PODCAST · society
il posto delle parole
by livio partiti
Di Libri. Di Pensieri. Di Idee. Le conversazioni con gli autori e i loro libri. Ascoltare fa Pensare.
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Carmelo Sardo "Per una madre" Mondadori
Carmelo Sardo "Per una madre" Mondadori È agitato da onde di tempesta il mare su cui viaggia la nave che riporta in Sicilia le spoglie di don Carmelo Sferlazza, l'anziano capomafia che stava scontando una condanna all'ergastolo nel fatiscente carcere borbonico dell'isoletta di Favonio. Ad accompagnarlo a Catania per dargli l'estremo saluto ci sono i giovani figli, Agata e Antonio, cresciuti a Roma con una zia dopo che la madre, Angela, è stata brutalmente uccisa in un agguato venticinque anni prima. Il ritorno nella terra in cui sono nati cambierà per sempre i destini dei due fratelli: Agata incontra di nuovo Giovanni, ex poliziotto penitenziario e ora giornalista, conosciuto da bambina durante i colloqui in carcere con il padre, e se ne innamora perdutamente trovando in lui l'amore che ha sempre cercato. Antonio, invece, laureato in Giurisprudenza, desidera fare l'avvocato per riscattare la vita persa di quel padre che non ha mai conosciuto. E per dare finalmente una risposta agli angoscianti interrogativi che, dal giorno dell'omicidio di sua madre, tormentano le sue notti: chi l'ha uccisa? E perché? È stata davvero una vendetta trasversale di Cosa Nostra, come tutti si ostinano a ripetergli? Antonio, mosso dalla sete di giustizia, decide di rimanere in Sicilia per dare un volto all'assassino della madre. Intraprende così un'indagine personale, scontrandosi con un muro di omertà, e man mano che si avvicina alla verità tutte le sue certezze si sgretolano... Noto giornalista del TG5 e vincitore del prestigioso premio Sciascia con Malerba, Carmelo Sardo ci consegna un'appassionante storia di mafia e di redenzione, di famiglie spezzate e di coscienze pentite, ambientata in una terra in cui la luce e il lutto, da sempre, convivono dolorosamente. Carmelo Sardo, giornalista, siciliano di Agrigento, vive e lavora a Roma. Ha esordito nella narrativa con Vento di tramontana (Mondadori, 2010). Malerba (Mondadori, 2014), scritto insieme al detenuto ergastolano Giuseppe Grassonelli, ha vinto il prestigioso premio Leonardo Sciascia ed è stato pubblicato in Francia, Germania, Spagna e Giappone. Dal libro è stato tratto il docufilm Ero Malerba, con la regia di Toni Trupia, ed è stato avviato il progetto per la trasposizione cinematografica. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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Michela Murgia "Chirù" Einaudi Editore
Michela Murgia "Chirù" Einaudi Amarsi vuol dire perdere l'equilibrio, derubarsi l'un l'altro, attrarsi e spaventarsi, scambiarsi di posto: è questo che fanno Eleonora e Chirú. La loro è una storia di apprendistato, dono, manipolazione e gioventú. Lei maestra, lui allievo, ma entrambi impreparati davanti alla lezione piú difficile: quando l'amore smette di essere una forza e diventa un potere? Quando Eleonora e Chirú s'incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di piú. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono - dall'arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico - li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quell'insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú tutto ciò che ha imparato e che sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo, l'energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall'infanzia all'ombra di un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e invece è dominato dall'ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare. Michela Murgia torna al romanzo, e lo fa con coraggio, raccontando la tensione alla manipolazione che si nasconde anche nel piú puro dei sentimenti. Negli occhi di Eleonora e Chirú è scritta la distanza fra quello che sentiamo di essere e ciò che pensiamo di dovere al mondo: l'amore è la piú deformante delle energie, può chiederci addirittura di sacrificare noi stessi. Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L'incontro. È fra gli autori dell'antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati alla comunità di Bitti, un paese gravemente danneggiato dall'alluvione. Nel 2015 ha pubblicato il romanzo Chirù. http://www.michelamurgia.com/ IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare
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Chicca Gagliardo - Il volo è una scrittura del corpo nel cielo - Writer's Milano Festival
Chicca Gagliardo Il volo è una scrittura del corpo nel cielo. Writer's Milano Festival venerdì 29, sabato 30, domenica 31 gennaio 2016 Frigoriferi Milanesi - Via Piranesi 10 - Milano writersfestival.it @writersmilano Un circo letterario e narrativo, un’occasione per ritrovarsi assieme a scrittori, poeti, attori, musicisti e fotografi in tre giorni d’incontri e racconti nella suggestiva cornice dei Frigoriferi Milanesi. Omaggio a Irène Némirovsky Venerdì 29 – 19.00 con Olivier Philipponat e Ena Marchi Interprete Anna Maria Arduini. Letture di Laura Bosio, Simona Colombo, Chicca Gagliardo, Helena Janeczek, Marina Mander, Isabella Mattazzi e Fabio Santopietro. Contributo video di Sonia Bergamasco. Il volo è una scrittura del corpo nel cielo. Venerdì 29 – dalle 18.00 Nove artisti dialogano con il libro Il poeta dell’aria di Chicca Gagliardo. un progetto a cura di Anna Cecilia Russo e Pietro Gaglianò. con i lavori di: Maura Banfo, Angelica Bergamini, Silvia Camporesi, Mirko Canesi, Elena El Asmar, Francesca Gagliardi, Alessandro Laita, Serena Fineschi, Maria Lucrezia Schiaparelli. Cosa accade se uno scrittore affida il suo libro a un artista? È quello che ha fatto Chicca Gagliardo affidando il suo libro Il poeta dell’aria (Hacca edizioni) a due curatori, Anna Cecilia Russo e Pietro Gaglianò, che hanno selezionato gli artisti. Il romanzo “Il poeta dell’aria” si rivolge direttamente al lettore, invitandolo a sperimentare l’arte del volo poetico umano, raccontato in 33 capitoli. Gli artisti hanno accolto l’invito, sono entrati nel libro, e hanno lasciato la loro impronta, la loro interpretazione del racconto nelle pagine. E così il libro stesso è diventato un libro-opera. Chicca Gagliardo è scrittrice e giornalista. I suoi romanzi e racconti hanno ispirato opere d’arte, letture teatrali, laboratori, passeggiate letterarie. L’ultimo romanzo è Il poeta dell’aria (Hacca edizioni), qui a Writers in mostra con il progetto Il volo è una scrittura del corpo nel cielo. Nove artisti dialogano con il libro Il poeta dell’aria (a cura di Anna Cecilia Russo e Pietro Gaglianò). Il suo seminario Come trovare una storia meravigliosa. Un percorso tra letteratura, arte e realtà quotidiana è diventato un seminario itinerante in diverse città. Ha ideato e cura www.hounlibrointesta.it. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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Tiziana Lupi - Papa Francesco. La mia idea di arte.
Tiziana Lupi "Papa Francesco. La mia idea di arte" Edizioni Musei Vaticani - Mondadori «I musei devono accogliere le nuove forme d’arte. Devono spalancare le porte alle persone di tutto il mondo. Essere uno strumento di dialogo tra le culture e le religioni, uno strumento di pace. Essere vivi! Non polverose raccolte del passato solo per gli “eletti” e i “sapienti”, ma una realtà vitale che sappia custodire quel passato per raccontarlo agli uomini di oggi...». Papa Francesco In questo libro, nato dalla collaborazione tra Mondadori e Musei Vaticani e disponibile esclusivamente in italiano, Papa Francesco per la prima volta parla della sua idea di arte. L’arte è raccontata in primis come potente strumento di evangelizzazione, un ponte tra verità e bellezza, nel quale l’artista diventa testimone e tramite espressivo dell’invisibile. Il Papa parla anche dell’importanza dei Musei, intesi come luoghi di comunicazione interculturale, che custodiscono la memoria del passato per trasmetterla alle generazioni future. Ad illustrare il pensiero del Pontefice vengono scelte 11 opere tra sculture, dipinti e monumenti – illustrate da fotografie a colori –, considerate esempi di arte capaci di portare a tutti il messaggio evangelico. Tra queste, il Torso del Belvedere, il Buon Pastore, l’Obelisco di San Pietro, nonché la Volta della Sala di Costantino e la Deposizione di Cristo del Caravaggio, fino agli affreschi michelangioleschi nella Cappella Sistina. Vengono ripercorse le vicende storico-artistiche delle opere analizzate, con particolare attenzione verso l’iconografia e la simbologia di ciascuna, senza tralasciare aneddoti curiosi e spesso inediti. “Non dobbiamo avere paura di trovare e utilizzare nuovi simboli, nuove forme di arte, nuovi linguaggi, anche quelli che sembrano poco interessanti a chi evangelizza o ai curatori ma che sono invece importanti per le persone, perché sanno parlare alle persone.” Per la prima volta Papa Francesco parla di arte. E lo fa con un nuovo libro, La mia idea di arte, in cui espone con la consueta forza e chiarezza la sua idea sull’arte, i musei e il loro rapporto con la nostra società: “L’arte, oltre a essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Guardiamo la Cappella Sistina: cosa ha fatto Michelangelo? Un lavoro di evangelizzazione”. “I musei devono accogliere le nuove forme d’arte. Devono spalancare le porte alle persone di tutto il mondo. Essere uno strumento di dialogo tra le culture e le religioni, uno strumento di pace. Essere vivi! Non polverose raccolte del passato solo per gli ‘eletti’ e i ‘sapienti’, ma una realtà vitale che sappia custodire quel passato per raccontarlo agli uomini di oggi, a cominciare dai più umili”. “Questo è il ruolo del poeta, dell’artista: contrastare la cultura dello scarto ed evangelizzare”. Per illustrare ancora meglio questa sua concezione dell’arte, Papa Francesco indica alcune opere, una sorta di galleria ideale che va dal Torso del Belvedere all’Obelisco di San Pietro, dalla Volta della sala di Costantino di Raffaello alla Deposizione del Caravaggio, dalla Cappella Sistina alla Renault 4 dello stesso Bergoglio. Tiziana Lupi (Roma, 7 luglio 1966), laureata in Psicologia, è giornalista e autrice di documentari a carattere storico e religioso. Ha lavorato per diversi programmi Rai e ha scritto alcune puntate della serie tv "Don Matteo". È autrice (insieme a Lucia Macale) del libro Il comitato sai che fa? Metamorfosi dell'autore televisivo. Attualmente collabora con il quotidiano "Avvenire" e con i settimanali "Tv Sorrisi e Canzon", "Il mio Papa" e "Telepiù". IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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Bruno Ventavoli, direttore "TuttoLibri" - La Stampa
Bruno Ventavoli, direttore "Tuttolibri", La Stampa Quando nacque Tuttolibri, 40 anni fa, si pubblicavano in Italia 17 mila titoli l’anno, e sembravano già molti. Arrigo Levi, direttore de La Stampa che ideò e volle fortemente la nuova rivista di libri, lo sottolineò nell’editoriale d’apertura, che verrà ripubblicato sabato 31 ottobre col numero dedicato alla ricorrenza. Già sembravano tanti. Oggi sono diventati circa 60 mila, e il nostro settimanale è ancora lì, a fare il suo lavoro. Sono giorni di festa per il giornale, che celebra un anniversario importante non solo per gli enormi cambiamenti intervenuti in Italia, ma anche per quelli che l’informazione culturale sta fronteggiando. Al Circolo della Stampa, ne hanno parlato con molti ospiti il direttore Mario Calabresi, il responsabile del supplemento Bruno Ventavoli e un grande giornalista come Furio Colombo, che intervistò Pier Paolo Pasolini proprio alla vigilia della morte, e pubblicò il suo «pezzo» sul secondo numero di Tuttolibr i, l’8 novembre 1975. Con loro Sandro Rosa, presidente del Circolo, e fra i primi redattori, allora, di un gruppo dove il più anziano, Vittorio Messori, aveva come ha ricordato egli stesso in un messaggio di saluto, 34 anni. ... Fu una battaglia da cronisti di libri, una pedagogia reciproca tra giornalisti, librai, lettori, editori. Allora, sono ancora parole di Colombo, «l’idea di Arrigo Levi mi sembrò di grandissimo coraggio: la cultura come trincea, sacchetti di sabbia intorno alla vita pubblica che si stava frantumando». E oggi? Il compito di Tuttolibri è sempre stato quello di offrire prospettive di orientamento, ragiona Ventavoli, e nel mare immenso della produzione libraria serve più che mai un bussola. Ma c’è altro, non basta più «cercare libri che val la pena di leggere». C’è il web, che ha trasformato chiunque lo desideri in uno scrittore, ha creato un universo nuovo. I mondi sono diventati permeabili, «la sfida di Ttl e dell’informazione culturale è di mettersi al centro di questa circolarità». Un settimanale nato nell’era della carta ha vinto la crisi degli ultimi anni che ha investito proprio la carta stampata. Ora le cose vanno meglio, come ricorda Mario Calabresi, ma ci sono stati periodi in cui «8 pagine intere per parlare di libri erano un lusso cui sembrava di dover rinunciare. Sono contento di non averlo fatto», dice, anche perché «è un pezzo fondamentale nel Dna di una testata come la nostra». C’è stato un passaggio storico difficilissimo «ma vedo con orgoglio che nelle librerie più remote ci sono, ritagliate e appiccicate, le nostre recensioni». Quarant’anni sono tanti, una lunga avventura che non è finita. «Il giornalismo è qualcosa di più di un lavoro. È una passione che dà senso alla vita», manda a dire Arrigo Levi. Una passione che non finisce. C’è qualche sorpresa, più d’una, sulla rampa di lancio. Che riguarda il web e non solo. Tenetevi pronti. Mario Baudino - La Stampa IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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Francesco Poli - Stanze per Dialoghi - Galleria Mazzoleni
Stanze per Dialoghi fino al 31 gennaio, 2016 Galleria Mazzoleni - Piazza Solferino - Torino Mazzoleni presenta Stanze per dialoghi a cura di Francesco Poli. Il percorso si sviluppa attraverso una serie di stanze che costituiscono i tasselli emotivi, oltre che fisici, di una storia in divenire. Le opere sono accostate con la libertà che caratterizza le passioni di un collezionista che, pur nella parzialità della scelta, fornisce una libera lettura della ricerca artistica degli ultimi cento anni, con lavori che vanno dal Futurismo all’Arte Minimalista, dall’Arte Povera fino alle ricerche più recenti dei grandi artisti coinvolti. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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David Grieco - La macchinazione - Rizzoli
“Beati voi che siete tutti contenti quando potete mettere su un delitto la sua bella etichetta.” Con queste parole cariche di profetico sarcasmo, Pasolini liquidava i suoi colleghi giornalisti e intellettuali. E lo faceva poche ore prima di essere ucciso e diventare lui stesso uno di quei delitti etichettabili, carne da prima pagina e niente più. Infatti, all’indomani della sua morte, quasi tutti i giornali trovarono il modo più remunerativo per presentare il caso: Pasolini era stato ammazzato dal povero ragazzo che aveva tentato di violentare. L’opinione pubblica abboccò e così, quella notte del 1975, Pasolini fu ucciso due volte: prima dalle mani di chi lo aveva aggredito, poi da quelle di chi ne ha per sempre cancellato il ricordo. In La Macchinazione David Grieco, che di Pasolini è stato amico e collaboratore, racconta una storia che comincia proprio nel punto in cui finisce il suo omonimo film. Se la pellicola ricostruisce la spaventosa rete di complicità che si nasconde dietro al delitto, nel libro Grieco presenta le prove, le testimonianze e i documenti di un caso giudiziario complesso, abilmente ripercorso nei suoi chiaroscuri dalla postfazione di Stefano Maccioni, l’avvocato che dal 2009 lotta per fare luce sull’intera vicenda. Nel tempo, l’ombra di quel sordido delitto ha oscurato l’opera di Pasolini. Generazioni di studenti sono cresciute senza conoscere i suoi libri, le sue poesie, i suoi articoli, i suoi film. E condannare un poeta all’oblio è molto peggio che ammazzarlo. David Grieco regista e scrittore, è stato giornalista dell’“l’Unità” per molti anni. Nel 2004 ha scritto e diretto Evilenko con Malcolm McDowell, tratto dal suo romanzo Il comunista che mangiava i bambini ispirato al caso del mostro di Rostov. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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Edgardo Franzosini - Questa vita tuttavia mi pesa molto - Adelphi
Ciò che fa di Edgardo Franzosini uno scrittore diverso da qualsiasi altro è la sua capacità di raccontarci storie vere di personaggi, generalmente poco noti, che sembrano inventati per quanto sono fuori del comune. In questo libro Franzosini ci regala un’altra delle sue ipnotiche «vite immaginarie» percorrendo, con quella visionarietà e quella levità che lo contraddistinguono, la breve, singolare esistenza dello scultore Rembrandt Bugatti (fratello di Ettore, il fondatore della casa automobilistica, il quale sceglierà proprio il suo Elefantino danzante per il tappo della lussuosissima Bugatti Royale), divenuto celebre negli anni Dieci del Novecento per i suoi bronzi raffiguranti animali, di preferenza non domestici: tigri, giaguari, pantere, elefanti, leoni... Con gli animali Bugatti ha sempre vissuto in una sorta di struggente empatia, passando ore e ore davanti alle gabbie del Jardin des Plantes, a Parigi, o negli splendidi edifici orientaleggianti dello zoo di Anversa, a guardarli vivere, muoversi, mangiare, soffrire – identificandosi totalmente con loro. Al punto da subire un autentico shock allorché, di fronte alla minaccia dei bombardamenti tedeschi, le autorità del Belgio decisero di sterminare tutte le bestie dello zoo. «Non sono in molti» ha scritto Giuseppe Pontiggia a proposito di Franzosini «a scrivere libri che hanno questa leggerezza e questo humour discreto». www.adelphi.it IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it
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