PODCAST · arts
Fotografia come linguaggio
by Michele Abriola
Fotografia come linguaggio è un podcast per chi crede che la fotografia non sia solo tecnica, ma soprattutto scelta, visione e significato.Qui si parla di immagini che raccontano, di autorialità, di narrazione visiva e di storie che restano nel tempo.Dalla fotografia di matrimonio al reportage, ogni puntata è uno spazio di riflessione per chi vuole guardare meglio, prima ancora che fotografare di più.Per vedere tutte le fotografie, leggere gli articoli correlati e approfondire i temi trattati nel podcast, visita il mio sito:www.micheleabriola.it
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Puntata 16 - Il workshop non ti rende fotografo
Arriva la fine della stagione dei matrimoni.E puntualmente comincia quella dei workshop.Masterclass, giornate intensive, percorsi esclusivi, esperienze formative.Alcuni sono seri. Altri molto meno.Il problema nasce quando il workshop smette di essere formazione e diventa soprattutto racconto del docente: la sua carriera, i suoi premi, i suoi matrimoni migliori, il suo stile, il suo successo.Tutto interessante.Ma raccontare come sei diventato fotografo non significa insegnare fotografia.E questo diventa ancora più evidente quando si parla di fotografia documentaria applicata al matrimonio, dove parole come reportage, autenticità, narrazione, invisibilità e “momento” rischiano facilmente di trasformarsi in slogan.In questa puntata metto in discussione proprio questo modello: il workshop che mostra il risultato ma non il processo, che costruisce condizioni perfette e poi le chiama fotografia documentaria, che insegna una formula e rischia di produrre copie del docente invece di fotografi più consapevoli.Perché un buon workshop non dovrebbe insegnarti a fotografare come qualcun altro.Dovrebbe aiutarti a capire meglio perché fotografi come fotografi.Il workshop non ti rende fotografo.Può darti strumenti.Il resto dipende da te.Esplora di più su:www.micheleabriola.it
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Puntata 15 - L’antropologia dell’invitato al matrimonio
Gli sposi cambiano. Gli invitati, molto meno.A ogni matrimonio tornano gli stessi personaggi: quello che esplora la location come un agente segreto, quello che interpreta il tableau come una classifica sociale, quello che si trasforma nel fotografo ufficiale senza che nessuno glielo abbia chiesto, l’influencer che vive soltanto ciò che riesce a pubblicare, il sociologo che scopre ogni crisi familiare prima dell’antipasto, l’invitato che sparisce nel nulla e quello che giura di non ballare mai… fino al terzo bicchiere.Ispirata da alcune pagine di Gli spaiati di Esther Viola e da anni trascorsi dietro una macchina fotografica, questa puntata è un viaggio ironico e affettuoso dentro il matrimonio come grande teatro umano.Perché gli sposi sono al centro della scena.Ma è tutto ciò che accade intorno a loro a rendere ogni matrimonio irripetibile.La perfezione diventa presto prevedibile. L’umanità, invece, non lo è mai.E tu, quale invitato sei?Approfondisci sul sito webwww.micheleabriola.it
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Puntata 14 - Alec Soth e la fotografia che sa aspettare
Viviamo in un tempo in cui tutto viene fotografato velocemente.Si guarda velocemente.Si scorre velocemente.Si dimentica velocemente.E allora forse la domanda è questa: siamo ancora capaci di fermarci abbastanza da vedere davvero qualcuno?In questa puntata parto dal lavoro di Alec Soth e dal suo modo di fotografare lento, umano, silenzioso, per riflettere su ciò che oggi manca sempre di più nella fotografia contemporanea… e anche nella fotografia di matrimonio.Attraversando il progetto Sleeping by the Mississippi e il suo approccio fatto di attesa, presenza e relazione, provo a capire perché alcune immagini riescano ancora a restarci dentro.Forse perché non cercano di impressionare.Forse perché cercano semplicemente di essere vere.Esplora di più sul sito:www.micheleabriola.it
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Puntata 13 - Il ritratto nel reportage di matrimonio
Nel reportage di matrimonio il ritratto viene spesso considerato una pausa.Qualcosa che interrompe il flusso degli eventi.Eppure, forse, è esattamente il contrario.In questa puntata rifletto sul ruolo del ritratto nella fotografia documentaria e matrimoniale: sul volto come archivio emotivo, presenza e memoria.Partendo dalla mia esperienza e attraversando lo sguardo di autori come W. Eugene Smith, Sebastião Salgado, Dorothea Lange, Diane Arbus e Steve McCurry, provo a capire perché un ritratto possa contenere molto più di una semplice espressione.Perché a volte è proprio nel momento in cui tutto si ferma… che il racconto diventa davvero umano.Approfondisci di più sul sito web.www.micheleabriola.it
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HOSTED BY
Michele Abriola
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