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Non spegnere la luce
by Michele D'Innella e Giacomo Giaquinto
Un viaggio verso le profondità più oscure della mente criminale, in compagnia delle voci di Michele D’Innella e di Giacomo Giaquinto, che ogni settimana proveranno a far luce sui misteri irrisolti della cronaca nera moderna. Iscriviti al canale Telegram per non perderti nessuno degli approfondimenti e delle novità in anteprima sulle prossime puntate: https://t.me/LucePodcast
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Il caso Daniela Cecchin - Da impiegata comunale a killer “per invidia”
Firenze, novembre 2003 - Rossana D'Aniello, impiegata di banca, moglie e madre di due figlie, viene trovata uccisa sotto la propria abitazione. In un primo momento gli investigatori faticano a individuare un movente, ma presto emerge una storia inquietante fatta di pedinamenti, fantasie ossessive e rancore coltivato per anni. Al centro della vicenda ci sarebbe Daniela Cecchin, una donna apparentemente insospettabile che, dopo aver rincontrato un ex compagno di università, si convince che quella persona rappresenti la vita che le è stata negata. Nella sua mente, la responsabile di quella felicità mancata ha un nome: Rossana D'Aniello. Da quel momento prende forma un'ossessione che culminerà in un omicidio destinato a sconvolgere l'opinione pubblica italiana. Ma chi era davvero Daniela Cecchin? E fino a che punto può spingersi chi è convinto che la propria felicità dipenda dall'eliminazione di un'altra persona? Proviamo a scoprirlo insieme a Cristina Brondoni: criminologa ed autrice del podcast “Crime Magazine”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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La tragedia dimenticata di Andria - Che fine ha fatto la famiglia Pontrelli?
Puglia, 11 agosto 1974 – Lungo la strada statale strada tra Andria e Canosa si consuma una tragedia devastante: un violento incidente stradale tra un’auto e un pullman spezza la vita di un’intera famiglia, i Pontrelli. Una dinamica improvvisa, brutale, che lascia dietro di sé vittime, feriti e molte domande su ciò che accadde davvero in quei minuti. Eppure, nonostante la gravità dell’evento, questa storia scivola lentamente nell’oblio. Le ricostruzioni dell’epoca sono frammentarie, le informazioni spesso discordanti e, sul piano giudiziario, il caso sembra lasciare poche tracce chiare. A distanza di oltre 50 anni, un’inchiesta riporta però alla luce questa vicenda partendo da un dettaglio tanto semplice quanto potente: una fila di loculi con la stessa data. Da lì prende forma una ricerca tra archivi, testimonianze e memoria, che prova a ricostruire non solo i fatti, ma anche il silenzio che li ha avvolti. Cosa successe davvero quella notte? E perché una tragedia così grande è stata, nel tempo, quasi dimenticata? Proviamo a scoprirlo insieme ad Onny Allegretti co-autore del podcast “L’Ultima Granita”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Il caso Cristina Golinucci - Scomparsa per sempre dopo una visita in convento
Cesena, 1° settembre 1992 – Cristina Golinucci è una ragazza di 21 anni, con alle spalle una famiglia che le vuole bene e una profonda fede religiosa. Quel pomeriggio esce di casa per recarsi al convento dei Cappuccini, un luogo che frequenta abitualmente. Da quel momento, però, di lei si perdono completamente le tracce. La sua Fiat 500 viene ritrovata nel parcheggio del convento, ma Cristina sembra essersi dissolta nel nulla. Nelle prime settimane si parla di allontanamento volontario, ma la famiglia non crede a questa ipotesi neppure per un istante. Con il passare degli anni emergeranno testimonianze, sospetti e nuove piste investigative che riportano più volte l'attenzione proprio sull'ambiente religioso frequentato dalla giovane. Tra archiviazioni, riaperture dell'inchiesta e interrogativi rimasti senza risposta, il caso diventa uno dei più longevi e controversi misteri italiani. Ma che cosa accadde davvero a Cristina quel pomeriggio di settembre? E perché, dopo oltre trent'anni di indagini, nessuno è ancora riuscito a spiegare cosa sia successo a quella ragazza entrata in un convento e mai più tornata a casa? Proviamo a scoprirlo insieme a Marty e Fred: esperte di cronaca nera ed autrici del podcast “Bouquet of Madness”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Il caso Cappuzzo - Il medico che uccise sua moglie con delle iniezioni letali
Padova, febbraio 2006 – Una donna di 31 anni di nome Elena Fioroni, con due figli piccoli e con una vita che dall'esterno appare serena, viene trovata morta nella vasca da bagno di casa sua. Tutto sembrerebbe indicare nella direzione di un suicidio, ma fin dalle prime ore qualcosa non convince gli investigatori. Alcuni dettagli della scena del crimine sembrano costruiti con troppa precisione, come se qualcuno avesse cercato di indirizzare le indagini verso una verità diversa da quella reale. Le indagini si concentrano allora sul marito, Gian Luca Cappuzzo, giovane medico specializzando. Dietro la facciata della famiglia perfetta emergono una separazione imminente, una gelosia sempre più ossessiva, minacce, manipolazioni e una lunga escalation di controllo. Le numerose perizie tossicologiche porteranno alla luce una ricostruzione inquietante: una donna sedata, una morte provocata attraverso sostanze difficili da individuare e un elaborato tentativo di simulare un gesto volontario. Ma cosa accadde davvero nella notte tra l'8 e il 9 febbraio 2006? E quanto era vicino Gian Luca Cappuzzo a realizzare quello che molti hanno definito un delitto quasi perfetto? Proviamo a scoprirlo insieme a Monica Mattiolo: giornalista ed autrice del podcast “Iniezioni Letali”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Il serial killer sovietico Andrej Chikatilo - Dentro la mente del mostro di Rostov
Nato in Ucraina nel 1936, Andrej Chikatilo è considerato uno dei serial killer più feroci e inquietanti del Novecento. Cresciuto tra fame, guerra e repressione nell’Unione Sovietica staliniana, sviluppò fin da giovane profonde ossessioni sessuali e una personalità segnata da frustrazione, isolamento e violenza repressa. Dietro l’apparenza innocua da insegnante, marito e padre, si nascondeva però un assassino destinato a terrorizzare l’URSS per oltre dieci anni. Tra gli anni Settanta e Ottanta, Chikatilo uccise decine di donne e bambini, attirando le sue vittime nelle stazioni ferroviarie e nelle campagne isolate per poi massacrarle con una brutalità che sconvolse persino gli investigatori sovietici. Solo nel 1990, dopo una gigantesca caccia all’uomo e grazie a nuove tecniche investigative, Chikatilo venne finalmente arrestato. Il suo processo, trasmesso e discusso in tutta l’Unione Sovietica, mostrò al mondo il volto disturbante di un uomo che sembrava incarnare le paure più profonde di un intero sistema. Ma chi era davvero Andrej Chikatilo? E quanto il fallimento delle istituzioni sovietiche contribuì a trasformarlo nel “Mostro di Rostov”?Proviamo a scoprirlo insieme a Jim Bevilacqua: esperto di cronaca nera ed autore del podcast “La Fiamma Oscura”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Il caso Aldo Bianzino - Morto in carcere dopo sole 48 ore dal suo arresto
Perugia, ottobre 2007 – Aldo Bianzino, falegname e padre di famiglia, viene arrestato per la coltivazione di alcune piante di cannabis e trasferito nel carcere di Capanne. È un uomo senza precedenti violenti, che entra in cella in buone condizioni. Dopo appena 48 ore di detenzione, tuttavia, viene trovato morto. La versione ufficiale parla inizialmente di cause naturali, ma l’autopsia e le perizie successive fanno emergere elementi difficili da ignorare: lesioni interne, anomalie, incongruenze che spingono la famiglia a chiedere verità. Da quel momento si apre un lungo percorso fatto di indagini, processi e ipotesi che si scontrano, senza mai arrivare a una risposta definitiva. A distanza di anni, il caso Bianzino rimane sospeso tra versioni contrastanti e zone d’ombra, diventando simbolo di un interrogativo più ampio sul sistema carcerario e sulla tutela dei detenuti. Cosa è successo davvero in quelle 48 ore? E perché, ancora oggi, la morte di Aldo Bianzino non ha trovato una verità condivisa? Ne parliamo insieme ad Elle Biscarini e Sara Calini, giornaliste per la testata Umbria24, nonché autrici del podcast “48 ore”.Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcastSe vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcastPer aiutare Rudra ed il resto della famiglia Bianzino a sostenere le spese legali per tenere aperto il caso, clicca qui: https://buonacausa.org/cause/giustizia-per-aldo-bianzino
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Il caso della piccola Maddie McCann - Il mistero della bimba inglese scomparsa
Portogallo, 3 maggio 2007 – Madeleine McCann, tre anni, scompare nel nulla mentre dorme nel suo letto durante una vacanza con la famiglia. I genitori sono a cena poco distante, in un resort considerato sicuro. Quando la madre entra nella stanza per controllare i bambini, trova la finestra aperta e il letto vuoto. Da quel momento, prende il via una delle indagini più mediatiche e controverse degli ultimi decenni. Tra piste che si moltiplicano (dal rapimento organizzato al traffico di minori) ed una copertura mediatica senza precedenti, il caso diventa globale. A distanza di anni, emerge il nome di un sospettato, il tedesco Christian Brückner, ma le prove definitive continuano a mancare. Madeleine non è mai stata ritrovata e il caso resta aperto, sospeso tra indizi, errori investigativi e verità mai accertate. Ma cosa è successo davvero quella notte? E perché, dopo quasi vent’anni, uno dei casi più seguiti al mondo resta ancora senza una risposta definitiva? Proviamo a scoprirlo insieme a Fabio Sanvitale: giornalista investigativo, criminologo e conduttore del podcast “Dentro il Mistero”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Il caso Oscar Pistorius - L’atleta olimpico accusato di aver ucciso la compagna
Pretoria, 14 febbraio 2013 – Nella notte di San Valentino, quattro colpi di pistola rompono il silenzio di una villa protetta nella periferia della capitale sudafricana. Dietro la porta chiusa di un bagno, una donna di nome Reeva Steenkamp viene colpita a morte. A sparare è Oscar Pistorius, campione paralimpico e simbolo globale di resilienza, l’uomo che aveva fatto della sua storia una leggenda sportiva. Fin da subito, la sua versione è chiara: credeva che dietro quella porta ci fosse un intruso. Le indagini, però riveleranno una storia più complessa, fatta di dettagli tecnici, testimonianze contrastanti e una relazione che, forse, nascondeva tensioni mai emerse del tutto. Il processo si trasforma rapidamente in uno dei più mediatici al mondo: tra sentenze ribaltate, accuse riviste e anni di carcere, infatti, la vicenda giudiziaria di Pistorius segue un percorso tortuoso, lasciando dietro di sé più domande che certezze e, a distanza di oltre 10 anni, il caso continua a dividere… Ma cosa è successo davvero quella notte in casa Pistorius? Si è trattato solo di una tragica fatalità o di un omicidio intenzionale? Proviamo a scoprirlo insieme ad Anna Candelora e Serena Garofano: criminologhe, detentrici di un master di II livello in scienze forensi presso La Sapienza di Roma, ma soprattutto autrici per la pagina Instagram e Facebook “Conversazioni sul Crimine”.Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcastSe vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Chris Watts - L’uomo che uccise la moglie e le figlie per iniziare una nuova vita
Colorado, agosto 2018 – Una donna di nome Shanann Watts e le sue due figlie scompaiono nel nulla. A lanciare l’allarme sono amici e vicini, insospettiti da un silenzio improvviso che non sembra appartenere a una famiglia così presente e attiva, soprattutto sui social. Nelle ore successive, il marito Chris Watts si espone pubblicamente, rilascia interviste e lancia appelli accorati per il loro ritorno, mentre l’intero Paese segue con attenzione il caso. Ma dietro quell’immagine di normalità iniziano presto ad emergere crepe profonde. Le indagini si concentrano rapidamente proprio su Chris, tra incongruenze, movimenti sospetti e un comportamento che, col passare delle ore, appare sempre più difficile da spiegare. Nel giro di pochi giorni, la verità prende una piega drammatica, trasformando una semplice sparizione in uno dei casi di cronaca nera più sconvolgenti degli ultimi anni. Ma chi è davvero Chris Watts? E cosa si cela dietro la sua apparente facciata da buon padre di famiglia? Proviamo a scoprirlo insieme a Luca Mastinu ed Anna Chiara Desole: esperti di cronaca nera ed autori del podcast “Stoner”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Alfred Hitchcock - Tutti i segreti del maestro del cinema horror
Nato a Londra nel 1899, Alfred Hitchcock è considerato uno dei registi più influenti della storia del cinema. Cresciuto in un ambiente segnato da rigore e disciplina, sviluppa fin da giovane una sensibilità particolare per il senso di colpa, la paura e il controllo, elementi che diventeranno centrali nella sua filmografia. Dopo i primi anni nel cinema britannico, il suo trasferimento a Hollywood segnerà l’inizio di una carriera straordinaria, fatta di successi e di uno stile inconfondibile, capace di trasformare lo spettatore in parte attiva del racconto. Il suo cinema, apparentemente semplice, nasconde una struttura complessa e profondamente moderna, capace di influenzare intere generazioni di registi. Ma qual era il segreto di Alfred Hitchcock? E perché, a distanza di decenni, i suoi film continuano a farci paura? Ne parliamo insieme a Laura Scaramozzino: editor, coach letteraria, nonché autrice premiata di novelle e romanzi noir. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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I delitti del mostro di Foligno - Dentro la mente del serial killer Luigi Chiatti
4 ottobre 1992, Foligno - Sembra una domenica pomeriggio come tutte le altre, quando a Foligno il piccolo Simone Allegretti, di soli quattro anni, scompare nel nulla mentre giocava nel cortile di casa sua. Comincia una disperata ricerca ed un dramma, quello che vedrà come protagonista il cosiddetto mostro di Foligno, destinato a concludersi soltanto nove mesi dopo con un bilancio atroce: due bambini assassinati. Il cadavere di Simone, nudo, coperto di sangue, soffocato e poi accoltellato alla gola, viene trovato due giorni dopo in una scarpata nei boschi del folignate. Poco prima, in una cabina telefonica di Foligno, era stato trovato un biglietto: è firmato “Il mostro” ed è solo l’inizio di un incubo che terrorizzerà per mesi tutta la regione… Ma chi è il mostro di Foligno? E cosa lo spinse a commettere dei delitti così perturbanti? Proviamo a scoprirlo insieme a Sonia Filippi, autrice di genere noir, con all’attivo una produzione di oltre 20 romanzi gialli. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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Catrine Da Costa - Il caso che ispirò il romanzo “Uomini che odiano le donne”
Stoccolma, 1984 – In diversi punti della città vengono ritrovati resti umani, smembrati e abbandonati in modo frammentario. La polizia fatica a capire a chi appartengano: mancano infatti alcune parti fondamentali, tra cui la testa e le mani. Il caso sconvolge l’opinione pubblica e apre un’indagine complessa, segnata fin da subito da incertezze e zone d’ombra. Solo in seguito quei resti verranno collegati alla scomparsa di Catrine Da Costa, una giovane donna sparita nel nulla settimane prima. Le indagini si concentrano rapidamente su due medici, mentre emerge una testimonianza destinata a dividere profondamente gli investigatori: quella di una bambina, ritenuta inizialmente decisiva ma sempre più controversa con il passare del tempo. Il processo che ne segue diventa uno dei più discussi della storia svedese: prove fragili, errori investigativi e un verdetto che assolve gli imputati, lasciandoli però marchiati per sempre. A distanza di decenni, il caso resta senza una verità definitiva, sospeso tra giustizia e dubbio. Ma allora chi ha ucciso davvero Catrine Da Costa? E perchè? Proviamo a scoprirlo insieme a Giulia Lazzaris, esperta di cronaca nera e autrice del podcast “The Whispers”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link:https://www.patreon.com/posts/155048625?utm_campaign=postshare_creator
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Navi a Perdere - Il mistero dietro la morte del capitano Natale De Grazia
13 dicembre 1995 – Il capitano di corvetta Natale De Grazia è in viaggio verso La Spezia, impegnato in un’indagine delicata legata a un traffico illecito che si muove nelle acque del Mediterraneo. Durante il tragitto in automobile accusa un malore improvviso e muore poche ore dopo. La versione ufficiale parla di morte naturale, ma fin da subito emergono dubbi e incongruenze che alimentano sospetti mai del tutto chiariti… De Grazia stava infatti lavorando su uno dei capitoli più oscuri della cronaca italiana: quello delle cosiddette “navi a perdere”, imbarcazioni cariche di rifiuti tossici e pericolosi fatte affondare deliberatamente per eliminare ogni traccia. Un sistema che, tra anni ’80 e ’90, avrebbe coinvolto interessi economici enormi, rotte internazionali e possibili complicità difficili da ricostruire. Ma cosa scoprì davvero il capitano De Grazia prima di morire? E soprattutto: si trattò di una morte naturale o di qualcosa di più torbido? Proviamo a scoprirlo insieme a Maria Vittoria Sparano, laureata in Lettere Classiche ed autrice del podcast “A chi interessa”. Iscriviti al gruppo Telegram per interagire con noi e per non perderti nessuna delle novità in anteprima e degli approfondimenti sulle puntate: https://t.me/LucePodcast Se vuoi ascoltarci senza filtri e sostenere il nostro lavoro, da oggi è possibile abbonarsi al nostro canale Patreon e accedere a contenuti bonus esclusivi tramite questo link: patreon.com/LucePodcast
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