IL CORSO DI STORIA podcast artwork

PODCAST · education

IL CORSO DI STORIA

L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:STORIA GRECASTORIA ROMANASTORIA MEDIEVALESTORIA MODERNASTORIA CONTEMPORANEA

Publisher-supplied feed metadata · PodParley refreshed Jun 12, 2026 · Source feed

  1. 179

    STORIA MODERNA 68: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA DEVASTAZIONE FRANCESE E REAZIONE COLLETTIVA (1688-1690)

    Nel cuore dell’autunno 1688, il Reno fu attraversato da un esercito francese che non cercava conquiste territoriali, ma la distruzione sistematica di un intero spazio politico, sociale e culturale: il Palatinato. Questa videolezione ricostruisce, con stile parlato e rigore storiografico, le tappe della devastazione orchestrata da Louvois e Vauban, il collasso istituzionale dell’Impero, la reazione dei principi tedeschi, il ruolo strategico della stampa, l’esodo dei rifugiati e la nascita della Grande Alleanza. Un momento spartiacque: la guerra diventa globale, la distruzione uno strumento di governo, e la memoria un’arma diplomatica. In un viaggio tra fonti primarie, diritto pubblico e strategie militari, seguiamo la trasformazione di un’aggressione brutale in un conflitto continentale e in una nuova architettura dell’Europa moderna.

  2. 178

    STORIA MODERNA 67: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA LE CAUSE PROFONDE

    Tra il 1678 e il 1688, l’Europa visse un periodo di apparente pace. Ma dietro la facciata della stabilizzazione diplomatica seguita alla pace di Nimega, si celava un progetto egemonico nuovo, ambizioso e inquietante: quello della monarchia assoluta di Luigi XIV. Questa lezione ricostruisce il decennio che prepara la Guerra della Lega di Augusta, mostrando come la Francia abbia saputo combinare diritto, propaganda e diplomazia per espandere la propria influenza ben oltre i confini sanciti dai trattati. Attraverso l’analisi delle Reunions, dell’annessione di Strasburgo e della crisi del Palatinato, si delinea una strategia che trasforma la legge in strumento di conquista, mentre la risposta imperiale di Leopoldo I e delle corti tedesche si articola tra autodifesa costituzionale e costruzione di una nuova coscienza geopolitica. L’Inghilterra, attraversata dalle tensioni dinastiche, e l’Olanda di Guglielmo d’Orange emergono come protagonisti di una coalizione sempre più determinata a contenere l’espansionismo francese. La lezione approfondisce anche il ruolo della propaganda, della teologia politica e della diplomazia pontificia, mostrando come la guerra imminente fosse già in atto nei linguaggi, nei simboli e nei timori collettivi dell’epoca. Un racconto appassionato e documentato che ci conduce alle soglie del grande conflitto europeo del 1688, tra l’illusione dell’equilibrio e la realtà di un sistema sull’orlo della guerra.

  3. 177

    STORIA MODERNA 66: L'ETA' DEL RE SOLE LA SOCIETA' DI CORTE

    In questo video esploriamo uno dei testi più influenti della sociologia storica del Novecento: La società di corte di Norbert Elias. Un’opera che ci aiuta a comprendere come si forma lo Stato moderno, come si regola il comportamento sociale, e come nasce la soggettività individuale. Partendo dalla figura di Luigi XIV e dalla Versailles del Seicento, Elias mostra come il potere non sia soltanto comando, ma rappresentazione: un gioco di visibilità, distinzione e autocontrollo. Il cortigiano non è solo un nobile: è il prototipo dell’individuo moderno, che recita un ruolo, controlla le emozioni e misura ogni gesto. Attraverso un percorso ricco di citazioni, confronti teorici e riflessioni critiche, questa lezione mette in dialogo Elias con Weber, Freud, Mauss, Bourdieu e Foucault. Scopriremo che la corte non è scomparsa: vive ancora nella politica spettacolo, nei social media, nelle gerarchie invisibili della nostra vita quotidiana. Una lezione per chi vuole capire il passato — e soprattutto il presente.

  4. 176

    STORIA MODERNA 63: L'ETA' DEL RE SOLE, I DOMINI ASBURGICI (1648-1688)

    Dopo la fine della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero esce profondamente trasformato, e con esso muta il ruolo degli Asburgo sullo scacchiere europeo. Ma se l’Impero si frantuma in una pluralità di poteri locali, i domini ereditari della dinastia asburgica — Austria, Boemia, Ungheria e altri territori patrimoniali — diventano il laboratorio della costruzione di una monarchia assoluta. In questa lezione approfondiamo il periodo 1648–1688, un quarantennio segnato da riforme fiscali e militari, consolidamento del potere centrale, repressione delle autonomie provinciali e diffusione del cattolicesimo tridentino come colonna ideologica del regime. Attraverso Vienna, la Boemia restaurata, l’Ungheria inquieta, l’aristocrazia riconfigurata e il fronte ottomano, esploriamo le tensioni, le mediazioni e le strategie con cui gli Asburgo seppero costruire uno Stato senza costituzione scritta, ma saldo, centralizzato e proiettato verso nuove sfide imperiali.

  5. 175

    STORIA MODERNA 65: L'ETA' DEL RE SOLE LA RESTAURAZIONE PORTOGHESE (1640-1683)

    Tra il 1640 e il 1688, il Portogallo affrontò una trasformazione radicale: da monarchia soggetta agli Asburgo a potenza imperiale autonoma. La Restaurazione del 1640 non fu solo un evento politico, ma l’inizio di un processo di rifondazione istituzionale e imperiale. Al centro di questa parabola si colloca la rinascita di un potere monarchico fortemente aristocratico, fondato sul patto tra la nuova dinastia di Braganza e le élite nobiliari, capace di ricostruire lo Stato e riconquistare l’Impero, ma incapace di riformarsi strutturalmente. Il nuovo Portogallo restaurato si dotò di istituzioni complesse – Cortes, Consigli, Camere municipali – per bilanciare il potere del sovrano e cooptare le forze sociali dominanti. Tuttavia, il cuore della legittimazione restava dinastico e nobiliare. La guerra d’indipendenza contro la Spagna (1640–1668) fu uno sforzo immane, ma anche un banco di prova della resilienza politica e militare portoghese. Parallelamente, il conflitto contro l’Olanda e la riconquista del Brasile e dell’Angola ridefinirono l’asse imperiale: non più l’Asia, ma l’Atlantico fu il vero centro del potere lusitano. Il Brasile, devastato dal conflitto coloniale, fu ricostruito attraverso la tratta degli schiavi africani e la rilancio della monocultura zuccheriera. Qui nacque una nuova aristocrazia militare creola, legata a Lisbona ma dotata di forte autonomia. Le colonie africane, come Angola e São Tomé, diventarono nodi fondamentali del traffico transatlantico, mentre le colonie asiatiche vennero progressivamente marginalizzate, conservate più per prestigio che per utilità. Sul piano economico, la monarchia tentò invano di introdurre modelli capitalistici con la Companhia do Brasil, ma la debolezza della borghesia commerciale e l’ostilità delle élite locali decretarono il fallimento. L’Impero restava così basato su capitale straniero, clientelismo, controllo aristocratico e sfruttamento coloniale. Dopo la crisi dinastica con Afonso VI, il potere fu assunto dal fratello Pedro (reggente dal 1667, re dal 1683), che garantì stabilità e il riconoscimento definitivo dell’indipendenza, ma al prezzo di una crescente aristocratizzazione dello Stato. Sotto Pedro, l’impero si consolidò in forma conservatrice, senza riforme profonde, fondandosi su un equilibrio precario tra corona e nobiltà. Il risultato fu un impero aristocratico, atlantico e fragile: forte nella sua rete coloniale, debole nella capacità di modernizzazione. L’assenza di un capitalismo nazionale, la dipendenza dal traffico schiavista e il predominio nobiliare segnarono i limiti di lungo periodo. Ma fu proprio questa formula di compromesso tra tradizione e sopravvivenza a garantire al Portogallo una posizione autonoma nella geografia imperiale dell’Europa barocca.

  6. 174

    STORIA MODERNA 64: L'ETA' DEL RE SOLE, FEDERICO GUGLIELMO I E LA NASCITA DELLA PRUSSIA (1640-1688)

    La lezione ripercorre la trasformazione del Brandeburgo da mosaico feudale frammentato a potenza sovrana nell’Europa post-westfalica. Al centro di questo processo, la figura di Federico Guglielmo I di Hohenzollern (1620–1688), detto il "Grande Elettore", che seppe sfruttare la crisi dell’Impero, le guerre del Nord e le tensioni confessionali per costruire un nuovo modello di sovranità. Il percorso si snoda attraverso le principali tappe della sua azione politica e militare: le riforme istituzionali e fiscali, la creazione dell’esercito stanziale, l’uso strategico della diplomazia, l’integrazione della Prussia ducale e la gestione delle disuguaglianze sociali. La lezione mostra come la combinazione tra burocrazia, fiscalità e forza armata fu alla base di una monarchia proto-assoluta, che anticipava lo Stato moderno. Grande spazio è riservato alla storiografia tedesca, francese, italiana e inglese, che ha interpretato l’eredità federiciana come la premessa della Prussia imperiale del Settecento.

  7. 173

    STORIA MODERNA 62: L'ETA' DEL RE SOLE, LA MODERNITA' DELL'IMPERO

    La lezione ricostruisce l’evoluzione politica, istituzionale e militare dei territori ereditari degli Asburgo nella seconda metà del Seicento, a partire dalla pace di Vestfalia del 1648 fino alla vigilia della Guerra della Lega di Augusta. Il filo conduttore è il lento ma deciso passaggio da una compagine territoriale frammentata e colpita dalla guerra a un sistema monarchico sempre più centralizzato e autoritario. Attraverso l’analisi della politica imperiale in Austria, Boemia e Ungheria, vengono messi in luce i principali strumenti della restaurazione asburgica: la repressione delle autonomie nobiliari e confessionali, il rafforzamento dell’apparato fiscale e militare, la marginalizzazione dei corpi intermedi e la ridefinizione del rapporto tra monarchia e società. Centrale è il conflitto con l’Impero Ottomano, che culmina nell’assedio di Vienna del 1683 e nella progressiva riconquista dell’Ungheria, elemento decisivo per l’ascesa geopolitica degli Asburgo in Europa centrale. Il percorso analizzato mostra come la crisi dell’Impero si trasformi, nei territori dinastici, in una spinta verso la formazione di una monarchia più solida e accentrata, pronta a svolgere un ruolo di primo piano negli equilibri europei del tardo Seicento.

  8. 172

    STORIA MODERNA 61: L'ETA' DEL RE SOLE, LA PERIFERIA ITALIANA (1648-1688)

    Questa lezione ricostruisce la storia politico-istituzionale dell’Italia tra la fine della Guerra dei Trent’anni e la vigilia della Guerra della Lega d’Augusta. Apparentemente ai margini della storia europea, la penisola fu in realtà attraversata da dinamiche profonde di crisi e trasformazione: paralisi istituzionali, conflitti locali, declino delle potenze regionali e inizio di nuove traiettorie politiche. Dalla guerra di Candia alla rivolta di Messina, dalla crisi del papato al fallimento dell’assolutismo sabaudo, seguiamo un secolo segnato da decadenza e adattamento, in cui l’Italia sembra ritirarsi dalla scena internazionale, ma in cui si preparano, sotto la superficie, i germi della modernità.

  9. 171

    STORIA MODERNA 60: L'ETA' DEL RE SOLE, LA FINE DELLA POTENZA SPAGNOLA

    Dal 1648 al 1688, l’impero spagnolo affronta una crisi profonda: crollo demografico, depressione economica, declino politico e minacce internazionali ne segnano la parabola. Ma è anche un periodo di straordinaria produzione artistica, riflessione politica e tentativi di riforma. In questa lezione esploriamo le cause e le conseguenze di questa crisi, dal fallimento della centralizzazione di Olivares alla resistenza delle periferie, dai problemi monetari alla rinascita catalana, dal ruolo della Chiesa all’ascesa del commercio straniero. Un viaggio storico nella Spagna che, mentre perdeva potenza, produceva Velázquez.

  10. 170

    STORIA MODERNA 59: L'ETA' DEL RE SOLE, I PAESI BASSI (1648-1688)

    Nel cuore dell’Europa del Seicento, una piccola repubblica affacciata sul Mare del Nord sfidava imperi, regni e monarchie assolute con la sola forza del commercio, della finanza e della libertà. Questa lezione racconta l’ascesa, l’apogeo e le prime crepe della Repubblica delle Province Unite, i Paesi Bassi indipendenti dopo la Pace di Vestfalia del 1648. È la storia di un miracolo economico fondato su navi, libri e tolleranza; di un laboratorio politico in cui il potere era diffuso, la religione pluralista, la stampa libera. Ma è anche il racconto di un sistema fragile, esposto alle pressioni di un mondo che cambia: la concorrenza inglese, l’ambizione francese, il peso insostenibile della guerra e delle tensioni interne. Seguiremo passo dopo passo le guerre anglo-olandesi, l’anno tragico del 1672, l’ascesa di Guglielmo III d’Orange e le dinamiche che portarono questa piccola repubblica a incidere sul destino dell’Europa intera, fino alle soglie della Gloriosa Rivoluzione inglese. Una lezione di storia, ma anche una riflessione sulla modernità politica, sul capitalismo nascente e sui limiti del potere mercantile.

  11. 169

    STORIA MODERNA 58: L'ETA' DEL RE SOLE, LA PACE ARMATA (1679-1688)

    Questa quarta lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV affronta un decennio di pace solo apparente, in cui la monarchia francese raffina tutti i suoi strumenti di dominio interno ed esterno. Uscito vittorioso dalla Guerra d’Olanda e dalla pace di Nimega, Luigi XIV si presenta come arbitro d’Europa, ma dietro l’immagine regale del monarca trionfante si cela una politica di espansione sistematica e incruenta, condotta attraverso il meccanismo delle Chambres de Réunion: corti giuridiche create per rivendicare territori “naturalmente annessi” alla corona. Sul piano interno, il decennio è segnato dal culmine dell’assolutismo barocco: il re accentra ogni funzione decisionale, isola la nobiltà nella sfera cerimoniale di Versailles, rafforza la centralizzazione fiscale e razionalizza gli strumenti di governo. L’intento è duplice: garantire l’ordine e consolidare l’immagine sacralizzata del sovrano. La seconda metà della lezione è dedicata alla questione religiosa, con l’inasprimento della pressione contro i protestanti: prima con le conversioni forzate e le famigerate dragonnades, poi con l’evento simbolico della revoca dell’Editto di Nantes (1685), che segna la fine della tolleranza legale in Francia. Analizziamo le motivazioni politiche, ideologiche e strategiche di questa scelta, così come le sue conseguenze sociali e internazionali: emigrazione degli ugonotti, condanna dell’opinione pubblica europea e incrinatura dell’immagine universalistica della monarchia cristiana francese. La lezione si conclude con l’atmosfera tesa che precede il grande conflitto successivo: la Francia ha raggiunto il suo apice territoriale e istituzionale, ma il sistema europeo comincia a organizzarsi per contenerne la forza. L’epoca della pace inquieta volge al termine: all’orizzonte si profila la Guerra della Lega d’Augusta.

  12. 168

    STORIA MODERNA 57: L'ETA' DEL RE SOLE, L'EGEMONIA EFFIMERA E LA PACE DI NIMEGA (1674-1678)

    In questa terza lezione dedicata al regno di Luigi XIV, seguiamo la fase finale della Guerra d’Olanda, a partire dal 1674, anno in cui il conflitto si trasforma in una lunga guerra di logoramento. Al centro della narrazione vi sono le campagne militari su più fronti – nei Paesi Bassi, sul Reno, in Alsazia, in Franca Contea – e il ruolo crescente della diplomazia francese nella gestione del conflitto. Analizziamo le difficoltà incontrate da Luigi XIV nel mantenere l’iniziativa, l’evoluzione delle coalizioni europee, l’azione dei ministri Louvois e Pomponne, e l’uso della guerra come strumento politico. Un'attenzione particolare è riservata alla pace di Nimega (1678–1679), con cui la Francia ottiene significativi guadagni territoriali e consolida la propria egemonia sul continente. La lezione mostra come, tra battaglie e trattative, Luigi XIV si imponga come protagonista assoluto della diplomazia europea.

  13. 167

    VITE PARALLELE 2: PERICLE E DE GAULLE

    In questo episodio di Vite parallele mettiamo a confronto due figure lontanissime eppure unite da una stessa domanda politica: che cosa succede quando una democrazia comincia a riconoscersi in un uomo forte?Da una parte Pericle, il grande protagonista dell’Atene del V secolo a.C., simbolo della democrazia ateniese ma anche suo problema vivente: aristocratico, ricco, potente, rieletto per anni stratego, capace di guidare la città fino a diventare, secondo Tucidide, il “primo uomo” di una democrazia che formalmente restava governo del popolo. Con lui Atene raggiunge il massimo splendore culturale e politico, ma consolida anche il proprio impero marittimo, usa il tributo degli alleati, reprime le città ribelli e porta dentro la democrazia il fascino inquietante della leadership personale.Dall’altra Charles de Gaulle, il generale del 18 giugno 1940, l’uomo della Francia libera, il fondatore della Quinta Repubblica. De Gaulle salva l’onore francese nella sconfitta, torna al potere nella crisi del 1958, chiude la guerra d’Algeria e costruisce una Repubblica più stabile, ma anche più verticale, presidenziale, plebiscitaria, raccolta attorno alla figura del capo dello Stato.Pericle e De Gaulle non sono dittatori. Proprio per questo sono più interessanti. Entrambi agiscono dentro forme democratiche o repubblicane. Entrambi parlano in nome del popolo. Entrambi trasformano una crisi in una nuova concentrazione del potere. Entrambi mostrano che la democrazia può essere minacciata non solo da chi la abbatte dall’esterno, ma anche da chi la incarna troppo bene dall’interno.Questa non è una puntata sul “grande uomo” come salvatore. È una puntata sul prezzo della grandezza politica: gli alleati dell’impero ateniese, i contadini chiusi nelle Lunghe Mura, gli esclusi dalla cittadinanza, i colonizzati algerini, i soldati, gli harkis, i manifestanti repressi, i parlamenti ridimensionati, tutti coloro che restano ai margini del racconto monumentale.Pericle e De Gaulle: la democrazia dell’uomo forte.Una puntata su libertà, impero, consenso, paura, grandezza nazionale e sulla domanda che ogni democrazia dovrebbe continuare a farsi: quando un popolo affida troppo a un solo volto, sta diventando più forte o sta cominciando a smettere di governarsi?

  14. 166

    VITE PARALLELE 1: SOCRATE E GRAMSCI

    Atene, 399 a.C. Socrate è davanti ai giudici della città. Non possiede eserciti, non guida fazioni armate, non ha ricchezze. Eppure Atene lo considera pericoloso.Roma, 1928. Antonio Gramsci viene condannato dal Tribunale speciale fascista. Anche lui non ha armi, non comanda truppe, non può rovesciare il regime con la forza. Il fascismo vuole colpire qualcosa di più profondo: la sua capacità di pensare, educare, organizzare.Il primo episodio di “Vite parallele” mette a confronto Socrate e Gramsci per interrogare una domanda ancora viva: perché il potere teme chi insegna a pensare?Due mondi lontanissimi — la polis ateniese e l’Italia fascista — si incontrano davanti allo stesso problema storico. Quando il pensiero resta solitario può essere tollerato. Quando diventa educazione, quando forma coscienze, quando insegna a dubitare dell’ordine esistente, allora diventa una minaccia. Socrate porta la domanda nella piazza. Gramsci porta la lotta politica dentro la cultura, la scuola, il giornale, il senso comune. Entrambi mostrano che il dominio non vive soltanto nelle leggi, nei tribunali o nella forza: vive anche nelle parole con cui una società insegna agli uomini a obbedire.Questa non è una puntata sul martirio individuale. È una puntata sul prezzo collettivo della libertà critica, sulla paura del potere davanti all’intelligenza, e sulla possibilità che una domanda sopravviva anche quando il corpo di chi l’ha posta viene sconfitto. Socrate beve la cicuta. Gramsci muore dopo anni di carcere.Ma il pensiero, quando viene consegnato agli altri, continua a camminare.

  15. 165

    STORIA MODERNA 55: L'ETA' DI LUIGI XIV LA COSTRUZIONE DEL POTERE (1661-1667)

    In questa prima lezione del ciclo dedicato all’età di Luigi XIV, esploriamo i primi sei anni del suo governo personale: dal 1661 al 1667. È il momento della svolta storica, quello in cui il giovane sovrano – appena ventiduenne – prende in mano le redini del regno alla morte del cardinale Mazarino. Da quel momento, il suo motto "L’État, c’est moi" non sarà più solo un simbolo, ma un programma politico. Racconteremo la costruzione dell’assolutismo francese passo dopo passo: la riforma dell’amministrazione centrale, la figura fondamentale di Colbert, il controllo sull’aristocrazia, la politica fiscale, la strategia di accentramento territoriale, e la visione di uno Stato moderno, razionale e autoritario. Attraverso citazioni originali, biografie dei protagonisti, fonti storiografiche autorevoli e uno stile narrativo appassionante, analizziamo il periodo 1661–1667 come il laboratorio dell’assolutismo europeo. Una lezione che non è solo storia, ma riflessione sul potere, sulla propaganda, sulla centralizzazione amministrativa e sulla nascita dello Stato moderno.

  16. 164

    STORIA MODERNA 56: L'ETA' DI LUIGI XIV IL SOGNO DELLA GUERRA LAMPO (1667-1674)

    Questa seconda lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV è interamente centrata sull’avvio della politica di espansione militare del Re Sole e sull’ambizione di trasformare la Francia nella potenza dominante dell’Europa moderna. Partendo dalla Guerra di Devoluzione (1667–1668) contro la Spagna per il controllo dei Paesi Bassi meridionali, esaminiamo la nascita della prima coalizione antifrancese e la risposta diplomatica europea. Il cuore della lezione è dedicato alla Guerra d’Olanda (1672–1678), ma con un focus preciso sulle fasi iniziali del conflitto (1672–1674): la travolgente offensiva francese, l’invasione delle Province Unite, la rapida ritirata olandese, il ruolo di Guglielmo III d’Orange e la formazione di una vasta coalizione internazionale contro Luigi XIV. La lezione si chiude nel 1674, anno in cui la guerra perde slancio offensivo e si trasforma in un conflitto di posizione e di logoramento, destinato a protrarsi per altri quattro anni. Analizziamo in dettaglio l’azione dei ministri e dei generali, le riforme militari volute da Le Tellier e Louvois, le manovre diplomatiche di Lionne e Pomponne, e le tensioni tra ambizione monarchica e realtà europea. Un passaggio chiave per comprendere la natura del potere francese in età barocca e la nascita del sistema di equilibrio continentale.

  17. 163

    STORIA MODERNA 54: STORIA DELL'AMERICA LATINA 1610-1660

    Tra il 1610 e il 1660, l’America Latina vive una fase decisiva della sua storia coloniale. In questa lezione esploriamo il consolidamento del dominio spagnolo e portoghese sul continente, tra riforme amministrative, militarizzazione dei territori e crescente controllo fiscale e religioso. L’Impero spagnolo riorganizza il governo dei viceré e delle audiencias, rafforza l’Inquisizione e reprime le rivolte indigene e creole. Il Portogallo, dopo la restaurazione del 1640, riafferma il proprio controllo sul Brasile, contrastando gli Olandesi e rilanciando l’economia schiavista. Ma sotto la superficie dell’ordine imperiale si agitano tensioni profonde: resistenze locali, crisi economiche, carestie, sincretismi religiosi e nuove forme di adattamento tra popolazioni europee, indigene e africane. Questa lezione mostra l’America Latina come spazio conteso, modellato dall’incontro-scontro di culture, dalla gestione imperiale delle risorse e dall’emergere di prime forme di identità locale. Un momento cruciale nella costruzione delle società coloniali moderne, sospese tra fedeltà alla Corona e spinta all’autonomia.

  18. 162

    STORIA MODERNA 53: IL SISTEMA COLONIALE ATLANTICO (1600-1650)

    Nel XVII secolo l’Atlantico non è più un semplice spazio geografico: diventa il centro pulsante della competizione tra le potenze europee. In questa lezione ricostruiamo come Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia e Province Unite si sfidarono per il dominio marittimo, commerciale e coloniale del Nuovo Mondo, trasformando profondamente il rapporto tra Europa, Americhe e Africa. Racconteremo la crisi degli imperi iberici, la nascita delle potenze commerciali nord-europee, lo sviluppo delle compagnie di navigazione, la militarizzazione delle rotte oceaniche e la crescente importanza delle colonie per la politica europea. L’Atlantico divenne uno spazio globale di conflitto e ricchezza: teatro di guerre navali, scambi commerciali, tratta degli schiavi, esperimenti costituzionali e nuove forme di imperialismo. Una lezione geopolitica e costituzionale, che mostra come le ambizioni europee trasformarono gli equilibri mondiali e diedero forma a un’economia-mondo atlantica che anticipa la modernità.

  19. 161

    STORIA MODERNA 52: DALLA RESTAURAZIONE ALLA GLORIOSA RIVOLUZIONE (1660-1689)

    Nel 1660 Carlo II torna a Londra acclamato come re: la monarchia Stuart viene restaurata, ma nulla sarà più come prima. In questa lezione raccontiamo come l’Inghilterra, uscita da una repubblica militare, tentò di ricostruire l’equilibrio tra Corona e Parlamento, tra libertà religiosa e ordine pubblico, tra modernità e restaurazione dell’antico ordine. Dalla Restaurazione di Carlo II alla crisi dell’Exclusion Bill, dal regno autoritario e cattolico di Giacomo II fino alla rivoluzione incruenta del 1688–89, l’Inghilterra attraversa una stagione di tensioni religiose, congiure reali, trasformazioni costituzionali e grandi dibattiti sul potere. La Gloriosa Rivoluzione, che porta sul trono Guglielmo III d’Orange e Maria Stuart, segna la fine della monarchia assoluta in Inghilterra e l’affermazione del principio parlamentare. Racconteremo eventi, personaggi e istituzioni chiave di questo trentennio: dal Test Act all’Habeas Corpus Act, dalla Dichiarazione d’Indulgenza alla Bill of Rights. È la nascita di una monarchia costituzionale moderna: nessun re, da allora in poi, regnerà più “per diritto divino”, ma solo “secondo la legge”.

  20. 160

    STORIA MODERNA 51: LA REPUBBLICA INGLESE (1649-1660)

    Il 30 gennaio 1649 Carlo I viene giustiziato: l’Inghilterra abolisce la monarchia e si proclama Repubblica. Ma come funziona questa nuova Inghilterra? Chi governa? E con quale legittimità? In questa lezione raccontiamo gli anni tumultuosi del Commonwealth e del Protettorato: la difficile nascita della Repubblica sotto il controllo del Parlamento e del New Model Army, le campagne militari di Oliver Cromwell in Irlanda e Scozia, la conquista della Giamaica, la restaurazione dell’ordine morale attraverso i Major Generals. Analizziamo le tensioni tra radicali e moderati, la repressione dei Levellers, la breve esistenza del Parlamento dei Santi, e il momento in cui Cromwell, pur rifiutando la corona, assume poteri simili a quelli di un monarca. La Repubblica inglese fu un’esperienza breve ma cruciale: tra utopia e autoritarismo, tra riforme e repressioni, segnò una svolta nella storia costituzionale europea. Si chiude nel 1660 con la Restaurazione di Carlo II, ma lascia in eredità un nuovo concetto di sovranità, la tolleranza religiosa protestante, e un esempio duraturo di rivoluzione politica senza precedenti.

  21. 159

    STORIA MODERNA 50: LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE (1642-1649)

    Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.

  22. 158

    STORIA MODERNA 49: L'INGHILTERRA DEGLI STUART (1603-1642)

    Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.

  23. 157

    STORIA MODERNA 48: LA CRISI DEL '600 OTTOMANO (1617-1648)

    Tra il 1617 e il 1648, l’Impero Ottomano attraversa una delle fasi più drammatiche della sua storia: un trentennio segnato da crisi dinastiche, ribellioni militari, declino istituzionale e interventi autoritari del gran visirato. Alla morte del sultano Ahmed I, si apre infatti un periodo di grave instabilità, durante il quale si susseguono sul trono ben sei sultani, molti dei quali bambini o mentalmente instabili, dominati dalle madri valide, dai dignitari di corte e soprattutto dai grandi visir. In questa conferenza storica rigorosa e appassionante, esploriamo i principali snodi di questo periodo: l’ombra lunga del potere dei Giannizzeri, le lotte intestine per il trono, la centralizzazione forzata del potere sotto il gran visir Köprülü Mehmed Pasha, la guerra con la Persia safavide e le prime crepe nell’equilibrio fiscale e militare dell’Impero. Ci addentreremo nelle strutture del potere ottomano, nei meccanismi di ascesa e declino dei sultani-bambini, nella complessa relazione tra il trono e il divano, nelle tensioni religiose tra ortodossia sunnita e confraternite, e nelle trasformazioni sociali che preparano l’ingresso dell’Impero in una nuova fase storica. Non mancheranno riferimenti alla storiografia moderna, alla geopolitica mediterranea e ai segnali di decadenza che gli osservatori europei cominciarono a percepire. Un viaggio nella grande crisi del Seicento ottomano, tra lotte dinastiche, guerre di confine, rivolte provinciali e tentativi di restaurazione autoritaria: la fine del “secolo d’oro” e l’inizio di una difficile età di transizione.

  24. 156

    STORIA MODERNA 47: LA RUSSIA ALL'ALBA DEI ROMANOV (1613-1645)

    Nel 1613, dopo un decennio di caos, guerre civili e occupazioni straniere, la Russia sembra sull’orlo della dissoluzione. È il momento più buio del cosiddetto “Tempo dei Torbidi”, eppure da questo scenario drammatico emerge una nuova speranza: Michail Romanov, un ragazzo di soli sedici anni, viene eletto zar dallo Zemskij Sobor. Inizia così una delle stagioni più complesse e decisive della storia russa, che segnerà la fine dell’anarchia e la lenta, difficile rinascita dello Stato. In questa lezione ripercorriamo la prima fase della dinastia Romanov: un trentennio in cui la Russia tenta di sopravvivere al collasso sociale, economico e militare, restaurando il potere monarchico, centralizzando le istituzioni, reprimendo ogni forma di opposizione e affrontando minacce esterne imponenti come la Svezia, la Polonia e i Tartari di Crimea. Al centro del racconto troviamo personaggi chiave come Filarete Romanov, il patriarca che governa di fatto al posto del figlio zar, e la nascita dei primi reggimenti militari “all’occidentale”. Scopriremo come l’economia russa rimase paralizzata da un fisco oppressivo, come la società si irrigidì attorno alla servitù della gleba, come la religione ortodossa alimentò una chiusura culturale sempre più profonda e come la colonizzazione della Siberia aprì, in silenzio, le porte alla trasformazione della Russia in un impero continentale. Un viaggio nella storia della sopravvivenza e della restaurazione, tra la forza del simbolo e la fragilità del potere.

  25. 155

    STORIA MODERNA 46: IL DECLINO POLACCO-LITUANO (1611-1648)

    Questa lezione ricostruisce la traiettoria politica, militare e istituzionale della Confederazione polacco-lituana nella prima metà del Seicento, un periodo cruciale di espansione e insieme di fragilità interna. Dalla guerra contro la Russia (1609–1618) al drammatico conflitto con la Svezia di Gustavo Adolfo, passando per la grande insurrezione cosacca del 1648, il corso degli eventi viene analizzato alla luce del complesso equilibrio costituzionale della Repubblica delle Due Nazioni. Il video offre uno sguardo completo su guerre, diplomazia e trasformazioni interne della monarchia elettiva polacco-lituana, tra nobiltà potente e sovrani spesso indeboliti. Ampio spazio è dedicato alla figura di Ladislao IV Vasa (1632–1648) e al delicato rapporto tra centro e periferie, cattolici e ortodossi, polacchi, lituani e ucraini, sullo sfondo di un’Europa agitata dalla Guerra dei Trent’anni. Attraverso un linguaggio accessibile e un taglio accademico-divulgativo, questa lezione guida lo spettatore alla scoperta di una delle grandi potenze barocche dell’Europa orientale, mostrandone la gloria, le tensioni interne e l’inizio della crisi che ne segnerà il declino nel secolo successivo.

  26. 154

    STORIA MODERNA 45: L'APICE DELLA POTENZA SVEDESE (1611-1654)

    In questa lezione esploriamo la straordinaria ascesa della Svezia come grande potenza baltica nella prima metà del Seicento, a partire dal regno di Gustavo II Adolfo fino all'affermazione di Cristina di Svezia. Attraverso guerre, riforme e una raffinata strategia geopolitica, la monarchia svedese trasforma il proprio ruolo da potenza periferica a protagonista della scena europea. Analizzeremo il contesto politico e militare del Mar Baltico, la rivalità con Danimarca, Polonia e Russia, e il coinvolgimento decisivo nella Guerra dei Trent’anni. Un viaggio tra diplomazia, economia e potere militare, che culmina con la pace di Westfalia e il consolidamento dell’impero svedese nel Nord Europa.

  27. 153

    STORIA MODERNA 44: TRASFORMAZIONE ASBURGICA DALL'IMPERO ALL'AUSTRIA (1618-1657)

    In questa lezione raccontiamo uno dei periodi più drammatici e trasformativi della storia asburgica: dal 1618, con la defenestrazione di Praga, al 1657, anno della morte di Ferdinando III. Un quarantennio segnato da guerre devastanti, rivoluzioni religiose, crisi istituzionali e tentativi di restaurazione del potere imperiale. Analizzeremo la struttura dei domini asburgici — un mosaico di regni, principati e territori eterogenei — e il modo in cui la dinastia affrontò la Guerra dei Trent'anni, la sfida protestante, le minacce dalla Transilvania e l’ingresso in guerra di Svezia e Francia. Approfondiremo le figure chiave dell’epoca: Ferdinando II, Gustavo Adolfo di Svezia, Wallenstein, Gábor Bethlen, fino a Ferdinando III, protagonista del difficile equilibrio tra guerra e diplomazia. Discuteremo le riforme religiose, le confische postribellione, la centralizzazione statale e gli effetti della Pace di Westfalia. Questa lezione è anche una riflessione sul passaggio da un’Impero universale a una monarchia dinastica territoriale, su come la crisi del Seicento abbia ridisegnato la geopolitica europea e sul ruolo che gli Asburgo seppero ritagliarsi nell’Europa centro-orientale.

  28. 152

    STORIA MODERNA 43: LA GEOPOLITICA EUROPEA TRA WESTFALIA E LA PACE DEL NORD (1648-1651)

    Nel 1648 l’Europa esce stremata dalla Guerra dei Trent’anni, ma per la Francia inizia una nuova fase: quella della costruzione di un sistema europeo fondato sulla propria egemonia. In questa conferenza esploriamo il cruciale periodo 1648–1661, quando – dopo la pace di Westfalia – il cardinale Mazzarino muove i primi passi per consolidare il ruolo della Francia come potenza guida dell’Europa moderna. Dalla conquista della Bassa Alsazia alla capacità di influenzare le decisioni dell’Impero, dal ruolo di garante della pace tedesca alla nascita della Lega del Reno, la Francia assume un profilo inedito: potenza diplomatica, militare, ideologica. La figura di Mazzarino emerge come cardine della transizione geopolitica: raffinato stratega, prosegue l’opera di Richelieu ma la innesta su nuove basi costituzionali, superando le vecchie alleanze confessionali per costruire un equilibrio flessibile, pragmatico e multilaterale. Accanto ai successi diplomatici, però, si affacciano tensioni interne: le città imperiali resistono alla dominazione francese, i principi tedeschi si muovono con cautela, e si preannunciano le prime sfide che la Francia dovrà affrontare per mantenere il suo primato. Una lezione fondamentale per comprendere le origini della modernità politica europea, i limiti dell’Impero, il tramonto della Spagna e l’ascesa del Re Sole.

  29. 151

    STORIA MODERNA 42: LA FRANCIA DI RICHELIEU E MAZZARINO (1610-1654)

    Nel maggio del 1610, l’assassinio di Enrico IV apre una delle stagioni più tormentate e affascinanti della storia francese. Inizia un lungo percorso che porterà la Francia da una monarchia in crisi a una potenza continentale, attraverso guerre, rivolte, congiure e riforme profonde. Luigi XIII, Richelieu, Mazarino, Anna d’Austria e il giovane Luigi XIV sono i protagonisti di un secolo dominato dal tentativo di costruire uno Stato assoluto in un contesto di fragilità istituzionale e instabilità sociale. Dalla reggenza di Maria de’ Medici alla Fronda, passando per la guerra dei Trent’anni e l’assedio di La Rochelle, la Francia sperimenta modelli di governo, centralizza il potere, affronta crisi fiscali e sociali e si afferma come protagonista della politica europea. Ma il cammino verso l’assolutismo non è lineare: è segnato da resistenze nobiliari, rivolte contadine, e ambizioni politiche contrastanti. Questa lezione racconta il grande apprendistato monarchico della Francia tra 1610 e 1654: un periodo chiave per comprendere l’ascesa di Luigi XIV e le origini dello Stato moderno.

  30. 150

    STORIA MODERNA 41: LA SPAGNA DA FILIPPO II ALLA PACE DEI PIRENEI (1598-1659)

    Quando muore Filippo II nel 1598, l’Impero spagnolo sembra ancora il più potente d’Europa. Ma dietro la facciata di grandezza, si nasconde un edificio instabile, minato da crisi finanziarie, debolezze strutturali e tensioni regionali. In questa lezione esploriamo cinquant’anni decisivi per la penisola iberica: l’illusione del dominio globale si incrina sotto Filippo III, si tenta di restaurarla con l’ambizioso progetto riformatore di Olivares sotto Filippo IV, e infine crolla con le rivolte del 1640, l’indipendenza del Portogallo e la guerra in Catalogna. Analizziamo le cause della crisi imperiale: l’incapacità di riformare lo Stato, la paralisi fiscale, la marginalizzazione delle province non castigliane, la rigidità ideologica. Ma anche la straordinaria vivacità culturale del Siglo de Oro, che accompagna il declino come un ultimo lampo di grandezza. Tra battaglie, crisi sociali e tentativi falliti di centralizzazione, questa è la storia di una Spagna che, pur ancora temibile, entra nel Seicento già sul viale del tramonto.

  31. 149

    STORIA MODERNA 40: I PAESI BASSI NEL PRIMO '600 (1609-1648)

    Cosa sono davvero i “Paesi Bassi” nel primo Seicento? Come si è formata la divisione tra l’Olanda protestante e il Belgio cattolico? In questa lezione esploriamo un periodo cruciale della storia europea: dalla Tregua dei Dodici Anni (1609) fino alla Pace di Münster (1648), attraversando guerre, rivoluzioni religiose, trasformazioni istituzionali e sogni infranti di unità nazionale. Seguiamo l’ascesa della Repubblica delle Sette Province Unite, la leadership degli Orange, le tensioni tra Arminiani e Gomaristi, l’alleanza con la Francia, le glorie e i fallimenti militari, fino alla nascita formale dello Stato olandese. Un viaggio nel cuore del Seicento europeo, tra controriforma, tolleranza religiosa, imperi commerciali e modernità politica. Una storia di due mondi che si separano, e che cambieranno per sempre l’Europa.

  32. 148

    STORIA MODERNA 39: L'ITALIA NELLA PRIMA META' DEL '600

    Cosa accadde davvero in Italia tra il 1600 e il 1648? Questa lezione ci porta al cuore della crisi seicentesca nella penisola italiana, analizzando intrecci politici, militari e istituzionali durante uno dei periodi più turbolenti della storia europea. A partire dal dominio spagnolo su Napoli e Milano, fino alle ambizioni della Savoia, all’azione diplomatica del Papato e alla resistenza della Serenissima, il video esplora con rigore e chiarezza una geografia politica frammentata ma cruciale, inserita in un più ampio sistema imperiale globale. Seguiamo le guerre del Monferrato, la militarizzazione della Lombardia, la rivolta di Masaniello, la neutralità armata dello Stato Pontificio e la lunga guerra di Candia contro i Turchi. Un’attenzione speciale è dedicata anche ai piccoli Stati come Parma, Modena e Genova, spesso dimenticati ma tutt’altro che marginali. Attraverso l’analisi delle città, delle strutture fiscali, delle tensioni sociali, delle rivendicazioni nobiliari e delle rivolte popolari, ricostruiamo il volto mutevole di un’Italia attraversata dalla crisi ma capace di resistere. Una storia di decadenza? Non solo. È anche la storia di una tenuta istituzionale che prefigura le trasformazioni dell’età moderna.

  33. 147

    STORIA MODERNA 38: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.III (1635-1648)

    Negli anni compresi tra il 1635 e il 1648, la Guerra dei Trent’Anni raggiunse la sua fase più distruttiva, geopolitica e sistemica. La religione smise di essere il motore del conflitto e lasciò il posto alla logica della potenza e dell’equilibrio. In questa lezione approfondita e rigorosa ricostruiamo, anno per anno, eventi militari, svolte diplomatiche e trasformazioni istituzionali che condussero all’epocale pace di Westfalia. Dalle battaglie decisive come Rocroi e Jankau all’assedio finale di Praga, passando per le manovre di Francia, Svezia, Spagna e Impero, mostriamo come il conflitto mutò radicalmente la carta politica dell’Europa. Un’attenzione particolare è riservata ai processi di lungo periodo: la formazione dello Stato moderno, la crisi demografica tedesca, la nascita del diritto internazionale. Un viaggio attraverso l’ultima fase di una guerra che fu insieme rovina e fondamento, catastrofe e origine di una nuova Europa.

  34. 146

    STORIA MODERNA 37: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.II (1630-1635)

    Nel cuore del XVII secolo, l’Europa è travolta da una delle più devastanti guerre della sua storia: la Guerra dei Trent’Anni. In questa seconda fase, dal 1630 al 1635, tutto cambia. La Svezia irrompe in Germania sotto la guida carismatica di Gustavo Adolfo, la Francia si prepara a entrare in campo, e l’Impero asburgico affronta crisi interne, tradimenti e disfatte. Dal massacro di Magdeburgo alla battaglia di Breitenfeld, dalla caduta di Tilly all’enigmatica parabola di Wallenstein, fino alla disfatta svedese a Nördlingen e all’ingresso ufficiale della Francia nel conflitto: ogni evento segna una svolta. In questa lezione, ripercorriamo quei cinque anni decisivi in cui il conflitto si trasforma da guerra religiosa in guerra globale europea. Un viaggio tra strategie militari, diplomazie occulte e rovesciamenti di potere che plasmeranno l’Europa moderna.

  35. 145

    STORIA MODERNA 36: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.I (1618-1629)

    Come nasce la guerra che devasta il cuore dell’Europa per oltre trent’anni? Nella prima parte della lezione dedicata alla Guerra dei Trent’anni (1618–1648), esploriamo in profondità gli eventi, i protagonisti e le trasformazioni che caratterizzano la fase iniziale del conflitto, dal 1618 al 1629. Partiamo dalla rivolta della Boemia, terra inquieta e frammentata, dove la celebre defenestrazione di Praga accende la miccia di una guerra che è al tempo stesso religiosa, politica e costituzionale. Analizziamo l’ascesa dell’imperatore Ferdinando II, deciso a restaurare l’unità cattolica e il potere asburgico, e la tragica parabola di Federico V del Palatinato, re “d’inverno” boemo. Dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620) e la restaurazione imperiale, il conflitto si estende al Palatinato renano e si complica con l’intervento della Spagna asburgica, trasformandosi in una guerra d’egemonia. Il personaggio di Wallenstein emerge come simbolo della guerra moderna: un generale privato, al servizio dell’imperatore, che crea un esercito mercenario e potente, minando l’equilibrio interno dell’Impero. Nel 1625, la guerra si internazionalizza con l’entrata in campo della Danimarca di Cristiano IV, aprendo la cosiddetta “fase danese”. Ma il sogno protestante si infrange davanti alla superiorità militare imperiale. La Pace di Lubecca (1629) segna una vittoria apparente per Ferdinando II, che però commette un grave errore politico promulgando l’Editto di Restituzione, scatenando nuove tensioni in tutto l’Impero. Questa lezione racconta non solo eventi militari, ma anche la trasformazione costituzionale del Sacro Romano Impero, il declino delle autonomie locali, la centralizzazione fragile del potere imperiale, l’impatto devastante della guerra su popolazione, economia e società. È la storia di un’Europa in crisi, di un conflitto che non è solo tra religioni o Stati, ma tra due visioni del potere e due idee di mondo. La lezione si conclude nel 1629, alla vigilia dell’intervento decisivo della Svezia di Gustavo Adolfo. La seconda parte prenderà il via da qui. Non è solo una guerra: è la prima grande crisi europea della modernità.

  36. 144

    STORIA MODERNA 35: LA GERMANIA SULL'ORLO DEL BARATRO (1600-1618)

    Alla vigilia della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero era un gigante economico ma un nano politico. In questa lezione esploriamo le profonde contraddizioni della Germania del primo Seicento: una realtà prospera e culturalmente vivace, ma frammentata politicamente, lacerata dalle tensioni religiose e priva di una vera autorità centrale. Tra il declino dell’autorità imperiale, la paralisi delle istituzioni comuni, la formazione delle leghe confessionali e la crisi della successione asburgica, si profila il dramma che deflagrerà nel 1618. Una lezione che ricostruisce il mosaico tedesco nel momento esatto in cui l’intero edificio imperiale comincia a sgretolarsi.

  37. 143

    STORIA MODERNA 34: LA PAX HISPANICA E LA FRAGILITA' DI UN IMPERO (1598-1621)

    In questa lezione racconta la storia dell’Impero spagnolo all’inizio del XVII secolo, un’epoca in apparenza pacifica ma attraversata da tensioni profonde. Dalla morte di Filippo II all’ascesa di Filippo IV, esploriamo le contraddizioni della cosiddetta Pax Hispanica, un sistema fondato su burocrazia, rendite aristocratiche, dominio coloniale e diplomazia gesuitica. Attraverso la figura del duca di Lerma, del conte-duca di Olivares e dell’ambizioso Carlo Emanuele I di Savoia, scopriremo come il sistema imperiale spagnolo tentò di conservare il proprio predominio fra trattati, guerre congelate e alleanze clientelari — fino alla sua crisi interna e alla deflagrazione della Guerra dei Trent’Anni. Dall’Italia alle Fiandre, da Venezia a Praga, l’impero “su cui non tramonta mai il sole” si rivela un colosso dai piedi d’argilla.

  38. 142

    STORIA MODERNA 33: LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA (1543-1687)

    Dalla pubblicazione del De revolutionibus di Copernico nel 1543 ai Principia Mathematica di Newton del 1687, questa lezione racconta la straordinaria trasformazione che ha rivoluzionato la conoscenza umana: la nascita della scienza moderna. Seguiremo le grandi figure di questo processo—Copernico, Keplero, Galileo, Bacone, Cartesio e Newton—ricostruendo le svolte concettuali che hanno cambiato per sempre il modo di pensare il cosmo, la materia, il sapere e il ruolo dell’uomo nell’universo. Un viaggio tra osservazione, matematica, filosofia e fede, tra rotture radicali e sopravvivenze culturali del pensiero antico. Che cosa fu davvero la Rivoluzione Scientifica? Una rottura netta o un lungo processo di trasformazione? E cosa ci resta oggi di quel cambio di paradigma?

  39. 141

    STORIA MODERNA 32: LA CRISI DEL SEICENTO

    Un secolo in tempesta. Guerre, carestie e rivoluzioni nella crisi del Seicento. Questa lezione è dedicata a uno dei periodi più drammatici, affascinanti e decisivi della storia moderna: il Seicento. Un secolo segnato da guerre interminabili, rivolte sanguinose, inverni glaciali e regni sull’orlo del collasso. Ma anche un secolo in cui nascono lo Stato moderno, la scienza sperimentale e l’economia globale. Cosa significa parlare di “crisi del Seicento”? È davvero stata una crisi generale? E cosa unisce le vicende così diverse dell’Inghilterra di Cromwell, della Francia della Fronda, della Cina dei Ming, dell’Impero Ottomano e della Napoli di Masaniello? In questo viaggio di oltre un’ora, affronteremo la crisi militare, fiscale, climatica, religiosa e culturale del XVII secolo, seguendo le principali interpretazioni storiografiche – da Trevor-Roper a Hobsbawm, da Braudel a Geoffrey Parker – e cercando di capire perché questo secolo, così instabile, abbia segnato profondamente la nostra modernità. Dal gelo della Piccola Era Glaciale alle fiamme dei roghi per stregoneria, dalla crisi delle monarchie assolute alla nascita del razionalismo e della tolleranza, il Seicento ci parla di paura e cambiamento, di crolli e rinascite. Un secolo che è uno specchio, e in cui – forse – possiamo leggere anche qualcosa del nostro presente.

  40. 140

    STORIA MODERNA 31: L'IMPERO OTTOMANO SI TRASFORMA (1566-1617)

    L’Impero Ottomano tra Apogeo e Trasformazione (1566–1617): una lezione storica per comprendere il cuore della crisi imperiale. Questa lezione esplora uno dei momenti più densi e drammatici della storia ottomana: i cinquant’anni che vanno dalla morte di Solimano il Magnifico alla fine del regno di Ahmed I. È il passaggio da un impero conquistatore e trionfante a una potenza ancora vasta, ma impegnata in una difficile opera di ridefinizione. Guerre in Occidente (Cipro, Lepanto, Austria), in Oriente (le guerre con la Persia), e all’interno (le rivolte celali in Anatolia) mettono a dura prova le strutture militari, fiscali e sociali dell’Impero. La lezione segue una rigorosa scansione cronologica, ma senza perdere mai di vista i nodi strutturali: il funzionamento dell’apparato statale, il reclutamento militare, la crisi agraria, le pressioni fiscali, e le trasformazioni delle élite di potere. Non è una semplice narrazione di eventi, ma un viaggio nella complessità di un sistema imperiale che cambia per poter sopravvivere. Perché la storia dell’Impero Ottomano in questa fase non è solo quella di una “decadenza”, ma di un adattamento profondo a un mondo che cambia: dalla guerra di conquista alla guerra di contenimento, dalla centralizzazione al compromesso con le autonomie locali, da un’élite reclutata all’esterno a una classe dirigente sempre più interna e instabile.

  41. 139

    STORIA MODERNA 30: LA SVEZIA E IL BALTICO (1550-1620)

    In questa lezione esploriamo l’ascesa della Svezia come potenza baltica nel secondo Cinquecento, un processo che segna profondamente gli equilibri geopolitici del Nord Europa. A partire dal regno di Giovanni III (1568–1592) fino alle soglie della guerra civile interna e dell’ingresso del paese nell’orbita internazionale, analizziamo come la monarchia svedese tenti di affermarsi nel contesto frammentato del Baltico, conteso tra Polonia-Lituania, Danimarca, Ordine Teutonico e Russia. La lezione si concentra su temi centrali: la costruzione dello Stato svedese tra monarchia e aristocrazia, l’evoluzione del conflitto religioso interno (tra luterani e cattolici), la politica matrimoniale e dinastica, e il confronto costante con le altre potenze affacciate sul Baltico. Particolare attenzione è riservata alla figura di Sigismondo Vasa, al doppio trono svedese-polacco e alle complesse dinamiche della sovranità nel contesto della prima età moderna. Un viaggio attraverso guerre, trattati, alleanze e crisi istituzionali che gettano le basi per l’espansione svedese del Seicento, ma che già mostrano le tensioni profonde di un’area destinata a essere strategica nello scacchiere europeo.

  42. 138

    STORIA MODERNA 29: L'AMERICA NELLA SECONDA META' DEL '500

    Questa lezione è dedicata al colonialismo in America nella seconda metà del XVI secolo, con uno sguardo preciso al dominio spagnolo sotto Filippo II. L'obiettivo è quello di comprendere come un continente scoperto e saccheggiato dagli eroi delle conquiste si trasformi in un vasto apparato imperiale, fatto di burocrazia, porti fortificati, rotte navali e metallo prezioso. Nel primo atto, lasciamo alle spalle le gesta di Cortés e Pizarro e incontriamo la nuova classe dirigente: funzionari, giuristi e missionari che delineano un modello coloniale strutturato, funzionale e finalizzato all’estrazione intensiva di ricchezza — dall’argento delle miniere di Zacatecas e Potosí alle piantagioni di zucchero. Dal punto di vista didattico, la lezione vuole stimolare riflessioni critiche: non si tratta solo di ripercorrere eventi, ma di capire le scelte politiche e morali di Filippo II — tra consolidamento, lotta contro gli abusi e calcolo fiscale — e di osservare l’impatto devastante delle epidemie, dei sistemi di lavoro coatto e delle crisi agricole su popolazioni indigene e colonie. Un altro focus fondamentale è la militarizzazione dell’Atlantico: la protezione delle rotte d’argento, la nascita dei convogli scortati, le fortezze nei principali porti caraibici, e il ruolo strategico di figure come Pedro Menéndez de Avilés. E, in risposta, l’avvento dei corsari — da John Hawkins a Francis Drake — che trasforma i mari americani in teatro di guerriglia globale. Infine, il racconto si conclude con lo sguardo verso il futuro: come questo modello spagnolo perda progressivamente il monopolio, lasciando spazio a modelli coloniali alternativi — inglesi, francesi, olandesi — segnando l’alba dell’Atlantico coloniale e il passaggio dal saccheggio alla costruzione di società nuove. Scopriremo un mondo in mutazione: da impero conquistato a sistema amministrativo, da economia estrattiva a impensabili fragilità strutturali.

  43. 137

    STORIA MODERNA 28: LA CONFEDERAZIONE POLACCO-LITUANA (1587-1610)

    In questa lezione vi accompagno alla scoperta della Confederazione polacco-lituana nel pieno della sua parabola ascendente e allo stesso tempo problematica, tra la fine del Cinquecento e il primo decennio del Seicento. Un sistema politico originale, fondato su una monarchia elettiva e sull’egemonia della nobiltà (szlachta), che teneva insieme due realtà distinte: il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania, uniti dal 1569 nella celebre Unione di Lublino. Attraverseremo i decenni cruciali che videro l’ascesa di Stefano Báthory (1576–1586), principe transilvano divenuto re, protagonista della guerra contro Ivan il Terribile e dell’intervento polacco in Livonia. Analizzeremo poi il lungo e controverso regno di Sigismondo III Vasa (1587–1632), esponente di una dinastia cattolica in uno Stato a maggioranza nobile e multiconfessionale. Con lui si apriranno nuove guerre, tra cui il conflitto con la Svezia per il controllo delle coste baltiche, e si intensificheranno le tensioni interne per la sua politica filoasburgica e controriformista. Vedremo come la Rzeczpospolita, pur dotata di un’aristocrazia colta e politicamente attiva, fosse lacerata da uno statalismo fragile, basato sul principio del liberum veto e sulla difesa gelosa delle libertà nobiliari, a scapito dell’efficacia decisionale centrale. Discuteremo le guerre contro i Turchi, le spedizioni in Moldavia, le prime fasi del lungo confronto con la Russia zarista, culminato con l’incredibile occupazione di Mosca da parte delle truppe polacco-lituane nel 1610. Un mondo di frontiere mobili, di pluralismo religioso e culturale, ma anche di fragilità strutturali. Parleremo di economia, dei commerci del grano sul Baltico, della vita urbana nelle città reali e delle tensioni contadine nelle vaste campagne dominate dai latifondisti.

  44. 136

    STORIA MODERNA 27: LA RUSSIA DI IVAN IV IL TERRIBILE (1505-1584)

    Un viaggio attraverso ottant’anni di storia russa, dalle ultime volontà di Ivan III fino alla morte di Ivan il Terribile. Un racconto costruito per chi vuole capire non solo cosa è accaduto, ma anche perché è accaduto: la costruzione dell’autocrazia russa, l’espansione imperiale, la repressione, la diplomazia, il sangue e l’ambizione. Come si è formata l’idea di uno Stato russo unitario Chi erano davvero Ivan III, Vasily III e Ivan IV? Perché Ivan si chiamava “il Terribile”? Cos’erano l’oprichnina, il pomest’e, i prikazy, la Duma dei boiari? Da dove inizia la conquista della Siberia? Quali traumi politici ha lasciato il primo zar al suo Paese?

  45. 135

    STORIA MODERNA 26: L'IMPERO DOPO CARLO V (1555-1612)

    Questa lezione si occuperà di un contesto storico-geografico tradizionalmente escluso dai programmi di storia: l'impero germanico dopo Carlo V. Il periodo va dal 1555, anno della pace di Augusta e dell'abdicazione di Carlo V, e il 1612, anno della destituzione dell'imperatore Rodolfo II d'Asburgo. La lezione si occupa quindi a rispondere ad alcuni interrogativi riguardo il ramo austriaco degli Asburgo e il loro effettivo potere sulla Germania e sulla parte orientale dell'Europa cristiana, dove gli Asburgo giocavano il proprio potere sulla capacità di opporsi all'avanzata dei turchi ottomani. Le istituzioni imperiali, i tribunali e le diete, verranno esaminati tenendo presente il complesso gioco politico fra i tanti principi territoriali e il potere imperiale. In gioco era l'evoluzione della Germania in uno stato moderno, cosa che non avvenne proprio in seguito agli sviluppi politici di questo periodo. La pace di Augusta aveva dato alla Germania una tregua nello scontro religioso, ma aveva aggiunto alla storia costituzionale tedesca una nuova fonte legittima di separazione, l'aspetto religioso. La lezione risponde quindi alla domanda sul perchè la Germania non diventò uno stato moderno, se non all'interno dei singoli principati più potenti, come la Sassonia, il Brandeburgo, il Palatinato e la Baviera

  46. 134

    STORIA MODERNA 25: LA RUSSIA DI IVAN III IL GRANDE (1462-1505)

    La Russia di Ivan III il Grande fa il suo ingresso nell'età moderna. La seconda parte del XV secolo vede avviarsi in Russia un processo di accentramento del potere operato dal gran principe di Mosca. Ivan III si pone l'obiettivo di liberarsi definitivamente del giogo tartaro e di riunificare, sotto il comando di Mosca, tutte le terre della cosiddetta Grande Russia. Questo porterà il primo sovrano cui verrà affidato il nome di "Zar" ad essere protagonista, militare e diplomatico, con i domini posti ai suoi confini. In particolare, il suo grande obiettivo sarà quello di riportare le terre ucraine, allora controllate dalla Lituania, sotto il dominio di Mosca. Questa lezione si propone di raccontare il regno di Ivan III dal punto di vista della politica interna e di quella estera.

  47. 133

    STORIA MODERNA 24: L'EUROPA ALLA FINE DEL '500, DALL'INVICIBILE ARMATA ALL'EDITTO DI NANTES

    Questa lezione racconta la storia dell'Europa occidentale alla fine del XVI secolo. In questi decenni, tutti i conflitti interni ed esterni delle potenze europee trovarono un compimento. La strategia egemonica della Spagna di Filippo II tentò di sottomettere direttamente l'Inghilterra di Elisabetta I, rea di essere una regina eretica, scomunicata e rea di aver imprigionato e infine giustiziato la legittima e cattolicissima regina di Scozia, Maria Stuart. La vittoria sull'Inghilterra avrebbe, nei calcoli di Filippo II, sconfitto definitivamente il protestantesimo, non solo in Inghilterra, ma anche nei Paesi Bassi, dove infuriava la rivolta dall'inizio degli anni '70. Proprio le Province Unite, protestanti, chiamarono gli inglesi in Olanda, coinvolgendoli nella guerra contro la Spagna. In Francia, intanto, il clima religioso era pronto a sfociare in una nuova guerra, con la monarchia di Enrico III fra l'incudine della minaccia ugonotta di Enrico IV di Borbone, e la Lega cattolica di Enrico di Guisa, finanziata e armata da Filippo II, che voleva rendere la Francia uno stato vassallo e neutrale rispetto all'invasione inglese. Le storia sono tutte incrociate e infine portarono alla sconfitta dell'invincibile armata di Filippo II, all'ascesa al trono di Francia del primo sovrano Borbone, Enrico di Navarra, ugonotto convertito al cattolicesimo che concesse la libertà di culto del famoso Editto di Nantes; e in Olanda ad una tregua di 12 anni che sancì la sovranità degli stati generali e dello statolder del casato d'Orange sulle Province Unite, che inaugurarono il loro secolo d'oro.

  48. 132

    STORIA MODERNA 23: LE GUERRE DI RELIGIONE IN FRANCIA (1562-1577)

    Le guerre di religione in Francia sono un lungo susseguirsi di conflitti civili tra una fazione cattolica e una fazione ugonotta, durati per più di 30 anni, fino all'Editto di tolleranza, emanato a Nantes nel 1598. Ma l'aspetto religioso è in realtà solamente uno degli aspetti da considerate, perchè in realtà, queste guerre civili, sotto la lotta per la tolleranza religiosa, nascondevano un profondo conflitto politico che vedeva il potere monarchico in conflitto, in alleanza o in balia dei grandi principi del sangue di Francia. I Guisa e i Borbone erano i due casati principali, che insieme alle loro clientele, una cattolica e l'altra protestante, si contendevano il potere e l'egemonia su un sovrano che, di volta in volta, da Francesco II a Carlo IX, per finire con Enrico III e Enrico IV, si presentava come debole e non in grado di dirigere la politica del regno. In questa situazione così turbolente giocò un ruolo di primo piano la regina madre, Caterina de' Medici, la quale tentò in ogni modo di preservare il potere della corona, dimostrando una flessibilità politica fuori dal comune. Anche la reggente, però, nel tentativo di non farsi soggiogare dalla lotta tra le fazioni, perse talvolta il controllo della situazione, come dimostrò il terribile massacro della notte di San Bartolomeo del 1572.

  49. 131

    STORIA MODERNA 22: LE DUE REGINE ELISABETTA D'INGHILTERRA E MARIA DI SCOZIA

    Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale corollario la fede cattolica della controriforma. Gli avversari erano la Francia, sul continente, e l'asse protestante, che vedeva nelle isole britanniche un centro in espansione. E proprio qui, dopo il lungo regno di Enrico VIII, che aveva staccato la chiesa inglese da Roma, la corona aveva vissuto un nuovo periodo turbolento, per problemi di successione che videro avvicendarsi Edoardo VI, protestante convinto, e Maria la sanguinaria, primogenita di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, ferocemente cattolica, prima dell'avvento di Elisabetta I, la regina vergine, che non avrebbe avuto eredi. Accanto era il regno di Scozia, saldamente legato alla Francia, ma dove l'opposizione alla sottomissione francese guidata dalla reggente, Maria di Guisa, creò un terreno fertile per la diffusione del calvinismo, così come venne adattato dal predicatore scozzese John Knox. Maria Stuart, cattolica e giovane regina di Scozia, nutriva delle speranze, per antica parentela, al trono di Inghilterra, e per tentare di raggiungere questo obiettivo regnò sulla Scozia in una iniziale alleanza con i lord protestanti. Ma alla lunga, il difficile rapporto politico con Elisabetta, e la permanenza della fede cattolica provocarono la rottura con i lord, l'abdicazione forzata e la fuga, in prigionia, proprio presso la corte inglese. Tutte queste vicende, nella quale Elisabetta mostrò la sua abilità politica, segnarono l'avvento di un Inghilterra più forte e indipendente sullo scacchiere europeo.

  50. 130

    STORIA MODERNA 21: EL SIGLO DE ORO, LA RIVOLTA DEI PAESI BASSI (1560-1584)

    Questa lezione racconta quello che fu il primo colpo assestato all'egemonia della Spagna del secolo d'oro. E' una vicenda che si svolge nei Paesi Bassi, che sono passati al ramo asburgico di Spagna dopo le abdicazioni di Carlo V. Filippo II è il nuovo sovrano e vorrebbe installare nei Paesi Bassi una dominazione salda, centralizzata e cattolica. Ma i diversi governatori che il sovrano nominò si dovettero scontrare con una forte resistenza delle assemblee degli stati generali, con una nobiltà gelosa dei suoi antichi privilegi, e una popolazione in crisi economica. In questo contesto giunsero i predicatori calvinisti che fecero immediatamente migliaia di proseliti. La riforma religiosa si fuse con la resistenza all'assolutismo spagnolo, dando il via ad una rivolta che trovò nella piccola nobiltà combattente sui mari e in alcuni nobili convertiti, come Guglielmo I d'Orange, la chiave di volta di un movimento che divenne rivoluzione. Dopo numerosi rivolgimenti, i Paesi Bassi si spaccarono in due. L'unione di Arras, nel sud cattolico, rimase fedele al sovrano spagnolo e si avviò a diventare il moderno Belgio. A nord, l'unione di Utrecht, calvinista e governata dal binomio stati generali e statolder, riuscirono ad affermare la propria indipendenza, diventando un nuovo soggetto della geopolitica euopea.

Type above to search every episode's transcript for a word or phrase. Matches are scoped to this podcast.

Searching…

We're indexing this podcast's transcripts for the first time — this can take a minute or two. We'll show results as soon as they're ready.

No matches for "" in this podcast's transcripts.

Showing of matches

No topics indexed yet for this podcast.

Loading reviews...

ABOUT THIS SHOW

L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:STORIA GRECASTORIA ROMANASTORIA MEDIEVALESTORIA MODERNASTORIA CONTEMPORANEA

HOSTED BY

Marco Mana

Frequently Asked Questions

How many episodes does IL CORSO DI STORIA have?

IL CORSO DI STORIA currently has 50 episodes available on PodParley. New episodes are automatically indexed when they're published to the podcast feed.

What is IL CORSO DI STORIA about?

L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono...

How often does IL CORSO DI STORIA release new episodes?

IL CORSO DI STORIA has 50 episodes. Check the episode list to see recent publication dates and frequency.

Where can I listen to IL CORSO DI STORIA?

You can listen to IL CORSO DI STORIA on PodParley by clicking any episode. We provide an embedded audio player for direct listening, and you can also subscribe via your preferred podcast app using the RSS feed.

Who hosts IL CORSO DI STORIA?

IL CORSO DI STORIA is created and hosted by Marco Mana.
URL copied to clipboard!