Autista Moravo 100 + 10
by Fondazione Diritti Umani ETS
Un podcast per capire le guerre di oggi attraverso la Grande Guerra. Da un’idea di Danilo De Biasio e Martino Iniziato per Laboratorio Lapsus, prima in onda su Radio Popolare, oggi sul canale spreaker di Fondazione Diritti Umani. Credits Sigla iniziale: Micro Composition di Jared Balogh Sigla finale: Zdenka Variations JW 8/6 di Leos Janacek. Jingle 1: Scene de nuit di Daprinnsky Jingle 2: Basindaky Yazmayi Sanya Mi Boyadin di Shantel + Kazim Koyuncu Voce recitante: Francesca Macalli La voce che legge gli avvenimenti giorno per giorno è di Renato Sarti
Episodes
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BONUS TRACK 3 - Silenzio
"Silenzio" è la registrazione del concerto all’Altopiano di Folgaria (Trento) il 27 luglio 2014. Paolo Fresu suona il “silenzio”.
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BONUS TRACK 2 - Sordato nnamurato
"Sordato nnamurato" è la registrazione del concerto all’Altopiano di Folgaria (Trento) del 27 luglio 2014. Paolo Fresu (tromba) e Daniele Di Bonaventura (bandoneon) suonano “O sordato nnamurato” di Aniello Califano e Enrico Cannio.
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BONUS TRACK 1 - "4 pezzi romantici. opera 75 II allegro moderato"
Uto Ughi (e orchestra) suonano “4 pezzi romantici. opera 75 II allegro moderato” di Antonin Dvorak. La registrazione è stata effettuata al Santuario del Monte Santo (Nova Gorica) il 22/5/2014 da Danilo De Biasio.
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25. I lasciti della Grande Guerra
Anche il più piccolo paese ha il suo monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Indefinito il numero dei morti tra soldati, civili e vittime dell’epidemia di “spagnola”. Impressionanti le cifre dei mutilati. E poi i nuovi confini disegnati dalla disgregazione degli Imperi, i trattati di…
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24. L’assassinio di Jaures apre la strada alla guerra
Una tragedia che anticipa altre tragedie: così i redattori dell’Humanité descrivono il senso politico dell’attentato al loro direttore, leader del Partito Socialista francese, la figura più lungimirante del pacifismo europeo. La guerra può cominciare.
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23. L’implosione dei grandi imperi
La fine della Grande Guerra ha probabilmente una spiegazione poco militare: tra il 1917 e il 1918 le popolazioni degli Imperi autostroungarico e tedesco non reggevano più il peso del lungo conflitto. E nell’Impero zarista intanto i bolscevichi prendevano il potere.
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22. La vergogna della decimazione dei soldati
Alla tragedia delle trincee, degli attacchi suicidi, delle armi chimiche bisogna aggiungere l’orrore delle fucilazioni: non si sa neppure il numero preciso di soldati messi al muro per aver disobbedito o semplicemente estratti a sorte per creare terrore. E l’Italia, unico paese al mondo, non li…
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21. La bicicletta in guerra, il pallone come segno di pace
Lo sport non è solo divertimento: anche ai tempi della Grande Guerra era business ma anche velleitario tentativo di fratellanza. In questa puntata scopriremo anche come i grandi pittori dell’epoca interpretano la sofferenza del conflitto, a partire da Egon Schiele e Oskar Kokoschka.
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20. La multinazionale dei soldati
I soldati delle colonie - soprattutto britanniche e francesi - combatteranno, moriranno, ammazzeranno come gli altri soldati europei. Ma nessuno di loro farà mai carriera. E chi riuscirà a salvarsi, porterà nella sua terra d’origine il grande tema dell’identità nazionale. L’intervista è allo...
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19. Scemi di guerra
La vicinanza giornaliera con la morte e il frastuono della guerra, condividere con sconosciuti spazi scomodi, sporchi, puzzolenti, essere costretti ad obbedire agli ordini più criminali: adesso lo definiremo stress post traumatico, allora si parlava di scemi di guerra. E le cure a volte erano...
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18. La sconfitta dei pacifisti
L’inizio della Grande Guerra si riflette nella contemporanea sconfitta dell’Internazionale Socialista e nel fallimento del ruolo di riconciliazione della Chiesa cattolica. E così il mondo scivola verso il conflitto… In questo numero ne parliamo con Fabio Ghelli, Gerhard Hirschfeld, David Bidussa,...
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17. Le devastazioni fisiche della Grande Guerra
Mai prima di allora ci saranno così tanti morti, feriti e invalidi. Sono gli effetti della guerra di massa e di armi sempre più distruttive. La medicina si deve adeguare e in parte ci riesce. Questo pezzo di storia ci viene raccontato da Giorgio Cosmacini e Barbara Bracco.
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16. Il nemico è alle spalle
Cadorna è il simbolo dei generali ottusi e sanguinari. Che vestivano ogni divisa. Quelli italiani erano perlopiù vecchi e si erano fatti le ossa con i massacri nelle colonie e la repressione delle proteste sociali. In questa puntata ne parliamo con Max Hastings, Marco Cuzzi e Andrea Saccoman.
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15. Il contagio guerrafondaio
Come ha fatto una nazione sostanzialmente neutralista, semi-analfabeta, in meno di un anno a sposare l’idea della guerra? È un tema affascinante. In assenza di mass media quanto pesò “lo spirito del gregge”, gli influencer di allora, le omelie in chiesa? Ne parliamo con Angelica Mucchi Faina,...
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14. La Guerra Bianca: un’altra inutile strage
I combattimenti in alta quota sulle Alpi, ai confini fra Regno d’Italia e Impero Austroungarico non furono strategicamente rilevanti. Ma fu comunque un massacro: ne ammazzò più il freddo che la mitragliatrice. Con noi due storici (e alpinisti): Alessandro Pastore e Stefano Morosini.
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12. Tolkien e la Prima Guerra Mondiale
Il grande scrittore inglese ha combattuto in una delle più sanguinose battaglie della Grande Guerra, quella delle Somme. Ammetterà che è stata l’esperienza più devastante della sua vita, ma leggere il Signore degli Anelli come metafora del Primo Conflitto Mondiale sarebbe ingeneroso. Ne abbiamo...
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13. La Grande Guerra, la Grande Fame
Sfamare gli uomini e le donne impegnate a costruire cannoni o assicurare il rancio ai soldati in trincea? Più che le strategie dei generali fu questo dubbio a condizionare l’esito della guerra. A ben vedere, di tutte le guerre. Ne parliamo con lo storico Marco Cuzzi e lo scrittore Alessandro…
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11. Le armi chimiche, le armi del terrore
L’iprite prende il nome dal luogo dove questo gas velenoso prodotto dalla Bayer venne usato la prima volta: Ypres, in Belgio, l’ultima resistenza verso lo sbocco al Mare del Nord. In questa puntata scopriremo anche l’anima ferocemente interventista del Maestro Toscanini.
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10. Il nazionalismo sconfigge l’internazionalismo
La Grande Guerra si può spiegare anche così: la reazione dei movimenti sovranazionali che chiedono più diritti, si infrange contro la crescita dei nazionalismi. Che hanno un alleato fortissimo: il capitalismo. Tutto questo si può leggere nella parabola del Partito Socialista. Ne parliamo con...
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9. Servile coi generali, critico nelle corrispondenze private
Il giornalismo italiano dell’epoca non si fece onore: i grandi editori e i generali dettavano la linea e gli inviati obbedivano. Ne parliamo con la storica Ada Gigli Marchetti.
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8. Quando le minoranze nazionali sono diventate un problema
Tra le cause della Grande Guerra c’è l’esplosione incontrollata delle rivendicazioni delle minoranze nazionali negli imperi multietnici. Non a caso tutto è cominciato a Sarajevo. In questa puntata la rassegna stampa dei quotidiani bosniaci di quei giorni e un regalo della cantante Ginevra Di Marco.
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7. Versi di sangue versato
Decine di letterati combatterono nelle trincee della Grande Guerra. Alcuni rimasero fedeli alla scelta interventista, altri trovarono le parole giuste per raccontare l’orrore della guerra, come ci spiegano Andrea Cortellessa, Caterina Croce e David Bidussa.
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6. Imperialisti, nazionalisti, irredentisti, colonialisti
Chi ha acceso la miccia e chi ha gettato benzina sul fuoco? Se la Grande Guerra è scoppiata e si è prolungata così a lungo lo si deve, con pesi differenti, agli “ismi” di inizio secolo. Con Gian Enrico Rusconi, Ian Beckett, Georg Meyr, Petra Svoljsak. In questa puntata scopriremo anche un Arnold...
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5. Con la Grande Guerra tutto cambierà
Niente sarà più come prima. Perché la Grande Guerra è stata la rottura con il vecchio mondo ottocentesco e un’anticipazione di tutti i cambiamenti - anche in negativo - del ‘900. Storici a confronto: Giovanni De Luna, Gerhard Hirschfeld, Hew Strachan, Paolo Mieli.
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4. Vienna: la capitale dell’Austria infelix
Nella capitale dell’Impero scricchiolante si tengono i funerali di serie B per Franz Ferdinand e Sofia Chotek von Chotkova, una coppia reale invisa alla corte. Intervista a Giovanni Schirinà e Caterina Croce.
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3. Trieste non sarà mai più “un porto aperto ai sogni”
Nella città-porto dell’Impero Austroungarico si tiene la processione funebre per Franz Ferdinand e la moglie. E da città multietnica, Trieste diventerà culla del nazionalismo. Interventi di Pietro Spirito e Massimiliano Schiozzi. Nella rubrica di Claudio Ricordi la trasformazione della musica di...
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2. Le guerre: sai come iniziano, non puoi prevederne la fine
Le grandi potenze, gli imperi multietnici volevano una guerra che ristabilisse nuovi rapporti di forza. Ma hanno sottovalutato il rischio che diventasse un conflitto mondiale. Interviste a Hew Strachan e Gian Enrico Rusconi. E ancora: dalla spensieratezza della Belle Epoque alla musica...
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1. L’attentato. Due colpi pistola che cambiarono il mondo
Il battito del cuore dell’intera umanità si è fermato il 28 giugno 1914 a Sarajevo. La guerra che ha cambiato il ‘900 è iniziata lì. Che ruolo hanno giocato i nazionalismi balcanici? Con Vera Vujicic, Mila Lazic, Vincenzo Mantovani.
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Un podcast per capire le guerre di oggi attraverso la Grande Guerra.
Da un’idea di Danilo De Biasio e Martino Iniziato per Laboratorio Lapsus, prima in onda su Radio Popolare, oggi sul canale spreaker di Fondazione Diritti Umani.
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Sigla iniziale: Micro Composition di Jared Balogh Sigla finale: Zdenka Variations JW 8/6 di Leos Janacek. Jingle 1: Scene de nuit di Daprinnsky Jingle 2: Basindaky Yazmayi Sanya Mi Boyadin di Shantel + Kazim Koyuncu Voce recitante: Francesca Macalli La voce che legge gli avvenimenti giorno per giorno è di Renato Sarti
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