PODCAST · education
IL CORSO DI STORIA
by Marco Mana
L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:STORIA GRECASTORIA ROMANASTORIA MEDIEVALESTORIA MODERNASTORIA CONTEMPORANEA
-
211
STORIA MODERNA 80: LA GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA PT.III (1706-1707)
Tra il 1706 e il 1707, la Guerra di Successione Spagnola tocca uno dei suoi momenti più drammatici e contraddittori. Le forze della Grande Alleanza sembrano trionfare: Torino è liberata grazie a Eugenio di Savoia, Madrid cade per la prima volta e l’arciduca Carlo entra nella capitale. Ma l’illusione dura poco: la Spagna non si lascia conquistare, il popolo insorge e Filippo V riconquista il trono. In Italia, le alleanze si rimescolano, Napoli cade agli Asburgo e la Francia si ritira. Intanto, il fronte settentrionale si fa instabile e la guerra diventa sempre più logorante. In questa lezione esploriamo la geografia mobile della guerra, le dinamiche delle città assediate, i dilemmi delle monarchie, le rivolte locali e il ruolo crescente dell’opinione pubblica. Una narrazione storica per capire un biennio in cui la vittoria sembrava a portata di mano… ma sfuggiva di nuovo.
-
210
STORIA MODERNA 79: LA GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA PT.II (1704-1706)
Questa lezione ci porta nel cuore del conflitto: tra il 1704 e il 1706 la Guerra di Successione Spagnola entra in una fase cruciale, segnata da battaglie decisive, ribaltamenti politici e svolte diplomatiche. Raccontiamo la straordinaria vittoria alleata a Blenheim che salva Vienna e cambia le sorti dell’Impero; l’assalto anglo-olandese a Gibilterra e l’ingresso del Mediterraneo nello scenario bellico; la caduta di Barcellona e la difficile ascesa dell’arciduca Carlo in Catalogna. Ma è anche il tempo delle crisi: la Francia resiste, la Spagna si spacca, e i fronti italiani e fiamminghi si accendono. Attraverso una narrazione accademico-divulgativa, ricostruiamo battaglie, mappe, trattative e strategie, per capire come la guerra stia ridisegnando l’Europa monarchica. Un viaggio tra eserciti, corti e città assediate, dentro il più grande conflitto del primo Settecento.
-
209
STORIA MODERNA 78: LA GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA (1701-1703)
In questa lezione raccontiamo i primissimi anni della Guerra di Successione Spagnola, dal settembre 1701 al 1703: una fase ancora incerta, dove diplomazia e guerra si intrecciano in un contesto europeo profondamente trasformato dal testamento di Carlo II. Seguiamo la nascita della Seconda Grande Alleanza, l’invasione francese del Piemonte, i primi scontri marittimi a Cadice e Vigo, e le schermaglie nelle Fiandre. Ma accanto alle battaglie, entriamo nei palazzi: trattative segrete, alleanze inattese, pamphlet e gazzette che infiammano l’opinione pubblica. È l’alba di un conflitto globale che cambierà per sempre gli equilibri del continente. Una lezione accademico-divulgativa, brillante e rigorosa, ricca di documenti, biografie e analisi, pensata per capire i meccanismi della guerra, ma anche i processi politici e sociali che la accompagnano. Un viaggio nelle viscere dell’Europa del primo Settecento
-
208
STORIA MODERNA 77: L'ETA' DEL RE SOLE, DA GUERRA A GUERRA (1697-1701)
Da guerra a guerra (1697–1701) è una lezione che apre uno squarcio fondamentale sul periodo di transizione tra due conflitti epocali: la Guerra della Lega d’Augusta appena conclusa e la Guerra di Successione Spagnola ormai alle porte. Cosa accadde davvero tra la pace di Ryswick e l’esplosione del nuovo conflitto nel 1701? Davvero si trattò di anni di pace, oppure fu solo un fragile intervallo carico di tensioni, manovre diplomatiche, illusioni e disillusioni? In questo episodio raccontiamo come Luigi XIV tentò di consolidare il proprio predominio in Europa, mentre l’Impero e l’Inghilterra affrontavano ricostruzioni interne e complesse rivalità. Vedremo come si aprì la questione della successione di Carlo II di Spagna, ormai malato e senza eredi, e quali furono gli accordi segreti, i testamenti incrociati, gli equilibri internazionali che tennero il continente col fiato sospeso. Tra diplomazie segrete, giochi di potere e calcoli dinastici, seguiamo il filo conduttore che unisce la fine di una guerra all’inizio della successiva, spiegando un passaggio decisivo della storia europea moderna.
-
207
STORIA MODERNA 76: L'ALBA DEGLI IMPERI ATLANTICI (1660-1689)
Tra il 1660 e il 1689 il mondo atlantico si trasformò radicalmente: restaurazioni monarchiche, guerre commerciali, rivolte costituzionali e strategie imperiali segnarono l’inizio di una nuova epoca. In questa lezione vi accompagniamo nel cuore di un mondo in fermento, dove la Nuova Inghilterra si ribella, la Francia rafforza il suo dominio in Canada, e la Spagna cerca di resistere in Florida e nel Nuovo Messico. Attraverseremo le guerre anglo-olandesi, l’esperimento autoritario del Dominion del New England, la centralizzazione francese guidata da Colbert e Frontenac, e il ruolo strategico delle nazioni indigene. L’anno 1689 segna un punto di svolta: nasce l’impero britannico costituzionale, mentre l’Atlantico si infiamma di conflitti, alleanze e idee nuove. Una lezione che si propone di spiegare come l’Atlantico diventò il teatro della prima geopolitica globale tra imperi, colonie e popoli nativi.
-
206
STORIA MODERNA 75: LA RUSSIA ALLE PORTE DELL'EUROPA (1648-1686)
La Russia tra il 1645 e il 1686 fu una potenza in transizione: uscita dal caos del “Tempo dei Torbidi”, governata dalla dinastia Romanov, intrappolata tra un’autocrazia feudale e l’inizio di un lento processo di occidentalizzazione. In questa lezione seguiamo il lungo regno di Aleksej Michajlovič, la sua eredità istituzionale e militare, il rafforzamento dell’apparato statale e le tensioni sociali che sfociarono nella rivolta di Stenka Razin. Osserviamo la conquista dell’Ucraina orientale, la guerra con la Polonia, i rapporti con la Svezia, la penetrazione in Siberia e i primi contatti diplomatici sistematici con l’Europa. Nel cuore della narrazione emerge il ruolo della religione, della burocrazia, della servitù della gleba e dei prikazy, ma anche il faticoso tentativo di modernizzare l’esercito e centralizzare il controllo imperiale. La lezione prosegue con il breve regno di Fëdor III, la crisi dinastica del 1682, l’insurrezione degli Strel’cy e la reggenza di Sof’ja Alekseevna, che cerca – tra equilibri precari – di guidare la Russia in una nuova stagione geopolitica culminata nell’adesione alla Santa Lega e nel trattato di pace perpetua con la Polonia. È una Russia ancora sospesa, fragile, incerta, ma sempre più proiettata verso l’Europa. Alla vigilia dell’ascesa di Pietro il Grande, ne analizziamo la struttura politica, le debolezze economiche, l’influenza del clero, la diplomazia e le guerre, attraverso le fonti storiche e le principali interpretazioni storiografiche.
-
205
STORIA MODERNA 74: SVEZIA, DANIMARCA E L'ASSOLUTISMO BALTICO (1648-1697)
Nell’Europa del Seicento, mentre le grandi monarchie latine si confrontano con la crisi dell’assolutismo e le guerre religiose, nel cuore del Nord si sviluppa un modello tutto particolare di potere e di Stato: l’assolutismo baltico. In questa lezione, esploriamo a fondo l’evoluzione della Svezia e della Danimarca tra la pace di Vestfalia e la morte di Carlo XI, in un’epoca di espansione militare, centralizzazione amministrativa e ridefinizione del rapporto tra monarchia, nobiltà e esercito. Partiremo dalla situazione post-vestfalica: una Svezia militarizzata e imperiale, dominatrice del Baltico, che cerca di mantenere il suo ruolo di potenza egemone in uno spazio geopolitico affollato da avversari — l’Impero, la Polonia, la Russia — e al tempo stesso segnata da profonde tensioni interne. Attraverseremo il regno travagliato di Cristina di Svezia, la crisi della nobiltà, l’ascesa di Carlo X Gustavo, e la trasformazione profonda operata dal suo successore, Carlo XI, che incarnò un vero e proprio assolutismo militare-finanziario. Dall’altra parte del Kattegat, la Danimarca affronta la propria crisi istituzionale dopo le guerre contro la Svezia, approdando anch’essa a un modello assolutistico, ma profondamente diverso: più giuridico e patrimoniale, più legato alle dinamiche nobiliari e alla stabilizzazione delle élite danesi. Racconteremo il grande momento di svolta del 1660–1665, con la riforma costituzionale danese, e le profonde trasformazioni fiscali, amministrative e sociali che segnarono l’equilibrio scandinavo fino alla fine del secolo.Analizzeremo il concetto di "monarchia di guerra" in chiave baltica, il ruolo delle città, delle università, della burocrazia, della flotta e del clero luterano in due contesti in apparenza simili, ma in realtà assai diversi. Uno studio fondamentale per comprendere come l’assolutismo si sia affermato anche in contesti “periferici”, con modelli originali, profondamente radicati nel territorio e capaci di reggere il confronto con le grandi monarchie europee. La storia del Nord nella seconda metà del XVII secolo è molto più centrale di quanto spesso si creda.
-
204
STORIA MODERNA 73: L'IMPERO OTTOMANO DI MEHMED IV (1648-1687)
Sotto il lungo regno di Mehmed IV, l’Impero Ottomano visse una delle fasi più drammatiche e decisive della sua storia: un’epoca di guerre continue, riforme mancate, ribellioni interne e tentativi di restaurare la gloria imperiale, culminata nel disastro alle porte di Vienna. In questa lezione, esploriamo la parabola dell’impero tra la metà e la fine del Seicento, quando il soglio del Califfo era conteso tra ambizioni militari e crisi strutturali. La figura di Mehmed IV, soprannominato “il Cacciatore”, regnante per quasi quarant’anni ma spesso assente dalla scena politica, ci introduce nel cuore delle dinamiche di palazzo, tra valide consorti, gran visir autoritari e corti inquiete. Ma il vero protagonista di quest’epoca è il potere militare e burocratico dei Köprülü, la famiglia di visir che prese le redini dell’Impero e tentò l’ultima grande espansione verso l’Europa centrale. Racconteremo le vittorie in Ungheria, i massacri nei Balcani, l’occupazione di Creta, l’assedio di Candia, il ruolo del giannizzero e del timar, la trasformazione dell’esercito e il graduale sgretolarsi della macchina imperiale. Attraverso le guerre con la Polonia, la Russia e soprattutto con gli Asburgo, fino al catastrofico assedio di Vienna del 1683, questa lezione ci guida nel cuore del tramonto ottomano, mostrando come le ambizioni espansionistiche non potessero più nascondere le debolezze sistemiche. Analizzeremo istituzioni, esercito, società, fiscalità, religione e diplomazia dell’Impero, nella sua difficile transizione da grande potenza egemonica a gigante fragile in crisi. Una lezione fondamentale per capire la geopolitica dell’Europa orientale, la storia islamica moderna e l’equilibrio tra riforma e declino che ha segnato l’Impero Ottomano nella sua età barocca.
-
203
STORIA MODERNA 72: POLONIA E LITUANIA TRA LA RIVOLTA COSACCA E L'ASSEDIO DI VIENNA (1648-1686)
Cosa accade quando uno dei più vasti stati d’Europa, nato dall’unione di due popoli, viene travolto da ribellioni interne, guerre senza sosta, pressioni imperiali esterne e un sistema politico unico, fondato sulla libertà della nobiltà e l’elezione del re? Benvenuti nella Confederazione Polacco-Lituana del secondo Seicento: un mondo affascinante e complesso, che questa lezione vi farà riscoprire in ogni suo dettaglio, dalle paludi del Dnepr fino ai bastioni di Vienna. Partiremo dal devastante biennio 1648–1650, quando la rivolta cosacca guidata da Bohdan Chmel’nyc’kyj dà il via a una catena di eventi tragici noti come il “Diluvio” — un periodo in cui la Polonia-Lituania è aggredita contemporaneamente da cosacchi, tartari, russi e svedesi. Passeremo poi alle guerre di sopravvivenza della metà del secolo, agli accordi difficili, alle elezioni travagliate di monarchi stranieri e al lento emergere della figura eroica di Giovanni Sobieski. Sarà lui, re-contadino, nobile militare, patriota e diplomatico, a diventare il simbolo di una possibile rinascita. Seguiremo il suo cammino da comandante a re, tra battaglie contro gli Ottomani, riforme istituzionali fallite, grandi sogni di potenza e la leggendaria vittoria di Vienna del 1683, che lo rese l’eroe d’Europa ma non salvò la sua patria dalla decadenza. In questa lezione vi accompagneremo attraverso istituzioni originali come il Sejm e la liberum veto, la struttura federale del Commonwealth, l’equilibrio fragile tra nobiltà e monarchia, le sfide geopolitiche dell’Europa orientale, e il destino di uno stato affascinante, schiacciato fra giganti. Una lezione fondamentale per capire l’identità della Polonia storica, la crisi del Seicento, il rapporto tra libertà politica e debolezza statuale, ma anche per riscoprire la figura potente e contraddittoria di Giovanni Sobieski, uno degli ultimi grandi condottieri della cristianità.
-
202
STORIA MODERNA 71: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, IL TRATTATO DI RIJSWIJK (1697)
Il biennio 1696–1697 segna la fine della Guerra della Lega di Augusta, ma non il trionfo della pace. È un’uscita faticosa, dolente, negoziata tra trincee e ambasciate, tra colpi di cannone e lettere segrete. Le monarchie europee sono esauste, le finanze distrutte, le campagne desolate. In Francia, Luigi XIV deve fronteggiare non solo i nemici esterni, ma la fame interna, le rivolte fiscali, il collasso rurale. Nell’Impero si moltiplicano i dubbi sulla prosecuzione del conflitto. La guerra ha mostrato i limiti della potenza, e ora si deve decidere chi cede, chi resiste, chi firma. In questa lezione raccontiamo come l’Europa arriva, stremata, a Rijswijk: la città olandese dove nel 1697 si firma una pace fragile, parziale, compromissoria. Ma ogni clausola del trattato porta con sé un significato politico profondo: dalla questione della successione spagnola al ritiro francese dalle Fiandre, dal riconoscimento del re d’Inghilterra alla ridistribuzione di piazzeforti, tutto è calcolo e rinvio, diplomazia e sospetto. Nessuno vince davvero. Ma tutti hanno bisogno di fermarsi, almeno per un momento. La guerra finisce, ma il mondo che ne esce è pronto a ricominciare. La lezione svela i retroscena del trattato, la fatica dei negoziati, il ruolo delle potenze minori, i malumori tra gli alleati. È il racconto di una pace che somiglia più a un’interruzione che a una soluzione. Ma è anche il momento in cui si ridefinisce l’Europa: una nuova idea di equilibrio, di impero, di monarchia, che sarà messa subito alla prova dalla crisi dinastica spagnola. Rijswijk non è una fine: è un punto e virgola.
-
201
STORIA MODERNA 70: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, NUBI SUL RE SOLE (1693-1695)
Tra il 1693 e il 1695 l’Europa intera sembra precipitare in una spirale di stanchezza, ferocia e accanimento strategico. La Guerra della Lega di Augusta, che aveva promesso una rapida risposta alla minaccia egemonica di Luigi XIV, si è trasformata in una guerra lunga, pervasiva, che logora eserciti, economie e società civili. Mentre le armate francesi infliggono colpi devastanti nei Paesi Bassi e sul fronte alpino, è la Francia stessa a piegarsi sotto il peso di carestie spaventose, fallimenti fiscali e tensioni sociali sempre più esplosive. L’Impero, in affanno, cerca di tenere unita la coalizione antifrancese tra contrasti interni e risorse sempre più esigue. In questa lezione attraverseremo il cuore cupo del conflitto: le grandi battaglie, gli assedi prolungati, le strategie dell’orrore, ma anche la vita quotidiana di chi la guerra la subisce, la governa o la combatte. Un viaggio nella guerra moderna alle soglie della crisi, dove l’arte della politica si mescola all’ingegneria della devastazione, e le monarchie europee sono costrette a ripensare il proprio rapporto con il territorio, con la popolazione, con la storia stessa. È in questi anni, tra 1693 e 1695, che l’Europa impara davvero cosa significa una guerra d’attrito.
-
200
STORIA MODERNA 69: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, LA FRANCIA TRA VITTORIE TERRESTRI E DISFATTE NAVALI (1690-1692)
Il 1690 segna una svolta decisiva nella Guerra della Lega di Augusta. La Francia ottiene vittorie spettacolari — su tutte, quella di Fleurus — ma per la prima volta l’Europa inizia davvero a reagire. In questa lezione analizziamo un anno chiave in cui l’egemonia del Re Sole si scontra con una coalizione sempre più consapevole, organizzata e politicamente determinata a sopravvivere. Vedremo come Luigi XIV, pur ancora dominante, comincia a perdere l’iniziativa strategica: l’Impero si muove sul Reno, Guglielmo III costruisce una macchina parlamentare bellica, e la Savoia, con Vittorio Amedeo II, rompe l’alleanza con Versailles in una svolta dinastica destinata a cambiare la geopolitica italiana. Affronteremo la battaglia di Staffarda, la resistenza montanara piemontese, le tensioni sociali nelle retrovie francesi, e la disfatta navale di La Hogue che segna la fine del sogno di invasione dell’Inghilterra. Senza dimenticare il lato meno visibile della guerra: carestie, malcontento fiscale, reclutamenti forzati, diplomazie parallele e il silenzio strategico della Spagna in attesa della successione di Carlo II. Una lezione densa di eventi, svolte, e riflessioni storiche su come una guerra che sembrava francese stia diventando europea. Perché è nel logoramento, più che nel trionfo, che si forgiano i nuovi equilibri di potere.
-
199
STORIA MODERNA 68: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA DEVASTAZIONE FRANCESE E REAZIONE COLLETTIVA (1688-1690)
Nel cuore dell’autunno 1688, il Reno fu attraversato da un esercito francese che non cercava conquiste territoriali, ma la distruzione sistematica di un intero spazio politico, sociale e culturale: il Palatinato. Questa videolezione ricostruisce, con stile parlato e rigore storiografico, le tappe della devastazione orchestrata da Louvois e Vauban, il collasso istituzionale dell’Impero, la reazione dei principi tedeschi, il ruolo strategico della stampa, l’esodo dei rifugiati e la nascita della Grande Alleanza. Un momento spartiacque: la guerra diventa globale, la distruzione uno strumento di governo, e la memoria un’arma diplomatica. In un viaggio tra fonti primarie, diritto pubblico e strategie militari, seguiamo la trasformazione di un’aggressione brutale in un conflitto continentale e in una nuova architettura dell’Europa moderna.
-
198
STORIA MODERNA 67: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA LE CAUSE PROFONDE
Tra il 1678 e il 1688, l’Europa visse un periodo di apparente pace. Ma dietro la facciata della stabilizzazione diplomatica seguita alla pace di Nimega, si celava un progetto egemonico nuovo, ambizioso e inquietante: quello della monarchia assoluta di Luigi XIV. Questa lezione ricostruisce il decennio che prepara la Guerra della Lega di Augusta, mostrando come la Francia abbia saputo combinare diritto, propaganda e diplomazia per espandere la propria influenza ben oltre i confini sanciti dai trattati. Attraverso l’analisi delle Reunions, dell’annessione di Strasburgo e della crisi del Palatinato, si delinea una strategia che trasforma la legge in strumento di conquista, mentre la risposta imperiale di Leopoldo I e delle corti tedesche si articola tra autodifesa costituzionale e costruzione di una nuova coscienza geopolitica. L’Inghilterra, attraversata dalle tensioni dinastiche, e l’Olanda di Guglielmo d’Orange emergono come protagonisti di una coalizione sempre più determinata a contenere l’espansionismo francese. La lezione approfondisce anche il ruolo della propaganda, della teologia politica e della diplomazia pontificia, mostrando come la guerra imminente fosse già in atto nei linguaggi, nei simboli e nei timori collettivi dell’epoca. Un racconto appassionato e documentato che ci conduce alle soglie del grande conflitto europeo del 1688, tra l’illusione dell’equilibrio e la realtà di un sistema sull’orlo della guerra.
-
197
STORIA MODERNA 66: L'ETA' DEL RE SOLE LA SOCIETA' DI CORTE
In questo video esploriamo uno dei testi più influenti della sociologia storica del Novecento: La società di corte di Norbert Elias. Un’opera che ci aiuta a comprendere come si forma lo Stato moderno, come si regola il comportamento sociale, e come nasce la soggettività individuale. Partendo dalla figura di Luigi XIV e dalla Versailles del Seicento, Elias mostra come il potere non sia soltanto comando, ma rappresentazione: un gioco di visibilità, distinzione e autocontrollo. Il cortigiano non è solo un nobile: è il prototipo dell’individuo moderno, che recita un ruolo, controlla le emozioni e misura ogni gesto. Attraverso un percorso ricco di citazioni, confronti teorici e riflessioni critiche, questa lezione mette in dialogo Elias con Weber, Freud, Mauss, Bourdieu e Foucault. Scopriremo che la corte non è scomparsa: vive ancora nella politica spettacolo, nei social media, nelle gerarchie invisibili della nostra vita quotidiana. Una lezione per chi vuole capire il passato — e soprattutto il presente.
-
196
STORIA MODERNA 63: L'ETA' DEL RE SOLE, I DOMINI ASBURGICI (1648-1688)
Dopo la fine della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero esce profondamente trasformato, e con esso muta il ruolo degli Asburgo sullo scacchiere europeo. Ma se l’Impero si frantuma in una pluralità di poteri locali, i domini ereditari della dinastia asburgica — Austria, Boemia, Ungheria e altri territori patrimoniali — diventano il laboratorio della costruzione di una monarchia assoluta. In questa lezione approfondiamo il periodo 1648–1688, un quarantennio segnato da riforme fiscali e militari, consolidamento del potere centrale, repressione delle autonomie provinciali e diffusione del cattolicesimo tridentino come colonna ideologica del regime. Attraverso Vienna, la Boemia restaurata, l’Ungheria inquieta, l’aristocrazia riconfigurata e il fronte ottomano, esploriamo le tensioni, le mediazioni e le strategie con cui gli Asburgo seppero costruire uno Stato senza costituzione scritta, ma saldo, centralizzato e proiettato verso nuove sfide imperiali.
-
195
STORIA MODERNA 65: L'ETA' DEL RE SOLE LA RESTAURAZIONE PORTOGHESE (1640-1683)
Tra il 1640 e il 1688, il Portogallo affrontò una trasformazione radicale: da monarchia soggetta agli Asburgo a potenza imperiale autonoma. La Restaurazione del 1640 non fu solo un evento politico, ma l’inizio di un processo di rifondazione istituzionale e imperiale. Al centro di questa parabola si colloca la rinascita di un potere monarchico fortemente aristocratico, fondato sul patto tra la nuova dinastia di Braganza e le élite nobiliari, capace di ricostruire lo Stato e riconquistare l’Impero, ma incapace di riformarsi strutturalmente. Il nuovo Portogallo restaurato si dotò di istituzioni complesse – Cortes, Consigli, Camere municipali – per bilanciare il potere del sovrano e cooptare le forze sociali dominanti. Tuttavia, il cuore della legittimazione restava dinastico e nobiliare. La guerra d’indipendenza contro la Spagna (1640–1668) fu uno sforzo immane, ma anche un banco di prova della resilienza politica e militare portoghese. Parallelamente, il conflitto contro l’Olanda e la riconquista del Brasile e dell’Angola ridefinirono l’asse imperiale: non più l’Asia, ma l’Atlantico fu il vero centro del potere lusitano. Il Brasile, devastato dal conflitto coloniale, fu ricostruito attraverso la tratta degli schiavi africani e la rilancio della monocultura zuccheriera. Qui nacque una nuova aristocrazia militare creola, legata a Lisbona ma dotata di forte autonomia. Le colonie africane, come Angola e São Tomé, diventarono nodi fondamentali del traffico transatlantico, mentre le colonie asiatiche vennero progressivamente marginalizzate, conservate più per prestigio che per utilità. Sul piano economico, la monarchia tentò invano di introdurre modelli capitalistici con la Companhia do Brasil, ma la debolezza della borghesia commerciale e l’ostilità delle élite locali decretarono il fallimento. L’Impero restava così basato su capitale straniero, clientelismo, controllo aristocratico e sfruttamento coloniale. Dopo la crisi dinastica con Afonso VI, il potere fu assunto dal fratello Pedro (reggente dal 1667, re dal 1683), che garantì stabilità e il riconoscimento definitivo dell’indipendenza, ma al prezzo di una crescente aristocratizzazione dello Stato. Sotto Pedro, l’impero si consolidò in forma conservatrice, senza riforme profonde, fondandosi su un equilibrio precario tra corona e nobiltà. Il risultato fu un impero aristocratico, atlantico e fragile: forte nella sua rete coloniale, debole nella capacità di modernizzazione. L’assenza di un capitalismo nazionale, la dipendenza dal traffico schiavista e il predominio nobiliare segnarono i limiti di lungo periodo. Ma fu proprio questa formula di compromesso tra tradizione e sopravvivenza a garantire al Portogallo una posizione autonoma nella geografia imperiale dell’Europa barocca.
-
194
STORIA MODERNA 64: L'ETA' DEL RE SOLE, FEDERICO GUGLIELMO I E LA NASCITA DELLA PRUSSIA (1640-1688)
La lezione ripercorre la trasformazione del Brandeburgo da mosaico feudale frammentato a potenza sovrana nell’Europa post-westfalica. Al centro di questo processo, la figura di Federico Guglielmo I di Hohenzollern (1620–1688), detto il "Grande Elettore", che seppe sfruttare la crisi dell’Impero, le guerre del Nord e le tensioni confessionali per costruire un nuovo modello di sovranità. Il percorso si snoda attraverso le principali tappe della sua azione politica e militare: le riforme istituzionali e fiscali, la creazione dell’esercito stanziale, l’uso strategico della diplomazia, l’integrazione della Prussia ducale e la gestione delle disuguaglianze sociali. La lezione mostra come la combinazione tra burocrazia, fiscalità e forza armata fu alla base di una monarchia proto-assoluta, che anticipava lo Stato moderno. Grande spazio è riservato alla storiografia tedesca, francese, italiana e inglese, che ha interpretato l’eredità federiciana come la premessa della Prussia imperiale del Settecento.
-
193
STORIA MODERNA 62: L'ETA' DEL RE SOLE, LA MODERNITA' DELL'IMPERO
La lezione ricostruisce l’evoluzione politica, istituzionale e militare dei territori ereditari degli Asburgo nella seconda metà del Seicento, a partire dalla pace di Vestfalia del 1648 fino alla vigilia della Guerra della Lega di Augusta. Il filo conduttore è il lento ma deciso passaggio da una compagine territoriale frammentata e colpita dalla guerra a un sistema monarchico sempre più centralizzato e autoritario. Attraverso l’analisi della politica imperiale in Austria, Boemia e Ungheria, vengono messi in luce i principali strumenti della restaurazione asburgica: la repressione delle autonomie nobiliari e confessionali, il rafforzamento dell’apparato fiscale e militare, la marginalizzazione dei corpi intermedi e la ridefinizione del rapporto tra monarchia e società. Centrale è il conflitto con l’Impero Ottomano, che culmina nell’assedio di Vienna del 1683 e nella progressiva riconquista dell’Ungheria, elemento decisivo per l’ascesa geopolitica degli Asburgo in Europa centrale. Il percorso analizzato mostra come la crisi dell’Impero si trasformi, nei territori dinastici, in una spinta verso la formazione di una monarchia più solida e accentrata, pronta a svolgere un ruolo di primo piano negli equilibri europei del tardo Seicento.
-
192
STORIA MODERNA 61: L'ETA' DEL RE SOLE, LA PERIFERIA ITALIANA (1648-1688)
Questa lezione ricostruisce la storia politico-istituzionale dell’Italia tra la fine della Guerra dei Trent’anni e la vigilia della Guerra della Lega d’Augusta. Apparentemente ai margini della storia europea, la penisola fu in realtà attraversata da dinamiche profonde di crisi e trasformazione: paralisi istituzionali, conflitti locali, declino delle potenze regionali e inizio di nuove traiettorie politiche. Dalla guerra di Candia alla rivolta di Messina, dalla crisi del papato al fallimento dell’assolutismo sabaudo, seguiamo un secolo segnato da decadenza e adattamento, in cui l’Italia sembra ritirarsi dalla scena internazionale, ma in cui si preparano, sotto la superficie, i germi della modernità.
-
191
STORIA MODERNA 60: L'ETA' DEL RE SOLE, LA FINE DELLA POTENZA SPAGNOLA
Dal 1648 al 1688, l’impero spagnolo affronta una crisi profonda: crollo demografico, depressione economica, declino politico e minacce internazionali ne segnano la parabola. Ma è anche un periodo di straordinaria produzione artistica, riflessione politica e tentativi di riforma. In questa lezione esploriamo le cause e le conseguenze di questa crisi, dal fallimento della centralizzazione di Olivares alla resistenza delle periferie, dai problemi monetari alla rinascita catalana, dal ruolo della Chiesa all’ascesa del commercio straniero. Un viaggio storico nella Spagna che, mentre perdeva potenza, produceva Velázquez.
-
190
STORIA MODERNA 59: L'ETA' DEL RE SOLE, I PAESI BASSI (1648-1688)
Nel cuore dell’Europa del Seicento, una piccola repubblica affacciata sul Mare del Nord sfidava imperi, regni e monarchie assolute con la sola forza del commercio, della finanza e della libertà. Questa lezione racconta l’ascesa, l’apogeo e le prime crepe della Repubblica delle Province Unite, i Paesi Bassi indipendenti dopo la Pace di Vestfalia del 1648. È la storia di un miracolo economico fondato su navi, libri e tolleranza; di un laboratorio politico in cui il potere era diffuso, la religione pluralista, la stampa libera. Ma è anche il racconto di un sistema fragile, esposto alle pressioni di un mondo che cambia: la concorrenza inglese, l’ambizione francese, il peso insostenibile della guerra e delle tensioni interne. Seguiremo passo dopo passo le guerre anglo-olandesi, l’anno tragico del 1672, l’ascesa di Guglielmo III d’Orange e le dinamiche che portarono questa piccola repubblica a incidere sul destino dell’Europa intera, fino alle soglie della Gloriosa Rivoluzione inglese. Una lezione di storia, ma anche una riflessione sulla modernità politica, sul capitalismo nascente e sui limiti del potere mercantile.
-
189
STORIA MODERNA 58: L'ETA' DEL RE SOLE, LA PACE ARMATA (1679-1688)
Questa quarta lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV affronta un decennio di pace solo apparente, in cui la monarchia francese raffina tutti i suoi strumenti di dominio interno ed esterno. Uscito vittorioso dalla Guerra d’Olanda e dalla pace di Nimega, Luigi XIV si presenta come arbitro d’Europa, ma dietro l’immagine regale del monarca trionfante si cela una politica di espansione sistematica e incruenta, condotta attraverso il meccanismo delle Chambres de Réunion: corti giuridiche create per rivendicare territori “naturalmente annessi” alla corona. Sul piano interno, il decennio è segnato dal culmine dell’assolutismo barocco: il re accentra ogni funzione decisionale, isola la nobiltà nella sfera cerimoniale di Versailles, rafforza la centralizzazione fiscale e razionalizza gli strumenti di governo. L’intento è duplice: garantire l’ordine e consolidare l’immagine sacralizzata del sovrano. La seconda metà della lezione è dedicata alla questione religiosa, con l’inasprimento della pressione contro i protestanti: prima con le conversioni forzate e le famigerate dragonnades, poi con l’evento simbolico della revoca dell’Editto di Nantes (1685), che segna la fine della tolleranza legale in Francia. Analizziamo le motivazioni politiche, ideologiche e strategiche di questa scelta, così come le sue conseguenze sociali e internazionali: emigrazione degli ugonotti, condanna dell’opinione pubblica europea e incrinatura dell’immagine universalistica della monarchia cristiana francese. La lezione si conclude con l’atmosfera tesa che precede il grande conflitto successivo: la Francia ha raggiunto il suo apice territoriale e istituzionale, ma il sistema europeo comincia a organizzarsi per contenerne la forza. L’epoca della pace inquieta volge al termine: all’orizzonte si profila la Guerra della Lega d’Augusta.
-
188
STORIA MODERNA 57: L'ETA' DEL RE SOLE, L'EGEMONIA EFFIMERA E LA PACE DI NIMEGA (1674-1678)
In questa terza lezione dedicata al regno di Luigi XIV, seguiamo la fase finale della Guerra d’Olanda, a partire dal 1674, anno in cui il conflitto si trasforma in una lunga guerra di logoramento. Al centro della narrazione vi sono le campagne militari su più fronti – nei Paesi Bassi, sul Reno, in Alsazia, in Franca Contea – e il ruolo crescente della diplomazia francese nella gestione del conflitto. Analizziamo le difficoltà incontrate da Luigi XIV nel mantenere l’iniziativa, l’evoluzione delle coalizioni europee, l’azione dei ministri Louvois e Pomponne, e l’uso della guerra come strumento politico. Un'attenzione particolare è riservata alla pace di Nimega (1678–1679), con cui la Francia ottiene significativi guadagni territoriali e consolida la propria egemonia sul continente. La lezione mostra come, tra battaglie e trattative, Luigi XIV si imponga come protagonista assoluto della diplomazia europea.
-
187
VITE PARALLELE 2: PERICLE E DE GAULLE
In questo episodio di Vite parallele mettiamo a confronto due figure lontanissime eppure unite da una stessa domanda politica: che cosa succede quando una democrazia comincia a riconoscersi in un uomo forte?Da una parte Pericle, il grande protagonista dell’Atene del V secolo a.C., simbolo della democrazia ateniese ma anche suo problema vivente: aristocratico, ricco, potente, rieletto per anni stratego, capace di guidare la città fino a diventare, secondo Tucidide, il “primo uomo” di una democrazia che formalmente restava governo del popolo. Con lui Atene raggiunge il massimo splendore culturale e politico, ma consolida anche il proprio impero marittimo, usa il tributo degli alleati, reprime le città ribelli e porta dentro la democrazia il fascino inquietante della leadership personale.Dall’altra Charles de Gaulle, il generale del 18 giugno 1940, l’uomo della Francia libera, il fondatore della Quinta Repubblica. De Gaulle salva l’onore francese nella sconfitta, torna al potere nella crisi del 1958, chiude la guerra d’Algeria e costruisce una Repubblica più stabile, ma anche più verticale, presidenziale, plebiscitaria, raccolta attorno alla figura del capo dello Stato.Pericle e De Gaulle non sono dittatori. Proprio per questo sono più interessanti. Entrambi agiscono dentro forme democratiche o repubblicane. Entrambi parlano in nome del popolo. Entrambi trasformano una crisi in una nuova concentrazione del potere. Entrambi mostrano che la democrazia può essere minacciata non solo da chi la abbatte dall’esterno, ma anche da chi la incarna troppo bene dall’interno.Questa non è una puntata sul “grande uomo” come salvatore. È una puntata sul prezzo della grandezza politica: gli alleati dell’impero ateniese, i contadini chiusi nelle Lunghe Mura, gli esclusi dalla cittadinanza, i colonizzati algerini, i soldati, gli harkis, i manifestanti repressi, i parlamenti ridimensionati, tutti coloro che restano ai margini del racconto monumentale.Pericle e De Gaulle: la democrazia dell’uomo forte.Una puntata su libertà, impero, consenso, paura, grandezza nazionale e sulla domanda che ogni democrazia dovrebbe continuare a farsi: quando un popolo affida troppo a un solo volto, sta diventando più forte o sta cominciando a smettere di governarsi?
-
186
VITE PARALLELE 1: SOCRATE E GRAMSCI
Atene, 399 a.C. Socrate è davanti ai giudici della città. Non possiede eserciti, non guida fazioni armate, non ha ricchezze. Eppure Atene lo considera pericoloso.Roma, 1928. Antonio Gramsci viene condannato dal Tribunale speciale fascista. Anche lui non ha armi, non comanda truppe, non può rovesciare il regime con la forza. Il fascismo vuole colpire qualcosa di più profondo: la sua capacità di pensare, educare, organizzare.Il primo episodio di “Vite parallele” mette a confronto Socrate e Gramsci per interrogare una domanda ancora viva: perché il potere teme chi insegna a pensare?Due mondi lontanissimi — la polis ateniese e l’Italia fascista — si incontrano davanti allo stesso problema storico. Quando il pensiero resta solitario può essere tollerato. Quando diventa educazione, quando forma coscienze, quando insegna a dubitare dell’ordine esistente, allora diventa una minaccia. Socrate porta la domanda nella piazza. Gramsci porta la lotta politica dentro la cultura, la scuola, il giornale, il senso comune. Entrambi mostrano che il dominio non vive soltanto nelle leggi, nei tribunali o nella forza: vive anche nelle parole con cui una società insegna agli uomini a obbedire.Questa non è una puntata sul martirio individuale. È una puntata sul prezzo collettivo della libertà critica, sulla paura del potere davanti all’intelligenza, e sulla possibilità che una domanda sopravviva anche quando il corpo di chi l’ha posta viene sconfitto. Socrate beve la cicuta. Gramsci muore dopo anni di carcere.Ma il pensiero, quando viene consegnato agli altri, continua a camminare.
-
185
STORIA MODERNA 55: L'ETA' DI LUIGI XIV LA COSTRUZIONE DEL POTERE (1661-1667)
In questa prima lezione del ciclo dedicato all’età di Luigi XIV, esploriamo i primi sei anni del suo governo personale: dal 1661 al 1667. È il momento della svolta storica, quello in cui il giovane sovrano – appena ventiduenne – prende in mano le redini del regno alla morte del cardinale Mazarino. Da quel momento, il suo motto "L’État, c’est moi" non sarà più solo un simbolo, ma un programma politico. Racconteremo la costruzione dell’assolutismo francese passo dopo passo: la riforma dell’amministrazione centrale, la figura fondamentale di Colbert, il controllo sull’aristocrazia, la politica fiscale, la strategia di accentramento territoriale, e la visione di uno Stato moderno, razionale e autoritario. Attraverso citazioni originali, biografie dei protagonisti, fonti storiografiche autorevoli e uno stile narrativo appassionante, analizziamo il periodo 1661–1667 come il laboratorio dell’assolutismo europeo. Una lezione che non è solo storia, ma riflessione sul potere, sulla propaganda, sulla centralizzazione amministrativa e sulla nascita dello Stato moderno.
-
184
STORIA MODERNA 56: L'ETA' DI LUIGI XIV IL SOGNO DELLA GUERRA LAMPO (1667-1674)
Questa seconda lezione del ciclo dedicato alla Francia sotto Luigi XIV è interamente centrata sull’avvio della politica di espansione militare del Re Sole e sull’ambizione di trasformare la Francia nella potenza dominante dell’Europa moderna. Partendo dalla Guerra di Devoluzione (1667–1668) contro la Spagna per il controllo dei Paesi Bassi meridionali, esaminiamo la nascita della prima coalizione antifrancese e la risposta diplomatica europea. Il cuore della lezione è dedicato alla Guerra d’Olanda (1672–1678), ma con un focus preciso sulle fasi iniziali del conflitto (1672–1674): la travolgente offensiva francese, l’invasione delle Province Unite, la rapida ritirata olandese, il ruolo di Guglielmo III d’Orange e la formazione di una vasta coalizione internazionale contro Luigi XIV. La lezione si chiude nel 1674, anno in cui la guerra perde slancio offensivo e si trasforma in un conflitto di posizione e di logoramento, destinato a protrarsi per altri quattro anni. Analizziamo in dettaglio l’azione dei ministri e dei generali, le riforme militari volute da Le Tellier e Louvois, le manovre diplomatiche di Lionne e Pomponne, e le tensioni tra ambizione monarchica e realtà europea. Un passaggio chiave per comprendere la natura del potere francese in età barocca e la nascita del sistema di equilibrio continentale.
-
183
STORIA MODERNA 54: STORIA DELL'AMERICA LATINA 1610-1660
Tra il 1610 e il 1660, l’America Latina vive una fase decisiva della sua storia coloniale. In questa lezione esploriamo il consolidamento del dominio spagnolo e portoghese sul continente, tra riforme amministrative, militarizzazione dei territori e crescente controllo fiscale e religioso. L’Impero spagnolo riorganizza il governo dei viceré e delle audiencias, rafforza l’Inquisizione e reprime le rivolte indigene e creole. Il Portogallo, dopo la restaurazione del 1640, riafferma il proprio controllo sul Brasile, contrastando gli Olandesi e rilanciando l’economia schiavista. Ma sotto la superficie dell’ordine imperiale si agitano tensioni profonde: resistenze locali, crisi economiche, carestie, sincretismi religiosi e nuove forme di adattamento tra popolazioni europee, indigene e africane. Questa lezione mostra l’America Latina come spazio conteso, modellato dall’incontro-scontro di culture, dalla gestione imperiale delle risorse e dall’emergere di prime forme di identità locale. Un momento cruciale nella costruzione delle società coloniali moderne, sospese tra fedeltà alla Corona e spinta all’autonomia.
-
182
STORIA MODERNA 53: IL SISTEMA COLONIALE ATLANTICO (1600-1650)
Nel XVII secolo l’Atlantico non è più un semplice spazio geografico: diventa il centro pulsante della competizione tra le potenze europee. In questa lezione ricostruiamo come Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia e Province Unite si sfidarono per il dominio marittimo, commerciale e coloniale del Nuovo Mondo, trasformando profondamente il rapporto tra Europa, Americhe e Africa. Racconteremo la crisi degli imperi iberici, la nascita delle potenze commerciali nord-europee, lo sviluppo delle compagnie di navigazione, la militarizzazione delle rotte oceaniche e la crescente importanza delle colonie per la politica europea. L’Atlantico divenne uno spazio globale di conflitto e ricchezza: teatro di guerre navali, scambi commerciali, tratta degli schiavi, esperimenti costituzionali e nuove forme di imperialismo. Una lezione geopolitica e costituzionale, che mostra come le ambizioni europee trasformarono gli equilibri mondiali e diedero forma a un’economia-mondo atlantica che anticipa la modernità.
-
181
STORIA MODERNA 52: DALLA RESTAURAZIONE ALLA GLORIOSA RIVOLUZIONE (1660-1689)
Nel 1660 Carlo II torna a Londra acclamato come re: la monarchia Stuart viene restaurata, ma nulla sarà più come prima. In questa lezione raccontiamo come l’Inghilterra, uscita da una repubblica militare, tentò di ricostruire l’equilibrio tra Corona e Parlamento, tra libertà religiosa e ordine pubblico, tra modernità e restaurazione dell’antico ordine. Dalla Restaurazione di Carlo II alla crisi dell’Exclusion Bill, dal regno autoritario e cattolico di Giacomo II fino alla rivoluzione incruenta del 1688–89, l’Inghilterra attraversa una stagione di tensioni religiose, congiure reali, trasformazioni costituzionali e grandi dibattiti sul potere. La Gloriosa Rivoluzione, che porta sul trono Guglielmo III d’Orange e Maria Stuart, segna la fine della monarchia assoluta in Inghilterra e l’affermazione del principio parlamentare. Racconteremo eventi, personaggi e istituzioni chiave di questo trentennio: dal Test Act all’Habeas Corpus Act, dalla Dichiarazione d’Indulgenza alla Bill of Rights. È la nascita di una monarchia costituzionale moderna: nessun re, da allora in poi, regnerà più “per diritto divino”, ma solo “secondo la legge”.
-
180
STORIA MODERNA 51: LA REPUBBLICA INGLESE (1649-1660)
Il 30 gennaio 1649 Carlo I viene giustiziato: l’Inghilterra abolisce la monarchia e si proclama Repubblica. Ma come funziona questa nuova Inghilterra? Chi governa? E con quale legittimità? In questa lezione raccontiamo gli anni tumultuosi del Commonwealth e del Protettorato: la difficile nascita della Repubblica sotto il controllo del Parlamento e del New Model Army, le campagne militari di Oliver Cromwell in Irlanda e Scozia, la conquista della Giamaica, la restaurazione dell’ordine morale attraverso i Major Generals. Analizziamo le tensioni tra radicali e moderati, la repressione dei Levellers, la breve esistenza del Parlamento dei Santi, e il momento in cui Cromwell, pur rifiutando la corona, assume poteri simili a quelli di un monarca. La Repubblica inglese fu un’esperienza breve ma cruciale: tra utopia e autoritarismo, tra riforme e repressioni, segnò una svolta nella storia costituzionale europea. Si chiude nel 1660 con la Restaurazione di Carlo II, ma lascia in eredità un nuovo concetto di sovranità, la tolleranza religiosa protestante, e un esempio duraturo di rivoluzione politica senza precedenti.
-
179
STORIA MODERNA 50: LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE (1642-1649)
Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.
-
178
STORIA MODERNA 49: L'INGHILTERRA DEGLI STUART (1603-1642)
Quando nel 1603 morì Elisabetta I, l’ultima sovrana della dinastia Tudor, il trono d’Inghilterra passò a Giacomo VI di Scozia, che divenne Giacomo I d’Inghilterra: nasceva così l’Unione delle Corone, ma anche un nuovo tempo di tensioni. Inizia con lui la dinastia Stuart, che per quarant’anni governò in bilico tra l’autorità assoluta del re e il crescente potere del Parlamento. In questa lezione ricostruiamo le tappe fondamentali che portarono l’Inghilterra da una monarchia stabile ma assolutista, a un Regno in crisi, lacerato da contrasti religiosi, pressioni fiscali, rivolte popolari e soprattutto da un acceso scontro costituzionale. Giacomo I, convinto assertore del diritto divino dei re, si scontrò con l’opposizione parlamentare. Ma fu il figlio, Carlo I, a spingere la monarchia oltre il punto di rottura: dodici anni di governo personale senza Parlamento, persecuzioni religiose, guerre con la Scozia e l’Irlanda, imposizioni fiscali arbitrarie, e infine la rottura con Westminster nel 1642. Questa è la storia di come una nazione apparentemente pacificata scivolò inesorabilmente verso la guerra civile. È la premessa indispensabile per comprendere la Rivoluzione inglese e la successiva abolizione della monarchia.
-
177
STORIA MODERNA 48: LA CRISI DEL '600 OTTOMANO (1617-1648)
Tra il 1617 e il 1648, l’Impero Ottomano attraversa una delle fasi più drammatiche della sua storia: un trentennio segnato da crisi dinastiche, ribellioni militari, declino istituzionale e interventi autoritari del gran visirato. Alla morte del sultano Ahmed I, si apre infatti un periodo di grave instabilità, durante il quale si susseguono sul trono ben sei sultani, molti dei quali bambini o mentalmente instabili, dominati dalle madri valide, dai dignitari di corte e soprattutto dai grandi visir. In questa conferenza storica rigorosa e appassionante, esploriamo i principali snodi di questo periodo: l’ombra lunga del potere dei Giannizzeri, le lotte intestine per il trono, la centralizzazione forzata del potere sotto il gran visir Köprülü Mehmed Pasha, la guerra con la Persia safavide e le prime crepe nell’equilibrio fiscale e militare dell’Impero. Ci addentreremo nelle strutture del potere ottomano, nei meccanismi di ascesa e declino dei sultani-bambini, nella complessa relazione tra il trono e il divano, nelle tensioni religiose tra ortodossia sunnita e confraternite, e nelle trasformazioni sociali che preparano l’ingresso dell’Impero in una nuova fase storica. Non mancheranno riferimenti alla storiografia moderna, alla geopolitica mediterranea e ai segnali di decadenza che gli osservatori europei cominciarono a percepire. Un viaggio nella grande crisi del Seicento ottomano, tra lotte dinastiche, guerre di confine, rivolte provinciali e tentativi di restaurazione autoritaria: la fine del “secolo d’oro” e l’inizio di una difficile età di transizione.
-
176
STORIA MODERNA 47: LA RUSSIA ALL'ALBA DEI ROMANOV (1613-1645)
Nel 1613, dopo un decennio di caos, guerre civili e occupazioni straniere, la Russia sembra sull’orlo della dissoluzione. È il momento più buio del cosiddetto “Tempo dei Torbidi”, eppure da questo scenario drammatico emerge una nuova speranza: Michail Romanov, un ragazzo di soli sedici anni, viene eletto zar dallo Zemskij Sobor. Inizia così una delle stagioni più complesse e decisive della storia russa, che segnerà la fine dell’anarchia e la lenta, difficile rinascita dello Stato. In questa lezione ripercorriamo la prima fase della dinastia Romanov: un trentennio in cui la Russia tenta di sopravvivere al collasso sociale, economico e militare, restaurando il potere monarchico, centralizzando le istituzioni, reprimendo ogni forma di opposizione e affrontando minacce esterne imponenti come la Svezia, la Polonia e i Tartari di Crimea. Al centro del racconto troviamo personaggi chiave come Filarete Romanov, il patriarca che governa di fatto al posto del figlio zar, e la nascita dei primi reggimenti militari “all’occidentale”. Scopriremo come l’economia russa rimase paralizzata da un fisco oppressivo, come la società si irrigidì attorno alla servitù della gleba, come la religione ortodossa alimentò una chiusura culturale sempre più profonda e come la colonizzazione della Siberia aprì, in silenzio, le porte alla trasformazione della Russia in un impero continentale. Un viaggio nella storia della sopravvivenza e della restaurazione, tra la forza del simbolo e la fragilità del potere.
-
175
STORIA MODERNA 46: IL DECLINO POLACCO-LITUANO (1611-1648)
Questa lezione ricostruisce la traiettoria politica, militare e istituzionale della Confederazione polacco-lituana nella prima metà del Seicento, un periodo cruciale di espansione e insieme di fragilità interna. Dalla guerra contro la Russia (1609–1618) al drammatico conflitto con la Svezia di Gustavo Adolfo, passando per la grande insurrezione cosacca del 1648, il corso degli eventi viene analizzato alla luce del complesso equilibrio costituzionale della Repubblica delle Due Nazioni. Il video offre uno sguardo completo su guerre, diplomazia e trasformazioni interne della monarchia elettiva polacco-lituana, tra nobiltà potente e sovrani spesso indeboliti. Ampio spazio è dedicato alla figura di Ladislao IV Vasa (1632–1648) e al delicato rapporto tra centro e periferie, cattolici e ortodossi, polacchi, lituani e ucraini, sullo sfondo di un’Europa agitata dalla Guerra dei Trent’anni. Attraverso un linguaggio accessibile e un taglio accademico-divulgativo, questa lezione guida lo spettatore alla scoperta di una delle grandi potenze barocche dell’Europa orientale, mostrandone la gloria, le tensioni interne e l’inizio della crisi che ne segnerà il declino nel secolo successivo.
-
174
STORIA MODERNA 45: L'APICE DELLA POTENZA SVEDESE (1611-1654)
In questa lezione esploriamo la straordinaria ascesa della Svezia come grande potenza baltica nella prima metà del Seicento, a partire dal regno di Gustavo II Adolfo fino all'affermazione di Cristina di Svezia. Attraverso guerre, riforme e una raffinata strategia geopolitica, la monarchia svedese trasforma il proprio ruolo da potenza periferica a protagonista della scena europea. Analizzeremo il contesto politico e militare del Mar Baltico, la rivalità con Danimarca, Polonia e Russia, e il coinvolgimento decisivo nella Guerra dei Trent’anni. Un viaggio tra diplomazia, economia e potere militare, che culmina con la pace di Westfalia e il consolidamento dell’impero svedese nel Nord Europa.
-
173
STORIA MODERNA 44: TRASFORMAZIONE ASBURGICA DALL'IMPERO ALL'AUSTRIA (1618-1657)
In questa lezione raccontiamo uno dei periodi più drammatici e trasformativi della storia asburgica: dal 1618, con la defenestrazione di Praga, al 1657, anno della morte di Ferdinando III. Un quarantennio segnato da guerre devastanti, rivoluzioni religiose, crisi istituzionali e tentativi di restaurazione del potere imperiale. Analizzeremo la struttura dei domini asburgici — un mosaico di regni, principati e territori eterogenei — e il modo in cui la dinastia affrontò la Guerra dei Trent'anni, la sfida protestante, le minacce dalla Transilvania e l’ingresso in guerra di Svezia e Francia. Approfondiremo le figure chiave dell’epoca: Ferdinando II, Gustavo Adolfo di Svezia, Wallenstein, Gábor Bethlen, fino a Ferdinando III, protagonista del difficile equilibrio tra guerra e diplomazia. Discuteremo le riforme religiose, le confische postribellione, la centralizzazione statale e gli effetti della Pace di Westfalia. Questa lezione è anche una riflessione sul passaggio da un’Impero universale a una monarchia dinastica territoriale, su come la crisi del Seicento abbia ridisegnato la geopolitica europea e sul ruolo che gli Asburgo seppero ritagliarsi nell’Europa centro-orientale.
-
172
STORIA MODERNA 43: LA GEOPOLITICA EUROPEA TRA WESTFALIA E LA PACE DEL NORD (1648-1651)
Nel 1648 l’Europa esce stremata dalla Guerra dei Trent’anni, ma per la Francia inizia una nuova fase: quella della costruzione di un sistema europeo fondato sulla propria egemonia. In questa conferenza esploriamo il cruciale periodo 1648–1661, quando – dopo la pace di Westfalia – il cardinale Mazzarino muove i primi passi per consolidare il ruolo della Francia come potenza guida dell’Europa moderna. Dalla conquista della Bassa Alsazia alla capacità di influenzare le decisioni dell’Impero, dal ruolo di garante della pace tedesca alla nascita della Lega del Reno, la Francia assume un profilo inedito: potenza diplomatica, militare, ideologica. La figura di Mazzarino emerge come cardine della transizione geopolitica: raffinato stratega, prosegue l’opera di Richelieu ma la innesta su nuove basi costituzionali, superando le vecchie alleanze confessionali per costruire un equilibrio flessibile, pragmatico e multilaterale. Accanto ai successi diplomatici, però, si affacciano tensioni interne: le città imperiali resistono alla dominazione francese, i principi tedeschi si muovono con cautela, e si preannunciano le prime sfide che la Francia dovrà affrontare per mantenere il suo primato. Una lezione fondamentale per comprendere le origini della modernità politica europea, i limiti dell’Impero, il tramonto della Spagna e l’ascesa del Re Sole.
-
171
STORIA MODERNA 42: LA FRANCIA DI RICHELIEU E MAZZARINO (1610-1654)
Nel maggio del 1610, l’assassinio di Enrico IV apre una delle stagioni più tormentate e affascinanti della storia francese. Inizia un lungo percorso che porterà la Francia da una monarchia in crisi a una potenza continentale, attraverso guerre, rivolte, congiure e riforme profonde. Luigi XIII, Richelieu, Mazarino, Anna d’Austria e il giovane Luigi XIV sono i protagonisti di un secolo dominato dal tentativo di costruire uno Stato assoluto in un contesto di fragilità istituzionale e instabilità sociale. Dalla reggenza di Maria de’ Medici alla Fronda, passando per la guerra dei Trent’anni e l’assedio di La Rochelle, la Francia sperimenta modelli di governo, centralizza il potere, affronta crisi fiscali e sociali e si afferma come protagonista della politica europea. Ma il cammino verso l’assolutismo non è lineare: è segnato da resistenze nobiliari, rivolte contadine, e ambizioni politiche contrastanti. Questa lezione racconta il grande apprendistato monarchico della Francia tra 1610 e 1654: un periodo chiave per comprendere l’ascesa di Luigi XIV e le origini dello Stato moderno.
-
170
STORIA MODERNA 41: LA SPAGNA DA FILIPPO II ALLA PACE DEI PIRENEI (1598-1659)
Quando muore Filippo II nel 1598, l’Impero spagnolo sembra ancora il più potente d’Europa. Ma dietro la facciata di grandezza, si nasconde un edificio instabile, minato da crisi finanziarie, debolezze strutturali e tensioni regionali. In questa lezione esploriamo cinquant’anni decisivi per la penisola iberica: l’illusione del dominio globale si incrina sotto Filippo III, si tenta di restaurarla con l’ambizioso progetto riformatore di Olivares sotto Filippo IV, e infine crolla con le rivolte del 1640, l’indipendenza del Portogallo e la guerra in Catalogna. Analizziamo le cause della crisi imperiale: l’incapacità di riformare lo Stato, la paralisi fiscale, la marginalizzazione delle province non castigliane, la rigidità ideologica. Ma anche la straordinaria vivacità culturale del Siglo de Oro, che accompagna il declino come un ultimo lampo di grandezza. Tra battaglie, crisi sociali e tentativi falliti di centralizzazione, questa è la storia di una Spagna che, pur ancora temibile, entra nel Seicento già sul viale del tramonto.
-
169
STORIA MODERNA 40: I PAESI BASSI NEL PRIMO '600 (1609-1648)
Cosa sono davvero i “Paesi Bassi” nel primo Seicento? Come si è formata la divisione tra l’Olanda protestante e il Belgio cattolico? In questa lezione esploriamo un periodo cruciale della storia europea: dalla Tregua dei Dodici Anni (1609) fino alla Pace di Münster (1648), attraversando guerre, rivoluzioni religiose, trasformazioni istituzionali e sogni infranti di unità nazionale. Seguiamo l’ascesa della Repubblica delle Sette Province Unite, la leadership degli Orange, le tensioni tra Arminiani e Gomaristi, l’alleanza con la Francia, le glorie e i fallimenti militari, fino alla nascita formale dello Stato olandese. Un viaggio nel cuore del Seicento europeo, tra controriforma, tolleranza religiosa, imperi commerciali e modernità politica. Una storia di due mondi che si separano, e che cambieranno per sempre l’Europa.
-
168
STORIA MODERNA 39: L'ITALIA NELLA PRIMA META' DEL '600
Cosa accadde davvero in Italia tra il 1600 e il 1648? Questa lezione ci porta al cuore della crisi seicentesca nella penisola italiana, analizzando intrecci politici, militari e istituzionali durante uno dei periodi più turbolenti della storia europea. A partire dal dominio spagnolo su Napoli e Milano, fino alle ambizioni della Savoia, all’azione diplomatica del Papato e alla resistenza della Serenissima, il video esplora con rigore e chiarezza una geografia politica frammentata ma cruciale, inserita in un più ampio sistema imperiale globale. Seguiamo le guerre del Monferrato, la militarizzazione della Lombardia, la rivolta di Masaniello, la neutralità armata dello Stato Pontificio e la lunga guerra di Candia contro i Turchi. Un’attenzione speciale è dedicata anche ai piccoli Stati come Parma, Modena e Genova, spesso dimenticati ma tutt’altro che marginali. Attraverso l’analisi delle città, delle strutture fiscali, delle tensioni sociali, delle rivendicazioni nobiliari e delle rivolte popolari, ricostruiamo il volto mutevole di un’Italia attraversata dalla crisi ma capace di resistere. Una storia di decadenza? Non solo. È anche la storia di una tenuta istituzionale che prefigura le trasformazioni dell’età moderna.
-
167
STORIA MODERNA 38: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.III (1635-1648)
Negli anni compresi tra il 1635 e il 1648, la Guerra dei Trent’Anni raggiunse la sua fase più distruttiva, geopolitica e sistemica. La religione smise di essere il motore del conflitto e lasciò il posto alla logica della potenza e dell’equilibrio. In questa lezione approfondita e rigorosa ricostruiamo, anno per anno, eventi militari, svolte diplomatiche e trasformazioni istituzionali che condussero all’epocale pace di Westfalia. Dalle battaglie decisive come Rocroi e Jankau all’assedio finale di Praga, passando per le manovre di Francia, Svezia, Spagna e Impero, mostriamo come il conflitto mutò radicalmente la carta politica dell’Europa. Un’attenzione particolare è riservata ai processi di lungo periodo: la formazione dello Stato moderno, la crisi demografica tedesca, la nascita del diritto internazionale. Un viaggio attraverso l’ultima fase di una guerra che fu insieme rovina e fondamento, catastrofe e origine di una nuova Europa.
-
166
STORIA MODERNA 37: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.II (1630-1635)
Nel cuore del XVII secolo, l’Europa è travolta da una delle più devastanti guerre della sua storia: la Guerra dei Trent’Anni. In questa seconda fase, dal 1630 al 1635, tutto cambia. La Svezia irrompe in Germania sotto la guida carismatica di Gustavo Adolfo, la Francia si prepara a entrare in campo, e l’Impero asburgico affronta crisi interne, tradimenti e disfatte. Dal massacro di Magdeburgo alla battaglia di Breitenfeld, dalla caduta di Tilly all’enigmatica parabola di Wallenstein, fino alla disfatta svedese a Nördlingen e all’ingresso ufficiale della Francia nel conflitto: ogni evento segna una svolta. In questa lezione, ripercorriamo quei cinque anni decisivi in cui il conflitto si trasforma da guerra religiosa in guerra globale europea. Un viaggio tra strategie militari, diplomazie occulte e rovesciamenti di potere che plasmeranno l’Europa moderna.
-
165
STORIA MODERNA 36: LA GUERRA DEI TRENT'ANNI PT.I (1618-1629)
Come nasce la guerra che devasta il cuore dell’Europa per oltre trent’anni? Nella prima parte della lezione dedicata alla Guerra dei Trent’anni (1618–1648), esploriamo in profondità gli eventi, i protagonisti e le trasformazioni che caratterizzano la fase iniziale del conflitto, dal 1618 al 1629. Partiamo dalla rivolta della Boemia, terra inquieta e frammentata, dove la celebre defenestrazione di Praga accende la miccia di una guerra che è al tempo stesso religiosa, politica e costituzionale. Analizziamo l’ascesa dell’imperatore Ferdinando II, deciso a restaurare l’unità cattolica e il potere asburgico, e la tragica parabola di Federico V del Palatinato, re “d’inverno” boemo. Dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620) e la restaurazione imperiale, il conflitto si estende al Palatinato renano e si complica con l’intervento della Spagna asburgica, trasformandosi in una guerra d’egemonia. Il personaggio di Wallenstein emerge come simbolo della guerra moderna: un generale privato, al servizio dell’imperatore, che crea un esercito mercenario e potente, minando l’equilibrio interno dell’Impero. Nel 1625, la guerra si internazionalizza con l’entrata in campo della Danimarca di Cristiano IV, aprendo la cosiddetta “fase danese”. Ma il sogno protestante si infrange davanti alla superiorità militare imperiale. La Pace di Lubecca (1629) segna una vittoria apparente per Ferdinando II, che però commette un grave errore politico promulgando l’Editto di Restituzione, scatenando nuove tensioni in tutto l’Impero. Questa lezione racconta non solo eventi militari, ma anche la trasformazione costituzionale del Sacro Romano Impero, il declino delle autonomie locali, la centralizzazione fragile del potere imperiale, l’impatto devastante della guerra su popolazione, economia e società. È la storia di un’Europa in crisi, di un conflitto che non è solo tra religioni o Stati, ma tra due visioni del potere e due idee di mondo. La lezione si conclude nel 1629, alla vigilia dell’intervento decisivo della Svezia di Gustavo Adolfo. La seconda parte prenderà il via da qui. Non è solo una guerra: è la prima grande crisi europea della modernità.
-
164
STORIA MODERNA 35: LA GERMANIA SULL'ORLO DEL BARATRO (1600-1618)
Alla vigilia della Guerra dei Trent’anni, il Sacro Romano Impero era un gigante economico ma un nano politico. In questa lezione esploriamo le profonde contraddizioni della Germania del primo Seicento: una realtà prospera e culturalmente vivace, ma frammentata politicamente, lacerata dalle tensioni religiose e priva di una vera autorità centrale. Tra il declino dell’autorità imperiale, la paralisi delle istituzioni comuni, la formazione delle leghe confessionali e la crisi della successione asburgica, si profila il dramma che deflagrerà nel 1618. Una lezione che ricostruisce il mosaico tedesco nel momento esatto in cui l’intero edificio imperiale comincia a sgretolarsi.
-
163
STORIA MODERNA 34: LA PAX HISPANICA E LA FRAGILITA' DI UN IMPERO (1598-1621)
In questa lezione racconta la storia dell’Impero spagnolo all’inizio del XVII secolo, un’epoca in apparenza pacifica ma attraversata da tensioni profonde. Dalla morte di Filippo II all’ascesa di Filippo IV, esploriamo le contraddizioni della cosiddetta Pax Hispanica, un sistema fondato su burocrazia, rendite aristocratiche, dominio coloniale e diplomazia gesuitica. Attraverso la figura del duca di Lerma, del conte-duca di Olivares e dell’ambizioso Carlo Emanuele I di Savoia, scopriremo come il sistema imperiale spagnolo tentò di conservare il proprio predominio fra trattati, guerre congelate e alleanze clientelari — fino alla sua crisi interna e alla deflagrazione della Guerra dei Trent’Anni. Dall’Italia alle Fiandre, da Venezia a Praga, l’impero “su cui non tramonta mai il sole” si rivela un colosso dai piedi d’argilla.
-
162
STORIA MODERNA 33: LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA (1543-1687)
Dalla pubblicazione del De revolutionibus di Copernico nel 1543 ai Principia Mathematica di Newton del 1687, questa lezione racconta la straordinaria trasformazione che ha rivoluzionato la conoscenza umana: la nascita della scienza moderna. Seguiremo le grandi figure di questo processo—Copernico, Keplero, Galileo, Bacone, Cartesio e Newton—ricostruendo le svolte concettuali che hanno cambiato per sempre il modo di pensare il cosmo, la materia, il sapere e il ruolo dell’uomo nell’universo. Un viaggio tra osservazione, matematica, filosofia e fede, tra rotture radicali e sopravvivenze culturali del pensiero antico. Che cosa fu davvero la Rivoluzione Scientifica? Una rottura netta o un lungo processo di trasformazione? E cosa ci resta oggi di quel cambio di paradigma?
We're indexing this podcast's transcripts for the first time — this can take a minute or two. We'll show results as soon as they're ready.
No matches for "" in this podcast's transcripts.
No topics indexed yet for this podcast.
Loading reviews...
ABOUT THIS SHOW
L'idea di questo podcast nasce dalla volontà di raccontare la storia, dalle origini della storia greca fino alla nostra storia contemporanea. Le lezioni sono presenti, divise in video, divise in volumi, sul canale youtube:https://www.youtube.com/channel/UCvDI2j70A8CYCPpC3u2Dt8gLe lezioni sono divise in stagioni, a seconda della storia di appartenenza:STORIA GRECASTORIA ROMANASTORIA MEDIEVALESTORIA MODERNASTORIA CONTEMPORANEA
HOSTED BY
Marco Mana
Loading similar podcasts...