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Nessun luogo è lontano

Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, analisti, i più autorevoli a livello internazionale.

  1. 30

    Guerra in Iran, la pace è vicina (per la 38esima volta)

    Per la 38esima volta l'amministrazione Trump anuncia la fine imminente del conflitto con l'Iran. Secondo alcune indiscrezioni, l'accordo comprenderebbe anche lo smantellamento del nucleare anche se Teheran, attraveso il ministro Araghchi,  fa sapere di non essere così certo di una possibile soluzione alle porte. Alla complessità della vicenda, si aggiunge poi la scarsa disponibilità di Israele a cessare le ostilità con il Libano dove ancora è forte il potere di Hezbollah. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista del Sole 24Ore inviato in Libano, e con Michel Hélou, segretario generale del Blocco Nazionale libanese.In Gran Bretagna, due importanti dimissioni, tra cui quella del ministro della Difesa John Healey, hanno indebolito ulteriormente la posizione del primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Marzia Maccaferri, docente di Storia contemporanea e pensiero politico alla Queen Mary University.

  2. 29

    Trump e lo sport, tra calcio e ring

    Se è vero che lo sport è una forma di soft power, allora forse Donald Trump non lo sta usando bene in questa Coppa del Mondo che si disputa tra Stati Uniti, Messico e Canada. Le polemiche nate sul divieto di ingresso negli Stati Uniti per l'arbitro somalo Omar Artan, ad esempio, fanno pensare ad una gestione maldestra dell'evento. O forse Trump, anche con i Mondiali, non perde occasione per rafforzare quell'idea degli Stati Uniti come di un Paese "duro", che non ha paura di risultare impopolare agli occhi del mondo? Ne parliamo con Dario Ricci, giornalista di Radio24, conduttore del programma Olympia.Torniamo poi in Iran, per tentare di capire cosa sta succedendo nel Paese, e in Libano dove Hezbollah è indebolito ma è ancora sostenuto da una parte della popolazione. Cerchiamo di comprenderne le ragioni con Michel Hélou, segretario generale del Blocco Nazionale libanese.

  3. 28

    Belfast in fiamme

    Manifestazioni di protesta anti immigrati, strade bloccate, bidoni e veicoli dati alle fiamme. Belfast ha reagito così, ieri, dopo l'aggressione con coltello da parte di un immigrato sudanese ai danni di un quarantenne irlandese. Ma l'atmosfera si era già surriscaldata nel Regno Unito a seguito della condanna di Vickrum Digwa, 23 anni di origini sikh, per l'uccisione del diciottenne Henry Nowak nel dicembre scorso. Ne parliamo con Dominic Bryan, professore di Antropologia alla Queen's University di Belfast.Gli Stati Uniti hanno sferrato nella notte un attacco sull'Iran, concentrato nella zona dello Stretto di Hormuz, come rappresaglia per l'abbattimento, lunedì, di un elicottero Apache americano sempre nello spazio aereo dello Stretto. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi, e con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.

  4. 27

    Lo stivale e le ciabatte

    Mentre Tump impone la tregua a Netanyahu, in considerazione dei negoziati in corso, il ministro Ben-Gvir attacca l'Italia chiamandolo il Paese delle ciabatte. L'offesa, che alluderebbe ad una simpatia degli italiani per gli arabi, scaturisce dalla decisione della procura di Roma di iscrivere il ministro Ben-Gvir nella lista degli indagati per reati di tortura nei confronti degli attivisti della Flottilla. Ne parliamo con Nello Del Gatto, collaboratore a Gerusalemme, e con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole 24Ore in Libano. Il legame tra la Cina e la Corea del Nord non è mai stato così forte. Questa sarebbe la conclusione della visita di Xi Jinping a Pyongyang. Ne parliamo con Giulia Pompili, giornalista della redazione esteri del Foglio.

  5. 26

    Iran-Israele, ancora guerra aperta

    Dopo l'attacco di Israele a Beirut, mossa sconsigliata da Donald Trump, anche l'Iran ha ripreso gli attacchi verso Israele. Il presidente Pezeshkian ha assicurato che l'Iran non si ritirerà dai negoziati e anche Donald Trump invita a seguire il percorso della diplomazia già avviato. Ne parliamo con Minoo Mirshahvalad, ricercatrice in Sociologia all'Università di Copenhagen, Sissi Bellomo, giornalista de Il Sole 24Ore, Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole 24Ore inviato in Libano, e con Laura Silvia Battaglia, autrice di “I partigiani di Allah. Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente” (Mondadori).

  6. 25

    Ucraina-russia: spiragli di pace?

    Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, ha proposto al suo omologo russo di mettere da parte la mediazione degli Stati Uniti, impegnati in Iran, e vedersi direttamente per trattare la pace. Putin si è detto favorevole ad un incontro a Mosca ma non intende rinunciare ai territori del Donetsk e del Lugansk, né a Zaporizhzhia e Kherson. Intanto, in Montenegro si discute dell'allargamento dell'Unione europea ai Balcani, mentre in Armenia, dove si andrà al voto domenica 7 giugno, il partito filo-occidentale del primo ministro uscente Nikol Pashinyan è dato per favorito. Ne parliamo con Anna Zafesova, giornalista esperta di Russia, Marilisa Lorusso, analista di Osservatorio Balcani e Caucaso, e con Giorgio Fruscione, ricercatore e analista di Ispi, esperto di Balcani.

  7. 24

    La tregua in Libano e il nodo disarmo di Hezbollah

    Mentre Washington e le cancellerie europee esultano per la firma del cessate il fuoco condizionato che dovrebbe mettere fine al conflitto nel Paese dei Cedri, i raid israeliani non cessano e ci si chiede quanto possa essere plausibile il disarmo di Hezbollah. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore inviato in Libano.La Camera dei Rappresentanti ha approvato ieri una misura che potrebbe costringere il presidente Trump a porre fine alla guerra in Iran, in una mossa che segna la prima sfida della Camera bassa del Congresso contro la Casa Bianca. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, autore di "Storia culturale degli Stati Uniti - Dagli anni Settanta a oggi" (Carocci).

  8. 23

    Ore di scontri nel Golfo. L’Iran attacca Kuwait e Barhein

    Mentre il pesidente Trump assicura che i negoziati con l'Iran non si sono interrotti,  l'esercito iraniano diffonde immagini dei missili contro obiettivi Usa nel Kuwait. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore, inviato in Libano.Anche le tensioni tra Ucraina e Russia si acuiscono: Kiev colpisce obiettivi vicino a San Pietroburgo proprio mentre nella città di Vladimir Putin è in corso il Forum economico. Ne parliamo con Carolina De Stefano, docente di Storia e politica russa alla Luiss Guido Carli, e con Giuliano Noci, prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano, autore di “Disordine. Le nuove coordinate del mondo” (Il Sole24 Ore Libri).

  9. 22
  10. 21

    La minaccia russa: droni nei cieli europei

    Mentre il presidente Trump, a più riprese, snocciola affermazioni di presa di distanza dalla Nato, nei cieli al confine con la Russia la situazione si fa caotica. Gli sconfinamenti sono sempre più frequenti, così come le attività di disturbo dei sistemi Gps dei droni. Ne parliamo con Antonio Talia, giornalista e autore di "Nessun luogo è lontano", di ritorno dalla Lennart Meri Conference svoltasi a Tallinn.

  11. 20

    Drone in Romania: tensione alle stelle

    Un drone russo è precipitato su un edificio residenziale nella città di Galați, in Romania, ferendo due cittadini. La reazione immediata è stata quella di dichiarare il console russo persona non grata. La Nato ha condannato l'attacco. Ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa, e con l'ambasciatore Riccardo Sessa, Presidente della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (S.I.O.I.).

  12. 19

    Iran e Libano nuova escalation

    Una nuova escalation tra Iran e Stati Uniti ha contraddistinto la prima parte della giornata di oggi nello Stretto di Hormuz. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver lanciato un attacco contro una base aerea americana in Medio Oriente da cui, secondo Teheran, sarebbero scattati i raid statunitensi condotti poche ore prima nell'area strategica del Golfo Persico. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter, Emily Tasinato, visiting fellow presso Fondazione CSF, Jacopo Mocchi, firma di L'Espresso, e con Rayhane Tabrizi, attivista iraniana in Italia, presidente della associazione Manaà.

  13. 18

    Nato senza ombrello, Baltici ago della bilancia

    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha incontrato a Vilnius i leader di Estonia, Lettonia e Lituania. Le incursioni di droni russi nello spazio aereo baltico "non sono incidenti isolati", ma parte di una "deliberata strategia" del Cremlino, ha detto la presidente. Intanto, proprio in questo momento di instabilità ai confini con la Russia, Donad Trump fa proclami sul possibile disimpegno nella Nato o su una riduzione consistente degli investimenti. Ma qual è lo stato reale dei fatti? Lo chiediamo ad Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation.A Gaza, dove le IDF hanno appena colpito Mohammad Odeh, capo delle brigate al Qassam, permane una situazione di grande incertezza e mancanza dei beni primari e delle condizioni basiche di sopravvivenza. Ne parliamo con Irdi Memaj, medico di Emergency a Deir al-Balah, e con Kobi Michael, analista del Misgav Institute for National Security and Zionist Strategy.

  14. 17

    Cuba, Libano e Iran: guerre regionali, crisi globali

    Qualche giorno fa il segretario di Stato Marco Rubio è stato chiaro nel rivolgersi al popolo cubano: "Il presidente Trump offre una via di uscita a Cuba, un'occasione per cambiare". Nel frattempo la situazione sull'isola è sempre più grave, con l'energia centellinata e gli approvvigionamenti di cibo carenti. Ne parliamo con Antonella Mori, responsabile del programma America Latina di Ispi e docente alla Bocconi.Mentre si inasprisce il fronte Usa-Iran, Israele continua a colpire il Libano. Commentiamo con Jacopo Mocchi, firma di L'Espresso, inviato a Beirut.

  15. 16

    Leone e l'enciclica

    Parla per metafore Papa Leone, nel suo discorso pronunciato oggi in Aula del Sinodo, alla presentazione di Magnifica humanitas, la prima enciclica del suo pontificato. Ma fa anche abbondanti e puntuali riferimenti alla storia quando paragona l'effetto dello sviluppo industriale sulla vita dei più deboli al diffondersi dell'intelligenza artificiale, definita dal pontefice una "minaccia da disarmare". Con Alessandro Marroni, vaticanista del Sole24Ore, analizziamo il discorso di Leone XIV, cercando di capire quanto potrebbe andare a disturbare i poteri della Silicon Valley e l'amministrazione Trump.Mentre i negoziati sull'Iran sono ancora in corso, cerchiamo di immaginare il Medio Oriente dopo il conflitto. Riuscirà Trump a ristabilire la pace e a dare seguito ai Piani di Abramo? Lo chiediamo a Michela Mercuri, docente di Storia dei Paesi musulmani all'Università di Padova.Nell’attacco di domenica scorsa contro Kiev, la Russia ha usato un missile Oreshnik, un missile balistico a raggio intermedio particolarmente distruttivo. Cosa ci dice questa mossa? Ne parliamo con Davide Maria De Luca, firma de Il Domani, inviato a Kiev.

  16. 15

    Puntata speciale dal Festival dell'economia di Trento

    Puntata speciale dal Festival dell'economia di Trento

  17. 14

    Geopolitica al Festival di Trento: i nuovi poteri e le vecchie dinamiche

    Mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguono, sul movimentato fronte della politica estera americana si staglia la questione Cuba. La condanna di Raúl Castro negli Stati Uniti farà scoppiare una nuova crisi? Intanto, al centro della ministeriale Nato in Svezia c'è il solito annoso problema della contribuzione insufficiente per i partner europei. Di questi temi Giampaolo Musumeci parla al Festival di Trento con Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po, e con Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari dal 2019 al 2024.

  18. 13

    Dal Festival di Trento: dinamiche globali tra vecchi e nuovi poteri

    Dai negoziati tra Stati Uniti e Iran allo sdegno suscitato dal ministro Ben-Gvir per aver insultato gli attivisti della Flotilla. Passando per la possibile crisi cubana e il cambio pelle della Nato. Al Festival dell'Economia di Trento Giampaolo Musumeci discute di geopolitica con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento, e con Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi.

  19. 12

    Flotilla: Ben-Gvir irride gli attivisti e sfida il governo italiano

    Derisi mentre erano inginocchiati, bendati e in stato di fermo. Le immagini postate dal ministro israeliano Ben Gvir, mentre rivolge un ironico 'Benvenuti in Israele' agli attivisti della Flotilla fermati dall'Idf, scatenano la reazioni del governo italiano. Ne parliamo con Nello Del Gatto, nostro collaboratore a Gerusalemme.Il presidente russo Vladimir Putin è stato accolto dal presidente cinese Xi Jinping di fronte alla grande Sala del Popolo di Pechino. "È grazie alla fedeltà incrollabile e al coraggio dimostrato in tempi difficili che la Cina e la Russia sono riuscite a raggiungere un livello così elevato nelle loro relazioni" ha detto Xi. Ne parliamo con Ettore Sequi, ambasciatore, già segretario generale della Farnesina.

  20. 11

    Putin alla corte di Xi Jinping

    Vladimir Putin arriva oggi a Pechino per un incontro con Xi Jinping. Secondo una nota del Cremlino, il presidente russo e quello cinese discuteranno di come "rafforzare ulteriormente" il partenariato strategico. Ne parliamo con Antonella Scott del Sole24Ore e con Filippo Fasulo, Co-head dell'Osservatorio Geoeconomia dell'Ispi.Trump ha sospeso un attacco programmato contro l'Iran per le pressioni di Arabia Saudita, Emirati arabi e Qatar. Ne parliamo con Minoo Mirshahvalad, professoressa all'Università di Copenhagen, esperta di Sociologia dell'Islam.

  21. 10

    Raid incrociati Mosca-Kiev

    Un'ondata di circa 600 droni ucraini ha colpito il territorio russo nella notte di ieri, provocando la morte di quattro persone, tre nella regione di Mosca e una in quella di Belgorod. Certo, le capacità militari di Kiev non hanno ancora raggiunto il cuore della Russia ma quello a cui stiamo assistendo è sicuramente una risposta decisa e una resistenza che fanno pensare a un finale della guerra tutt'altro che scontato. Ne parliamo con Gigi Donelli, giornalista di Radio24 appena tornato dall'Ucraina. La nuova epidemia di Ebola scoppiata in Uganda e Repubblica Democratica del Congo ha indotto il vicino Ruanda ad aumentare le misure di sicurezza e sta richiamando l'attenzione di tutto il mondo. Ne parliamo con Chiara Montaldo, coordinatrice dell’Unità medica di Medici Senza Frontiere.

  22. 9

    Xi e Trump: tanto clamore per nulla?

    Partiamo dall'incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il segretario generale del Partito Cinese Xi Jinping. I due leader si sono visti un'ultima volta questa mattina, al termine, Xi ha definito il bilaterale "costruttivo" e Trump ha invitato il presidente cinese a visitare la Casa Bianca il 24 settembre. Tanti buoni propositi ma poca concretezza. L'analisi di Giuliano Noci, prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano, autore di “Disordine - le nuove coordinate del mondo” (Il Sole24 Ore Libri).A seguire, con l'inviato del Sole 24 Ore Roberto Bongiorni andiamo a Gerusalemme, dove ieri si è svolta la "Marcia delle bandiere" che celebra l’occupazione di Gerusalemme Est, la parte palestinese della città, conquistata nella guerra del 1967. Decine di migliaia di israeliani hanno attraversato le strade della Città Vecchia tra cori razzisti, aggressioni e atti di vandalismo.Parliamo poi della guerra in Ucraina, dopo il violento bombardamento russo su Kiev avvenuto a sole 48 ore dalla fine della tregua. La cronaca di Gigi Donelli, inviato di Radio 24.Infine a Tallin, dove Antonio Talia sta seguendo per noi la Lennart Meri Conference, uno dei più importanti forum internazionali dedicati alla politica estera e alla sicurezza.

  23. 8

    Trump sedotto da Xi

    Prosegue la visita del Presidente statunitense Donald Trump in Cina, con toni più che amichevoli nei confronti del Presidente cinese Xi Jinping. Ma come si stanno modellando gli equilibri globali? Lo chiediamo a Ettore Greco, Vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) e responsabile del programma “Multilateralismo e Governance globale”.Al centro della visita anche il dossier Taiwan. Con noi per parlarne Lorenzo Lamperti, giornalista da Taipei che collabora con La Stampa e la Radiotelevisione Svizzera.Entra nel vivo invece la crisi politica inglese, con le dimissioni del Ministro della Sanità Wes Streeting, pronto a sfidare la leadership di Starmer. Ci aggiorna Giorgia Scaturro, giornalista e producer, nostra collaboratrice a Londra.

  24. 7

    Trump in Cina e non balla da solo

    Inizia oggi la visita diplomatico di Donald Trump a Pechino, per quello che lo stesso Presidente statunitense ha definito un G2. I temi al centro del vertice sono molti, a partire dal conflitto in Iran. Ne parliamo con Simone Pieranni, giornalista, autore di “Lo specchio americano - Lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti”, Mondadori.Nel frattempo nel Regno Unito, il Primo Ministro Keir Starmer affronta le critiche e la rivolta interna al partito laburista. Tutto questo nel giorno in cui Re Carlo III ha tenuto il King’s Speech nella Camera dei Lord. Ci racconta Giorgia Scaturro, giornalista e producer, nostra collaboratrice a Londra.

  25. 6

    Israele non ferma i raid nel Sud del Libano

    Attacchi israeliani hanno ucciso sei persone nel sud del Libano e ferito altre sette, secondo quanto riferito martedì dai media statali libanesi, mentre i combattimenti continuano nonostante l’accordo di cessate il fuoco. Giampaolo Musumeci, nella zona più calda del Paese, intervista alcuni sfollati a Tiro.Mentre il futuro politico di Keir Starmer appare sempre più incerto, il suo governo incassa tre dimissioni nel giro di poche ore. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, giornalista e producer, nostra collaboratrice a Londra.

  26. 5

    Libano, parla l'ambasciatore italiano

    Il ruolo dell'Italia e della missione Unifil in Libano. Su questi temi, Giampaolo Musumeci ha intervistato l'ambasciatore italiano a Beirut Fabrizio Marcelli e Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello IAI.Mosca, la parata sottotono di Vladimir Putin e le affermazioni sulla possibile conclusione della guerra in Ucraina. Ne parliamo con Carolina De Stefano, docente di Storia e politica russa alla Luiss Guido Carli, e con Abbas Gallyamov, ex speechwriter di Vladimir Putin.

  27. 4

    Le voci e la paura dal Libano

    Continua il racconto di Giampaolo Musumeci dal Libano, dove i raid israeliani hanno fatto salire il numero dei morti a 2.759, come annuncia il ministerio della Salute, con un aumento di 32 decessi nelle ultime 24 ore. Nel Regno Unito le elezioni locali hanno evidenziato una forte disaffezione verso il partito laburista e un'impennata di Reform UK e dei Verdi. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo.La parata del 9 maggio a Mosca e la visita di Marco Rubio a Roma. Ne parliamo con Antonella Scott de Il Sole24Ore e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

  28. 3

    Regno Unito, il voto banco di prova per Starmer

    Speranza o condanna? Dal Libano, Giampaolo Musumeci racconta come i cittadini libanesi vivono la presenza di Hezbollah, se vi si identificano o, al contrario, vorrebbero liberarsene per sempre.Le elezioni locali nel Regno Unito sono una cartina tornasole importante per capire come si sta evolvendo la politica nel Paese. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, giornalista e producer, nostra collaboratrice a Londra.Dopo i momenti di tensione tra il presidente americano Donald Trump e Papa Leone XIV, Marco Rubio si reca in Vaticano. Il commento con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole24Ore.

  29. 2

    Da Dahye a Hormuz, tra annunci di resistenza e dichiarazioni di caos

    La Casa Bianca e l’Iran sarebbero vicini a un’intesa preliminare su un memorandum d’intesa di una sola pagina, composto da 14 punti, per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente Storia internazionale a SciencesPo, e con Carla Bassu, docente di Diritto pubblico comparato all'Università di Sassari.

  30. 1

    Dal Libano a Hormuz: la tregua sempre più fragile

    Mentre Hezbollah tenta di rialzare la testa nel Sud del Libano, lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Ne parliamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dell’Istituto Affari Internazionali.

  31. 0

    Libano: il grande ferito

    Frizioni sociali che si rafforzano, villaggi distrutti, cittadini che restano ai margini, come anziani e disabili. Giampaolo Musumeci va in onda dal Libano per raccontarci le ferite di un popolo schiacciato tra due contendenti, Israele e Hezbollah.Gli Stati Uniti hanno annunciato l’avvio di un’operazione militare per liberare le navi bloccate nello stretto di Hormuz. Secca è stata la replica di Teheran che ha avvertito: “Qualsiasi interferenza americana sarà considerata una violazione del cessate il fuoco". Ne parliamo con l'ambasciatore Pasquale Ferrara, docente di Diplomazia alla LUISS Guido Carli, e con Alessio Patalano, docente di War & Strategy al Department of War Studies del King’s College di Londra.

  32. -1
  33. -2

    La Flotilla sequestrata in acque internazionali

    "Le azioni di Israele di questa sera segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria". Così, in una nota diffusa nella notte, la Global Sumud Flotilla. Ne parliamo con Antonio Leandro, professore di Diritto internazionale del mare all’Università Aldo Moro di Bari.La telefonata Trump-Putin, l'audizione di Pete Hegseth a Capitol Hill e i conti della guera che non tornano. Ne parliamo con Eleonora Tafuro, analista ISPI per l'area Russia, Caucaso e Asia Centrale, e con Giampiero Massolo, direttore dell'Osservatorio sul rischio geopolitico - Università LUISS Guido Carli.

  34. -3

    Le tensioni nel Golfo e la faida tra monarchie

    Motivazioni strettamente economiche e motivazioni politiche. Sono le due direttrici da seguire per comprendere l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec dopo quasi 60 anni. Ne parliamo con Emily Tasinato, visiting fellow presso Fondazione FCS, esperta di Paesi del Golfo.Tra cerimonie e complimenti, Re Carlo e il presiente americano Donald Trump celebrano l'amicizia secolare che unisce i loro due Paesi. Ne parliamo con Tiziana Prezzo, corrispondente di Sky Tg24 a Londra.Nella giornata di ieri la procura di Vilnius, capitale della Lituania, ha rivelato di aver sventato un piano per uccidere due attivisti politici anti-Cremlino. L’operazione condotta da procura, polizia e agenzie di intelligence ha condotto allo smantellamento di una rete internazionale di agenti reclutati dal GRU, i servizi segreti militari russi, e all’arresto di nove persone di varie nazionalità (cittadini russi, bielorussi, georgiani, moldavi e greci). Ne parliamo con Aušra Jurgauskaitė, giornalista di Žinių radijas, radio lituana.

  35. -4

    Re Carlo e il soft power oltreoceano

    Dopo lo strappo con il primo ministro Keir Starmer per divergenze sull'intervento in Iran, Donald Trump ospita a Washington Re Carlo e la Regina Camilla. Una visita importante, che si svolge nel quadro delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'Indipendenza americana, e che ha il sapore di un tentativo di riconciliazione tra le due sponde opposte dell'Atlantico. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.Mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti vacillano, volgiamo lo sguardo all'interno dell'Iran per capire meglio il suo complesso sistema di potere, quanto la popolazione lo appoggi e quale sia la reale situazione economica del Paese. Lo facciamo con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter.

  36. -5

    Attentato a Trump: le polemiche sulla sicurezza

    I colpi d'arma da fuoco, poi tutti a terra. Così quella che doveva essere una serata di gala con i corrispondenti, per Donald Trump si è trasformata in una serata di paura. Un uomo, Cole Tomas Allen, ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo l'evento non riuscendo però a raggiungere il presidente e il suo staff. Ne parliamo con Carlo Biffani, esperto di terrorismo, intelligence e security.Le prime elezioni locali palestinesi in decenni si svolgono tra le divisioni politiche e geografiche imposte dalla guerra di Israele contro Hamas. Nella Striscia di Gaza si vota solo in un solo Comune. Ne parliamo con Meron Rapoport, editor di +972 Magazine.Le autorità del Mali hanno annunciato domenica la morte del ministro della Difesa, il generale Sadio Camara, ucciso sabato in un assalto condotto da jihadisti e ribelli. Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente del Sole24Ore a Nairobi.

  37. -6

    Iran, Trump non ha fretta, il mondo sì

    Mentre i negoziati di Islamabad sono in stallo, il presidente Donald Trump risponde ai giornalisti che lo incalzano sul termine del conflitto che non c'è fretta e che gli Stati Uniti, in passato, hanno preso parte a conflitti ben più lunghi. Intanto però il prezzo del petrolio sale e l'incertezza economica si diffonde a macchia d'olio, andando ad alimentare il dibattito politico, come quello ora in corso a Cipro, tra i capi di stato e di governo dell'Unione europea. Ne parliamo con Francesco Semprini, inviato di La Stampa a Islamabad, Michela Mercuri, docente di Storia dei Paesi musulmani all'Università di Padova, e con Alessandro Marrone, responsabile del Programma “Difesa, sicurezza e spazio” di IAI, Istituto Affari Internazionali.

  38. -7

    Europa riunita a Cipro

    Come davanti alla pandemia, la Commissione crede che sia necessario maggiore coordinamento tre i Paesi dell'Ue in questa fase storica di grande incertezza. È il senso dell'incontro di oggi a Cipro, dove i capi di stato e di governo si sono riuniti per mettere a punto risposte collettive più efficaci davanti al problema della sicurezza e dello shock energetico. Ne parliamo con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.Le delegazioni di Israele e del Libano si sono incontrate a Washington per una proroga del cessate il fuoco. Ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista OsMed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V.

  39. -8

    La propaganda tra Bibbie, mattoncini Lego e insulti

    Dal manifesto di Palantir alla lettura della Bibbia nello studio ovale. L'inedita commistione di sacro, profano e Tech tutta americana. Dino Amenduni, esperto in comunicazione politica e socio di Proforma; Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.Meloni insultata dal presentatore russo Vladimir Solovyov. Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".

  40. -9

    Palantir: il manifesto tech per il mondo che verrà

    Mentre ci interroghiamo sulla fine della diplomazia per come l'abbiamo sempre conosciuta, c'è una nuova visione del mondo, proposta da alcuni imprenditori del Tech, che sta facendo discutere. In particolare, sabato 18 aprile il colosso della data intelligence Palantir ha pubblicato un breve trattato in 22 punti che definisce la visione del mondo dell’azienda e che - secondo i principali media di tutto il mondo, commentatori e osservatori - equivarrebbe a un manifesto politico della Silicon Valley nell’era dei MAGA e dell’intelligenza artificiale. Ne parliamo con Raffaele Mauro, partner di Primo Capital.

  41. -10

    Bulgaria: vince Radev, è la nuova Ungheria?

    Dopo le elezioni in Ungheria, la diplomazia europea non ha fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo che l'euroscettico e filorusso Rumen Radev ha conquistato la maggioranza assoluta in Bulgaria con oltre il 44,7% dei voti. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.Il mondo intero guarda a Islamabad, dove sono attesi i colloqui tra le delegazioni statunitense e iraniana. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

  42. -11

    Riunione dei Volenterosi all'Eliseo

    Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono arrivati all'Eliseo per partecipare al vertice dei volenterosi. Oltre a discutere del sostegno all'Ucraina, si affronterà un tema più divisivo, ovvero la condotta da seguire sullo Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Veronica Gentile, collaboratrice a Parigi.La tregua tra Libano e Israele. Giuseppe Dentice, analista dell'Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed) dell'Istituto per gli Studi Politici “S. Pio V”.Elezioni in Bulgaria. Francesco Martino, analista di Osservatorio Balcani e Caucaso da Sofia.

  43. -12

    La guerra dell’acqua, le guerre per l’acqua

    Il conflitto in Iran ha riportato sotto i riflettori una risorsa preziosa, causa di conflitti e tensioni tra popoli e nazioni: l'acqua. Il bombardamento degli impianti di desalinizzazione nei Paesi del Golfo e in Iran fa infatti riflettere su come la scarsità di questa risorsa possa rappresentare una grande vulnerabilità e su come, al contrario, averne in abbondanza possa rivelarsi un'arma schiacciante. 

  44. -13

    Sudan: i tre anni della guerra più devastante

    Tre anni fa scoppiava la guerra in Sudan tra esercito e paramilitari. Una guerra dal bilancio impietoso: più di 13 milioni di profughi su 42 milioni di abitanti, 200mila vittime e una grave crisi umanitaria e alimentare. Ne parliamo con Elena Giovannella, anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum.Le critiche verso l'Europa, la volontà di uscire dalla Nato, ora le critiche verso la premier Giorgia Meloni: sotto la presidenza Trump le relazioni transatlantiche sembrano più che mai fragili. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.Volodymyr Zelensky, in visita in Italia, celebra l'eccellenza dell'industria bellica di Kiev con una vittoria sul campo che non ha visto la presenza di soldati ma l'impiego di soli droni. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio dell'Istituto Affari Internazionali.   

  45. -14

    Trump contro il Papa

    La presa di posizione dell’amministrazione Trump nei confronti di Leone XIV rischia di aprire una spaccatura importante tra il presidente americano e una fetta considerevole di elettori. Ne parliamo con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole24Ore.Tra le decisioni recenti del presidente americano c'è anche quella relativa alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Ma come si configura questa prospettiva, così come la postura dell'Iran, rispetto al Diritto internazionale del mare? Lo chiediamo ad Antonio Leandro, professore di Diritto internazionale del mare all’Università Aldo Moro di Bari.Israele e Libano si ritrovano oggi a Washington, seduti allo stesso tavolo, con un problema comune che è alla base del tentativo di negoziazione: Hezbollah. Ne parliamo con Filippo Dionigi, Senior Lecturer in Relazioni Internazionali all'Università di Bristol.

  46. -15

    Hormuz, Ungheria, il Papa: di sberle elettorali e cazzotti diplomatici

    Mentre il presidente Donald Trump si godeva un incontro di MMA a Miami, il knockout lo ha subito a Islamabad il vicepresidente JD Vance, dopo una serie di incontri con la controparte iraniana sfociati in un nulla di fatto. Ma al tappeto - quello di Donald Trump - stavolta ci è finito pure il pontefice Leone XIV, definito dal presidente "Debole e pessimo in politica estera". Insomma, pare ci sia nervosismo sul fronte americano e la ragione è sotto gli occhi di tutti: l'ostinazione dell'Iran e la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.Il popolo ungherese si è espresso alle urne mandando a casa Victor Orbán e premiando Péter Magyar. commentiamo con Sergio Nava, inviato di Radio 24 a Budapest, e con Eniko Gyori, europarlamentare ungherese del partito Fidesz.

  47. -16

    Ungheria al voto: sarà un governo senza Orbán?

    Domenica 12 aprile l’Ungheria torna alle urne, ma più che un’alternanza politica sembra profilarsi una verifica di sistema. Da un lato Viktor Orbán, al potere da quindici anni. forte di un consenso solido nelle aree rurali. Dall’altro Péter Magyar, figura emersa dall’interno dello stesso universo politico, capace di intercettare il malcontento urbano e la domanda di cambiamento che sta crescendo nel Paese. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.Mentre Israele continua a colpire il Libano, c'è grande attesa per i colloqui di pace di Islamabad. Commentiamo con Jacopo Mocchi, giornalista freelance a Beirut, e con Francesco Semprini, inviato di La Stampa a New York.

  48. -17

    Attacchi di Israele, Libano a pezzi

    Mentre si profila una tregua precaria e si parla di prossimi colloqui a Islamabad, Israele continua a colpire il Libano con una pioggia di missili che ha raso al suolo case, strade, infrastrutture e provocato più di 250 morti in poche ore. Ne parliamo con Francesca Lazzari, responsabile AVSI in Libano, e con Marco Masciaga, corrispondente del Sole24Ore in Asia Meridionale.Intanto l'Iran continua a minacciare il controllo dello Stretto di Hormuz, proiettando le conseguenze del conflitto in tutto il mondo, compresa l'Africa. Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente del Sole24Ore a Nairobi.

  49. -18

    Stati Uniti-Iran: il cessate il fuoco che non c’è

    Partiamo dal Libano dove la capitale è stata travolta dai raid israeliani che hanno provocato centinaia di morti, con Jacopo Mocchi, giornalista freelance in collegamento da Beirut. Facciamo poi il punto sulla fragile tregua di due settimane proclamata nella notte dal presidente Trump con Paola Rivetti, professoressa di politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University, Brian Katulis, senior Fellow al Middle East Institute di Washington ed ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa e con Mario Del Pero, che insegna Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti a Sciences Po, Parigi.Infine, un focus sulla Cina con Lorenzo Lamperti, giornalista da Taipei.

  50. -19

    Vance a Budapest: le relazioni con l'Europa, la relazione contro l'Europa

    Partiamo da Budapest, dove il vicepresidente statunitense J.D. Vance è volato per incontrare Victor Orbán e offrirgli il sostegno ufficiale degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump, in vista delle elezioni parlamentari del prossimo 12 aprile. L'analisi di Sergio Nava.Con il giornalista investigativo ungherese di ProjectVSquare e Direktiv36 Szabolcs Panyi, parliamo della sua inchiesta sulle conversazioni private tra il ministro degli Esteri Péter Szijiarto e il suo omologo Sergej Lavrov, che ha svelato i legami tra il governo ungherese e quello russo.Infine, con Carlo Biffani, analista esperto di intelligence e security fondatore e direttore di Security Consulting Group, facciamo il punto sull'operazione attraverso cui gli Stati Uniti, dopo due giorni di ricerche, sono riusciti a salvare il navigatore che era ancora disperso in Iran, a seguito dell'abbattimento venerdì dell F-15E su cui stava viaggiando. 

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Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, analisti, i più autorevoli a livello internazionale.

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