari Monte Verità).
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Virginia e le altre
Uno dei saggi più celebri della scrittrice inglese Virginia Woolf, A Room of One’s Own, sottolinea la correlazione tra l’indipendenza economica delle donne e la loro capacità espressiva. «Una donna deve possedere denaro e una stanza tutta per sé, se desidera scrivere», affermava Woolf nel 1929. Ma cosa accade a chi quella stanza non ce l’ha? Che ne è di quelle ragazze che non dispongono di grandi mezzi economici e culturali o di stabilità psicologica? Non tutte le donne possono essere Virginia Woolf, ma tutte meritano di essere raccontate. Alla vigilia dell’8 marzo, Giornata internazionale delle donne, “Alice” dedica una puntata speciale alle figure femminili ai margini, a partire da alcune recenti uscite editoriali.Lina e il sasso di Mauro Covacich (La Nave di Teseo) ci parla di una bambina con disabilità, priva di molti degli strumenti che la società considera essenziali. Eppure, ciò che appare come limite si trasforma in singolarità: il suo sguardo sul mondo, diverso ma acuto, rivela una profondità e un’umanità capaci di interrogare chi le sta intorno.Le ragazze sono andate via di Giulia Fazzi (Mondadori) è un romanzo che esplora l’adolescenza femminile. Arianna, diciannove anni, scompare in una Modena attraversata da ombre e silenzi, in un’atmosfera che richiama la Berlino di Christiane F., protagonista del libro cult Wir Kinder vom Bahnhof Zoo.Ragazze che scrivono poesie (Einaudi) è il titolo scelto questo mese dal critico Roberto Galaverni: un libro che torna a interrogare l’eredità di Virginia Woolf e riflette su quelle donne che, una stanza per scrivere, sono riuscite a conquistarla.
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La giusta stagione
La giusta stagione della vita, la giusta stagione per scrivere un libro, magari l’ultimo, fare il bilancio di un’esistenza, pensare alla morte con leggerezza come fa un Jack Russell che nemmeno sa di essere un cane e, intanto, illudersi e innamorarsi ancora una volta. Di tutto questo e molto altro parliamo con i nostri ospiti Pietro De Marchi (Alla giusta stagione, Casagrande), Nicola Gardini (Daddy, Mondadori) e Marta Morazzoni che ci fa scoprire e consiglia Partenze, l’ultimo lavoro di Julian Barnes uscito per Einaudi.
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