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Fratelli Tutti, le voci Unicatt
by PodCatt - Università Cattolica
La fraternità, una via semplice ed essenziale per un’umanità che, soprattutto dopo la pandemia, si è trovata spaesata. Papa Francesco lancia un messaggio a tutto il mondo: siamo Fratelli tutti. Così titola la nuova Lettera enciclica del Pontefice, firmata ad Assisi davanti alla tomba del Santo di cui il Papa ha voluto prendere il nome. Sulla Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale - la terza di Jorge Mario Bergoglio - abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di proporre un commento dal punto di vista della loro sensibilità e delle loro competenze.
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Per Francesco il mercato ha mostrato di non poter bastare da solo
Secondo il professor Paolo Rizzi, docente di Economia applicata alla facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica, l’enciclica critica l’idea che il mercato possa bastare a se stesso. Da solo non risolve le gravi contraddizioni descritte nel primo capitolo dell’enciclica. L’affondo contro i fallimenti del mercato è ancora più forte che nella Caritas in veritate di Benedetto XVI, soprattutto contro le teorie neoliberiste dello sgocciolamento, per le quali i Paesi poveri riuscirebbero a salvarsi grazie all’aumento di ricchezza complessivo, e nei Paesi ricchi le fasce più povere potrebbero godere con lo straripamento della ricchezza dalle fasce più abbienti.
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La fraternità è una via che chiede spiriti liberi
«Se l’umanità vuole avere un futuro ha bisogno di percorrere la strada dell’amicizia sociale e della fraternità, che comporta il riconoscimento di appartenere alla comune famiglia umana e la disposizione a incontrare realmente l’altro». Secondo il professor Pierpaolo Triani, docente di Pedagogia generale alla facoltà di Scienze della formazione, «è il messaggio fondamentale che attraversa tutta l’enciclica di papa Francesco». La fraternità non è un sentimento spontaneo o uno stato d’animo ma piuttosto un impegno che chiede di essere intrapreso e mantenuto. E per questo va educato
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Ricordare che siamo Fratelli tutti è un atto profetico
In un tempo che sembra negare la fraternità universale, ricordare che siamo Fratelli tutti è atto profetico. Il Papa rovescia il paradigma cupo e chiuso di tanti falsi e unilaterali racconti della politica e delle istituzioni, e ci apre a un sogno possibile: la fraternità. E ci insegna che, perché l’enfasi sul popolo non degeneri nelle dittature e nel terrore, non bisogna disprezzare i deboli come fa il populismo, che li usa demagogicamente ai propri fini, o il liberismo, che li piega agli interessi economici dei potenti. Il commento all’enciclica di papa Francesco del professor Renato Balduzzi, docente di Diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza
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Il bagaglio di comunione che può costruire il mondo
Dall’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco emergono le prime risonanze nelle parole del teologo Roberto Maier che prende le mosse dall’esperienza cristiana comunitaria che molti, e lui per primo, hanno vissuto. L’amore di Dio che si intreccia ogni giorno con l’affetto profondo tra gli amici che condividono sorrisi e lacrime è forse la chiave di lettura dell’essere “fratelli tutti”, sulle orme di San Francesco. L’invito è allora a prendere sul serio il bagaglio di comunione che ha sempre costituito le comunità cristiane, certi che questa sapienza può costruire il mondo.
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Il digitale può aiutarci a riscoprirci fratelli
Francesco ci aiuta a distinguere tra connessione e relazioni, tra il bisogno di avere un pubblico e la necessità di avere un dialogo. Non si tratta di demonizzare il digitale ma di conoscerne limiti e opportunità. Il digitale, infatti, ci può anche aiutare: il dialogo si alimenta solo della condivisione delle informazioni. L’essere umano ne è da sempre geloso e la sua azione morale spesso è inficiata da assenza di informazioni. In questo senso una condivisione centrata sulla verità e sulla condivisione fraterna è sostenuta e facilitata dalla trasformazione digitale, che può farci superare timidezze e barriere nella conoscenza reciproca e nel reciproco scambio, realizzando quell’interculturalità, quella connessione e fecondità dell’incontro tra i saperi che il papa auspica. Il commento di Luca Peyron, docente di Teologia, facoltà di Medicina e chirurgia.
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La tentazione della democrazia che fa a meno del popolo
Papa Francesco mette in evidenza la difficoltà diffusa di pensare un mondo aperto dove c’è spazio per tutti: sia nelle forme liberali al servizio degli interessi più potenti sia nelle forme populistiche che usano i deboli per i loro fini. Le sue parole contro il neoliberismo e la fede riposta nel mercato sono particolarmente dure ma l’enciclica non manca di attaccare anche quelle forme di chiusure cui abbiamo dato negli ultimi anni il nome di populismo. Damiano Palano, docente alla facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica, legge la "Fratelli tutti" con gli occhi del politologo.
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Un appello scioccante che ci invita allo stupendo strabismo della fede
Il cristianesimo si gioca nel passo deciso di una militanza antioppressiva. C’è solo un luogo reale dove il potenziale messianico della carità si combina con l’amore di giustizia: mettersi seduti ad ascoltare l’altro. Come diceva l’Abbé Pierre abbiamo bisogno “tenere entrambi gli occhi aperti, uno rivolto alla miseria del mondo per combatterla e un altro aperto alla bellezza ineffabile per rendere grazie”. È lo stupendo strabismo della fede. Commenta l’enciclica Fratelli tutti Paolo Gomarasca, docente di Global ethics and restorative justice dell’Università Cattolica.
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La fraternità, una chiave di lettura in tempo di Covid
di Agostino Giovagnoli, docente di Storia moderna, facoltà di Lettere e filosofia- Università Cattolica---Tutte le questioni di cui hanno parlato i giornali – politica, economia, relazioni internazionali, guerra, pena di morte – sono affrontate dall’enciclica attorno alla parola della fraternità, che è un tema strutturante: una chiave di lettura per leggere problemi molto diversi. Un tema che emerge da una lettura evangelica davanti a una pandemia che unisce tutta l’umanità.
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La via del dialogo contro il dilagare dei monologhi della rete
È un’enciclica scritta in prima persona, la "Fratelli tutti" di Papa Francesco, con la passione dell’ammonimento fraterno, una mano tesa a chi guarda con paura il presente e il futuro. Il professor Fausto Colombo, direttore del dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica, indica la strada per una comunicazione basata sul dialogo, per generare pace e comprensione tra le persone
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Non c'è sussidio che tenga, serve il lavoro
di Michele Faioli, docente di Diritto del lavoro, Facoltà di Economia - Università Cattolica del Sacro Cuore
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Un’enciclica che rimarrà nella storia
di Riccardo Redaelli, docente di Geopolitica, facoltà di Scienze politiche e sociali - Università Cattolica del Sacro Cuore
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La fraternità, una via semplice ed essenziale per un’umanità che, soprattutto dopo la pandemia, si è trovata spaesata. Papa Francesco lancia un messaggio a tutto il mondo: siamo Fratelli tutti. Così titola la nuova Lettera enciclica del Pontefice, firmata ad Assisi davanti alla tomba del Santo di cui il Papa ha voluto prendere il nome. Sulla Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale - la terza di Jorge Mario Bergoglio - abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di proporre un commento dal punto di vista della loro sensibilità e delle loro competenze.
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