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Il Rosso e Il Nero

Il podcast settimanale de “Il Rosso e il Nero”, la rubrica di strategia d’investimento a cura di Alessandro Fugnoli, Strategist di Kairos. Per non perdere tutti gli aggiornamenti di Kairos, iscriviti alla sezione Approfondimenti del sito www.kairospartners.com

  1. 226

    LA ROTAZIONE BLOCCATA. Il riaccendersi del conflitto nel Golfo mette i mercati in attesa

    I rischi geopolitici non vengono prezzati, ma esistono. I soldi vogliono comunque restare sull’azionario, perché la crescita è forte. Il malessere sull’AI incoraggia la diversificazione, ma vanno privilegiate destinazioni che non risentano di un’eventuale ripresentarsi della crisi energetica.

  2. 225

    QUANTO È FORTE IL DOLLARO. il ribilanciamento ha avuto qualche successo, ma dovrà continuare

    La forza del dollaro ha dalla sua il parziale successo dei dazi, ma è temporanea. La guerra commerciale è ora tra Europa e Cina, ma dovrà per forza chiudersi con un compromesso. Il renminbi, nonostante i problemi cinesi, rimane strutturalmente la valuta più forte.

  3. 224

    QUATTRO MESI. Il petrolio vale come prima della guerra, tutto il resto è cambiato

    Perché il dollaro rimane forte anche a guerra finita? Perché l’oro ha continuato a scendere? Perché Wall Street è salita per due mesi e si ferma proprio adesso? E’ tempo di rotazioni, in attesa di capire meglio quello che sta accadendo nell’AI.

  4. 223

    LITIGIO IN FAMIGLIA. Una Fed divisa lascia spazio ai mercati

    Non avendo la forza per tagliare i tassi di policy, Warsh e Bessent cercano di fare scendere quelli a lungo, decisivi per i mutui. Perché Warsh, come a suo tempo Greenspan, vuole che i mercati riprendano a pensare con la loro testa e non con quella della Fed.

  5. 222

    COSTRUTTIVI, NONOSTANTE TUTTO. Crescita e utili tengono, alla fine è questo che conta

    La correzione dei mercati azionari è più che dovuta, ma non si trasformerà in un’inversione di tendenza. La crescita, trainata dagli investimenti in AI, non è in discussione e le stime sugli utili per il 2026 e il 2027 non si conciliano con un bear market.

  6. 221

    L'AI VISTA DAI BOND. Una relazione più complessa di come potrebbe sembrare

    L’AI genererà probabilmente disinflazione a medio termine, ma nel breve crea inflazione. Per Warsh sarà difficile giustificare i tagli con l’AI in un quadro di piena occupazione e di disavanzi pubblici sotto controllo ma elevati.

  7. 220

    IL PARCO GIOCHI. Operatività degen, yolo, fomo e ultraspeculazione ultraseria

    Si fa più mirata la corsa ai titoli dell’intelligenza artificiale. Il coinvolgimento del retail ricorda la dinamica dei meme stocks dei tempi del Covid, ma con molto maggiore maturità e consapevolezza. Un peccato, se si mantiene la dovuta prudenza, voltare le spalle al fenomeno.

  8. 219

    RES EXTENSA. Le materie prime come diversificazione e opportunità

    Sale la tecnologia e sale il petrolio, ma nei portafogli la prima è ben rappresentata, mentre il peso dell’energia è ridotto. Abbinare i due settori può essere in realtà una buona diversificazione.

  9. 218

    IL TEMERARIO. Perché il rialzo azionario prova a sfaldare tutto e tutti

    Inflazione, crisi energetica e possibili rialzi dei tassi non preoccupano molto le borse, concentrate sugli utili e sulle prospettive dell’AI. Dopo hyperscalers e memorie, si apre ora il ciclo della fotonica, nel quale è presente anche l’Europa.

  10. 217

    IMPERO DI MEZZO. La centralità della Cina nella guerra e nella corsa all'AI

    Sarà a Pechino che Trump e XI troveranno una via d’uscita al conflitto nel Golfo? Intanto l’AI cinese avanza, ma continua ad avere valutazioni molto più basse di quella americana, che si cinesizza nel suo modello di business.

  11. 216

    IL DESTINO DELL'INFLAZIONE. Che cosa prevarrà tra scarsità e sovrapproduzione?

    Molti fattori strutturali spingono l’anno prossimo, una volta passati gli effetti della crisi energetica, verso la disinflazione. I fattori politici (disavanzi, tagli dei tassi in America) e climatici (El Nino) andranno però nella direzione opposta.

  12. 215

    IL BLOCCO. La bella istantanea e la nebbia sulla prossima fase

    I mercati si concentrano sull’unico scenario certo, il presente, e vedono una netta prevalenza di fattori positivi. Il quadro è però molto fluido e induce a considerare l’acquisto di protezione per i portafogli.

  13. 214

    A CHE PUNTO ERAVAMO. Che ne è di quello che ci preoccupava prima della guerra?

    Il conflitto ha fatto apparire secondari i problemi che angustiavano i mercati in precedenza e ha rivelato una resilienza imprevista in molti settori, tra cui quello energetico. Ora bisogna però che la guerra finisca davvero. 

  14. 213

    GLI EFFETTI DELLA GUERRA. Il boom inflazionistico incontra la stagflazione

    Perché l’azionario recupera quasi tutto mentre i governativi lunghi restano indietro. I sussidi dei governi sull’energia conterranno l’inflazione ma peseranno sui disavanzi pubblici. La Cina riesce a mantenere invariati gli approvvigionamenti di petrolio e conferma la strategia della pazienza verso Taiwan.

  15. 212

    QUANTO COSTA LA GUERRA. Mezzo punto in più di inflazione e in meno di crescita

    La buona tenuta dei mercati azionari e obbligazionari permette ai governi di contenere il costo del debito e non genera, se non in misura limitata, un effetto ricchezza negativo che comprimerebbe i consumi.

  16. 211

    UN QUADRO COMPLESSO. Quanto è giustificata la tenuta dei mercati?

    Tra Taco e trattative, le borse non vogliono pensare a un conflitto prolungato. Le scorte di greggio sono ampie, ma mal distribuite. Scottate dall’inflazione degli anni scorsi , le banche centrali scelgono, almeno come narrazione, una linea di fermezza.  Le ragioni della debolezza dell’oro.

  17. 210

    STATI DELLA TREGUA. Tra pace e guerra molti possibili esiti intermedi

    Non spendere subito tutto lo spendibile in protezione, ma attrezzarsi per un conflitto che potrebbe allungarsi e non avere necessariamente vincitori e vinti ben definiti

  18. 209

    I DUE FRONTI. Mercati ancora calmi, ma resta il nodo di Hormuz

    E’ importante che i mercati mantengano la calma, ma non ci sarà pace finché il controllo di Hormuz rimarrà iranano. La pace potrebbe richiedere tempi lunghi e per ora.nella gestione dei portafogli, è opportuno rimanere sulla difensiva.

  19. 208

    SMETTO QUANDO VOGLIO. Guerra all’Iran, i rischi della overconfidence

    Probabilmente la guerra non sarà lunga, ma lo scenario di coda di un conflitto che si cronicizza e di una minicrisi energetica inducono, per ora, a non approfittare dei modesti ribassi azionari.

  20. 207

    I TRASCURATI. AI, certo, ma c'è anche dell'altro

    Gli aspetti disinflazionistici dell’AI, la nuova Fed di Warsh, il raffreddamento dei consumi e la perdita di slancio dell’azionario favoriscono la parte lunga della curva americana. Ma è proprio vero che l’AI porta solo deflazione?

  21. 206

    TRENI, AEREI E AI. Dopo euforia e paura, si intravvede l’equilibrio

    Sotto la superficie apparentemente immobile, l’azionario corregge gli eccessi e riporta ordine nei valori relativi. Saranno alla fine i bond e l’Asia a trarre vantaggio dall’AI?

  22. 205

    MINIERE. Petroliferi e alta tecnologia, stessi multipli: è giusto?

    I mercati mettono in discussione la solidità finanziaria dei progetti legati all’AI. Presto ne metteranno in discussione anche la redditività. Non è un addio al settore, ma un arrivederci. Nel frattempo c’è tutto un mondo su cui investire.

  23. 204

    OBSOLESCENZA. Diamanti, oro, case, tecnologia, nulla è per sempre

    Ripiegati su se stessi, i mercati mettono tutto in discussione. Tornano i dubbi sul dollaro, ma affiorano anche quelli sul debasement. Sottosopra la tecnologia. Succede quando le valutazioni sono elevate, ma non ci sono seri motivi per sgonfiarle.

  24. 203

    LA STRANA FUGA. Tutto fuorché America, un anno dopo

    Diversamente dal 2025, non è la stagflazione ma il surriscaldamento a tutti i costi a indurre i mercati a prendere le distanze dal dollaro. E in borsa ci sono di nuovo dubbi sull’eccezionalismo tecnologico americano. 

  25. 202

    FEBBRE. Il legame tra fragilità geopolitica e surriscaldamento del ciclo

    Il 2026 si apre con le migliori premesse per l’inflazione e la crescita. Attenzione però alla geopolitica, ai disavanzi pubblici, alle politiche industriali sempre più invasive e alle valutazioni elevate. Rimanere investiti, ma controllare bene i rischi legati alla volatilità.

  26. 201

    AFFORDABILITY. La questione sociale del XXI secolo

    Dal 1950 scende la quota dei redditi da lavoro e sale il prezzo delle case. Sull’affordability si giocheranno le elezioni di mid.term. Tre strade per migliorarla, una sola percorribile. Trump la perseguirà con tutte le sue forze.

  27. 200

    IL CONTRARIO DI STAGFLAZIONE. Come definire un’economia che accelera mentre l’inflazione cala?

    Il 2026 si apre con le migliori premesse per l’inflazione e la crescita. Attenzione però alla geopolitica, ai disavanzi pubblici, alle politiche industriali sempre più invasive e alle valutazioni elevate. Rimanere investiti, ma controllare bene i rischi legati alla volatilità.

  28. 199

    BYE BYE AI. Il comparto leader dei mercati entra nel limbo

    I mercati mettono in discussione la solidità finanziaria dei progetti legati all’AI. Presto ne metteranno in discussione anche la redditività. Non è un addio al settore, ma un arrivederci. Nel frattempo c’è tutto un mondo su cui investire.

  29. 198

    BENZINA SUL FUOCO. La Fed ritorna espansiva

    La Fed lancia senza clamore una forma di Quantitative easing  che dà sostegno a tutta la curva dei rendimenti e indebolisce il dollaro. Riparte intanto la rotazione azionaria dall’AI al resto del mondo.

  30. 197

    CRIPTO E DINTORNI. C’era una volta la teoria del ciclo vitale

    L’anno grigio delle cripto fa crescere il distacco tra i Boomers, che hanno case e azioni, e i Millennials, che fanno sempre più fatica a risparmiare. Le implicazioni politiche e di mercato del conflitto intergenerazionale. 

  31. 196

    UN'OCCHIATA AL 2026. Che cosa può succedere se Trump conquista la Fed

    Dalla paura all’indifferenza sui dazi, dall’euforia all’ostilità e poi alla cautela sull’AI, dal pessimismo al prudente ottimismo sulla crescita. La ricerca dell’equilibrio comporta volatilità, ma non sarà un Natale come quello del 2018.

  32. 195

    ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO. Verso una visione critica, ma non distruttiva, di AI, dazi e crescita

    Dalla paura all’indifferenza sui dazi, dall’euforia all’ostilità e poi alla cautela sull’AI, dal pessimismo al prudente ottimismo sulla crescita. La ricerca dell’equilibrio comporta volatilità, ma non sarà un Natale come quello del 2018.

  33. 194

    FILOSOFIE D'INVESTIMENTO. Leibniziani, leopardiani, nichilisti e opportunisti

    Crescita sostenuta, ma anche inflazione. Bolle, ma anche profitti record. Differenziare non solo per settori o geografie, ma anche per stili di investimento permetterà di attraversare meglio la prossima fase.

  34. 193

    ELDORADO E/O INCENERITORE. Il dibattito sull’AI e le conseguenze per i mercati

    L’euforia lascia il posto a una visione più equilibrata. I rischi non sono solo nelle valutazioni di borsa, ma anche sulla tecnologia e sull’economicità dell’AI generativa. Le condizioni al contorno sono comunque positive e limiteranno la portata di un’eventuale correzione. 

  35. 192

    DOPO I DAZI. Contenere l’inflazione per abbassare i tassi è la nuova priorità - 30/10/2025

    I dazi di Trump stanno raccogliendo più soldi del previsto. Ridimensionarli servirà a ottenere in cambio concessioni strategiche ed economiche dai partner commerciali e a contenere l’inflazione nel 2026, un anno elettorale.

  36. 191

    OGNUNO PER SÈ. La moltiplicazione delle filiere produttive, costi e opportunità - 24/10/2025

    Protezionismo e sanzioni non hanno finora frenato la crescita dell’economia e del commercio globali, ma il livello dello scontro potrebbe continuare a salire. Meno efficienza e più adrenalina, con i mercati orientati a guardare più ai fatti che alle minacce.

  37. 190

    DEBASEMENT. Analogie e differenze rispetto agli anni Settanta - 17/10/2025

    Il rialzo dell’oro del 1980 fu il gran finale della stagflazione e coincise con l’inizio del superciclo di disinflazione. Quello di oggi, insieme al bull market azionario, vede invece davanti a sé una lunga fase di surriscaldamento controllato. Podcast registrato in data 17 ottobre 2025. 

  38. 189

    IL PROBLEMA DEI TRE CORPI. Cambiamenti climatici, riarmo, intelligenza artificiale

    Il mondo ha tre priorità non negoziabili in concorrenza tra loro. Il loro variabile riallineamento può produrre risultati originali, come il grande rimbalzo in borsa delle energie pulite.

  39. 188

    E LA GEOPOLITICA? Messa da parte dai mercati, resta comunque un fattore decisivo

    Tra riarmo generalizzato e possibili accordi la fase attuale è molto fluida. Perché, tra le tante ipotesi e i grandi rischi, è possibile anche pensare a scenari non negativi per i mercati, almeno nel breve periodo.

  40. 187

    ARIDE CIFRE. Quando i dati noiosi non corrispondono alle suggestive narrazioni

    Non c’è fuga dall’America e non c’è l’ombra di recessione. L’intelligenza artificiale è il fattore di traino della crescita ma anche il suo punto di vulnerabilità. Il taglio dei tassi tra rischi di surriscaldamento e assicurazione contro battute a vuoto dell’IA.

  41. 186

    TIEPIDA O BOLLENTE. La Fed prevede una crescita in accelerazione ma taglia lo stesso

    Altro che recessione. Con i tagli dei tassi e il dollaro più debole, l’economia americana non avrà problemi e rischierà quel surriscaldamento che Trump dice di volere. E’ uno scenario ancora positivo per le borse, più incerto per i bond lunghi

  42. 185

    QUESTA VOLTA È DIVERSO. Intelligenza artificiale, analogie e differenze con le bolle del passato

    Non si può costruire una rete infinita di ferrovie. Si può però sognare un’espansione senza limiti dell’Intelligenza Artificiale. Per questo la bolla sull’AI ha più spazio, soprattutto se è accompagnata da una Fed ammorbidita e da un’inflazione per ora contenuta.

  43. 184

    GLI INGEGNERI E GLI AVVOCATI. La Cina costruisce, l’America litiga

    Bloccate per via giudiziaria tutte le iniziative di Trump, inclusi i dazi. Perché i mercati sembrano non curarsene? In un clima di inflationary boom, meglio le azioni dei bond lunghi.

  44. 183

    L’ATTACCO ALLA FED. Perché i mercati non sono così preoccupati? Un’ipotesi

    Tagliare i tassi a tutti i costi per avere crescita può fare male ai bond lunghi. Tagliare i tassi per avere meno spese per interessi e meno disavanzo può anche rassicurarli. Tutto, alla fine, dipende dai livelli d’inflazione.

  45. 182

    AGOSTO. Il mese delle sorprese e della volatilità

    Uno dei pilastri della narrazione rialzista, la tenuta dell’occupazione, è entrato in crisi. Lo ha subito sostituito il pilastro dai tassi, che una Fed finalmente ammorbidita potrà inziare a tagliare già da settembre.

  46. 181

    RIPENSAMENTI. Il punto sulla fuga dall’America

    L’America riconosce di essere meno forte, ma sta imparando a usare con più efficienza e decisione la non poca forza che le resta. I mercati se ne stanno accorgendo e stanno quindi rivedendo il tema della fuga dall’America che tanto ha circolato nei mesi scorsi.

  47. 180

    ASIA. Trappola di valore o investimento del futuro?

    Le imprese occidentali lavorano per il profitto, le imprese asiatiche per la quota di mercato. La loro economia cresce più della nostra, le loro borse di meno. Qualcosa però sta cambiando. In Corea e in Cina.

  48. 179

    NULLA È LINEARE. Espansivi, certamente, ma senza esagerare

    I disavanzi pubblici creano ottimismo nelle borse e pessimismo tra i bond. È un atteggiamento giustificato, ma non bisogna esagerare, perché la spesa pubblica non andrà fuori controllo.

  49. 178

    ACCADDE DOMANI. I mercati scontano il futuro. Sempre e comunque?

    Le borse sui massimi ingolosiscono Trump e lo inducono a proporre misure sempre più aggressive. I mercati sono forti perché gli credono o perché non gli credono? Nel dubbio, meglio seguire la bussola degli utili, che offre ragioni di ottimismo.

  50. 177

    COME STA ANDANDO. Che fine ha fatto il 3-3-3 di Bessent

    Perché i mercati sono di ottimo umore, nonostante due su tre degli obiettivi macro di Bessent siano stati finora mancati. Il 2026 come un piccolo 2021?

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