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Keration PC | PodCast

Ascolta le news di Giovanni Correddu, non solo la sua Musica!Soon you will be able to listen to the reading of Giovanni Correddu’s books, not just his music!Bientôt, vous pourrez écouter les news de Giovanni Correddu, pas seulement sa musique!https://bit.ly/36zQQDp Keration Podcast App

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  1. 1000

    LA GIOVENCA

    Una mucca giovane, che non ha partorito, viene chiamata giovenca.Nel passato, quando in una città avveniva un omicidio di cui non si conosceva l’autore, entrava in gioco la giovenca. Gli uomini più anziani della cittàpiù vicina al luogo in cui era stata trovata la vittima dovevano spezzare il collo a una giovenca in una valle non coltivata in cui fossero presenti dei torrenti scorrevoli. Poi gli uomini dovevano lavarsi le mani soprala giovenca e pregare affinché la colpa del delitto non ricadesse sulla loro città. Evidentemente il fatto che venisse spezzato il collo alla giovenca indicava che, simbolicamente, la mucca subiva la punizione che sarebbe dovut aricadere sull’omicida ignoto.Naturalmente, se in seguito fosse stato scoperto l’omicida, sarebbe stato giustiziato.Quando l’antico Egitto perse il primato di potenza militare, fu paragonata a una bellissima giovenca pronta alla sconfitta. Anche i conquistatori babilonesi furono paragonati a una giovenca: erano potenti ma non invincibili. 

  2. 999

    IL GERBOA

    Il termine ebraico ‘akhbàr si traduce in vari modi: “topo”, “ratto”, “gerboa” e “topo campestre”; è considerato da molti studiosi come un generico termine che comprende tutte le varietàdi ratti, topi e animali affini, come il gerboa. Tuttavia, il lessico ebraico-aramaico di Koehler e Baumgartner attribuisce al termine ebraico il significato di “gerboa”.Il gerboa è un topo campestre che somiglia in qualche modo a un canguro in miniatura — non è strano che sia stato soprannominato “roditore saltatore”— ed è da sempre presente nelle zone aride del Medio Oriente. Il corpo del gerboa del deserto (Jaculus jaculus) è lungo 10-15 cm e pesa 50-70 g. Ha orecchie e occhi grandi. Gli arti anteriori sono corti, mentre i 2 arti posteriori misurano circa 2 terzi della lunghezzatotale del corpo e della testa. La coda è la parte più lunga dell’animale e termina a ciuffo. Questo animale notturno predilige gli ambienti desertici, trascorrendo le calde giornate nella sua tana sotterranea,ma avventurandosi all’esterno durante le notti più fresche per procurarsi il cibo.Il gerboa fa parte dell’alimentazione degli arabi che abitano nel deserto sin dall’antichità.I gerboa sono distruttivi per i cereali e altre messi.  

  3. 998

    LA GAZZELLA

    La gazzella è un antilope, ma più piccola, agile e scattante. La Gazella dorcas è diffusa in Arabia, Egitto, Palestina e Siria. Questo animale è lungo circa 1 metro e alto circa 0,6 metri al garrese. Sia i maschi che le femmine possiedonocorna a forma di lira, anellate, che possono raggiungere 0,3 metri di lunghezza. Il mantello è generalmente fulvo chiaro, con strisce chiare e scure sul muso e parti inferiori e posteriori bianche. Il pelo ècorto e liscio. Un’altra varietà di gazzella è la Gazella arabica, leggermente più grande, più scura e di colore fulvo.La gazzella è uno dei mammiferi più veloci.  

  4. 997

    IL GALLO

    Si dice gallo o pollo, ed è il maschio nonché lo sposo della gallina. Data la diffusa domesticazione del pollo (Gallus domesticus), la figura vivace del gallo è generalmente familiare. Il gallo ha un piumaggio dai colori brillanti, lunghe penne caudali arcuate sul dorso e una crestarossa ondulata e carnosa sulla testa, con 2 appendici simili che pendono sotto il becco e la gola.Anche se la Mishnah (Bava Kamma 7:7) contiene un divieto per gli ebrei di avere pollame domestico, a causa della probabilità che esso causasse contaminazione cerimoniale, le fonti rabbiniche indicanoche era allevato tanto dagli ebrei quanto dai romani. Un sigillo d’onice con la figura di un gallo è stato ritrovato vicino a Mizpa e reca l’iscrizione: “Appartenente a Iaazania, servo del re”.Alcuni suggeriscono che questo Iaazania (Iezania) allevasse galli in Israele già nel VII secolo a.C. La figura di un gallo è stata trovata anche su un frammento di pentola rinvenuto nell’antica Gabaon.Comunque, si ritiene che la storia dell’allevamento del gallo sia ancora più antica.Le prove archeologiche e genetiche più recenti indicano che i primi allevatori di galli e galline furono probabilmente popolazioni dell'Asia sud-orientale, più che un singolo popolo identificabile.4In particolare:Da lì i polli seguirono le principali rotte commerciali:I Romani, ad esempio, attribuivano grande importanza ai galli anche per motivi religiosi: i cosiddetti "polli sacri" venivano consultati dagli àuguri prima di alcune decisionimilitari. Come si diffusero? 

  5. 996

    IL GABBIANO

    Il gabbiano è un uccello cacciatore, che si nutre di carogne..Uno dei suoi antichi nomi, shàchaf, significa “creatura sottile, snella o magra”, il che richiamerebbe il suo aspetto slanciato e la relativa snellezza del corpo rispetto alle ali lunghe e appuntite. In contemporanea, la parola nonè molto diversa dal grido stridulo emesso da questo uccello generalmente rumoroso. Simili ai gabbiani sono le sterne, i beccapesci, i rincopi o rincopidi e gli stercorari.I gabbiani, appartenenti alla famiglia dei Laridi, sono generalmente ottimi volatori e, oltre a saper nuotare bene, si riposano e persino dormono sull’acqua. Il gabbiano sbatte le ali, plana, volteggia e si tuffa in picchiata per catturare il cibo, spessocostituito da pesci, insetti e praticamente qualsiasi tipo di carcassa e rifiuto (svolgendo quindi un ruolo prezioso come spazzino nei porti). I gabbiani reali trasportano cozze o altri molluschi in aria, che poi lascianocadere sulle rocce così che si rompono; dopodiché ne mangiano il contenuto (ricorderete che in un precedente episodio abbiano notato che alcuni rapaci fanno lo stesso con alcuni cibi). Nonostante il suo voraceappetito per le carogne, il gabbiano è eccezionalmente pulito.In Palestina, lungo la costa mediterranea e intorno al Mar di Galilea, si trovano diverse specie di gabbiani, tra cui il gabbiano reale (Larus argentatus) e diverse sottospecie di gabbiano comune (Larus ridibundus). Il loro piumaggio è di solito bianco, anche se il dorso e la parte superiore delle ali possono presentare una colorazione grigio perla. Il becco è robusto e leggermente ricurvo. Vivono generalmentein colonie, nidificando sulle sporgenze rocciose o lungo le coste. Negli ultimi anni, hanno iniziato a prediligere i tetti dei palazzi delle città di mare. Le dimensioni del corpo variano da quelle di un piccione finoa una lunghezza di circa 76 cm, mentre l’apertura alare può raggiungere il metro e mezzo. Uccello irrequieto e apparentemente instancabile, il gabbiano è in grado di continuare a volare anche in mezzo aforti tempeste. Le sue numerose piume sovrapposte, fino a 6.544 in un singolo esemplare adulto, mantengono il corpo caldo e asciutto durante i lunghi periodi di riposo in acqua..In alcuni casi, si sono visti gabbiani risalire i percorsi dei fiumi che sfociano in mare e occupare territori all’interno di alcune regioni.Anche la sterna, appartenente alla famiglia degli Sternidae, è abbonandante lungo le coste della Palestina. Ha un corpo più snello del gabbiano, non si nutre di carogne, ha una coda biforcuta e ali lunghe e affusolate, più strette di quelle dei gabbiani.La maggior parte delle sterne è bianca, anche se in genere presenta macchie nere o grigie. Visto che si nutre principalmente di piccoli pesci, la sterna si libra in volo per poi lanciarsi rapidamente in acqua con ilsuo lungo becco dritto e sottile, rivolto verso il basso, per afferrare la preda. La sterna è il più grande migratore a lunga distanza di tutti gli uccelli: la sterna artica (Sterna paradisaea) percorre fino a 35.400 km ogni anno. Alcune sterne, tuttavia, prediligono le acque costiere delle regioni più calde. Grazie al loro volo rapido ed elegantesono state soprannominate rondini di mare.Come il falco e l’ibis, anche il gabbiano era considerato un uccello sacro nell’antico Egitto. 

  6. 995

    LA GABBIA

    In inglese si dice come il cognome di un famoso attore, Cage. In ebraico, si dice keluv, e può significare sia “cesto” che “gabbia”. La gabbia è semplicemente un recinto in cui confinare uccelli o altri animali. Gli abitantidi un territorio circondato da un esercito nemico possono sentirsi come un leone in gabbia. 

  7. 994

    LA FORMICA

    La formica è un insetto piccolo ma estremamente diffuso, che vive in colonie ed è famoso per la sua laboriosità e per la sua saggezza istintiva. Si stima cheesistano oltre 10.000 varietà di formiche, presenti in tutto il pianeta, fuorché nelle regioni polari.Creature fortiLe formiche sono piccole creature molto forti che, sin dall’antichità, sono paragonate a “una nazione”. Alcune colonie di formiche possono contenere solopoche decine di individui; comunque, esistono colonie che ne contano centinaia di migliaia. Anche se generalmente sono di dimensioni moderate, il nido può crescere fino a raggiungere un’estensione di un acro (mezzoettaro). All’interno di ogni colonia ci sono 3 caste principali: la regina (in alcuni casi più regine), i maschi e le operaie (femmine sessualmente non sviluppate). Eppure, la formica non ha un vero e propriocapo.Il ruolo della regina non va inteso dal punto di vista governativo; è semplicemente la formica madre, ovvero quella che depone le uova della colonia. Una formica regina puòvivere fino a 15 anni, mentre i maschi vivono solo il tempo necessario per l’accoppiamento, dopodiché muoiono. Le formiche operaie, la cui vita può raggiungere i 6 anni, svolgono diversi compiti: cercaree raccogliere cibo per la colonia, nutrire la regina, prendersi cura delle larve, pulire il nido, scavare nuove camere quando si rende necessaria l’espansione e difendere il nido. Le formiche operaie possono avere dimensionie proporzioni diverse, anche all’interno della stessa colonia; in alcuni casi, le più grandi agiscono come soldatesse in caso di invasione del nido. Tuttavia, nonostante la divisione del lavoro piuttosto precisa(che in alcune colonie è organizzata in base all’età delle operaie e in altre in base alle dimensioni) e la relativa complessità dell’organizzazione sociale, non c’è traccia diun capo.Instinto saggioLa “saggezza” delle formiche non è il prodotto di una capacità intellettuale, ma deriva dagli istinti di cui sono state dotate dal loro Creatore. La formica“si procura il cibo durante l’estate e mette da parte le sue provviste durante la mietitura” (Proverbi 6:8). Una delle varietà di formiche più comuni in Palestina, la formica mietitrice (Messor semirufus), accumula una grande quantità di grano in primavera e in estate, che utilizza nelle altre stagioni, incluso l’inverno, quando procurarsi il cibo diventadifficile. Questa formica si trova spesso nelle vicinanze delle aie, dove semi e grano sono abbondanti. La formica mietitrice porta al sole i semi bagnati dalla pioggia così che possano asciugarsi. Inoltre morde laparte germinativa del seme in modo che non germogli durante la conservazione. Le colonie di formiche mietitrici sono facilmente riconoscibili per i sentieri ben battuti e per i gusci di semi lasciati nei pressi dell’ingresso,all’esterno del formicaio.Impariamo dalle formiche Osservando e studiando la formica, impariamo a evitare la pigrizia. Non solo è notevole il modo in cui istintivavamente si prepara per il futuro, ovvero per ogni evenienza,ma è anche un esempio di perseveranza e determinazione, visto che spesso trasporta o trascina tenacemente oggetti che pesano almeno il doppio del proprio peso, facendo tutto il possibile per portare a termine il propriocompito e rifiutandosi di mollare anche se dovesse cadere, scivolare o rotolare giù da un ripido dirupo. Notevolmente cooperative, le formiche mantengono i loro nidi molto puliti e mostrano premura per le loro compagne,a volte aiutando quelle ferite o esauste a tornare al nido. 

  8. 993

    LA FOCA

    In questo video:La foca della SardegnaPerché viveva proprio in Sardegna?Gli avvistamenti recentiUna specie simboloCuriositàUn legame con AlgheroUn legame con i Giochi da TavoloDove la trovi davvero?Curiosità interessante

  9. 992

    IL FALCO

    L’antico termine ebraico nets si applicherebbe a qualsiasi rapace simile al falco. Comunque, secondo gli ornitologi, i falchi formano un gruppo “familiare” separato. Il falco è un predatore che si nutre di serpenti, lucertole,piccoli mammiferi e altri uccelli.Alcuni falchi competono con i rondoni per il titolo di uccelli più veloci in volo. Infatti, alcuni osservatori attribuiscono al falco una velocità di picchiata di290 km/h.Tra i falchi vogliamo ricordare il falcone o falco pellegrino (Falco peregrinus), la cui caratteristica è il fatto che è migratore. E non vogliamo dimenticare i falchi lanari (Falco biarmicus), leggermente più grandi, un tempo abbbondanti nelle scogliere e nelle gole rocciose dal monte Ermonal territorio del Mar Morto. I falchi sacri (Falco cherrug) vengono occasionalmente avvistati nel Negheb occidentale.Il gheppio comune (Falco tinnunculus), più piccolo e lungo circa 36 cm, appartiene allo stesso genere del falco. È presente tutto l’anno negli insediamenti agricoli e nei giardini della Palestina; nidifica persino sugli edificipiù grandi delle città.La scienza ha scoperto le rotte migratorie solo nel XIX secolo. Comunque, il libro biblico di Giobbe, risalente al XV secolo a.C., affermava che il falco “si alza in volo[…], spiegando le sue ali verso il sud” (Giobbe 39:26). Secondo alcuni questo passo sarebbe un riferimento alla migrazione verso il sud, il che sarebbe vero per il gheppio minore, anch’esso della famigliadel falchi, e, in una certa misura, per il falco pellegrino. Altri, tuttavia, ritengono che il testo descriva il semplice volo controvento grazie al quale, e in particolare grazie alla forza delle ali, permette al volatiledi salire sempre di più. Parlando dei falchi, un’enciclopedia dice:“Raggiungono grandi altezze, cercando sempre di superare in volo qualsiasi uccello inseguano”.Così facendo, piombano con ferocia sulla preda sottostante.“Sfruttano il vento e, volando contro di esso, vengono portati in alto come un aquilone” (Funk and Wagnalls New Standard Encyclopedia, 1931, Vol. XI, pp. 329, 330). In modo simile, il gheppio è talvolta chiamato “falco del vento”:“Infatti si libra (rimane fermo) in aria mentre caccia. Questo uccello si posiziona controvento e batte le ali mentre osserva il terreno cercando le prede” (The World Book Encyclopedia, 1987, Vol. 11, p. 237).Il falco occupava un posto rilevante nella religione egizia. Diventò il simbolo di Horus, il dio egizio dalla testa di falco, che, insieme a Iside e Osiride, formava la principaletrinità, o “famiglia sacra”, tra gli dèi e le dee egizie. Il simbolo del falco veniva sempre utilizzato per scrivere i titoli dei faraoni che, in alcuni casi, erano considerati incarnazioni di Horus.Fra le centinaia di uccelli mummificati ritrovati in Egitto, il falco, in particolare il gheppio, è tra i più numerosi. Erodoto racconta che chiunque avesse ucciso un falco in Egitto, anche accidentalmente, venivamesso a morte.  

  10. 991

    Stay at Home (versione "print & play")

    Analizziamo l'espansione gratuita Stay at Home di Ticket to Ride

  11. 990

    Intent To Kill

    Scopriamo com'è strutturato il nuovo Indovina chi?

  12. 989

    La Storia della Musica S04E18 - Gli anni ’60

    Analizziamo la storia della musica angloamericana degli anni '60 del secolo scorso

  13. 988

    Dirt & Dust - Una non recensione aggiuntiva del manuale

    Continuiamo a parlare di Dirt & Dust, visto che qualcosa non torna nelle istruzioni.

  14. 987

    D & D, ovvero Dirt & Dust

    Un nuovo episodio di D & D? Non proprio, visto che la sigla significa Dirt & Dust. Ma allora di cosa si tratta? Scoprilo solo guardando il video!

  15. 986

    Anagrammi Sinonimi e Contrari – 250 Enigmi e Giochi di Parole

    Anagrammi Sinonimi e Contrari – 250 Enigmi e Giochi di Parole

  16. 985

    Anagrammi Sinonimi e Contrari – 250 Enigmi e Giochi di Parole

    Analizziamo il regolamento di Anagrammi Sinonimi e Contrari – 250 Enigmi e Giochi di Parole

  17. 984

    La Storia della Musica S04E17 - Franco Oppo, il compositore sardo fra sperimentazione e tradizione

    Franco Oppo è stato uno dei compositoriitaliani più innovativi e influenti del Novecento, noto per il suo legameprofondo con la musica sarda e per la sua sperimentazione musicale. Nato aNuoro il 2 ottobre 1935, Oppo ha portato avanti una carriera musicale che haspaziato dal neoclassicismo agli orizzonti della musica aleatoria econtemporanea, con uno sguardo attento alle tradizioni popolari e allasemiologia musicale. La sua opera e il suo insegnamento hanno lasciato un’improntaindelebile nel panorama musicale italiano e internazionale.Biografia e formazioneFrancoOppo nacque a Nuoro da Carlo Oppo Villasanta e Olimpia Umana. Cresciuto in unambiente familiare legato alla cultura sarda, ebbe i primi contatti con lamusica tradizionale fin dall’infanzia, grazie anche alla stimolante atmosferadella stazione ferroviaria del Tirso, dove la nonna materna gestiva un punto diristoro. Trasferitosi a Cagliari negli anni Cinquanta, frequentò ilConservatorio "Giovanni Pierluigi da Palestrina", diplomandosi inpianoforte (1958), musica corale e direzione di coro (1960) e composizione(1961).Negli anni successivi approfondì la suaformazione con grandi maestri come Goffredo Petrassi e Giorgio FedericoGhedini, partecipando a corsi di perfezionamento a Venezia, Roma, Varsavia eDarmstadt. La sua traiettoria artistica fu caratterizzata da una ricercacostante fra tradizione e innovazione, sfociata in studi pionieristici sullamusica elettronica, l’aleatorietà e la semiologia musicale, con la formulazionedi una teoria generale del linguaggio musicale e uno studio approfondito sullelauneddas, strumento tipico sardo.Carriera artistica e accademicaDal1965 al 2000 Franco Oppo insegnò composizione e composizione sperimentale alConservatorio di Cagliari, diventando un punto di riferimento per generazionidi giovani musicisti. Parallelamente, compose numerose opere teatrali,sinfoniche, corali e da camera, presentate in diversi continenti, vincendo variconcorsi internazionali di composizione. Nel 1982 fondò e diresse il FestivalSpaziomusica, che portò a Cagliari nomi di rilievo della musica contemporaneamondiale, contribuendo a collocare la Sardegna sulla mappa internazionale dellamusica d’avanguardia.Franco Oppo rappresenta un esempioemblematico di musicista organico, capace di coniugare radici culturaliprofonde e apertura verso le avanguardie sonore. La sua dedizioneall’insegnamento, alla ricerca e alla promozione della musica contemporanea halasciato un’eredità preziosa che continua a influenzare il panorama musicaleitaliano e sardo. Scomparso il 14 gennaio 2016, Oppo rimane una figura chiaveper comprendere il dialogo fra tradizione e modernità nella musica del XXsecolo.

  18. 983

    Roborally

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  19. 982

    Monkey Palace - Un Gioco da Tavolo LEGO®

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  20. 981

    13 foglie

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  21. 980

    Paperino in Happy Camper - Manuale ludico

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  22. 979

    IPROMESSISPOSI

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  23. 978

    Fresco di stampa

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  24. 977

    Attraverso gli occhi del saggio - Non solo spettacolo - Lello Olivieri

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  25. 976

    Micro Hero: Hercule - Trailer 1

    Lunedì 4 maggio partirà la nuova serie Micro Hero: Hercule su Youtube.com/@angolodelgame

  26. 975

    Acquario di Genova: Un tuffo tra squali, luci e meraviglia

    Ho vissuto il mare da vicino, in meno di un respiro.Genova mi ha regalato un oceano in pochi passi.Acqua, stupore, ricordo

  27. 974

    🔔 News sulla tubercolosi 💪🏽

    Dal 2015, si è registrato un calo del29% dei decessi per tubercolosi. Comunque oltre 1,23 milioni di persone sono mortedi tubercolosi nel 2024.

  28. 973

    🔔 Il bullismo online è reale

    🔔Il bullismo online è reale

  29. 972

    I misteriosi se‘irìm della Bibbia: demoni o semplici capri?

    Hai mai sentito parlare dei se‘irìmdella Bibbia?In ebraico esiste una parola curiosa: sa‘ìr.Letteralmente significa “peloso”… e viene usata per indicare unacapra o un capretto.Ma la cosa interessante è che, in alcunipassi biblici, il plurale se‘irìm sembra avere un significato piùmisterioso.Alcuni traduttori della Bibbia hannopensato che non si riferisse semplicemente a capri.Per questo, in varie traduzioni, la parola è stata resa in modi molto diversi:“demoni”, “satiri”, “divinità caprine”, oppure “demoni a forma di capra”.Ma perché questa associazione?Alcuni studiosi pensano che l’originepossa trovarsi nell’antico Egitto, in particolare nel Basso Egitto, doveesisteva un culto legato ai capri.Secondo lo storico greco Erodoto,proprio da questo culto egizio i Greci avrebbero sviluppato la loro credenza inPan e nei satiri.Queste divinità della mitologia grecavenivano rappresentate con corna, coda e zampe di capra.Erano spiriti dei boschi, spesso associati alla dissolutezza e agli istinti piùselvaggi.Con il passare dei secoli, questaimmagine metà uomo e metà capra potrebbe aver influenzato anche l’iconografiamedievale di Satana, raffigurato con corna, coda e piedi biforcuti.Ma torniamo ai se‘irìm dellaBibbia.Cos’erano davvero?La verità è che non lo sappiamo concertezza.Alcuni studiosi sostengono che fossero semplicementecapri veri e propri.Altri pensano che il termine potesse indicare idoli a forma di capra.C’è anche chi propone un’altra idea:forse non si trattava di creature reali, ma solo di divinità immaginate,nate dalla fantasia di chi credeva in dèi dall’aspetto peloso e caprino.Altri studiosi ancora suggerisconoqualcosa di diverso.Secondo loro, queste parole ebraiche potrebbero essere state un modo ironicoe dispregiativo per riferirsi agli idoli.In pratica, un termine usato perridicolizzare i falsi dèi.In alcuni testi biblici, infatti, parolesimili vengono usate con un significato molto forte: indicare qualcosa didisgustoso o senza valore.C’è poi un altro dettaglio interessante.In alcune profezie bibliche, i se‘irìmvengono citati insieme ad altri animali selvatici che abitano territoriabbandonati, come le rovine di Babilonia o di Edom.E qui entra in gioco una spiegazionemolto semplice.In quelle regioni vivevano capriselvatici, animali perfettamente adattati ai territori rocciosi e desolati.È possibile che, vedendoli apparireimprovvisamente fra le rovine, qualcuno si spaventasse…e immaginasse di aver visto qualcosa di soprannaturale.Anche nelle antiche tradizioni arabesuccedeva qualcosa di simile.Nei racconti popolari si parlava spessodei jinn, creature mostruose e pelose che si diceva abitassero fra lerovine nel deserto.Ma forse la realtà era più semplice.Forse i misteriosi se‘irìm nonerano demoni…non erano satiri…e nemmeno spiriti.Forse erano semplicemente capriselvatici.Animali reali, con il pelo ispido, chevivevano tra rocce e rovine.E che, per qualcuno, potevano sembrarequalcosa di più misterioso.Lo sapevi?Secondo lo storico greco Erodoto, la credenza in Pan — una divinità consembianze caprine — potrebbe essere stata influenzata proprio dall’antico cultoegizio dei capri. 

  30. 971

    La Storia della Musica S04E15 - John Dowland: compositore rinascimentale inglese e uomo di mondo

    La Storia della Musica S04E15 - John Dowland: compositore rinascimentale inglese e uomo di mondo

  31. 970

    GLI EMATOFAGI

    Molti insetti dotati di ali appartengonoalla famiglia degli ematofagi. Sono di piccole dimensioni ma i danni che fanno possonoessere davveri grossi e insopportabili. Fra di essi troviamo i moscerini, lezanzare, i pidocchi, i moscerini della sabbia, le pulci, i culici, i mosconi ealtri insetti alati. I moscerini in particolare sonofastidiosi in cucina quando si infiltrano nelle bevande e nei cibi. L’uso difiltrare le bevande per eliminarli è antichissimo. 

  32. 969

    Vita da pescecani che non sono tali e squali

    In questo episodio:Il gattuccioPerché sembra un vero dragoCuriosità🐉 Lo squalo dal collare (frilled shark)Un dettaglio curioso🦈 Lo squalo goblinPerché è così stranoUn vero “fossile vivente”Dove viveIl drago marino comunePerché ricorda i draghi dei filmCuriosità sorprendenti🐍 🐉 Il Serpente di Mare del Mediterraneo – Ophichthus ophisCaratteristichePerché potrebbe aver ispirato i draghi cinesi 💡 Osservazioni interessanti:

  33. 968

    Il cuculo che fa “cucù”

    Nel passato era consumato a tavolaproprio come il pollame, il cappone, la faraona e l’oca. Il cuculo ha un nomeche è tutto un programma. Anticamente era chiamato barburìm dagli ebrei eabu burbur dagli arabi. Ma oggi ha nome che richiama il suo verso tipico,ovvero il cucù.Il cuculo comune (Cuculus canorus)e il cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius) attraversano entrambi laPalestina durante la loro migrazione verso nord, giungendovi all’inizio dimarzo. Il cuculo è un uccello di medie dimensioni, simile a un piccolo falco,con un becco leggermente ricurvo, affilato e appuntito. Di solito i cuculihanno colori poco appariscenti, come il grigio chiaro e il marrone chiaro, finoal marrone rossastro o al nero. Le parti inferiori sono spesso biancastre con sottilistrisce nere.I cuculi allevati con l’obiettivo diessere mangiati erano “ingrassati”, com’è spiegato in The AmericanCyclopædia: “In autunno, quando diventano grassi a sufficienza, vengonoapprezzati come cibo; gli antichi ne erano molto ghiotti, e si supponeva che laloro carne avesse preziose proprietà medicinali” (1883, Vol. V,p. 557).Il cuculo non è un divoratore di carognené un uccello rapace, ma un prezioso consumatore di insetti.Alcune curiosità sul cuculo

  34. 967

    La Storia della Musica S04E14 - Francisco Tárrega: il padre della chitarra classica moderna

    La Storia della Musica S04E14 - Francisco Tárrega: il padre della chitarra classica moderna

  35. 966

    Quando la TV ti faceva vedere in 3D… Bastava un paio di occhiali dalla Standa

    Quando la TV ti faceva vedere in 3D… Bastava un paio di occhiali dalla Standa

  36. 965

    Animali che pullulano

    Il verbo “pullulare” si applica spesso apiccoli animali che vivono in gruppi molto numerosi, Si riferisce a diverse creature: ·       acquatiche;·       mammiferialati (pipistrelli) e insetti volanti;·       terrestri:roditori, lucertole e camaleonti;·      striscianti e dotate di diversezampe.Insomma, “pullulare” è un verbo che nonrichiama una specifica famiglia di animali ma raggruppa tutti quelli che vivonoin grosse comunità.

  37. 964

    ANIMALI CHE STRISCIANO

    Quasi tutte le creature viventi –animali selvatici, domestici, uccelli e pesci – sono caratterizzate dallacapacità di muoversi in autonomia. Alcune di esse hanno un movimento piuttostoincontrollato. Questo è il caso di rettili e alcune sottospecie, e si può applicaresia alle creature terrestri che a quelle acquatiche.

  38. 963

    🔔 Cibo sano nelle scuole 🍎

    Il cibo che i bambini mangiano a scuolainfluisce sul loro apprendimento e plasma la loro salute per tutta la vita.  Secondo l’OMS, il cibo scolastisco peressere sicuro, nuetriente e per supportare abitudini sane, dovrebbe includere:  • Più frutta e verdura 🍎 🫛• Meno sale, zucchero e grassi saturi 🧂• Metodi persuasi per incoraggiarescelte salutari 🥗• Smettere di incoraggiare i bambini amangiare cibi poco salutari 🚫 I cibi sani a scuola prevengono lemalattie e aiutano i bambini a crescere.

  39. 962

    La Storia della Musica S04E13 - Gli anni ’50

    La Storia della Musica S04E13 - Gli anni ’50

  40. 961

    IL CORVO

    Il corvo è il 1° uccello menzionato inmodo specifico nel racconto biblico. Esistono diversi uccelli che si possonodefinire corvi, il più grande dei quali è lungo circa 0,6 m e può raggiungereun’apertura alare che supera il metro. Il suo piumaggio lucente è notevole e hapermesso di dare il nome a una variante del nero, il “nero corvino”, grazie asfumature iridescenti blu metallico e viola; ma le parti inferiori dell’uccelloa volte presentano un tocco di verde. Ha una dieta estremamente varia, vistoche mangia di tutto: noci, bacche, cereali, roditori, rettili, pesci e giovani uccellini.Sebbene gli animali che attacca sonogiovani e deboli, è principalmente uno spazzino. Quando si nutre di carogne, hal’abitudine di mangiare gli occhi e altre parti molli della vittima prima di strapparnel’addome con il suo robusto becco. È un potente volatile, che sbatte le ali conbattiti forti e costanti, e si libra senza sforzo in ampi cerchi mentre scrutal’area sottostante in cerca di cibo. La continua ricerca di cibo lo porta asorvolare un’area insolitamente vasta.I naturalisti considerano l’astutocorvo uno degli uccelli più adattabili e ingegnosi. Per questo motivo, oltrealla sua abilità nel volo e alla sua capacità di sopravvivere con un’ampiavarietà di cibo, comprese le carogne, il corvo era un candidato ideale peressere la prima creatura da mandare fuori dall’arca di Noè quando le acque delDiluvio iniziarono a ritirarsi. Il testo della Genesi indica che da allora inpoi il corvo rimase fuori dall’arca, che usava solo come luogo di riposo.Simili al corvo sono il corvo nero, lacornacchia, la taccola e il gracchio (detto anche gracchio corallino). Curiosamentevivono tutti in Palestina.A differenza della cornacchia, il corvodi solito preferisce il deserto, e spesso si può vedere il suo nido fra regionimontuose e desertiche. Può scegliere di trasferirsi in zone che diventanodesolate, che sono state abbandonate dall’uomo, magari in seguito a un disastronaturale o a una guerra. Il corvo ha anche l’abitudine di conservare il cibo ineccesso nelle fessure delle rocce. Arriva addirittura a seppellirlo sotto lefoglie.Deve essere stata simpatica la scenadi alcuni corvi che sfamarono il profeta Elia. Questi pensava a un semplicemiracolo, ovvero che il pane e la carne che cadeva su di lui provenisse dalcielo divino. In verità, lui aveva occupato una grotta abitata da corvi. Questisi procuravano il cibo, che lanciavano dalle fenditure (non avevano la borsadella spesa!). Il cibo cadeva dal cielo, ma da quello sorvolato dai corvi. E questipoveri animali, entrando in casa e non accorgendosi dell’ospite, non capivanoche fine avesse fatto il cibo. Così dovevano tornare a procurarsene dell’altro,che puntualmente lanciavano dall’alto e che, sempre puntualmente, Eliadivorava. Per lui era un miracolo, per i corvi, una tortura.I corvi nidificano su rupi o supromontori rocciosi, nonché su alberi ad alto fusto; restano fedeli alla lorocompagna per tutta la vita e sono genitori devoti.Evidentemente a causa delle suedimensioni imponenti, dei suoi colori cupi e del suo gracchiare lugubre,i popoli pagani antichi consideravano il corvo un uccello di cattivo auspicio eun presagio di morte. Tra i greci, il corvo, audace e spesso impudente, eraconsiderato un uccello profetico, forse per la sua reputazione di creatura astutae sagacie. Era ritenuto sacro al dio Apollo e a un ordine oracolare disacerdoti, alcuni dei quali vestivano di nero.

  41. 960

    Il cormorano (marangone)

    Il cormorano è un grande uccelloacquatico palmato che pesca tuffandosi. Ecco come veniva chiamato nelle lingueantiche.Ebraico: shalàkh.Greco: katarràktes.Latino: mergulus oppure phalacrocoraxcarbo.Interessanti sono i significati dei nomilatini. Infatti, il nome mergulus si può tradurre anche “tuffatore”, eben descrive la sua attività di pescatore.  L’altro nome latino, Phalacrocorax, ètradotto anche marangone. Il cormorano è piuttosto comune in Palestina,in particolare lungo la costa del Mediterraneo e anche in alcune acque internecome il Mar di Galilea. Il cormorano è imparentato con gli uccelli dellafamiglia dei pellicani. Di solito dal corpo allungato e dalcolore scuro, il cormorano è veloce e agile in acqua, sotto la quale nuota usandoprincipalmente le sue zampe palmate. Grazie al suo becco affilato e adunco è unbuon pescatore. Fin dall’antichità i cormorani vengono addestrati dai pescatoriorientali, in particolare in alcuni territori dell’India, per catturare pesciper i loro proprietari. Per garantire la “consegna” del pesce, i pescatorilegano una fascia piuttosto larga attorno alla gola dell’uccello per evitareche ingoi i pesci più grandi.Il cormorano e il suo legame con il TrivenetoIl nome alternativo del cormorano, marangone,potrebbe far pensare subito a un cognome e a una località del Triveneto.Il cognome Marangon è di origine triveneta,e sembra che sia legato al termine “marangone”, che in italiano anticosignifica “carpentiere” o “costruttore di barche”; è sinonimo di “maestro d’ascia”.Quindi, deriva da un soprannome legato a questa attività artigianale, che a suavolta potrebbe essere riferito alla figura di un “costruttore” o “riparatore”,come ad esempio dei legnaioli o carpentieri navali.Il legame con l’uccello chiamato “marangone”è interessante, ma non necessariamente legato al cognome in modo diretto. Il marangoneè un uccello marino, che vive vicino all’acqua e spesso nei pressi di porti oambienti legati al mare. L’associazione fra il cognome e l’uccello potrebbeessere simbolica o riferirsi alla vicinanza geografica o professionale conattività legate al mare, come la pesca o la costruzione navale.In Provincia di Venezia, è presente unalocalità che si chiama Marango, frazione di Caorle. Il nome ha un’origine che potrebbeessere legata al dialetto veneto, dove il termine marango èprobabilmente una variante del termine marangon, che, come accennatoprima, può riferirsi a un mestiere legato alla carpenteria navale.Questo tipo di toponimo, quindi, potrebbe derivare dall’attività chestoricamente si svolgeva nella zona, come la costruzione o la riparazione diimbarcazioni, un mestiere molto legato alle aree costiere come Caorle.Riguardo al legame con l’uccello marangone,è possibile che il nome Marango faccia riferimento all’area di acquebasse e costiere, dove questi uccelli marini erano e sono comuni. Il marangoneè un uccello che si trova spesso in ambienti umidi e costieri, quindi il nomedella frazione potrebbe derivare da una descrizione del paesaggio naturalecircostante, che ospitava queste specie, o anche da una tradizione legata allapesca, dove il cormorano è spesso associato all’attività di pescatori.In sintesi, il nome Marangopotrebbe avere una doppia origine: una legata alla carpenteria navale(come indicato dal termine “marangon”) e l’altra a un elemento naturale(l’uccello cormorano) presente nelle vicinanze, in un’area tipicamente lagunaree marittima come quella di Caorle. 

  42. 959

    IL CORALLO: un’avventura in fondo al mare

    Si dice “corallo” ogni deposito calcareodi alcuni organismi marini chiamati polipi. Vivendo in colonie, questeminuscole creature delle acque calde assorbono i sali di calcio dal mare,costruendo splendide strutture ramificate, simili ad arbusti, dure come lapietra. Con il tempo, le formazioni di alcuni tipi di corallo possono dareorigine a grandi barriere coralline e alle fondamenta di isole coralline.Esistono diversi colori di corallo: bianco, nero e rosso. Quest’ultimo è il piùcostoso e il più ricercato, sin dall’antichità. Un tempo, Tiro era nota per ilsuo commercio di corallo, che veniva pescato nel Mediterraneo, nel Mar Rosso enell’Oceano Indiano. Dal corallo grezzo, gli artigiani creavano artisticamentevari ornamenti molto apprezzati.Nonostante il pregiato valore delcorallo, conoscenza e saggezza ne superano di certo il valore. Il corallo in ItaliaOggi l’Italia è l’equivalentedell’antica Tiro quanto al corallo. In particolare, la Sardegna è la Regioneprincipale in cui si raccoglie e si lavora.Il corallo di Alghero, noto come CoralliumRubrum o “oro rosso”, è un tesoro naturale che ha reso famosa la cittàcome “Riviera del Corallo”. Questa specie di corallo rosso mediterraneo popolai fondali marini intorno ad Alghero da secoli, ed è legata alla storia, all’economiae all’identità locale.Origini e leggendeLa tradizione della pesca risale almenoal XIII secolo, con un boom dal ’700 grazie alla ricchezza dei fondalialgheresi. Secondo le Metamorfosi di Ovidio, il corallo nasce dal sanguepietrificato di Medusa: al contatto con l’aria, assume rigidità e ilcaratteristico colore rosso ramificato.Caratteristiche del coralloCresce lentamente in acque profonde(oltre 40 metri), diventando fra i più pregiati al mondo per compattezza etonalità aranciata o rosso intenso (raro l’80% aranciato). Oggi la raccolta èregolata: solo 25 giorni l’anno (maggio-ottobre), da corallari esperti conattrezzature tradizionali, per evitare la pesca distruttiva del passato.Lavorazione e artigianatoGli orafi algheresi lo tagliano conseghetti e mole per creare gioielli unici, sfruttando la sua durezza chepermette tagli precisi senza danni. È usato in collane, orecchini e monili,spesso combinato con oro o argento.Museo e cultura Il Museo del Corallo, in una VillaLiberty, racconta biologia, storia ed economia di questo simbolo, con visitevirtuali disponibili. Dal 1355, lo stemma di Alghero raffigura il corallo, graziea Pietro IV d’Aragona.  

  43. 958

    Dolci, croccanti e indimenticabili

    I “Faworki” sembrano crostoli o chiacchiere. Sono lastessa cosa?

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    ⁠PCIe 6.0: La nuova frontiera della velocità nei sistemi di trasmissione dati⁠

    PCIe 6.0: La nuova frontiera della velocità nei sistemi di trasmissione dati

  45. 956

    🔔 News dal Medio Oriente

    Il dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus,direttore Generale dell’OMS, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativaalla situazione che si sta evolvendo in Medio Oriente: ⬇️ “Sono profondamente preoccupato a causadella situazione che si sta sviluppando in Medio Oriente. Il mio cuore èrivolto ai civili intrappolati nel fuoco incrociato. Indipendentemente daiconfini, tutti meritano di vivere senza la minaccia di violenza da cui sonocircondati. Oggi esortiamo i leader a scegliere la difficile via del dialogoinvece della via insensata della distruzione. Il mondo sta osservando esperando che la saggezza prevalga sulle armi. La pace è la miglioremedicina”.

  46. 955

    ⁠La verità dietro i numeri telefonici sardi usati dai call center⁠

    La verità dietro i numeri telefonici sardi usati dai call center

  47. 954

    🔔 Non trascuriamo l’udito di nessun bambino 👂🏽👧🏽👦🏽

    In tutto il mondo, 90 milioni dibambini convivono con problemi all’udito, anche se il 60% dei casi èprevenibile.  Due semplici principi permettono allescuole di cambiare in meglio l’intero futuro dei bambini. 1️⃣ Prevenire la perdita infantile dell’udito. 2️⃣ Indiviruare rapidamente I problemiaffinché i bambini ricevano cure adeguate. Evitiamo che un problema curabile limitiil potenziale di un bambino!

  48. 953

    Sysmon nativo: La rivoluzione della sicurezza in Windows

    Sysmon nativo: La rivoluzione della sicurezza in Windows

  49. 952

    Conad vs Chupa Chups: Un confronto fra due icone visive

    Quando si parla di marchi conosciuti eamati, ci sono 2 simboli che potrebbero sembrare più simili di quanto nonsiano: il logo di Conad e il celebre marchio Chupa Chups. Se liosserviamo velocemente, potrebbero sembrare quasi identici, ma la verità dietroqueste somiglianze è più interessante.🌸 Un’analisi visiva: I duesimboliIl 1° elemento che salta all’occhioquando si osservano le confezioni di Conad e Chupa Chups è la formasimile. Entrambi i loghi presentano un motivo tondeggiante, chericorda una forma floreale. 🌼 Il fiore distintivo di ConadNel corso degli anni, il marchio Conadha evoluto il suo logo perché fosse distinto ulteriormente da altrimarchi, includendo un fiore con petali evidenti e un centro solido.Questo elemento grafico si è rivelato un simbolo distintivo. Oggi, il fiorerappresenta una delle caratteristiche più riconoscibili di Conad, ed èstato adottato per dare una forte identità visiva al marchio.🧠 Convergenza grafica, non copiaAnche se i loghi di Conad e ChupaChups si somigliano, non si tratta di un caso di plagio o copiatura.I due marchi appartengono a settori completamente diversi: Conad è ungigante della grande distribuzione, mentre Chupa Chups è un’icona nelmondo dei dolciumi. La somiglianza potrebbe essere dovuta a una tendenzagrafica comune degli anni ’60 e ’70, che prediligeva forme morbide etonde.Sebbene non si possa parlare di copiaturaintenzionale, è possibile che entrambi i marchi abbiano tratto ispirazionedallo stesso periodo storico, dove le forme organiche e giocose eranopopolari. Chupa Chups, essendo stato lanciato qualche anno prima, èstato sicuramente un marchio pionieristico nel suo settore, e il suologo è diventato iconico e facilmente riconoscibile.🚀 La forza del logo Conad oggiConad, negli anni, ha lavorato perdifferenziarsi sempre più. L’aggiunta del fiore, con la sua formaimmediatamente riconoscibile, ha reso il logo ancora più distintivo edifficile da confondere. La continuità nell’uso di questo elemento nei packaginge nelle comunicazioni visive ha consolidato la sua identità. Infatti oggila forma del fiore è praticamente sinonimo del marchio.❌ Nessun plagio, solo estetica simileLa somiglianza fra i due loghi non è uncaso di copiatura, ma una convergenza estetica. Entrambi i marchi hannoadottato forme simboliche, morbide e amichevoli, ma con intenti eapplicazioni diverse. Chupa Chups ha scelto il suo simbolo per attrarreun pubblico giovane e per esprimere un senso di giocosità e allegria,mentre Conad, con il suo fiore, ha voluto trasmettere un’immagine più accoglientee familiare.🎯 Per riassumere In definitiva, Conad e ChupaChups sono due marchi iconici che, pur condividendo alcune similitudinivisive, sono molto distanti tra loro nella filosofia, nei settori e neimessaggi che trasmettono.

  50. 951

    La Storia della Musica S04E12 - Gustav Holst (1874-1934): un visionario musicale che oltrepassò lo spazio

    S04E12 - Gustav Holst (1874-1934): un visionario musicale che oltrepassò lo spazio

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