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OttolinaTV, la non TV che da voce al 99%
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I Pipponi del Marru Ep.29: Londra è NELLA MERDA (letteralmente). E ora è il turno dell’Italia.
Bella Londra, eh.Peccato sia nella merda. Letteralmente.25 dicembre 2025.Beatrice Asante sta preparando il pranzo di Natale.Mette le patate nel lavandino.Apre il rubinetto.Niente.Lo richiude.Lo riapre.Ancora niente.Corre all’unico supermercato aperto e compra delle bottiglie d’acqua.Pensa che durerà qualche ora.Sette mesi dopo, sta ancora aspettando.Beatrice è una delle centinaia di persone che vivono in nove palazzoni del Devons Road Estate, a Tower Hamlets, nell’est di Londra.Da mesi l’acqua arriva a intermittenza.A volte non arriva proprio.Non riescono a lavarsi.A cucinare.A pulire casa.E soprattutto, in alcuni momenti, non riescono nemmeno a tirare lo sciacquone.Tutto merito di Thames Water, la più grande compagnia idrica britannica e ormai il simbolo per eccellenza del disastro della privatizzazione dell’acqua inglese.Da quando è stata privatizzata, ha distribuito 7 miliardi di sterline di dividendi. Ma ha fatto precipitare il servizio idrico a livelli da Terzo Mondo, mentre accumulava qualcosa come 18 miliardi e mezzo di debiti.A mangiarsi il grosso della torta è stato un consorzio guidato da Macquarie, il più grande gestore privato di infrastrutture strategiche al mondo. E che, manco a dirlo, tra i suoi principali azionisti indovinate un po’ chi vede?Esatto: sempre loro. BlackRock, Vanguard e State Street.Sono le magnifiche sorti e progressive della privatizzazione dei monopoli naturali.Quando c’è da estrarre valore, l’acqua è privata.Quando bisogna garantire che esca dal rubinetto, improvvisamente diventa un problema di tutti.
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I Pipponi del Marru Ep.28: L’EUROPA GREEN HA DATO FUOCO ALLA GRECIA?
Negli ultimi anni la Grecia è diventata uno dei campioni europei per crescita delle rinnovabili. Bravi. Peccato, però, che nel frattempo vent’anni di austerity abbiano contribuito a creare le condizioni per un’ondata spaventosa di incendi, che ha fatto sì che tutti questi sforzi non servissero sostanzialmente a una sega.Vi siete mai chiesti quanta CO₂ può emettere un cavo elettrico?In teoria, zero.In Grecia, però, a quanto pare, fino a mezzo milione di tonnellate.Fine luglio 2026.Due incendi devastano l’Attica occidentale e l’isola di Creta.Quattro morti.E oltre 14.500 ettari di territorio bruciati.Secondo le prime indagini dei vigili del fuoco greci, entrambi gli incendi sarebbero stati causati da un guasto alla rete elettrica.E non sarebbero casi isolati.Secondo l’unità specializzata che indaga sugli incendi dolosi, quest’anno circa il 75 per cento di tutta la superficie bruciata in Grecia sarebbe riconducibile a incendi collegati alla rete elettrica.Una rete vecchia e fragile, che, come ammettono gli stessi membri del governo greco, ha accumulato un gigantesco arretrato di investimenti durante gli anni della crisi del debito.La cosa meravigliosa è che, nel frattempo, Bruxelles celebra la Grecia come uno dei campioni europei della transizione energetica.Nel solo 2025 sono stati collegati alla rete 1,84 gigawatt di nuovo fotovoltaico.Miliardi di investimenti.Mega-impianti.Fondi europei.Banche.Multinazionali.Solo che abbiamo fatto due conti.E abbiamo scoperto una cosa piuttosto imbarazzante:una parte enorme del beneficio climatico prodotto da quei pannelli rischia di essere letteralmente andata in fumo a causa di una rete che l’austerità ha obbligato a lasciare marcire.Benvenuti nella transizione ecologica con caratteristiche europee.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.46: La Russia domina lo spazio aereo ucraino. L’Europa molla Zelensky?
Anche l’Europa sta per abbandonare Kiev? Dopo il fallimento dell’offensiva dei 40 giorni, la penuria di missili intercettori e la crisi energetica globale, Zelensky rischia di essere abbandonato anche dai paesi europei. L’ultimo no il Presidente ucraino lo ha ricevuto dalla Finlandia, che ha rifiutato di trasferire le sue scorte di missili Patriot. Nel frattempo la Corea del Nord spedisce missili balistici sul fronte in aiuto a Mosca, Putin ha attuato una sorta di “blocco navale” ai porti ucraini. Dall’Europa orientale al Medioriente in questa nuova puntata di Ottolina e mezzo il direttore di Analisi Difesa Gian Andrea Gaiani ci ha dato tutti gli aggiornamenti militari sui fronti caldi della Terza Guerra mondiale a pezzi.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e Mezzo Ep.45: riformisti del PD e Mattarella stringono un patto pro-guerra alla Russia.
Al peggio non c’è mai fine.Dentro il Partito Democratico c’è una corrente chiamata dei “riformisti”, che rappresenta la parte più a destra del partito.(Come se il PD non fosse già abbastanza di destra, direte voi…)Ed è composta da figure come Bonaccini, Giorgio Gori, Lorenzo Guerini, Graziano Delrio, Piero Fassino e compagnia bella.Ecco, come se tutto ciò non fosse già abbastanza orribile di per sé, grazie a un recente articolo del Domani abbiamo scoperto che questa “ala destra” del PD è oggi la principale alleata politica del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale vuole che il Partito Democratico continui a essere a favore del riarmo e a sostenere i preparativi della guerra alla Russia, evitando che si avvicini troppo alle posizioni pacifiste del Movimento 5 Stelle.E saranno proprio queste posizioni a prevalere perché, si legge nell’articolo, per il PD è assolutamente “vietato discostarsi da Mattarella”.Ma perché è “vietato discostarsi da Mattarella”?Quando diciamo che il Presidente della Repubblica rappresenta oggi uno dei più gravi pericoli per la nostra democrazia e uno dei principali attentatori alla Costituzione del ’48, ci riferiamo esattamente a queste dinamiche.Il Quirinale è tutto fuorché super partes e da anni, infischiandosene dei suoi limiti costituzionali, porta avanti una precisa agenda politica che non è stata in alcun modo votata dai cittadini.E in cosa consiste questa agenda?In primis, nel tenere l’Italia ben ancorata allo schieramento euro-atlantico e, quindi, nel garantire che i vincoli esterni dell’Unione Europea e della NATO non vengano mai messi in discussione, indipendentemente dalle maggioranze politiche e dalle indicazioni dei cittadini.La questione del riarmo è emblematica: riarmarsi è un ordine che ci arriva sia da Washington che da Bruxelles, sia da Trump che da von der Leyen. In quanto Paese satellite dell’impero occidentale, l’Italia deve schierarsi e fare la sua parte nella terza guerra mondiale a pezzi.Insomma, riempire gli arsenali invece che i granai è un nostro compito inderogabile e, per questo, Mattarella si sta adoperando affinché chiunque vinca le prossime elezioni, che sia la destra o il cosiddetto centrosinistra, non possa in alcun modo disobbedire e tentare di tirare l’Italia fuori dalla guerra.“Tutto può cambiare, purché tutto resti uguale”. Questo è da anni il motto politico del Presidente della Repubblica.In fondo, il celebre “pilota automatico” di cui parlava anche Draghi.Grazie, Presidente Mattarella.Vero garante ultimo del nostro costante declino, dei preparativi di guerra e, soprattutto, del fatto che la sovranità non stia mai nelle mani del popolo italiano.Ma che cosa ne sarà, quindi, del “campo largo”?Ed è vero, come ha scritto Calenda pochi giorni or sono, che alle elezioni ci sarà un pareggio e che si formerà un nuovo governo tecnico, chiaramente eterodiretto da Sergio Mattarella?Ne abbiamo parlato con il giornalista Savino Balzano, autore di “Romanzo Quirinale” e lucido analista della trasformazione politica del Capo dello Stato.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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I Pipponi del Marru Ep.28: Perché gli USA stanno regalando il MONOPOLIO dello SPAZIO a Musk?
Giugno 2026. New York. Nasdaq.SpaceX entra in Borsa.Il prezzo di collocamento è 150 dollari ad azione. quasi 2 mila miliardi di valutazione. e, nel giro di poche ore, Elon Musk diventa il primo uomo al mondo con un patrimonio superiore ai mille miliardi di dollari.A guardare i conti, non ha nessun senso.Nel 2025 SpaceX ha fatturato appena 18,7 miliardi e ne ha persi quasi 5.Cos’hanno comprato quindi realmente gli investitori?Non un’azienda che macina utili. Ma una promessa. Quella di poter prendersi una fetta di rendita monopolistica su uno dei settori di punta del futuro.Perché SpaceX non si limita a occupare una fetta enorme dello spazio commerciale. Punta ad occupare l’accesso allo spazio, per impedire che nel futuro possa emergere un competitor.Oggi lo fa con una quota di circa l’80% dei lanci commerciali globali e quasi 11 mila satelliti di sua proprietà, su un totale di meno di 16 mila. 2 su 3. Domani punta a farlo con oltre 100 mila satelliti. La chiamano ORBITAL ENCLOSURE. L’enclosure ai tempi della guerra per il predominio spaziale. Ed è la privatizzazione di fatto dello Spazio, in barba a tutti i trattati, per consegnarne il Monopolio all’uomo più ricco di tutti i tempi. E uno dei più pericolosi👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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I Pipponi del Marru Ep.27: il Piano Segreto dei Miliardari per sopravvivere alla FINE del MONDO
Trentaduemila ettari ai piedi delle Ande. Strade sterrate, case prefabbricate, pannelli solari, una pista d’atterraggio e abbastanza spazio per sparire dal mondo.Si chiama Wamani. E alcuni tra gli uomini più ricchi e potenti della nuova élite tecnologica occidentale la considerano una possibile via di fuga nel caso in cui il mondo precipiti davvero nel caos.Ma il ranch argentino è soltanto l’inizio della storia.Seguendo i proprietari, gli investimenti e le nuove leggi approvate dal governo Milei emerge qualcosa di molto più grande: passaporti per gli investitori, regole garantite per decenni, miliardari della Silicon Valley che guardano sempre più insistentemente verso Buenos Aires.E poi, improvvisamente, compaiono altri nomi. Altri accordi. Un’altra rete che attraversa l’intera America Latina.Peter Thiel. Milei. Netanyahu. Washington.Coincidenze?Abbiamo provato a unire i puntini.E quello che emerge è il racconto di un continente che rischia di trasformarsi nel rifugio perfetto delle oligarchie che si preparano a sopravvivere al mondo che hanno condannato alla distruzione.BUONA VISIONE!👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.44: ecco perché Vannacci è il SERVO PERFETTO di USA e ISRAELE. Ft.Zhok
Anche tu vuoi difendere l’”italianità” e i valori della tradizione?Anche tu pensi che l’Italia debba recuperare la sua sovranità e difendere la sua storia?Ecco cosa devi fare: non votare mai più gente come Vannacci.E non credere più a tutti i rappresentanti della destra filo-americana e ultracapitalista che ti fanno credere che i principali nemici della nostra cultura e dei valori della tradizione sarebbero le moschee o i poveracci che sbarcano sulle nostre coste.Come scrive Andrea Zhok:"L’identità italiana non è stata fatta a pezzi dalle moschee, ma dai McDonald’s, dalle basi americane, da Hollywood, da un profluvio di scarti culturali a stelle e strisce che ha invaso ogni ganglio della nostra cultura."Se le chiese la domenica mattina sono vuote, non è perché i giovani italiani se ne vanno tutti ad ascoltare l’Imam di quartiere, ma perché semplicemente non credono più a nulla, se non al valore dei soldi e del successo personale.Si chiama capitalismo, bellezza.E sì, è vero: l’Italia è oggi una nazione schiava dello straniero.Ma non delle lobby LGBTQ o dei “maomettiani”.Bensì di un’altra nazione che ci occupa con tanto di bombe atomiche da più di 80 anni.Insomma, è il solito discorso della finta destra conservatrice e dello "scontro di civiltà": far credere alle persone comuni che i nemici sono là fuori e sarebbero pronti a invaderci, mentre i nemici ce li abbiamo in casa e loro vogliono continuare a farci affari.Altra contraddizione: Vannacci e compagnia dicono sempre di voler difendere il “vero” popolo italiano, quello duro e puro, dai “sinistrati” e dai “radical chic da salotto”. Ma gli avete mai sentiti dire una parola sull’aumentare le tasse ai miliardari, nazionalizzare le industrie strategiche e mettere più soldi nelle pensioni, nei salari e negli ospedali pubblici?Oggi a OttolinaTV abbiamo intervistato per voi uno dei più lucidi intellettuali italiani, il professore di filosofia morale Andrea Zhok.Con Zhok non abbiamo criticato i valori e i principi politici della destra conservatrice.Abbiamo al contrario tentato di guardare all’attuale destra neoliberale, quella alla Meloni e alla Vannacci, per intenderci, proprio a partire da quei valori.Cio che è venuto, fuori sono tutte le contraddizioni e le meschinità di chi usa strumentalmente anche nobili ideali per conquistare il potere, continuare a svendere il Paese, e fare il forte con i deboli e il debole con i forti.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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I Pipponi del Marru Ep.26: La Cina dichiara guerra ai grandi evasori. Le oligarchie insorgono
Ma cosa succederebbe davvero se un Paese decidesse sul serio di bloccare la fuga dei capitali e tassare i ricchi?A Shenzhen alcuni clienti delle società che amministrano i patrimoni delle famiglie più facoltose provano ad accedere ai propri conti. Ma è tutto bloccato. Per riaverli, il fisco pretende la ricostruzione dei movimenti di capitale verso l’estero e il pagamento delle imposte sulle plusvalenze mai dichiarate.Poi Pechino colpisce le polizze finanziarie offshore di Hong Kong, i trust alle Cayman, gli immobili, le azioni e le criptovalute. In alcuni casi ricostruisce operazioni che risalgono fino all’anno 2000.La finanza globale insorge. Nigel Green, fondatore di un gruppo che vive gestendo i patrimoni internazionali dei super-ricchi, avverte: così i capitali scapperanno, gli investimenti spariranno e la Cina perderà più di quanto incasserà.È la minaccia che in Occidente funziona sempre. Basta evocare la fuga dei capitali perché i governi abbassino le tasse, offrano sanatorie e costruiscano regimi fiscali su misura.In Cina, un po’ meno.Mentre le sinistre occidentali ripetono Tax the rich, dentro un sistema progettato per impedirglielo, la Cina “turbocapitalista” va a caccia dei capitali offshore e li tassa davvero.Perché la differenza non è tra chi vuole tassare i ricchi e chi non vuole farlo.È tra gli Stati che comandano sui ricchi e quelli che sono già al loro servizio.Buona visione!👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.43: perché gli USA hanno deciso di salvare il Giappone CON I TUOI SOLDI
Dopo mesi di declino, lo yen giapponese è precipitato ai livelli più bassi degli ultimi quarant’anni. Poi, nel giro di meno di un’ora, ha recuperato oltre il 3 per cento del suo valore.Un normale rimbalzo dei mercati? No. Dietro quel movimento c’era un intervento coordinato tra Tokyo e Washington.Gli Stati Uniti hanno deciso di sostenere lo yen perché un suo ulteriore crollo avrebbe potuto costringere il Giappone a vendere una parte degli oltre 1.100 miliardi di dollari di titoli del Tesoro americano che possiede, facendo salire i rendimenti e mettendo ancora più sotto pressione il debito federale, il dollaro e la bolla finanziaria di Wall Street.Ma la parte più significativa è un’altra: per comprare yen, Washington ha venduto euro.In altre parole, gli Stati Uniti hanno salvato il Giappone e protetto il proprio sistema finanziario scaricando una parte del costo sull’Europa.Con Alessandro Volpi analizziamo cosa rivela questa operazione sui rapporti di forza dentro il blocco occidentale. Il Giappone resta subordinato agli Stati Uniti e schierato contro la Cina, ma quando il prezzo dell’alleanza diventa troppo alto riesce comunque a presentare il conto.L’Europa, invece, emerge ancora una volta come il più mansueto dei vassalli: quello che paga di più, subisce di più e chiede meno al padrone di Washington.
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L'ASSEDIO-Il nuovo piano degli Stati Uniti contro la Cina (spiegato bene)
E se gli Stati Uniti stessero facendo alla Cina quello che hanno fatto all’Unione Sovietica?Come insegna Sun Tzu, nell’arte della guerra, se non puoi colpire frontalmente un avversario, perché è troppo potente, non ti resta che provare a circondarlo.Indebolirlo, fiaccarlo, portarlo all’esasperazione fino a che non avrai spezzato una volta per tutte la sua volontà di resistere e combattere.È quell’asfissiante pressione tecnologica, finanziaria e ideologica subita da Mosca durante la guerra fredda, tanto da spingere pezzi delle élite sovietiche a piegarsi, a pensare che fosse meglio integrarsi nel capitalismo occidentale, subordinati a Washington, piuttosto che rimanere.Sì sovrani.Sì liberi dal colonialismo occidentale.Ma costantemente in guerra, sotto pressione, sotto assedio.Ucraina, Palestina, Venezuela, Iran, la guerra commerciale dell’AI e dello spazio.Gli Stati Uniti stanno stanno oggi costruendo un nuovo assedio alla Repubblica Popolare Cinese, con lo stesso obiettivo.Piegare Pechino impedendo la nascita di un nuovo ordine mondiale multipolare, evitando però una guerra nucleare che spazzerebbe via gran parte dell’umanità.Un equilibrio fragile, un gioco rischioso, dove spesso il caos è una scelta voluta.E con questo livello di tensione l’escalation è sempre dietro l’angolo, la partita può sfuggire di mano.Ma è proprio questa la partita che si sta giocando, in questo esatto momento, in ogni angolo del globo.Ecco l’intuizione fondamentale di questo libro.Disertare l’assedio, l’ultimo scritto dall’analista e direttore di Ottolina TV Giuliano Marrucci, che potete acquistare al link che trovate nel primo commento qui sotto.Siamo di fronte ad un’analisi politica che cerca di andare finalmente oltre le solite banalizzazioni e spiegazioni superficiali della stampa e dei media mainstream."Trump è pazzo", "Putin odia l’Europa", "Xi Jinping un ambizioso dittatore".Ma anche di tanta così detta contro "informazione" che in questi anni ha preso non poche cantonate.E allora, dalla post-democrazia, finanziarizzazione, alla guerra in Ucraina, al genocidio palestinese, alle spaventose diseguaglianze sociali cresciute in questi decenni, in questo libro si cerca di spiegare con metodo quanto più scientifico quali sono i veri legami, interessi e intrecci che tengono insieme tutti più importanti fenomeni della nostra epoca.Chi e per cosa si sta veramente combattendo la terza guerra mondiale a pezzi.E, sopratttutto, cosa potremmo fare noi, qui e ora, per provare a disertare l’assedio👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉 Seguici anche su Spotify https://open.spotify.com/show/1AQC7D1D7lzfeKPwsW69Gl?si=AM6vG700RYG52DVpY15UQA👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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I Pipponi del Marru Ep.25: CEUTA: l’affare MILIARDARIO che i media nascondono
Che cosa c’entrano la crisi di Ceuta, la guerra contro l’Iran, i dazi di Trump, il mercato mondiale dei fertilizzanti e gli affari della monarchia marocchina e della famiglia Koch?Apparentemente niente. In realtà sono tutti pezzi della stessa gigantesca macchina coloniale.Nel Sahara Occidentale occupato dal Marocco passa il nastro trasportatore più lungo del mondo: oltre cento chilometri che ogni ora portano verso l’Atlantico migliaia di tonnellate di roccia fosfatica, una materia prima indispensabile alla produzione di fertilizzanti e quindi alla sicurezza alimentare globale.La holding della famiglia reale vende l’energia necessaria a far funzionare questo sistema. Trump ne legittima politicamente il controllo, riconoscendo la sovranità marocchina sul Sahara in cambio della normalizzazione con Israele. Poi gli Stati Uniti attaccano l’Iran, Hormuz si blocca, i fertilizzanti rincarano e Washington spalanca il mercato americano ai fosfati marocchini. Diciotto giorni dopo, la famiglia Koch entra in affari con il colosso statale OCP.La guerra provoca la crisi. La politica apre il mercato. Il capitale incassa.E i migranti di Ceuta? Sono insieme arma di ricatto e arma di distrazione di massa.Una storia che sembra una radiografia perfetta di come funziona il Colonialismo del XXI Secolo
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Otto(lina) e mezzo Ep.42: Meloni ha deciso di smantellare lo Stato Sociale prima delle elezioni
Conti alla mano, Alessandro Volpi dimostra come con la prossima legge di bilancio il governo Meloni si appresta a dare il colpo di grazia definitivo a quel che resto dello Stato Sociale, per favorire riarmo e speculazione finanziaria.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Fest8lina 26’ Ep.5: Una modernità senza capitalismo è possibile?
Per decenni abbiamo dato per scontato che esistesse un solo modo di essere moderni.Un solo modello economico, un solo sistema politico, un solo percorso di sviluppo. L’Occidente non si limitava a essere la principale potenza del pianeta: pretendeva di rappresentare il futuro dell’umanità.Oggi questo monopolio si sta incrinando.Gli Stati Uniti e i loro alleati conservano una forza militare, finanziaria e tecnologica straordinaria. Ma non sono più gli unici in grado di innovare, costruire grandi sistemi industriali, orientare il commercio mondiale o dettare le regole della competizione globale.È da qui che parte la riflessione di Carlo Formenti e Alessandro Visalli nei due volumi di Oltre l’Occidente.Per Visalli, il cuore dello scontro non riguarda soltanto mercati, materie prime o microchip. La vera posta in gioco è il controllo della tecnica. Ma la tecnica non è mai neutrale: ogni tecnologia incorpora una precisa idea del rapporto tra individuo e collettività, tra uomo e natura, tra economia e politica. In altre parole, una diversa visione del mondo.Da questo punto di vista, la Cina rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice potenza economica emergente. Sta dimostrando che è possibile costruire una modernità diversa da quella occidentale, integrando pianificazione, industria, ricerca, finanza pubblica e infrastrutture dentro un progetto politico autonomo. Non si tratta soltanto di produrre più automobili elettriche o più intelligenza artificiale, ma di decidere in modo indipendente quale direzione debba prendere lo sviluppo.Ed è proprio questa possibilità, forse ancora più della sua crescita economica, a renderla così difficile da accettare per l’Occidente.Formenti affronta invece un’altra domanda decisiva: perché una parte così ampia della sinistra europea continua a leggere Cina, Russia e Sud globale attraverso categorie costruite durante l’egemonia occidentale? E come è stato possibile che, abbandonando l’analisi dell’imperialismo e del conflitto di classe, una parte della sinistra sia finita per condividere molti degli stessi presupposti del liberalismo che diceva di combattere?Ne abbiamo parlato a Fest8lina 2026 in una discussione che prova ad andare oltre gli slogan e a interrogarsi sul significato della transizione multipolare che stiamo vivendo.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Fest8lina Ep.4: Perché l’economia sovietica funzionava incredibilmente bene?
Per decenni ci hanno raccontato che la pianificazione sovietica fu soltanto burocrazia, inefficienza e sacrificio imposto alle masse. Ma i dati raccontano una storia molto diversa.In pochi anni l’Unione Sovietica trasformò un Paese agricolo, arretrato e circondato dalle potenze capitalistiche in una grande potenza industriale. Investì nell’istruzione, abbatté l’analfabetismo, costruì una base produttiva senza la quale la vittoria contro il nazismo sarebbe stata impossibile e riuscì ad aumentare anche i consumi popolari.Come funzionavano davvero i piani quinquennali? Perché venne data priorità all’industria pesante? La successiva stagnazione dimostra il fallimento della pianificazione o viene giudicata attraverso criteri costruiti per le economie capitalistiche?A Fest8lina 2026, l’economista e filosofo Vladimiro Giacché ricostruisce la storia della pianificazione dall’URSS alla Cina e smonta molti dei luoghi comuni più radicati. Perché il crollo sovietico non chiuse affatto la competizione tra piano e mercato: mentre l’Occidente privatizzava tutto e rinunciava a qualsiasi strategia, Pechino conservava lo Stato, le imprese pubbliche e i piani quinquennali come strumenti per governare lo sviluppo.E oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.Un approfondimento indispensabile per capire perché il mercato non pianifica il futuro: pianifica soltanto il profitto.
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Desaparecinema Ep.20: Citizen Vigilante, Vannacci e Gola profonda
Avete presente i porno degli anni ’70? Citizen Vigilante è un b-movie costruito esattamente con quella stessa, identica pigrizia strutturale. Una pellicola di 89 minuti che potrebbe tranquillamente durare un quarto d'ora, ma che viene allungata a dismisura per giustificare e "preparare" quei 3 o 4 picchi di violenza shock.Deve essere per questo che Il film è andato virale sui social: a fine giugno, con il supporto di Elon Musk, il regista ha caricato il film intero gratis su X per una finestra limitata di 24-48 ore (come protesta contro quella che ha definito censura europea). E ha fatto più di 14 milioni di visualizzazioni!Nei porno anni '70, prima che i personaggi iniziassero a ingropparsi tra di loro, c’erano infiniti minuti di recitazione tipo quella dei film di Veltroni e inquadrature fisse su persone che parlano del nulla (l’idraulico che spiega il guasto alla casalinga, o Cuperlo che parla di Calenda a Gasparri). In Citizen Vigilante, Uwe Boll riempie la stragrande maggioranza del minutaggio con scene in cui Michael Sanders (Armie Hammer) cammina con aria cupa per le strade di un'Europa volutamente squallida; con dialoghi piatti, ripetitivi e incredibilmente didascalici sul collasso della civiltà, la magistratura corrotta e la perdita di valori; oppure con monologhi interiori o confronti statici che non fanno progredire minimamente la trama. E attenzione! Alcuni porno degli anni ’70 erano pure dei buoni film, rispetto a Citizen Vigilante! Tipo Miss Jones di Gerard Damiano, l’autore del più famoso Gola profonda e alcuni film con Moana Pozzi, tra cui uno dal titolo particolarmente sofisticato e velato: Buco profondo.E chi non vede il video intero è Cuperlo.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.41: Russia e Germania si incontrano in segreto a Baku.
Se critichi la NATO o l’Unione europea, rischi di finire nel mirino dei servizi segreti.In Germania la svolta autoritaria sembra fare un altro passo avanti.Come riporta la Berliner Zeitung, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha presentato una riforma che consentirebbe ai servizi segreti di intervenire contro giornalisti e media ritenuti un pericolo per “l’ordine libero e democratico”, per la sicurezza dello Stato, dell’Unione europea o della NATO.E come potrebbero intervenire? Interrompendo comunicazioni, cancellando dati e persino diffondendo disinformazione contro i soggetti presi di mira.Il problema è che concetti come “ordine democratico” o “sicurezza dello Stato” sono talmente vaghi da poter essere interpretati in modo molto ampio.Per questo una parte della stampa tedesca è in allarme.Il giornalista Norbert Häring è durissimo: «Con questa legge si usano i metodi dei servizi segreti contro chi fa giornalismo o politica non graditi al potere. Così si distrugge proprio l’ordine democratico che si dice di voler difendere».Secondo Häring non è nemmeno un caso che il progetto sia stato pubblicato all’inizio delle vacanze estive e durante i Mondiali di calcio: l’obiettivo sarebbe far approvare la riforma il 13 agosto con il minimo dell’attenzione pubblica.Ma questa non è l’unica notizia importante che arriva dalla Germania.Mentre il consenso di Merz cala e l’economia continua a rallentare, a Baku si è svolto un incontro riservato tra importanti esponenti tedeschi e russi.Che cosa significa? E cosa sta cambiando davvero in Germania?Ne abbiamo parlato con Claudio Celani, giornalista di EIR e dello Schiller Institute.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.40: CALENDA e PICIERNO invocano la SVOLTA AUTORITARIA contro I “FILORUSSI”
I russofobi stanno diventando peggio dei sionisti.Calenda e Pina Picierno hanno appena fatto una proposta di legge per mettere al bando la cosiddetta "propaganda russa" e censurare in Italia gli eventi del media Russia Today.L'accusa?Quella di avere una visione sulla guerra in Ucraina semplicemente diversa dalla loro.Non solo.Ieri alla Camera i due politici tra i più odiati d'Italia hanno accusato Di Battista, D'Orsi e vari giornalisti e commentatori, che si limitano a esprimere pacificamente le loro opinioni, di essere servi di Putin e di voler abbattere la democrazia in Europa.Per questo, Picierno e Calenda vogliono creare uno "scudo democratico" contro chi ha la colpa di riconoscere le responsabilità della NATO nello scoppio della guerra e di chiedere l'avvio immediato di negoziati di pace.Insomma, per difendere la democrazia, vogliono zittire chi semplicemente non la pensa come loro.Torna, no?Ma il vero problema è questo:Leggendo i commenti dei vari Corriere della Sera, Repubblica e le dichiarazioni di molti esponenti del PD in questi mesi, si capisce che sono tutti d'accordo.La svolta autoritaria è pronta.E non scordiamoci che la legge proposta da Calenda e Picierno non farebbe che attuare un regolamento europeo.L'Unione europea ha già reintrodotto il reato di opinione, bandendo i media "legati alla Russia" e sanzionando semplici giornalisti e analisti come Jacques Baud con la stessa delirante accusa.Ma quando capiremo che l'accusa di essere filo-russi se si criticano le politiche occidentali in Ucraina è uguale a quella di essere antisemiti se si critica Israele?Per rispondere a questa domanda, abbiamo invitato due filo-putiniani di ferro.Citati più e più volte ieri durante l'invettiva di Calenda e Picierno alla Camera.E che, per essere qui, hanno preteso che il gettone venisse pagato solo in rubli.In questa nuova puntata di ottolina e mezzo abbiamo il professor Angelo D'Orsi, e l'Ambasciatrice Elena Basile.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Fest8lina 26’ Ep.3: IL FILOSOFO CHE HA SCOPERTO COME CI HANNO RESO POLTICAMENTE IMPOTENTI
«Vogliamo poter vivere come ci pare»Difficile immaginare una rivendicazione più legittima.Una parte decisiva della storia dell’emancipazione consiste proprio nella liberazione degli individui dalle autorità che pretendevano di decidere come dovessero vivere, amare, pensare e costruire la propria identità.Ma che cosa accade quando la libertà viene concepita esclusivamente come sottrazione?Quando essere liberi significa non dover rispondere a nessuno, non accettare nessun vincolo e poter abbandonare ogni relazione, organizzazione o appartenenza nel momento esatto in cui smette di corrispondere perfettamente ai nostri desideri?È qui che compare quello che Dimitri D’Andrea definisce singolarismo.Il singolarista non è necessariamente egoista, passivo o politicamente disinteressato.Può scendere in piazza, partecipare a una mobilitazione, aderire a una campagna e impegnarsi con grande intensità su una singola causa.Quello che fatica a fare è tenere insieme cause differenti dentro una visione coerente del mondo. Accettare la mediazione di un’organizzazione. Riconoscersi in qualcuno che lo rappresenti. Mediare con altri la scala delle priorità. E soprattutto continuare a far parte di un collettivo quando quel collettivo non coincide più completamente con le sue preferenze.Vogliamo il gruppo, purché sia composto da persone identiche a noi.Vogliamo partecipare, purché nessuno possa decidere qualcosa con cui non siamo d’accordo.Il risultato è una società capace di produrre anche mobilitazioni imponenti, fiammate di rabbia e rivolte improvvise, ma sempre meno capace di costruire organizzazioni stabili, elaborare progetti complessivi e trasformare l’energia della protesta in forza politica.Ed è qui che il ragionamento diventa particolarmente scomodo.Perché la guerra, la crisi ecologica, le disuguaglianze, le migrazioni o l’organizzazione dell’economia non possono essere affrontate semplicemente permettendo a ciascuno di vivere come preferisce.Richiedono regole, istituzioni e decisioni che valgano per tutti. Anche per chi non le condivide.la domanda allora è: come si tiene insieme la massima libertà individuale con la capacità di perseguire obiettivi comuni senza i quali quella stessa libertà non è altro che un’illusione?Ne hanno discusso a Fest8lina 2026 Valentina Morotti e Michele Rossi del collettivo Ottosofia con Dimitri D’Andrea, professore ordinario di Filosofia politica presso l’Università di Firenze, che da anni riflette sulle trasformazioni della soggettività moderna , sulla crisi della rappresentanza e sulle difficoltà contemporanee dell’azione collettiva.Buona visione!👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.39: Messico contro Impero e miliardari: il Piano Sheinbaum
Il Messico che i media raccontano solo come narcos, violenza e frontiera sta mostrando un’altra faccia: salari in crescita, investimenti, programmi sociali, Mondiale, industria e uno Stato che prova a farsi rispettare anche dagli Stati Uniti.Con Carlos Vijnovsky Zenteno, direttore editoriale di El Soberano, entriamo dentro la Quarta Trasformazione di Sheinbaum: il progetto che vuole redistribuire ricchezza, far pagare i grandi imprenditori, difendere il T-MEC senza piegarsi a Trump e trasformare il Messico in un paese più forte, più stabile e meno ricattabile.
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Otto(lina) e mezzo Ep.38: J.D Vance: “Epstein lavorava per CIA e Mossad!”
Una confessione clamorosa che arriva direttamente dal vicepresidente degli Stati Uniti e che sbugiarda tutti quelli che in questi mesi ci avevano accusato di complottismo, o che avevano sminuito la portata degli Epstein Files dicendo che erano puro gossip, o che avevano addirittura tentato di far credere che Epstein fosse un uomo di Putin.Le dichiarazioni di J.D. Vance, pronunciate ieri da Joe Rogan, il podcast più seguito al mondo, tolgono ogni dubbio: «Jeffrey Epstein aveva chiaramente collegamenti con i più alti livelli dell'intelligence americana e dell'intelligence israeliana».Ergo, quel sistema di prostituzione che coinvolgeva i più alti livelli della politica mondiale serviva prima di tutto a raccogliere dati e informazioni personali attraverso cui ricattare e fare pressioni politiche di ogni genere e tipo.Non che ci si possa stupire, ecco tutte le prove che già collegavano Epstein al Mossad.In primis, i documenti fiscali della THE C.O.U.Q. FOUNDATION INC., una fondazione associata a Epstein, che il 3 marzo 2005 donò 25.000 dollari a Friends of the Israel Defense Forces (FIDF), l'organizzazione di supporto all'IDF.Nello stesso periodo, Epstein finanziò anche il The Jewish National Fund (JNF), l'ente storicamente coinvolto nella costruzione di insediamenti in Cisgiordania.Non solo.Nel 2011, email emerse da cause giudiziarie mostrano come Epstein abbia facilitato un incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e alti dirigenti di JPMorgan, e i calendari personali di Epstein e le email hackerate dell'ex primo ministro israeliano Ehud Barak dimostrano come Yoni Koren, uno dei più alti ufficiali dell'intelligence militare israeliana, abbia soggiornato per settimane nell'appartamento newyorkese del finanziere pedofilo almeno in tre occasioni tra il 2013 e il 2015.Ma la prova più clamorosa del legame tra Epstein e lo Stato di Israele è emersa da una serie di email rese pubbliche dal Dipartimento di Giustizia americano, che hanno portato alla luce un'operazione di sicurezza condotta dal governo israeliano per installare sistemi di allarme e sorveglianza nell'appartamento di Manhattan di Epstein, dove ospitava spesso anche l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak.E la lista continua.Come sentirete tra pochissimo da Roberto Vivaldelli, giornalista di InsideOver che sta seguendo magistralmente tutte le inchieste sugli Epstein Files.👉E' USCITO IL NUOVO PAMPHLET DEL MARRU, "DISERTARE L'ASSEDIO". Corri a comprare la tua copia qui: https://poetsandsailors.com/shop/disertare-l-assedio/#OttolinaTV👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.37: il Presidente della Repubblica è il nemico numero 1 della Costituzione
E se il pericolo numero 1 per il nostro Paese e la difesa della Costituzione non fossero, i vari Meloni, Nordio e Vannacci, ma il presidente della Repubblica?Bisogna stare attenti: parlarne senza filtri, è reato.“Vilipendio contro il capo dello Stato.”E nei media e nelle televisioni mainstream non sentirete mai un solo commentatore, opinionista o politico parlare male del Presidente della Repubblica, nonostante, in privato, e lontano dai riflettori, dicano tutt’altre cose.Ma come hanno sottolineato in questi anni i migliori politologi italiani, da Carlo Galli a Geminello Preterossi, a partire da Giorgio Napolitano in poi la figura del Presidente della Repubblica è profondamente mutata: da figura terza, super partes, garante della costituzione e rispettoso dei limiti previsti per il suo ruolo dalla Carta costituzionale, ad attore politico di primissimo piano e artefice di alcune svolte decisive della politica nazionale degli ultimi 20 anni.Come quando nel 2011 Giorgio Napolitano, come rivelato persino dal ministro Crosetto ha imposto a Berlusconi di prendere parte al bombardamento della Libia e alla caduta di Gheddafi, in ossequio alle direttive che arrivavano da Washington, Londra, e Parigi (e contro i nostri oggettivi interessi nazionali), o come quando pochi mesi dopo in concerto con la Commissione e la Banca Centrale europea sempre Napolitano orchestrò la caduta del governo Berlusconi in favore di Mario Monti, l’uomo prescelto dalle oligarchie internazionali per attuare quelle riforme di austerità, privatizzazioni e tagli allo stato sociale che hanno imposto la svolta neoliberale al paese affossandone definitivamente l’economia.Ma per quanto possa sembrare incredibile, Il peggio doveva ancora arrivare.È con Sergio Mattarella che la mutazione del Capo dello Stato da garante della Costituzione a garante del vincolo esterno italiano, ossia della collocazione del nostro paese nell’ asfissiante assetto euroatlantico, è compiuta.Nella nuova puntata di Ottolina e mezzo, Savino Balzano, autore di una coraggiosissima inchiesta sul nuovo ruolo del Presidente della Repubblica, ci ha svelato tutte le più importanti dinamiche del vero deep state italiano.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.36: Lagarde corre a Washington: sta saltando tutto per aria?
Christine Lagarde vola d’urgenza a Washington per incontrare il nuovo presidente della Federal Reserve e il segretario al Tesoro americano. Un viaggio improvviso e fuori programma, mentre la crisi nello Stretto di Hormuz minaccia di far esplodere il prezzo dell’energia e riaccendere l’inflazione.Ma cosa teme davvero la presidente della BCE?Con Alessandro Volpi ricostruiamo la catena che collega la guerra in Medio Oriente alla possibile tempesta finanziaria: petrolio più caro, tassi d’interesse più alti, debito americano sempre più oneroso, banche in difficoltà e capitali pronti ad abbandonare una Borsa gonfiata dalla bolla dell’intelligenza artificiale.Ma il problema non è soltanto economico. La forza del dollaro dipende anche dalla capacità degli Stati Uniti di imporre un ordine internazionale attraverso il controllo dei mercati, delle istituzioni finanziarie, delle rotte strategiche e, quando necessario, della forza militare.Che a Hormuz non sta funzionando. E se fosse proprio il punto in cui la sconfitta sul campo incontra la fragilità di Wall Street, e fa saltare tutto per aria?👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Fest8lina 26’ Ep.2: Una legge sull’obiezione per portare l’Italia fuori dalla guerra - con Virginia Veludo e Jose Nivoi
La pace è diventata un reato?Bloccare un convoglio militare. Occupare una strada. Scrivere “Life, not war” su una ciminiera della Leonardo. Opporsi al trasporto di armi destinate ai fronti di guerra.In un Paese che ripudia la guerra nella sua Costituzione, sempre più persone vengono denunciate, processate e criminalizzate per aver provato a fermarne la macchina.Ma la guerra oggi non passa soltanto dalle trincee. Passa dai porti, dalle ferrovie, dalle fabbriche, dalle università, dalle scuole. Passa dai luoghi di lavoro. E allora una domanda diventa inevitabile: esiste ancora il diritto di dire “io non ci sto”?A Fest8lina ne abbiamo parlato con José Nivoi, portuale del CALP di Genova, tra i protagonisti delle mobilitazioni contro il traffico di armi e promotore di una proposta di legge per estendere l’obiezione di coscienza ai lavoratori coinvolti, direttamente o indirettamente, nella filiera bellica.Un confronto che parte dalla repressione dei movimenti per la pace, attraversa il ruolo dei porti italiani nella logistica della guerra, racconta il ricatto occupazionale che lega sempre più territori all’industria militare e rilancia una domanda destinata a diventare centrale nei prossimi anni: chi ha il diritto di rifiutarsi di collaborare con la guerra?Perché se oggi la guerra coinvolge tutta la società, forse anche la pace non può più essere soltanto uno slogan.Buona visione!!!👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Fest8lina 26’ Ep.1: Chi ha ucciso la satira? Con Vauro Senesi e Fabio Saccomani
La satira è davvero morta? O è morta, piuttosto, l’informazione?In questa conversazione con Vauro Senesi partiamo da una constatazione semplice: un tempo la satira politica occupava il centro della scena pubblica, entrava nelle case degli italiani in prima serata e contribuiva a formare uno sguardo critico sulla realtà. Oggi sembra relegata ai margini.Ma cosa è cambiato davvero?Per Vauro il problema non è soltanto la censura. La censura peggiore è l’autocensura: quella che ti convince che certe cose “non siano opportune”. Da lì all’opportunismo il passo è brevissimo.Parliamo del rapporto tra linguaggio, politicamente corretto e potere; di come oggi spesso ci si scandalizzi più per il modo in cui una denuncia viene espressa che per l’ingiustizia che quella denuncia mette a nudo. E riflettiamo sul ruolo dell’informazione in un’epoca in cui, più che di propaganda, Vauro parla apertamente di omertà.Infine, inevitabilmente, Gaza e la Palestina. Dopo mesi di mobilitazioni oceaniche e milioni di persone in piazza, perché il tema sembra essere scomparso dal dibattito pubblico? È davvero finita, oppure sotto la superficie continua a maturare qualcosa?Un confronto ironico, amaro e profondamente politico sul ruolo della satira, sulla libertà di parola e sulla necessità di continuare a esercitare il senso critico, anche quando farlo diventa scomodo.
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Otto(lina) e mezzo Ep.35: il Piano “scientifico” per farti ammalare e guadagnare QUATTRINI
Ci hanno raccontato che la sanità pubblica non è più sostenibile.Che le liste d’attesa sono inevitabili.Che se vuoi curarti in tempi umani, devi essere realistico: pagare.Ma se il pubblico non funziona, non è per caso. È perché da anni viene svuotato, tagliato, frammentato, consegnato pezzo dopo pezzo a cliniche private, assicurazioni, grandi gruppi finanziari e Big Pharma.Nel 2024 gli italiani hanno speso 47 miliardi di euro di tasca propria per curarsi.Quarantasette miliardi non per un lusso, ma per visite, esami, farmaci, prestazioni che dovrebbero essere garantite dal Servizio sanitario nazionale.In questa puntata di Ottolina e mezzo, insieme a Federico Greco, curatore di “Desaparecinema” e regista di “C’era una volta in Italia”, intervistiamo Vittorio Agnoletto, autore per Paper First de “L’industria della salute”.Parliamo di brevetti, Big Pharma, privatizzazione, sanità lombarda, intramoenia, liste d’attesa e del meccanismo perfetto con cui il diritto alla salute viene trasformato in business.Perché il punto non è che il privato arriva dove il pubblico non ce la fa.Il punto è che il pubblico viene fatto arretrare per creare spazio al privato.E quando la malattia diventa mercato, più siamo malati, più qualcuno guadagna.PS FEDERICO GRECO E VITTORIO AGNOLETTO, insieme a molti altri, saranno presenti a fest8lina venerdi 10 luglio alle ore 16 con un panel dal titolo “RIPRENDIAMOCI LA SANITA’ PUBBLICA”👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.34: Perché Trump ha perso?
Per mesi Trump ha promesso di spezzare le catene dell’impero globalista.Dazi. Industria. Energia. Armi. America First. La Fed costretta ad abbassare i tassi. Il dollaro piegato alle esigenze del Make America Great Again. E, se qualcuno non capiva, un po’ di hard power per ricordare al mondo chi comanda.Poi è arrivato l’Iran.Epic Fury doveva essere la prova di forza definitiva. Il momento in cui Trump rimetteva in riga alleati, nemici, mercati e capitali.E invece qualcosa si è rotto.La guerra si impantana. I capitali ricominciano a guardarsi intorno. E alla Fed succede l’impensabile: Powell se ne va, arriva il trumpiano Kevin Warsh, ma la musica non cambia. Tassi alti, inflazione al 2%, linea dura. Esattamente quello che faceva Powell.Solo che stavolta Trump tace.Perché?Perché Trump ha perso.Non contro i democratici. Non contro i giudici. Non contro qualche oscuro complotto dello Stato profondo.Ha perso contro il vero centro dell’impero americano: la finanza in dollari.Con Marcello Spanò proviamo a capire perché gli Stati Uniti non sono semplicemente un grande debitore pieno di problemi, ma una potenza creditizia in declino. Una potenza che domina perché il mondo continua a indebitarsi, risparmiare e investire dentro la sua infrastruttura finanziaria: dollaro, Treasury, Fed, Wall Street, Nasdaq, fondi, collaterali, finanza ombra.Trump vorrebbe rifare grande l’America.Ma se fa tremare il dollaro, fa tremare l’impero.E allora Warsh, alla fine, deve fare Powell.E Trump deve incassare.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Desaparecinema Ep.19: DESAPAREBRUTTI #2: il guerre stellari turco
Benvenuti alla seconda puntata della nuova rubrica di Desaparecinema, DESAPAREBRUTTI, sui film che PARE che so’ brutti, e invece so’… popo bbrutti!Stavolta dissezionamo un altro cadavere cinematografico, un film di fantascienza e arti marziali turco del 1982: "L’uomo che salvò il mondo". Così brutto che se la batte con la media dei film di Hollywood e italiani degli ultimi 30 anni. Così brutto che è brutto anche il titolo del sequel: "Il figlio dell’uomo che salvò il mondo", del 2006.Un film conosciuto come Il guerre stellari turco. Due piloti precipitano su un pianeta desertico (che poi è la Cappadocia). Qui scoprono che un mago malvagio vuole conquistare la Terra. E con chi combattono i nostri eroi? Non ci sono stormtrooper. Non c’è Darth Vader o Jabba the Hutt. Ma c’è qualcosa di ancora più spaventoso: stuntman turchi travestiti da mummie avvolte nella carta igienica, robot fatti di scatoloni di cartone ricoperti di carta stagnola, e creature di peluche giganti e coloratissime che aggrediscono i protagonisti (esatto, ci sono letteralmente degli yeti rosa e rossi che sembrano usciti dal Muppet Show). Insomma, aiutame a di’ brutto - come diciamo a Roma, dove ultimamente si fa il vero cinema brutto.Eppure, non è tutto qui. Il film è parte di un momento floridissimo dell’industria cinematografica turca, e dietro questa remakesploitation c'è una lezione di resistenza culturale che qui a Desaparecinema non possiamo non raccontare. E chi non vede il video intero è il fratello del figlio dell’uomo che salva il mondo.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Il peggio del mainstream Ep.3: PICIERNO COME GALILEO, TRUMP PROPONE UN THREESOME AI FIGLI E FELTRI..
Anche questa settimana abbiamo raccolto il meglio di quello che il mainstream è riuscito a produrre questa settimana.Ogni giorno che passa, mi convinco sempre di più di una cosa: l’Occidente non è in declino come dicono i gufi della contro-informazione. È semplicemente passato dal produrre beni di consumo a produrre trash e cringe a ritmi forsennati. Oggi parliamo di Pina Picierno che si è paragonata a Galileo e Giordano Bruno, della promozione di Antonino Monteleone in Rai dopo i suoi post su Gaza, delle dichiarazioni di Sala sulle case popolari, della Von der Leyen che toglie l’aria condizionata ai dipendenti, di Kim Jong-un che pirata i Mondiali con il pezzotto di Stato, e del Batman messicano (Samuele Soddu) che lega i ladri ai lampioni.E poi, come sempre, c'è la classifica finale con le cinque massime tragedie della settimana, che non spoilereremmo neanche sotto tortura.Ad maiora!👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.33: Virginia Veludo: come ci hanno SPOLITICIZZATI (e come RIPRENDERCI la VITA)
Tutto è politica.Il caffè che bevi la mattina.I vestiti che scegli.La passeggiata che fai in cerca di un po’ di pace.L’insonnia.L’ansia che ti impedisce di goderti la vita.Nel mondo di oggi, che cosa sia politica e che cosa non lo sia sembrano deciderlo i talk show politici e i mezzi di informazione, che ci spingono a concentrarci sempre sugli stessi temi, rimuovendo tutti gli altri. Quelli che contano davvero.Perché tutto resti esattamente com’è.Ma è un’illusione.Tutto ciò che ci circonda, e tutto ciò che facciamo, è il prodotto del nostro tempo e delle scelte politiche che lo determinano.Puoi anche decidere di disinteressarti della politica.Ma il paradosso è che, più te ne disinteressi, più sarai indifeso e sarà la politica a decidere della tua vita: quali prodotti mangerai, quali vestiti vorrai indossare e, soprattutto, che cosa penserai, quali speranze coltiverai e quali desideri affolleranno la tua immaginazione.Ripoliticizzare la nostra vita potrebbe essere il compito dell’arte, della letteratura e della filosofia.È quello che facevano i grandi artisti, i poeti e i filosofi, prima che tutto venisse inglobato nelle logiche del profitto e messo al servizio del potere.Ma non tutto è perduto.La lunga stagione della spoliticizzazione della vita e della distrazione di massa sta finendo.Il nostro compito può essere quello di accelerarne la fine e fare in modo che le nuove energie che ne scaturiranno prendano la direzione giusta.Di questo e di molto altro abbiamo parlato oggi con la scrittrice e insegnante Virginia Veludo, a partire dal suo ultimo libro, E mi sono sentita meno sola.Un esempio di come la letteratura possa ripoliticizzare il mondo raccontando, semplicemente, la vita quotidiana di una persona comune.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.32: TFR nei fondi pensione: ti stanno fregando?
Il primo luglio 2026 rischia di passare alla storia come una di quelle date enormi che, però, non fanno rumore.Non ci sono carri armati per strada. Non ci sono sommosse. E tutto sommato, manco un vero dibattito. C’è solo una norma tecnica, burocratica, apparentemente innocua, che passa in sordina: per i nuovi assunti del settore privato, il TFR finirà automaticamente nella previdenza complementare, salvo rinuncia esplicita entro 60 giorni.Sembra una faccenda da consulenti del lavoro. Una noisissima pratica amministrativa. E invece è un fatto storico.Perché il TFR non è un regalo. Non è una gentile concessione dell’azienda. È salario differito. Soldi dei lavoratori. Una piccola diga conquistata pezzetto dopo pezzetto nel tempo contro l’incertezza e contro il ricatto permanente di un mercato del lavoro sempre più feroce.Da oggi quella diga diventa un pezzo del gigantesco Schema Ponzi su cui si regge l’intera economia occidentale. L’economia dell’Occidente collettivo, oggi, è appesa alla bolla finanziaria americana. Una bolla costruita in decenni di globalizzazione a guida USA, centralità del dollaro, dominio militare, controllo delle catene del valore, rendite monopolistiche, debito e mercati azionari gonfiati dalla certezza che, alla fine, il mondo si sarebbe continuato a piegare agli interessi di Washington e di Wall Street.Per cinquant’anni questo meccanismo ha funzionato perché dietro c’era l’unipolarismo statunitense. C’era l’idea che gli Stati Uniti fossero il centro indiscusso del sistema mondiale. Che le Borse americane, tra una crisi e l’altra, fossero comunque destinate a salire. Che l’impero, in un modo o nell’altro, avrebbe sempre garantito il valore degli asset denominati in dollari.Ma quel mondo sta arrivando al capolinea. Non sappiamo esattamente come. Non sappiamo quando. Ma una cosa la sappiamo: la crescita infinita dei mercati finanziari occidentali sotto l’ombrello dell’unipolarismo USA non è più una prospettiva realistica. È il passato. E proprio mentre quel mondo si incrina, cosa fanno? Prendono il TFR dei lavoratori italiani e lo spingono dentro la macchina finanziaria che ha bisogno disperato di nuovo carburante.È questo il punto politico.Il tuo TFR invece che tutelare te, deve tutelare Wall Street. E’ un respiratore attaccato al polmone di un paziente già cerebralmente morto. E il prezzo lo paghi tu.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.31: perché l’ALLARGAMENTO DELLA UE è una MEGA-TRUFFA?
Ci hanno raccontato che l’allargamento dell’Unione Europea fosse il trionfo della pace, della democrazia e del benessere condiviso.Poi abbiamo scoperto che, dentro la gabbia di Maastricht, “più Europa” significato più concorrenza tra lavoratori, più dumping salariale, più competizione fiscale, più compressione della domanda interna. Un gigantesco dispositivo deflazionistico, per spostare ricchezza e reddito dal basso verso l’alto, venduto come progresso.E adesso che persino alcuni sacerdoti dell’euromania cominciano ad ammettere che quel modello ha prodotto macerie sociali, Bruxelles cosa fa? Cambia strada?No: accelera.Ucraina, Moldavia, Balcani occidentali: la nuova ondata di allargamenti prevista per il 2028 potrebbe portare dentro il mercato unico decine di milioni di nuovi lavoratori con salari, tutele e sistemi fiscali enormemente più bassi rispetto al cuore dell’Unione. Una nuova riserva di manodopera a basso costo, perfetta per rimettere in moto il vecchio ricatto: o accetti salari più bassi, meno diritti e meno welfare, oppure il capitale si sposta altrove.Una MEGATRUFFA ai danni dei lavoratori del Vecchio Continente, sulla quale i Media euroinomani, semplicemente, hanno steso il loro velo omertoso.Proviamo a squarciarlo insieme a Stefano Fassina, ex viceministro dell’Economia ed ex parlamentare, e tra i critici più feroci dell’Europa dei banchieri.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.30: Cuba apre al mercato: il socialismo sta crollando?
Cuba ha approvato 176 misure economiche: più autonomia alle imprese statali, più spazio al settore privato, apertura agli investimenti esteri e nuovi strumenti per gestire valuta e commercio. È una riforma profonda, che molti leggono come un possibile arretramento del socialismo. L’Avana invece la presenta come un tentativo di produrre di più, attirare risorse e difendere la sovranità dentro il blocco statunitense. Ne abbiamo parlato con Carlos Javier Gutiérrez Monteaguado, primo segretario incaricato della stampa e della cultura presso l’Ambasciata di Cuba in Italia.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.29: Il marxista più odiato dalla sinistra svela l’inganno dell’Occidente
Per cinque secoli l’Occidente si è raccontato come sinonimo di civiltà, modernità e progresso.Tutti gli altri, al massimo, erano il passato da educare, riformare, civilizzare. Prima con le croci, poi con le cannoniere, poi con il libero mercato, il Fondo Monetario Internazionale e i diritti umani caricati sui bombardieri della NATO.Ma oggi quella favola non funziona più.L’Occidente è ancora potentissimo, certo. Ha armi, banche, piattaforme, università, fondazioni, media, eserciti e intelligence. Ma non ha più il monopolio della produzione, della tecnica, della forza e nemmeno dell’immaginario.E allora che succede quando scopre che la Cina può diventare moderna senza diventare occidentale? Che l’Africa può provare a liberarsi senza chiedere il permesso a Parigi? Che l’America Latina può tornare a pensarsi fuori dalla dottrina Monroe?Ne abbiamo parlato con Carlo Formenti, uno degli intellettuali marxisti più scomodi del panorama italiano. Per Formenti, il problema non è solo l’imperialismo occidentale: è anche il modo in cui una parte enorme della sinistra e del marxismo occidentale si è lasciata colonizzare dal liberalismo.Andare oltre l’Occidente, allora, non significa fare il tifo per qualcun altro.Significa smettere di pensare che il mondo debba per forza assomigliare a noi.
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Il peggio del mainstream Ep.2: Scacco Matto Putin! Tutte le magie della propaganda mainstream
Mr. Bean sotto crack. Putin piromane. Marx contro gli zar. Enrico Letta in versione "selfie con i neocon".No, non è una puntata di Black Mirror. È soltanto la rassegna stampa di questa settimana.Nel nuovo episodio della Selezione del Peggio della politica e del mainstream parliamo di:- Bessent che paragona Zelensky a "Mr. Bean sotto crack".- Le dimissioni di Starmer e la fantasia geopolitica di chi vede Putin dietro qualunque cosa.- L'incredibile scoperta del Foglio: Marx non amava gli zar (chi l'avrebbe mai detto...).- Il post di Enrico Letta che ha fatto discutere più dei commenti sotto.- Le tensioni dentro Democrazia Sovrana Popolare.• E naturalmente la classifica finale dei 5 fatti più tragici (e tragicomici) della settimana.
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Otto(lina) e mezzo Ep.28: Perché il Capitalismo Cinese è così diverso da quello Occidentale?
La più grande illusione dell’Occidente è credere che esista una sola modernità possibile: la nostra.Prima accumuli ricchezza, poi costruisci portaerei, poi spieghi al resto del mondo cosa deve fare. E se il resto del mondo non capisce, glielo spieghi meglio: con le sanzioni, con i colpi di Stato, con le basi militari, con le guerre umanitarie e con i think tank pieni di gente molto educata che giustifica tutto in inglese.La Cina, secondo Fabio Massimo Parenti, rompe questo schema.Non perché sia il paradiso. Non perché sia senza contraddizioni. Anzi: la Cina deve fare i conti con il mercato, con la finanza, con il consumo, con la crisi demografica, con l’individualizzazione, con tutte le trappole della modernità. Ma prova a farlo partendo da un’altra storia: non quella dell’espansione coloniale, ma quella del secolo dell’umiliazione; non quella dell’universalismo messianico americano, ma quella dello Stato-civiltà; non quella dell’uomo nuovo che salva il mondo sterminando chi gli sta in mezzo, ma quella dell’armonia, della pianificazione, del conflitto governato politicamente.Il punto, allora, non è stabilire se la Cina sia buona o cattiva. Quello lasciamolo ai talk show.Il punto è capire che se l’occidente non riesce a leggerla se non come minaccia, è perché se la Cina dimostra che si può diventare potenza senza diventare America, allora non sta sfidando solo l’egemonia statunitense. Sta sfidando l’idea stessa che l’Occidente sia il destino naturale dell’umanità👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.27: L’ASIA tradisce gli USA e passa con Pechino? Il caso indonesiano
La guerra in Iran non ha sconvolto solo le nostre economie, ma anche quelle di molti altri Paesi del mondo alleati degli Stati Uniti, che stanno cominciando a farsi due domande: conviene davvero fidarsi di Washington e partecipare alla grande guerra fredda contro la Cina?Il caso dell’Indonesia è emblematico.Negli ultimi anni il presidente Prabowo Subianto ha teso la mano a Trump in tutti i modi, aderendo persino al Board of Peace e facendo parecchio arrabbiare quel 90% della popolazione che è di fede musulmana.Ma il Paese si trova anche nel mezzo di una vera e propria crisi economica.La strategia di nazionalizzazione delle risorse e di utilizzo del nichel come arma di pressione nei confronti della Cina non ha funzionato. Pechino è diventata progressivamente meno dipendente dalle forniture indonesiane e, nel frattempo, la rupia perde valore e gli investitori fuggono.Ma non è solo l’Indonesia a dover rivedere le proprie politiche.Filippine, Giappone, Malaysia e Corea del Sud: la guerra in Iran ha provocato danni economici significativi per tutti gli storici alleati degli Stati Uniti nel Pacifico. E il sistema di alleanze costruito da Washington ha già cominciato a risentirne.Nelle Filippine, ad esempio, è successo l’impensabile.In piena crisi petrolifera causata dal blocco di Hormuz, la Cina ha inviato un consistente carico di petrolio a Manila. E pochi giorni dopo il presidente Marcos, considerato uno dei più fedeli alleati degli Stati Uniti nella regione, ha dichiarato che tutti i contenziosi con Pechino possono essere risolti.Insomma, per chi non lo avesse ancora capito, la strategia cinese del “reagire senza forzare” sta dando i suoi frutti.Pechino si sta presentando come il Paese della sicurezza, della razionalità e della stabilità in un’area che cerca disperatamente un proprio equilibrio.Ciò nonostante, esistono ancora diversi dossier aperti che rendono difficile una piena fiducia di questi Paesi nei confronti della Cina.In primo luogo, le dispute territoriali e militari.Vediamo insieme quali.Do quindi la parola a uno dei massimi esperti italiani di politica dell’Indo-Pacifico: il giornalista, analista e autore di numerosi libri su questi temi, Emanuele Giordana.
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Otto(lina) e mezzo Ep.26: Da chi prendono davvero gli ordini i politici italiani?
Il problema non è che Trump tratta male Meloni.Il problema è che può permetterselo.Perché dietro ogni sceneggiata diplomatica, dietro ogni foto storta e ogni frasetta velenosa, c’è una realtà molto più dura: l’Italia parla continuamente di sovranità, ma non controlla quasi nessuno degli strumenti concreti attraverso cui la sovranità si esercita.Le basi militari. Le armi nucleari. Gli F-35.La Borsa. Le banche. Il risparmio gestito.Il gas. I dati. Il cloud. Gli smartphone.I pagamenti. Le carte di credito.E perfino i piani strategici delle grandi aziende e delle città.Mentre noi guardavamo Bruxelles, Washington si prendeva i rubinetti.E allora forse il punto non è scegliere tra europeismo responsabile e sovranismo da comizio. Il punto è capire se dentro questa dipendenza materiale, costruita pezzo dopo pezzo negli ultimi decenni, esista ancora qualcosa che assomigli davvero a un’autonomia nazionale.Con Alessandro Volpi proviamo a fare l’inventario della gabbia americana: quella più visibile, fatta di basi e armi; e quella più sottile, fatta di finanza, energia, dati, risparmio e consulenze.Perché un Paese che non controlla il proprio denaro, la propria energia, i propri dati e le proprie infrastrutture strategiche può anche riempirsi la bocca di “interesse nazionale”.Ma rischia di essere sovrano solo nei comunicati stampa.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep. 25: TERREMOTO NEL REGNO UNITO. E ORA?
Starmer era arrivato a Downing Street promettendo l’unica cosa che il sistema britannico sembrava desiderare dopo anni di Brexit, Boris Johnson, Liz Truss e collasso dei Tories: normalità.E invece è saltato pure lui.Le sue dimissioni non sono soltanto l’ennesimo colpo di scena nel teatrino di Westminster. Sono il sintomo di una crisi molto più profonda: quella di un Paese che per quarant’anni ha privatizzato tutto, consegnato l’economia alla City, trasformato la Banca d’Inghilterra in un potere quasi intoccabile, e ora scopre che la politica non riesce più a governare niente.In questo vuoto arriva Andy Burnham, il “King of the North”: trasporti pubblici, edilizia popolare, qualche settore strategico da riportare sotto controllo pubblico, il modello Manchester contro la monocultura finanziaria londinese.Ma può bastare qualche toppa socialdemocratica per tenere insieme un Regno sempre meno unito?Scozia, Galles, Irlanda del Nord, indipendentismi progressisti, nazionalismo inglese, atlantismo feroce e austerità monetaria: la crisi britannica è una radiografia perfetta del declino occidentale.Ne parliamo con Simone Gasperin, economista, per capire se Burnham rappresenta davvero una svolta o soltanto l’ultimo tentativo di salvare una macchina neoliberale ormai fuori controllo.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Il peggio del mainstream Ep.1: L’Iran vince e costringe RAMPINI, BOCCHINO E CERASA a remigrare
Pupo torna a fare la maturità perché a 71 anni cerca nuovi stimoli. Sgarbi torna in sé, e purtroppo ricomincia a parlare. Brumotti continua a esistere. Ivan Grieco parla di politica. Nathalie Tocci combatte eroicamente contro la realtà. E intanto l’intero plotone dei giornaloni italiani, dopo averci spiegato per settimane che l’Iran era isolato, finito, crollato, spacciato, a un passo dalla rivoluzione liberale sponsorizzata da Trump, è costretto a prendere atto dell’impensabile: forse la propaganda non basta a vincere le guerre.Una tragedia umana, professionale e soprattutto televisiva.C’è chi sognava Teheran rasa al suolo, chi fantasticava sulla “spallata” finale, chi ringraziava l’America, chi aspettava la libertà portata dai bombardieri. Poi la guerra si ferma, Netanyahu traballa, Trump arretra, e loro restano lì: con l’elmetto in testa, la bava alla bocca e una valigia pronta per il pianeta figure di merda.Non c’era occasione migliore per inaugurare il nuovo, imperdibile format di OttolinaTV: Il peggio del mainstream.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.24: Perché il ricorso all’atomica non è più un tabù
Secondo Giacomo Gabellini, oggi siamo in una situazione più pericolosa della Guerra fredda.Perché il rischio nucleare non nasce da una semplice guerra regionale per due pezzi di territorio, ma da qualcosa di molto più grande: la lunga guerra per impedire la fine di un ciclo egemonico.Andrey Bezrukov, ex colonnello dell’intelligence russa, leggendaria spia sotto copertura negli Stati Uniti e una delle figure che hanno ispirato The Americans, ha sostenuto che la Russia deve prepararsi a venti, forse trent’anni di conflitto con l’Occidente.Una durata che non è casuale: trent’anni è quanto è durata anche l’ultima grande guerra di transizione egemonica, dal 1914 al 1945, quando il mondo passò dall’era dell’impero britannico al secolo americano.Ma questa volta c’è un’aggravante decisiva: il nucleare non arriva alla fine della guerra, come a Hiroshima e Nagasaki. Il nucleare è già ovunque. Nei radar, nei sottomarini, nei sistemi d’allerta, nei progetti come Golden Dome, negli attacchi alla deterrenza russa e nella tentazione dell’egemone in declino di considerare anche decine di milioni di morti un costo tollerabile pur di salvare il proprio dominio.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.23: 17 sottomarini PEPSI, una Città dell'Immortalità e il capitalismo
Ma tu lo sapevi che nel 1989 la Pepsi comprò dall’Unione Sovietica un’intera flotta navale, compresi 17 sottomarini da guerra?O che in Honduras esiste una città-stato fondata da multimiliardari, chiamata Prospera, che conta circa 1.700 abitanti e dove si fanno esperimenti sull’immortalità?O che Luigi Mangione, durante un viaggio in Thailandia, è stato picchiato da un gruppo di ladyboy?Nooo.Nemmeno io.Ma poi ho letto questo libro: Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio di Lorenzo Tecleme, edito da Newton Compton.Un libro che finalmente racconta i paradossi e le tragedie del capitalismo neoliberale che sta distruggendo il pianeta, non solo attraverso analisi, ma attraverso storie reali, vite concrete.Come quella dell’inventore di Friend, l’intelligenza artificiale pensata non per risolvere problemi o aiutarti nel lavoro, ma semplicemente per farti compagnia, da portare al collo come una sorta di pendolo.Oppure come quando Tecleme, in un capitolo del libro, cerca di immergersi nell’universo ideologico dei miliardari per capire cosa fanno, cosa pensano e a quali principi e valori fanno riferimento.Lorenzo Tecleme è collaboratore de Il Manifesto e di Canal Red e conduce il podcast settimanale Unchained, da cui ha tratto l’ispirazione per Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio.E oggi, sullo sfondo delle analisi di Naomi Klein, Quinn Slobodian, Mariana Mazzucato e Yanis Varoufakis, ci ha raccontato alcune di queste incredibili storie. Buona visione.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.22: PERCHÉ L’OCCIDENTE ODIA LA RUSSIA?Ft. Hauke Ritz
C’è qualcosa che non torna.In questi quattro anni di guerra in Ucraina abbiamo sentito centinaia di analisi militari ed economiche sul conflitto. Tuttavia, se rimaniamo nell’ambito del mero calcolo strategico, il comportamento di Washington e delle élite europee al suo seguito appare del tutto irrazionale.Perché i Paesi della NATO avrebbero pianificato e preparato uno scontro con la Russia proprio mentre la Cina si stava affermando come la vera superpotenza rivale?Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’alleanza d’acciaio tra Russia e Cina, il boom dei BRICS Plus e un’accelerazione impressionante del declino del vecchio ordine mondiale a guida americana.Anche la guerra contro l’Iran e la sconfitta subita da Trump, che secondo alcuni osservatori si starebbe consumando proprio in questi giorni, possono essere lette come il frutto di quella scelta strategica originaria, apparentemente inspiegabile.Inspiegabile, almeno se ci limitiamo a osservare gli eventi attraverso le lenti della geopolitica, la pseudoscienza più diffusa dei nostri tempi.Eppure un’alternativa c’era. Nel 1989, con il crollo del Muro di Berlino, sembrava possibile porre fine alla “guerra civile europea” iniziata nel 1914.Nei primi anni Duemila, la Russia arrivò persino a discutere, a determinate condizioni, di una possibile adesione alla NATO.Perché allora le élite nordamericane, seguite dalle province dell’Europa occidentale, hanno rifiutato quella mano tesa? Perché hanno preferito la strada dell’accerchiamento e di quel tentativo di regime change fallito che, secondo questa lettura, prende il nome di guerra in Ucraina?Nell’intervista di oggi, il filosofo e analista Hauke Ritz risponde a questa domanda decisiva a partire dal suo ultimo libro, Perché l'Occidente odia la Russia (Fazi Editore).Un libro che parte da una premessa radicale: in Ucraina non si combatte soltanto per sfere d’influenza e confini, ma per qualcosa di immensamente più grande.Buon ascolto.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Desaparecinema Ep.17: Il “Disclosure Day” di Spielberg e Trump tra propaganda e paranoia
L’11 giugno 2026 è uscito il nuovo film di Steven Spielberg. La distribuzione italiana, la Universal Pictures, ha chiesto alle sale cinematografiche di eliminare qualunque altro evento, anche non cinematografico, previsto per i giorni successivi all’uscita e di riservare i cinema solo per il film. Ovviamente, facendosi forte dei potenziali enormi incassi che Disclosure Day porterà nelle tasche degli esercenti.Ma questo evento cinematografico globale (il film è uscito infatti in tutto il mondo tra il 10 e il 12 giugno) nasconde qualcos’altro. Qualcosa di molto attuale che ha a che fare con la guerra totale che forse gli Stati Uniti stanno per lanciare contro la Russia e la Cina. Non è un caso infatti che l’anno scorso sia uscito un documentario, The Age of Disclosure, diretto e prodotto da Dan Farah, che tra l’altro ha anche prodotto un altro film di Spielberg, Ready Player One.Ma non è finita: a maggio l'amministrazione Trump ha lanciato l'iniziativa "PURSUE" (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP Encounters) cioè Sistema presidenziale di apertura e segnalazione degli incontri con UAP. Questo provvedimento impone al Dipartimento della Guerra, al Pentagono e ad altre agenzie di rilasciare documenti governativi, foto e video a lungo classificati relativi a fenomeni anomali non identificati: UAP, che sta per Unidentified Anomalous Phenomenon (Fenomeno Anomalo Non Identificato). Che è la nuova sigla per definire i vecchi UFO (Unidentified Flying Object), Oggetti Volanti non Identificati. Insomma forse la vera rivelazione (vabeh, rivelazione...) non riguarda gli alieni, ma il modo in cui il cinema di massa viene usato come camera d'eco per abituare l'opinione pubblica alla militarizzazione dello spazio in chiave anti-Cina e anti-Russia. E COME TE SBAJI?!E chi non vede il video intero è un colore venuto dallo spazio.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.21: il nuovo piano quinquennale della Cina è FUORI DI TESTA
Quando si parla di Cina, il racconto mainstream è sempre lo stesso: sussidi a pioggia, Stato onnipotente, aziende dopate, mercato falsato.Ma le cose stanno davvero così?In questa puntata di Ottolina e mezzo, Giuliano Marrucci ne parla con Guendalina Anzolin, ricercatrice esperta di politica industriale, innovazione e catene del valore, a partire dal nuovo Piano Quinquennale cinese 2026-2030.Dentro il piano ci sono alcuni dei nodi decisivi dei prossimi anni: crescita meno rigida, aumento della spesa in ricerca e sviluppo, domanda interna, transizione energetica, auto elettriche, batterie, robotica, intelligenza artificiale, biomanifattura, ma anche il rinnovamento tecnologico dei settori tradizionali.Il punto però non è solo “cosa farà la Cina”.Il punto è cosa ci dice la Cina su di noi.Perché nelle economie complesse la pianificazione esiste sempre. Solo che in Occidente la chiamano “mercato” quando a pianificare sono grandi corporation, finanza, monopoli tecnologici e apparati imperiali. In Cina, invece, il piano resta uno strumento per orientare l’economia reale, coordinare investimenti, formazione, ricerca, industria e innovazione.Non un modello da copiare. Ma uno specchio molto utile per capire perché l’Occidente parla tanto di libero mercato, mentre continua a vivere di rendita.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.20: Chi è davvero il Generale Vannacci: l’ultimo prodotto della classe armata
C'è un'enorme contraddizione nei discorsi di Vannacci.Da una parte parla di immigrazione incontrollata e di remigrazione; dall'altra si vanta della sua carriera militare e rivendica le sue operazioni in Afghanistan, Iraq, Libia e Yemen.Peccato che siano state proprio quelle guerre, scatenate dagli Stati Uniti e alle quali i governi italiani si sono accodati, ad aver causato il più grande numero di sfollati e la più grande ondata migratoria dalla Seconda guerra mondiale.Guardiamo i numeri riportati dalla Brown University:Iraq: 9,2 milioni di sfollati;Afghanistan: 5,9 milioni;Yemen: 4,4 milioni;Siria: addirittura 13,5 milioni.Se Vannacci fosse davvero coraggioso come finge di essere, allora dovrebbe ammettere che le guerre alle quali ha preso parte non hanno affatto servito l'Italia, come sostiene, ma sono alla radice di quel problema che ora vorrebbe risolvere.Ma Vannacci si guarda bene dal farlo.Attacca i disperati che arrivano con i barconi, non gli Stati Uniti. Perché, come tutti quelli della sua razza politica e come tutti i finti sovranisti che abbiamo conosciuto in questi anni, è forte con i deboli e debole con i forti.E adesso, con tutta questa retorica sulla sicurezza e sulla difesa dei confini, vorrebbe risolvere i problemi che lui e i suoi amici suprematisti e guerrafondai hanno contribuito a creare.Ma oggi non vogliamo limitarci a parlare di queste contraddizioni.Vogliamo andare molto, molto più in profondità.E ci chiediamo:Chi è davvero il generale Vannacci?E soprattutto, che cosa rappresenta?Secondo David Colantoni, fresco di pubblicazione del suo nuovo libro “Teoria della classe armata. L'età del potere militare”, — un testo con introduzioni di Jeffrey Sachs, Oliver Stone e Luciano Canfora, che secondo alcuni potrebbe lasciare un segno importante nel dibattito delle scienze sociali — Vannacci è un vero e proprio rappresentante della nuova classe dominante in Occidente: la "classe armata".La sua ascesa sarebbe determinante non solo per comprendere, come vedremo tra pochissimo, la carriera del generale, ma anche per analizzare in modo più profondo e sistematico la fase storica che stiamo attraversando e individuare quello che l'autore considera il principale avversario politico del nostro tempo.Buona visione.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.19: GERMANIA UMILIATA: fuori dal Consiglio di Sicurezza, economia al collasso
La Germania non sta passando un bel periodo.Il 4 giugno ha incassato una delle sconfitte diplomatiche più cocenti della sua storia: l’Assemblea generale dell’ONU l’ha bocciata per il ruolo di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza.La ragione, come riconosciuto anche dal ministro degli Esteri Wadephul, sta soprattutto nella posizione filoisraeliana e filogenocida dimostrata in questi anni.Poi Merz ha tentato di proporsi come interlocutore fondamentale della Russia per i negoziati in Ucraina.Proposta rispedita al mittente da Mosca, proprio per la mancanza di neutralità della Germania.Non solo.Putin ha indicato come possibile mediatore l’ex cancelliere Schröder, l’artefice del Nord Stream e di quella Ostpolitik che aveva reso grande la Germania all’inizio di questo secolo, grazie ai buoni rapporti con la Russia e con la Cina.Insomma: una sconfessione totale delle politiche appiattite su Washington di Scholz e Merz.Proprio Merz, intanto, è in caduta libera nei sondaggi.Il partito di estrema destra AfD è l’unico che parla convintamente di pace con la Russia, e si rischiano le elezioni anticipate.Intanto l’economia va malissimo: 120 mila posti di lavoro persi dalla manifattura nel 2026, prezzi dell’energia alle stelle.E nemmeno il tanto agognato riarmo, che secondo Merz dovrebbe rendere la Germania il Paese più forte d’Europa, riuscirà a convincere i giovani tedeschi ad arruolarsi.Anche perché sono sempre di meno quelli che credono alla barzelletta della Russia pronta a invadere Berlino.Un disastro assoluto.E invece di cambiare rotta, la Germania sostiene il ventunesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro Mosca.Insomma, come si dice a Firenze: per i bischeri non c’è paradiso.O forse no.Perché qualcosa, invece, si sta muovendo. Anche se lontano dai riflettori dei media.Ce lo racconta Claudio Celani, giornalista della testata tedesca EIR e dello Schiller Institute.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.18: Perché Banche e Governo ci svuotano le tasche per salvare Wall Street
Ci raccontano il risiko bancario come una partita tra manager, OPA, fusioni e quote azionarie.Ma dietro le sigle — MPS, Mediobanca, Generali, Intesa, Unicredit, BPM — c’è una posta in gioco molto più concreta: chi controllerà il risparmio degli italiani.Conti correnti, polizze, fondi pensione, fondi integrativi, prodotti finanziari: la grande macchina bancaria italiana si sta concentrando in pochissime mani. E quelle mani sono sempre più integrate con i grandi fondi americani, da BlackRock a Vanguard e State Street.Il risultato è una trappola perfetta.Da una parte il nostro risparmio viene sottratto all’economia reale: invece di finanziare imprese, salari, territori e produzione, finisce dentro i mercati americani, Nasdaq, Big Tech, Nvidia, Wall Street.Dall’altra, quegli stessi rendimenti che ci vengono venduti come salvezza sono parte del problema: una bolla alimentata da nuovi flussi di denaro, non da vera ricchezza produttiva.Prima ci impoveriscono distruggendo lavoro, welfare e industria. Poi ci spiegano che, per sopravvivere agli effetti di quella distruzione, dobbiamo affidarci alla finanza.Ne parliamo con Alessandro Volpi, professore di Storia contemporanea all’Università di Pisa e autore, tra gli altri, di I padroni del mondo e La guerra della finanza.Una puntata per capire perché banche e governo stanno mettendo le mani in tasca agli italiani per salvare Wall Street.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo EXTRA Ep.2: Ucraina: perché la rivoluzione dei droni sta sfuggendo di mano?
Un tempo la guerra la raccontavano così: carri armati, caccia, portaerei, missili, generali con le mappe e l’aria di chi sta per spiegarti perché bisogna tagliare altri 20 miliardi alla sanità e darli a Lockheed Martin.Poi arriva un drone.Piccolo, economico, magari assemblato con componenti commerciali, guidato via radio, via satellite o addirittura attraverso un cavo di fibra ottica.E all’improvviso non cambia solo il modo di colpire.Cambia il fronte.Cambia la logistica.Cambia la difesa aerea.Cambia il rapporto tra costi e risultati.Cambia persino il confine tra guerra per procura e guerra diretta.In Ucraina la guerra dei droni ha già trasformato tutto: le retrovie non sono più sicure, ogni strada può diventare un bersaglio, ogni concentrazione di mezzi può essere vista, ogni convoglio può essere seguito, ogni deposito può essere colpito.Ma il punto più inquietante è un altro.Quando un drone viene guidato attraverso una rete satellitare globale, chi lo sta pilotando davvero?Un operatore ucraino?Un tecnico NATO?Un contractor privato?Qualcuno seduto a migliaia di chilometri dal fronte?E se non sappiamo chi pilota il drone, come facciamo a sapere dove finisce la guerra per procura e dove comincia l’escalation diretta?Ne abbiamo parlato con Stefano Orsi, analista militare, curatore del canale YouTube Stefano Orsi e vecchio amico di OttolinaTV, in una nuova puntata di Ottolina e mezzo EXTRA.Un viaggio dentro la rivoluzione della guerra dei droni: dagli attacchi ucraini alla logistica russa, ai droni navali, alla fibra ottica, all’intelligenza artificiale, fino al rischio che questa guerra stia davvero sfuggendo di mano.Buona visione.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.17: Il GENOCIDIO NASCOSTO: cosa è successo in INDONESIA di cui nessuno parla
Un vero film dell’orrore.Approfondire ciò che è accaduto in Indonesia ci ha lasciati a bocca aperta. Non solo perché ha fatto luce su uno dei peggiori crimini commessi nella storia dell’umanità, di cui praticamente nessuno è a conoscenza, ma anche perché ci ha aiutato a comprendere molto meglio alcune delle mosse degli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran e, più in generale, nell’intera area del Pacifico.Partiamo da un dato fondamentale: tra il 1965 e il 1966, circa 500.000 indonesiani furono massacrati dal proprio governo con il sostegno delle democrazie occidentali.L’obiettivo era eliminare tutti i militanti e distruggere il terzo partito comunista più grande del mondo, dopo quelli sovietico e cinese: il PKI, che minacciava di liberare il Paese dal peso dell’influenza statunitense e di conquistare una reale sovranità nazionale.Prima di quella strage, infatti, il PKI era stato un grande partito popolare, con un ruolo centrale nella costruzione della nazione indonesiana👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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Otto(lina) e mezzo Ep.16: Ex-Ambasciatrice a Bruxelles rivela cosa succede nei palazzi dell’UE
Ma come funziona davvero la macchina del potere di Bruxelles?E qual è il destino di quegli individui integri e temerari, di quei pochissimi che fanno parte dell’élite e poi decidono di uscirne per raccontare al mondo i meccanismi più nascosti e imbarazzanti del sistema?Lo abbiamo chiesto all’ex ambasciatrice a Bruxelles Elena Basile, che, da quando nel 2023 ha rassegnato le dimissioni per incompatibilità tra i suoi principi morali e gli obiettivi della nostra politica estera, ha deciso di dedicare la sua vita alla denuncia del tradimento degli ideali di pace e diplomazia sui quali era nato il progetto europeo dopo la Seconda guerra mondiale.Come c’era da aspettarsi, da quel momento la Basile è finita nelle liste di proscrizione dei poteri forti italiani e, da quando ha osato dire a Otto e mezzo, davanti a Paolo Mieli, che la sua condanna dei metodi di guerriglia usati da Hamas erano «ragionamenti sottoculturali», non è stata più invitata in televisione.In questa intervista esclusiva, l’ambasciatrice ci ha spiegato, attraverso gli occhi di chi è stato nelle stanze del potere, come siamo arrivati all’Europa di Macron, Merz e Von der Leyen; attraverso quali strumenti, pressioni e interessi più o meno occulti il sistema della guerra si sia impadronito di Palazzo Berlaymont e come oggi influenzi l’economia, la politica e buona parte del destino del nostro continente.👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
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