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PODCAST · music

Classic Rock On Air

ClassicRockOnAir è il format settimanale ideato da Renato Marengo e condotto con Marco Testoni. E’ distribuito dal 2015, con la collaborazione de L’Altoparlante, in quasi 150 radio in tutta Italia, nel web e in FM.

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    In apertura della nuova puntata di Classic Rock On Air, la Cover Story è dedicata ad Adrian Belew, storico cantante e chitarrista dei King Crimson negli anni Ottanta. Protagonista dell'ultimo numero di Classic Rock, Belew torna sulle scene con BEAT, la superband che celebra la leggendaria trilogia composta da Discipline, Beat e Three of a Perfect Pair. Al suo fianco Tony Levin, Steve Vai e Danny Carey, con la piena approvazione di Robert Fripp. Ad aprire la trasmissione è Elephant Talk, simbolo di una stagione musicale ancora oggi capace di influenzare intere generazioni, documentata anche dall'album dal vivo BEAT Live.  Questa settimana il MEI, nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, propone Gira la palla gira la terra dei Santa Balera con Creole Ensemble. Nato da un'idea di Giordano Sangiorgi, il brano celebra i Mondiali di calcio attraverso un originale incontro tra il liscio romagnolo e la musica di Capo Verde. Cantato in italiano e in creolo capoverdiano, il progetto lancia un messaggio di pace, fratellanza e dialogo tra culture diverse, unendo musica e sport in un simbolico ponte tra Emilia-Romagna e Atlantico. Questa settimana Soundtrack City, la rubrica di Massimo Privitera e Marco Testoni ospitata da Classic Rock On Air, propone un'intervista al compositore pugliese Carmine Padula, autore della colonna sonora de Il mio nome è Carlo, il film per la TV diretto da Giacomo Campiotti dedicato alla figura di Carlo Acutis. Padula racconta il lavoro musicale che accompagna il ritratto intenso e contemporaneo del giovane santo, capace di coniugare fede, tecnologia e solidarietà. A completare l'intervista, la scelta della versione orchestrale de La Cura di Franco Battiato, omaggio a uno degli artisti che più hanno saputo tradurre in musica la ricerca spirituale. Per lo SLOT4! lo spazio dedicato alle proposte della redazione di Classic Rock On Air, questa settimana viene scelto Lavoro inutile di Omar Pedrini, uno dei brani più rappresentativi e intensi della sua carriera solista. Presentata al Festival di Sanremo 2004 e premiata con il Premio della Critica "Mia Martini", la canzone affronta con grande sensibilità temi come il tempo, la fragilità e la capacità di reagire alle difficoltà. Un classico del repertorio di Pedrini, che sarà protagonista il 5 luglio al Festival Folkest di San Daniele in occasione della serata finale del Premio Alberto Cesa. La sigla di chiusura del mese è Tammurriata Nera (versione Propaganda Live) di Peppe Barra, protagonista il 21 giugno alla Casa del Jazz di Roma con uno spettacolo accompagnato dalla Medit Orchestra diretta da Angelo Valori. Artista simbolo della tradizione musicale e teatrale napoletana, Barra intreccia nel suo repertorio sacro e profano, recuperando forme antiche come la villanella cinquecentesca e i grandi classici della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Tra questi spicca Tammurriata nera, che l’artista reinventa ogni volta dal vivo trasformandola in una coinvolgente performance musicale e teatrale. Nato artisticamente tra teatro e musica popolare, Peppe Barra è una delle figure più autorevoli della cultura napoletana, protagonista di opere fondamentali come La gatta Cenerentola di Roberto De Simone. 

  2. 149

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    In apertura della nuova puntata di Classic Rock On Air, la Cover Story è dedicata a Till Your Mind Is Shining di Peter Gabriel, brano tratto dal nuovo progetto discografico O/I. Come per il precedente i/o, l'artista britannico sta pubblicando le nuove canzoni seguendo il calendario lunare, con un'uscita a ogni luna piena e l'album completo previsto per la fine del 2026. Il progetto si distingue per la presenza dei Bright-Side Mix di Mark “Spike” Stent e dei Dark-Side Mix di Tchad Blake, oltre che per temi che spaziano dalle neuroscienze e dallo studio della mente umana fino all'attualità e alle riflessioni personali.Questa settimana il MEI, nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, propone Confini di Isabella Del Fagio. La giovane cantautrice faentina, protagonista di un tour di grande successo, presenta il brano tratto dall'omonimo EP prodotto da Giordano Sangiorgi e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo importanti aperture live e numerosi riconoscimenti dedicati alla canzone d'autore emergente, Isabella continua a distinguersi per la profondità dei suoi testi e la sensibilità del suo percorso artistico, arricchito anche dagli studi in Musicoterapia. Il 2026 si prospetta ricco di nuovi progetti e concerti. Questa settimana Soundtrack City, la rubrica di Massimo Privitera e Marco Testoni ospitata da Classic Rock On Air, propone un'intervista al compositore romano Massimiliano Lazzaretti, autore della colonna sonora di Arrivederci tristezza, film di Giovanni Virgilio dedicato al tema del ghosting. Lazzaretti racconta una partitura ricca e variegata, capace di spaziare dal tango alle orchestrazioni sinfoniche fino a sonorità pop e rock. Spazio anche al brano originale del film firmato da Brunori Sas e alla proposta musicale della puntata, Voice Of My Truth, interpretata da Gabriele Esposito e Debora Xhako e scritta dallo stesso Lazzaretti insieme a Tatiana Mele. Per lo SLOT4! lo spazio dedicato alle proposte della redazione di Classic Rock On Air, questa settimana viene scelto La soluzione 2.0, brano tratto da In ogni giorno vissuto, il nuovo album di Eduardo De Felice pubblicato da Suono Libero Music. Un lavoro che raccoglie oltre vent'anni di esperienza compositiva e ricerca sonora, caratterizzato da un approccio autentico e fortemente analogico. Il singolo racconta una rinascita personale dopo una delusione sentimentale, trasformando il movimento costante del groove in una metafora di cambiamento e ripartenza.La sigla di chiusura del mese è Tammurriata Nera (versione Propaganda Live) di Peppe Barra, protagonista il 21 giugno alla Casa del Jazz di Roma con uno spettacolo accompagnato dalla Medit Orchestra diretta da Angelo Valori. Artista simbolo della tradizione musicale e teatrale napoletana, Barra intreccia nel suo repertorio sacro e profano, recuperando forme antiche come la villanella cinquecentesca e i grandi classici della Nuova Compagnia di Canto Popolare. Tra questi spicca Tammurriata nera, che l’artista reinventa ogni volta dal vivo trasformandola in una coinvolgente performance musicale e teatrale. Nato artisticamente tra teatro e musica popolare, Peppe Barra è una delle figure più autorevoli della cultura napoletana, protagonista di opere fondamentali come La gatta Cenerentola di Roberto De Simone. 

  3. 148

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    La nuova puntata di Classic Rock On Air si apre con una Cover Story dedicata ai Clash e a Should I Stay or Should I Go. Partendo dall'approfondimento pubblicato su Classic Rock Italia, il programma ripercorre il rapporto della band con gli Stati Uniti: dalla critica all'imperialismo americano fino alla conquista del mercato statunitense con Combat Rock, raccontando come i Clash siano riusciti a coniugare successo internazionale, contaminazioni musicali e forte impegno politico e sociale. Per la rubrica Indipendenti, curata da Renato Marengo e Nando Misuraca, spazio al debutto di Andrea Gherpelli con Mi troverai, un brano delicato e autentico che racconta un amore basato sulla presenza e sull'accoglienza reciproca. Il singolo anticipa il nuovo album, nato dalla collaborazione con Fabio Ferraboschi e caratterizzato da un linguaggio intimo e sonorità essenziali. A Soundtrack City, Marco Testoni e Massimo Privitera incontrano Remo Anzovino, autore della colonna sonora de I colori della tempesta, film di Roberto Dordit ispirato alla vicenda di Pasquale Rotondi e al salvataggio del patrimonio artistico italiano durante la Seconda guerra mondiale. Il brano della settimana è I colori della tempesta (Piano Version). Lo SLOT4! propone 'A cosa cchiù bella degli 'O Vico, nuovo singolo che fonde pop-rock, funky e tradizione del Napule's Power in un racconto nostalgico tra memoria, amore e vita quotidiana, anticipando il prossimo album della band. Chiude la puntata Peppe Barra con Tammurriata Nera nella versione eseguita a Propaganda Live, omaggio a uno dei grandi interpreti della tradizione musicale e teatrale napoletana, capace di rinnovare il repertorio popolare con una straordinaria forza espressiva.

  4. 147

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    La nuova puntata di Classic Rock On Air si apre con la Cover Story dedicata a Paul McCartney e al singolo Home To Us, realizzato con Ringo Starr, anticipazione del ventesimo album solista The Boys of Dungeon Lane. Un lavoro profondamente autobiografico che racconta la Liverpool del dopoguerra, i ricordi d'infanzia e le radici artistiche dell'ex Beatle, lontano dalla mitologia dei Beatles e concentrato sull'uomo McCartney. Per la rubrica Indipendenti, curata da Renato Marengo con Nando Misuraca, spazio a Vai, Valeria! di Piji, intenso incontro tra la scrittura del cantautore romano e la musica di Sergio Cammariere, che trasforma l'amore in una rivoluzione capace di sconvolgere ogni certezza. Soundtrack City, con Massimo Privitera e Marco Testoni, propone un viaggio nella colonna sonora di Ritratto di famiglia di Roschdy Zem, firmata da Maxence Dussère, con il brano simbolo della puntata, Beggin nella versione originale di Frankie Valli & The Four Seasons. Lo SLOT4! della redazione è dedicato a La Fenice dei Radiodervish, una scelta che richiama i drammi della guerra e della tragedia palestinese attraverso un messaggio di umanità e rinascita ispirato alla cultura persiana e al recente volume Gaza. Diario di un medico. In chiusura, Renato Marengo sceglie Peppe Barra con Tammurriata Nera (versione Propaganda Live), omaggio a uno dei più grandi interpreti della tradizione musicale napoletana, protagonista di un percorso artistico che unisce teatro, musica popolare e ricerca culturale in vista del concerto del 21 giugno alla Casa del Jazz di Roma.

  5. 146

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    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Heroes di DAVID BOWIE. Nel nuovo numero di Classic Rock un articolo che analizza la cosiddetta “trilogia berlinese” di David Bowie ovvero uno dei periodi più affascinanti, sperimentali e influenti della storia del rock. Registrata tra il 1976 e il 1979, la trilogia è composta da tre album emblematici, nati dalla stretta collaborazione con il musicista e produttore Brian Eno e con il produttore storico di Bowie, Tony Visconti. A metà degli anni '70, David Bowie viveva a Los Angeles ed era reduce dal successo (e dagli eccessi) del personaggio del Thin White Duke (il Sottile Duca Bianco). Logorato fisicamente e mentalmente da una gravissima dipendenza dalla cocaina e da un forte isolamento emotivo, decise di trasferirsi in Europa per "disintossicarsi" e ritrovare se stesso come uomo e come artista. Scelse Berlino Ovest, che all'epoca era un'enclave geografica e culturale unica: una città divisa dal Muro, decadente, austera, ma vibrante di una forte scena artistica underground. Bowie vi si stabilì insieme all'amico Iggy Pop (di cui produrrà proprio a Berlino due album capolavoro, The Idiot e Lust for Life), conducendo una vita relativamente sobria, girando in bicicletta e frequentando i caffè berlinesi quasi nell'anonimato.Nella trilogia berlinese troviamo Low (1977) che unisce brani sperimentali, atmosfere cupe e strumentali tra ambient ed elettronica, in cui troviamo la celebre Sound and Vision. Heroes (1977), registrato presso gli Hansa Studios a due passi dal Muro, ha sonorità più epiche e rock anche grazie alla chitarra di Robert Fripp. La title track “Heroes” diventerà un inno generazionale. Lodger (1979), chiude la trilogia tornando a canzoni più strutturate, influenzate però dalla New Wave, dalla World Music e dal pop sperimentale.Questa settimana il Mei, per la rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music, ci propone XENON, primo estratto dall'album Vorss Tua Vita Mea del faentino Vorss, appunto. La prova che una trap di qualità, nei giusti contesti possa esistere e il contesto in questione è proprio quello del Capodanno rock organizzato dal Mei nel 2025.Il brano racconta una crescita forzata, fatta di strada e di errori, con un linguaggio diretto e privo di finzione narrativa. La produzione, firmata da Emanuele Cattani (Claync) negli studi di Faenza, è essenziale e scura: lascia spazio alla voce, al contenuto, all'osso. Un approccio che il pubblico rock sa riconoscere e apprezzare. Trap profonda, autentica, con qualcosa da dire.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, Questa settimana è dedicata all’intervista a Umberto Tozzi, realizzata da Anna Maria Di Luca in occasione della presentazione di Gloria Il Musical, in debutto a ottobre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Si tratta della prima commedia musicale ufficiale costruita interamente sulle canzoni più celebri di Tozzi. Lo spettacolo racconta una storia originale, non una semplice biografia: protagonista è Gloria, una giovane cantante talentuosa, interpretata da Valeria Mancini, che affronta passioni, intrighi e difficili rapporti familiari per inseguire il sogno del successo musicale. Lo stesso Tozzi segue personalmente la direzione musicale del progetto, che include alcuni dei suoi brani più iconici, tra cui Gloria, Ti amo, Tu e Stella stai.Il brano proposto per questa puntata è Gloria, una delle canzoni in lingua italiana più famose e vendute nella storia della musica, oggetto di numerose cover e rivisitazioni nel corso del tempo. Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la redazione propone Deep Dub Bop degli Ujig. Il 25 maggio 2026, in occasione del centenario della nascita di Miles Davis, la band milanese Ujig pubblicherà il nuovo singolo Deep Dub Bop che anticipa la riedizione italiana del loro album Delta, un lavoro che ha già riscosso un notevole successo all'estero e che per l'occasione si arricchirà di due tracce inedite. Il quartetto, composto da Konstantin Kräutler, Edoardo Maggioni, Marco Leo e Cesare Pizzetti, si distingue per uno stile unico e difficile da catalogare, capace di fondere progressive, jazz contemporaneo, elettronica e improvvisazione. L'album Delta rappresenta la sintesi di questa ricerca sonora e vanta collaborazioni importanti come quelle di Fabrizio Bosso, Paola Folli e Lorenzo Cimino. Proprio la tromba di Lorenzo Cimino è protagonista in Deep Dub Bop, un pezzo nato come un vero e proprio atto d'amore verso Miles Davis. Il titolo richiama l'album postumo del trombettista, Doo-Bop, e la musica ne ripercorre liberamente la carriera, muovendosi tra il jazz modale di So What e la fusion di Tutu. Con questo omaggio, gli Ujig celebrano il musicista che più li ha ispirati, non solo per il sound, ma soprattutto per la sua costante capacità di rinnovarsi e di superare ogni barriera di genere.Per la sigla di chiusura del mese di maggio il Direttore Renato Marengo ha scelto Nunn’erano mille di Patrizio Trampetti, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Anime delle Due Sicilie è un album musicale pubblicato nell'aprile 2026, frutto della collaborazione tra Patrizio Trampetti, fra i fondatori della storica NCCP che ha visto produttore il nostro Direttore Renato Marengo, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Il progetto fonde tradizione meridionale, sonorità acustiche ed elettriche e funge da "resistenza culturale" con testi che riflettono su memoria storica, storie del dopoguerra e identità mediterranea. Il quartetto, definito "dei moschettieri del Sud", unisce esperienze musicali variegate. L'album, prodotto da Laboratori di Provincia, include brani come Nunn'erano mille e 'A Sicilia senza ponti, esplorando temi sociali e storici.  Un mix tra strumenti tradizionali (tamburi di Antico, chitarre) e moderni (sintetizzatori), creando un tessuto sonoro mediterraneo. Non un mero progetto nostalgico, ma un atto di resistenza contro l'indifferenza, rielaborando il patrimonio musicale del Mezzogiorno. Patrizio Trampetti, esponente del folk revival fondatore della Nccp, e Alfio Antico, che ha collaborato con De André, Dalla, Capossela, Arbore e Consoli, si incontrano con Jennà Romano e Amedeo Ronga per questo Concerto delle Due Sicilie che affonda le sue radici nella musica di tradizione e nella forma canzone. In esso gli strumenti a corda e il ritmo dei tamburi della tradizione etnica si fondono con le sonorità psichedeliche degli anni ’70 per un viaggio nella fusione musicale tra rivisitazioni e brani inediti. Il concerto vede anche la partecipazione dell’attrice Maria Sofia Palmieri. Il brano Nunn'erano mille  offre una reinterpretazione critica dello sbarco di Garibaldi, raccontata dal punto di vista di un ragazzo di Marsala che mette in dubbio il mito dei Mille e descrive i soldati in modo diverso rispetto alla narrazione ufficiale, riflettendo sulla memoria storica del Mezzogiorno.

  6. 145

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    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Invisible Touch dei Genesis,  protagonisti della copertina del nuovo numero di Classic Rock di Maggio nell’articolo Genesis 1976-86: la metamorfosi che analizza la trasformazione stilistica e commerciale della band, passando da quintetto progressive a trio pop-rock di successo internazionale dopo l'addio di Peter Gabriel. Formati nel 1967, nella prima metà degli anni settanta i Genesis furono tra i principali esponenti del progressive rock britannico. Dagli anni ottanta ai primi novanta raggiungono l'apice del successo commerciale, grazie anche a una produzione volutamente più accessibile. Invisible Touch è il tredicesimo album in studio del gruppo che divenne rapidamente il maggior successo commerciale del gruppo, vendendo oltre 15 milioni di copie in tutto il mondo. Per la rubrica dedicata agli Indipendenti, questa settimana proponiamo un brano dall’interessante repertorio del nostro collega Paolo Tocco: Esce per la Urtovox Rec. il terzo disco di inediti di ELLE dal titolo Silent search of spring. Un lavoro in bilico tra sonorità avant-folk e un gusto psichedelico e post rock di morbidissimi ricami acustici. Morbide ballate, echi di attualità, armonizzazioni di voci e ricami delicati di chitarre acustiche. Un disco nuovo costituisce sempre una rinascita per il gruppo stesso. Un disco che racconta l’avventura di un essere umano immerso nelle proprie emozioni, nelle proprie paure e difficoltà. Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, Questa settimana è dedicata all’intervista a Umberto Tozzi, realizzata da Anna Maria Di Luca in occasione della presentazione di Gloria Il Musical, in debutto a ottobre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Si tratta della prima commedia musicale ufficiale costruita interamente sulle canzoni più celebri di Tozzi. Lo spettacolo racconta una storia originale, non una semplice biografia: protagonista è Gloria, una giovane cantante talentuosa, interpretata da Valeria Mancini, che affronta passioni, intrighi e difficili rapporti familiari per inseguire il sogno del successo musicale. Lo stesso Tozzi segue personalmente la direzione musicale del progetto, che include alcuni dei suoi brani più iconici, tra cui Gloria, Ti amo, Tu e Stella stai.Il brano proposto per questa puntata è Gloria, una delle canzoni in lingua italiana più famose e vendute nella storia della musica, oggetto di numerose cover e rivisitazioni nel corso del tempo. Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana, in occasione dell’uscita di Lady Frisbee, ultimo album di Toni Melillo, la redazione propone Tachicardia, il cui videoclip accompagna questa uscita discografica. Il nuovo disco comprende 13 tracce da ascoltare lentamente, con dolcezza e con un sorriso. Il progetto di Melillo è dedicato interamente a Quartina, il cane che ha portato Toni a stravolgere la sua vita, ad abbandonare la città per trasferirsi a sul lago, riconquistando così quello spazio interiore per fare musica. E lo fa egregiamente, con la produzione peraltro di un grande musicista: Joe Barbieri.Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Nunn’erano mille di Patrizio Trampetti, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Anime delle Due Sicilie è un album musicale pubblicato nell'aprile 2026, frutto della collaborazione tra Patrizio Trampetti, fra i fondatori della storica NCCP che ha visto produttore il nostro Direttore Renato Marengo, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Il progetto fonde tradizione meridionale, sonorità acustiche ed elettriche e funge da "resistenza culturale" con testi che riflettono su memoria storica, storie del dopoguerra e identità mediterranea. Il quartetto, definito "dei moschettieri del Sud", unisce esperienze musicali variegate. L'album, prodotto da Laboratori di Provincia, include brani come Nunn'erano mille e 'A Sicilia senza ponti, esplorando temi sociali e storici.  Un mix tra strumenti tradizionali (tamburi di Antico, chitarre) e moderni (sintetizzatori), creando un tessuto sonoro mediterraneo. Non un mero progetto nostalgico, ma un atto di resistenza contro l'indifferenza, rielaborando il patrimonio musicale del Mezzogiorno. Patrizio Trampetti, esponente del folk revival fondatore della Nccp, e Alfio Antico, che ha collaborato con De André, Dalla, Capossela, Arbore e Consoli, si incontrano con Jennà Romano e Amedeo Ronga per questo Concerto delle Due Sicilie che affonda le sue radici nella musica di tradizione e nella forma canzone. In esso gli strumenti a corda e il ritmo dei tamburi della tradizione etnica si fondono con le sonorità psichedeliche degli anni ’70 per un viaggio nella fusione musicale tra rivisitazioni e brani inediti. Il concerto vede anche la partecipazione dell’attrice Maria Sofia Palmieri. Il brano Nunn'erano mille  offre una reinterpretazione critica dello sbarco di Garibaldi, raccontata dal punto di vista di un ragazzo di Marsala che mette in dubbio il mito dei Mille e descrive i soldati in modo diverso rispetto alla narrazione ufficiale, riflettendo sulla memoria storica del Mezzogiorno.

  7. 144

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    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Gipsy degli Uriah Heep. Nel mensile Classic Rock in edicola, infatti, si celebrano gli Uriah Heep, un gruppo musicale hard rock/progressive britannico formatosi a Londra nel 1969. L’occasione è la ristampa di Beautiful Dream: una raccolta dei dischi della band dal 1975 al 1977. Si tratta di un corposo cofanetto di 4 CD che documenta un periodo di grande transizione stilistica e cambi di formazione per il gruppo e i loro relativi album: Return to Fantasy (1975), High and Mighty (1976), Firefly (1977) e Innocent Victim (1977). Gli Uriah Heep sono una colonna portante dell'hard rock britannico e sono considerati, insieme a Led Zeppelin, Black Sabbath e Deep Purple, tra i pionieri del genere heavy metal. Formati dalle ceneri dei "The Gods", presero il nome dal viscido personaggio del romanzo David Copperfield di Charles Dickens. Il loro stile è unico per l'uso massiccio dell'organo Hammond, i complessi intrecci vocali e le chitarre distorte, mescolando hard rock e rock progressivo. Il gruppo ha subito molti cambiamenti di formazione ma il picco di popolarità arrivò nei primi anni '70 con la formazione classica composta da Ken Hensley (tastiere), Mick Box (chitarra), David Byron (voce), Gary Thain (basso) e Lee Kerslake (batteria). Gipsy è la traccia d'apertura del loro disco di debutto, ...Very 'Eavy ...Very 'Umble (1970). È considerato uno dei brani fondamentali per la nascita dell'hard rock e del heavy metal.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Cambiare Male dei The Monkey Weather. Cambiare Male è il nuovo singolo dei The Monkey Weather, un brano che nasce da esperienze vissute sulla pelle. La canzone mette a fuoco le dinamiche di una relazione tossica, in particolare quelle legate alla manipolazione narcisistica. Non è un racconto astratto: è una denuncia che parte da ciò che la band ha attraversato e osservato, con l’intenzione di dare voce a chi si trova intrappolato in meccanismi simili. Sul piano sonoro, Cambiare Male è costruita su un andamento ipnotico. Le strofe hanno un tono cupo e quasi recitato, mentre il ritornello si apre in una dimensione corale che alleggerisce la tensione accumulata. Le tastiere introducono un colore dub che richiama le atmosfere degli anni ’90, con un rimando esplicito agli Almamegretta. Il lavoro di produzione punta a creare un movimento continuo, un rotolamento che accompagna il testo senza sovrastarlo.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata L’uomo che voleva vedere tutto (The Man Who Wanted To See It At All) un documentario spagnolo diretto da Albert Albacete disponibile su Netflix. Un film che ci racconta l’incredibile storia di Heinz Stücke ed il suo viaggio in bicicletta più lungo del mondo, iniziato nel 1962 e durato ben 50 anni. Le musiche sono del compositore catalano Toni M Mir: una colonna sonora elegante e rarefatta - basata sul dialogo musicale tra alcune sequenze elettroniche ambient e il fraseggio di una chitarra elettrica in stile ECM - che accompagna le riflessioni e i ricordi dell’ultraottantenne giramondo tedesco.Il brano proposto per questa puntata è Last Train Home di Pat Metheny, uno dei più grandi chitarristi elettrici al mondo. Last Train Home è un suo brano dove si respira un clima on the road che rappresenta in musica il cammino incessante in giro per il mondo di Heinze Stucke.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Storia di un ratto di Daniele Napodano. Daniele Napodano, un cantautore dalle mille risorse che ha anche scritto, non a caso e abbinato all’album omonimo, un curiosissimo Memorie di un ratto che, nato da un esperimento di allevamento di ratti, analizza gli automatismi sociali di una comunità che, lungi da essere da disprezzare potrebbe benissimo essere un interessante modello da studiare. Oggi Daniele esce con un altro volume destinato a fare parlare di sé: La Musica è Lavoro? in cui dipinge il mestiere dell'arte dall'interno delle sue contraddizioni. Il volume esce per Tempesta editore per la collana Trìtono diretta dal nostro Renato Marengo.Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Nunn’erano mille di Patrizio Trampetti, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Anime delle Due Sicilie è un album musicale pubblicato nell'aprile 2026, frutto della collaborazione tra Patrizio Trampetti, fra i fondatori della storica NCCP che ha visto produttore il nostro Direttore Renato Marengo, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Il progetto fonde tradizione meridionale, sonorità acustiche ed elettriche e funge da "resistenza culturale" con testi che riflettono su memoria storica, storie del dopoguerra e identità mediterranea. Il quartetto, definito "dei moschettieri del Sud", unisce esperienze musicali variegate. L'album, prodotto da Laboratori di Provincia, include brani come Nunn'erano mille e 'A Sicilia senza ponti, esplorando temi sociali e storici.  Un mix tra strumenti tradizionali (tamburi di Antico, chitarre) e moderni (sintetizzatori), creando un tessuto sonoro mediterraneo. Non un mero progetto nostalgico, ma un atto di resistenza contro l'indifferenza, rielaborando il patrimonio musicale del Mezzogiorno. Patrizio Trampetti, esponente del folk revival fondatore della Nccp, e Alfio Antico, che ha collaborato con De André, Dalla, Capossela, Arbore e Consoli, si incontrano con Jennà Romano e Amedeo Ronga per questo Concerto delle Due Sicilie che affonda le sue radici nella musica di tradizione e nella forma canzone. In esso gli strumenti a corda e il ritmo dei tamburi della tradizione etnica si fondono con le sonorità psichedeliche degli anni ’70 per un viaggio nella fusione musicale tra rivisitazioni e brani inediti. Il concerto vede anche la partecipazione dell’attrice Maria Sofia Palmieri. Il brano Nunn'erano mille  offre una reinterpretazione critica dello sbarco di Garibaldi, raccontata dal punto di vista

  8. 143

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    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Master of Puppets dei Metallica. Il numero di Classic Rock Magazine in edicola, infatti, dedica un approfondimento speciale ai Metallica, concentrandosi sul loro iconico album Master of Puppets e sul documentario Masters of Metal del 2023 che esplora la storia e l'influenza dei Metallica celebrandoli come una delle band heavy metal più influenti di sempre. Include immagini, interviste e performance dei membri della band ed è diretto da Billy Simpson. I Metallica sono un gruppo musicale metal statunitense, formatosi a Los Angeles nel 1981 e composto da James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Robert Trujillo. I loro primi lavori, grazie alla velocità dei pezzi, tecnicismi strumentali ed aggressività, li hanno portati ad entrare fra i "Big Four" del thrash metal, accanto a Slayer, Megadeth ed Anthrax. Nel corso degli anni, il gruppo si è guadagnato in poco tempo un crescente seguito di fan e, con la pubblicazione di Master of Puppets nel 1986, ha raggiunto, secondo molti, l'apice della carriera. Il disco viene considerato come il miglior album del gruppo, nonché uno dei più riusciti dischi heavy metal di sempre. Come riportò il frontman James Hetfield in varie interviste, venne data una grande attenzione allo spessore e alla potenza del suono delle chitarre, caratteristiche che con il tempo divennero uno dei punti di riferimento per il thrash e non solo; inoltre, il sound innovativo e le strutture musicali delle canzoni presenti in Master of Puppets furono precursori del sottogenere progressive metal, che sarebbe poi esploso negli anni a venire. Dall'album è stato estratto il singolo omonimo Master of Puppets che viene considerato come una delle migliori canzoni della storia dell’heavy metal. Il significato del testo è spesso interpretato come relativo all'abuso di droghe come eroina e cocaina, sebbene altri hanno affermato che possa contenere invece riferimenti politici o addirittura letterari.Questa settimana il Mei, per la rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music, ci propone XENON, primo estratto dall'album Vorss Tua Vita Mea del faentino Vorss, appunto. La prova che una trap di qualità, nei giusti contesti possa esistere e il contesto in questione è proprio quello del Capodanno rock organizzato dal Mei nel 2025.Il brano racconta una crescita forzata, fatta di strada e di errori, con un linguaggio diretto e privo di finzione narrativa. La produzione, firmata da Emanuele Cattani (Claync) negli studi di Faenza, è essenziale e scura: lascia spazio alla voce, al contenuto, all'osso. Un approccio che il pubblico rock sa riconoscere e apprezzare.Trap profonda, autentica, con qualcosa da dire.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana dedica uno speciale alla colonna sonora de I Cesaroni - Il ritorno. Andrea Guerra e la colonna sonora de 𝐈 𝐂𝐞𝐬𝐚𝐫𝐨𝐧𝐢 𝟕 - 𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨 sono i protagonisti della puntata di Soundtrack City a cura di Marco Testoni e Massimo Privitera. L’episodio propone un’intervista approfondita che vede anche la partecipazione di Renato Marengo, direttore di Cinecorriere news, con l’obiettivo di analizzare le ragioni dell’enorme successo di un format giunto alla sua settima stagione. La serie, oggi diretta da Claudio Amendola e caratterizzata da un cast rinnovato, continua però a mantenere una chiara coerenza stilistica grazie alle musiche pop-rock firmate da Guerra. Una colonna sonora fluida e scorrevole ma con una struttura molto più complessa di quello che può sembrare, come può confermare lo stesso Testoni che della serie ha curato la consulenza musicale. Infine una chicca off topic con Andrea Guerra che ci parla del suo rapporto con Bollywood e la sua industria cinematografica.Il brano proposto da Andrea Guerra per questa puntata è Light my fire dei Doors, una delle sue band preferite. Light My Fire è una canzone originariamente registrata dai Doors per il loro album omonimo nel 1966 e pubblicata come singolo nel 1967. La canzone è presente anche nel film biografico "The Doors" del 1991, diretto da Oliver Stone, che racconta la vita del leader Jim Morrison.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su un brano di Brunori Sas, uno dei protagonisti del concerto del Primo Maggio a Taranto. La Verità è un invito a vivere con pienezza: ad abbracciare le proprie fragilità e a riconoscere le paure che spesso si cerca di nascondere dietro maschere sociali e finzioni rassicuranti. Il brano esplora la tensione tra autenticità e apparenza, mettendo in luce quanto sia comune fingersi diversi per compiacere gli altri o per timore di perdere la propria identità abituale. Al centro emerge una verità scomoda, quella voce interiore che spinge a non restare immobili nella zona di comfort e a confrontarsi con il cambiamento. In questo percorso, la paura non viene negata né combattuta.Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Nunn’erano mille di Patrizio Trampetti, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Anime delle Due Sicilie è un album musicale pubblicato nell'aprile 2026, frutto della collaborazione tra Patrizio Trampetti, fra i fondatori della storica NCCP che ha visto produttore il nostro Direttore Renato Marengo, Alfio Antico, Jennà Romano e Amedeo Ronga. Il progetto fonde tradizione meridionale, sonorità acustiche ed elettriche e funge da "resistenza culturale" con testi che riflettono su memoria storica, storie del dopoguerra e identità mediterranea. Il quartetto, definito "dei moschettieri del Sud", unisce esperienze musicali variegate. L'album, prodotto da Laboratori di Provincia, include brani come Nunn'erano mille e 'A Sicilia senza ponti, esplorando temi sociali e storici.  Un mix tra strumenti tradizionali (tamburi di Antico, chitarre) e moderni (sintetizzatori), creando un tessuto sonoro mediterraneo. Non un mero progetto nostalgico, ma un atto di resistenza contro l'indifferenza, rielaborando il patrimonio musicale del Mezzogiorno. Patrizio Trampetti, esponente del folk revival fondatore della Nccp, e Alfio Antico, che ha collaborato con De André, Dalla, Capossela, Arbore e Consoli, si incontrano con Jennà Romano e Amedeo Ronga per questo Concerto delle Due Sicilie che affonda le sue radici nella musica di tradizione e nella forma canzone. In esso gli strumenti a corda e il ritmo dei tamburi della tradizione etnica si fondono con le sonorità psichedeliche degli anni ’70 per un viaggio nella fusione musicale tra rivisitazioni e brani inediti. Il concerto vede anche la partecipazione dell’attrice Maria Sofia Palmieri. Il brano Nunn'erano mille  offre una reinterpretazione critica dello sbarco di Garibaldi, raccontata dal punto di vista di un ragazzo di Marsala che mette in dubbio il mito dei Mille e descrive i soldati in modo diverso rispetto alla narrazione ufficiale, riflettendo sulla memoria storica del Mezzogiorno.

  9. 142

    ClassicRockOnAir_puntata04_aprile

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto It’s Been Too Long di Ringo Starr. L’ex Beatle Ringo Starr rilascerà in Aprile il suo nuovo album in studio dal titolo Long Long Road. A poco più di un anno da LOOK UP, l’indomito Ringo non molla la presa e torna alla ribalta con una specie di seguito, ancora in collaborazione con T Bone Burnett, la chiave del successo dell’album del 2025 che aveva rinverdito i fasti country di Starkey. Di solito i sequel mostrano il fianco dopo l’exploit del primo episodio; qui accade l’opposto, con un album addirittura migliore. Starr e Burnett sono tornati in studio a tempo di record e hanno confezionato in tutta semplicità questo Long Long Road: dieci canzoni pulite, impreziosite da un cast notevole, che include presenze femminili prestigiose come Sheryl Crow e St. Vincent. Burnett, autore o coautore di sei brani, è ancora il deus ex machina di questa operazione. La presenza di linee vocali femminili che accompagnano Ringo in alcuni brani è un aspetto piacevole del disco. Nel singolo It’s Been Too Long , dal sapore country-rock, Ringo Starr intreccia la sua voce con quella di Molly Tuttle e Sarah Jarosz.Questa settimana il brano proposto da L’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Civili, il nuovo singolo dei Dresda, title track dell’album omonimo in arrivo nei prossimi mesi per l’etichetta Musica Distesa. Il brano parte da una provocazione: provare a immaginare una sofferenza così estrema da rendere desiderabile la fine. Non è un invito alla distruzione, ma la messa in scena di un pensiero che emerge quando l’umanità sembra scomparire. Civili porta allo scoperto un nichilismo esasperato, nato da una miscela di rabbia, impotenza e inquietudine di fronte a un mondo che sembra precipitare.  L’idea di un’apocalisse atomica come “soluzione” è una provocazione che rivela il vero bersaglio del brano: l’anestesia emotiva che si crea quando la guerra diventa spettacolo, quando le immagini scorrono accanto a pubblicità e intrattenimento, quando tutto si appiattisce sullo stesso piano. In questo scenario, la parola civili perde il suo significato originario e diventa quasi sinonimo di “corpi esposti”. È attraverso quei corpi che la violenza passa, oggi più che mai. Sul piano sonoro, il singolo porta con sé il retroterra rock della band: una chitarra abrasiva che richiama l’estetica di Marilyn Manson, un’energia che sfiora Led Zeppelin e Verdena, un inserto militare che evoca la retorica bellica dei primi anni Duemila. L’arrangiamento resta essenziale, costruito per lasciare spazio alla tensione del testo e alla dinamica del branoSoundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicato a Inverno in Corea un film franco-coreano disponibile su MyMovies. Un film che ci mostra l’assoluta qualità del cinema coreano contemporaneo. La storia di un particolarissimo rapporto tra un maturo disegnatore francese e una ragazza coreana di origine francese. Una intima e bellissima colonna sonora scritta dalla compositrice francese Delphine Malaussena - per pianoforte e piccolo ensemble di archi - dal tono sospeso e coerente con il rapporto dolorosamente indefinito dei due protagonisti.Il brano proposto in occasione di questa puntata è Back to Me dei The Rose. Un brano non incluso nella colonna sonora che ci mostra il volto rock della Corea moderna (che non è solo K-Pop) spesso sconosciuto in Europa. I The Rose sono una band brit-rock/indie molto nota in patria e il loro brano Back To Me rappresenta al meglio questa tendenza.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Dio è morto dei Nomadi. Questa settimana, in occasione del Primo Maggio, la redazione propone un brano iconico scritto da Francesco Guccini e interpretato dalla storica band dei Nomadi: Dio è morto, eseguita proprio dai Nomadi sul palco del concertone di Piazza San Giovanni,  in più di una esibizione. Il brano racconta prima la crisi dei valori tradizionali, la “morte” di Dio in tutte le ingiustizie e, attualissimo, una generazione disillusa che non crede più nei miti del passato, fino ad arrivare a una visione di speranza: i giovani sono pronti a costruire un futuro nuovo e consapevole. Non è solo una canzone di denuncia, ma anche un invito a guardare avanti con spirito critico e responsabilità. Pubblicata negli anni ’60, in un periodo di forti cambiamenti sociali, Dio è morto è diventata nel tempo un simbolo di riflessione e rinascita, capace ancora oggi di parlare a nuove generazioni. I Nomadi, che hanno collaborato assiduamente con Guccini, sono da sempre portatori di musica e valori rivoluzionari, con slanci incredibili. Se vi va di ascoltarli dal vivo, quest’estate saranno il 27 giugno al Castello di Udine in occasione del Festival di Folkest.Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Musica Ribelle di Eugenio Finardi. Per celebrare i cinquant’anni dal suo primo album, Eugenio Finardi torna con un nuovo tour e un nuovo disco, TUTTO, ventesimo lavoro in studio di inediti. Dopo il successo di Euphonia Suite, che lo ha visto protagonista di ottanta date in tre anni, Finardi porta in scena uno spettacolo che ripercorre i momenti più significativi del suo vasto repertorio, raccontando una carriera lunga mezzo secolo e consacrata tra le più originali della canzone d’autore italiana. Accanto ai grandi classici, trovano spazio anche i brani del nuovo album, un progetto che colpisce per sonorità innovative e per la creatività sempre viva di un artista capace di leggere il presente con profondità. Sul palco è accompagnato da tre musicisti con cui costruisce atmosfere coinvolgenti e mai scontate. Nel tempo, la sua voce è diventata sempre più duttile e raffinata, capace di trasmettere emozioni autentiche attraverso testi che affrontano temi universali. A distinguerlo resta anche la spontaneità e il rapporto diretto con il pubblico, che rende ogni concerto un’esperienza unica.

  10. 141

    ClassicRockOnAir_puntata03_aprile

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Indigo Park di Bruce Hornsby. Sono passati 40 anni dal suo esordio THE WAY IT IS e, a 70 anni, Bruce Hornsby con il suo nuovo album INDIGO PARK è ancora pronto a mettersi in gioco, lasciando che sia la musica a guidare il suo cammino. Bruce Hornsby (Williamsburg, 23 novembre 1954) è un tastierista, polistrumentista e cantante statunitense. È particolarmente conosciuto ed apprezzato per la capacità di improvvisare e creare performance contaminate da diversi generi musicali: musica classica, jazz, blues, folk, gospel, rock e tanti altri. Nato in Virginia, ha studiato a Boston. Nel 1980, con il fratello John si è trasferito a Los Angeles, dove ha lavorato per la 20th Century Fox come compositore di colonne sonore. Riesce ad ottenere un contratto discografico circa cinque anni dopo e pubblica, con i The Range, l'album The Way It Is (1986), prodotto da Huey Lewis e trascinato dall'omonimo singolo. L'album ha subito un gran successo e vince anche un Grammy Awards 1987 come "Best New Artist". Hornsby si realizza anche come autore, scrivendo insieme a Don Henley, The End Of Innocence che verrà portata al successo dall'ex componente degli Eagles e otterrà due nomination ai Grammy Awards. Il singolo Indigo Park, che da anche il titolo all’album, è il manifesto musicale di Hornsby, un artista libero da anni da qualsiasi forma di cliché e di aspettativa. Una canzone raffinatissima che parte da un ricordo di gioventù per poi lanciarsi in un susseguirsi di riflessioni che prendono ispirazione dalla quotidianità.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Cambiare Male dei The Monkey Weather. Cambiare Male è il nuovo singolo dei The Monkey Weather, un brano che nasce da esperienze vissute sulla pelle. La canzone mette a fuoco le dinamiche di una relazione tossica, in particolare quelle legate alla manipolazione narcisistica. Non è un racconto astratto: è una denuncia che parte da ciò che la band ha attraversato e osservato, con l’intenzione di dare voce a chi si trova intrappolato in meccanismi simili. Sul piano sonoro, Cambiare Male è costruita su un andamento ipnotico. Le strofe hanno un tono cupo e quasi recitato, mentre il ritornello si apre in una dimensione corale che alleggerisce la tensione accumulata. Le tastiere introducono un colore dub che richiama le atmosfere degli anni ’90, con un rimando esplicito agli Almamegretta. Il lavoro di produzione punta a creare un movimento continuo, un rotolamento che accompagna il testo senza sovrastarlo.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicato a Dark Winds, una serie televisiva statunitense ambientata negli anni ‘70, disponibile su Netflix, che vede come protagonisti un cast composto per la maggior parte da Nativi americani degli Stati Uniti d'America. Tra i produttori esecutivi figura Robert Redford che compare anche in un cameo in una singola scena. Il genere della serie viene definito come neo-western e le musiche originali, molto intense e velate di un sound desertico che ci riporta a climi musicali anni ‘70 sono affidate a un trio di compositori della stessa famiglia (padre e figli) chiamati Kiner Music ovvero Deana, Sean e Kevin Kiner.Il brano proposto in occasione di questa puntata è How Can You Win è una canzone dei Parish Hall presente nel primo episodio della serie. I Parish Hall erano un power trio proveniente dalla Bay Area californiana specializzati in un sound hard rock/blues rock. Il loro album fu pubblicato verso la fine del 1970 da una piccola etichetta discografica locale californiana.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Princesa di Fabrizio De Andrè. Un’intensa e struggente ballata dedicata alla durissima storia di Princesa, appunto, una trans conosciuta nella Comunità di San Benedetto al Porto fondata da Don Gallo. Ci serve a ricordare Don Andrea Gallo, appunto, il “prete di strada” che ha fatto dell’accoglienza una scelta radicale e che delle Trans diceva che erano i suoi Apostoli. Sabato a Spin Time si è parlato proprio di lui e del secondo volume della collana Ostinati e Contrari: Il Vangelo degli Ultimi, scritto con Federico Traversa e edito dalla neonata casa editrice Crëuza De Ma: un racconto che restituisce la sua eredità spirituale e politica, fatta di giustizia sociale, inclusione e impegno concreto.Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Musica Ribelle di Eugenio Finardi. Per celebrare i cinquant’anni dal suo primo album, Eugenio Finardi torna con un nuovo tour e un nuovo disco, TUTTO, ventesimo lavoro in studio di inediti. Dopo il successo di Euphonia Suite, che lo ha visto protagonista di ottanta date in tre anni, Finardi porta in scena uno spettacolo che ripercorre i momenti più significativi del suo vasto repertorio, raccontando una carriera lunga mezzo secolo e consacrata tra le più originali della canzone d’autore italiana. Accanto ai grandi classici, trovano spazio anche i brani del nuovo album, un progetto che colpisce per sonorità innovative e per la creatività sempre viva di un artista capace di leggere il presente con profondità. Sul palco è accompagnato da tre musicisti con cui costruisce atmosfere coinvolgenti e mai scontate. Nel tempo, la sua voce è diventata sempre più duttile e raffinata, capace di trasmettere emozioni autentiche attraverso testi che affrontano temi universali. A distinguerlo resta anche la spontaneità e il rapporto diretto con il pubblico, che rende ogni concerto un’esperienza unica.

  11. 140

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    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto D'yer Mak'er dei mitici Led Zeppelin in occasione di un articolo dedicato dal Magazine Classic Rock Italia alla band nel periodo del suo massimo fulgore: il biennio 1972-1973, gli anni successivi al loro album Led Zeppelin IV pubblicato nel 1971. Fu la fase imperiale per i Led Zeppelin, quando tutto l’impegno profuso nei tour e il lavoro svolto in studio nei tre anni precedenti finalmente diedero i loro frutti. Dall’Australia all’India, al Giappone, all’Europa e al Regno Unito, e di nuovo negli Stati Uniti, per ben due volte, gli Zeppelin sopravvissero a retate antidroga fallite, allo scetticismo della stampa musicale, allo straripante esibizionismo dei Rolling Stones, a una misteriosa rapina e a un’infinità di eccessi dionisiaci per fare alcuni dei loro più grandi show dal vivo e diventare, ufficialmente, la prima rock’n’roll band al mondo. Nel marzo del 1973 finalmente uscì Houses Of The Holy: raggiunse il primo posto delle classifiche UK e USA, ma ricevette recensioni contrastanti. A quel punto i Led Zeppelin erano di nuovo in tournée, con un tour americano che incassò 4 milioni di dollari. Si spostarono tra le città a bordo di un jet privato, infrangendo il precedente record al botteghino dei Beatles e trasformando Los Angeles nel loro decadente parco giochi privato. La canzone scelta dall’album Houses Of The Holy ha una storia molto particolare e s’intitola D'yer Mak'er : un brano dove i Led Zeppelin escono dalla comfort zone del loro hard rock per sconfinare nel reggae: un genere che in quegli anni era in pieno boom grazie a Bob Marley.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Maledetta IA, nuovo singolo di Izine. Si tratta di un brano che nasce da una riflessione urgente e personale sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella nostra vita quotidiana. Non un esercizio teorico, ma un confronto diretto con un presente che corre più veloce delle nostre domande. Il titolo è provocatorio, ma il cuore del brano è la paura di perdere qualcosa di profondamente umano: la creatività, l’autorialità, la capacità di mettersi in gioco. Izine osserva come l’IA sia già ovunque e si chiede cosa resterà dell’artista quando un sistema è in grado di generare canzoni, immagini, video o testi attingendo da miliardi di opere preesistenti. Il brano non offre risposte, ma mette in fila le domande che attraversano molti di noi. Maledetta IA è stato prodotto da Izine e Michele Guberti, che ha curato anche mix e master presso la Magiari Sound Factory di Ferrara. Le sonorità sono elettroniche e martellanti, costruite su un ritmo veloce e ripetitivo che restituisce la sensazione di un mondo che non si ferma. I sample richiamano androidi immaginari, mentre l’immaginario visivo del brano si tinge di viola, colore spesso associato all’intelligenza artificiale. Il risultato è un’atmosfera satura, quasi claustrofobica, che amplifica il senso di inquietudine del testo. La copertina del singolo rafforza questa visione distopica: un collegamento USB inserito come un’endovena, a suggerire un futuro in cui il traffico dati diventa vitale quanto il sangue. Un’immagine che parla di dipendenza, di necessità, di un umano che rischia di essere rieducato dalla tecnologia che ha creato. Il videoclip riprende e amplifica questo discorso: l’ispirazione warholiana sposta l’attenzione dal cibo, simbolo del consumismo degli anni ’60, allo smartphone, oggi al centro delle nostre vite. La martellata che dovrebbe “liberare” l’individuo dal dispositivo è un gesto illusorio: il problema non è l’oggetto, ma il sistema sociale che lo rende indispensabileSoundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come protagonisti i compositori e musicisti Andrea Ridolfi e Vito Abbonato. Massimo Privitera li ha intervistati a proposito della loro nuova colonna sonora scritta per La buona stella, la recente serie TV crime targata RAI  diretta da Luca Brignone con Miriam Dalmazio, Filippo Scicchitano e Francesco Arca.Il brano proposto in occasione di questa puntata è Mai Saprai, canzone scritta dal duo Abbonato & Ridolfi e cantata da FLO. Un brano incluso nella colonna sonora della serie tv Rai Mina Settembre dove Serena Rossi interpreta un'assistente sociale che lavora in un consultorio familiare nel centro storico di Napoli.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su La casa di Tom di Toni Melillo. Un cantautore molto raffinato, dal sapore jazzy, che il mese prossimo esce con un nuovo album. La casa di Tom, tratto dal precedente Il mio giardino è un delicatissimo omaggio al grande Antonio Carlos Jobim. Nel raccontare di questo brano è lo stesso Toni che offre il racconto che ha dipinto nel suo brano: “Mi immagino di vedere la sua casa dall’alto, una casa fatta di festa e di luce. Dove, come per magia, il sole e la luna convivono contemporaneamente nello stesso cielo. Dove anche l’inverno e la neve vestono di gioia. La ritmica delle chitarre è un omaggio allo swing gipsy, una tra le poche musiche capace di annullare immediatamente qualsiasi mio malumore!”Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Musica Ribelle di Eugenio Finardi. Per celebrare i cinquant’anni dal suo primo album, Eugenio Finardi torna con un nuovo tour e un nuovo disco, TUTTO, ventesimo lavoro in studio di inediti. Dopo il successo di Euphonia Suite, che lo ha visto protagonista di ottanta date in tre anni, Finardi porta in scena uno spettacolo che ripercorre i momenti più significativi del suo vasto repertorio, raccontando una carriera lunga mezzo secolo e consacrata tra le più originali della canzone d’autore italiana. Accanto ai grandi classici, trovano spazio anche i brani del nuovo album, un progetto che colpisce per sonorità innovative e per la creatività sempre viva di un artista capace di leggere il presente con profondità. Sul palco è accompagnato da tre musicisti con cui costruisce atmosfere coinvolgenti e mai scontate. Nel tempo, la sua voce è diventata sempre più duttile e raffinata, capace di trasmettere emozioni autentiche attraverso testi che affrontano temi universali. A distinguerlo resta anche la spontaneità e il rapporto diretto con il pubblico, che rende ogni concerto un’esperienza unica.

  12. 139

    Classic Rock On air_puntata01_aprile

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Shinola di Michael Monroe. Outerstellar è il nuovo album di Michael Monroe, una raccolta di grandi canzoni di puro rock and roll. Monroe, pseudonimo di Matti Antero Kristian Fagerholm, è un artista finlandese poco conosciuto in Italia ma molto noto nella scena hard rock europea. Ex vocalist degli Hanoi Rocks, ha intrapreso una carriera solista distinguendosi non solo per il suo iconico look dai capelli biondo platino, ma anche per le sue capacità vocali e musicali: è infatti un polistrumentista che suona sassofono, armonica, chitarra, basso, batteria e tastiera, muovendosi tra hard rock e glam rock.L’album esprime spensieratezza (non superficialità), fiducia (non arroganza) e una sicurezza vivace, immerse nella gioia autentica di suonare rock ’n’ roll. Tra chitarre fragorose, armoniche e intensi momenti acustici, l’ascolto diventa un’esperienza coinvolgente: una fuga immediata dalle preoccupazioni quotidiane, capace di evocare libertà e leggerezza, come un viaggio verso giorni più semplici.Outerstellar prenderà vita dal vivo con un tour internazionale: un’occasione per vivere appieno ciò che il rock ’n’ roll, nella sua essenza più pura, dovrebbe essere.Questa settimana il brano proposto all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è L’Astronauta di Francesco Picchiano.L’Astronauta è il nuovo singolo del cantautore romagnolo Francesco Picciano, realizzato con la partecipazione di Cricca. Il brano rappresenta il secondo capitolo del progetto Zapotec, un incontro tra due sensibilità diverse: quella più riflessiva di Picciano e la vocalità chiara e immediata di Cricca.La canzone racconta silenzi, attese e legami che resistono anche nella distanza, attraverso un dialogo vocale che alterna profondità e luce. Nata al pianoforte, si distingue per un tono intimo e diretto, con una scrittura sincera e un’atmosfera sospesa, malinconica ma accogliente, capace di arrivare subito all’ascoltatore.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana dedica uno speciale al Roma Film Music Festival 2026. Una puntata corredata da una sorpresa finale di 𝐑𝐚𝐧𝐝𝐲 𝐊𝐞𝐫𝐛𝐞𝐫, grandissimo pianista di celeberrime colonne sonore di film e serie tv (Harry Potter, Titanic, La La Land, Forrest Gump, The Eddy), che è stato tra gli ospiti del festival.  Nel programma dei concerti altre formazioni e artisti che hanno contribuito a omaggiare il centenario di Piero Umiliani: il tributo dei CALIBRO 35 e il live di 𝐆𝐞𝐠𝐞̀ 𝐌𝐮𝐧𝐚𝐫𝐢 storico batterista del compositore. Infine l'𝐎𝐫𝐜𝐡𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚 che ha eseguito il cineconcerto di 𝐒𝐭𝐚𝐫 𝐖𝐚𝐫𝐬: 𝐄𝐩𝐢𝐬𝐨𝐝𝐞 𝐕𝐈 - 𝐑𝐞𝐭𝐮𝐫𝐧 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐉𝐞𝐝𝐢 diretto da 𝐄𝐫𝐧𝐬𝐭 𝐕𝐚𝐧 𝐓𝐢𝐞𝐥 che sarà replicato a Maggio al Teatro Lirico di Milano.Il brano proposto dall’ospite di questa puntata è Discomania dei Calibro 35.I Calibro 35, icone del funk cinematografico italiano e protagonisti del Roma Film Music Festival, rendono omaggio a “Il Maestro” Piero Umiliani con una travolgente versione in chiave afrobeat di Discomania, il suo singolo cosmic-disco del 1978, disponibile dal 2 aprile su tutte le piattaforme digitali.Il brano è il secondo estratto dal nuovo album Exploration, in uscita il 6 giugno in tutto il mondo per l’etichetta indipendente Record Kicks.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Carrasecare dei Tazenda. Questa settimana la redazione ha scelto il brano in occasione della partenza del nuovo tour dei Tazenda, storica formazione etno rock sarda, che quest’anno porta il significativo titolo Campo Unificato. Come di consueto, la band ha individuato un tema guida per rileggere il proprio repertorio: un viaggio ideale in cui la musica incontra la fisica, dando forma a uno spazio simbolico dove spiritualità e relazioni umane si intrecciano, aprendo a possibilità creative infinite.Tra le tappe in calendario, si segnala quella del 1° maggio a Biasi, occasione in cui verrà svelato anche il visual che tradizionalmente accompagna lo spettacolo.Per la sigla di chiusura del mese di aprile il Direttore Renato Marengo ha scelto Musica Ribelle di Eugenio Finardi.Per celebrare i cinquant’anni dal suo primo album, Eugenio Finardi torna con un nuovo tour e un nuovo disco, TUTTO, ventesimo lavoro in studio di inediti.Dopo il successo di Euphonia Suite, che lo ha visto protagonista di ottanta date in tre anni, Finardi porta in scena uno spettacolo che ripercorre i momenti più significativi del suo vasto repertorio, raccontando una carriera lunga mezzo secolo e consacrata tra le più originali della canzone d’autore italiana.Accanto ai grandi classici, trovano spazio anche i brani del nuovo album, un progetto che colpisce per sonorità innovative e per la creatività sempre viva di un artista capace di leggere il presente con profondità. Sul palco è accompagnato da tre musicisti con cui costruisce atmosfere coinvolgenti e mai scontate. Nel tempo, la sua voce è diventata sempre più duttile e raffinata, capace di trasmettere emozioni autentiche attraverso testi che affrontano temi universali. A distinguerlo resta anche la spontaneità e il rapporto diretto con il pubblico, che rende ogni concerto un’esperienza unica.

  13. 138

    ClassicRockOnAir_puntata04_marzo

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Dance Me to the End of Love di Leonard Cohen. A 10 anni dalla sua scomparsa Classic Rock dedica un lungo articolo a Leonard Cohen e in particolare alla sua intera discografia. L'articolo approfondisce la trasformazione del cantautore canadese Cohen da poeta a icona "classic rock", esplorando la genesi di capolavori come Songs of Leonard Cohen e la svolta elettronica degli anni '80 con I'm Your Man. Si tratta di una retrospettiva critica che analizza cronologicamente ogni album in studio, dai primi lavori folk degli anni '60 fino alle pubblicazioni postume. Ogni disco viene valutato non solo per il valore musicale, ma anche per l'impatto poetico e la rilevanza nel contesto del rock d'autore. Leonard Cohen (Montréal, 21 settembre 1934 – Los Angeles, 7 novembre 2016) è stato un cantautore, poeta, scrittore e compositore canadese. Considerato uno dei più noti, influenti e apprezzati cantautori, nei suoi brani Cohen esplora temi come la religione, l'isolamento, la depressione e la sessualità, ripiegando spesso sull'individuo. Vincitore di numerosi premi e onorificenze, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, nella Canadian Songwriters Hall of Fame e nella Canadian Music Hall of Fame; fu inoltre insignito del titolo di Compagno dell'Ordine del Canada e nel 2011 ricevette il Premio Principe delle Asturie per la letteratura.  Dance Me to the End of Love è una canzone del 1984 che fu eseguita per la prima volta da Cohen nel suo album del 1984 Various Positions. È stata registrata da vari artisti e nel 2009 è stata descritta come "a un passo dal diventare uno standard". Le parti strumentali evocano la musica klezmer tradizionale.Questa settimana è il nostro Paolo Tocco a proporre il brano all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music, ed è Silent search of spring degli ELLE. Esce per la Urtovox Rec. il terzo disco di inediti di ELLE dal titolo Silent search of spring. Un lavoro in bilico tra sonorità avant-folk e quel gusto psichedelico e post rock di morbidissimi ricami acustici. Morbide ballate, echi di attualità, armonizzazioni di voci e ricami delicati di chitarre acustiche. Un disco nuovo costituisce sempre una rinascita per il gruppo stesso. Si intitola Silent search of spring il terzo disco della band romana ELLE, in pubblicazione per la Urtovox Rec. il primo giorno di primavera (20 marzo 2026). Un disco che racconta l’avventura di un essere umano immerso nelle proprie emozioni, nelle proprie paure e difficoltà. Un individuo col desiderio di un rapporto autentico. Un uomo alla ricerca della propria essenza, della propria verità, con la speranza e pretesa dell’arrivo di una sorprendente primavera.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata ad un film e ad una serie tv. Il magazine della puntata di Soundtrack City è dedicato al film Tommy Cooper - Amore e Magia e alla serie tv Portobello. Il film, con la colonna sonora raffinata ed eclettica di Jake Walker, ripercorre la storia del grande attore comico britannico Tommy Cooper: la sua genialità, la sua travagliata vita sentimentale fino alla sua paradossale scomparsa che avvenne nel 1984 in diretta televisiva durante uno show. La serie tv Portobello - con le musiche tensive e sospese di Theo Teardo - ruota invece attorno al conduttore tv Enzo Tortora che intorno agli ‘70 fu ingiustamente arrestato e si ritrovò suo malgrado al centro di un caso giudiziario che sconvolse l’opinione pubblica italiana e che, anche quando fu scagionato, segnò per sempre la vita di Tortora.Il brano proposto per questa puntata è Don't Jump off the Roof, Dad interpretata da Homer & Jethro. Don't Jump off the Roof, Dad è una celebre canzone comica britannica - piena di umorismo nero - pubblicata nel 1961 dal leggendario comico e prestigiatore Tommy Cooper. Il testo racconta di un padre che, esasperato dai problemi quotidiani, sale sul tetto intenzionato a farla finita ma la famiglia gli dice che, se proprio deve "farla finita", farebbe meglio ad andare al parco e a buttarsi nel lago, così da non dare fastidio in casa. Sentiamo la canzone nella versione del duo comico country americano Homer & Jethro.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su What’s Going On di Marvin Gaye. Un’occasione per tornare a parlare della neonata casa editrice Creuza de Ma, che proprio la scorsa settimana ha pubblicato il primo volume della collana Ostinati e Contrari. Il libro d’esordio di questo progetto editoriale, Dio al mio angolo, racconta la vita di George Foreman, ricordato in occasione dell’anniversario della sua morte, il 21 marzo, come un combattente e un predicatore filantropo sempre in prima linea per proteggere la sua comunità. Tra Foreman e Marvin Gaye esisteva un legame sorprendente: i due si sentivano al telefono e si confrontavano spesso; un filo invisibile che univa sport e musica, fede e arte. La collana Ostinati e Contrari non si limita al libro: accanto alla lettura, offre un cortometraggio e una playlist su Spotify, trasformando la biografia in un vero e proprio dialogo con il cinema e con la musica.Per la sigla di chiusura del mese di marzo il Direttore Renato Marengo ha scelto Tullio De Piscopo, uno dei più grandi batteristi italiani di tutti i tempi, che ha recentemente partecipato come ospite nell’ultimo Festival di Sanremo nella serata dei duetti dove ha interpretato con LDA e AKA7EVEN il suo più celebre dei successi: Andamento lento. Una canzone presentata a Sanremo ben 38 anni fa che arrivò 18esima ma che divenne presto un enorme successo radiofonico. Tullio De Piscopo, che ha recentemente compiuto 80 anni, è ancora in piena attività e sull’onda di questa riscoperta sta per iniziare un tour per tutta Italia. Batterista storico della band di Pino Daniele, De Piscopo conta innumerevoli collaborazioni con artisti pop e jazzisti nazionali e internazionali tra cui: Mina, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Manu Chao, Franco Battiato, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Gerry Mulligan, Quincy Jones, Chet Baker, Perez Prado, Dizzy Gillespie, Don Cherry, Gil Evans, Sal Nistico, Wayne Shorter, Gato Barbieri, Vinícius de Moraes, Toquinho e tanti altri.

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    ClassicRockOnAir_puntata03_marzo

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Welcome to Burning-By-Sea di Joe Jackson. Questa settimana Classic Rock ha dedicato un articolo a Joe Jackson in occasione dell’uscita del suo singolo che anticipa il suo nuovo album Hope and Fury. Jackson tornerà in Italia a novembre 2026 per tre date esclusive del suo Hope and Fury. Il tour, che segue l'uscita del nuovo album, farà tappa a Bologna (11/11, Teatro Duse), Roma (12/11, Auditorium Parco della Musica) e Milano (14/11, Teatro Lirico). Leggendario artista britannico, visionario del pop sofisticato e vincitore di un Grammy, Joe Jackson torna con un nuovo disco e un tour per il 2026. «Hello cruel world / I’m not going away / So I might as well have my say», canta Joe Jackson in Hope and Fury, e non c’è dubbio che, in un momento in cui molti dei suoi contemporanei hanno perso la loro passione, il loro talento, la loro voce o persino la vita, Jackson continui a crescere sempre di più. Il nuovo album potrebbe, di fatto, essere il suo migliore di sempre. Hope and Fury uscirà in tutto il mondo il 10 aprile 2026 ma è già disponibile in preordine. Il suo primo singolo, con una ritmica tribale e incendiaria si intitola Welcome to Burning-By-Sea.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Nervi di Alessandro Cerea. Nervi è il nuovo singolo di Alessandro Cerea, che ha anticipato l’album d’esordio Dirupi, uscito di recente per Musica Distesa. Il brano, scritto da Cerea insieme ad Andrea Minidio, si muove su un arrangiamento fresco e leggero, costruito con chitarre acustiche, vecchi sintetizzatori e drum machine. Un’estetica che richiama la generazione dei cantautori che hanno segnato gli anni passati, ma che mantiene lo sguardo sul presente e sul suo disincanto. In questo contesto, Nervi diventa una fotografia in corsa: una canzone che parla di quella sospensione emotiva che si crea quando si viaggia verso qualcosa che non è ancora definito. Una storia luminosa e malinconica allo stesso tempo, che conferma la direzione narrativa e sonora dell’album. I protagonisti di questo album sono Alessandro Cerea (voce, pianoforte, synth, chitarre) con il contributo di Giuliano Dottori (chitarre, basso, cori, synth), Giordano Rizzato (batteria, percussioni) e Zanira (cori). Il disco è prodotto e registrato da Giuliano Dottori e Alessandro Cerea tra il Jacuzi Studio di Milano e Il Matto Recording Studio di Varese; il mix è curato da Dottori, mentre il master porta la firma di Max Lotti. Il design del progetto è di Ludovica Limido.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come ospite Eugenio Tassitano, che presenta il suo ultimo libro dal titolo Lo spettacolo comincia. Il focus di questa puntata è il Musical nelle sue più svariate declinazioni che Tassitano ha analizzato con grande cura nel suo “Dizionario dei grandi musical cinematografici”: da Fred Astaire e Ginger Rogers a Gene Kelly, da John Belushi e suoi Blues Brothers fino al recente Emilia Perez. Ma cos’è il musical? È quel genere di spettacolo, teatrale o cinematografico, in cui allo spettatore viene chiesto di abbandonarsi alla magia di dialoghi, musica, canzoni e danze esercitando la “sospensione dell’incredulità”, per tuffarsi in un Altrove magnifico e inesplorato.Il brano proposto dall’ospite per questa puntata è estratta dallo sterminato repertorio del musical ed è Cheek To Cheek, un grande classico interpretato dall’inedito duo Tony Bennett & Lady Gaga.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Tempo e Soldi di Mario Venuti. Tempo e Soldi è il brano di Mario Venuti che riflette sul valore che diamo al denaro e al tempo. Usiamo questo pezzo per tornare a parlare del Premio LaMiaTerra, un premio che - come recita il titolo - è dedicato alla canzone che canta ambiente e sociale e che si terrà a Foggia il 21 e il 22 marzo. Il 22 marzo sarà proprio la serata che vedrà ospite Mario Venuti: sarà una serata dedicata a ripercorrere la canzone storica a tema sociale: da Modugno a Battisti, da Paolo Conte a Pino Daniele, da Franco Battiato a Giorgio Gaber, passando per De Andrè e Rino Gaetano. Con Venuti ci saranno personaggi come: Peppe Servillo, Andrea Mirò, Violante Placido, Nabil Salameh, sicuramente un appuntamento da non perdere.Per la sigla di chiusura del mese di marzo il Direttore Renato Marengo ha scelto Tullio De Piscopo, uno dei più grandi batteristi italiani di tutti i tempi, che ha recentemente partecipato come ospite nell’ultimo Festival di Sanremo nella serata dei duetti dove ha interpretato con LDA e AKA7EVEN il suo più celebre dei successi: Andamento lento. Una canzone presentata a Sanremo ben 38 anni fa che arrivò 18esima ma che divenne presto un enorme successo radiofonico. Tullio De Piscopo, che ha recentemente compiuto 80 anni, è ancora in piena attività e sull’onda di questa riscoperta sta per iniziare un tour per tutta Italia. Batterista storico della band di Pino Daniele, De Piscopo conta innumerevoli collaborazioni con artisti pop e jazzisti nazionali e internazionali tra cui: Mina, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Manu Chao, Franco Battiato, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Gerry Mulligan, Quincy Jones, Chet Baker, Perez Prado, Dizzy Gillespie, Don Cherry, Gil Evans, Sal Nistico, Wayne Shorter, Gato Barbieri, Vinícius de Moraes, Toquinho e tanti altri.

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    ClassicRockOnAir_puntata02_marzo

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Running Up That Hill della intramontabile Kate Bush. Nel nuovo numero di Classic Rock campeggia in copertina la foto di Kate Bush. La cantante viene scelta come simbolo del prepotente ritorno degli anni ‘80 soprattutto grazie a una serie televisiva di grande successo. Il singolo del 1985 "Running Up That Hill" è infatti balzato di nuovo in cima alle classifiche grazie al suo utilizzo nella quarta stagione di Stranger Things; una serie prodotta da Netflix che mescola generi quali horror, fantascienza, dramma, giallo e storia. Catherine Bush, detta Kate (Londra, 30 luglio 1958), è una cantautrice, musicista, ballerina e produttrice discografica britannica. 40 anni fa, Kate Bush pubblicava il classico "Hounds Of Love": il quinto album di Bush e anche il suo capolavoro che rimane l'antitesi di tutto ciò che pensate di sapere sul pop degli anni '80. Avendo costruito il suo studio nel fienile dietro la casa di famiglia per facilitare le sue tecniche di registrazione ormai lente e meticolose, e utilizzando di tutto, dai campionatori agli strumenti tradizionali irlandesi, è emersa con qualcosa di ineguagliabile. La prima metà era composta da cinque canzoni strane ma accessibili, dalla hit crossover "Running Up That Hill" all'euforia vertiginosa di "The Big Sky" e agli inquietanti ritornelli di "Cloudbusting". La seconda era una suite progressive. Kate Bush li considera "due album separati". La Bush conosciuta per la sua voce sopranile, ha avuto un successo internazionale a partire dal suo debutto nel 1978 con la hit Wuthering Heights ispirata all'omonimo romanzo di Emily Brontë. Il brano rimase al numero uno nelle classifiche di quasi tutto il pianeta. Molti altri sono stati i successi che scalarono le vette delle classifiche internazionali negli anni come Babooshka, Moving, Running Up That Hill, The Sensual World, Army Dreamers, The Man with the Child in His Eyes, Don't Give Up (in coppia con Peter Gabriel), This Woman's Work, Cloudbusting, Hounds of Love.Questa settimana il brano proposto dal MEI all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è OFFESA (il mio corpo) di NANA X. Dopo NATURA (brucia le ferite) e SOLLIEVO (anche fallire è un’arte), NANA X compie un nuovo passo nel proprio percorso artistico con OFFESA (il mio corpo), un brano che segna il passaggio dalla ricostruzione alla liberazione. Se NATURA era la cicatrice che brucia e SOLLIEVO l’atto di accettare la fragilità, OFFESA è l’esplosione. È il momento in cui il conflitto interiore viene smontato pezzo per pezzo: l’autosabotaggio, le voci interiori che comprimono, il giudizio che si insinua nel corpo. Qui il corpo non è più qualcosa da nascondere o calmare. Diventa materia viva. Diventa spazio politico, emotivo, identitario. Il brano si muove tra tensione e abbandono, tra controllo e perdita di controllo. Quando lo interpreta, NANA X lascia cadere ogni difesa trasformando la canzone in un’esperienza fisica, catartica, necessaria. Il 5 marzo, in esclusiva alla Santeria Toscana di Milano, l’artista ha portato dal vivo OFFESA, consolidando un percorso che, pur giovane, ha già trovato riscontri importanti, dall’Anteprima di Verona al live del 17 dicembre a La Boutique.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come ospiti Daniela Bocconi e il nostro Massimo Privitera, che intervistati da Marco Testoni ci presentano il loro libro La sinfonia delle Emozioni (Edizioni Bietti). I due autori, dopo aver visto al cinema Inside Out e Inside Out 2 – i film d’animazione della Pixar i cui personaggi principali sono le emozioni primarie e secondarie, ciascuna con la sua forma e il suo colore, decidono di scrivere insieme questo saggio che esplora le emozioni umane attraverso il cinema e le colonne sonore. Ogni capitolo analizza un’emozione introducendola da un punto di vista psicologico, per poi passare in rassegna tre sequenze di film che la rappresenta in modo significativo, commentando la relativa musica della scena. Il brano proposto dagli ospiti per questa puntata è Another Day of Sun di Angela Parrish e Sam Stone. Another Day Of Sun è il brano di apertura del film La La Land diretto da Damien Chazelle. La canzone è stata scelta dalla Bocconi come esempio emblematico della rappresentazione della gioia.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Crêuza de Mä del mitico Fabrizio De André. È stato scelto per lo Slot 4 questa settimana un brano oltremodo iconico dall’album omonimo di Fabrizio De André per parlare di una Casa Editrice visionaria che debutta in questi giorni e che ha scelto proprio di chiamarsi Crêuza de Mä! Sarà dedicata alla saggistica narrativa che cerca e racconta storie vere, trasformative e coraggiose. Due le collane ad oggi in calendario. Si parte con - anche qui titolo iconico e deandreiano - da Ostinati e Contrari, focalizzata su quei personaggi che abbiano avuto il coraggio di andare controcorrente, spinti da una visione, da un’urgenza interiore: biografie, racconti biografici e autobiografie a ciascuna delle quali verrà affiancata l’uscita di un cortometraggio. I primi due volumi saranno l’autobiografia di George Foreman ad un anno dalla sua morte. Il secondo Il Vangelo degli ultimi scritto da Federico Traversa a quattro mani con lo stesso Don Gallo. L’altra collana sarà la Piccola Biblioteca della Saggezza, ma ve ne parleremo più in là.Per la sigla di chiusura del mese di marzo il Direttore Renato Marengo ha scelto Tullio De Piscopo, uno dei più grandi batteristi italiani di tutti i tempi, che ha recentemente partecipato come ospite nell’ultimo Festival di Sanremo nella serata dei duetti dove ha interpretato con LDA e AKA7EVEN il suo più celebre dei successi: Andamento lento. Una canzone presentata a Sanremo ben 38 anni fa che arrivò 18esima ma che divenne presto un enorme successo radiofonico. Tullio De Piscopo, che ha recentemente compiuto 80 anni, è ancora in piena attività e sull’onda di questa riscoperta sta per iniziare un tour per tutta Italia. Batterista storico della band di Pino Daniele, De Piscopo conta innumerevoli collaborazioni con artisti pop e jazzisti nazionali e internazionali tra cui: Mina, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Manu Chao, Franco Battiato, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Gerry Mulligan, Quincy Jones, Chet Baker, Perez Prado, Dizzy Gillespie, Don Cherry, Gil Evans, Sal Nistico, Wayne Shorter, Gato Barbieri, Vinícius de Moraes, Toquinho e tanti altri.

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    ClassicRockOnAir_puntata01_marzo

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto My Ever Changing Moods degli Style Council. Classic Rock Italia, il magazine, ha dedicato un articolo agli Style Council, una band attiva dai primi anni 80, paladini del cosiddetto Soul bianco un mix di jazz, soul e pop. Gruppo britannico musicalmente raffinatissimo fu fondato nel 1983 dagli inglesi Paul Weller (voce, chitarra) e Mick Talbot (piano, tastiere) come fusione delle passate esperienze dei due musicisti. Allineava come membri anche la cantante Dee C. Lee, già corista degli Wham! e in seguito moglie di Weller, e il batterista Steve White. Proprio in questi primi mesi del 2026 è uscito Cafè Bleu - Special Edition un box di 6 Cd che espande i contenuti del loro secondo Lp del 1984 intitolato Cafè Bleu.  Café Bleu Special Edition è una vera e propria miniera d'oro per i fan degli Style Council e per gli amanti della musica: un viaggio immersivo in uno dei periodi più creativi della carriera di Paul Weller. Un cofanetto che aggiunge tutti gli eccellenti singoli del periodo (inclusa una The Long Hot Summer, quasi irriconoscibile nella sua prima incarnazione demo, e My Ever Changing Moods), outtakes, versioni alternative e club mix, improvvisazioni di studio (gli scherzosi 30 secondi di I’m In The Mood For Gazza citano l’estroso calciatore Paul Gascoigne), BBC Sessions e vivaci performance dal vivo dove Weller ribadisce l’amore incondizionato per la black music rispolverando gioielli vintage degli Impressions di Curtis Mayfield e dei Chairmen of the Board ma anche Times Are Tight, contemporanea hit disco funk della meteora Jimmy Young.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Cambiare Male dei The Monkey Weather. Cambiare Male è il loro nuovo singolo ed è un brano che nasce da esperienze vissute sulla pelle. La canzone mette a fuoco le dinamiche di una relazione tossica, in particolare quelle legate alla manipolazione narcisistica. Non è un racconto astratto: è una denuncia che parte da ciò che la band ha attraversato e osservato, con l’intenzione di dare voce a chi si trova intrappolato in meccanismi simili. Sul piano sonoro, Cambiare Male è costruita su un andamento ipnotico. Le strofe hanno un tono cupo e quasi recitato, mentre il ritornello si apre in una dimensione corale che alleggerisce la tensione accumulata. Le tastiere introducono un colore dub che richiama le atmosfere degli anni ’90, con un rimando esplicito agli Almamegretta. Il lavoro di produzione punta a creare un movimento continuo, un rotolamento che accompagna il testo senza sovrastarlo.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come ospiti Francesco De Luca e Alessandro Forti, coppia di compositori attivi dalla fine degli anni ‘90, che partendo dal teatro hanno poi scritto numerose colonne sonore di film e serie tv quali: Dieci inverni (2009, di Valerio Mieli), Tre metri sopra il cielo (2004, di Luca Lucini), Il Paradiso delle Signore (2021). In questa puntata ci parlano della loro ventennale carriera e del loro raffinato score per Prima di noi, una recente serie tv targata Rai che svela un affresco dell’Italia attraverso la storia di una famiglia che si svolge a cavallo tra le due guerre e fino ai turbolenti anni 70.Il brano proposto dagli ospiti per questa puntata è This is not America di David Bowie e Pat Metheny. This is not America è un brano dal titolo quanto mai attuale scelto dal duo De Luca & Forti scritto da un altro inedito duo formato da David Bowie alla voce e Pat Metheny alla chitarra. Un brano contenuto nella colonna sonora di Il gioco del falco, un film del 1985 diretto da John Schlesinger.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Nessuno tocchi Caino di Andrea Mirò in coppia con Enrico Ruggeri, un brano dal forte impatto civile e sociale presentato al Festival di Sanremo 2003. Come suggerisce il titolo, è un vero e proprio manifesto contro la pena di morte. Prende il titolo dall'omonima associazione umanitaria fondata nel 1993, che si batte per l'abolizione della pena capitale nel mondo. Il testo non è solo una condanna politica, ma una riflessione profonda sul valore della vita, sulla giustizia e sul perdono. Andrea Mirò sarà ospite del Premio LaMiaTerra, di cui abbiamo già fatto cenno in questo spazio, che si terrà a Foggia il 21 e 22 marzo prossimi.Per la sigla di chiusura del mese di marzo il Direttore Renato Marengo ha scelto Tullio De Piscopo, uno dei più grandi batteristi italiani di tutti i tempi, che ha recentemente partecipato come ospite nell’ultimo Festival di Sanremo nella serata dei duetti dove ha interpretato con LDA e AKA7EVEN il suo più celebre dei successi: Andamento lento. Una canzone presentata a Sanremo ben 38 anni fa che arrivò 18esima ma che divenne presto un enorme successo radiofonico. Tullio De Piscopo, che ha recentemente compiuto 80 anni, è ancora in piena attività e sull’onda di questa riscoperta sta per iniziare un tour per tutta Italia. Batterista storico della band di Pino Daniele, De Piscopo conta innumerevoli collaborazioni con artisti pop e jazzisti nazionali e internazionali tra cui: Mina, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Manu Chao, Franco Battiato, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, Gerry Mulligan, Quincy Jones, Chet Baker, Perez Prado, Dizzy Gillespie, Don Cherry, Gil Evans, Sal Nistico, Wayne Shorter, Gato Barbieri, Vinícius de Moraes, Toquinho e tanti altri.

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    ClassicRockOnAir_puntata04_febbraio

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto One Of The Greats di Florence and the Machine. Florence and the Machine, il noto gruppo musicale britannico formatosi a Londra nel 2007. La band ha recentemente pubblicato l’album Everybody Scream, un disco in cui dimostrano ancora una volta la loro grandezza ed il loro particolarissimo stile musicale. Fra gli esponenti di maggiore rilievo nella scena alternative rock a partire dagli anni 2010, i Florence and the Machine si distinguono soprattutto per la realizzazione di progetti musicali dalla produzione complessa ed eccentrica oltre che per la personalità carismatica e l'intensità vocale della frontwoman nonché fondatrice del gruppo Florence Welch. Durante il corso della loro carriera, hanno ricevuto ampi consensi da parte di pubblico e critica e accumulato diversi riconoscimenti musicali, tra cui due BRIT Awards, un MTV Video Music Award e tre NME Awards. Se Florence Welch avesse potuto (e saputo) presentare i suoi lavori, così come li conosciamo, qualche decennio fa, probabilmente sarebbe stata annoverata tra One Of The Greats, titolo del secondo singolo estratto da questo nuovo album. Perché Flo ha talento, tante cose da dire e la necessaria dose di tormento interiore per riuscire a metterne a frutto la combinazione. Come lei stessa ha dichiarato, questo lavoro testimonia la sua grande trasformazione che segue a un periodo fitto di ostacoli di ogni genere. Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Balcanica dei Gate 66. I GATE 66, duo composto da Bruno J (voce e synth) e Uomo Stokastico (beatbox e synth), tornano con Balcanica, un singolo pop elettronico dal respiro cinematografico. Prodotto a Rimini dagli stessi Gate 66, con la chitarra di Simone Mularoni e il mix e mastering realizzati insieme a lui presso il Domination Studio, il brano conferma la loro capacità di fondere tecnologia e umanità in un linguaggio musicale unico. Balcanica è speranza e resistenza: un inno a credere di potercela fare, anche in un mondo che sembra andare allo scatafascio. La ritmica trae ispirazione da Was Dog a Doughnut? di Cat Stevens (1977), brano culto interamente elettronico e senza voce, anticipatore di sonorità pionieristiche. Su questa base concettuale, i Gate 66 hanno innestato atmosfere anni ’80, sintetizzatori pulsanti e melodie sospese tra nostalgia e futuro, dando vita a un sound che mescola intensità e leggerezza. Il singolo è accompagnato da un videoclip prodotto dal duo, con editing e motion curati da Uomo Stokastico. La narrazione, liberamente ispirata alla graphic novel “Maus” di Art Spiegelman, racconta la fuga di due topi antropomorfi dalla loro città dopo un golpe dei gatti. Tra neon vibranti, estetica ultrarealistica e satira politica, il video si chiude con un plot twist che ribalta le sorti del racconto e apre a nuovi scenari conflittuali.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come ospiti la compositrice e direttrice d’orchestra Maria Chiara Casà e l’editore Franco Bixio, protagonisti dell'intervista esclusiva di questa puntata di Soundtrack City a cura di Marco Testoni e Massimo Privitera. Un incontro con la talentuosa vincitrice del Premio Bixio Academy – Attestato di Merito 2025, un’iniziativa della Bixio Academy - coordinata da Renato Marengo - che vuole incoraggiare e sostenere il talento dei giovani compositori impegnati nel settore delle colonne sonore cinematografiche e televisive. La Casà ha recentemente scritto la colonna sonora del film Come fratelli di Antonio Padovan prodotto da Pepito Produzioni e Rai Cinema.Il brano proposto dall’ospite, Maria Chiara Casà, per questa puntata è Luntanu di Giovanni Caccamo. Canzone originale scritta e interpretata da Giovanni Caccamo che è anche il compositore della colonna sonora del film Stranizza d’Amuri un film del 2023 diretto da Giuseppe Fiorello, al suo esordio alla regia cinematografica. Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Sind delle Faraualla, quattro musiciste pugliesi che hanno fatto della voce il proprio prioritario strumento. Intense, raffinate e sicuramente molto, molto particolari. Dal loro repertorio è stato scelto un brano veramente simbolico: Sind. La parola stessa significa “sentire, ascoltare”. Scelto anche perchè questo straordinario quartetto sarà ospite di un Premio molto particolare che avrà luogo a Foggia il 21 e 22 marzo: il Premio La Mia Terra, un contest nazionale che mette al centro la sostenibilità attraverso gli artisti “green”. Il brano Sind delle Faraualla risuona perfettamente con queste tematiche: la sua musica evoca la luce del Mediterraneo, le pietre bianche e antichi rituali. È un suono che sembra arrivare dal passato ma che, allo stesso tempo, è contemporaneo e d’avanguardia: un’esperienza sonora che va oltre le parole.Per la sigla di chiusura del mese di febbraio il nostro Direttore Renato Marengo ha scelto il brano Sceleratus di Donella Del Monaco con l’Opus Avantra Ensemble che vede la meravigliosa partecipazione di Lino Vairetti. Una scelta che nasce dalla ristampa in vinile (M.P.& Records) di un album meraviglioso prodotto peraltro proprio dal nostro direttore: Rosa Rosae di Donella Del Monaco con gli Opus Ensemble. Nell’album sono presenti moltissime guest: dallo stesso Lino Vairetti a Jenny Sorrenti, a Tony Esposito e Alberto Radius, ospite storico che aveva già partecipato al primo disco del 1974.Sceleratus, brano iconico, tratto da Rosa Rosae, è un vorticoso esperimento musicale in cui duettano le voci di Donella Del Monaco e di Lino Vairetti degli Osanna e in cui viene evocata la protezione della Santa Vergine Maria (rosa mystica divina) contro il male rappresentato dal Diavolo. Al di là del riferimento religioso, che qui è più che altro poetico, c’è una forte chiamata delle forze del bene contro quelle del male: un tema veramente molto attuale.

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    ClassicRockOnAir_puntata03_febbraio

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air ha scelto Puppet and the Puppet Master dei Jethro Tull, il celebre gruppo rock progressive britannico originario di Blackpool, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista). Una curiosità: la formazione prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, l'agronomo Jethro Tull (1674-1741). La loro musica è contraddistinta dalla presenza dominante del flauto traverso, suonato dal virtuoso leader Ian Anderson. Dopo un esordio all'insegna del richiamo al blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, sperimentando vari generi: dal folk rock all'hard rock, dal progressive rock alla musica classica. Hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo. I fan hanno aspettato 19 anni per un nuovo disco dei Jethro Tull e ne sono arrivati tre quasi contemporaneamente. L’ultimo album Curious Ruminant è il migliore dell’ondata di fine carriera dei Tull, iniziata con The Zealot Gene del 2022, e vede Ian Anderson affrontare la mortalità a testa alta, con un’urgenza che apparentemente lo spinge ad andare avanti. I Tull suonano ancora come i Tull, anche se i fan del gruppo originale probabilmente preferirebbero più grinta, dato che la produzione è leggera e a tratti confusa. Il brano di chiusura Interim Sleep, tuttavia, è toccante e piuttosto bello nella sua semplicità ma la cosiddetta killer track è Puppet and the Puppet Master.Questa settimana il brano proposto all’interno della rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è Te vengo a cercà, firmato Roberto Colella. Il musicista ha voluto approfondire suoni e umanità che uniscono il golfo del Mediterraneo alle tradizioni del Senegal. Tutto nasce quando a un concerto tenuto in piazza Dante per i cassintegrati della Fiat dal sassofonista Daniele Sepe Colella incontra sul palco Laye Ba, musicista di Dakar che ha vissuto a Napoli. Tra Colella e Ba l’intesa è silenziosa, misteriosa, istantanea. Un caffè, una chitarra, una confessione reciproca e in poche settimane viene scritto un brano che pulsa di amicizia e ritmo, colori e racconti popolari. Lo manifesta il medesimo videoclip.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come ospite il compositore e musicista Vittorio Giampietro, protagonista di un’intervista esclusiva di Soundtrack City. Nell’intervista condotta da Privitera si è parlato della colonna sonora scritta per l'anti-western Testa o Croce? un film del 2025 diretto da Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis con Alessandro Borghi,  Nadia Tereszkiewicz e John C. Reilly. La trama ripercorre e reinterpreta la storia della visita di Buffalo Bill in Italia avvenuta nei primi del ‘900.Il brano proposto dall’ospite di questa puntata è Amore Bello Mio, canzone originale del film, una ballata country-folk composta da Vittorio Giampietro e cantata dall’attore protagonista Alessandro Borghi.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Dicono che è normale di Carla Magnoni. Alle spalle San Valentino, è sembrato interessante proporre un brano, non proprio rock, ma che parla sì d’amore, affrontandolo da un altro punto di vista: quello dei rischi di lasciar perdere l’amore sull’onda della noia e dell’abitudine. Parliamo di Dicono che è Normale di Carla Magnoni, il singolo tratto dal recente album Quello che Resta. Singolo di cui è uscito un bel videoclip con la firma di Emiliano Migliorucci che ben dipinge la noia e il lasciare andare di un sentimento che si spegne sull’onda della scarsa cura.Per la sigla di chiusura del mese di febbraio il nostro Direttore Renato Marengo ha scelto il brano Sceleratus di Donella Del Monaco con l’Opus Avantra Ensemble che vede la meravigliosa partecipazione di Lino Vairetti. Una scelta che nasce dalla ristampa in vinile (M.P.& Records) di un album meraviglioso prodotto peraltro proprio dal nostro direttore: Rosa Rosae di Donella Del Monaco con gli Opus Ensemble. Nell’album sono presenti moltissime guest: dallo stesso Lino Vairetti a Jenny Sorrenti, a Tony Esposito e Alberto Radius, ospite storico che aveva già partecipato al primo disco del 1974.Sceleratus, brano iconico, tratto da Rosa Rosae, è un vorticoso esperimento musicale in cui duettano le voci di Donella Del Monaco e di Lino Vairetti degli Osanna e in cui viene evocata la protezione della Santa Vergine Maria (rosa mystica divina) contro il male rappresentato dal Diavolo. Al di là del riferimento religioso, che qui è più che altro poetico, c’è una forte chiamata delle forze del bene contro quelle del male: un tema veramente molto attuale.

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    ClassciRockOnAir_puntata02_febbraio

    In apertura, per la Cover Story, Classic Rock On Air, ispirandosi al Magazine in edicola e alla sua copertina, ha scelto Twelves Games dei Cheap Trick: storica band statunitense che dopo cinquant’anni di onorata carriera, continua a deliziarci con il loro scintillante ed euforico rock and roll. Ma nell’ultimo disco, All Washed Up, guarda anche alla situazione del loro Paese. E lì c’è poco da ridere. L’album vede i Cheap Trick in forma smagliante e dispensa a piene mani hard rock, heavy power-pop, ritornelli a squarciagola e, come afferma il titolo di una canzone, riff audaci che si rifiutano di arrendersi. Insieme ai veterani Rick Nielsen (chitarra) e Tom Petersson (basso), Zander esplode di energia, come sempre. Attivi dal 1974 con l'ingresso del cantante/chitarrista Robin Zander. I quattro iniziano a suonare localmente, e in varie occasioni aprono i concerti per artisti di fama mondiale. Nel 1976 proprio in uno di questi concerti sono notati da Jack Douglas, produttore degli Aerosmith, che fa ottenere loro un contratto discografico con la Epic Records. La popolarità del gruppo è massima in Giappone, e così nel 1978 la band decide di realizzare un disco live nella famosa Budokan Arena. Quando nel 1979 At Budokan viene pubblicato, improvvisamente la popolarità della band cresce ovunque. Il primo singolo tratto dal disco, Twelve Gates, allude al Libro dell’Apocalisse. Ma apparentemente sembra una canzone allegra. È un riflesso di ciò che sta accadendo nel negli States e all’umanità in generale. Se non c’è una buona comunicazione tra le persone, si possono creare divisioni. E con la divisione a volte arriva anche la ribellione, e a quel punto possono succedere brutte cose. Twelve Gates parla del cercare di andare d’accordo.Questa settimana il brano proposto dal MEI per la rubrica curata da Renato Marengo con Nando Misuraca di Suono Libero Music è L’Astronauta di Francesco Picciano. L’Astronauta è il nuovo singolo firmato dal cantautore romagnolo Francesco Picciano, con la partecipazione speciale dell’artista Cricca. Il brano rappresenta il secondo tassello del progetto Zapotec di Picciano, un incontro musicale che unisce due sensibilità emotive diverse – la profondità riflessiva di Picciano e la vocalità limpida e immediata di Cricca – intorno a un racconto sospeso tra distanza e vicinanza. Racconta silenzi, attese e legami che resistono anche quando tutto sembra lontano, con un dialogo vocale che alterna profondità e luminosità. Nato attorno a un pianoforte, è una canzone intima e diretta, capace di arrivare subito all’ascoltatore grazie a una scrittura sincera e a un’atmosfera sospesa, malinconica ma accogliente.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata a due film: La grazia e La misura della felicità.La grazia, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, è, come al solito, dotato di una colonna sonora che include musiche d’autore (Riuychi Sakamoto e Alva Noto) brani techno/trance e pop in costante contrasto tra sacro e profano. A seguire La misura della felicità, un commovente dramedy diretto da Hans Canosa con le musiche del duo Jeff Eden Fair e Starr Parodi che si distinguono per un assai particolarissimo stile di montaggio. Il brano proposto dagli ospiti di questa puntata è Street Hassle dei Simple Minds. Street Hassle dei Simple Minds è una cover del celebre pezzo di Lou Reed che fa parte della tracklist della colonna sonora de La grazia di Sorrentino. Una versione riletta dalla band di Jim Kerr con un’energia rock trascinante che si discosta dalle atmosfere più elettroniche o classiche del resto dell'album.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su Amore Unilaterale di Eduardo De Felice. Esce per Suono Libero Music Amore Unilaterlae di Eduardo De Felice: un nuovo capitolo del percorso musicale di questo musicista partenopeo che fonde scrittura cantautorale e un gusto raffinato per l’arrangiamento. Il brano si sviluppa su un groove elegante e morbido che guarda ad un certo modo di intendere il funk nel cantautorato italiano, da Battisti, Dalla o Carella, fino ad alcuni autori contemporanei, in una produzione che combina suoni e strumenti analogici, evocando le atmosfere del pop raffinato di fine anni ‘70 ed inizio anni ‘80. Il brano racconta la fragilità di un amore a senso unico fondendo ritmo, introspezione ed ironia, tratto distintivo della penna di De Felice. Per la sigla di chiusura del mese di febbraio il nostro Direttore Renato Marengo ha scelto il brano Sceleratus di Donella Del Monaco con l’Opus Avantra Ensemble che vede la meravigliosa partecipazione di Lino Vairetti. Una scelta che nasce dalla ristampa in vinile (M.P.& Records) di un album meraviglioso prodotto peraltro proprio dal nostro direttore: Rosa Rosae di Donella Del Monaco con gli Opus Ensemble. Nell’album sono presenti moltissime guest: dallo stesso Lino Vairetti a Jenny Sorrenti, a Tony Esposito e Alberto Radius, ospite storico che aveva già partecipato al primo disco del 1974.Sceleratus, brano iconico, tratto da Rosa Rosae, è un vorticoso esperimento musicale in cui duettano le voci di Donella Del Monaco e di Lino Vairetti degli Osanna e in cui viene evocata la protezione della Santa Vergine Maria (rosa mystica divina) contro il male rappresentato dal Diavolo. Al di là del riferimento religioso, che qui è più che altro poetico, c’è una forte chiamata delle forze del bene contro quelle del male: un tema veramente molto attuale.

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    ClassicRockOnAir_puntata01_febbario

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto (Gotta Get a) Meal Ticket di Elton John. Tra le pagine di Classic Rock troviamo un articolo dedicato ai 50 anni di un disco storico di Elton John di fresca ristampa: Captain Fantastic (and the Brown Dirt Cowboy), il dodicesimo album dell'artista britannico pubblicato il 23 maggio 1975.Era (e resta) un gran disco e, con ormai 50 anni sulle spalle, qualche iniezione di botox se la meritava. Per cui, l’idea di riascoltare nello splendore del restauro digitale le sue 10 tracce (più i remaster 2025 di Philadelphia Freedom, House Of Cards e le cover di Lucy In The Sky With Diamonds e One Day At The Time, tutte canzoni uscite all’epoca solo su 45 giri) ci aveva predisposto bene. Peccato che il resto dell’operazione offra poca sostanza perché mancano all’appello ben cinque canzoni del disco (Tower Of Babel, Someone Saved My Life Tonight, (Gotta Get A) Meal Ticket, Better Of Dead e Curtains) e di Bitter Fingers c’è solo l’intro al piano, per appena 30 secondi di durata. Nei forum di appassionati circola l’ipotesi che il grosso del materiale d’archivio di questa produzione sia andato perso nell’incendio che nel 2018 distrusse più di 500.000 registrazioni custodite nei magazzini della Universal Music di Hollywood. Qualcuno addirittura insinua il sospetto che i nastri superstiti siano stati in qualche modo taroccati. Per fortuna, le sette esecuzioni live del 10 gennaio 2005 alla Philips Arena di Atlanta sono buone – spiccano una vibrante (Gotta Get A) Meal Ticket rinforzata dalle nove voci di un coro gospel e i 10 elegiaci minuti del medley We All Fall In Love Sometimes/Curtains.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante per la rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo è Satelliti di Salvario. Dopo una lunga pausa discografica, Salvario rompe il silenzio con Satelliti, il nuovo singolo che anticipa l’album previsto per il 2026. Il brano è un indie pop moderno che bilancia la ricerca sonora con un romanticismo sognante e intimo. Salvario ha scritto il brano con la collaborazione al testo del cantautore torinese Eugenio Rodondi mentre per la musica si è avvalso dell’intervento di Andrea De Carlo, che ha anche registrato e prodotto il brano al Lab 10 Studio di Torino.Satelliti è una riflessione sulla vita e sull’amore, raccontata attraverso una metafora potente: le persone, come satelliti, ruotano incessantemente attorno alla città in cerca di connessione, con il Natale alle porte e la consapevolezza di un altro anno trascorso. L’atmosfera raggiunge il suo apice grazie alla collaborazione con la cantautrice Irene Buselli, la cui voce elegante e sottile dialoga con il sound, conferendo al brano una dimensione onirica e inconfondibile.Il singolo è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto anche Filippo Cornaglia alla batteria, già noto per le collaborazioni con Niccolò Fabi, Bianco e Andrea Laszlo De Simone, mentre il mastering è stato curato da Giovanni “Meniak” Nebbia presso Ithil World Mastering di Imperia. Con il supporto di questo team, Salvario torna a muoversi nella scena musicale italiana, proponendo un sound che unisce la tradizione cantautorale all’attitudine indie pop contemporanea.Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana propone l’intervista esclusiva a Vince Tempera, Claudio Simonetti III e i 291out.In questa puntata di Soundtrack City, Marco Testoni e Massimo Privitera ci portano nel vivo di un'intervista esclusiva con Vince Tempera, Claudio Simonetti III e i 291out. Approfittando dell'ultimo CinemArcord a Bergamo, Massimo Privitera ha fatto due chiacchiere con i maestri Tempera e Simonetti per festeggiare alcuni anniversari storici. Parliamo di pietre miliari che compiono 50 anni, come il primo mitico film di Fantozzi (firmato Bixio-Frizzi-Tempera), l'intramontabile Profondo rosso dei Goblin e Giorgio Gaslini, e persino la sigla di Goldrake Atlas Ufo Robot, che ha cresciuto intere generazioni. Spazio anche ai 40 anni di Demoni, il cult horror di Simonetti. Infine, i 291Out ci raccontano il loro punto di vista sulla musica nei cortometraggi, partendo dall'album "Chennàpule" colonna sonora per il corto Kvara - una storia di amore e pallone.Il brano proposto dagli ospiti di questa puntata è Ufo Robot Goldrake degli Actarus. Ufo Robot Goldrake - Una serie di animazione giapponese del 1975 tratta dal manga di Go Nagai, trasmessa in Italia dal 1978. La sigla Ufo Robot, cantata dal gruppo Actarus, ebbe molto successo con oltre un milione di copie vendute. Musica di Vince Tempera e Ares Tavolazzi, testo di Luigi Albertelli.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la scelta ricade su La vita che sogna di Elisa Carta.Alla ricerca di una proposta dal mondo degli indipendenti che fosse stuzzichevole e con, nel retropensiero, la suggestione delle recenti selezioni romane del Premio Cesa (il Premio dedicato alle nuove proposte dell’ambito etno folk promosso da Folkest) l’orecchio era alla ricerca di qualcosa dal bel mondo di Elisa Carta, vincitrice della selezione romana e prossima finalista del Premio. E youtube ha suggerito un brano uscito in queste ore, La vita che sogna, su testo e musica di un amico storico del nostro programma, Gino Marielli, fondatore dei Tazenda. Prodotta da Gabriele Oggiano, La vita che sogna è un inno al riconoscere che non sappiamo niente, né dal punto di vista scientifico, né dal punto di vista religioso, spirituale o filosofico. Ma in fondo c'è qualcosa che ci dice che una soluzione ci può essere, quella istintiva, profonda, quella che viene da un mistero dentro di noi e che ci fa inseguire l'idea che la vita, in generale, sia impersonale, che fa un po' quello che vuole; anzi, fa quello che vuole. Noi siamo così piccoli che possiamo solo ammirarla, come un innamorato che ammira la propria amata inarrivabile. Nel frattempo, sembra che crei terremoti, che uccida milioni di persone e animali, che faccia scontrare pianeti, galassie e stelle; e in effetti lo fa. Ma chissà se lo fa davvero, o se lo fa come noi lo facciamo nei sogni, o se i sogni sono proprio l'indicazione che noi stiamo inventando una realtà che esiste perché ci dà un'emozione, ma non esiste perché è solo sognata. È un po' quello che adesso gli studiosi stanno cercando di approfondire: arrivare fino in fondo alla ricerca dell'ultimo granello di materia; e dopodiché c'è il nulla, ma è un nulla fantastico, pieno di materia che crea tutto questo. Questo tutto che noi viviamo è illusorio o no? Questa canzone cerca ingenuamente di affondare, tramite l'idea del sogno, in questo concetto: c'è una specie di Dio che ha il potere di pensare, e ogni cosa che pensa si manifesta come noi quando chiudiamo gli occhi e immaginiamo una cosa. In realtà, noi la stiamo vivendo, ma se apriamo gli occhi, non c'è più. Oppure, se tocchiamo un albero o una persona che stiamo immaginando, come sporgiamo la mano, ci accorgiamo che il tatto non c'è; quindi, materia non c'è, ma creazione sì. È la vita che sogna di essere, chissà.Per la sigla di chiusura del mese di febbraio il nostro Direttore Renato Marengo ha scelto il brano Sceleratus di Donella Del Monaco con l’Opus Avantra Ensemble che vede la meravigliosa partecipazione di Lino Vairetti. Una scelta che nasce dalla ristampa in vinile (M.P.& Records) di un album meraviglioso prodotto peraltro proprio dal nostro direttore: Rosa Rosae di Donella Del Monaco con gli Opus Ensemble. Nell’album sono presenti moltissime guest: dallo stesso Lino Vairetti a Jenny Sorrenti, a Tony Esposito e Alberto Radius, ospite storico che aveva già partecipato al primo disco del 1974.Sceleratus, brano iconico, tratto da Rosa Rosae, è un vorticoso esperimento musicale in cui duettano le voci di Donella Del Monaco e di Lino Vairetti degli Osanna e in cui viene evocata la protezione della Santa Vergine Maria (rosa mystica divina) contro il male rappresentato dal Diavolo. Al di là del riferimento religioso, che qui è più che altro poetico, c’è una forte chiamata delle forze del bene contro quelle del male: un tema veramente molto attuale.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto, Starman dell’iconico David Bowie. Nel 1972 il glam rock stava prendendo piede, ma Bowie stava ancora aspettando la sua grande occasione. Poi s’imbatté nel personaggio che lo avrebbe ridefinito per sempre. Questa è la storia di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, direttamente dalla voce di chi c’era.Anche oltre 50 anni dopo la sua creazione Ziggy Stardust rimane – molto probabilmente – il personaggio più amato dell’illustre e lunga carriera di David Bowie. Mescolando glamour e una sessualità per quei tempi oltraggiosa, questa rockstar aliena e bisessuale cadde sulla Terra mentre il sogno degli anni Sessanta marciva sulla scia di Altamont e il boom economico del decennio precedente si sgonfiava miseramente. La scena musicale stava diventando tetra e ottusa quanto lo era il mondo esterno. Eppure, da questo scenario terribilmente noioso emerse un barlume di speranza. Prima i T. Rex di Marc Bolan, i ragazzi del pop di lustrini e gli Slade pestarono i loro zatteroni sul palco. Poi, come dal nulla, l’ex one-hit wonder David Bowie estrasse dal suo cilindro magico il personaggio di Ziggy Stardust, spazzando via la concorrenza e lasciandosi alle spalle un’eredità viva e presente ancora oggi.Il brano più iconico dell’album è sicuramente Starman, pubblicato come singolo il 14 aprile 1972. La canzone racconta la storia di un uomo delle stelle che, attraverso la radio, entra in contatto con i giovani di una Terra ormai condannata promettendo la salvezza del pianeta. Come rivelò il cantante a William S. Burroughs nel 1974 su Rolling Stone, Ziggy Stardust non è l'uomo delle stelle ma il suo messaggero terreno, contrariamente all'opinione secondo cui spesso si dipinge Ziggy come un extraterrestre. Questa settimana il brano proposto dalla rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo è Si te ne vaje, di Capone & BungtBangt. In questo nostro spazio dedicato alla scena indipendente, questa volta Renato ha voluto scegliere un brano di questo artista straordinario che, prima di molti altri, ha portato in scena e usato per la sua musica materiali riciclati trasformati in strumenti e non solo in percussioni, e che hanno parlato di ambiente ed ecologia nei loro lavori. Il videoclip di questo pezzo ne è un interessante esempio. Uno spunto musicale che ci serve a ricordare quanto la scena musicale napoletana sia non solo viva e vegeta, ma sempre molto attiva. A riprova la nascita della Sala Napule’s Power, il nuovo spazio culturale a Napoli voluto e diretto proprio da Renato Marengo con la collaborazione di Suono Libero Music di Nando Misuraca, sede fisica di quel movimento musicale che proprio negli anni Settanta seppe rivoluzionare il panorama artistico partenopeo.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicato a due film: La donna della cabina n.10 e A House of Dynamite.Cosa accade quando un'ottima colonna sonora accompagna un film scarso? Questa è la domanda posta da Marco Testoni e Massimo Privitera riguardo La donna della cabina n.10, un thriller ben confezionato quanto tedioso e privo di mordente ma con uno score di alta qualità firmato da Benjamin Wallfisch. A seguire l’analisi di A House of Dynamite, un film drammatico al cardiopalma prodotto e diretto da Kathryn Bigelow, con le musiche originali composte dal premio Oscar Volker Bertelmann, ancora una volta all'altezza delle aspettative.Il brano scelto dall’ospite per questa puntata è Animal, dei Pearl Jam presente nel film La donna della cabina n.10. Nella colonna sonora del film, oltre alle musiche originali composte da Benjamin Wallfisch sono inclusi brani di vari artisti e band tra i quali i Pearl Jam con Animal una canzone tratta dal loro album omonimo del 1993.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana torniamo alla scena internazionale proponendo The Hand, di Annabelle Dinda. Una scelta che nasce quasi per caso. Se per “caso” si può intendere l’algoritmo TikTok della nostra redattrice Micol May. Ognuno può avere la propria opinione su questo social, ma va ammesso che spesso - soprattutto per i giovanissimi - è uno strumento in grado di proporre molta musica interessante e, sorprendentemente, quasi sempre di artisti emergenti.Annabelle Dinda, autrice di The Hand, il brano proposto oggi, ha saputo infatti sfruttare molto bene i social per lanciare il suo nuovo singolo. I primi video sono stati pubblicati quando il brano non era ancora finito, né tantomeno registrato; ma il successo ottenuto da queste brevi clip e la risposta più che positiva da parte del pubblico online hanno poi reso possibile la pubblicazione del pezzo completo.Non è il caso di soffermarsi solo sul fenomeno della viralità sui social e su tutto ciò che comporta, ma è importante comprendere come questi strumenti offrano ad artisti emergenti la possibilità di esportare la loro musica a livello mondiale. Annabelle Dinda è sicuramente un’artista da tenere d’occhio: The Hand è un brano che racconta in modo molto chiaro la frustrazione di una donna di fronte al cosiddetto “male gaze” (uno sguardo, una prospettiva prettamente maschile non solo nei confronti delle donne, ma del mondo in generale), e il modo in cui questo sguardo finisca per falsare anche la propria percezione di sé.Per la sigla di chiusura del mese di gennaio la redazione, a un anno dalla scomparsa di Paolo Benvegnù (31 dicembre 2024), il cantautore milanese viene ricordato con la sigla di questa prima parte dell’anno con È solo un sogno con Stefano Bollani. Artista amatissimo da critica e pubblico, Benvegnù ha avuto una carriera intensa e coerente: nato a Milano nel 1965, è stato tra i fondatori degli Scisma, per poi proseguire come autore, compositore, produttore e collaboratore di numerosi artisti italiani ed europei, oltre che nel teatro. Dal 2004 ha intrapreso il percorso solista con l’album Piccoli fragilissimi film, seguito da un tour premiato dal MEI. Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi dischi ed EP, ottenendo cinque candidature alla Targa Tenco, premio che ha finalmente vinto nel 2024 con l’album È inutile parlare d’amore, riconosciuto come miglior album dell’anno. Benvegnù ha incarnato un’idea di musica in cui estetica ed etica si fondono: una ricerca poetica e musicale raffinata, riconoscibile negli arrangiamenti e soprattutto nei testi, intesi come forma di resistenza e di bellezza inutile in un mondo pragmatico. 

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto, Counting Crows di MR JONES. Nel 1993, Mr. Jones dei Counting Crows diventa il singolo di debutto della band e una hit radiofonica mondiale. Scritta da Adam Duritz dopo una serata di eccessi, la canzone parla di musicisti che sognano di diventare grandi star, convinti che la fama li salverà dalla solitudine. Inaspettatamente, il brano diventa un successo travolgente, il più trasmesso dalle radio, e rappresenta la canzone simbolo della band.Duritz ricorda come, nonostante avesse scritto Mr. Jones senza grandi aspettative, la canzone iniziò a suonare ovunque: “Ricordo di essere stato in uno strip club a New Orleans e di sentire Mr. Jones mentre pensavo ‘No, non è questa l’atmosfera!’”, racconta l’artista.Con il successo di Mr. Jones, August and Everything After diventa un disco di culto, vendendo costantemente nel tempo. Inoltre, Duritz rivela che il titolo della canzone ha ispirato il termine Generation Jones, che si riferisce a quella fascia di persone nate tra il 1954 e il 1965, tra i Baby Boomer e la Generazione X. Un singolo che, partito come una casualità, si è trasformato in un simbolo di un’intera generazione.Questa settimana il brano proposto dal MEI nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo è Confini di Isabella Del Fagio, cantautrice faentina prodotta dal MEI stesso che sta vivendo un momento di grande successo con il suo tour.Isabella Del Fagio, giovane cantautrice faentina, sta vivendo un momento di grande successo con il suo tour che ha attirato l'attenzione del pubblico e della critica. Il suo EP Confini, dal quale è tratto l'omonimo singolo, è stato registrato da Gianluca Lo Presti e prodotto da Giordano Sangiorgi, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna.Nel corso dell'anno, Isabella ha partecipato a eventi importanti, come l'apertura per Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar, e ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui la vittoria al contest "Stelle per Lucio" e il premio "Anna per Lucio" come miglior artista emergente. Nata nel 1994, Isabella ha iniziato a scrivere musica sin da giovanissima, ispirata dai grandi cantautori italiani e le sue canzoni si distinguono per testi profondi e accompagnamenti essenziali.Oltre alla musica, la sua formazione in Musicoterapia riflette l'approccio empatico e riflessivo che caratterizza la sua arte. Il 2026 si preannuncia come un anno di nuovi progetti, con concerti e l’espansione della sua formazione sul palco, portando la sua musica e il suo messaggio a un pubblico sempre più vasto.Soundtrack City, curata da Marco Testoni e Massimo Privitera, in questa puntata propone l’intervista, realizzata da Massimo Privitera durante l’ultima edizione degli Apulia Soundtrack Awards tenutasi a Carovigno (Puglia) dal 4 al 6 luglio 2025, a Carlo Crivelli e Fabrizio Mancinelli. Un’opportunità per guardare in profondità il loro percorso artistico, il metodo compositivo e le colonne sonore più rappresentative della loro carriera. Gli Apulia Soundtrack Awards si confermano, in effetti, un festival di crescente prestigio nel panorama della musica applicata alle immagini, grazie alla direzione artistica di Cyril Morin.Il brano scelto dall’ospite per Soundtrack City è Give Up di Fabrizio Mancinelli con Caterina Shulha. Give up è un brano emozionante scritto da Fabrizio Mancinelli, è interpretato dall'attrice e cantante Caterina Shulha ed è parte della colonna sonora originale del film musicale The Land of Dream (2022).Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, la Redazione ha scelto un brano iconico, La Banda, scritto da Chico Buarque de Hollanda (musica e testo originali) e Antonio Amurri (testo italiano), con arrangiamento di Augusto Martelli nell’interpretazione della straordinaria Mina.Un pezzo che, con il suo mix di ritmi coinvolgenti e testi profondi, è diventato un classico intramontabile della musica italiana. La canzone è stata scelta per celebrare un’iniziativa speciale proposta dal Tavolo Permanente delle Federazioni Bandistiche Italiane. Nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il progetto Fiati allo Sport porterà le formazioni bandistiche della Lombardia al centro del programma culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Le bande eseguiranno una varietà di brani, dai grandi classici alla musica contemporanea, tutti arrangiati appositamente per queste formazioni. Un’iniziativa che unisce sport, cultura e tradizione musicale in un evento senza precedenti.Per la sigla di chiusura del mese di gennaio la redazione, a un anno dalla scomparsa di Paolo Benvegnù (31 dicembre 2024), il cantautore milanese viene ricordato con la sigla di questa prima parte dell’anno con È solo un sogno con Stefano Bollani. Artista amatissimo da critica e pubblico, Benvegnù ha avuto una carriera intensa e coerente: nato a Milano nel 1965, è stato tra i fondatori degli Scisma, per poi proseguire come autore, compositore, produttore e collaboratore di numerosi artisti italiani ed europei, oltre che nel teatro. Dal 2004 ha intrapreso il percorso solista con l’album Piccoli fragilissimi film, seguito da un tour premiato dal MEI. Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi dischi ed EP, ottenendo cinque candidature alla Targa Tenco, premio che ha finalmente vinto nel 2024 con l’album È inutile parlare d’amore, riconosciuto come miglior album dell’anno. Benvegnù ha incarnato un’idea di musica in cui estetica ed etica si fondono: una ricerca poetica e musicale raffinata, riconoscibile negli arrangiamenti e soprattutto nei testi, intesi come forma di resistenza e di bellezza inutile in un mondo pragmatico. 

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    ClassicRockOnAir_puntata01_gen2026

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto, You Wreck Me di Tom Petty. Thomas Earl Petty, detto Tom, è stato un cantautore, musicista, produttore discografico, noto per essere stato il frontman della band Tom Petty and the Heartbreakers. In uno dei momenti più caotici e travagliati della sua vita trovò rifugio in sala di registrazione. Il risultato fu Wildflowers, uno dei suoi lavori più personali e apprezzati. Tom Petty non ha purtroppo conosciuto la fama mondiale che avrebbe meritato anche perché nel corso della sua carriera, Petty si è spesso scontrato con il mondo dell'industria musicale e delle etichette discografiche. Nell'album The Last DJ del 2002 Petty espone attraverso alcuni pezzi il suo personale punto di vista sul declino del mondo della musica e del rock & roll in particolare, sottolineando come la corsa al profitto da parte delle case discografiche stia oscurando la qualità della musica. You Wreck Me è uno dei singoli dell’album Wildflowers di Tom Petty scritto dal chitarrista Mike Campbell con il testo di Petty. Il brano, inizialmente intitolato “You Rock me” (mi fai impazzire) parla di un amore così potente da essere distruttivo, un'intensità che va oltre il semplice “impazzire”, per diventare un "distruggere" nel senso di travolgere completamente. La svolta decisiva fu quando Tom Petty cambiò "rock" in "wreck" (distruggere/rovina). Questo trasformò una canzone d'amore generica in un'esplorazione più oscura e potente dell'ossessione e della vulnerabilità, come se l'amore fosse una forza naturale che annienta. You Wreck Me è una dichiarazione di devozione totale e quasi spaventosa, dove l'amato/a ha il potere di demolire l'io del cantante. Questa settimana, il brano proposto dall’Altoparlante nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo è Balcanica dei Gate 66, duo composto da Bruno J (voce e synth) e Uomo Stokastico (beatbox e synth). Prodotto a Rimini dagli stessi Gate 66, con la chitarra di Simone Mularoni e il mix e mastering realizzati insieme a lui presso il Domination Studio, il brano conferma la loro capacità di fondere tecnologia e umanità in un linguaggio musicale unico. Balcanica è speranza e resistenza: un inno a credere di potercela farce, anche in un mondo che sembra andare allo scatafascio. La ritmica trae ispirazione da Was Dog a Doughnut? di Cat Stevens (1977), brano culto interamente elettronico e senza voce, anticipatore di sonorità pionieristiche. Su questa base concettuale, i Gate 66 hanno innestato atmosfere anni ’80, sintetizzatori pulsanti e melodie sospese tra nostalgia e futuro, dando vita a un sound che mescola intensità e leggerezza. Il singolo è accompagnato da un videoclip prodotto dal duo, con editing e motion curati da Uomo Stokastico. La narrazione, liberamente ispirata alla graphic novel Maus di Art Spiegelman, racconta la fuga di due topi antropomorfi dalla loro città dopo un golpe dei gatti. Tra neon vibranti, estetica ultrarealistica e satira politica, il video si chiude con un plot twist che ribalta le sorti del racconto e apre a nuovi scenari conflittuali.Invece Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ha come protagonisti Giuliano Taviani e Carmelo Travia, intervistati dal nostro Pivitera durante l'ultima edizione dell'𝐀𝐩𝐮𝐥𝐢𝐚 𝐒𝐨𝐮𝐧𝐝𝐭𝐫𝐚𝐜𝐤 𝐀𝐰𝐚𝐫𝐝𝐬 di Carovigno in Puglia svoltasi lo scorso 4 - 5 - 6 luglio 2025. I due compositori hanno raccontato il loro lavoro e alcune delle colonne sonore che hanno composto. L’Apulia Soundtrack Awards è divenuto un festival sempre più autorevole, con la direzione artistica di Cyril Morin e con il prezioso supporto di un gruppo di organizzatori appassionati quali Loredana Epifani, Antonella La Camera e Antonio Ribezzi.Diamanti, la canzone scelta dagli ospiti, è la colonna sonora dell’omonimo film Diamanti di Ferzan Ozpetek, cantata e scritta da Giorgia in collaborazione con Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Il testo parla di speranza, resilienza e rinascita, rappresentando la vita come un ciclo che, nonostante le difficoltà e le ferite, può tornare a splendere. La cantante celebra la forza e la resilienza femminile, l'amore come guarigione e legame indistruttibile, e la rinascita dopo il dolore, esortando a vivere intensamente e a trovare luce nelle connessioni umane, trasformando le ferite in qualcosa di prezioso e resistente come i diamanti stessi. Il diamante è simbolo di resistenza e incorruttibilità, e la canzone omaggia il mondo delle donne, celebrandone la solidarietà e la capacità di superare le difficoltà, proprio come le sarte protagoniste del film. Il brano sottolinea l'importanza di trovare la forza interiore per affrontare la vita, valorizzare ogni momento e riscoprire la fiducia, anche quando il tempo è breve. Il progetto è nato per elevare le donne a protagoniste, mettendo in luce la complicità e l'affetto tra loro, un tema centrale anche nella pellicola di Özpetek.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, la Redazione ha scelto Famme sapè, il singolo di Sasà Mendoza, Romeo Barbaro e Alessandra Murolo, pubblicato da Suono Libero Music, la label di Nando Misuraca. Il brano, intenso e spirituale, crea un ponte emotivo tra musica e poesia, raccontando il dialogo invisibile con chi non c’è più e la capacità di “ascoltare” i segni attraverso la natura e l’anima. Il testo nasce da un’esperienza personale di Bruno Lanza, maestro della canzone napoletana, impreziosito dal tocco lirico di Alessandra Murolo, mentre la musica di Sasà Mendoza fonde pianoforte, fisarmonica e sonorità moderne, con le percussioni popolari di Romeo Barbaro.Per la sigla di chiusura del mese di gennaio, a un anno dalla scomparsa di Paolo Benvegnù (31 dicembre 2024), il cantautore milanese viene ricordato con la sigla di questa prima parte dell’anno con È solo un sogno con Stefano Bollani. Artista amatissimo da critica e pubblico, Benvegnù ha avuto una carriera intensa e coerente: nato a Milano nel 1965, è stato tra i fondatori degli Scisma, per poi proseguire come autore, compositore, produttore e collaboratore di numerosi artisti italiani ed europei, oltre che nel teatro. Dal 2004 ha intrapreso il percorso solista con l’album Piccoli fragilissimi film, seguito da un tour premiato dal MEI. Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi dischi ed EP, ottenendo cinque candidature alla Targa Tenco, premio che ha finalmente vinto nel 2024 con l’album È inutile parlare d’amore, riconosciuto come miglior album dell’anno. Benvegnù ha incarnato un’idea di musica in cui estetica ed etica si fondono: una ricerca poetica e musicale raffinata, riconoscibile negli arrangiamenti e soprattutto nei testi, intesi come forma di resistenza e di bellezza inutile in un mondo pragmatico. 

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto The Man in Me, dell’intramontabile Bob Dylan. L’occasione ci è offerta da una pagina di Classic Rock dedicata a Vol. 18: Through The Open Window, un cofanetto che racconta gli esordi musicali di Dylan: dal Minnesota alla bohème del Greenwich Village dei primi anni ’60.Il box include rare outtakes dagli archivi della Columbia Records e registrazioni realizzate durante serate nei club, piccoli incontri informali, appartamenti di amici e jam session in ritrovi di musicisti ormai scomparsi. Gli ultimi due dischi del cofanetto contengono la registrazione completa e inedita dello storico concerto di Dylan alla Carnegie Hall del 1963, mixata dai nastri originali.The Man in Me è una canzone scritta dal cantautore statunitense Bob Dylan e pubblicata come decima traccia dell’album New Morning, uscito nel 1970.Questa settimana, il brano proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, questa volta proprio su suggerimento del nostro direttore Renato Marengo, è Mister Frank di Lino Rufo. Lino Rufo, cantautore molisano, ci regala un album che è un omaggio all’intensa poesia di Giose Rimanelli. Molise my Home presenta un titolo che è una vera e propria citazione del poeta, utilizzata da Rufo per evidenziare l’essenza dell’opera di Rimanelli, che ruota costantemente intorno al desiderio di ritornare alla propria terra. Giose Rimanelli, poeta, scrittore e saggista molisano originario di Casacalenda, fu scoperto da Cesare Pavese. Dopo aver pubblicato alcune delle sue opere più importanti, negli anni Cinquanta si trasferì negli Stati Uniti, dove visse per sessant’anni, fino alla sua scomparsa. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, insegnò nelle più prestigiose università e scrisse romanzi, saggi e poesie. Lino Rufo, cantautore molisano di Castelnuovo al Volturno, attivo sulla scena nazionale da quasi cinquant’anni, ha prodotto oltre dieci album e ha collaborato con importanti nomi del panorama nazionale e internazionale. Con quest’opera, si cimenta, per la prima volta, con brani in dialetto molisano, ritornando alle proprie radici linguistiche.Invece Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ci ripropone l’ospitata di Stefano Fresi, attore amatissimo di film e serie tv, ma in questa intervista Stefano Fresi racconta i suoi inizi come musicista per teatro e in seguito come compositore: sua la sigla musicale della Rai - uno dei logo-jingle più longevi della televisione - ma anche della sigla funky anni ‘70 della serie Romanzo Criminale. Un’intervista divertente e mai banale per capire meglio la sfaccettata personalità di un artista assai poliedrico ma anche un profondo conoscitore e divulgatore del linguaggio musicale.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air che, in attesa di avere qualche anticipazione sulla prossima edizione di Folkest, il Festival internazionale dedicato alle musiche del mondo; ha voluto ripescare dall’edizione 2025 di quel Festival uno degli artisti più particolari intervenuti: Joachim Cooder, figlio del ben noto Ry, cantautore di spessore e sensibilità. Il brano che abbiamo scelto è Sea Level Man ed è tratto dal recente Dreamer's Motel, uscito a novembre 2024, l’ultimo lavoro, che lo vede all'opera come cantante, compositore e polistrumentista. Con un’artigianalità melodica e un fascino discreto, il disco è un promemoria della vasta gamma e del ricco patrimonio musicale del musicista californiano, che in sette brani esplora nuovi territori sonori, muovendosi con autenticità tra soulful Americana, folk, roots e alt-country.Per la sigla di chiusura del mese di dicembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Profondo Rosso dei Goblin. A 50 anni dall’uscita del film di Dario Argento, per celebrarne l’anniversario, arriva una ristampa speciale celebrativa del film: doppio vinile, copertina apribile, artwork inedito, colonna sonora originale e disco bonus con le musiche effettivamente usate nel film. L’edizione comprende la ristampa in doppio vinile della colonna sonora dei Goblin, arricchita da un LP bonus con i brani realmente utilizzati nel film; un esclusivo vinile dei Calibro 35 con sei nuove composizioni che reinterpretano in chiave jazz-funk una scena chiave della pellicola; e il libro Nel rosso più profondo di Fabio Capuzzo, una dettagliata analisi del film e della sua musica. Completa il cofanetto un lenticolare raffigurante una scena iconica, trasformando l’insieme in un oggetto celebrativo di grande valore artistico e collezionistico.

  25. 126

    ClassicRockOnAir_dicembre_pt03

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Redondo Beach di Patti Smith. Lo spunto è offerto dal nuovo numero di Classic Rock che ospita un interessante approfondimento dedicato al leggendario locale newyorkese CBGB, acronimo di “Country Blue Grass Blues”. Tuttavia il club, visti gli scarsi riscontri di pubblico ottenuti con la programmazione country, bluegrass e blues, si orientò verso la nascente scena new wave e punk. In questo senso è difficile immaginare il CBGB senza Patti Smith e Patti Smith senza il CBGB. Diversa da ogni altra rockstar al femminile affacciatasi fino a quel momento alla grande ribalta, l’allora ventottenne cantante, songwriter, poetessa e performer sovvertì ogni regola, imponendo non solo se stessa e la sua arte maudit ma anche un modello al quale in tante, ciascuna a suo modo, si sarebbero ispirate. Non c’è punk in senso stretto, in Horses, ma ogni sua nota e ogni suo verso ha il sapore inebriante della rivoluzione che da lì a pochissimo avrebbe creato, nel rock, una cesura tra il “prima” e il “dopo”. Redondo Beach è, appunto, un brano reggae contenuto nell'album Horses di Patti Smith. La canzone è stata scritta da Patty Smith nel 1971 in seguito ad una violenta lite con la sorella Linda. Le parole raccontano la storia drammatica di una ragazza innamorata di un'altra ragazza. Il significato centrale è il dolore, la confusione e la ricerca di una chiusura di fronte alla perdita, usando la spiaggia come scenario per l'elaborazione di tale dolore.Questa settimana, il brano proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, questa volta proprio su suggerimento del nostro direttore Renato Marengo, è Mister Frank di Lino Rufo. Lino Rufo, cantautore molisano, ci regala un album che è un omaggio all’intensa poesia di Giose Rimanelli. Molise my Home presenta un titolo che è una vera e propria citazione del poeta, utilizzata da Rufo per evidenziare l’essenza dell’opera di Rimanelli, che ruota costantemente intorno al desiderio di ritornare alla propria terra. Giose Rimanelli, poeta, scrittore e saggista molisano originario di Casacalenda, fu scoperto da Cesare Pavese. Dopo aver pubblicato alcune delle sue opere più importanti, negli anni Cinquanta si trasferì negli Stati Uniti, dove visse per sessant’anni, fino alla sua scomparsa. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, insegnò nelle più prestigiose università e scrisse romanzi, saggi e poesie. Lino Rufo, cantautore molisano di Castelnuovo al Volturno, attivo sulla scena nazionale da quasi cinquant’anni, ha prodotto oltre dieci album e ha collaborato con importanti nomi del panorama nazionale e internazionale. Con quest’opera, si cimenta, per la prima volta, con brani in dialetto molisano, ritornando alle proprie radici linguistiche.Invece Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana ci ripropone l’intervista ad un ospite d’eccezione: Stefano Bollani. Il pianista e compositore presenta la sua colonna sonora di Marcel et Monsieur Pagnol un film d’animazione francese diretto da Sylvain Chomet. Una buona occasione per parlare con Bollani di musica a 360 gradi: dal suo programma tv per la Rai Via dei Matti n.0 fino alle sue precedenti colonne sonore tra cui quella de Il Pataffio vincitrice del David di Donatello 2024. Il brano scelto dall’ospite è Raindrops Keep Falling on my Head, un brano interpretato da B.J. Thomas e scritto da Burt Bacharach contenuto nella colonna sonora del film Butch Cassidy (1969). Il film parla di due abili fuorilegge e rapinatori del vecchio West, professionisti negli assalti ai treni ed esperti tiratori. In origine, il film non avrebbe dovuto includere brani cantati. Il musicista Burt Bacharach era stato messo sotto contratto solo per un commento sonoro, per il quale aveva già composto alcuni temi musicali. Bacharach, tuttavia, compose il motivo Raindrops Keep Fallin' on My Head, al quale il paroliere Hal David aggiunse dopo pochi giorni il testo. La canzone proposta piacque immediatamente al regista, che la inserì nel film nella versione cantata da B.J. Thomas. Della versione strumentale, realizzata a un ritmo leggermente più veloce e non utilizzata nel film, rimase solo il finale con il corno francese che si ascolta in dissolvenza negli ultimi secondi del disco.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, la Redazione ha scelto Jigsaw Puzzle della Banda Rulli Frulli. Un progetto artistico di cui avevamo già parlato e che torniamo ad approfondite in occasione dell’uscita in sala de Il Faro, il documentario di Gianluca Marcon e Diego Gavioli prodotto da Filandolarete e distribuito da Emerafilm, che racconta la magica avventura di questa Banda che va ben oltre il semplice progetto musicale: si tratta di un vero e proprio luogo di inclusione che produce musica e tanto altro. Il brano, nello specifico, è piuttosto emblematico e ci racconta la sensazione di sentirsi a pezzi, frammentati, ma trovando sempre la forza di mantenere la rotta seppur avanzando a passi incerti. Per la sigla di chiusura del mese di dicembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Profondo Rosso dei Goblin. A 50 anni dall’uscita del film di Dario Argento, per celebrarne l’anniversario, arriva una ristampa speciale celebrativa del film: doppio vinile, copertina apribile, artwork inedito, colonna sonora originale e disco bonus con le musiche effettivamente usate nel film. L’edizione comprende la ristampa in doppio vinile della colonna sonora dei Goblin, arricchita da un LP bonus con i brani realmente utilizzati nel film; un esclusivo vinile dei Calibro 35 con sei nuove composizioni che reinterpretano in chiave jazz-funk una scena chiave della pellicola; e il libro Nel rosso più profondo di Fabio Capuzzo, una dettagliata analisi del film e della sua musica. Completa il cofanetto un lenticolare raffigurante una scena iconica, trasformando l’insieme in un oggetto celebrativo di grande valore artistico e collezionistico.

  26. 125

    ClassicRockOnAir_dicembre_pt02

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Psycho Killer dei Talking Heads. Lo spunto è offerto dal nuovo numero di Classic Rock che ospita un interessante approfondimento dedicato al leggendario CBGB & OMFUG, il club newyorchese che ha visto nascere alcune delle band più importanti della storia del rock come i Ramones, Patti Smith, Television, Talking Heads, Blondie e molte altre. Proprio lì, nel lontano 5 giugno 1975, hanno debutatto dal vivo i Talking Heads di David Byrne, insieme a Tina Weymouth e Chris Frantz, come gruppo spalla dei Ramones. Prima della svolta più raffinata con Brian Eno, la band si fa conoscere con un suono inconfondibile, come dimostra Psycho Killer, uno dei brani simbolo di quella stagione irripetibile.Questa settimana, il brano proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo questa volta su suggerimento del nostro Paolo Tocco, è Girasoli di John Strada. Girasoli è il primo estratto da Basta crederci un po’, il nuovo disco del cantautore rock emiliano John Strada, uscito per il Crinale Lab con la direzione artistica di Antonio Gramentieri. Si tratta di una canzone intensa, scritta e partorita pensando alla tragedia di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni ucciso nel 2005 durante un fermo di polizia a Ferrara. Le atmosfere sono noir e i suoni minimali. Il brano non ha lo scopo di essere un attacco alle forze dell’ordine, bensì un’analisi a posteriori di quello che può essere passato nelle teste dei poliziotti che hanno portato alla morte Federico. La si può leggere come un’accusa al bullismo in generale e una riflessione sulla violenza.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicato a una serie tv e ad un film entrambi usciti recentemente. Su Netflix è arrivata, infatti, House of Guinness, serie anglo-irlandese ambientata tra l’Irlanda e la New York dell’Ottocento, che racconta la nascita della celebre dinastia della birra Guinness. A impreziosire la serie c’è la colonna sonora firmata da Ilan Eshkeri, elegante e perfettamente in sintonia con il tono epico del racconto. Nelle sale, invece, è uscito Dracula L’amore perduto, film del 2025 diretto da Luc Besson, che rilegge il romanzo di Bram Stoker in chiave romantica mettendo in secondo piano l’horror. Deludono però le musiche di Danny Elfman, insolitamente sottotono rispetto al suo standard.Il brano scelto dall’ospite per la puntata è H.O.O.D. di KNEECAP. H.O.O.D. , brano dei titoli di coda della serie HOUSE OF GUINNESS scritto dai KNEECAP un trio hip-hop nordirlandese che canta in gaelico.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la Redazione ha scelto La Numero Uno di Carla Magnoni. La numero Uno è il singolo tratto da Quello che resta, nuovo album della cantautrice: un brano che, con una deliziosa citazione dal mondo dei cartoni, fa riferimento al desiderio quasi ossessivo di accumulare denaro, da sempre tra le principali aspirazioni umane, che nel mondo contemporaneo sembra essersi trasformato in una vera e propria ragione di vita capace di condizionare l’esistenza fino a svuotarla del suo significato più autentico. Il brano, con toni solo apparentemente leggeri, ammonisce a non smarrire il valore dei sentimenti. È uscito anche il videoclip con la regia di Francesco Paterni. Testi e musiche di questo album sono di Carla Magnoni, che insieme a Valter Sacripanti firma anche gli arrangiamenti. La produzione artistica è curata da Sacripanti, mentre i pianoforti, i synth, l’elettronica e i cori portano la firma diretta della cantautrice. Alle chitarre e al basso c’è David Pieralisi, la programmazione delle batterie è di Valter Sacripanti. Il mixing è stato realizzato da Carla Magnoni, e il mastering da Fabrizio De Carolis presso Reference Mastering Studio (Roma).Per la sigla di chiusura del mese di dicembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Profondo Rosso dei Goblin. A 50 anni dall’uscita del film di Dario Argento, per celebrarne l’anniversario, arriva una ristampa speciale celebrativa del film: doppio vinile, copertina apribile, artwork inedito, colonna sonora originale e disco bonus con le musiche effettivamente usate nel film. L’edizione comprende la ristampa in doppio vinile della colonna sonora dei Goblin, arricchita da un LP bonus con i brani realmente utilizzati nel film; un esclusivo vinile dei Calibro 35 con sei nuove composizioni che reinterpretano in chiave jazz-funk una scena chiave della pellicola; e il libro Nel rosso più profondo di Fabio Capuzzo, una dettagliata analisi del film e della sua musica. Completa il cofanetto un lenticolare raffigurante una scena iconica, trasformando l’insieme in un oggetto celebrativo di grande valore artistico e collezionistico.

  27. 124

    ClassicRockOnAir_dicembre_pt01

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto  Bohemian Rhapsody dei Queen. Nel 1975 i Queen sono sull’orlo del baratro con debiti ovunque e una sola chance per salvarsi.Si giocano tutto con A Night at the Opera, registrato ai Rockfield Studios. Il titolo dell’album nasce per caso da un vecchio film in bianco e nero dei Fratelli Marx che Mercury e il batterista Roger Taylor stavano guardando in studio. All’interno c’è Bohemian Rhapsody, scritta da Freddie Mercury con l’assolo di Brian May: un brano folle, impossibile per la radio dell’epoca, eppure diventa il successo che salva la band e cambia il rock per sempre.Questa settimana, il brano dell’Mei e proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, è Lunar Park di myLASERDOG . Lunar Park è il secondo singolo di myLASERDOG, progetto nato nel 2025 dal cantautore fiorentino MONROE, un artista cresciuto nella scena underground di Firenze, dal metal all’indie. Il progetto nasce con la produzione di Massimiliano Lambertini e Michele Guberti, e porterà all’album Cuori & Croci Luminose anche Occasionali, in uscita per l’etichetta (R)esisto.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicato a una serie tv e un film entrambi usciti recentemente. Il primo è Tutto quello che resta di te, diretto dalla regista palestinese-americana Cherien Dabis, un racconto intenso su tre generazioni palestinesi tra esilio, oppressione e resistenza.Il secondo è Springsteen: Liberami dal nulla, film del 2025 scritto e diretto da Scott Cooper, che racconta la fase più tormentata della vita di Bruce Springsteen, quando nei primi anni Ottanta incise l’album acustico Nebraska, interpretato sullo schermo da Jeremy Allen White. Il brano scelto dall’ospite per la puntata è proprio Nebraska, la canzone che dà il titolo all’omonimo album di Bruce Springsteen al centro della trama del film Springsteen Liberami dal nulla.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana è Un posto sulla terra di Erica Boschiero. Da sempre impegnata per la pace e l’ambiente, Erica Boschiero torna con il suo nuovo album in uscita per Squilibri, titolo che è anche il singolo. Il disco è prodotto da Stefano Cenci e Tony Pujia e vede la partecipazione di Marco Siniscalco, Luca Trolli e Arnaldo Vacca.Un album delicato ma allo stesso tempo dotato di grande potenza, pensato per parlare al nostro tempo.Per la sigla di chiusura del mese di dicembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Profondo Rosso dei Goblin. A 50 anni dall’uscita del film di Dario Argento, per celebrarne l’anniversario, arriva una ristampa speciale celebrativa del film: doppio vinile, copertina apribile, artwork inedito, colonna sonora originale e disco bonus con le musiche effettivamente usate nel film. L’edizione comprende la ristampa in doppio vinile della colonna sonora dei Goblin, arricchita da un LP bonus con i brani realmente utilizzati nel film; un esclusivo vinile dei Calibro 35 con sei nuove composizioni che reinterpretano in chiave jazz-funk una scena chiave della pellicola; e il libro Nel rosso più profondo di Fabio Capuzzo, una dettagliata analisi del film e della sua musica. Completa il cofanetto un lenticolare raffigurante una scena iconica, trasformando l’insieme in un oggetto celebrativo di grande valore artistico e collezionistico.

  28. 123

    ClassicRockOnAir_pt04_novembre

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Atlantic City di Bruce Springsteen tratto da Nebraska (1982), il sesto album di Bruce Springsteen, oggi al centro di una rinnovata attenzione grazie ad un cofanetto ricco di inediti, un libro (Deliver Me from Nowhere), e un film (Springsteen - Liberami dal nulla). Considerato un capolavoro intimo e personale, è stato inserito nella posizione 150 della lista dei 500 migliori album stilato dalla rivista Rolling Stone. Atlantic City è una canzone che parla di un progettato incontro romantico di una coppia ad Atlantic City, ma parla esplicitamente anche di malavita e della difficoltà di trovare e mantenere il lavoro, il dramma dell'uomo che non ha nulla ma desidera tutto. Se pur estremamente pessimista, la canzone lascia aperta la possibilità di un riscatto per il futuro.Questa settimana, il brano dal MEI e proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, è Nuovi orizzonti: il nuovo e quinto singolo della band perugina Helvillum, che anticipa il primo EP Mondo liquido. Nuovi orizzonti descrive la società così come la vediamo noi, frenetica ripetitiva e allo stesso tempo scontata e opportunista. Tutte queste sensazioni sono state riportate anche in musica: il nuovo sound è strutturato da un ritmo incessante dominato dalla linea di basso che guida e sostiene l’intero brano. Le melodie delle chitarre e della voce sono state studiate per enfatizzare lo strumento a quattro corde e per far risaltare il tempo delle strofe, il quale esprime ritmicamente una sensazione di tensione e di instabilità accompagnato da un ritornello che è un grido di opposizione a tutto ciò.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, festeggia la sua 400esima puntata con l’intervista a un ospite d’eccezione: Stefano Bollani. Il pianista e compositore presenta la sua colonna sonora di Marcel et Monsieur Pagnol un film d’animazione francese diretto da Sylvain Chomet. Una buona occasione per parlare con Bollani di musica a 360 gradi: dal suo programma tv per la Rai Via dei Matti n.0 fino alle sue precedenti colonne sonore tra cui quella de Il Pataffio vincitrice del David di Donatello 2024. Il brano scelto dall’ospite è Raindrops Keep Falling on my Head, un brano interpretato da B.J. Thomas e scritto da Burt Bacharach contenuto nella colonna sonora del film Butch Cassidy (1969).Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la Redazione ha scelto Carrasecare, un brano iconico dei Tazenda qui proposto nella nuova formazione che, a fianco di Gigi Camedda e Gino Marielli, vede la nuova voce di Serena Carta Mantilla: la prima registrazione che esce dai live della nuova formazione. L’occasione è doppia: il concerto a Roma all’Auditorium dell’8 dicembre prossimo che sigla, in un vero e proprio spettacolo, S’Istoria Infinida che è anche il titolo del volume in uscita proprio in quei giorni a firma di Felice Liperi. Per la sigla di chiusura del mese di novembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Chi tene o’ mare di James Senese: una scelta del cuore per Renato che a quel Napules' Power che fu il terreno musicale di James, ha dedicato il cuore e la vita. Il brano scelto fu presentato da Senese nel 2018 durante una puntata di Webnotte dedicata a Pino Daniele ed è un omaggio al legame profondo tra musica e identità napoletana. Tratto dall’album Pino Daniele (1979), è una poetica ma netta presa di posizione contro la cosiddetta “filosofia napoletana” del tira a campare a cui viene contrapposto un doloroso e determinato senso della realtà.

  29. 122

    ClassicRockOnAir_pt03_novembre

    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Wish You Were Here dei Pink Floyd, album che campeggia sulla copertina del nuovo numero del magazine di Classic Rock. Pubblicato nel 1975, il disco è una riflessione profonda sull’assenza e sulla memoria dell’amico Syd Barrett, ormai consumato dal declino mentale e dalla dipendenza.Roger Waters trasforma quel dolore in un viaggio interiore, lucido e disilluso, che segna un punto di svolta nella storia della band. Il successo travolgente di The Dark Side of the Moon aveva lasciato i Pink Floyd svuotati, “alla fine della strada”, come lo stesso Waters dichiarò. Wish You Were Here diventa così un'opera necessaria, un nuovo inizio nato dalla consapevolezza dei propri limiti emotivi e creativi.Questa settimana, il brano dell’Altoparlante  e proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, è Mercato di AdriaCo, registrato nel 2025 in live session a Studio Miriam e conclusione del primo album ufficiale Collezione di arretrati. Nato da bozze dimenticate e frammenti accantonati negli anni, il pezzo racconta la fatica della scrittura quando diventa mestiere, le illusioni dell’industria musicale e il disorientamento di una generazione costretta a mettere “in vendita” tutto: sogni, identità, tempo.Una ballata pop-rock intima e cinematografica, che si apre lentamente grazie a un arrangiamento ricco — band, coro, quartetto d’archi, corno francese — per dare forma alla confessione di un artista che cerca autenticità in un mondo che la smarrisce.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata al progetto CINEVOX Re-Framed, nuovo album della Cinevox di Franco Bixio. Dieci artisti della nuova scena musicale italiana reinterpretano temi immortali tratti dalle colonne sonore di Piero Piccioni, Riz Ortolani e Piero Umiliani. Ospiti della puntata: Emma Piro, music supervisor Cinevox, e Tiziano Parente, fondatore della band Agenda dei Buoni Propositi e tra gli artisti protagonisti dell’album. Il brano scelto dagli ospiti è Prato verde corri su di me, rivisitazione moderna di un tema di Riz Ortolani composto per il film Uno scandalo per bene (1984). Una nuova veste che intreccia memoria cinematografica e sensibilità contemporanea.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la Redazione ha scelto Up Patriots to Arms di Franco Battiato. La scelta nasce prende spunto dalla Uno. The Sound of Peace, che animerà l’Umbria dal 26 al 30 novembre e all’interno della quale Battiato sarà filo conduttore musicale.Il progetto, ideato dal flautista Andrea Ceccomori, ospita la Pax Orchestra, diretta con Maria Cristina Lalli, e artisti come Antonio Cocomazzi, Annalisa Baldi, lo stesso Marco Testoni, oltre a momenti di danza derviscia con Bevio Vitali e Lisa Delle Nogare, e performance pittoriche dal vivo di Paola Musio. Un omaggio collettivo alla forza visionaria del Maestro, tra pacifismo, spiritualità e ricerca artistica.Per la sigla di chiusura del mese di novembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Chi tene o’ mare di James Senese: una scelta del cuore per Renato che a quel Napules' Power che fu il terreno musicale di James, ha dedicato il cuore e la vita. Il brano scelto fu presentato da Senese nel 2018 durante una puntata di Webnotte dedicata a Pino Daniele ed è un omaggio al legame profondo tra musica e identità napoletana. Tratto dall’album Pino Daniele (1979), è una poetica ma netta presa di posizione contro la cosiddetta “filosofia napoletana” del tira a campare a cui viene contrapposto un doloroso e determinato senso della realtà.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto  Dreamer dei Supertramp, tratto dal celebre album Crime of the Century. Il pezzo accompagna il ricordo di Rick Davies, co-fondatore, voce e tastierista del gruppo, scomparso lo scorso settembre. Dopo due dischi passati inosservati, la band britannica riuscì a imporsi con un suono unico, a cavallo tra progressive e pop, grazie alla produzione di Ken Scott (già al lavoro con Elton John e David Bowie). Con Crime of the Century i Supertramp conquistarono il quarto posto delle classifiche inglesi e il cuore di milioni di ascoltatori, trainati proprio dai singoli Dreamer e Bloody Well Right.Questa settimana, il brano dell’Altoparlante  e proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, è Ti porto via di Ninfea, una ballata pop rock dalle sonorità intense e sfumature blues, che racconta il desiderio di restare accanto a chi si ama, sostenendolo con forza e dolcezza. Il brano è un crescendo di energia e profondità, dove la fragilità si trasforma in determinazione. Il brano è scritto da Nicole Candela, Mattia Biasi e Federico Rossi, ed è pubblicato con l’etichetta milanese G Records.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata a Pivio, compositore genovese e protagonista della scena musicale e cinematografica italiana. L’artista presenta il suo nuovo lavoro, Questo è il mio ultimo album in italiano, un progetto che riflette sulla guerra e sulle sue conseguenze umane e sociali.Il disco, disponibile anche in una versione fisica arricchita da un volume di nove racconti distopici scritti dallo stesso Pivio, include anche una cover di Shock in my town di Franco Battiato e una versione live di Poesia Iran 2022.Il brano scelto dall’ospite per la puntata è Mi manchi tantissimo,  estratto dall’ultimo disco di Pivio: un’intensa riflessione sulle assenze e sulle ferite della guerra, più che una classica canzone d’amore.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la Redazione ha scelto Il fallimento di Nodo Prusik, one man band del fiorentino Elias Goddi. Il brano è estratto dal primo disco di inediti del Nodo Prusik, Transeunte: un suono industriale, libero e tagliente, che guarda in faccia la realtà con parole severe e visionarie. Il brano riflette in maniera ironica e amara sull’ossessione per il successo e la paura di non ottenerlo.Per la sigla di chiusura del mese di novembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Chi tene o’ mare di James Senese: una scelta del cuore per Renato che a quel Napules' Power che fu il terreno musicale di James, ha dedicato il cuore e la vita. Il brano scelto fu presentato da Senese nel 2018 durante una puntata di Webnotte dedicata a Pino Daniele ed è un omaggio al legame profondo tra musica e identità napoletana. Tratto dall’album Pino Daniele (1979), è una poetica ma netta presa di posizione contro la cosiddetta “filosofia napoletana” del tira a campare a cui viene contrapposto un doloroso e determinato senso della realtà.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Everybody’s Song di Robert Plant & Saving Grace. L’ex cantante dei Led Zeppelin torna con una nuova band, i Saving Grace, e con un approccio libero, spontaneo e autentico. “Quando non forzi le cose e viene tutto naturale, in cambio ricevi un’energia incredibile”, racconta Plant, descrivendo la filosofia che anima il progetto. La band – composta dalla co-vocalist e fisarmonicista Suzi Dian, dal batterista Oli Jefferson, dal banjoista e violinista Matt Worley, dal chitarrista Tony Kelsey e dal violoncellista Barney Morse-Brown – propone un album omonimo di dieci tracce che spaziano dai tradizionali spiritual come Gospel Plough e Chevrolet a reinterpretazioni di brani moderni dei Low Anthem e dei Low. Con Everybody’s Song, Plant conferma la sua capacità di attraversare i generi, reinventando la tradizione con sensibilità contemporanea.Questa settimana, il brano del MEI e proposto nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music con Renato Marengo, è Biglie di Manuele Albanese. Il brano nasce in un’estate insolita, con una caviglia rotta e il tempo sospeso, trasformandosi in una via di fuga tra realtà e fantasia: è contraddistinto da un sound colmo di atmosfere eleganti e dal sapore pop italiano anni ‘60-’70. Rime incalzanti e suggestioni battistiane, Biglie rievoca immagini estive che raccontano la traiettoria imprevedibile dei sentimenti e della vita.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata a Alessandro Bencini, compositore e autore di colonne sonore.L’intervista, registrata nel suo studio, esplora i lavori più recenti di Bencini, tra cui la colonna sonora di 40 secondi — film di Vincenzo Alfieri presentato alla Festa del Cinema di Roma, con Gilda Buttà al pianoforte e Luca Pincini al violoncello — dedicato alla tragica vicenda di Willy Monteiro.Bencini racconta anche Leopardi & Co., commedia romantica diretta da Federica Biondi con Whoopy Goldberg e Jeremy Irvine, svelando il dietro le quinte del suo processo creativo.Il brano scelto da Bencini per accompagnare l’intervista è Now We Are Free di Hans Zimmer e Lisa Gerrard, indimenticabile colonna sonora del film Il Gladiatore: un inno alla libertà che unisce intensità orchestrale e spiritualità sonora.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la Redazione raccoglie la proposta Acquario della  Banda Rulli Frulli, una realtà nata a Finale Emilia che unisce due valori fondamentali: riciclo e inclusione. Il progetto coinvolge ragazze e ragazzi di ogni età, che fanno musica insieme utilizzando strumenti realizzati con materiali di recupero, trasformando il suono in un’esperienza collettiva e sostenibile.Per la sigla di chiusura del mese di novembre il Direttore Renato Marengo ha scelto Chi tene o’ mare di James Senese: una scelta del cuore per Renato che a quel Napules' Power che fu il terreno musicale di James, ha dedicato il cuore e la vita. Il brano scelto fu presentato da Senese nel 2018 durante una puntata di Webnotte dedicata a Pino Daniele ed è un omaggio al legame profondo tra musica e identità napoletana. Tratto dall’album Pino Daniele (1979), è una poetica ma netta presa di posizione contro la cosiddetta “filosofia napoletana” del tira a campare a cui viene contrapposto un doloroso e determinato senso della realtà.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Brave New World di Vernon Reid, uno dei più influenti chitarristi del rock che si è fatto notare per la prima volta negli anni Ottanta con i Living Colours, una band socialmente impegnata che abbatteva le barriere col suo mix di punk, rock, metal, jazz, funk e hip hop. Tratto dal suo nuovo album Hoodoo Telemetry Brave New World riflette lo spirito di un artista che, anche dopo decenni di sperimentazione, resta guidato da un solo impulso: la connessione umana attraverso il suono. Nato durante gli anni di isolamento e introspezione del lockdown, il brano traduce in musica la ricerca di Reid di un nuovo linguaggio, capace di raccontare un mondo trasformato ma ancora in evoluzione.Questa settimana, il brano proposto dal MEI, inserito nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music, è A’ Maronna t’accumpagna il nuovo singolo di Acronimo Costanzo & Macrè Ensemble su etichetta ed edizioni Suono Libero Music, disponibile in distribuzione digitale e nelle radio. Il brano, che dà seguito al precedente Passame ‘e parole, vede il cantautore napoletano ancora una volta accompagnato dal polistrumentista Diego Ruschena, autore anche degli arrangiamenti, e dal sassofonista Renzo Cristiano Telloli, con i suoi preziosi inserti di sax che dialogano con la melodia del canto. A Maronna t’accumpagna, che letteralmente significa Che tu possa camminare protetto dalla luce della Madonna, riprende un’espressione del Settecento usata dai nonni di Antonio Acronimo Costanzo come augurio protettivo ogni qualvolta si accingeva a uscire di casa. Proprio questo tipico commiato dei nonni è stato la fonte d’ispirazione per il brano. La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata al film francese del 2014 diretto da Rose Bosch: Un’estate in Provenza e a un omaggio alle colonne sonore della filmografia di Robert Redford, il grande attore americano recentemente scomparso. A seguire, in ascolto, la celeberrima Highway Star dei Deep Purple, proprio una delle tante canzoni inserite nella ricchissima tracklist della colonna sonora del film Un'estate in Provenza.Per lo SLOT4! dedicato alle Scelte della Redazione la redazione propone Kvara dei 291 Out, tratta dall’album Chennàpule. Gruppo emergente che promette di lasciare il segno nell’ambito della musica per il cinema, il lavoro dei 291 out accompagna il cortometraggio Kvara – Una storia d’amore e pallone, diretto da Raffaele Iardino e Mario Leombruno, un piccolo gioiello cinematografico che unisce emozione, cultura e passione sportiva. Il corto si distingue proprio per la sua capacità di intrecciare due storie apparentemente lontane: quella della notte di gloria in cui il Napoli conquista il suo quarto scudetto, con una città intera in festa, e quella di Kamal, un giovane venditore ambulante originario dello Sri Lanka che, proprio in quella stessa sera, riceve la splendida notizia di diventare padre.Per la sigla di chiusura del mese di ottobre il Direttore Renato Marengo ha scelto Tanto Tempo fa di Eugenio Finardi,  tratto dal nuovo album di inediti Tutto.A cinquant’anni dal suo debutto discografico, Finardi torna con un lavoro denso di riflessioni e sperimentazioni sonore, affrontando con lucidità temi che spaziano dalla crisi sociale alla spiritualità, passando per l’amore e la fisica quantistica.Tra i collaboratori del disco figurano Giovanni “Giuvazza” Maggiore, Fiamma Cardani, Paolo Costa e la figlia Francesca “Pixel” Finardi.

  33. 118

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto My Sweet Lord di George Harrison. Sebbene sia stato un membro fondamentale dei Fab Four, in questa occasione i riflettori sono puntati sulle sue canzoni più belle, gli assoli di chitarra, le collaborazioni in qualità di ospite e il suo lavoro come produttore al di fuori dei Beatles. Nonostante la sua scomparsa nel 2001, Harrison ha lasciato una ricca eredità musicale, considerata oggi di grande valore storico e artistico. Partendo dal 1968, l’obiettivo è quello di offrire una lucida ricognizione, disco per disco, di tutta la discografia di Harrison.  Particolare attenzione è riservata al rapporto con Billy Preston, che, dopo aver partecipato alle sessioni di Let It Be, divenne uno dei principali collaboratori di Harrison. A testimonianza del loro legame, George gli affidò in anteprima due dei suoi brani più celebri: All Things Must Pass e My Sweet Lord.Questa settimana, il brano proposto da l’altoparlante, inserito nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music, è Love at first glance di PoST, band torinese. Il brano, molto apprezzato dal pubblico, è tratto dall’album Ten Little Indies.Un lavoro elegante e introspettivo, realizzato tra Milano e Londra, che riflette il dualismo tra amore e morte come metafora della rinascita.Scrittura raffinata e sonorità curate con attenzione artigianale fanno di questo progetto una delle realtà più interessanti dell’indie italiano contemporaneo.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata a Valerio Vigliar a pochi giorni dal debutto al MArteLive Connect'25 con il suo Concerto al buio. Il compositore romano, dopo essere stato candidato al premio David di Donatello nella categoria Miglior canzone originale con la sua Atoms cantata da Greta Zuccoli e tratta dalla colonna sonora di Familia, un film di Francesco Costabile che rappresenterà il cinema italiano ai prossimi Premi Oscar. Nel corso della puntata la discussione si sposta anche sui lavori musicali realizzati da Vigliar per Fuori di Mario Martone, per i documentari Broken Dreams e Quir, oltre che delle numerose esperienze in ambito teatrale. Nel 2021 gli è stato conferito il Premio Ubu per la miglior musica e disegno sonoro con lo spettacolo Tiresias. A seguire, in ascolto, Atoms scritta da Valerio Vigliar e interpretata dalla cantante Greta Zuccoli.Per lo SLOT4! dedicato alle Scelte della Redazione, questa settimana a cura di Michela Del Bosco & Micol May, la redazione propone Talyesin Merlino dei DePookan. Dopo molti anni di silenzio, ben 30, i DePookan escono con il loro secondo album, Sang et Cendre. Formazione toscana firmata da Susy (Luana), Berni e Nicola Cavina, i DePookan fanno il loro esordio nel lontano 1994 e poi, da allora, il silenzio. Il loro è un suggestivo suono world che si confronta con la ritualità e la magia, la tradizione celtica e sperimentazioni di rock ed elettronica moderne. La sonorità dell'underground è certamente quella che più si adatta alla loro forma sonora, dove la voce, l’elettronica e gli strumenti antichi trovano un luogo dove incontrarsi. Per la sigla di chiusura del mese di ottobre il Direttore Renato Marengo ha scelto Tanto Tempo fa di Eugenio Finardi,  tratto dal nuovo album di inediti Tutto.A cinquant’anni dal suo debutto discografico, Finardi torna con un lavoro denso di riflessioni e sperimentazioni sonore, affrontando con lucidità temi che spaziano dalla crisi sociale alla spiritualità, passando per l’amore e la fisica quantistica.Tra i collaboratori del disco figurano Giovanni “Giuvazza” Maggiore, Fiamma Cardani, Paolo Costa e la figlia Francesca “Pixel” Finardi.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Power to the people di John Lennon, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 85° compleanno. Pubblicato nel marzo 1971 e prodotto da Phil Spector, il singolo rappresenta l’ingresso definitivo di Lennon nella sfera dell’impegno politico, con un messaggio diretto e coraggioso: la musica come strumento di protesta, di libertà e di consapevolezza collettiva.Registrato negli studi Apple di Londra con la Plastic Ono Band – Lennon, Klaus Voormann, Alan White e Yōko Ono – il brano segna l’inizio del periodo più radicale dell’artista, culminato con la battaglia civile contro l’amministrazione Nixon e la riflessione sull’attivismo come forma d’arte.Questa settimana, il brano proposto dall’Altoparlante, inserito nella rubrica curata da Nando Misuraca di Suono Libero Music, è Love at first glance di PoST, band torinese. Il brano, molto apprezzato dal pubblico, è tratto dall’album Ten Little Indies.Un lavoro elegante e introspettivo, realizzato tra Milano e Londra, che riflette il dualismo tra amore e morte come metafora della rinascita.Scrittura raffinata e sonorità curate con attenzione artigianale fanno di questo progetto una delle realtà più interessanti dell’indie italiano contemporaneo.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata a Francesco Bianconi, cantautore, scrittore e voce dei Baustelle. Durante la scorsa edizione di Cinemarcord a Bergamo, infatti, Bianconi ha raccontato il rapporto del gruppo con le colonne sonore, tra cui quella composta per il film di Giuseppe Piccioni, Giulia non esce la sera (2009), con Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Dalla conversazione emerge un ritratto inedito di Bianconi come autore di cinema, capace di intrecciare melodia e narrazione visiva con grande sensibilità. A seguire, in ascolto, Piangi Roma dei Baustelle feat. Valeria Golino, brano intenso e malinconico tratto proprio da quella colonna sonora.Per lo SLOT4! dedicato alle Scelte della Redazione, Renato Marengo intervista Francesco Giuliani. Per la sigla di chiusura del mese di ottobre il Direttore Renato Marengo ha scelto Tanto Tempo fa di Eugenio Finardi,  tratto dal nuovo album di inediti Tutto.A cinquant’anni dal suo debutto discografico, Finardi torna con un lavoro denso di riflessioni e sperimentazioni sonore, affrontando con lucidità temi che spaziano dalla crisi sociale alla spiritualità, passando per l’amore e la fisica quantistica.Tra i collaboratori del disco figurano Giovanni “Giuvazza” Maggiore, Fiamma Cardani, Paolo Costa e la figlia Francesca “Pixel” Finardi.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Chosen di Glenn Hughes, bassista e cantante britannico, soprannominato dai fan The Voice of Rock. A distanza di nove anni dal suo ultimo album solista, Hughes torna con Chosen, un lavoro potente ed evocativo che segna il suo ritorno più deciso alle sonorità hard degli esordi. Al suo fianco, ancora una volta, il chitarrista e produttore danese Soren Andersen.Nel brano, Hughes sembra raccontare la propria vita come un percorso di guarigione e rinascita attraverso la musica — un linguaggio che da sempre usa per esorcizzare i demoni interiori e trasformarli in energia creativa. Questa settimana, il brano proposto dal MEI, curata da Nando Misuraca, è Corri di Hellvillum, band perugina. Il brano è il nuovo e quarto singolo distribuito e promosso da (R)esisto, affronta  temi molto attuali come l’inquietante sensazione, quasi la necessità, di occupare sempre in nostro tempo facendo cose, cercando di essere produttivi in ogni istante della nostra vita. Senza mai fermarci. Non a caso la band utilizza un  ritmo incalzante e deciso, dall’inizio fino alla fine: che appunto, come in una corsa, toglie il fiato.La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata a Stefano Fresi, attore amatissimo di film e serie tv, ma in questa intervista Stefano Fresi racconta i suoi inizi come musicista per teatro e in seguito come compositore: sua la sigla musicale della Rai - uno dei logo-jingle più longevi della televisione - ma anche della sigla funky anni ‘70 della serie Romanzo Criminale. Un’intervista divertente e mai banale per capire meglio la sfaccettata personalità di un artista assai poliedrico ma anche un profondo conoscitore e divulgatore del linguaggio musicale.Per lo SLOT4!, ovvero il brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air, questa settimana la Redazione raccoglie la proposta dalla scena rock internazionale di Micol May e manda in onda Center Mass dei Twenty One Pilots. Il duo alt-rock statunitense formato dal cantante e polistrumentista Tyler Joseph e  e dal batterista Josh Dun torna dopo poco più di un anno dall’ultima uscita con Breach (uscito meno di un mese fa) i cui singoli hanno già riscontrato ampio successo nelle classifiche internazionali. Micol May propone non uno dei singoli, ma un brano, forse passato un po’ in sordina ma molto interessante.Per la sigla di chiusura del mese di ottobre il Direttore Renato Marengo ha scelto Tanto Tempo fa di Eugenio Finardi,  tratto dal nuovo album di inediti Tutto.A cinquant’anni dal suo debutto discografico, Finardi torna con un lavoro denso di riflessioni e sperimentazioni sonore, affrontando con lucidità temi che spaziano dalla crisi sociale alla spiritualità, passando per l’amore e la fisica quantistica.Tra i collaboratori del disco figurano Giovanni “Giuvazza” Maggiore, Fiamma Cardani, Paolo Costa e la figlia Francesca “Pixel” Finardi.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Turn to stone degli Electric Light Orchestra, definiti dalla redazioni i “figli dei Beatles” per la loro capacità di fondere rock sinfonico, atmosfere beatlesiane e suggestioni progressive. Gli Electric Light Orchestra sono un gruppo vocale-strumentale di rock britannico sorto a Birmingham nel 1969 dalle ceneri della "beat band" denominata The Move, fondata dal frontman Jeff Lynne e dall'istrionico Roy Wood, e piuttosto nota specialmente nella seconda metà degli anni settanta. Nel 2017 la band è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame. Turn to stone è stato pubblicato nel 1977 ed estratto dall'album Out of the Blue. Il brano è stato scritto e prodotto da Jeff Lynne.Questa settimana, il brano proposto dall’Altoparlante è Sunny Day di Fabio Smitti: un brano che racconta la consapevolezza di ciò che si è perso nel tempo, attraverso una parentesi di quotidianità che riporta alla mente un amore puro, vissuto una sola volta nella vita. Un sentimento incondizionato, spirituale, che riaffiora con gioia, malinconia e la saggezza di chi ha imparato a lasciar andare. Il brano conserva l’impronta elettro-pop raffinata che caratterizza lo stile di Smitti, ma si apre ad una dimensione più intima e contemplativa, capace di toccare corde profonde e universali. Il singolo è estratto dall’album Instabile, pubblicato il 6 giugno 2025, un lavoro che raccoglie otto brani dedicati all’amore, all’amicizia e alla ricerca interiore. La pillola da Soundtrack City, la trasmissione curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, è dedicata alle musiche di un affascinante videogioco di ruolo ambientato durante la Belle Epoque: Expedition 33. La colonna sonora è un capolavoro di raffinatezza scritta dal giovane compositore francese Lorien Testard interpretato dalla cantante Alice Duport-Percier. Un lavoro musicale come da anni non siamo purtroppo più abituati a sentirne in ambito cinematografico o televisivo. Nella seconda parte del magazine parliamo invece di una colonna sonora abbastanza mediocre scritta da Christopher Lennertz & Matt Bowen  per GEN V - Seconda stagione, una serie tv eppure con una regia e una trama molto avvincente.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo The Weight di The Band. Il brano è scelto dallo scrittore Francesco Giuliani che lo ha citato nel suo libro Ciò che resta della notte, un romanzo ambientato a Napoli, città ricca di stimoli musicali, dove si intrecciano le esistenze e le relazioni di personaggi che vivono circondati dai fermenti artistici della Napule's Power. La canzone è anche inclusa nella colonna sonora di moltissimi film ma soprattutto in The last waltz, la pellicola diretta da Martin Scorsese dedicata al loro ultimo concerto prima dello scioglimento del gruppo.Per la sigla di chiusura del mese di settembre il Direttore Renato Marengo ha scelto MORE di Riz Ortolani nella celebre interpretazione di Katyna Ranieri. Il brano che presentiamo è tratto dal documentario del 1962 Mondo cane le cui musiche furono composte da Ortolani. La cui canzone dei titoli di testa, More appunto, vinse un Grammy e fu candidata all'Oscar come canzone originale nel 1964, l’unica cantante italiana ad essersi esibita nella cerimonia di consegna degli Oscar. L’occasione è offerta dall’entrata in montaggio definitivo del film di Marco Dentici Ci vediamo da Riz dedicato al grande compositore Riz Ortolani, che andrà in onda in Rai e uscirà nelle sale agli inizi della primavera prossima.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto Thank You di Sly Stone, il geniale musicista, cantante e produttore statunitense scomparso quest’estate. A lui la rivista Classic Rock ha dedicato un ampio tributo. Voce e anima della leggendaria band Sly & the Family Stone, Sly ha ridefinito i confini del soul, del funk e della psichedelia tra anni Sessanta e Settanta, influenzando generazioni di artisti e consacrandosi come uno dei pionieri del funk accanto a James Brown e ai Parliament/Funkadelic. In scaletta ascoltiamo Thank You, un classico assoluto che nel 1970 raggiunse il primo posto nelle classifiche soul e che negli anni è stato reinterpretato da artisti come Prince, i Jackson 5 e la Dave Matthews Band.Questa settimana, il brano proposto dall’Altoparlante è Settembre il nuovo singolo della cantautrice toscana Freakybea. Una ballata pop-rock intensa e coraggiosa che racconta il ritorno all’amore dopo la violenza, trasformando l’atmosfera dell’originale del 2022 in una veste moderna e radiofonica. Un pezzo che parla di rinascita e fiducia, con una produzione potente e ricca di sfumature, curata da Studio Medasound.Per la rubrica da Soundtrack City, curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana si parla di due titoli di grande attualità: La ricetta italiana, un film musicale di produzione cinese-italiano-tedesca ambientato a Roma dove un cantanturoe pop, giovane rockstar cinese, in Italia per un Reality, si innamora di una connazionale che si trova nella capitale per imparare i segreti della cucina italiana. La colonna sonora è uno stravagante mix di canzoni pop cinesi inframezzate dalle musiche originali di Santi Pulvirenti; e Breathe – Fino all’ultimo respiro, un film thriller fantascientifico americano del 2024 interpretato da Jennifer Hudson e Milla Jovovich. Il film è ambientato in un mondo in cui i livelli di ossigeno sulla Terra sono diminuiti, rendendo impossibile vivere sulla superficie del pianeta senza attrezzature specializzate. Le musiche sono di Isabella Summers una compositrice inglese nota soprattutto per essere la tastierista e fondatrice con Florence Welch della band indie rock Florence and the Machine.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo The Loneliest dei Måneskin, band italiana che ha conquistato le classifiche mondiali e che continua a scrivere pagine di successo della nuova scena rock internazionale: l’occasione è offerta dall’intervista a Giordano Sangiorgi in occasione della trentesima edizione del MEI che sarà dal 3 al 5 ottobre: una piattaforma, quella del Meeting delle Etichette Indipendenti, che ha scoperto e dato voce a tanti indipendenti quando ancora non erano noti. Fra questi personaggi come Lucio Corsi e, appunto, i Maneskin.Per la sigla di chiusura del mese di settembre il Direttore Renato Marengo ha scelto MORE di Riz Ortolani nella celebre interpretazione di Katyna Ranieri. Il brano che presentiamo è tratto dal documentario del 1962 Mondo cane le cui musiche furono composte da Ortolani. La cui canzone dei titoli di testa, More appunto, vinse un Grammy e fu candidata all'Oscar come canzone originale nel 1964, l’unica cantante italiana ad essersi esibita nella cerimonia di consegna degli Oscar. L’occasione è offerta dall’entrata in montaggio definitivo del film di Marco Dentici Ci vediamo da Riz dedicato al grande compositore Riz Ortolani, che andrà in onda in Rai e uscirà nelle sale agli inizi della primavera prossima.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto I Don't Need This Pressure On, tratto dalla raccolta Diamond, degli Spandau Ballet, una delle band inglesi più iconiche degli anni ’80. Scioltisi nel 2019, pubblicano oggi un cofanetto extra-large: Everything Is Now - Vol 1: The Early Years 1978-1982, con 6 CD, 2 vinili, un Blu-ray e un libro di 44 pagine con foto e commenti inediti. L’enorme fama degli Spandau Ballet fu suggellata dalla partecipazione alla registrazione del singolo Do They Know It's Christmas? con il super gruppo Band Aid e dalla loro performance al Live Aid allo stadio di Wembley nell’estate del 1985.Questa settimana, il brano proposto dal MEI è Circo Fantasma, il singolo d'esordio del progetto myLASERDOG, del cantautore fiorentino MONROE. “Un viaggio allucinatorio e surreale tra l’intimistico e il mainstream - dichiara l'artista - un circo fantasma con biglietto di solo ingresso, nodi alla gola e attacchi di panico, tra le highway contornate di palme di Miami e le illusioni/disillusioni generazionali, croci sul cuore, e la preghiera/promessa di non lasciarmi mai”. Il cantautore ha all'attivo collaborazioni e lavori con diverse band della scena underground fiorentina, in un percorso artistico iniziato con la band trash-metal Fad’Z Klaus. Con la band Montechristo (trio indie-rock), pubblica poi il primo album con  testi in italiano I Cristi e le Madonne. Nel 2025 dà vita al progetto myLASERDOG, con la collaborazione artistica e di produzione di Massimiliano Lambertini e Michele Guberti, per la realizzazione dell'album Cuori & Croci luminose anche Occasionali, in uscita per l’etichetta ferrarese (R)esisto.Per la rubrica da Soundtrack City, curata da Massimo Privitera e Marco Testoni e ospitata settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana si parla di un film e di una serie tv attualmente disponibili sulle piattaforme digitali: Castelrotto è un film giallo ambientato in un paesino dell’entroterra marchigiano dove uno spigoloso ex maestro di scuola interpretato Giorgio Colangeli cerca di risolvere un omicidio attraverso suoi articoli pubblicati sulla stampa locale. La particolare colonna sonora è quasi interamente suonata dalle sole percussioni di Peppe Leone; e Mercoledi’, una serie televisiva statunitense horror-fantasy ispirata ai personaggi della famiglia Addams con moltissime canzoni e una colonna sonora originale scritta da Danny Elfman. Proprio da quest’ultima arriva il brano scelto per la puntata: Don't Worry, Be Happy,  la più celebre delle canzoni di Bobby McFerrin e contenuta nella colonna sonora della serie tv Mercoledì.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo Niente Ninna per l’Uomo Nè de Il Parto delle Nuvole Pesanti, brano dedicato a Mimmo Lucano che, con lo stile della filastrocca, racconta la vicenda di Riace e del suo modello di accoglienza.La scelta di questo brano della band rock bolognese di origine calabrese è stata fatta proprio in occasione della data del 10 ottobre prossimo che vedrà il Parto ai Teatri di Vita per festeggiare i suoi 35 anni di vita e di palco.Il Parto delle Nuvole Pesanti è una delle band militanti più originali della musica italiana che da sempre ha mescolato musica e impegno sociale. A fianco dei componenti storici, Salvatore De Siena  e Amerigo Sirianni, il Maestro Antonio Rimedio che - oltre ad aver riarrangiato per l’occasione i brani della band - dirigerà l’Orchestrina delle Onde Calabre, un ensemble nato dall’incontro fra collaboratori storici e nuovi giovani musicisti. Sul palco anche alcuni ospiti, amici storici della Band con qualche sorpresa.Per la sigla di chiusura del mese di settembre il Direttore Renato Marengo ha scelto MORE di Riz Ortolani nella celebre interpretazione di Katyna Ranieri. Il brano che presentiamo è tratto dal documentario del 1962 Mondo cane le cui musiche furono composte da Ortolani. La cui canzone dei titoli di testa, More appunto, vinse un Grammy e fu candidata all'Oscar come canzone originale nel 1964, l’unica cantante italiana ad essersi esibita nella cerimonia di consegna degli Oscar. L’occasione è offerta dall’entrata in montaggio definitivo del film di Marco Dentici Ci vediamo da Riz dedicato al grande compositore Riz Ortolani, che andrà in onda in Rai e uscirà nelle sale agli inizi della primavera prossima.

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    In apertura, per la Cover Story, la redazione ha scelto - ispirandosi alla copertina di Classic Rock Italia il Magazine - New Killer Star di David Bowie, singolo tratto dall’album Reality del 2003. La canzone, dai riferimenti indiretti alla vita dopo l’11 settembre, rappresenta uno dei momenti più intensi del Bowie dei primi anni Duemila. L’occasione nasce dalla copertina del numero in edicola di Classic Rock, che dedica un approfondito speciale al “lungo addio” di Bowie (2002-2016), un periodo che ha visto nascere i suoi ultimi quattro album in studio, dal visionario Heathen a Blackstar, pubblicato due giorni prima della sua scomparsa.Questa settimana, il brano proposto da l’altoparlante è Love at first glance dei PoST. La rock band torinese pubblica un singolo che esplora il dualismo tra amore e morte, nuovo estratto dall’album Ten little indies.Un album, prodotto con cura artigianale tra Milano e Londra, che racconta lungo i suoi brani un frammento di rinascita, tra fragilità umane e riflessioni disilluse, con una scrittura che non teme di scavare nelle pieghe più intime della quotidianità.Per la rubrica Soundtrack City, curata da Massimo Privitera e Marco Testoni, i riflettori si accendono su due produzioni televisive disponibili in streaming: Il Club dei delitti del giovedì, giallo ambientato in una casa di riposo dove tre pensionati indagano su vecchi casi irrisolti, e Nonnas, commedia che narra la vera storia di un ristorante gestito da nonne italiane. Proprio da quest’ultimo arriva il brano scelto per la puntata: Hyatt Street dei Pink Martini, un omaggio al sound italiano anni ’60 che profuma di cinema e Mediterraneo.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo Bloom Baby Bloom di Wolf Alice. Dopo quattro anni dall’ultimo album, i Wolf Alice sono tornati con The Clearing, pubblicato il 29 agosto. Il disco è stato anticipato dal singolo Bloom Baby Bloom, che ha mostrato una band pronta a sperimentare nuove strade: richiami al glam e alle atmosfere anni Settanta, cambi di tempo improvvisi e un’interpretazione vocale di Ellie Rowsell che passa con naturalezza dall’intensità aggressiva a toni più evocativi. Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Colin Solal Cardo con coreografie di Ryan Heffington, dal gusto teatrale e scintillante. Con la produzione di Greg Kurstin e il passaggio a una major come Columbia, il gruppo sembra puntare a un pubblico ancora più vasto, senza rinunciare alla propria identità. Se la qualità dei brani si manterrà all’altezza del singolo di lancio, The Clearing potrebbe rappresentare una nuova svolta nella loro carriera.Per la sigla di chiusura del mese di settembre il Direttore Renato Marengo ha scelto MORE di Riz Ortolani nella celebre interpretazione di Katyna Ranieri. Il brano che presentiamo è tratto dal documentario del 1962 Mondo cane le cui musiche furono composte da Ortolani. La cui canzone dei titoli di testa, More appunto, vinse un Grammy e fu candidata all'Oscar come canzone originale nel 1964, l’unica cantante italiana ad essersi esibita nella cerimonia di consegna degli Oscar. L’occasione è offerta dall’entrata in montaggio definitivo del film di Marco Dentici Ci vediamo da Riz dedicato al grande compositore Riz Ortolani, che andrà in onda in Rai e uscirà nelle sale agli inizi della primavera prossima.

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    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto  Breakthrough di Joe Bonamassa, chitarrista e cantautore statunitense. Esordiente negli anni novanta con i Bloodline e successivamente come artista solista, è diventato uno fra i più apprezzati chitarristi del contemporaneo panorama musicale blues/rock grazie alla sua notevole tecnica, pulizia del suono e professionalità in studio. A lui il merito di essere riuscito a fondere la tradizione del blues con elementi moderni e innovativi. Il suo album Breakthrough, ventiduesimo lavoro della carriera (comprese le collaborazioni), segna una svolta con sonorità più varie e meno legate al blues, avvicinandosi in parte all’hard rock. Nonostante ciò, Bonamassa resta fedele al suo stile, con assoli intensi, scrittura lineare e grande gusto musicale.Questa settimana il brano proposto dal MEI è Arsenico di Violet, il singolo d'esordio dell'artista anconetano che anticipa il primo EP Biscotti. Arsenico è il brano da cui tutto è partito. - dichiara Violet - è una canzone viscerale, scritta quasi di getto, che ha dato la direzione all’intero EP. È un viaggio tra ricordi che avvelenano e notti che sembrano non finire mai. Parla di ciò che resta dopo certe storie, delle parole mai dette, di quel sapore dolceamaro che ti rimane addosso quando qualcosa finisce. Un intreccio di nostalgia e rimpianto, di tempo sprecato e fiato buttato. Un inno dolceamaro a ciò che poteva essere, ma non è stato. Dal punto di vista sonoro, l’autore ha cercato un’atmosfera che richiamasse le vecchie produzioni anni '60, con arrangiamenti minimali ma densi di emotività.La nuova pillola da Soundtrack City, il programma ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera e ospitato settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata alla serie Reservatet - La Riserva e al film Jurassic World - La rinascita. La serie tv è prodotta in Danimarca -  con le dense musiche del raffinato compositore Halfdan e Nielsen - è un crime che racconta la torbida storia di una giovane ragazza alla pari filippina che scompare in uno dei quartieri più ricchi di Copenhagen. Il film è invece il sequel di Jurassic World - Il dominio (2022) e il settimo film del franchise di Jurassic Park con le musiche del compositore francese Alexandre Desplat.Come brano proposto dalla redazione Classic Rock On Air questa settimana ha scelto Vortice di Nàe. Il brano, dal sound pop-elettronico elegante e avvolgente, è un invito a riscoprire la propria autenticità nel caos del cambiamento, accogliendo vulnerabilità e imperfezione come forza. Con Vortice, Nàe racconta il coraggio di lasciarsi andare a ciò che si è davvero, rompendo aspettative e pregiudizi. La cover, scattata sulla riviera adriatica, celebra il legame profondo dell’artista con il suo territorio. Il brano sarà presentato live in alcuni eventi estivi in arrivo.Per la sigla di chiusura del mese di luglio il Direttore Renato Marengo ha scelto Harmònia di Tony Esposito, un brano inedito del percussionista, prodotto da Renato Marengo e dedicato da Tony Esposito all’UNESCO per testimoniare il suo impegno per la Pace nel mondo e scritto in occasione al conferimento all’artista dall’UNESCO del prestigioso Books For Peace International Special Award 2024. Questa canzone rende omaggio alla collaborazione e all'armonia tra le culture, valori da sempre sostenuti dall'artista e dall'UNESCO. L'uscita del disco rappresenta un evento celebrativo per ripercorre la carriera di un'artista che ha saputo fondere ritmi mediterranei e africani, conquistando un pubblico internazionale. Una tiratura limitata e numerata realizzata in vinile colorato rosso, con all’interno una serigrafia del quadro Harmònia di Tony Esposito, firmata a mano dallo stesso artista. 

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    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto Paranoid dei Black Sabbath: una dedica al gruppo per l’ultimo concerto tenuto il 5 luglio a Birmingham prima dello scioglimento definitivo. Icone dell’hard & heavy britannico, i Black Sabbath si sono sciolti nel 2017 ma riuniti per un ultimo grande show nella loro città natale. Un occasione per ricordare una vita di musica passata insieme dal maggio del 1969, quando ancora il nome della band era Polka Tulk Blues Band e si esibivano con sole cover rock-blues. Il pezzo scelto dalla redazione nasce come “tappabuchi” dell’album omonimo, ma il suo grande successo acquisito con il tempo lo ha reso uno dei pezzi più importanti e influenti della storia dell’heavy metal.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante è Biglie di Manuele Albanese, il nuovo singolo e title track dell’album d’esordio del cantautore vicentino. Il brano nasce in un’estate insolita, con una caviglia rotta e il tempo sospeso, trasformandosi in una via di fuga tra realtà e fantasia. Il brano è contraddistinto da un sound colmo di atmosfere eleganti e dal sapore pop italiano anni ‘60-’70. Rime incalzanti e suggestioni battistiane, Biglie rievoca immagini estive che raccontano la traiettoria imprevedibile dei sentimenti e della vita.La nuova pillola da Soundtrack City, il programma ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera e ospitato settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata alla prossima edizione del Premio Mercurio d’Argento che si terrà a Massa dal 21 al 23 agosto. L’appuntamento annuale con il mondo delle colonne sonore ha come direttore artistico lo stesso Massimo Privitera che anticipa a Soundtrack City gli eventi del ricco programma. Workshop, proiezioni e concerti fanno da cornice a un evento all’insegna della musica per il cinema. Durante il Mercurio d’Argento sarà anche consegnato il Premio Musa della critica cinemusicale a Giuliano Taviani & Carmelo Travia per le musiche del film Diamanti di Ferzan Ozpetek. In linea con le colonne sonore, il brano scelto è Circle of Life di Elton John, tratto dalla colonna sonora del film d’animazione Il Re Leone.Come brano proposto dalla redazione Classic Rock On Air questa settimana ha scelto Napoli Millenaria di Canti Flegrei. La scelta è un omaggio a Napoli per festeggiare i 2.500 anni dalla sua fondazione, con un brano che si insinua nelle sonorità popolari partenopee, unito a un sound elettronico moderno. Il risultato è una canzone orecchiabile, da ballare, che porta con sé il vero spirito del popolo Napoletano. Un inno per Napoli nel mondo, il brano è cantato dal gruppo fondato da Gino Magurno, autore e produttore made in Naples che ha scritto per Bennato, Di Capri, Cercola, nonché, coautore di Un’estate italiana il famoso inno delle notti magiche dei Mondiali Italia ‘99.Per la sigla di chiusura del mese di luglio il Direttore Renato Marengo ha scelto Harmònia di Tony Esposito, un brano inedito del percussionista, prodotto da Renato Marengo e dedicato da Tony Esposito all’UNESCO per testimoniare il suo impegno per la Pace nel mondo e scritto in occasione al conferimento all’artista dall’UNESCO del prestigioso Books For Peace International Special Award 2024. Questa canzone rende omaggio alla collaborazione e all'armonia tra le culture, valori da sempre sostenuti dall'artista e dall'UNESCO. L'uscita del disco rappresenta un evento celebrativo per ripercorre la carriera di un'artista che ha saputo fondere ritmi mediterranei e africani, conquistando un pubblico internazionale. Una tiratura limitata e numerata realizzata in vinile colorato rosso, con all’interno una serigrafia del quadro Harmònia di Tony Esposito, firmata a mano dallo stesso artista. 

  42. 109

    ClassicRockOnAir_luglio_pt02

    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto Black Mamba di Alice Cooper, cantante statunitense e padrino dello shock rock.Dopo cinquant’anni, Alice Cooper torna a collaborare con la sua storica band per l’album The Revenge of Alice Cooper, in uscita il 25 luglio 2025 per earMusic. Si tratta della prima reunion in studio con Michael Bruce, Dennis Dunaway, Neal Smith e Bob Ezrin dai tempi di Muscle of Love (1973). L’album, l’ottavo del gruppo e il trentesimo della carriera di Alice Cooper, propone un ritorno al classico shock rock degli anni Settanta. Il primo singolo, Black Mamba, vede la partecipazione speciale di Robby Krieger dei Doors, storico gruppo musicale rock statunitense.Questa settimana il brano proposto dal Mei è Ma quanto sei bella di IZine, aka Marco Ravasini, cantautore parmigiano. Il brano è il secondo singolo estratto da Fuori dal mainstream, l’EP d’esordio del cantautore parmigiano IZINE e affronta con delicatezza e sensibilità il tema della depressione, legata in particolare ad un’infanzia difficile e a relazioni personali complesse. Izine spiega che il pezzo nasce dal desiderio di accogliere e consolare il nostro “bambino interiore”, spesso ferito e inascoltato, e trasmettere il messaggio che non siamo sbagliati, ma degni di amore e comprensione. Il ritornello “Ma quanto sei bella” funziona come una perifrasi affettuosa, che cela un invito più profondo all’auto-accettazione. Anche la musica contribuisce al messaggio: le sonorità morbide e l’atmosfera limpida servono a rendere accessibili e leggere tematiche emotivamente complesse.Il videoclip arricchisce il significato del brano con una narrazione simbolica: protagonista è la bambola “Nina”, uno dei giochi della figlia più piccola dell’artista, che smarritasi accidentalmente, vive una serie di disavventure prima di cercare la strada di casa. La bambola diventa così una metafora del nostro io più fragile, smarrito ma in cerca di riscatto, speranza e cura. La risposta al suo destino è custodita nel finale del video.La nuova pillola da Soundtrack City, il programma ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera e ospitato settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata alla doppia intervista allo scrittore Francesco Giuliani e al direttore di Classic Rock On Air Renato Marengo che ha ideato e curato un particolarissimo tour di presentazioni partendo proprio dalla musica che aveva in mente il suo autore mentre scriveva. Ciò che resta della notte, infatti, è un’opera narrativa che si distingue per la sua forte impronta cinematografica e musicale. Ogni capitolo è introdotto da una playlist curata dall’autore, trasformando la lettura in un percorso emotivo che fonde parola scritta e colonna sonora. “Mentre scrivevo – racconta Giuliani – avevo sempre una musica in testa.” Il libro nasce così dalla suggestione dell’ascolto, come se fosse la sceneggiatura di un film ispirato da canzoni. Il romanzo intreccia le storie di personaggi che vivono di musica, ambientate in una Napoli vibrante e carica di suggestioni sonore, restituendo al lettore un’esperienza narrativa avvolgente e multisensoriale. Nel tour di presentazioni Marengo ha, quindi,  intrecciato volutamente letteratura e musica dal vivo invitando ospiti prestigiosi del panorama musicale italiano, tra cui Antonio Onorato e The Niro.Come brano proposto dalla redazione Classic Rock On Air questa settimana ha scelto Starbuster di Fontaines D.C. un gruppo musicale post-punk irlandese. Il singolo  Starburster  apripista dell’album Romance, uscito il 17 aprile 2024, segna il debutto della band irlandese nella UK Singles Chart, dove ha raggiunto la posizione numero 57. Il brano si distingue per la sua fusione originale di post-punk, art-rock e influenze trip-hop/hip-hop, sostenuta da un groove incisivo a metà tra il funky e il disco-rock. Non a caso, la rivista musicale settimanale britannica New Music Express lo ha definito una vera e propria “bestia art-rock”.Per la sigla di chiusura del mese di luglio il Direttore Renato Marengo ha scelto Harmònia di Tony Esposito, un brano inedito del percussionista, prodotto da Renato Marengo e dedicato da Tony Esposito all’UNESCO per testimoniare il suo impegno per la Pace nel mondo e scritto in occasione al conferimento all’artista dall’UNESCO del prestigioso Books For Peace International Special Award 2024. Questa canzone rende omaggio alla collaborazione e all'armonia tra le culture, valori da sempre sostenuti dall'artista e dall'UNESCO. L'uscita del disco rappresenta un evento celebrativo per ripercorre la carriera di un'artista che ha saputo fondere ritmi mediterranei e africani, conquistando un pubblico internazionale. Una tiratura limitata e numerata realizzata in vinile colorato rosso, con all’interno una serigrafia del quadro Harmònia di Tony Esposito, firmata a mano dallo stesso artista.

  43. 108

    ClassicRockOnAir_luglio_pt01

    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto Face The Face di Pete Townshend chitarrista dei The Who, la storica band inglese di rock and roll con oltre 100 milioni di dischi venduti. Il gruppo, formato da Pete Townshend (chitarrista e autore della maggior parte delle canzoni), Roger Daltrey (voce), John Entwistle (basso elettrico) e Keith Moon (batteria), raggiunge il successo nel 1965, con l'uscita dell'album My Generation, il cui omonimo brano si rivela il primo inno generazionale, nonché uno dei pezzi ancora oggi più conosciuti e rappresentativi della band. Face the Face è la terza traccia del quarto album solista di Townshend, un concept album del 1985 intitolato White City: A Novel , ed è stata pubblicata come singolo. La versione britannica e statunitense del singolo vede la figlia di Pete Townshend, Emma Townshend, cantare alcune parti del brano.Questa settimana il brano proposto dall’Altoparlante è Una ragione ancora di Edoardo Cerea, il nuovo singolo del cantautore piacentino estratto dal suo ultimo disco in uscita per l'etichetta Orzorock Music. Nel brano il protagonista della canzone sta vivendo un momento di totale sconforto e distacco nei confronti della società che lo circonda, avverte un’atmosfera opaca e soffocante, vede le persone depresse e scontente ma, tuttavia, disposte a subire qualsiasi cosa senza protestare e senza stupirsene. Sente quindi il bisogno di ritirarsi nella propria dimensione privata cercando un punto d’osservazione il più in disparte possibile per analizzare meglio e dare un senso a questa realtà, quasi come un eremita in cima ad una montagna. La nuova pillola da Soundtrack City, il programma ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera e ospitato settimanalmente da Classic Rock On Air, questa settimana è dedicata alla pianista e compositrice Licia Missori. L’eclettismo musicale della Missori le ha consentito di formarsi come pianista classica, far parte della band di symphonic metal tedesca Haggard, essere musicista di scena in tour teatrali con Giancarlo Giannini, pubblicare un libro di poesie e 5 album solisti (coniugando musica classica e rock) e soprattutto negli ultimi anni imporsi come una delle compositrici piu’ attive nella musica per videogiochi per l'azienda di advergame Gamindo. La Missori ha anche pubblicato il primo libro in Italia interamente dedicato a questo specifico settore intitolato appunto Musica per videogiochi.Come brano proposto dalla redazione Classic Rock On Air questa settimana ha scelto Tra ricordi e sirene del gruppo i  Sidereo. Tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018, nasce un'idea delineata nella bozza del futuro brano I nostri buoni propositi. Da qui la necessità di perseguire una sentita eredità alternative rock accompagnata da una granulosa dose di psichedelìa e malinconia. Il progetto assume gradualmente forma, colore e, con la dovuta fatica di gestazione, si concretizza nel nome di Sidèreo. I capricci di Mnemosine, frutto della collaborazione con Loops Studio, si configura come un disco intimo e avvolgente, permeato da suggestioni sonore gloomy e vintage. La grana calda e gli accenni shoegaze richiamano la nostalgia del sound degli anni '90, al fine di integrare con eloquenza il tema centrale.Per la sigla di chiusura del mese di luglio il Direttore Renato Marengo ha scelto Harmònia di Tony Esposito, un brano inedito del percussionista, prodotto da Renato Marengo e dedicato da Tony Esposito all’UNESCO per testimoniare il suo impegno per la Pace nel mondo e scritto in occasione al conferimento all’artista dall’UNESCO del prestigioso Books For Peace International Special Award 2024. Questa canzone rende omaggio alla collaborazione e all'armonia tra le culture, valori da sempre sostenuti dall'artista e dall'UNESCO. L'uscita del disco rappresenta un evento celebrativo per ripercorre la carriera di un artista che ha saputo fondere ritmi mediterranei e africani, conquistando un pubblico internazionale. Una tiratura limitata e numerata realizzata in vinile colorato rosso, con all’interno una serigrafia del quadro Harmònia di Tony Esposito, firmata a mano dallo stesso artista. 

  44. 107

    Classic Rock On Air - Giugno PT04

    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto Valley Girl di Frank Zappa. Due le grandi notizie che riguardano l’autore: la pubblicazione del suo album postumo Cheaper than Cheep registrato nel 1974 e l’uscita dell’edizione italiana del libro Terra chiama Luna scritto dalla sua primogenita Moon Unit Zappa. Nel libro Moon Unit racconta la sua crescita in una famiglia non convenzionale nella Los Angeles degli anni '70, la sua crescita sulle colline di Hollywood negli anni '80 come "Valley Girl", il suo successo come VJ per caso su una nuova rete chiamata MTV e la ricerca di se stessa dopo aver perso prima il padre, poi la madre e la prova delle sue relazioni più importanti. Dopo la morte di Frank, nel dicembre 1993, i suoi eredi hanno adottato la sigla Zappa Family Trust per la gestione del suo archivio continuando a pubblicare materiale inedito e arrivando oggi a 68 uscite postume.  I dischi sono gestiti commercialmente dalla Universal, che nel 2022 ha acquistato i diritti sull’intero catalogo.Questa settimana la Redazione ha scelto di proporre un artista al quale Classic Rock Magazine Italia ha dedicato una bella intervista a cura di Paolo Tocco. Si tratta di Joachim Cooder di cui è stato schelto Dreamer’s Motel. Cooder sarà ospite a Folkest il 5 luglio prossimo con l’italiano Adriano Viterbini. Figlio del leggendario chitarrista Ry, Joachim Cooder è cresciuto circondato dalla musica (dal rock al blues, dal country alla musica cubana), suonando accanto a suo padre in studio e dal vivo fin da giovanissimo. In questo straordinario contesto ha avuto occasione di collaborare con artisti di ogni provenienza e genere.  Dreamer's Motel, uscito a novembre 2024, è il suo ultimo lavoro, che lo vede all'opera come cantante, compositore e polistrumentista. Con un’artigianalità melodica e un fascino discreto, il disco è un promemoria della vasta gamma e del ricco patrimonio musicale del musicista californiano, che in sette brani esplora nuovi territori sonori, muovendosi con autenticità tra soulful Americana, folk, roots e alt-country.La nuova pillola da Soundtrack City, il programma ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, questa settimana ospita Tony Carnevale. Il compositore romano presenta la sua ultima colonna sonora scritta per il film Vakhim, un toccante documentario autobiografico della regista Francesca Pirani che accompagna suo figlio adottivo in Cambogia alla ricerca delle sue radici e della sua madre naturale. L’intervista è anche una buona occasione per ripercorrere le tappe principali della carriera di musicista progressive di Carnevale - che vanta precedenti collaborazioni con Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco - e di didatta musicale con numerosi libri all’attivo.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana ha scelto Festa sarà del gruppo folk La Tresca. Il nuovo singolo firmato ancora una volta dalla RadiciMusic Records, si presenta come intensa riflessione sullo scorrere del tempo che ognuno di noi percepisce nel corso della vita. Una sera, dopo una cena allegra e spensierata, “La Tresca” decide di passare la serata in teatro ad ascoltare il concerto di una band e trova sul palco la propria immagine riflessa. Comprendere ed accettare il lato nascosto di ognuno di noi, lo specchio non corruttibile di quel che si è, accentuato dal vuoto del teatro che amplifica il peso e l’unicità di ogni scelta. Per la sigla di chiusura del mese di giugno il Direttore Renato Marengo ha scelto The Mirror Inside tratto da Néos Saint Just, il nuovo album uscito nei primi mesi del 2025 della cantautrice napoletana Jenny Sorrenti in collaborazione con il producer Tullio Angelini. Il progetto nasce dal loro incontro e dalla partecipazione di Sorrenti al festival sperimentale All Frontiers, curato dallo stesso Angelini. Lavorando insieme per due anni, i due hanno creato un disco che fonde avanguardia elettronica, atmosfere oniriche e sonorità rituali. Per Jenny Sorrenti è un’esplorazione nuova ma vissuta con passione, dove il canto diventa santuario dell’anima. Il titolo unisce l’eredità del progetto Saint Just con il concetto di rinnovamento (Néos in greco significa nuovo). Il duo continuerà a promuovere l’album in Italia e all’estero, mentre Jenny intende anche completare un libro dedicato alla voce e alla consapevolezza del canto.

  45. 106

    Classic Rock On Air - Giugno PT03

    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto Rain in the river di Bruce Springsteen, il singolo che anticipa l’uscita nei negozi di un nuovo, sontuoso cofanetto assemblato, con canzoni estratte dai suoi imponenti archivi personali, dal titolo The Lost Albums (Gli album perduti). Si tratta di materiale talvolta sorprendente e per buona parte ignoto anche agli aficionados più accaniti del musicista americano, opportunità inestimabile di avere accesso ad album che lo stesso autore, dopo averli scritti, registrati e a volte persino mixati, aveva messo da parte, limitandone l’occasionale fruizione a familiari e amici intimi. Questa settimana, il brano proposto dall’ Altoparlante è Chiedo Scudo un ironico omaggio in musica all'icona della televisione italiana Luca Giurato, realizzato dalla band folk rock medievale BardoMagno. Il brano, singolo di lancio dell’album Valvassori del BardFolk, è un pezzo epico-umoristico dedicato al conduttore-giornalista romano. Nella canzone riecheggiano diverse sonorità: dal rock al folk passando per il pop, il tutto rigorosamente in salsa medievale.La nuova pillola da Soundtrack City, il programma ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, questa settimana ospita Fabrizio Fornaci, compositore di lungo corso, con il quale Marco Testoni e Massimo Privitera si soffermano a parlare di alcune sue colonne sonore per il mercato internazionale come per la commedia messicana Cuarentones (Quando arrivano i 40), ma soprattutto della sua lunga e avventurosa collaborazione negli anni ‘90 con Joe D’Amato uno dei registi più noti del cinema erotico italiano autore de: I racconti della camera rossa (1993), Chinese Kamasutra (1994), Il labirinto dei sensi (1994).Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo scelto The Contract l’ultimo singolo della band americana Twenty One Pilots. Il duo composto da Tyler Joseph e Josh Dun, si è distinto nella scena alternative‑rock grazie a testi profondi e visionari, arricchiti da un’affiatata alchimia musicale e spettacoli live carichi di energia con scenografie coinvolgenti. Il loro settimo album, Clancy, sembra chiudere una saga musicale distopica iniziata con Blurryface, e in questo nuovo capitolo la narrazione e l’impatto visivo vengono portati a un livello ancora più maturo. In occasione del Clancy World Tour la band ha fatto tappa in Italia, con due tutto esaurito a Bologna e Milano.Portare avanti una visione musicale coerente per oltre un decennio e attraverso cinque album non è impresa comune. La cura quasi maniacale con cui intrecciano musica, narrazione e riferimenti nascosti dà vita a un’esperienza immersiva, fatta di dettagli da decifrare, teorie da costruire e una tensione costante che tiene il pubblico incollato, in attesa di scoprire dove condurrà il prossimo passo del racconto.Per la sigla di chiusura del mese di giugno il Direttore Renato Marengo ha scelto The Mirror Inside tratto da Néos Saint Just, il nuovo album uscito nei primi mesi del 2025 della cantautrice napoletana Jenny Sorrenti in collaborazione con il producer Tullio Angelini. Il progetto nasce dal loro incontro e dalla partecipazione di Sorrenti al festival sperimentale All Frontiers, curato dallo stesso Angelini. Lavorando insieme per due anni, i due hanno creato un disco che fonde avanguardia elettronica, atmosfere oniriche e sonorità rituali. Per Jenny Sorrenti è un’esplorazione nuova ma vissuta con passione, dove il canto diventa santuario dell’anima. Il titolo unisce l’eredità del progetto Saint Just con il concetto di rinnovamento (Néos in greco significa nuovo). Il duo continuerà a promuovere l’album in Italia e all’estero, mentre Jenny intende anche completare un libro dedicato alla voce e alla consapevolezza del canto.

  46. 105

    Classic Rock On Air - Giugno PT02

    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto Rhiannon un brano tratto da Fleetwood Mac, il decimo album omonimo del gruppo rock britannico dei Fleetwood Mac, pubblicato nel 1975, compie 50 anni e viene celebrato da Classic Rock.La canzone fu scritta da Stevie Nicks per la band ed è stata eletta alla posizione numero 488 nelle The 500 Greatest Songs of All Time dalla rivista Rolling Stone. Il gruppo mosse i primi passi nel Regno Unito della seconda metà degli anni sessanta come gruppo british blues raggiungendo un grande successo a livello mondiale, con oltre 100 milioni di album venduti. Nel 1998, sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. L'album raggiunge la prima posizione nella Billboard 200.Questa settimana, il brano proposto dal MEI è Vorrei avere vent'anni, il nuovo singolo del cantautore pordenonese Paoloparòn, che anticipa il terzo disco Brucia ancora quell’estate. Cosa direi a un ragazzo, oggi, se avessi vent’anni? - dichiara l'artista - E cosa direi al me di oggi?E cosa direbbe il me di vent’anni a un ventenne oggi? Siamo davvero così distanti? E il giudizio è così inevitabile? Questa incomunicabilità al limite della psichiatrizzazione non fa rabbia? E si può dire che una generazione sia realmente perdente? Queste le domande che hanno animato la genesi di questa canzone. L’artista peraltro sarà fra i numerosissimi nomi che saliranno sul palco di Folkest, la storica manifestazione friulana dedicata alle musiche del mondo.Il nuovo appuntamento di Soundtrack City, ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, questa settimana è dedicato a Bolero un film capolavoro diretto dalla regista lussemburghese Anne Fontaine presentato all’ultimo Milano Film Festival e dedicato alla vita del grande compositore francese Maurice Ravel che racconta la difficile ideazione di uno dei brani di musica classica più conosciuti al mondo. Il Bolero fu inizialmente pensato per la musica di un balletto coreografato dalla ballerina russa Ida Rubinstein. Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo scelto Sacred The Thread dei Greta van Fleet. Nati nel cuore del Michigan e catapultati sulla scena rock internazionale nella seconda metà degli anni 2010, hanno fatto parlare di sé sin da subito per un sound che evocava l’epoca d’oro dei Led Zeppelin. Una somiglianza tanto evidente da sembrare calcolata, o forse semplicemente accolta con consapevole leggerezza: da un lato l’entusiasmo di chi ne ha riconosciuto il talento; dall’altro, le critiche feroci di chi li accusa ancora oggi di essere poco più che una copia ben confezionata, abili nel replicare ma non nel innovare.Con Sacred the Thread ci si muove su territori chiaramente influenzati dal blues, in un brano dal passo controllato e meditativo, scegliendo con grande maturità di contenere l’irruenza che spesso caratterizza la band, in favore di un approccio più misurato. È la dimostrazione di quanto il gruppo sappia brillare quando sceglie di mettere a frutto, con equilibrio, la propria energia.Per la sigla di chiusura del mese di giugno il Direttore Renato Marengo ha scelto The Mirror Inside tratto da Néos Saint Just, il nuovo album uscito nei primi mesi del 2025 della cantautrice napoletana Jenny Sorrenti in collaborazione con il producer Tullio Angelini. Il progetto nasce dal loro incontro e dalla partecipazione di Sorrenti al festival sperimentale All Frontiers, curato dallo stesso Angelini. Lavorando insieme per due anni, i due hanno creato un disco che fonde avanguardia elettronica, atmosfere oniriche e sonorità rituali. Per Jenny Sorrenti è un’esplorazione nuova ma vissuta con passione, dove il canto diventa santuario dell’anima. Il titolo unisce l’eredità del progetto Saint Just con il concetto di rinnovamento (Néos in greco significa nuovo). Il duo continuerà a promuovere l’album in Italia e all’estero, mentre Jenny intende anche completare un libro dedicato alla voce e alla consapevolezza del canto.

  47. 104

    Classic Rock On Air - Giugno PT01

    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto un brano tratto da Brothers in Arms, quinto album dei Dire Straits pubblicato nel 1985, compie 40 anni e viene celebrato da Classic Rock. Il disco, guidato da Mark Knopfler, ha consacrato la band britannica a livello mondiale, dominando le classifiche statunitensi e britanniche per settimane. Il suo stile inconfondibile, fatto di rock raffinato e testi profondi, si è imposto con eleganza e semplicità. La formazione della band ha subito cambiamenti nel tempo, accogliendo diversi musicisti accanto al nucleo originario. L’iconica copertina con la chitarra National Style-O è diventata un simbolo. So Far Away fu il primo singolo tratto dall’album.Questa settimana, il brano proposto dall’Altoparlante è A-A-Amici Gatti, il nuovo singolo di Loste, alias Stefano Morandini, artista varesino attivo nella scena punk/rock italiana dal 2000 e oggi solista. Il brano, una ballad dal sapore pop/punk anni '90, è dedicato al suo gatto Banzai, che lo aspettava e accompagnava dopo le serate. Dietro il tono leggero si cela una riflessione sull'empatia degli animali rispetto all’egoismo umano. Banzai è morto avvelenato e Loste ha deciso di omaggiarlo con una maglietta in vendita ai concerti. Il ricavato andrà a La Fermata del Miciobus associazione che aiuta i gatti randagi.Per il nuovo appuntamento di Soundtrack City, ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, ospite questa settimana è il M° Gianpaolo Schiavo, direttore del Conservatorio Nino Rota di Monopoli. Nell’intervista, curata da Marco Testoni, Massimo Privitera e Pierluigi Pietroniro, si affrontano temi come il difficile rapporto tra musica per cinema e istituzioni accademiche. Schiavo parla anche della sua amicizia con Armando Trovajoli e del valore formativo della musica applicata. Spazio infine al Sudestival, storico festival cinematografico di Monopoli giunto alla 25ª edizione.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana abbiamo scelto Come acqua di mare è il nuovo album della Compagnia Daltrocanto, segna un nuovo inizio con una formazione rinnovata e nuove scritture, includendo i featuring di Danilo Sacco e Clara Moroni. Tra i brani, uno è dedicato al 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci, raccontato non solo come evento storico, ma come dramma umano legato alla figura di Giovanni Falcone. Il videoclip, diretto da Rosita Gigantino e Paolo Battista con illustrazioni di Rosario Giacomazza, utilizza l'albero di arancio come simbolo della Sicilia: bello e profumato, ma pieno di spine. Le spine rappresentano i sacrifici di chi ha lottato contro la mafia, come Falcone. Per la sigla di chiusura del mese di giugno il Direttore Renato Marengo ha scelto The Mirror Inside tratto da Néos Saint Just, il nuovo album uscito nei primi mesi del 2025 della cantautrice napoletana Jenny Sorrenti in collaborazione con il producer Tullio Angelini. Il progetto nasce dal loro incontro e dalla partecipazione di Sorrenti al festival sperimentale All Frontiers, curato dallo stesso Angelini. Lavorando insieme per due anni, i due hanno creato un disco che fonde avanguardia elettronica, atmosfere oniriche e sonorità rituali. Per Jenny Sorrenti è un’esplorazione nuova ma vissuta con passione, dove il canto diventa santuario dell’anima. Il titolo unisce l’eredità del progetto Saint Just con il concetto di rinnovamento (Néos in greco significa nuovo). Il duo continuerà a promuovere l’album in Italia e all’estero, mentre Jenny intende anche completare un libro dedicato alla voce e alla consapevolezza del canto.

  48. 103

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    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto il brano An Artist Is An Artist degli Skunk Anansie, una delle band più visionarie e influenti della musica britannica. Con oltre 5 milioni di dischi venduti nel mondo dal 1995, gli Skunk Anansie hanno festeggiato il 25° anniversario di carriera durante il Covid. Il quartetto inglese, che più di tante altre band ha parlato di questioni politiche e sociali abbattendo con la propria musica barriere razziali e di genere, torna dopo nove anni con The Painful Truth, un album vibrante e sofferto che riconferma il loro spirito innovativo. Primo album da nove anni, settimo della loro produzione, per una nuova etichetta e con un nuovo management, è prodotto da David Sitek dei TV On The Radio, The Painful Truth parla di famiglia, separazioni e malattia con una forte carica travolgente.Questa settimana, il brano proposto dal MEI è Le parole giuste della band bergamasca SuMo (abbreviativo di Sugarcandy Mountains). Nāga, nome scelto per il nuovo e quarto disco della band, nella tradizione indovedica rappresenta una popolazione semidivina metà uomo e metà serpente che simboleggia il cambiamento. Nel nuovo EP, i SuMo mettono in risalto proprio questa metamorfosi del loro suono presentato con una veste nuova e più accattivante. Gli arrangiamenti si fanno più ricchi di fiati, i testi si evolvono in temi più alti e spirituali e i fitti intrecci delle voci strizzano l'occhio al soul e all'RnB per un risultato più pop ma sempre di forte impatto.Questa metamorfosi, che li ha portati ad allontanarsi dalle origini ska e punk rock, nasce dal desiderio di ricerca di una musica riconoscibile secondo uno stile propriamente SuMo.Il nuovo appuntamento di Soundtrack City, ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, questa settimana è dedicato al film Mission Impossible The Final Reckoning, l’ultimo capitolo della saga cinematografica interpretata da Tom Cruise. La colonna sonora è stata scritta dal compositore inglese Jamie Evans e ripercorre lo stile di uno dei leitmotiv del cinema action più leggendari della musica per film scritto da Lalo Schifrin.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana è stato scelto This Is Why del gruppo musicale statunitense Paramore. Pubblicato il 10 febbraio 2023 dall'Atlantic Records, l'album è stato premiato con il Grammy Award al miglior album rock durante la cerimonia del 2024 mentre il singolo omonimo ha ottenuto quello alla miglior interpretazione di musica alternativa. Per la sigla di chiusura del mese di maggio il Direttore Renato Marengo ha scelto Il Mare di Pino Daniele, artista in copertina del nuovo numero di Ciao 2001. Il brano è estratto dal secondo album in studio Pino Daniele, pubblicato nel 1979. La sigla di coda di Maggio è un pezzo sul lavoro precario. Un bambino cresciuto e diventato un uomo finito che sbraita tutti i giorni, inutilmente, al collocamento. Accanto, Pino canta i luoghi comuni sul mare di Napoli, creando una metafora sulla sporcizia che nessuno vuole guardare. Il manifesto de Il Mare resta tuttavia un grido chiaro, trascritto nei versi: Lasciatelo parlare, ha tante cose da dire. Ha capito che la lotta non deve finire. Sta alzando le mani verso il sole in cerca di calore.

  49. 102

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    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto il brano Light My Fire dei The Doors. A sessant’anni dalla loro nascita, l’eredità dei Doors è ancora vivissima e li afferma come uno dei gruppi più influenti nella storia della musica rock, alla quale hanno unito con successo elementi blues, psichedelia e jazz. Light My Fire è uno dei più lampanti esempi di psychedelic rock, nonché uno dei primi esempi di jazz fusion, con un lungo assolo strumentale e alcune influenze orientali. La cover registrata da José Feliciano poco dopo la versione dei Doors, vinse un Grammy Award come miglior performance maschile pop e miglior nuovo artista del 1968,riportando Light My Fire in vetta a molte classifiche appena un anno dopo la versione dei Doors in un arrangiamento tra il pop-rock americano e le sonorità jazz-latine.Questa settimana, il brano proposto da L’Altoparlante è Se si pensa di Patrizio Piastra, un musicista, cantautore e produttore noto per il suo lavoro con la band Youarehere. Se si pensa, il secondo singolo estratto dall’album di recente uscita dal titolo Nuvole animali inesistenti, è un brano che si fa portavoce del desiderio di liberare la mente dalla routine implacabile della vita. Caratterizzato da immagini surreali e metafore suggestive, si offre come un viaggio sensoriale che lascia spazio all'ascoltatore per interpretare e trovare il proprio significato in questa fuga dalla routine. Il nuovo appuntamento di Soundtrack City, ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, questa settimana è dedicato a Ilaria Pilar Patassini intervistata in occasione dei David di Donatello 2025. A conclusione di questa lunga e articolata chiacchierata, è stato chiesto all’artista di proporre uno fra i brani da Canto Conte, il suo intendo omaggio al grande Paolo Conte realizzato in collaborazione con gli arrangiamenti di Angelo Valori e con i suoni della Medi Orchestra. La scelta è quindi caduta sull’intensa e raffinatissima Madeleine.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana è stato scelto Nuje, il nuovo singolo di Soryu, nome d’arte di Eugenia Bellomia, una delle cosplayer italiane più seguite al mondo. L'artista, recentemente protagonista al Comicon 2025 dove si è esibita con grande successo, ha scelto di dare voce alla sua passione per la musica con un progetto innovativo che fonde due anime opposte e complementari: Napoli e il Giappone con l’obiettivo di creare un ponte sonoro e culturale tra Mediterraneo e Oriente, unendo melodie evocative a sonorità immersive.Per la sigla di chiusura del mese di maggio il Direttore Renato Marengo ha scelto Il Mare di Pino Daniele, artista in copertina del nuovo numero di Ciao 2001. Il brano è estratto dal secondo album in studio Pino Daniele, pubblicato nel 1979. La sigla di coda di Maggio è un pezzo sul lavoro precario. Un bambino cresciuto e diventato un uomo finito che sbraita tutti i giorni, inutilmente, al collocamento. Accanto, Pino canta i luoghi comuni sul mare di Napoli, creando una metafora sulla sporcizia che nessuno vuole guardare. Il manifesto de Il Mare resta tuttavia un grido chiaro, trascritto nei versi: Lasciatelo parlare, ha tante cose da dire. Ha capito che la lotta non deve finire. Sta alzando le mani verso il sole in cerca di calore.

  50. 101

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    In apertura, per i Grandi classici, la redazione ha scelto il brano This Land is your land di Woody Guthrie nella versione di Neil Young. Il musicista, che si è sempre distinto per le sue prese di posizione in ambito politico, proprio durante uno dei suoi ultimi concerti ha attaccato Elon Musk cambiando il testo della canzone e inserendo la frase se sei fascista, compra una Tesla. Nonostante l’ideologia che c’è dietro l’acquisto di una auto elettrica, l’artista si scaglia contro quel sistema trumpiano dell’uomo più ricco del mondo. Il lavoro musicale di Young spesso combina folk, rock, country, americana e altri generi musicali: in molti album suona anche il pianoforte e l'armonica. I suoi testi profondamente personali, il suo stile chitarristico e la sua caratteristica voce definiscono la sua lunga carriera.  Neil Young sarà in tour in Europa dall'8 giugno al 13 luglio. Questa settimana, il brano proposto dal MEI è Ma quanto sei bella secondo singolo estratto da Fuori dal mainstream il primo EP del cantautore parmigiano IZINE, pubblicato e promosso da Alka Record Label, prodotto da Michele Guberti (Massaga Produzioni). Brano dalle sonorità morbide e dall’atmosfera limpida, ha come tema centrale quello della depressione in cui ad essere protagonista è il nostro io interiore, che come spiega lo stesso artista a volte avrebbe bisogno solo di essere accolto, amato e guarito. La canzone quindi affronta il tema di imparare ad apprezzarsi e valorizzarsi. Protagonista del videoclip è Nina, una bambola il cui ruolo è quello di far riferimento, appunto, al nostro bambino interiore. Di quest’ultima vengono raccontate le disavventure tant’è che ad un certo punto cade accidentalmente dal sacchetto dei giochi e perde la strada di casa. Riuscirà a ritrovarla? La risposta è nel videoclip. Il nuovo appuntamento di Soundtrack City, ideato da Marco Testoni e curato con Massimo Privitera, questa settimana è incentrato sul Roma Film Music Festival 2025. Festival che celebra l’importanza delle colonne sonore e tra quelle più amate e suggestive di sempre. Arrivata alla sua quarta edizione, la manifestazione internazionale organizzata dal patron Marco Patrignani si è svolta lo scorso Aprile a Roma e tra i tanti ospiti ed eventi, grande menzione è riservata al cineconcerto di Profondo Rosso con Claudio Simonetti e i suoi Goblin; e la colonna sonora del film Avatar eseguita dal vivo dall’Orchestra del Cinema presso l’Auditorium di Via della Conciliazione a Roma.Come brano proposto dalla redazione di Classic Rock On Air questa settimana è stato scelto Take Me With You di Franky Selector, primo singolo estratto dall’album Odeon: a dominare un groove malinconico dagli sfacciati ricami soul dipinti tra flauto e sax, sintetizzatori, Fender-Rhodes e chitarre acustiche a 12 corde. Ritmi e melodie che ritroviamo all’interno di tutte le 9 tracce contenute nell’album in cui si descrive una profondità riflessiva e un potere cinematico che in fondo ha sempre contraddistinto la sua produzione. Odeon è caratterizzato da un mix di strumenti, capace di trasportarci in un mondo che oscilla tra passato e futuro, in bilico tra mondo analogico e macchine programmabili, aspetti che ritroviamo negli strumenti utilizzati: dalla fisarmonica al contrabbasso ma anche sintetizzatori analogici, immancabili percussioni, chitarre classiche ed elettriche. Persino la voce viene usata come strumento.Per la sigla di chiusura del mese di maggio il Direttore Renato Marengo ha scelto Il Mare di Pino Daniele, artista in copertina del nuovo numero di Ciao 2001. Il brano è estratto dal secondo album in studio Pino Daniele, pubblicato nel 1979. La sigla di coda di Maggio è un pezzo sul lavoro precario. Un bambino cresciuto e diventato un uomo finito che sbraita tutti i giorni, inutilmente, al collocamento. Accanto, Pino canta i luoghi comuni sul mare di Napoli, creando una metafora sulla sporcizia che nessuno vuole guardare. Il manifesto de Il Mare resta tuttavia un grido chiaro, trascritto nei versi: Lasciatelo parlare, ha tante cose da dire. Ha capito che la lotta non deve finire. Sta alzando le mani verso il sole in cerca di calore.

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