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IL CORSO DI STORIA
by Marco Mana
L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:STORIA GRECASTORIA ROMANASTORIA MEDIEVALESTORIA MODERNASTORIA CONTEMPORANEA
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STORIA MODERNA 53: IL SISTEMA COLONIALE ATLANTICO (1600-1650)
Nel XVII secolo l’Atlantico non è più un semplice spazio geografico: diventa il centro pulsante della competizione tra le potenze europee. In questa lezione ricostruiamo come Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia e Province Unite si sfidarono per il dominio marittimo, commerciale e coloniale del Nuovo Mondo, trasformando profondamente il rapporto tra Europa, Americhe e Africa. Racconteremo la crisi degli imperi iberici, la nascita delle potenze commerciali nord-europee, lo sviluppo delle compagnie di navigazione, la militarizzazione delle rotte oceaniche e la crescente importanza delle colonie per la politica europea. L’Atlantico divenne uno spazio globale di conflitto e ricchezza: teatro di guerre navali, scambi commerciali, tratta degli schiavi, esperimenti costituzionali e nuove forme di imperialismo. Una lezione geopolitica e costituzionale, che mostra come le ambizioni europee trasformarono gli equilibri mondiali e diedero forma a un’economia-mondo atlantica che anticipa la modernità.
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STORIA MODERNA 52: DALLA RESTAURAZIONE ALLA GLORIOSA RIVOLUZIONE (1660-1689)
Nel 1660 Carlo II torna a Londra acclamato come re: la monarchia Stuart viene restaurata, ma nulla sarà più come prima. In questa lezione raccontiamo come l’Inghilterra, uscita da una repubblica militare, tentò di ricostruire l’equilibrio tra Corona e Parlamento, tra libertà religiosa e ordine pubblico, tra modernità e restaurazione dell’antico ordine. Dalla Restaurazione di Carlo II alla crisi dell’Exclusion Bill, dal regno autoritario e cattolico di Giacomo II fino alla rivoluzione incruenta del 1688–89, l’Inghilterra attraversa una stagione di tensioni religiose, congiure reali, trasformazioni costituzionali e grandi dibattiti sul potere. La Gloriosa Rivoluzione, che porta sul trono Guglielmo III d’Orange e Maria Stuart, segna la fine della monarchia assoluta in Inghilterra e l’affermazione del principio parlamentare. Racconteremo eventi, personaggi e istituzioni chiave di questo trentennio: dal Test Act all’Habeas Corpus Act, dalla Dichiarazione d’Indulgenza alla Bill of Rights. È la nascita di una monarchia costituzionale moderna: nessun re, da allora in poi, regnerà più “per diritto divino”, ma solo “secondo la legge”.
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STORIA MODERNA 51: LA REPUBBLICA INGLESE (1649-1660)
Il 30 gennaio 1649 Carlo I viene giustiziato: l’Inghilterra abolisce la monarchia e si proclama Repubblica. Ma come funziona questa nuova Inghilterra? Chi governa? E con quale legittimità? In questa lezione raccontiamo gli anni tumultuosi del Commonwealth e del Protettorato: la difficile nascita della Repubblica sotto il controllo del Parlamento e del New Model Army, le campagne militari di Oliver Cromwell in Irlanda e Scozia, la conquista della Giamaica, la restaurazione dell’ordine morale attraverso i Major Generals. Analizziamo le tensioni tra radicali e moderati, la repressione dei Levellers, la breve esistenza del Parlamento dei Santi, e il momento in cui Cromwell, pur rifiutando la corona, assume poteri simili a quelli di un monarca. La Repubblica inglese fu un’esperienza breve ma cruciale: tra utopia e autoritarismo, tra riforme e repressioni, segnò una svolta nella storia costituzionale europea. Si chiude nel 1660 con la Restaurazione di Carlo II, ma lascia in eredità un nuovo concetto di sovranità, la tolleranza religiosa protestante, e un esempio duraturo di rivoluzione politica senza precedenti.
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STORIA MODERNA 50: LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE (1642-1649)
Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.
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STORIA MODERNA 49: L'INGHILTERRA DEGLI STUART (1603-1642)
Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.
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STORIA MODERNA 48: LA CRISI DEL '600 OTTOMANO (1617-1648)
Tra il 1617 e il 1648, l’Impero Ottomano attraversa una delle fasi più drammatiche della sua storia: un trentennio segnato da crisi dinastiche, ribellioni militari, declino istituzionale e interventi autoritari del gran visirato. Alla morte del sultano Ahmed I, si apre infatti un periodo di grave instabilità, durante il quale si susseguono sul trono ben sei sultani, molti dei quali bambini o mentalmente instabili, dominati dalle madri valide, dai dignitari di corte e soprattutto dai grandi visir. In questa conferenza storica rigorosa e appassionante, esploriamo i principali snodi di questo periodo: l’ombra lunga del potere dei Giannizzeri, le lotte intestine per il trono, la centralizzazione forzata del potere sotto il gran visir Köprülü Mehmed Pasha, la guerra con la Persia safavide e le prime crepe nell’equilibrio fiscale e militare dell’Impero. Ci addentreremo nelle strutture del potere ottomano, nei meccanismi di ascesa e declino dei sultani-bambini, nella complessa relazione tra il trono e il divano, nelle tensioni religiose tra ortodossia sunnita e confraternite, e nelle trasformazioni sociali che preparano l’ingresso dell’Impero in una nuova fase storica. Non mancheranno riferimenti alla storiografia moderna, alla geopolitica mediterranea e ai segnali di decadenza che gli osservatori europei cominciarono a percepire. Un viaggio nella grande crisi del Seicento ottomano, tra lotte dinastiche, guerre di confine, rivolte provinciali e tentativi di restaurazione autoritaria: la fine del “secolo d’oro” e l’inizio di una difficile età di transizione.
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STORIA MODERNA 47: LA RUSSIA ALL'ALBA DEI ROMANOV (1613-1645)
Nel 1613, dopo un decennio di caos, guerre civili e occupazioni straniere, la Russia sembra sull’orlo della dissoluzione. È il momento più buio del cosiddetto “Tempo dei Torbidi”, eppure da questo scenario drammatico emerge una nuova speranza: Michail Romanov, un ragazzo di soli sedici anni, viene eletto zar dallo Zemskij Sobor. Inizia così una delle stagioni più complesse e decisive della storia russa, che segnerà la fine dell’anarchia e la lenta, difficile rinascita dello Stato. In questa lezione ripercorriamo la prima fase della dinastia Romanov: un trentennio in cui la Russia tenta di sopravvivere al collasso sociale, economico e militare, restaurando il potere monarchico, centralizzando le istituzioni, reprimendo ogni forma di opposizione e affrontando minacce esterne imponenti come la Svezia, la Polonia e i Tartari di Crimea. Al centro del racconto troviamo personaggi chiave come Filarete Romanov, il patriarca che governa di fatto al posto del figlio zar, e la nascita dei primi reggimenti militari “all’occidentale”. Scopriremo come l’economia russa rimase paralizzata da un fisco oppressivo, come la società si irrigidì attorno alla servitù della gleba, come la religione ortodossa alimentò una chiusura culturale sempre più profonda e come la colonizzazione della Siberia aprì, in silenzio, le porte alla trasformazione della Russia in un impero continentale. Un viaggio nella storia della sopravvivenza e della restaurazione, tra la forza del simbolo e la fragilità del potere.
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STORIA MODERNA 46: IL DECLINO POLACCO-LITUANO (1611-1648)
Questa lezione ricostruisce la traiettoria politica, militare e istituzionale della Confederazione polacco-lituana nella prima metà del Seicento, un periodo cruciale di espansione e insieme di fragilità interna. Dalla guerra contro la Russia (1609–1618) al drammatico conflitto con la Svezia di Gustavo Adolfo, passando per la grande insurrezione cosacca del 1648, il corso degli eventi viene analizzato alla luce del complesso equilibrio costituzionale della Repubblica delle Due Nazioni. Il video offre uno sguardo completo su guerre, diplomazia e trasformazioni interne della monarchia elettiva polacco-lituana, tra nobiltà potente e sovrani spesso indeboliti. Ampio spazio è dedicato alla figura di Ladislao IV Vasa (1632–1648) e al delicato rapporto tra centro e periferie, cattolici e ortodossi, polacchi, lituani e ucraini, sullo sfondo di un’Europa agitata dalla Guerra dei Trent’anni. Attraverso un linguaggio accessibile e un taglio accademico-divulgativo, questa lezione guida lo spettatore alla scoperta di una delle grandi potenze barocche dell’Europa orientale, mostrandone la gloria, le tensioni interne e l’inizio della crisi che ne segnerà il declino nel secolo successivo.
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STORIA MODERNA 45: L'APICE DELLA POTENZA SVEDESE (1611-1654)
In questa lezione esploriamo la straordinaria ascesa della Svezia come grande potenza baltica nella prima metà del Seicento, a partire dal regno di Gustavo II Adolfo fino all'affermazione di Cristina di Svezia. Attraverso guerre, riforme e una raffinata strategia geopolitica, la monarchia svedese trasforma il proprio ruolo da potenza periferica a protagonista della scena europea. Analizzeremo il contesto politico e militare del Mar Baltico, la rivalità con Danimarca, Polonia e Russia, e il coinvolgimento decisivo nella Guerra dei Trent’anni. Un viaggio tra diplomazia, economia e potere militare, che culmina con la pace di Westfalia e il consolidamento dell’impero svedese nel Nord Europa.
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STORIA MODERNA 44: TRASFORMAZIONE ASBURGICA DALL'IMPERO ALL'AUSTRIA (1618-1657)
In questa lezione raccontiamo uno dei periodi più drammatici e trasformativi della storia asburgica: dal 1618, con la defenestrazione di Praga, al 1657, anno della morte di Ferdinando III. Un quarantennio segnato da guerre devastanti, rivoluzioni religiose, crisi istituzionali e tentativi di restaurazione del potere imperiale. Analizzeremo la struttura dei domini asburgici — un mosaico di regni, principati e territori eterogenei — e il modo in cui la dinastia affrontò la Guerra dei Trent'anni, la sfida protestante, le minacce dalla Transilvania e l’ingresso in guerra di Svezia e Francia. Approfondiremo le figure chiave dell’epoca: Ferdinando II, Gustavo Adolfo di Svezia, Wallenstein, Gábor Bethlen, fino a Ferdinando III, protagonista del difficile equilibrio tra guerra e diplomazia. Discuteremo le riforme religiose, le confische postribellione, la centralizzazione statale e gli effetti della Pace di Westfalia. Questa lezione è anche una riflessione sul passaggio da un’Impero universale a una monarchia dinastica territoriale, su come la crisi del Seicento abbia ridisegnato la geopolitica europea e sul ruolo che gli Asburgo seppero ritagliarsi nell’Europa centro-orientale.
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STORIA MODERNA 43: LA GEOPOLITICA EUROPEA TRA WESTFALIA E LA PACE DEL NORD (1648-1651)
Nel 1648 l’Europa esce stremata dalla Guerra dei Trent’anni, ma per la Francia inizia una nuova fase: quella della costruzione di un sistema europeo fondato sulla propria egemonia. In questa conferenza esploriamo il cruciale periodo 1648–1661, quando – dopo la pace di Westfalia – il cardinale Mazzarino muove i primi passi per consolidare il ruolo della Francia come potenza guida dell’Europa moderna. Dalla conquista della Bassa Alsazia alla capacità di influenzare le decisioni dell’Impero, dal ruolo di garante della pace tedesca alla nascita della Lega del Reno, la Francia assume un profilo inedito: potenza diplomatica, militare, ideologica. La figura di Mazzarino emerge come cardine della transizione geopolitica: raffinato stratega, prosegue l’opera di Richelieu ma la innesta su nuove basi costituzionali, superando le vecchie alleanze confessionali per costruire un equilibrio flessibile, pragmatico e multilaterale. Accanto ai successi diplomatici, però, si affacciano tensioni interne: le città imperiali resistono alla dominazione francese, i principi tedeschi si muovono con cautela, e si preannunciano le prime sfide che la Francia dovrà affrontare per mantenere il suo primato. Una lezione fondamentale per comprendere le origini della modernità politica europea, i limiti dell’Impero, il tramonto della Spagna e l’ascesa del Re Sole.
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STORIA MODERNA 42: LA FRANCIA DI RICHELIEU E MAZZARINO (1610-1654)
Nel maggio del 1610, l’assassinio di Enrico IV apre una delle stagioni più tormentate e affascinanti della storia francese. Inizia un lungo percorso che porterà la Francia da una monarchia in crisi a una potenza continentale, attraverso guerre, rivolte, congiure e riforme profonde. Luigi XIII, Richelieu, Mazarino, Anna d’Austria e il giovane Luigi XIV sono i protagonisti di un secolo dominato dal tentativo di costruire uno Stato assoluto in un contesto di fragilità istituzionale e instabilità sociale. Dalla reggenza di Maria de’ Medici alla Fronda, passando per la guerra dei Trent’anni e l’assedio di La Rochelle, la Francia sperimenta modelli di governo, centralizza il potere, affronta crisi fiscali e sociali e si afferma come protagonista della politica europea. Ma il cammino verso l’assolutismo non è lineare: è segnato da resistenze nobiliari, rivolte contadine, e ambizioni politiche contrastanti. Questa lezione racconta il grande apprendistato monarchico della Francia tra 1610 e 1654: un periodo chiave per comprendere l’ascesa di Luigi XIV e le origini dello Stato moderno.
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STORIA MODERNA 41: LA SPAGNA DA FILIPPO II ALLA PACE DEI PIRENEI (1598-1659)
Quando muore Filippo II nel 1598, l’Impero spagnolo sembra ancora il più potente d’Europa. Ma dietro la facciata di grandezza, si nasconde un edificio instabile, minato da crisi finanziarie, debolezze strutturali e tensioni regionali. In questa lezione esploriamo cinquant’anni decisivi per la penisola iberica: l’illusione del dominio globale si incrina sotto Filippo III, si tenta di restaurarla con l’ambizioso progetto riformatore di Olivares sotto Filippo IV, e infine crolla con le rivolte del 1640, l’indipendenza del Portogallo e la guerra in Catalogna. Analizziamo le cause della crisi imperiale: l’incapacità di riformare lo Stato, la paralisi fiscale, la marginalizzazione delle province non castigliane, la rigidità ideologica. Ma anche la straordinaria vivacità culturale del Siglo de Oro, che accompagna il declino come un ultimo lampo di grandezza. Tra battaglie, crisi sociali e tentativi falliti di centralizzazione, questa è la storia di una Spagna che, pur ancora temibile, entra nel Seicento già sul viale del tramonto.
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STORIA MODERNA 40: I PAESI BASSI NEL PRIMO '600 (1609-1648)
Cosa sono davvero i “Paesi Bassi” nel primo Seicento? Come si è formata la divisione tra l’Olanda protestante e il Belgio cattolico? In questa lezione esploriamo un periodo cruciale della storia europea: dalla Tregua dei Dodici Anni (1609) fino alla Pace di Münster (1648), attraversando guerre, rivoluzioni religiose, trasformazioni istituzionali e sogni infranti di unità nazionale. Seguiamo l’ascesa della Repubblica delle Sette Province Unite, la leadership degli Orange, le tensioni tra Arminiani e Gomaristi, l’alleanza con la Francia, le glorie e i fallimenti militari, fino alla nascita formale dello Stato olandese. Un viaggio nel cuore del Seicento europeo, tra controriforma, tolleranza religiosa, imperi commerciali e modernità politica. Una storia di due mondi che si separano, e che cambieranno per sempre l’Europa.
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STORIA MODERNA 39: L'ITALIA NELLA PRIMA META' DEL '600
Cosa accadde davvero in Italia tra il 1600 e il 1648? Questa lezione ci porta al cuore della crisi seicentesca nella penisola italiana, analizzando intrecci politici, militari e istituzionali durante uno dei periodi più turbolenti della storia europea. A partire dal dominio spagnolo su Napoli e Milano, fino alle ambizioni della Savoia, all’azione diplomatica del Papato e alla resistenza della Serenissima, il video esplora con rigore e chiarezza una geografia politica frammentata ma cruciale, inserita in un più ampio sistema imperiale globale. Seguiamo le guerre del Monferrato, la militarizzazione della Lombardia, la rivolta di Masaniello, la neutralità armata dello Stato Pontificio e la lunga guerra di Candia contro i Turchi. Un’attenzione speciale è dedicata anche ai piccoli Stati come Parma, Modena e Genova, spesso dimenticati ma tutt’altro che marginali. Attraverso l’analisi delle città, delle strutture fiscali, delle tensioni sociali, delle rivendicazioni nobiliari e delle rivolte popolari, ricostruiamo il volto mutevole di un’Italia attraversata dalla crisi ma capace di resistere. Una storia di decadenza? Non solo. È anche la storia di una tenuta istituzionale che prefigura le trasformazioni dell’età moderna.
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STORIA MODERNA 38: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.III (1635-1648)
Negli anni compresi tra il 1635 e il 1648, la Guerra dei Trent’Anni raggiunse la sua fase più distruttiva, geopolitica e sistemica. La religione smise di essere il motore del conflitto e lasciò il posto alla logica della potenza e dell’equilibrio. In questa lezione approfondita e rigorosa ricostruiamo, anno per anno, eventi militari, svolte diplomatiche e trasformazioni istituzionali che condussero all’epocale pace di Westfalia. Dalle battaglie decisive come Rocroi e Jankau all’assedio finale di Praga, passando per le manovre di Francia, Svezia, Spagna e Impero, mostriamo come il conflitto mutò radicalmente la carta politica dell’Europa. Un’attenzione particolare è riservata ai processi di lungo periodo: la formazione dello Stato moderno, la crisi demografica tedesca, la nascita del diritto internazionale. Un viaggio attraverso l’ultima fase di una guerra che fu insieme rovina e fondamento, catastrofe e origine di una nuova Europa.
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STORIA MODERNA 37: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.II (1630-1635)
Nel cuore del XVII secolo, l’Europa è travolta da una delle più devastanti guerre della sua storia: la Guerra dei Trent’Anni. In questa seconda fase, dal 1630 al 1635, tutto cambia. La Svezia irrompe in Germania sotto la guida carismatica di Gustavo Adolfo, la Francia si prepara a entrare in campo, e l’Impero asburgico affronta crisi interne, tradimenti e disfatte. Dal massacro di Magdeburgo alla battaglia di Breitenfeld, dalla caduta di Tilly all’enigmatica parabola di Wallenstein, fino alla disfatta svedese a Nördlingen e all’ingresso ufficiale della Francia nel conflitto: ogni evento segna una svolta. In questa lezione, ripercorriamo quei cinque anni decisivi in cui il conflitto si trasforma da guerra religiosa in guerra globale europea. Un viaggio tra strategie militari, diplomazie occulte e rovesciamenti di potere che plasmeranno l’Europa moderna.
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STORIA MODERNA 36: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.I (1618-1629)
Come nasce la guerra che devasta il cuore dell’Europa per oltre trent’anni? Nella prima parte della lezione dedicata alla Guerra dei Trent’anni (1618–1648), esploriamo in profondità gli eventi, i protagonisti e le trasformazioni che caratterizzano la fase iniziale del conflitto, dal 1618 al 1629. Partiamo dalla rivolta della Boemia, terra inquieta e frammentata, dove la celebre defenestrazione di Praga accende la miccia di una guerra che è al tempo stesso religiosa, politica e costituzionale. Analizziamo l’ascesa dell’imperatore Ferdinando II, deciso a restaurare l’unità cattolica e il potere asburgico, e la tragica parabola di Federico V del Palatinato, re “d’inverno” boemo. Dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620) e la restaurazione imperiale, il conflitto si estende al Palatinato renano e si complica con l’intervento della Spagna asburgica, trasformandosi in una guerra d’egemonia. Il personaggio di Wallenstein emerge come simbolo della guerra moderna: un generale privato, al servizio dell’imperatore, che crea un esercito mercenario e potente, minando l’equilibrio interno dell’Impero. Nel 1625, la guerra si internazionalizza con l’entrata in campo della Danimarca di Cristiano IV, aprendo la cosiddetta “fase danese”. Ma il sogno protestante si infrange davanti alla superiorità militare imperiale. La Pace di Lubecca (1629) segna una vittoria apparente per Ferdinando II, che però commette un grave errore politico promulgando l’Editto di Restituzione, scatenando nuove tensioni in tutto l’Impero. Questa lezione racconta non solo eventi militari, ma anche la trasformazione costituzionale del Sacro Romano Impero, il declino delle autonomie locali, la centralizzazione fragile del potere imperiale, l’impatto devastante della guerra su popolazione, economia e società. È la storia di un’Europa in crisi, di un conflitto che non è solo tra religioni o Stati, ma tra due visioni del potere e due idee di mondo. La lezione si conclude nel 1629, alla vigilia dell’intervento decisivo della Svezia di Gustavo Adolfo. La seconda parte prenderà il via da qui. Non è solo una guerra: è la prima grande crisi europea della modernità.
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STORIA MODERNA 35: LA GERMANIA SULL'ORLO DEL BARATRO (1600-1618)
Alla vigilia della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero era un gigante economico ma un nano politico. In questa lezione esploriamo le profonde contraddizioni della Germania del primo Seicento: una realtà prospera e culturalmente vivace, ma frammentata politicamente, lacerata dalle tensioni religiose e priva di una vera autorità centrale. Tra il declino dell’autorità imperiale, la paralisi delle istituzioni comuni, la formazione delle leghe confessionali e la crisi della successione asburgica, si profila il dramma che deflagrerà nel 1618. Una lezione che ricostruisce il mosaico tedesco nel momento esatto in cui l’intero edificio imperiale comincia a sgretolarsi.
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STORIA MODERNA 34: LA PAX HISPANICA E LA FRAGILITA' DI UN IMPERO (1598-1621)
In questa lezione racconta la storia dell’Impero spagnolo all’inizio del XVII secolo, un’epoca in apparenza pacifica ma attraversata da tensioni profonde. Dalla morte di Filippo II all’ascesa di Filippo IV, esploriamo le contraddizioni della cosiddetta Pax Hispanica, un sistema fondato su burocrazia, rendite aristocratiche, dominio coloniale e diplomazia gesuitica. Attraverso la figura del duca di Lerma, del conte-duca di Olivares e dell’ambizioso Carlo Emanuele I di Savoia, scopriremo come il sistema imperiale spagnolo tentò di conservare il proprio predominio fra trattati, guerre congelate e alleanze clientelari — fino alla sua crisi interna e alla deflagrazione della Guerra dei Trent’Anni. Dall’Italia alle Fiandre, da Venezia a Praga, l’impero “su cui non tramonta mai il sole” si rivela un colosso dai piedi d’argilla.
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STORIA MODERNA 33: LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA (1543-1687)
Dalla pubblicazione del De revolutionibus di Copernico nel 1543 ai Principia Mathematica di Newton del 1687, questa lezione racconta la straordinaria trasformazione che ha rivoluzionato la conoscenza umana: la nascita della scienza moderna. Seguiremo le grandi figure di questo processo—Copernico, Keplero, Galileo, Bacone, Cartesio e Newton—ricostruendo le svolte concettuali che hanno cambiato per sempre il modo di pensare il cosmo, la materia, il sapere e il ruolo dell’uomo nell’universo. Un viaggio tra osservazione, matematica, filosofia e fede, tra rotture radicali e sopravvivenze culturali del pensiero antico. Che cosa fu davvero la Rivoluzione Scientifica? Una rottura netta o un lungo processo di trasformazione? E cosa ci resta oggi di quel cambio di paradigma?
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STORIA MODERNA 32: LA CRISI DEL SEICENTO
Un secolo in tempesta. Guerre, carestie e rivoluzioni nella crisi del Seicento. Questa lezione è dedicata a uno dei periodi più drammatici, affascinanti e decisivi della storia moderna: il Seicento. Un secolo segnato da guerre interminabili, rivolte sanguinose, inverni glaciali e regni sull’orlo del collasso. Ma anche un secolo in cui nascono lo Stato moderno, la scienza sperimentale e l’economia globale. Cosa significa parlare di “crisi del Seicento”? È davvero stata una crisi generale? E cosa unisce le vicende così diverse dell’Inghilterra di Cromwell, della Francia della Fronda, della Cina dei Ming, dell’Impero Ottomano e della Napoli di Masaniello? In questo viaggio di oltre un’ora, affronteremo la crisi militare, fiscale, climatica, religiosa e culturale del XVII secolo, seguendo le principali interpretazioni storiografiche – da Trevor-Roper a Hobsbawm, da Braudel a Geoffrey Parker – e cercando di capire perché questo secolo, così instabile, abbia segnato profondamente la nostra modernità. Dal gelo della Piccola Era Glaciale alle fiamme dei roghi per stregoneria, dalla crisi delle monarchie assolute alla nascita del razionalismo e della tolleranza, il Seicento ci parla di paura e cambiamento, di crolli e rinascite. Un secolo che è uno specchio, e in cui – forse – possiamo leggere anche qualcosa del nostro presente.
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STORIA MODERNA 31: L'IMPERO OTTOMANO SI TRASFORMA (1566-1617)
L’Impero Ottomano tra Apogeo e Trasformazione (1566–1617): una lezione storica per comprendere il cuore della crisi imperiale. Questa lezione esplora uno dei momenti più densi e drammatici della storia ottomana: i cinquant’anni che vanno dalla morte di Solimano il Magnifico alla fine del regno di Ahmed I. È il passaggio da un impero conquistatore e trionfante a una potenza ancora vasta, ma impegnata in una difficile opera di ridefinizione. Guerre in Occidente (Cipro, Lepanto, Austria), in Oriente (le guerre con la Persia), e all’interno (le rivolte celali in Anatolia) mettono a dura prova le strutture militari, fiscali e sociali dell’Impero. La lezione segue una rigorosa scansione cronologica, ma senza perdere mai di vista i nodi strutturali: il funzionamento dell’apparato statale, il reclutamento militare, la crisi agraria, le pressioni fiscali, e le trasformazioni delle élite di potere. Non è una semplice narrazione di eventi, ma un viaggio nella complessità di un sistema imperiale che cambia per poter sopravvivere. Perché la storia dell’Impero Ottomano in questa fase non è solo quella di una “decadenza”, ma di un adattamento profondo a un mondo che cambia: dalla guerra di conquista alla guerra di contenimento, dalla centralizzazione al compromesso con le autonomie locali, da un’élite reclutata all’esterno a una classe dirigente sempre più interna e instabile.
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STORIA MODERNA 30: LA SVEZIA E IL BALTICO (1550-1620)
In questa lezione esploriamo l’ascesa della Svezia come potenza baltica nel secondo Cinquecento, un processo che segna profondamente gli equilibri geopolitici del Nord Europa. A partire dal regno di Giovanni III (1568–1592) fino alle soglie della guerra civile interna e dell’ingresso del paese nell’orbita internazionale, analizziamo come la monarchia svedese tenti di affermarsi nel contesto frammentato del Baltico, conteso tra Polonia-Lituania, Danimarca, Ordine Teutonico e Russia. La lezione si concentra su temi centrali: la costruzione dello Stato svedese tra monarchia e aristocrazia, l’evoluzione del conflitto religioso interno (tra luterani e cattolici), la politica matrimoniale e dinastica, e il confronto costante con le altre potenze affacciate sul Baltico. Particolare attenzione è riservata alla figura di Sigismondo Vasa, al doppio trono svedese-polacco e alle complesse dinamiche della sovranità nel contesto della prima età moderna. Un viaggio attraverso guerre, trattati, alleanze e crisi istituzionali che gettano le basi per l’espansione svedese del Seicento, ma che già mostrano le tensioni profonde di un’area destinata a essere strategica nello scacchiere europeo.
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STORIA MODERNA 29: L'AMERICA NELLA SECONDA META' DEL '500
Questa lezione è dedicata al colonialismo in America nella seconda metà del XVI secolo, con uno sguardo preciso al dominio spagnolo sotto Filippo II. L'obiettivo è quello di comprendere come un continente scoperto e saccheggiato dagli eroi delle conquiste si trasformi in un vasto apparato imperiale, fatto di burocrazia, porti fortificati, rotte navali e metallo prezioso. Nel primo atto, lasciamo alle spalle le gesta di Cortés e Pizarro e incontriamo la nuova classe dirigente: funzionari, giuristi e missionari che delineano un modello coloniale strutturato, funzionale e finalizzato all’estrazione intensiva di ricchezza — dall’argento delle miniere di Zacatecas e Potosí alle piantagioni di zucchero. Dal punto di vista didattico, la lezione vuole stimolare riflessioni critiche: non si tratta solo di ripercorrere eventi, ma di capire le scelte politiche e morali di Filippo II — tra consolidamento, lotta contro gli abusi e calcolo fiscale — e di osservare l’impatto devastante delle epidemie, dei sistemi di lavoro coatto e delle crisi agricole su popolazioni indigene e colonie. Un altro focus fondamentale è la militarizzazione dell’Atlantico: la protezione delle rotte d’argento, la nascita dei convogli scortati, le fortezze nei principali porti caraibici, e il ruolo strategico di figure come Pedro Menéndez de Avilés. E, in risposta, l’avvento dei corsari — da John Hawkins a Francis Drake — che trasforma i mari americani in teatro di guerriglia globale. Infine, il racconto si conclude con lo sguardo verso il futuro: come questo modello spagnolo perda progressivamente il monopolio, lasciando spazio a modelli coloniali alternativi — inglesi, francesi, olandesi — segnando l’alba dell’Atlantico coloniale e il passaggio dal saccheggio alla costruzione di società nuove. Scopriremo un mondo in mutazione: da impero conquistato a sistema amministrativo, da economia estrattiva a impensabili fragilità strutturali.
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STORIA MODERNA 28: LA CONFEDERAZIONE POLACCO-LITUANA (1587-1610)
In questa lezione vi accompagno alla scoperta della Confederazione polacco-lituana nel pieno della sua parabola ascendente e allo stesso tempo problematica, tra la fine del Cinquecento e il primo decennio del Seicento. Un sistema politico originale, fondato su una monarchia elettiva e sull’egemonia della nobiltà (szlachta), che teneva insieme due realtà distinte: il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, uniti dal 1569 nella celebre Unione di Lublino. Attraverseremo i decenni cruciali che videro l’ascesa di Stefano Báthory (1576–1586), principe transilvano divenuto re, protagonista della guerra contro Ivan il Terribile e dell’intervento polacco in Livonia. Analizzeremo poi il lungo e controverso regno di Sigismondo III Vasa (1587–1632), esponente di una dinastia cattolica in uno Stato a maggioranza nobile e multiconfessionale. Con lui si apriranno nuove guerre, tra cui il conflitto con la Svezia per il controllo delle coste baltiche, e si intensificheranno le tensioni interne per la sua politica filoasburgica e controriformista. Vedremo come la Rzeczpospolita, pur dotata di un’aristocrazia colta e politicamente attiva, fosse lacerata da uno statalismo fragile, basato sul principio del liberum veto e sulla difesa gelosa delle libertà nobiliari, a scapito dell’efficacia decisionale centrale. Discuteremo le guerre contro i Turchi, le spedizioni in Moldavia, le prime fasi del lungo confronto con la Russia zarista, culminato con l’incredibile occupazione di Mosca da parte delle truppe polacco-lituane nel 1610. Un mondo di frontiere mobili, di pluralismo religioso e culturale, ma anche di fragilità strutturali. Parleremo di economia, dei commerci del grano sul Baltico, della vita urbana nelle città reali e delle tensioni contadine nelle vaste campagne dominate dai latifondisti.
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STORIA MODERNA 27: LA RUSSIA DI IVAN IV IL TERRIBILE (1505-1584)
Un viaggio attraverso ottant’anni di storia russa, dalle ultime volontà di Ivan III fino alla morte di Ivan il Terribile. Un racconto costruito per chi vuole capire non solo cosa è accaduto, ma anche perché è accaduto: la costruzione dell’autocrazia russa, l’espansione imperiale, la repressione, la diplomazia, il sangue e l’ambizione. Come si è formata l’idea di uno Stato russo unitario Chi erano davvero Ivan III, Vasily III e Ivan IV? Perché Ivan si chiamava “il Terribile”? Cos’erano l’oprichnina, il pomest’e, i prikazy, la Duma dei boiari? Da dove inizia la conquista della Siberia? Quali traumi politici ha lasciato il primo zar al suo Paese?
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STORIA MODERNA 26: L'IMPERO DOPO CARLO V (1555-1612)
Questa lezione si occuperà di un contesto storico-geografico tradizionalmente escluso dai programmi di storia: l'impero germanico dopo Carlo V. Il periodo va dal 1555, anno della pace di Augusta e dell'abdicazione di Carlo V, e il 1612, anno della destituzione dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo. La lezione si occupa quindi a rispondere ad alcuni interrogativi riguardo il ramo austriaco degli Asburgo e il loro effettivo potere sulla Germania e sulla parte orientale dell'Europa cristiana, dove gli Asburgo giocavano il proprio potere sulla capacità di opporsi all'avanzata dei turchi ottomani. Le istituzioni imperiali, i tribunali e le diete, verranno esaminati tenendo presente il complesso gioco politico fra i tanti principi territoriali e il potere imperiale. In gioco era l'evoluzione della Germania in uno stato moderno, cosa che non avvenne proprio in seguito agli sviluppi politici di questo periodo. La pace di Augusta aveva dato alla Germania una tregua nello scontro religioso, ma aveva aggiunto alla storia costituzionale tedesca una nuova fonte legittima di separazione, l'aspetto religioso. La lezione risponde quindi alla domanda sul perchè la Germania non diventò uno stato moderno, se non all'interno dei singoli principati più potenti, come la Sassonia, il Brandeburgo, il Palatinato e la Baviera
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STORIA MODERNA 25: LA RUSSIA DI IVAN III IL GRANDE (1462-1505)
La Russia di Ivan III il Grande fa il suo ingresso nell'età moderna. La seconda parte del XV secolo vede avviarsi in Russia un processo di accentramento del potere operato dal gran principe di Mosca. Ivan III si pone l'obiettivo di liberarsi definitivamente del giogo tartaro e di riunificare, sotto il comando di Mosca, tutte le terre della cosiddetta Grande Russia. Questo porterà il primo sovrano cui verrà affidato il nome di "Zar" ad essere protagonista, militare e diplomatico, con i domini posti ai suoi confini. In particolare, il suo grande obiettivo sarà quello di riportare le terre ucraine, allora controllate dalla Lituania, sotto il dominio di Mosca. Questa lezione si propone di raccontare il regno di Ivan III dal punto di vista della politica interna e di quella estera.
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STORIA MODERNA 24: L'EUROPA ALLA FINE DEL '500, DALL'INVICIBILE ARMATA ALL'EDITTO DI NANTES
Questa lezione racconta la storia dell'Europa occidentale alla fine del XVI secolo. In questi decenni, tutti i conflitti interni ed esterni delle potenze europee trovarono un compimento. La strategia egemonica della Spagna di Filippo II tentò di sottomettere direttamente l'Inghilterra di Elisabetta I, rea di essere una regina eretica, scomunicata e rea di aver imprigionato e infine giustiziato la legittima e cattolicissima regina di Scozia, Maria Stuart. La vittoria sull'Inghilterra avrebbe, nei calcoli di Filippo II, sconfitto definitivamente il protestantesimo, non solo in Inghilterra, ma anche nei Paesi Bassi, dove infuriava la rivolta dall'inizio degli anni '70. Proprio le Province Unite, protestanti, chiamarono gli inglesi in Olanda, coinvolgendoli nella guerra contro la Spagna. In Francia, intanto, il clima religioso era pronto a sfociare in una nuova guerra, con la monarchia di Enrico III fra l'incudine della minaccia ugonotta di Enrico IV di Borbone, e la Lega cattolica di Enrico di Guisa, finanziata e armata da Filippo II, che voleva rendere la Francia uno stato vassallo e neutrale rispetto all'invasione inglese. Le storia sono tutte incrociate e infine portarono alla sconfitta dell'invincibile armata di Filippo II, all'ascesa al trono di Francia del primo sovrano Borbone, Enrico di Navarra, ugonotto convertito al cattolicesimo che concesse la libertà di culto del famoso Editto di Nantes; e in Olanda ad una tregua di 12 anni che sancì la sovranità degli stati generali e dello statolder del casato d'Orange sulle Province Unite, che inaugurarono il loro secolo d'oro.
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STORIA MODERNA 23: LE GUERRE DI RELIGIONE IN FRANCIA (1562-1577)
Le guerre di religione in Francia sono un lungo susseguirsi di conflitti civili tra una fazione cattolica e una fazione ugonotta, durati per più di 30 anni, fino all'Editto di tolleranza, emanato a Nantes nel 1598. Ma l'aspetto religioso è in realtà solamente uno degli aspetti da considerate, perchè in realtà, queste guerre civili, sotto la lotta per la tolleranza religiosa, nascondevano un profondo conflitto politico che vedeva il potere monarchico in conflitto, in alleanza o in balia dei grandi principi del sangue di Francia. I Guisa e i Borbone erano i due casati principali, che insieme alle loro clientele, una cattolica e l'altra protestante, si contendevano il potere e l'egemonia su un sovrano che, di volta in volta, da Francesco II a Carlo IX, per finire con Enrico III e Enrico IV, si presentava come debole e non in grado di dirigere la politica del regno. In questa situazione così turbolente giocò un ruolo di primo piano la regina madre, Caterina de' Medici, la quale tentò in ogni modo di preservare il potere della corona, dimostrando una flessibilità politica fuori dal comune. Anche la reggente, però, nel tentativo di non farsi soggiogare dalla lotta tra le fazioni, perse talvolta il controllo della situazione, come dimostrò il terribile massacro della notte di San Bartolomeo del 1572.
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STORIA MODERNA 22: LE DUE REGINE ELISABETTA D'INGHILTERRA E MARIA DI SCOZIA
Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale corollario la fede cattolica della controriforma. Gli avversari erano la Francia, sul continente, e l'asse protestante, che vedeva nelle isole britanniche un centro in espansione. E proprio qui, dopo il lungo regno di Enrico VIII, che aveva staccato la chiesa inglese da Roma, la corona aveva vissuto un nuovo periodo turbolento, per problemi di successione che videro avvicendarsi Edoardo VI, protestante convinto, e Maria la sanguinaria, primogenita di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, ferocemente cattolica, prima dell'avvento di Elisabetta I, la regina vergine, che non avrebbe avuto eredi. Accanto era il regno di Scozia, saldamente legato alla Francia, ma dove l'opposizione alla sottomissione francese guidata dalla reggente, Maria di Guisa, creò un terreno fertile per la diffusione del calvinismo, così come venne adattato dal predicatore scozzese John Knox. Maria Stuart, cattolica e giovane regina di Scozia, nutriva delle speranze, per antica parentela, al trono di Inghilterra, e per tentare di raggiungere questo obiettivo regnò sulla Scozia in una iniziale alleanza con i lord protestanti. Ma alla lunga, il difficile rapporto politico con Elisabetta, e la permanenza della fede cattolica provocarono la rottura con i lord, l'abdicazione forzata e la fuga, in prigionia, proprio presso la corte inglese. Tutte queste vicende, nella quale Elisabetta mostrò la sua abilità politica, segnarono l'avvento di un Inghilterra più forte e indipendente sullo scacchiere europeo.
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STORIA MODERNA 21: EL SIGLO DE ORO, LA RIVOLTA DEI PAESI BASSI (1560-1584)
Questa lezione racconta quello che fu il primo colpo assestato all'egemonia della Spagna del secolo d'oro. E' una vicenda che si svolge nei Paesi Bassi, che sono passati al ramo asburgico di Spagna dopo le abdicazioni di Carlo V. Filippo II è il nuovo sovrano e vorrebbe installare nei Paesi Bassi una dominazione salda, centralizzata e cattolica. Ma i diversi governatori che il sovrano nominò si dovettero scontrare con una forte resistenza delle assemblee degli stati generali, con una nobiltà gelosa dei suoi antichi privilegi, e una popolazione in crisi economica. In questo contesto giunsero i predicatori calvinisti che fecero immediatamente migliaia di proseliti. La riforma religiosa si fuse con la resistenza all'assolutismo spagnolo, dando il via ad una rivolta che trovò nella piccola nobiltà combattente sui mari e in alcuni nobili convertiti, come Guglielmo I d'Orange, la chiave di volta di un movimento che divenne rivoluzione. Dopo numerosi rivolgimenti, i Paesi Bassi si spaccarono in due. L'unione di Arras, nel sud cattolico, rimase fedele al sovrano spagnolo e si avviò a diventare il moderno Belgio. A nord, l'unione di Utrecht, calvinista e governata dal binomio stati generali e statolder, riuscirono ad affermare la propria indipendenza, diventando un nuovo soggetto della geopolitica euopea.
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STORIA MODERNA 20: EL SIGLO DE ORO: IL MEDITERRANEO E L'ITALIA SPAGNOLA
Questa lezione racconta l'egemonia spagnola sul Mediterraneo e nella penisola italica. Dopo la firma del trattato di Cateau-Cambresis nel 1559, Filippo II poté dirottare la potenza spagnola contro il nemico turco, per conquistare l'egemonia del Mediterraneo. Nonostante la straordinaria vittoria della battaglia navale di Lepanto (1571), la Spagna, colpita dalle difficoltà finanziarie, non riuscì ad avere ragione dei turchi, con i quali avvenne una spartizione del Mediterraneo e nacque una guerra fredda. La penisola italica viene raccontata divisa nei singoli domini: la Sicilia, con l'affermazione legalizzata del potere autonomo dei baroni, Napoli, con le divisioni dell'aristocrazia che avvantaggiarono la presa del dominio spagnolo, e Milano, che fu l'unica regione dell'impero spagnolo a guadagnare una posizione economicamente rilevante in questo scorcio di XVI secolo. In seguito, la seconda parte della lezione, è dedicata al resto d'Italia, formalmente indipendente, ma in realtà orbitante intorno alla potenza egemone: la Toscana dei Medici, il ducato Sabaudo che si affacciava come nuova potenza peninsulare, lo stato della Chiesa e, infine, lo stato che più di tutti conservò la propria autonomia, Venezia.
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STORIA MODERNA 19: EL SIGLO DE ORO: LA SPAGNA DI FILIPPO II (1559-1581)
Il trattato di Cateau-Cambresis aprì una nuova epoca nella relazione tra gli Stati europei. Il trattato diede alla Spagna l'egemonia sul continente e Carlo V aveva da poco abdicato, lasciando Spagna, Italia e Paesi Bassi, oltre ovviamente ai domini coloniali, nelle mani del figlio, Filippo II. Questa lezione è la prima di un mini ciclo dedicato all'epoca dell'egemonia spagnola in Europa e si occuperà di delineare i tratti essenziali del sistema di governo spagnolo e del suo vertice, il re ultracattolico dal carattere maniacale e sospettoso. Il tema fondamentale sarà, la Spagna, dalla sua economia, che portò a diverse bancarotte, fino alla sua situazione politica interna. Nel 1581, ai suoi domini, Filippo II riuscì ad aggiungere quello della corona del Portogallo, unificando per la prima volta la penisola iberica e portando a termine il plurisecolare processo di reconquista, questa volta, però, ai danni non di un regno musulmano, ma di un regno cristiano e cattolico.
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STORIA MODERNA 18: IL CONCILIO DI TRENTO E LA CONTRORIFORMA (1545-1563)
Che su fa la Controriforma cattolica? La risposta a questa domanda parte da una premessa indispensabile. Occorre infatti tenere presente che, il periodo della Controriforma, che si fa coincidere con il Concilio di Trento, fu in realtà un periodo nel quale si intrecciarono rinnovamento e reazione. Una esigenza di Riforma cattolica era infatti presente da tempo nella Chiesa e focalizzava la propria attenzione sul bisogno di un rinnovamento morale del clero, tanto nei costumi, quanto nella gestione dei benefici e delle rendite, riportando al primo posto la cura delle anime. Si trattava di un terreno sul quale vi poteva essere una conciliazione con i protestanti. Ma è sul piano dottrinario che il Concilio di Trento portò ad un solco incolmabile con il cristianesimo riformato. Il Concilio radicalizzò la posizione della Chiesa che rifiuto in toto la teologia di Martin Lutero, riaffermando il proprio patrimonio dottrinario e liturgico. Conseguenza di questa radicalizzazione fu l'inizio di un lungo periodo storico nel quale dominò un'idea intollerante e battagliera del cattolicesimo, armato degli strumenti della Controriforma: l'inquisizione centralizzata, il braccio armato dei Gesuiti, l'indice dei libri proibiti, la pretesa di un controllo assoluto delle anime e delle vite dei fedeli.
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STORIA MODERNA 17: L'INGHILTERRA DI ENRICO VIII (1509-1547)
Il lungo regno di Enrico VIII d'Inghilterra riveste un'importanza fondamentale non solo per la storia inglese, ma per la storia dell'Europa moderna. Conosciuto per le 6 mogli e per gli intrighi di corte, Enrico VIII fu ben altro. Dietro gli aneddoti e i costumi del sovrano si nasconde infatti un complesso gioco politico finalizzato all'obiettivo primario di ottenere un erede maschio per garantire una successione pacifica del potere nella ancor giovane dinastia Tudor. La memoria della mattanza nobiliare della guerra delle due rose era ancora ben vivida nella mente del sovrano, del parlamento e della corte, che si trovarono concordi nella necessità di trovare un erede che fosse al di sopra di ogni dubbio. Per questa ragione il re, che si era sposato inizialmente con Caterina d'Aragona, cosa che avrebbe legato l'Inghilterra alla cattolicissima Spagna, iniziò una serie di divorzi che, da un alto, portarono alla nascita del principe Edoardo, frutto del terzo matrimonio, con Jane Seymour, e dall'altro alla rottura con il papato e allo scisma anglicano, che dura tutt'oggi. Fra gli intrighi e le vicende oscura della relazione con Anna Bolena, da cui nacque la futura Elisabetta I, e il ruolo giocato con le altre potenze europee, il regno di Enrico VIII vide espandersi il possesso, da parte dello stato, di tutte le proprietà ecclesiastiche. Un enorme tesoro che avrebbe creato la potenza dell'Inghilterra industriale.
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STORIA MODERNA 15: LA FINE DELLE GUERRE D'ITALIA E LA NUOVA EUROPA (1529-1559)
Questa lezione si propone di raccontare l'ultima fase delle guerre d'Italia, che si concluse, dopo l'abdicazione di Carlo V, con la firma del trattato di Cateau-Cambresis nel 1559. Con questo trattato si inaugurava il periodo dell'egemonia spagnola sull'Italia e sull'Europa. Si tratta di una lezione che si sposta nei quattro angoli d'Europa, dall'Italia del nord al cuore della Germania, passando per l'impero ottomano e il Mediterraneo. L'ultima fase del conflitto vide infatti diversi attori sul continente, ciascuno con delle specifiche rivendicazioni che andavano però a fondersi con il grande conflitto generale tra Valois e Asburgo. Alla fine, tutte le vittorie di Carlo V, lo misero di fronte all'impossibilità di conquistare davvero il potere universale. L'imperatore, invecchiato precocemente e ormai malato, decise di abdicare e ritirarsi in convento, dando il via ad una nuova fase della geopolitica europea: l'apice del siglo de oro spagnolo
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STORIA MODERNA 16: LE ATRE RIFORME: ZWINGLI, CALVINO E GLI ANABATTISTI
Questa lezione si propone di raccontare la storia delle riforme religiose che nacquero nel XVI secolo, prendendo le mosse dalla riforma luterana, ma distanziandosi da essa. Gli anabattisti furono un movimento religioso odiato e perseguitato da tutti, cattolici e riformati. Essi non credevano nella validità del battesimo somministrato agli infanti e predicavano un nuovo battesimo, da cui il nome di ribattezzati, anabattisti. Ma non si limitavano a questo, predicando l'imminenza del giudizio universale, essi, nel quali confluirono i ceti più poveri delle città del centro Europa, voleva l'instaurazione di una comunità di eletti, libera dalla proprietà privata e da qualsiasi vincolo mondano, compresa la monogamia. Fra il 1533 e il 1535 riuscirono a instaurare un regime di questo tipo nella città di Munster, in Westfalia, ma furono assediati e massacrati a migliaia. Lo stesso destino venne riservato agli anabattisti del resto d'Europa. Zwingli e Calvino instaurarono invece un regime politico-religioso riformato a Zurigo e Ginevra. La loro visione religiosa affondava nell'umanesimo e nelle caratteristiche delle città da stato della Svizzera. Ne sarebbe nata una religione, quella calvinista, convinta della giustificazione per fede, ma con una visione antropologica positiva. I calvinisti si percepivano come una comunità di eletti, predestinati da Dio alla salvezza, e per questo ebbero una visione della vita terrena come quella di una preghiera da consacrare a Dio e come segno tangibile della sua grazia. L'autorità politica ne era strumento, non semplice giustiziere. Le autorità politiche e religiose dovevano essere una cosa sola nell'instaurazione della perfetta comunità cristiana, qui, nella vita terrena. In conclusione, questo spirito calvinista fu la ragione per la quale il grande sociologo Max Weber intese leggere nel protestantesimo il fondamento dell'etica protestante.
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STORIA MODERNA 14: GUERRE D'ITALIA, GUERRE D'EUROPA: CARLO V E FRANCESCO I (1516-1530)
Il periodo compreso fra il trattato di Noyon (1516) e la pace di Cambrai (1530) segna una nuova fase delle guerre d'Italia. Il trattato di Noyon doveva essere, in ottica francese, un trattato generale di sistemazione della carta geopolitica europea, con la spartizione dell'Italia fra francesi, a Milano, e spagnoli nel regno di Napoli. La Francia ne usciva come la principale potenza militare d'Europa. La situazione cambiò con il progressivo accumulò di corone sulla testa di Carlo di Gand che fra il 1516 e il 1519 divenne re di Spagna e imperatore di Germania. Francesco I di Francia non poteva tollerare di essere isolato e stritolato dalla potenza asburgica. Il conflitto riesplose nel 1521, accompagnato dall'ormai consueto gioco di alleanze delle potenze minori, dall'Inghilterra di Enrico VIII ai diversi stati italiani. Il conflitto si concluse con la vittoria ispano-imperiale di Pavia del 1525, con la quale la Francia fu sconfitta e il suo re imprigionato e tradotto a Madrid. Carlo V si sentiva il re d'Europa, ansioso di dirigere la sua azione in difesa della cristianità tutta, contro l'espansione ottomana. Ma la pace di Madrid del 1526 fu un trattato troppo umiliante per la Francia perchè questa potesse accettarlo e immediatamente, Francesco I, rimesso in libertà, si diede a organizzare la rivincita. I francesi ottennero alcuni successi, non decisivi, ma sufficienti per spingere Carlo V ad una nuova proposta di pace, i trattati di Barcellona e di Cambrai, con i quali veniva ribadita l'egemonia asburgica in Europa, ma con i quali la Francia non veniva eccessivamente umiliata. La seconda parte della lezione è dedicata invece ai turchi di Solimano I e alle sue campagne sul e oltre il Danubio. I turchi, che il supporto francese faceva entrare nello scacchiere europeo, conquistarono, dopo la battaglia di Mohacs del 1526 due/terzi dell'Ungheria, ma nel 1529 fallirono nel colpo di prendere Vienna, che venne efficacemente difesa dall'arciduca Ferdinando d'Asburgo.
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STORIA MODERNA 13: LA RIFORMA DOPO WORMS TRA RIVOLUZIONE E REAZIONE (1521-1525)
Dopo la dieta di Worms, l'8 maggio 1521, l'imperatore Carlo V scagliò il bando imperiale contro Martin Lutero. Ma Lutero era già stato messo in salvo, con uno spettacolare rapimento, da Federico il Savio, elettore di Sassonia. A questo punto inizia la vera storia della riforma protestante. Mentre Lutero traduce in tedesco il Nuovo Testamento, a partire dal 1522, le sue idee e i suoi scritti si diffondo per tutta la Germania. Il malcontento che a vari livelli stava montando nella società tedesca si salda perfettamente con le idee antipapiste di Lutero. La riforma si diffonde ovunque. Ma i richiami alla libertà del cristiano avranno degli effetti che lo stesso Lutero, prima di diventare un abile uomo politico, non poteva prevedere. La rivolta dei cavalieri e quella, ben più rivoluzionaria, dei contadini imporranno a Lutero di fare delle scelte. Il grande riformatore si schiererà dalla parte del potere costituito, dei principi e della nobiltà tedesca, mentre i contadini vengono massacrati a decine di migliaia. La libertà del cristiano è solo interiore. Dio ha dato la spada ai potenti proprio perchè l'uomo, per sua natura malvagio, deve essere controllato. Bisogna dunque uniformarsi al potere. Da questo momento, brandendo le insegne della Riforma, molti principi tedeschi la utilizzeranno per consolidare la propria autonomia interna nei confronti del potere imperiale di Carlo V, che pretendeva di controllarli.
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STORIA MODERNA 12: LUTERO E LA RIFORMA PROTESTANTE
Martin Lutero è un gigante della storia moderna europea. Ancor più di Carlo V, suo contemporaneo e padrone dell'occidente, il pensiero e gli scritti del monaco agostiniano influenzarono la storia, non solo religiosa, ma politica, sociale e filosofica di gran parte dell'Europa centrale, creando al contempo una divisione e un contrasto apparentemente insanabile con l'Europa cattolica. Questa lezione, tracciando il profilo degli anni di formazione e affermazione del pensiero di Lutero, si pone l'obiettivo di raccontare i fondamenti teologici della riforma protestante e di raccontarne la progressiva diffusione fino alla fondamentale dieta imperiale di Worms del 1521. Dopo questo momento, la frattura creata dalla nuova teologia luterana, che si pose come sovrastruttura sulla realtà sociopolitica tedesca, sarà, di fatto, insanabile
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STORIA MODERNA 11: RAPPORTI DI PRODUZIONE E RIVOLUZIONE DEI PREZZI
Questa lezione si propone di spiegare come cambiarono i rapporti di produzione e le variabili economiche nell'Europa del XVI secolo. Le basi per l'evoluzione capitalista europea affondano infatti le proprie radici proprio nei decenni iniziali del 1500. Il modo con il quale le diverse aree produttive europee reagirono alle nuove variabili economiche, derivate in particolar modo dall'aumento della popolazione e dal conseguente allargamento del mercato, determinarono gli sviluppi successivi dell'Europa capitalista e industriale. L'affermazione del lavoro salariato a domicilio, contrapposto a quello delle corporazioni, la nascita di un autonomo settore finanziario, i cui capitali andarono a finanziare le imprese commerciali e belliche delle potenze europee, sono solo alcune delle variabili prese in considerazione. In conclusione, l'intero sistema economico europeo è utilizzato per spiegare la cosiddetta rivoluzione dei prezzi che determino dinamiche inflattive per tutto fino all'inizio del XVII secolo. L'aumento della domanda, rapportata ad una possibilità di produzione, tanto agricola quanto manifatturiera, causò una forte inflazione, la quale, a sua volta, incise sulla storia sociale e politica d'Europa.
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STORIA MODERNA 10: L'IMPERO DI CARLO V
L'impero di Carlo V d'Asburgo è passato alla storia come l'impero su cui non tramontava mai il sole. Fu un immenso agglomerato di domini diversi, ciascuno segnato dalla propria storia, dalle proprie tradizioni e dalle proprie leggi, e accomunato solamente dalla persona del sovrano. Carlo, nato a Gand nel 1500, si trovò al centro di una tempesta dinastica perfetta, il cui primo tassello fu preparato dal bisnonno di Carlo, l'imperatore Federico III d'Asburgo, che nel 1477, con il matrimonio fra il figlio, Massimiliano, e l'erede del ducato di Borgogna, Maria, portò il ducato che poteva vantare anche il dominio sui Paesi Bassi all'interno dei domini asburgici. Il padre di Carlo, il duca di Borgogna, Filippo il Bello d'Asburgo, morì però già nel 1506 e Carlo ne divenne quindi il successore. La madre di Carlo era però Giovanna di Castiglia, meglio nota come Giovanna la Pazza, che fra il 1497 e il 1500, in virtù della morte di tutti gli altri pretendenti, divenne l'unica erede delle corone dei genitori, Isabella di Castiglia e Giovanna la Pazza. Dopo che la madre iniziò a mostrare i primi segni di pazzia e il padre morì nel 1506, Carlo divenne dunque l'unico erede delle corone di Spagna, che ereditò alla morte di Ferdinando II il Cattolico nel 1516. Da ultimo, nel 1519 morì il nonno, l'imperatore Massimiliano e Carlo ereditò dunque i domini diretti degli Asburgo, cui il nonno era riuscito a legare anche l'Ungheria e la Boemia, e venne eletto, a suon di fiorini d'oro, imperatore del Sacro Romano Impero. Questa lezione, dopo aver raccontato la successione ereditaria di Carlo, si propone poi di tratteggiare uno schizzo dei diversi domini di Carlo, con le diverse peculiarità che l'imperatore dovette affrontare nel suo regno.
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STORIA MODERNA 9: LE GUERRE D'ITALIA DA LUIGI XII A FRANCESCO I
La seconda lezione dedicata alle guerre d'Italia si occupa del periodo compreso fra l'ascesa al trono di Luigi XII di Francia (1498) e il trattato di Noyon (1516) con il quale Francesco I di Francia e Carlo V, appena diventato re di Spagna, stabilirono il nuovo assetto di potere della penisola: alla Francia il ducato di Milano, alla Spagna il regno di Napoli. Questo periodo di quasi vent'anni è però cosparso di molte spedizioni, molte guerre e numerosi cambi di alleanze e strategia, con i diversi attori della penisola, dal papato (Alessandro VI, Giulio II e Leone X), a Firenze (dalla repubblica al ritorno dei Medici), fino a Venezia, che perderà e poi recupererà i territori di Terraferma. Un periodo estremamente convulso, nel quale assistiamo alla ricerca, diplomatica e bellica, di un nuovo equilibrio del potere in Italia e, di conseguenza, in Europa.
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STORIA MODERNA 8: LA DISCESA DI CARLO VIII
La discesa in Italia di Carlo VIII dà l'avvio a quelle che sono state battezzate dagli storici come le guerre d'Italia. Si tratta di un ciclo quasi ininterrotto di guerre nelle quali le potenze europee di Francia, Spagna e impero asburgico si sono contese il predominio in Italia e, di conseguenza e come si vedrà, in Europa. Per questo motivo, la discesa in Italia del re di Francia, che pone fine all'effimera stagione dell'equilibrio tra le potenze italiane, rappresenta un vero e proprio punto di svolta della storia. La caduta della prima tessera di un lungo domino che cambierà le relazioni e gli assetti del potere in Europa. In palio, come sempre quando nella storia si muovono le "potenze", è l'egemonia.
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STORIA MODERNA 7: I CONQUISTADORES E L'IMPERO COLONIALE SPAGNOLO
Questa lezione si propone di raccontare, dopo i primi viaggi di Colombo, la conquista dell'America centro-meridionale da parte dei conquistadores spagnoli. Dopo aver raccontato delle spedizioni, fra cui quella di Ferdinando Magellano, che furono indispensabili per avere una conoscenza della reale grandezza del Nuovo Mondo, si passa al racconto delle spedizioni di Hernan Cortes in Messico e di Francisco Pizarro, in Perù. Alla conquista armata e l'inizio del genocidio delle popolazioni precolombiane seguirà, poi, il racconto delle modalità di sfruttamento, con i cicli dell'oro e dell'argento, delle nuove terre conquistate. Il colonialismo europeo era ufficialmente cominciato.
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STORIA MODERNA 6: LA SCOPERTA DELL'AMERICA E LE CIVILTA' PRECOLOMBIANE
La scoperta dell'America nel 1492 rappresenta uno degli avvenimenti più importanti nella storia dell'umanità. Essa fu frutto di un errore, compiuto dal marinaio genovese Cristoforo Colombo che, convinto della sfericità del globo e pensando che le coste della Cina non fossero lontane a quelle dell'Europa, riuscì a farsi finanziare una spedizione atlantica da parte della corona di Spagna. La prima spedizione di Colombo, che approdò nei caraibi, non mostrò l'errore e l'ammiraglio tornò in Spagna convinto di aver raggiunto le Indie. Ma, nonostante questo, Colombo aprì una rotta che egli stesso, e altri avventurieri, compirono sempre più spesso negli anni seguenti, portando infine alla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un continente immenso, un Mundus Novus come ebbe a definirlo Amerigo Vespucci, da cui il continente prese il nome. La seconda parte della lezione sarà invece dedicata a tracciare un quadro complessivo delle civiltà che gli spagnoli incontrarono una volta espanso il loro raggio d'azione al di fuori delle Antille. I maya, gli aztechi e gli inca verranno descritti nelle loro caratteristiche politiche, sociali ed economiche, prima che la grande tragedia dell'incontro con gli europei si abbattesse micidiale su di loro.
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STORIA MODERNA 5: L'INIZIO DELLE SCOPERTE GEOGRAFICHE E L'IMPERO COLONIALE PORTOGHESE
L'epoca compresa fra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI è conosciuta come l'età delle grandi scoperte geografiche. A partire dal 1487, anno nel quale i portoghesi doppiano il capo di Buona Speranza e scoprono l'oceano indiano, fino al 1519, anno della prima circumnavigazione del globo ad opera di Ferdinando Magellano, avviene la cosiddetta "mondializzazione" della storia europea. Da questo momento prende il via quel processo che porterà alla formazione del colonialismo europeo, che plasmerà l'immagine e lo sfruttamento del mondo da parte dell'Europa fino all'età contemporanea. Questa lezione si pone l'obiettivo di raccontare quali furono le premesse e quali le condizioni di possibilità che spinsero, per primi, i portoghesi, a cercare nuove rotte commerciali verso l'India e il suo ricco mercato delle spezie: impossibilità di espansione economica nella penisola iberica, spirito crociato dovuto tanto alla reconquista quanto alla percezione della pressione turca sull'Europa, chiusura dei traffici consolidati con l'oriente a causa del sopraggiungere dell'impero ottomano. Per questa serie di concause, i portoghesi, già dalla prima metà del XV secolo, iniziarono un percorso di esplorazione verso sud delle coste africane e, tappa dopo tappa, e base dopo base, costruirono un percorso ininterrotto fino all'India. Nel giro di un secolo, uno dei più piccoli stati europei, che poteva contare su appena mezzo milione di abitanti, ebbe il quasi monopolio sul mercato delle spezie e costruì un impero commerciale le cui ultime basi furono abbandonate dai portoghesi solamente nel 1975
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STORIA MODERNA 4: GEOSTORIA DELL'EUROPA DEL XVI SECOLO PT. II
Questa lezione prosegue il viaggio nell'Europa dell'inizio dell'età moderna, concentrandosi sulle attività commerciali e produttive del continente. L'attività mineraria e le sfere commerciali, con i relativi prodotti, saranno l'oggetto principale di questa lezione, che si propone di tratteggiare un quadro del continente europeo nel momento immediatamente precedente l'inizio dell'epoca delle grandi scoperte geografiche
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ABOUT THIS SHOW
L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:STORIA GRECASTORIA ROMANASTORIA MEDIEVALESTORIA MODERNASTORIA CONTEMPORANEA
HOSTED BY
Marco Mana
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