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L'Economia delle Piccole Cose

Quanto condiziona le nostre scelte l'economia nascosta dietro le piccole cose? Si moltiplicano gli aeroporti e voliamo low cost. A teatro spopolano i monologhi perché sono una moda, ma anche perché un attore cosa meno di una compagnia. Anche nell'aumento o nella diminuzione delle nascite o dei matrimoni ci sono dinamiche economiche. Come per la tv che guardiamo o i libri che compriamo, indirizzati dagli algoritmi del web. Con ironia e semplicità partendo da storie e casi concreti vogliamo raccontare quali meccanismi economici giocano nella nostra vita per capire quanto siamo liberi di scegliere.

  1. 30

    Welfare sos caro spesa. Ma il paradosso è la tassa di comodità

    L'inflazione ad aprile con l'effetto guerra, secondo l'Istat, schizza al 2,8%, il cosiddetto carrello della spesa cresce del 2,5%. Un peso anche sulla classe media che per casa, bollette e cibo spende ormai poco meno di due terzi di quel che guadagna. A prendere piede come aiuto al caro scontrino è l'welfare aziendale: buoni spesa, sconti bollette, buoni vacanza, o rimborsi per baby-sitter e colf sono, per chi può, un secondo stipendio. Ma se è vero che anche il tempo è denaro il paradosso è che gli italiani pagano sempre più quella che è stata definita una tassa sulla comodità (o antidoto alla vita frenetica): sono 35 milioni gli italiani che acquistano online e per food delivery, shopping online e spesa a domicilio gli italiani spendono in media più di 360 euro all'anno solo in costi di consegna. Noi Facciamo i conti... sulla spesa che cambia, per necessità o per scelta.

  2. 29

    GenZ: se il lavoro non vale un'eredità

    Oltre il 60% della ricchezza in Italia è in mano alle generazioni più anziane, tra risparmio e patrimonio immobiliare. Le generazioni più giovani hanno stipendi che stanno poco al passo col carovita e faticano a risparmiare, ma, al contrario, saranno destinatari nei prossimi decenni di corpose eredità. L'invecchiamento della popolazione è una vera e propria bomba economica anche sul fronte del lavoro. A ribadirlo è stato anche l'Ocse nel suo rapporto dedicato all'Italia: oggi gli over 50 che lavorano, secondo i dati Istat, sono oltre 10 milioni, vent'anni fa erano esattamente la metà; dall'altra parte la fascia fino ai 34 anni è scesa da più 7 milioni a circa 5 milioni. Il lavoro è l'orizzonte delle nuove generazioni? È ancora l'ascensore sociale?  Noi Facciamo i conti... lasciando la parola agli under 35.

  3. 28

    Vent'anni in streaming, la musica dai pirati agli abbonamenti

    C'era una volta il 2006. Per la musica l'era delle lunghe attese accampati davanti ai negozi per l'ultimo cd, per lo più rigorosamente in lingua inglese. Ma anche l'era della pirateria, che valeva un quarto del mercato italiano, con milioni di cd falsi. A soffiare le candeline vent'anni dopo è la più europea delle rivoluzioni tech che ha cambiato le nostre abitudini. E noi Facciamo i conti...

  4. 27

    Dove vanno i talenti. Rotta verso est

    C'era una volta l'università inglese, invidiata nel mondo. Ora oltremanica il dibattito è acceso: servono ancora le aule universitarie nel mondo del tech e dell'intelligenza artificiale? La verità è che il sistema finanziario, tutto privato, delle istituzioni britanniche traballa. Una profonda crisi di un settore storicamente prestigioso. I numeri parlano chiaro: un ateneo su tre sarà in deficit alla fine di quest'anno accademico. Si salvano Oxford o Cambridge ma altri nomi illustri non se la passano bene. Colpa di tasse universitarie sempre più insostenibili (per intenderci prendete le nostre e aggiungeteci uno zero, visto che non ci sono aiuti pubblici), colpa anche, della Brexit, col crollo delle iscrizioni degli studenti europei, che sono stati equiparati agli studenti internazionali. Ora Londra è tornata al tavolo dei negoziati perché dal prossimo anno vorrebbe di nuovo gli studenti europei. Ma, al di là degli annunci, nulla è detto. E, nel frattempo questi studenti hanno trovato altre rotte. Anche gli Usa perdono studenti dall'estero, molti dei quali arrivano in Italia, mentre crescono nei ranking le università asiatiche che hanno messo in moto una macchina inarrestabile per conquistare il mercato dei talenti. E l'Italia... ci guadagna? noi Facciamo i conti... 

  5. 26

    Il risiko dei treni ci difenderà dal caro voli?

    Sono 7,3 milioni gli italiani che vivono in aree poco servite da trasporto pubblico, 1,2 milioni di famiglie contemporaneamente in una condizione di rischio povertà e sostengono costi di mobilità particolarmente elevati. Una "povertà di trasporti" che diventa emergenza con la crisi energetica: se non posso scegliere non posso neppure provare a risparmiare. Il costo dei trasporti è già la terza voce di spesa per le famiglie italiane dopo casa e alimentazione e ora i prezzi volano. Non è solo il turismo a rischio, ma anche raggiungere il posto di lavoro o spostarsi per fare la spesa o per curarsi. L'Europa, e l'Italia, si scoprono ancora una volta fragili sugli scacchieri geopolitici. Come difendersi dal caro carburante e dal caro voli? E se fosse il risiko europeo dei treni l'alternativa? Dall'alta velocità alla liberalizzazione europea sui binari noi Facciamo i conti...

  6. 25

    Tulipani mania. I costi della guerra in un fiore

    Da nord a sud è tulipani mania, campi fioriti presi d'assalto per gite e immancabili scatti social. Ma anche dietro un fiore di Pasqua c'è l'economia globale. Il settore florovivaistico europeo, che rappresenta un pilastro economico di primo piano, vale 24,5 miliardi di euro. Oltre un terzo della superficie è destinato alla produzione di fiori e piante ornamentali. Negli ultimi dieci anni le esportazioni sono cresciute del 75% e le importazioni del 54%, con una bilancia commerciale positiva per circa 4,7 miliardi. Le produzioni, però, si spostano verso altre zone del mondo per la crisi climatica e la crisi energetica. Se compriamo un fiore reciso la possibilità che abbia fatto un lungo viaggio è ormai altissima. Non solo, a pesare ci sono anche i costi dei fertilizzanti: già schizzati alle stelle con la guerra in Ucraina ora pagano anche il prezzo del conflitto in medio oriente. Perché anche le piccole cose sono economia globale... e noi Facciamo i conti...

  7. 24

    Le lancette dell'orologio alla prova del secolo elettrico

    Ora solare o ora legale? Mentre il mondo affronta un nuovo shock energetico, è ancora la luce a fare la differenza? Lavatrice, lavastoviglie, elettrodomestici, condizionatori, pc, telefoni o auto elettriche, cosa pesa sui nostri conti? Nei prossimi mesi spostando le lancette in bolletta risparmieremo circa 20 euro a famiglia, contro rincari annunciati per oltre 120 euro. Il paradosso è che il cambio d'ora non piace a quasi nessuno: non piace più ai paesi nordici, che ci guadagnano poco; non piace agli Stati Uniti e Trump vorrebbe abolirlo; non piace neppure più alla Spagna, che per paradosso forse solo su questo è d'accordo con il presidente americano. Dal 2019 Bruxelles della disputa si è lavata le mani, lasciando liberi gli stati membri. Ora, però, da noi qualcosa si muove... e Noi facciamo i conti...

  8. 23

    La guerra e il paradosso dell'acqua. E quanto ci costano

    La crisi idrica, sommando siccità, alluvioni e mancato riciclo, ci costa 227 euro ciascuno in Italia, il doppio della media europea, una cifra pari a 13,4 miliardi di euro. Tradotto: come se l'economia italiana si fermasse per due giorni e mezzo ogni anno. Senza acqua non ci sarebbe il 20% del pil italiano. Iniziamo la primavera con gli invasi pieni ma un deficit di neve. Mentre gli eventi estremi da inizio 2026 sono stati già oltre 180. Nella giornata internazionale dell'acqua, primo giorno di primavera, noi Facciamo i conti...

  9. 22

    Senza soldi in tasca... dopo il sorpasso

    Di record in record i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto i 518 miliardi. Il dato aggiornato ci racconta del 45% dei consumi senza prendere in mano banconote o monete, relegate ormai al 38% dei nostri acquisti. Il sorpasso si è visto nel 2024, ma marciamo sempre più veloci verso una società cashless. Eppure resta il tema: una carta è un servizio e per averla dipendiamo da qualcuno, a cui diamo i nostri dati, e da cui dobbiamo passare. Quel che abbiamo in tasca passa per lo più, se non quasi totalmente, da circuiti che non sono europei e in un contesto instabile è un rischio. Nel nuovo scenario globale, i sistemi di pagamento tornano al centro come infrastrutture strategiche di sicurezza, interoperabilità e innovazione. Crescono smartphone e wearable, mentre si affacciano stablecoin, Digital Euro e AI agent. Noi aggiorniamo il pallottoliere e Facciamo i conti...

  10. 21

    Le ragazze con la valigia ci "costano" 60 mila culle vuote

    Meno occupate, meno pagate, meno gratificate, più laureate, competenti e indipendenti le ragazze italiane ora fanno la valigia. Una rivoluzione in qualche modo storica, visto che le emigrazioni sono sempre state al maschile. Il dato ora, invece, sfiora la parità a livello nazionale, con le ragazze che lasciano l'Italia che per la prima volta nelle regioni del nord sono anche più dei coetanei maschi. Motivo? Le ragazze oltre e, spesso, più di maggiori possibilità di guadagni cercano Paesi con "più diritti civili". Tradotto significa più parità, più possibilità di essere trattate come i colleghi maschi, di non dover scegliere tra carriera e famiglia. E meno ragazze significa culle vuote, e, insieme, nuovi nati per altri Paesi, che oltre ai talenti si prendono anche la crescita demografica. Una stima che arriva fino a 60mila nati in meno in Italia all'anno, da giovani donne italiane che, invece, i figli oltre che la carriera li fanno altrove. D'altra parte, le donne sono meno "inventrici del futuro" rispetto ai maschi, non solo perché seguono meno le carriere stem, ma perché anche quando lo fanno le loro invenzioni restano nell'ombra. A dirlo sono i numeri e noi Facciamo i conti... 

  11. 20

    Sanremo effetto streaming, e ora l'web non è più gratis

    La vera vincitrice degli ultimi anni sul palco di Sanremo è stata l'industria musicale, tornata a crescere proprio grazie ad una formula rinnovata del festival. L'effetto streaming sui conti si è fatto sentire in tutti i mesi successivi e non solo della settimana del festival. Si compirà anche quest'anno il miracolo? Quel che è certo è che ormai oltre il 60% degli incassi musicali passa dal web. Il mito di un online gratis è definitivamente tramontato: tra film, serie, musica, gaming e anche news gli italiani nel 2025 hanno speso 4miliardi di euro, in gran parte in abbonamenti. Dove andiamo? Noi Facciamo i conti...

  12. 19

    L'importanza di chiamarsi montagna

    E ora che si sono spenti i riflettori delle olimpiadi diffuse, ci scordiamo della montagna? Eppure, negli ultimi mesi la politica si è interrogata, tra polemiche e discussioni, su quel che è montagna. Geograficamente circa il 35% del territorio italiano lo è, ma dal punto di vista amministrativo e politico la lista dei comuni montani è molto più lunga, stabilita da una legge del dopoguerra. Il nuovo decreto montagna prova a ridisegnare un perimetro. I comuni montani scenderanno, si fa per dire, a 3.715. Ma quanto vale l'importanza di chiamarsi montagna?

  13. 18

    Dove si è inceppata (e come si ripara) la macchina della moda second hand

    Ogni anno in Europa, compriamo (e paghiamo, meno ma paghiamo) fino a 19 kg di nuovi vestiti, accessori, scarpe. E produciamo 16 kg di rifiuti tessili. Alcuni degli abiti che scartiamo diventano second hand, il fenomeno degli ultimi anni. Ma ben poco arriva ormai sui banchi del mercato, dove pure lo vorremmo. Molto, forse anche troppo, nei canali di bassa qualità dall'Africa al Pakistan. Tanto, sicuramente troppo, non si riutilizza. Non è solo colpa della fast fashion e della nostra voglia di fare acquisiti. La macchina del riciclo tessile si è messa in moto senza un tassello, e in attesa che arrivi rischia di saltare il banco. E un'economia delle piccole cose che in Italia vive dal dopoguerra. Ora si prova a correre ai ripari e si lavora ad una legge che rimetta tutto in carreggiata. Noi Facciamo i conti...

  14. 17

    Olimpiadi show, il cloud dietro le quinte

    Musica, colori, tecnologia: l'apertura delle olimpiadi a Milano e Cortina è stata uno show. D'altra parte, spettacolo, tecnologia e sport a cinque cerchi sono indissolubilmente legati: Berlino 1936 fu la prima edizione delle Olimpiadi ad essere trasmessa in televisione, proprio le Olimpiadi Invernali di Cortina 1956 segnarono la prima diffusione in diretta televisiva in diversi paesi europei, con il debutto di Eurovision. Uno spettacolo dietro lo spettacolo che sperimenta un'economia che sarà. Questa edizione non fa eccezioni, anzi. L'accordo da 800 milioni di dollari con il gigante cinese Alibaba da Tokyo 2020 al 2028, ha visto con la società di Jack Ma il cloud fare concorrenza al satellite, che dominava dal 1964 le trasmissioni olimpiche. Questa di edizione dei Giochi segnerà un record nelle trasmissioni streaming e l'avvento dell'intelligenza artificiale. Innovazioni destinate, in futuro, ad approdare ad altri eventi e nella vita quotidiana. Siamo andati a sbirciare dietro le quinte, l dove si è accesa la macchina dello spettacolo olimpico: decine di schermi, metri di cavi e una macchina che si è messa in moto nell'ex fiera di Milano, al Portello

  15. 16

    Perché la sfida olimpica si gioca anche in aeroporto e in taxi

    "Quando si parla di Olimpiadi tutti guardano la data di apertura che è il 6 febbraio. In realtà, in aeroporto le Olimpiadi sono già arrivate". Così Riccardo Kustermann Olympic and Paralympic Project Director di Sea Milan Airports, fa il punto alla vigilia dell'apertura di Milano-Cortina 2026. E spiega: "un'atleta che viene per sciare, ad esempio, ha mediamente 2025 paia di sci, oltre a tutta la sua attrezzatura. Il suo staff si porta dietro anche il lettino per fare i massaggi o la box della sciolina. Per dare un ordine di grandezza: una sola squadra olimpica sono 210 atleti, 1100 bagagli di cui 500 bagagli fuori misura. Significa dei giorni in cui avremo 5.000 bagagli fuori misura, quando normalmente Malpensa in un giorno ne gestisce 300. "Adesso stiamo non più testando, siamo al picco più alto, per noi dal 28 gennaio al 2 febbraio". Ecco perché la sfida olimpica non si gioca solo sui campi da hockey o sulle piste da sci. Solo il 13% degli investimenti è in impianti sportivi. Facciamo i conti delle olimpiadi di aeroporti, autostrade, collegamenti alpini o dei taxi in città.

  16. 15

    Il futuro dell'auto è l'auto del futuro

    Se il futuro dell'auto non fosse solo l'elettrico ma la guida autonoma? Avremo tutti il nostro maggiolino Herbie? Dalla fantasia del cinema alla realtà il passo sembra sempre più breve: dopo Tesla e le sperimentazioni cinesi è arrivata ad aprire il 2026 anche Nvidia. "Un giorno un miliardo di automobili in circolazione sarà costituito da veicoli autonomi. Potreste noleggiare un robotaxi, oppure possederne direttamente uno, lasciando che si guidi da solo. Ogni veicolo sarà alimentato dall'intelligenza artificiale", ha annunciato il CEO Jensen Huang. Uomo dell'anno del 2025 anche in questo 2026 sembra pronto alla prossima rivoluzione, visto il primo veicolo a guida autonoma di Nvidia sarà sulle strade degli Stati Uniti entro marzo, prima di giugno in Europa. Ma l'Italia non resta indietro:  con l'economia delle piccole cose vi portiamo in viaggio nell'Italia dei motori da Torino, alla motor valley fino a Milano. Dove l'auto a guida autonoma sogna di diventare realtà. O, forse, già lo è, e sarà la prossima rivoluzione della nostra economia delle piccole cose.

  17. 14

    Cinema pieni, ma nel 2026 potremmo non avere un altro effetto Zalone

    Sfiorati i 500milioni al box office nel 2025, più di 68 milioni di biglietti staccati nei cinema, sul podio dei più visti in sala due su tre film italiani. Checco Zalone ha riacceso i riflettori sul grande schermo, tra sale che tornano a riempirsi e sfide da raccogliere. Una tutta politica, dopo le decisioni in manovra finanziaria sul tax credit e l'allarme per le produzioni in corso, con set che pensano di lasciare il Bel Paese in attesa di capire cosa succederà. Un'altra di capitali e nuovi assetti internazionali dopo l'operazione da 83miliardi di dollari per l'acquisizione di Warner Bros annunciata da Netflix a inizio dicembre. Piccole cose che s'intrecciano con la grande economia.

  18. 13

    I saldi delle città senza negozi: tutta colpa della Cina?

    Gennaio mese di saldi: scarpe, maglioni o felpe che non sono arrivate coi regali di Natale, o acquisti rinviati per risparmiare, tornano d'attualità, ma con il caro vita che pesa per molti. Quasi nove su dieci sono entrati o entreranno in un negozio, ma almeno uno su due qualcosa lo compra anche online. La novità è che se il pacco arriva da fuori Europa (leggi principalmente Cina) se vale meno di 150 euro ha una tassa di 2 euro. Di fatto l'Italia ha anticipato il dazio, che sarà di 3 euro, deciso dall'Europa da luglio. Non siamo i soli, con noi Francia, Belgio e Olanda. Ma è davvero la Cina il problema? O quel che non ci sono più sono i negozi? Magari vicino casa? Noi Facciamo i conti...

  19. 12

    Futuro 2026, rotta verso il quantum

    Nel 2026 ci attende il test per Donald Trump con le elezioni di Midterm; anche l'Ungheria andrà alle urne così come al voto andrà il Brasile. Sarà l'anno dei mondiali di calcio, per la prima volta in tre nazioni diverse, Canada, Messico e Stati Uniti, e i rapporti alla dogana non sono proprio idilliaci. Per noi l'anno delle olimpiadi invernali a Milano-Cortina. Per chi guarda già al calendario, con 13 giorni di ferie, in un anno di ponti di giorni di stacco ce ne saranno 35. E, speriamo, l'anno della pace. Ma guardando al futuro oltre all'ia sarà il quantum a cambiare la nostra economia delle piccole cose. Dagli esperimenti alla Sapienza di Roma ai conti dello sviluppo, guardiamo avanti.

  20. 11

    Viaggio ad Assisi, l'economia della basilica

    Il 2025 è stato l'anno del giubileo, la porta santa si chiuderà il 6 gennaio; è stato l'anno dell'addio a papa Francesco ma è stato anche l'anno di Francesco. Il 4 ottobre sarà dal 2026 di nuovo festa nazionale. Ma san francesco vince anche in libreria, dove scala le classifiche. In questi giorni di festa con l'economia delle piccole cose andiamo ad Assisi. L'economia delle piccole cose, a volte, è questione di punti di vista.

  21. 10

    Il Natale con una città di anziani in più si misura a metri nel carrello

    Cala ancora la popolazione italiana a 58.943.464, in sostanza 27.766 cittadini in meno. A calare i bambini, ma scendono anche i giovani, sempre più quelli che lasciano il paese. Ogni anno in Italia, al contrario, aumenta il numero degli anziani e dei grandi anziani, con più di 85 anni che raggiungono 2,4 milioni, ben 90mila in più in un anno. Un cambiamento nei numeri e nella composizione della popolazione che si misura anche nel cambio dei consumi. Meno bambini a scartare regali attorno alla tavola di Natale, metri in meno di prodotti per i più piccoli nei supermercati. Metri sostituiti da altre abitudini. Noi facciamo i conti...

  22. 9

    Quando l'economia è dono

    Sei milioni di italiani,  l'11,6% della popolazione sopra i 14 anni, hanno donato nel 2024 quasi 7 miliardi e mezzo di euro. Quasi altrettanto, 5,7 milioni, hanno donato tempo e competenze, tra cui moltissimi sono i giovanissimi dai 14 ai 17 anni. E' il Nord-Est guida a guidare la classifica della generosità, in testa il Trentino-Alto Adige. Con l'avvio delle feste Facciamo i conti dell'economia del dono. 

  23. 8

    Obbiettivo 2026, quanto costa un ia più "etica"

    Se lo scorso anno ci siamo stupiti per gli auguri natalizi in formato spot tv creati dall'intelligenza artificiale, il 2025 si chiude con canzoni create dall'ia che fanno capolino al primo posto delle classifiche musicali. Solo la punta di un'icerberg di una tecnologia che diventa creazione, strumento, decisione, che piace e spaventa e che ancora non sappiamo dove ci porterà. L'Europa si è data la più ambiziosa cornice normativa per l'intelligenza artificiale a livello globale, l'ai act, entrato in vigore nell'agosto 2024. Con, però, una serie di parametri da introdurre successivamente. Parametri che hanno messo in moto le pressioni prima di imprese e aziende tech, poi il governo americano di Donald Trump, e con ogni probabilità le norme che dovevano entrare in vigore nel 2026 non arriveranno. Ufficialmente si aspettano chiarimenti tecnici. Quanto ci costa un'ia etica? Facciamo i conti con Luciano Floridi Yale "Digital Ethics Center".

  24. 7

    Dietro le quinte dei pacchi in viaggio, tech batte umano

    Saranno oltre 40 milioni i pacchi che viaggeranno su e giù per la penisola in meno di dieci giorni. E' l'effetto black friday, che muove la lista dei desideri, frotte di scatole nei magazzini e  mezzi sulle strade. Cosa c'è dietro una macchina più imponente di quella degli elfi di babbo natale? Dallo smartphone a casa nostra, nel fine settimana dello shopping vi portiamo dietro le quinte, per capire cosa succede. La tecnologia batte l'uomo. Con riflessi per lavoro, organizzazione, costi.

  25. 6

    Le olimpiadi italiane dello sci che diventa un lusso

    Si accende il fuoco di Olimpia, Milano-Cortina si mette in moto. Dopo polemiche, inchieste, costi da coprire l'Italia dello sport invernale si mette in mostra. Il paradosso? Lo sci diventa sempre più un lusso, con costi che esplodo e macinano ben più dell'inflazione. Perché non sia solo un lusso da vedere in tv noi Facciamo i conti...

  26. 5

    La guerra dei farmaci

    L'accordo per ridurre i prezzi dei farmaci antiobesità negli Stati Uniti, che ha fatto svenire qualcuno, è solo il primo tassello di una guerra geopolitica che si gioca anche sulla nostra salute. Un'economia che traina la crescita italiana, che pesa sulle nostre tasche ma anche su ben altro. I contendenti sono sempre gli stessi: Usa a ovest e Cina a est. Ma in mezzo questa volta, insieme al portafoglio, c'è un allarme che ci tocca da vicino: rischiamo di non accedere ai nuovi farmaci innovativi. Noi facciamo i conti...

  27. 4

    L'ia e i nostri dati, istruzioni per l'uso

    "La più grande e veloce rivoluzione economica (e non solo) della storia. Più dell'arrivo della ferrovia o della rivoluzione industriale", così è l'intelligenza artificiale che entra nel concreto dei processi produttivi, la cosiddetta agent ia. Parola di Larry Ellison, patron di Oracle che sfida Elon Mask per diventare l'uomo più ricco al mondo. Un'intelligenza artificiale che diventa davvero più "umana", meglio più integrata in quel che facciamo e nella nostra economia delle piccole cose. Ma per farlo deve "macinare" i nostri dati privati. In un'Italia che resta il primo bersaglio al modo per gli attacchi hacker. Quanto ci costa? Noi Facciamo i conti...

  28. 3

    Il libro del clima, dieci anni dopo Parigi

    Sono passati dieci anni dagli accordi di Parigi sul clima. Ora, dal 10 al 21 novembre, il mondo torna a riunirsi per la Cop in Brasile per discutere, ormai, di eventi estremi. Gli obbiettivi sono falliti? Gli Stati Uniti se ne tirano fuori, la Cina aè ormai un gigante dell'energia rinnovabile, l'Europa è incerta, gli impegni finanziari sono stati rivisti giusto un anno fa. Di certo, ormai lo sappiamo, il clima cambia, ne risentiamo tutti noi, cambia l'economia e cambia il mondo. Questione di conti e di punti di vista: ne parliamo con Erika Coppola, fisica, di origine abruzzese, lavora al Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam (Ictp) di Trieste ed è l'unica italiana a coordinare uno dei team del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, l'organismo delle Nazioni Unite che studia il riscaldamento del pianeta, e che sta scrivendo il libro che descrive il clima sulla Terra e prevede quale sarà il nostro futuro.

  29. 2

    Energia circolare, scaldarsi con i dati

    Tempo di accendere i termosifoni. Siamo andati a Brescia, dove per riscaldare le case si usa quella che potremmo definire "un'economia circolare dell'energia", il teleriscaldamento. Che da quest'anno incrocia l'economia digitale: è di a2a uno dei primi progetti in Europa che applica il recupero di calore dai data center, il primo in una rete cittadina con la tecnologia di raffreddamento a liquido. A regime consentirà di riscaldare di oltre 1.350 appartamenti, evitando l'emissione in atmosfera di 3.500 tonnellate di CO₂ l'anno, equivalenti alla capacità di assorbimento di oltre 22 mila alberi. Un modello replicabile che incroci sostenibilità, digitale ed economia? Noi facciamo i conti...

  30. 1

    Una giornata senza contanti

    Zio paperone oggi invece di un deposito di monete avrebbe un pc. Spendiamo più in moneta virtuale che in monetine sonanti, risparmiamo in moneta digitale, investiamo in moneta digitale. Ma anche la Bce ci ha avvisati: meglio tenere ancora contanti in casa. E intanto si marcia veloce verso l'euro digitale, che vorrebbe tenere insieme il digitale dei pagamenti smart con la sicurezza delle banconote in tasca. Noi proviamo a raccontare... una giornata senza contanti.

  31. 0

    Incentivi o dazi? La lezione di Hollywood

    Che dopo pasta e vino arrivino anche i dazi sul cinema? Pare improbabile, ma dietro lo schermo c'è, si una battaglia vera, e il dilemma di Hollywood: incentivi o dazi? Il governatore della California, dove sta Hollywood, Gavin Newsom è democratico e probabilmente il più acerrimo nemico del presidente americano e, oltre a questo, c'è un sistema economico che traballa. Girare un film negli stati Uniti costa: non a caso, oggi, almeno un terzo delle ore di riprese di film e serie tv americane, viene girato fuori dal Paese. In Canada, o anche in Europa dove sempre più set trovano casa in Ungheria, Repubblica Ceca, Malta, Turchia. Nel paese di Orban, ad esempio, è stato girato Blade Runner. A Praga Mission Impossible. Molti set di Dune erano a Budapest... altri in Italia; per non parlare dei set a Roma o Venezia. A guadagnarci sono le regioni italiane che puntano sulle Film Commission. Ma, intanto, il nostro cinema come sta? Noi facciamo i conti...

  32. -1

    ​Studenti con la valigia

    La ripresa delle lezioni universitarie significa valigie in mano per quasi uno studente su quattro. Con gli affitti volati alle stelle che hanno fatto segnare un +20% negli ultimi cinque anni i costi diventano un problema. Eppure, non scoraggiano. Quel che cambiano sono le rotte: crescono le immatricolazioni nelle città universitarie più piccole, dove arrivano sempre più anche corsi di prestigio. Il caso simbolo è Ferrara. Al contrario, città come Milano o Bologna perdono i propri ragazzi tra gli iscritti agli atenei, spesso sostituiti da studenti che arrivano anche dall'estero. Siamo alla bolla? Noi facciamo i conti...

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