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Punto Cina

Dalla Cina con furore, ogni giorno arrivano notizie su economia, società' tecnologia, geopolitica, cultura. Senza paura e senza reverenza, cerchiamo di capirne qualcosa in piu', e facciamo il [email protected]

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  1. 77

    Ep. 79 - In morte di Zhu Rongji

    Zhu Rongji, l'ultimo grande riformatore cinese?Con la morte di Zhu Rongji, a 97 anni, scompare uno dei protagonisti della trasformazione economica della Cina. Primo ministro dal 1998 al 2003, fu l'artefice di alcune delle riforme che prepararono il boom cinese e l'ingresso nel WTO.In questa puntata di Punto Cina ripercorriamo la sua storia: dalla persecuzione durante l'epoca maoista alla Shanghai degli anni Ottanta, fino al 1989 e alla sua battaglia fra riformisti e conservatori nel Partito comunista.Al centro le grandi riforme di Zhu: imprese statali, lotta all'inflazione, riforma fiscale del 1994 e soprattutto la difficile trattativa per l'ingresso della Cina nel WTO.La parabola di Zhu racconta così la Cina che ha costruito la propria potenza economica — e le contraddizioni che quelle riforme hanno lasciato in eredità.Su tutto questo, facciamo Il Punto.Confronta anche:China needs another Zhu Rongji to cut industrial excess (Financial Times) Zhu Rongji, reforming Chinese premier, 1928-2026 (Financial Times) Zhu Rongji’s death is a reminder of how much has changed in China (The Economist)Zhu Rongji’s Death Prompts Mourning in China (The New York Times)Zhu Rongji, Former Chinese Premier, Dies at 97 (The New York Times)Zhu Rongji: China Premier Dead at 97 (The New York Times)Zhu Rongji, China premier crucial to economic transformation, dies at 97 (The Washington Post)Ex-Chinese Premier Zhu Rongji, who drove economic reforms and led China into the WTO, dies at 97 (The Washington Post)

  2. 76

    Ep. 78 - La Cina a due velocità

    In questa puntata di Punto Cina: come il marxismo non è più un tabù nemmeno in America, tra Bernie Sanders, AOC e la sinistra dei Democratic Socialists. E perché prendere sul serio l’ideologia cinese marxista-leninista — non come facciata, ma come sistema vissuto — è la chiave per capire la “dual economy” di Pechino: un colosso industriale e tecnologico che convive con famiglie dai redditi stagnanti.Chiudiamo con un giro tra diversificazione dei portafogli nell’era dell’AI e trent’anni di prestiti della Banca Mondiale alla Cina.Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- China's Dual Economy: When Strategic Ambition Hollows Out the Foundation;- Inside China's Dual Economy- World Bank to phase out China lending;- China could be the US tech hedge.

  3. 75

    Ep.77 - Summit Trump-Xi #2: la spirale al ribasso si è fermata

    Incontro Trump-Xi: la spirale al ribasso si è fermataL'incontro a Pechino fra il presidente USA Donald Trump ad il presidente della RPC Xi Jinping si è concluso con un nulla di fatto. Nessuno accordo sostanziale fra le due superpotenze si è concluso, neanche gli acquisti di fagioli di soia o di Boeing sono all'altezza delle aspettative.E' tuttavia un incontro storico perché per la prima volta un presidente USA incontra da pari a pari (o forse neanche più) un presidente cinese, anche grazie al fatto che Trump ha scelto, di propria spontanea volontà di privare gli USA del peso aggiunto degli alleati, un errore che sta pagando caro in Iran e che ha ribadito nelle relazioni con la Cina.Infine, quando la Cina chiede agli USA di "rispettare le promesse" su Taiwan, a cosa si riferisce? Lo spighiamo a fine puntata.Confronta anche:- What China Really Thinks About America Right Now (Oriana Skylar Mastro)

  4. 74

    Ep.76 - Summit Trump-Xi #1: di cosa parleranno

    Summit Trump-Xi: di cosa parleranno L'incontro tra Xi Jinping e Donald Trump potrebbe essere uno degli eventi più importanti del 2026: mentre il mondo è concentrato sulla guerra in Iran e sulle sue conseguenze — dallo stretto di Hormuz fino all'inflazione americana, oggi al 3,8% — questo appuntamento diplomatico potrebbe riscrivere gli equilibri globali. - Ripercorriamo velocemente la storia delle relazioni tra Stati Uniti e Cina, dai tempi di Clinton fino a oggi, per capire cosa si porta dietro questo incontro e perché potrebbe essere il vero punto di svolta del nostro tempo.- Analizziamo il contesto storico e geopolitico che precede l'incontro Trump-Xi Jinping. Si parte dal quadro attuale: la guerra in Iran, la crisi dello stretto di Hormuz e i suoi effetti sull'economia americana, con un'inflazione in risalita trainata dal costo del petrolio e del diesel.- Individuiamo quattro temi da seguire: Taiwan, rapporti commerciali, semiconduttori, AI.- Capiamo perché questo incontro può essere una svolta storica (a favore della Cina).Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- Two superpowers across the table (The Daily - NYT)- Understanding China ambition to expand its nuclear program (Consider This - NPR)- Mr. Trump goes to Beijing (NPR Politics)- Donald Trump demands Xi Jinping ‘open’ China to US business (FT)Suggerimenti:- Ken Liu on AI and Freedom- Is China Building the Next NVIDIA? China's Semiconductor Industrial Policy with Paul Triolo

  5. 73

    Ep.75 - La Cina di oggi #1: La guerra di popolo di Mao Zedong

    La Cina di oggi #1: La guerra di popolo di Mao ZedongOggi parliamo di una cosa che forse non vogliamo sentirci dire: stiamo sottovalutando la Cina. Non la Cina come potenza economica — quella la vediamo tutti — ma la Cina per quello che è davvero: uno Stato marxista-leninista, guidato da un partito che mette sé stesso prima di tutto il resto. In questa puntata proviamo a guardare la Cina senza illusioni, capire perché funziona come funziona, e dove potrebbe voler arrivare.​​​​​​​​​​​​​​​​Il podcast analizza la natura marxista-leninista della Cina, spesso sottovalutata in Occidente. La Cina non è un capitalismo travestito: il Partito Comunista Cinese governa mettendo i propri interessi prima di tutto — prima della nazione, prima dei cittadini. La strategia economica cinese (eccellenza in alcuni settori, povertà in altri) non è una contraddizione, ma esattamente il “playbook” marxista-leninista: centralizzare le risorse dove serve, ignorare il resto.La puntata introduce anche la teoria della guerra di popolo di Mao e le sue tre fasi: difensiva, di movimento, offensiva. La Cina oggi si trova nella fase due — ecco perché usa ancora la diplomazia. Ma quando si sentirà abbastanza forte da dare un colpo decisivo, cambierà faccia. Taiwan, i rapporti con gli USA, tutto va letto in questa chiave.Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- ⁠Un pezzo di cuore⁠ (di Simone Pieranni)- Chinese Espresso (di Grazia Ting Deng)- How Mao conquered China (di Sarah Paine)

  6. 72

    Ep.74 - La Cina balla da sola

    Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha visitato Pechino con l'atteggiamento giusto, riconoscendo che dal Trono Celeste può irradiare verso il resto del mondo quell'aspirazione all'armonia senza la quale esiste solo il caos: " non possiamo tornare alla legge della giungla", ha detto Xi Jinping. Ricorderemo probabilmente questa visita come il momento in cui le relazioni Cina-EU hanno preso una svolta.Su questo, e altro (Cina su Iran, Giappone, Panama, Brasile), facciamo il PuntoConfronta anche:- Europe’s resistance to Chinese investment has stalled ( The Financial Times)- Europe Still Needs China (Foreign Affairs)

  7. 71

    Ep.73 - USA e Cina: un gioco di azione e reazione.

    In questa puntata analizziamo come il ritorno di Donald Trump abbia ridefinito gli equilibri globali, mettendo al centro la vera partita del nostro tempo: il confronto tra Stati Uniti e Cina.Tra dazi, globalizzazione e tensioni geopolitiche, emerge un mondo ancora dominato dall’unipolarismo americano, nonostante le previsioni di un ordine multipolare. Dall’Europa sempre più incerta tra Washington e Pechino, al Medio Oriente attraversato da nuovi conflitti, fino all’America Latina e all’Asia, il quadro che si delinea è quello di un sistema internazionale in rapido mutamento.La Cina osserva, attende e reagisce, mentre gli Stati Uniti agiscono e ridefiniscono le regole del gioco. Ma chi sta davvero guadagnando terreno? E quanto pesano i limiti interni di Pechino in questa sfida globale?Per capire non solo cosa sta accadendo, ma perché, su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta ancheWhat the Iran War Means for China – Foreign AffairsChina’s Middle East Dilemma Deepens After Iran Conflict – Financial TimesPodcast: US–China Relations in a Time of Crisis – SpotifySarah Beran on What to Expect From a Trump–Xi Meeting – The Wire ChinaDon’t Stop Me Now: Chinese Cars Are Having a Good Time in Europe – Rhodium GroupChina’s Financial and Fiscal Decay – Rhodium GroupXi’s Economic and Military Planning Faces New Pressures - WSPPodcast: China’s Economic Slowdown Explained – SpotifyChina Struggles to Stabilize Growth Amid Global Turmoil – Financial TimesWhy the Iran War Hurts China Less Than Its Rivals – The EconomistHow China Hopes to Win From the War – The EconomistChina Faces an Oil Shock From the Iran War – The New York TimesTaiwan and China Are Preparing for a Summit of Sorts – The EconomistChina and Japan Seek Stability Amid Regional Tensions – Financial TimesChina offers diplomatic immunity in bid to host oceans treaty – Financial TimesChina Is Squeezing Southeast Asia – Foreign AffairsChina, the Moon and NASA’s Artemis II Mission – The New York TimesSay no to a ‘camera on your face’, says Meta smart glasses rival – Financial Times

  8. 70

    Ep.72 - L’Iran e il grande gioco della Cina

    In questa puntata densa e articolata partiamo dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran per ripercorrere le radici storiche della Repubblica Islamica: dal colpo di stato CIA-MI6 del 1953 contro il governo nazionalista di Mossadegh fino alla rivoluzione islamica del 1979 — un percorso che non si capisce senza comprendere il ruolo destabilizzante dell'Occidente stesso.Cosa analizziamo in questa puntata:La Cina e l'Iran: spieghiamo perché Pechino non interviene in difesa di Teheran, pur avendo ottimi rapporti con l'Iran. La risposta sta nella logica profonda della strategia cinese: l'Iran è una pedina spendibile, e la Cina preferisce aspettare che le acque si calmino per adattarsi alla nuova realtà geopolitica — qualunque essa sia.Le Due Sessioni (Liang Hui): approfondiamo come funziona davvero il sistema marxista-leninista cinese. Il partito decide dall'alto, lo Stato recepisce. Le "nuove forze produttive di qualità" non servono il cittadino: servono la potenza del partito.La Cina supererà gli USA?: con i dati PIL alla mano, smontiamo la certezza di chi dà per scontato il sorpasso economico cinese e spieghiamo perché chi ne parla con sicurezza spesso non sa di cosa parla.Il quadro geopolitico regionale: osserviamo il Giappone sempre più falco verso Pechino, il gas americano come leva diplomatica nell'agenda Trump, e la deflazione cinese come nodo strutturale ancora irrisolto.Italia e Cina: chiudiamo con una riflessione sul declino industriale italiano nel rapporto con Pechino — e su come ci siamo arrivati.Temi trattati: Iran e storia del Medio Oriente · Strategia geopolitica cinese · Marxismo-leninismo e politica centralizzata · Economia cinese e deflazione · PIL Cina vs USA · Giappone e Taiwan · Italia e Cina · Due Sessioni 2025Confronta anche:- America’s allies are flocking to China (The Economist)- U.S. Has a Big Ask for China: Buy Less Oil from Russia, More From America (The Wall Street Journal)- Why Did China Set a GDP Growth Target of 4.5%-5%? (Traking People's Daily)- Perché per l'Italia la Cina è così lontana (Rassegna Cina)- Iran, la guerra vista dall'Oriente: l'intervista a Simone Pieranni e Greta Privitera (La7)

  9. 69

    Ep. 71 - La Cina, l’Egemonia e la Grammatica del Potere

    Punto Cina – La Cina, l’Egemonia e la Grammatica del Potere. Un episodio ad ampio respiro sulla storia del mondo che stiamo vivendo.In questa puntata torniamo a ragionare sulla Cina — stavolta senza numeri né articoli da analizzare, ma a braccio, con quella libertà di pensiero che permette di collegare epoche lontane e avvenimenti vicinissimi.Si parte da una domanda apparentemente semplice: la Cina vuole davvero rimpiazzare gli Stati Uniti come unico egemone mondiale? La risposta immediata è no. Ma attenzione — perché proprio questa risposta rischia di farci abbassare la guardia.Per capire cosa sta succedendo oggi, ripercorriamo la lunga traiettoria dell’ordine mondiale moderno: dalla Dottrina Monroe del 1823, quando gli Stati Uniti erano tutt’altro che una grande potenza, fino all’ascesa silenziosa della Cina contemporanea. Lungo la strada si incontrano la marina britannica che davvero governava i mari, l’idealismo wilsoniano e il fallimento della Società delle Nazioni, i processi di Norimberga e la nascita del diritto internazionale, la guerra di Corea (già uno scontro diretto tra Cina e USA), il crollo dell’URSS e il breve momento unipolare americano.Il cuore del ragionamento è questo: la Cina non segue la grammatica occidentale del potere. Non ha una vocazione missionaria come il cristianesimo, non esporta ideologia come l’Occidente liberale. Ha invece la visione del Tianxia — tutto sotto il cielo — per cui la grandezza cinese non si impone, si irradia. Non ha bisogno di volerlo: quando la Cina sarà davvero sé stessa, il mondo si organizzerà naturalmente attorno a lei. E l’architettura per quel mondo — la Via della Seta, le nuove banche di sviluppo, le istituzioni alternative — è già costruita.Il momento decisivo? Taiwan. Quando — e se — la Cina riuscirà a reintegrare Taiwan nonostante l’opposizione americana, quello sarà il segnale che l’Asia ha un nuovo centro di gravità. E poiché l’Asia è il nuovo asse dello sviluppo mondiale, quel giorno cambierà tutto.Un episodio per chi vuole capire il mondo senza semplificazioni — né filoamericane né filocinesi.Punto Cina è il podcast di Alessio Longo sulla Cina e sull’ordine mondiale. Nuovi episodi quando il tempo lo permette — ma sempre con la stessa profondità.Confronta anche:- Stephen Kotkin on Lost in Translation: World Order & Word Order

  10. 68

    Ep. 70 - La Cina nel 2025 (e le purghe militari del 2026)

    La Cina del 2025 è un paese di contraddizioni.Politica: Xi Jinping ha decapitato la leadership dell'Esercito Popolare di Liberazione con purghe senza precedenti, lasciando la Commissione Militare Centrale con solo due membri effettivi in un momento di crescenti tensioni su Taiwan.PIL 2025: Pechino dichiara una crescita del 5%, ma analisti indipendenti come Rhodium Group stimano la metà - tra il 2,5% e il 3%. Gli investimenti sono crollati, i consumi sono deboli, e solo gli export tengono a galla l'economia.Deflazione: Per oltre tre anni, i prezzi alla produzione continuano a scendere. I prezzi al consumo hanno mostrato miglioramenti fragili nel finale del 2025, ma restano sotto pressione.Export: Il surplus commerciale ha superato 1 trilione di dollari nel 2025, contribuendo a oltre metà della crescita del PIL. Ma questa dipendenza dagli export rischia di generare reazioni protezionistiche globali.Demografia: Con sole 7,92 milioni di nascite nel 2025 - record negativo assoluto - e 3,39 milioni di abitanti in meno, la Cina sta affrontando una crisi demografica senza precedenti. Le politiche pro-natalità non stanno funzionando.Geopolitica: L'aggressività commerciale di Trump sta paradossalmente spingendo alleati come Canada ed Europa verso Pechino. Accordi su veicoli elettrici e prodotti agricoli stanno ricostruendo relazioni che sembravano congelate.Su tutto questo, facciamo Il Punto.Confronta anche:Bloomberg: "Xi Unleashes China's Biggest Purge of Military Leaders Since Mao" (agosto 2025)The Diplomat: "China's Fast-Shrinking Central Military Commission" (luglio 2025)PBS News: "How a purge of China's military leadership could impact Taiwan" (gennaio 2026)CNA: "Military Purges at China's Fourth Plenum" (novembre 2025)National Bureau of Statistics of China (gennaio 2026)Rhodium Group: "China's Economy: Rightsizing 2025, Looking Ahead to 2026"China Briefing: "China's Economy in 2025: GDP Hits 5.0% Growth Target" (gennaio 2026)CNBC: "China consumer inflation hits near two-year high despite deeper-than-expected producer deflation" (dicembre 2025)EBC Financial Group: "China CPI Turns Positive as PPI Deflation Eases in October" (novembre 2025)Trading Economics: China Exports YoYGoldman Sachs Research: "China's Economy is Forecast to Grow Faster Than Expected in 2026"U.S.-China Economic and Security Review Commission Bulletin (dicembre 2025)CNN: "China's 2025 GDP hits target despite US trade war, birth rate drops to record low" (gennaio 2026)National Bureau of Statistics of China (gennaio 2026)BOFIT Weekly: "China's population continues to decline; birth rate remains low"CBS News: "Canada agrees to cut tariff on Chinese electric vehicles in break with the U.S." (gennaio 2026)Electrek: "Canada and China near deal to drop EV tariffs as Trump pushes allies away" (gennaio 2026)ASIL Insights: "Electric Vehicle Tariffs by the US, EU, and Canada"Rest of World: "China launches agricultural sanctions in response to U.S., EU electric vehicle tariffs" (novembre 2025)

  11. 67

    Ep. 69 - Neijuan, UE/Cina, H200, Takaichi, Maduro, Jimmy Lai

    Il "neijuan", o involuzione, porta al calo dei profitti a causa di una lotta al prezzo, che allo stesso tempo favorisce gli export cinesi. Macron dunque chiede una negoziazione che riduca il deficit commerciale europeo nei confronti della Cina. Nvidia invece si apre all'esportazione dei chip H200 verso la Cina, mentre sull'altra sponda lo scontro Cina/Giappone si indurisce. La Groenlandia, il Venezuela, l'Ucraina, la Nato: perché non può esserci commercio senza intesa militare.E tanti auguri a Jimmy Lai, patriota cinese.Su tutto questo, facciamo il Punto:Confronta anche:- We urgently need to rebalance EU-China relations (The Financial Times)

  12. 66

    Ep.68 - La Cina spiegata all'Occidente?

    Non è vero che la Cina sia una meritocrazia, non è vero che abbia una storia avversa al militarismo, non è vero che il sistema cinese si sia dimostrato superiore a quelli occidentali, non è vero che la Cina non voglia esportare un proprio sistema per rispetto delle diversità, non è vero che l'esercito cinese surclassi quello americano, e non è vero che gli Stati Uniti abbiano effettuato 24 "war games", in ognuno dei quali la Cina vince e gli USA perdono. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- Spiegare la Cina all'Occidente (Rassegna Cina)- The First Battle of the Next War: Wargaming a Chinese Invasion of Taiwan (CSIS)

  13. 65

    Ep. 67 - La Cina di Barbero e D'Alema non esiste

    Il Professor Alessandro Barbero e Massimo D'Alema, già Ministro degli Esteri e Presidente del Consiglio, hanno recentemente rilasciato dichiarazioni su una presunta consapevolezza storica della Cina rispetto al proprio passato, che semplicemente non esiste. Vediamo perché, e facciamo il Punto.- La Cina dominerà il mondo? Dibattito Rampini - D'Alema- Vallo a dire ai CINESI - Alessandro Barbero (Roma, 2025)Riproponiamo sul tema una precedente puntata di Punto Cina:- Il Partito Comunista Cinese e la storia: un rapporto conflittuale

  14. 64

    Ep.66 - Trump, Xi e la tregua di Busan

    La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha conosciuto una tregua a Busan, in seguito all’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping. Tuttavia, la maggior parte degli analisti concorda nel ritenere che il braccio di ferro sia stato, per ora, vinto da Pechino. Nel frattempo, la leadership cinese ha presentato il nuovo piano quinquennale, puntando su autarchia, innovazione tecnologica e resilienza industriale. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- What Trade War? China’s Export Juggernaut Marches On (NY Times)- What Trump’s ‘12’ of a summit with Xi yielded (Washington Post)- China ‘made a real mistake’ by ‘firing shots’ on rare earths, says Scott Bessent (Financial Times)Five Pivotal Years (Trivium China - Sinica Podcast)Foreign Affairs Editor Daniel Kurtz-Phelan on Shifting Views of China (Sinica Podcast)

  15. 63

    Ep.65 - Kryptonite: la guerra delle "Terre Rare" fra USA e Cina

    La Cina reagisce alle pressioni statunitensi imponendo nuovi controlli sull’export di terre rare, strategiche per la tecnologia avanzata. Il Regno Unito, tra esigenze economiche e alleanze geopolitiche, tenta di ridefinire i rapporti con Pechino. Il caso Nexperia, con l’obbligo di cedere asset per motivi di sicurezza, evidenzia le tensioni nel settore high-tech. Intanto, purghe interne nel Partito e l’atteso Quarto Plenum del Comitato Centrale riflettono l’intento di Xi Jinping di riaffermare il controllo politico, mentre l’economia cinese rallenta, stretta tra crisi immobiliare, debito locale e domanda interna debole. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:⁠⁠China Played Its Strongest Card to Get Trump’s Attention. Will it Work?⁠⁠ (New York Times)⁠Carmakers gear up for chip battle after China curbs Nexperia exports⁠ (Financial Times)⁠⁠Why America and China can’t escape their toxic cycle of trade talks⁠⁠ (Economist)⁠⁠La purga più grande ⁠⁠(Rassegna Cina)⁠⁠Il "Quarto Plenum" e i "nove generali"⁠⁠ (Il Partito)⁠China’s economy grows at slowest pace in a year as trade war bites⁠ (Washington Post)

  16. 62

    Ep.64 - Nvidia, TikTok, EV cinesi (e Beijing Consensus)

    Gli USA hanno (ri)permesso a Nvidia di vendere ad entità cinesi i propri chips "diluiti", ma i cinesi fanno sapere di non essere più interessati (segno che Jensen Huang aveva ragione). TikTok è oggetto di un framework di accordo fra USA e Cina, all'interno della più ampia trattativa commerciale fra i due paesi, mentre in Cina continua la guerra dei prezzi degli EV. Su questo ed altro, facciamo il Punto.Confronta anche:Nvidia Broke Antitrust Law, China Says, as Tensions With U.S. Mount (The New York Times)China drops Google antitrust probe during US trade talks (The Financial Times)Trump, Bessent say U.S. and China have agreed on TikTok sale (The Washington Post)The brutal fight to dominate Chinese carmaking (The Economist)

  17. 61

    Ep.63 - Il Partito Comunista Cinese e la storia: un rapporto conflittuale

    Si è svolto a Tianjin il summit dei paesi aderenti alla SCO, e a seguire a Pechino, in piazza Tiananmen, la parata per la commemorazione degli 80 anni dalla liberazione dal Giappone. Putin e Modi si stringono attorno a Xi a Tianjin, mentre a Pechino sugli schermi Modi viene sostituito da Kim, della Corea del Nord. Xi Jinping ne approfitta per alludere a un nuovo ordine mondiale, fondato sulla rivisitazione della seconda guerra mondiale in Asia. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:See China’s new missiles, tanks and drones as it aims to rival U.S. (Washington Post)Xi Jinping hails ‘unstoppable’ China at landmark military parade (Financial Times)Xi Jinping’s anti-American party (Economist)Xi Parades Firepower to Signal That China Won’t Be Bullied Again (New York Times)

  18. 60

    Ep.62 - Orientalismo alla rovescia

    Nel 1977 usciva "Orientalismo" di Edward Said, il testo che avrebbe segnato un punto di partenza imprescindibile per ogni analisi, appunto, orientalista. Eppure oggi notiamo un trend contrario, dove sono proprio i governanti delle maggiori potenze asiatiche a trincerarsi dietro una pretesa identità locale, per mascherare il fallimento nell'offerta di diritti che non sono occidentali, bensì universali. Su questo, facciamo il Punto.

  19. 59

    Ep.61 - L'altra metà del cielo: i diritti delle donne in Cina

    E' vero che fra le poche cose che il Partito Comunista Cinese ha realmente portato in Cina, già sotto Mao, c'è stata la parificazione di genere fra uomo e donna? E' vero che per una donna vivere in Cina è molto più sicuro che vivere in un paese Occidentale? La realtà è purtroppo un'altra, a partire dagli abusi che Mao stesso imponeva alle giovani donne che lo circondavano, per finire con il clima di repressione delle donne, dei diritti delle donne, e dei movimenti femministi che caratterizzano la Cina di oggi. Su questo, facciamo il Punto.Confronta anche:Sisters doing it for themselves? Marriage Refusal and Little Milk Puppies (The Little Red Podcast)The Garbage Time of History: Is China Still Marxist? (The Little Red Podcast)Feminist rebels (Face-Off)Famiglia (Altri Orienti)

  20. 58

    Ep.60 - H20: la guerra dei chips fra USA e Cina continua ...

    Il vertice fra Unione Europea e Cina a Pechino si conclude con un nulla di fatto, mentre gli USA danno il via libera alla vendita di chips Nvidia modello H20 alla Cina. Su questo e altro, facciamo il Punto.Confronta anche:‘Rebalancing’ needed in China-Europe relationship, chamber president says (The South China Morning Post);⁠Donald Trump freezes export controls to secure trade deal with China⁠ (The Financial Times);Back to the Future: From Freeze-in-Place to Sliding Scale Chip Controls (Rodhium Group)⁠With New 40% Tariff, Trump Takes Aim at U.S. Dependence on China’s Factories⁠ (The New York Times);Tariffs on Taiwan stir fears over waning US support against China (The Financial Times);

  21. 57

    Ep.59 - 50 anni di relazioni UE-Cina: il discorso della Von der Leyen

    E' l'8 luglio 2025, ed Ursula Von der Leyen pronuncia di fronte al parlamento Europeo un discorso molto duro nei confronti della Cina. Il summit del prossimo 24 luglio a Pechino, in occasione dei 50 anni di relazioni fra la UE e la Cina, è quindi destinato al fallimento. Non a causa del discorso della Von Der Leyen, ovviamente, ma per una serie di ragioni storiche e congiunturali che qui tentiamo di mettere insieme.Confronta anche:Speech by President von der Leyen at the EP plenary joint debate on EU-China relationsEccesso d'incapacità (Rassegna Cina)China criticises manufacturers over price war as deflation fears mount (The Financial Times)

  22. 56

    Ep.58 - USA e Cina: 3 differenze fondamentali

    Gli Stati Uniti, come molte delle grandi potenze che li hanno preceduti, hanno raggiunto l'apice della propria influenza quando la loro popolazione era già, in termini relativi, "ricca". La Cina, invece, deve ancora dimostrare di saper superare la cosiddetta “trappola del reddito medio”. D’altro canto, a causa della sua complessa geografia, Pechino non può permettersi di ignorare il proprio immediato vicinato strategico, né rinunciare al ruolo nei mercati più lontani. Al contempo, il sistema politico cinese — che reprime sistematicamente ogni forma di estremismo — sembra oggi dar forma a una massa critica capace di offrire un nuovo punto di riferimento in un mondo sempre più disorientato. Su queste tre grandi differenze storico-politiche tra Stati Uniti e Cina, proviamo a fare il Punto.

  23. 55

    Ep.57 - La guerra dei dazi USA-Cina: una prospettiva storica

    I rappresentanti di Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo temporaneo che prevede una sospensione di 90 giorni sui dazi applicati alle rispettive produzioni. L’intesa è stata presentata da molti come una vittoria diplomatica per Pechino. Tuttavia, ciò che ha avuto un peso maggiore — a nostro avviso — è stata la prospettiva storica che ha guidato la narrativa interna cinese e influenzato la sua postura negoziale: le guerre dell’oppio, i trattati ineguali, il bullismo subito dalle potenze occidentali.È da qui che vogliamo partire: facciamo il Punto.Confronta anche:China and US agree to slash tariffs (The Financial Times);America has given China a strangely good tariff deal (The Economist);Beyond Tariff Truce, China Readies for a Rocky Time With U.S. (The New York Times)Consigli:Amitav Gosh, Fumo e Ceneri

  24. 54

    Ep.56 - L'alleanza antifascista Putin/Xi

    SommarioIn questo episodio di esploriamo le complesse relazioni geopolitiche tra Cina, Stati Uniti e Russia, analizzando eventi storici significativi come la Grande Guerra Patriottica russa e il ruolo della Cina nella Seconda Guerra Mondiale. Viene discusso come la storia e l'identità cinese siano influenzate da questi eventi e come la visione imperiale della Cina continui a plasmare le sue politiche attuali. La conversazione esplora il ritorno dell'integrità territoriale della Cina, il ruolo di Xi Jinping nella retorica contemporanea, e la trasformazione delle democrazie liberali in fascismi. Si discute anche delle relazioni internazionali della Cina, in particolare con i BRICS, e si riflette sull'opinione pubblica cinese e le sue limitazioni.KeywordsCina, geopolitica, relazioni internazionali, storia, seconda guerra mondiale, identità cinese, nazionalismi, Xi Jinping, Putin, Stati Uniti, Cina, integrità territoriale, Xi Jinping, fascismo, democrazie liberali, relazioni internazionali, BRICS, geopolitica, opinione pubblica, propagandaTakeawaysLe relazioni tra Stati Uniti e Cina sono cruciali per il futuro geopolitico.L'importanza del petrolio iraniano sta diminuendo nel contesto cinese.Xi Jinping e Putin condividono una visione storica comune.La Cina non è stata colonizzata, ma ha subito umiliazioni territoriali.La Seconda Guerra Mondiale ha avuto un impatto significativo sull'identità cinese.La visione imperiale della Cina influisce sulle sue politiche territoriali.La storia è spesso reinterpretata in base agli interessi politici attuali.L'unità cinese è stata influenzata dalla sconfitta giapponese nel 1945.La comprensione della storia è fondamentale per analizzare la modernità. L'integrità territoriale cinese è stata ripristinata dagli americani.La vittoria comunista del '49 è stata ideologica, non nazionale.Xi Jinping critica le democrazie liberali come potenziali fascismi.La Cina ha amici reali, non alleanze formali.Le democrazie liberali possono trasformarsi in fascismi rapidamente.La Cina sta cercando di riaprire i legami con l'Europa.Le sanzioni europee hanno influenzato i trattati commerciali con la Cina.L'opinione pubblica cinese è limitata dalla propaganda.La Cina ha potenzialità inespresse nel dibattito globale.Il nuovo ordine mondiale è in rapida evoluzione.Capitoli00:00 Introduzione al Podcast e Contesto Geopolitico02:52 Relazioni USA-Cina e Importanza Geopolitica05:39 La Grande Guerra Patriottica e la Russia10:05 Il Ruolo della Cina nella Seconda Guerra Mondiale14:32 Identità Cinese e Visione Imperiale17:57 Riflessioni sulla Storia e Nazionalismi23:01 Il Ritorno dell'Integrità Territoriale Cinese25:31 Xi Jinping e la Retorica dei Nuovi Fascismi28:41 La Trasformazione delle Democrazie Liberali30:35 La Cina e le Relazioni Internazionali36:06 Il Ruolo della Cina nel Nuovo Ordine Mondiale37:33 Riflessioni Finali e Consigli di LetturaConfronta anche:Ur-Fascismo 2.0 (di Alessio Longo)Consigli:Simone Pieranni, podcast "Altri Orienti" e substack "Il Partito"

  25. 53

    La telefonata Trump/Xi

    Il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, ha affermato di aver ricevuto una telefonata dal Presidente cinese Xi Jinping. E di aver raggiunto circa 200 accordi in ambito commerciale. Ecco, partiamo da qui, e facciamo il Punto.Confronta anche:Donald Trump claims to have received call from Xi Jinping and to have cut ‘200 deals’ on trade (The Financial Times)China rejects Trump claims of Xi Jinping tariff phone call (South China Morning Post)Why China has the upper hand in its trade war with America (The Economist)Why the US will lose against China (The Financial Times)

  26. 52

    Tariffa Cina 145%. "Escalation dominance"?

    Stati Uniti e Cina si rincorrono in una guerra tariffaria al rialzo, ognuna delle due parti convinta di avere la mano migliore da giocare, e quindi la cosiddetta "escalation dominance". Intanto il mercato dei treasuries tiene a bada Trump (ma per quanto ancora?) e la UE si trova a doversi reinventare, con tutti i venti contro. Facciamo il Punto.Confronta anche:Trade, tech and Treasuries: China holds cards in US tariff stand-off (The Financial Times)Xi Jinping may try to woo the victims of Donald Trump’s tariffs (The Economist)If Not Tariffs, Then What? (Rhodium Group)Trade Wars Are Easy to Lose (Foreign Affairs)Consigli:Red Roulette, di Desmond Shum

  27. 51

    Tariffa Cina 104%. Decoupling?

    Trump ci fa sapere che i leader degli altri paesi sono in fila per baciargli il deretano. La Cina però rilancia sulle tariffe ed il Partito Comunista Cinese ritrova le proprie radici di lotta al nemico esterno, dove si trova perfettamente a suo agio, un copione il cui ruolo sa recitare alla perfezione.Confronta anche:How China’s record trade surplus helped spark Trump’s tariff war (The Financial Times)How America could end up making China great again (The Economist)Dazi Usa-Cina, a che punto è la notte (Rassegna Cina)In Cina e Asia – Trump porta i dazi al 104%, la Cina si coordina con l’Ue (China Files)Speciale: The Monday after (Il Partito)Links:Empire of Illusion: Frank Dikötter on Why China Isn’t a Superpower | Uncommon Knowledge (intervista a Frank Dikötter)China after Mao (di Frank Dikötter)Chinese Trump (Youtuber cinese fa l'imitazione a Trump)Make America great Again (meme cinese)

  28. 50

    Tariffa Cina 65%: un mondo di perdenti

    ​Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'imposizione di dazi aggiuntivi del 34% sui prodotti importati dalla Cina, portando il totale al 65%.In risposta, il 4 aprile 2025, il governo cinese ha dichiarato l'introduzione di dazi del 34% su tutti i prodotti statunitensi importati in Cina, con effetto dal 10 aprile.Questa escalation nella guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali solleva timori per una possibile recessione globale e per l'interruzione delle catene di approvvigionamento internazionali.Nel nuovo mondo post globalizzazione, nessuno vince e tutti perdono. Confronta anchePresident Trump’s mindless tariffs will cause economic havoc (The Economist)Markets tumble as China announces 34% retaliatory tariffs on US imports (The Financial Times)

  29. 49

    Obiettivo 2025: 5%

    Politica & Economia: le "due sessioni" del 2025 hanno suggellato per la Cina l'obiettivo di crescita annua del 5%, ma nella formula del PIL, consumi, investimenti ed esportazioni nette incontrano potenziali difficolta'.Industria: la Cina continua intanto a segnare successi nelle "nuove forze produttive di qualità", con BYD che ricarica 400 km. in 5 sec. e il sottobosco dell'IA sempre più dinamico.Società: la società è in sofferenza, con una forza lavoro non ancora modernizzata e la popolazione femminile sempre meno interessata al ruolo tradizionalmente assegnatole.Relazioni Internazionali: Il sud-est asiatico sente la pressioni degli esport cinesi, gli USA tentano di riprendersi il canale di Panama con un'offerta che non si può rifiutare, e Taiwan ripensa alle corti marziali per contrastare infiltrazioni e defezioni.Facciamo il PuntoConfronta anche: China’s leaders reveal their plan to cope with 2025 (The Economist)China is suffering its own ‘China shock’ (The Financial Times)Why China hates the Panama Canal deal, but still may not block it (The Economist)

  30. 48

    "Raccontare bene la Cina"

    "Raccontare bene la Cina" (讲好中国故事 - jianghao Zhongguo gushi), ovvero raccontarla come il Partito Comunista Cinese vorrebbe. La sinologia italiana, per ragioni sia storiche che ideologiche, non è mai riuscita a distanziarsi sufficientemente da questa narrativa. Ed invece sbaglia, continuando ad alimentare stereotipi e luoghi comuni sulla Cina che vorrebbero avere il sapore del sapere, mentre invece hanno quello del razzismo post coloniale. Non è vero che i cinesi "non vogliono" soppiantare gli USA, non è vero che la censura sia un plus di cui quasi non ci sia bisogno perché i cinesi stanno bene così a causa della diversa storia e cultura, per avere la sicurezza nelle strade di Pechino bisogna pagare un prezzo molto alto in termini di diritti, ma soprattutto, non è vero che se ti offrono una tartaruga devi mangiarla senno si offendono. Su tutto questo ed altro, facciamo il Punto.Nella puntata viene citato il podcast: PDR #63 GIADA MESSETTI: Quello che non sai sulla Cina

  31. 47

    Tariffe sì, tariffe no

    Tariffe, la parola preferita del presidente Trump, il manganello da utilizzare contro tutti ma soprattutto contro la Cina, la modalità per far pagare gli altri e non i cittadini americani. Storia, politica, postura, bilancia commerciale, bilancia dei pagamenti, ruolo del dollaro, effetti delle tariffe ed altri. Svisceriamo l'argomento una volta per tutte, e facciamo il Punto.List of countries by trade-to-GDP ratio

  32. 46

    L'EU fra Trump, Putin e Xi.

    - E' finito il supporto USA all'ordine globale: ONU, WTO, NATO, trattati internazionali, tutto;- Tariffe di terra e di mare per la Cina;- Tramp si fa "Reverse Nixon" da solo;- Il 25% di minacciate tariffe USA spingono l'Europa verso la Cina?Confronta anche:- US to raise tariffs on China and push ahead with Canada and Mexico levies (the Financial Times);- What Donald Trump’s closer ties to Russia mean for China (The Financial Times)- America’s self-isolating president (The Economist);- Could there be Chinese troops in Europe? (The Economist)

  33. 45

    Trump: un dono per la Cina

    - Finisce non l'ordine postbellico, ma un idea d'Occidente;- Tutti i regali che Trump ha già fatto alla Cina (gratis);- Perché il deficit commerciale non è un problema per gli USA;- L'importanza del settore finanziario.Confronta anche:Trump and the Europe-US-China Triangle (Rhodium Group);Vance’s real warning to Europe (The Financial Times);Le citazioni del ministro degli esteri cinese a Monaco (Il Partito);Xi’s rehabilitation of Jack Ma may be the most lucrative ever (The Economist).

  34. 44

    Il caso DeepSeek

    - Il caso DeepSeek: cosa potrebbe realmente significare la sfida tecnologica delle nuove start-up cinesi; - Le tariffe non solo l'unico elemento che influisce sulla bilancia commerciale; - Cosa dice veramente la CIA sulle origini del Covid-19; - Il "Golfo d'America" come "Il Mar Cinese Meridionale"? Confronta anche: - China’s emboldened AI industry releases flurry of model updates (The Financial Times); - ⁠Gary Marcus: Has AI Hit a Wall? (TVO Today); - The early days of the Trump administration, as viewed from China (The Economist); - CIA says Covid-19 probably leaked from Chinese laboratory (The Financial Times); - Trump says he wants to change Gulf of Mexico's name to "Gulf of America" (CBS News).

  35. 43

    "Xiaohongshu": il libretto rosso

    - La Cina afferma di essere cresciuta del 5% nel 2024: ci crediamo? - Trump allude ad un "deal" con la Cina, TikTok contro le tariffe; - I TikTokers americani fuggono su "Xiohongshu", e incontrano i cinesi; - "Made in China 2025", missione riuscita per la politica cinese a somma 0; Facciamo il Punto. Confronta anche: - China’s GDP growth hits 5% target for 2024 (The Financial Times); - ⁠China meets its official growth target. Not everyone is convinced⁠ (The Economist); - ⁠After the Fall: China’s Economy in 2025⁠ (The Rhodium Group); - China sees room to avert trade war with Donald Trump despite tariff threat (The Financial Times); - A protest against America’s TikTok ban is mired in contradiction (The Economist); - An initiative so feared that China has stopped saying its name (The Economist).

  36. 42

    Il Mondo Nuovo

    Con la conferenza stampa del 7 gennaio 2025 Trump ha dato inizio al Mondo Nuovo, una nuova realtà geopolitica che immediatamente rimpiazza il "New Washington Consensus" di Biden/Sullivan. Gli USA si aggiungono alle due grandi autocrazie, Cina e Russia, creando un trio di superpotenze decise ad aumentare il proprio spazio d'azione territoriale. Il grande perdente sembra essere la UE, che però fra il martello americano e l'incudine russa potrebbe tornare a più miti consigli con la Cina stessa. Le persistenti difficoltà economiche cinesi però impediscono a quest'ultima di approfittare a pieno delle opportunità geopolitiche offerte dal ritiro di Trump dal sistema di alleanze americano. Su questo e altro ancora, facciamo il Punto.Confronta anche:- Donald Trump refuses to rule out force to take Greenland and Panama Canal (The Financial Times);- China’s Hacking Reached Deep Into U.S. Telecoms (The N.Y. Times);- China rushes to reassure investors as equities and renminbi fall (The Financial Times);- China’s economy is in for another rough year (The Economist)- Chinese airlines rush into Europe as western carriers retreat (The Financial Times);- Taiwan asks South Korea for help over Chinese ship after subsea cable damaged (Tthe Financial Times)

  37. 41

    "Chip War": USA vs Cina nella guerra dei semiconduttori

    Benvenuti a un nuovo episodio del nostro podcast, dove oggi analizzeremo la "guerra dei semiconduttori" tra Stati Uniti e Cina, un conflitto tecnologico e commerciale con implicazioni globali. Negli ultimi anni, la competizione tra queste due superpotenze si è intensificata nel settore strategico dei chip, componenti cruciali per le moderne tecnologie. Gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni all'accesso della Cina a tecnologie avanzate, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. In risposta, Pechino ha bloccato l'esportazione di materiali critici per la produzione di semiconduttori verso gli USA. Esploreremo le mosse di entrambe le parti e discuteremo anche le implicazioni geopolitiche di questa disputa, incluso il ruolo cruciale di Taiwan nella produzione mondiale di chip. Facciamo il Punto: Confronta anche: - Chip War, di Chris Miller - China launches antitrust probe into Nvidia (The Financial Times); - China’s shift to local chips gains momentum from latest US export controls (The Financial Times); - New fronts will open up in the chip wars in 2025 (The Economist)

  38. 40

    Onore a Jimmy Lai

    Aumentano gli episodi di violenza di massa in Cina, Starmer cerca un rapporto positivo con la Cina, proprio mentre ad Hong Kong fioccano le condanne per 45 attivisti e Jimmy Lai attende la sua in prigione. La carta Musk potrebbe cambiare la politica di Trump verso la Cina, ed anche l'UE impara a giocare nel Beijing Consensus: tecnologia vs quote di mercato. - China stabbing leaves eight dead in second mass-casualty attack in a week (The Financial Times); - A spate of horrific car-rammings shakes China (The Economist); - Hong Kong media tycoon Jimmy Lai denies foreign collusion in security trial (The Financial Times); - Hong Kong sentences 45 pro-democracy activists to prison in landmark security trial (The Financial Times); - Keir Starmer refuses to condemn Hong Kong crackdown (The Financial Times); - Snuffing out the flame of freedom in Hong Kong (The Economist); - Helping America’s hawks get inside the head of Xi Jinping (The Economist); - Donald Trump’s second term will present new dangers for China (The Economist); - Joe Biden loses to Xi Jinping in battle for Latin America (The Financial Times); - China’s defence minister placed under investigation for corruption (The Financial Times); - EU to demand technology transfers from Chinese companies (The Financial Times); - Apple hits hurdles in China with AI rollout for iPhones (The Financial Times); - China’s EV price war set to intensify next year as BYD squeezes suppliers (The Financial Times); - Chinese officials bundle British journalists out of Starmer-Xi meeting (Politico)

  39. 39

    La Cina, la globalizzazione e la "linea di massa".

    Abbiamo lo stimolo fiscale di $1,4trn, ma non e' uno stimolo, abbiamo il rivale cinese per l'F35, che costerà molto meno, riflettiamo sulla vulgata USA sull'esperienza della Cina e la globalizzazione, e sulla "linea di massa" nei regimi comunisti, che in Cina e' diventata sperimentazione e attesa dei risultati prima di estendere l'azione: come per lo stimolo che non e' uno stimolo, perche' bisogna prima vedere cosa fa Trump con le tariffe e tenersi fino a quel momento i soldi in tasca. Facciamo il punto. Confronta anche: - ⁠Why China is betting on local governments to spur the economy⁠ (The Financial Times); - ⁠Donald Trump expected to nominate China hawk Marco Rubio for secretary of state⁠ (The Financial Times); - ⁠China’s stimulus falls short, as a showdown with Trump looms⁠ (The Economist); - ⁠America Inc’s new CEO⁠ (The Financial Times); - ⁠Is the return of Donald Trump China’s dream or nightmare?⁠ (The Economist); - ⁠China unveils J-35 stealth fighter jet to compete with US⁠ (The Financial Times); - ⁠Global Fire Power: USA vs China⁠.

  40. 38

    Trump: sfida od opportunità per la Cina?

    Si aspettano in settimana i dettagli sullo stimolo fiscale cinese, mentre stato e provincie stringono la cinghia del settore privato. Huawei investe nel proprio sistema operativo OpenHarmony, l'automotive tedesco sempre più sotto scatto degli EV del dragone e la Cina fa sentire il proprio peso ai produttori di droni statunitensi. Soprattutto però, ora sappiamo chi sarà: Trump. Confronta anche: - China’s lawmakers gather to approve long-awaited fiscal stimulus (The Financial Times) - China piles pressure on rich people and companies to cough up taxes (The Financial Times) - Local government has become a chokehold for Chinese business (The Financial Times) - Huawei’s new made-in-China software takes on Apple and Android (The Economist) - Why Europe’s car crisis is mostly made in China (The Financial Times) - Has China already won the EV race? (The Financial Times) - Chinese sanctions hit US drone maker supplying Ukraine (The Financial Times) - North Korea’s aid to Russia raises difficult questions in China (The Economist) - The US divide on foreign policy (Politico) - Election 2024: Are Republicans Turning Isolationist? (CFR) - Torna Trump, ecco cosa cambia nei rapporti Usa-Cina (Rassegna Cina) Errata corrige: sono gli USA (e non la Cina) ad avere circa 160 mln di occupati di cui solo 13 mln lavorano in manifattura

  41. 37

    Brics & Chips

    L'EU parte coi dazi EV, Stellantis non vede l'ora di fare il salto (e con Urso si sono parlati?), la Cina cresce del solo 4,6% nel 3o Q, insegnanti e professori in Cina sempre piu' controllati, mentre all'esterno ancora esercitazioni intorno a Taiwan, incidenti nel Mar Cinese Meridionale, e ai BRICS di Kazan meglio portarsi il contante che le carte non funzionano, dove Xi e Modi tornano a parlarsi. Su tutto questo, proviamo a fare il Punto. Confronta anche: - ⁠Stellantis boss warns long EV transition poses cost ‘trap’ for carmakers⁠ (The Financial Times); -⁠ Germany’s chip ambitions hit after US tech group shelves plant plans⁠ (The Financial Times); - ⁠Xi Jinping tightens stranglehold on China’s academia⁠ (The Financial Times) - ⁠China makes love and war with Taiwan⁠ (The Economist) - ⁠Indonesia says it drove Chinese coastguard ships out of disputed waters⁠ (The Financial Times) - ⁠Vladimir Putin’s alternative to ‘weaponised’ dollar fails to excite Brics partners⁠ (The Financial Times) - ⁠HSBC Hong Kong joins China’s alternative to Swift global payments system⁠ (The Financial Times) - ⁠Narendra Modi and Xi Jinping meet and resolve a border row⁠ (The Economist) - ⁠Xi Jinping’s meeting with Narendra Modi signals China-India thaw⁠ (The Financial Times)

  42. 36

    EV cinesi (al Festival della Seta)

    Ecco un 'altra puntata sui veicoli elettrici cinesi, e quindi sulle tariffe, e quindi sulla geopolitica, e quindi sulla guerra e sulla pace. Facciamo il Punto, aspettando l'incontro di giovedi' 3, 15:00-16:30, al Festival della Seta (https://www.festivalseta.com/). L'incontro potra' essere seguito online sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/FestivalSeta

  43. 35

    Stimolo, Overcapacity e Politiche Industriali

    La banca centrale cinese lancia il suo stimolo di politica monetaria, in attesa di quello fiscale da parte del governo e dell'innalzamento dell'eta' pensionabile. L'export cinese cerca di passare per paesi terzi come Irlanda, Ungheria, Messico, Vietnam e Singapore, la Casa Bianca prende di mira Shein e Temu, l'acciaio cinese esonda per overcapacity e la Cina continua la sua guerra di espansione nel MFestival della Seta. L'incontro potra' essere seguito online sulla pagina facebook: ⁠https://www.facebook.com/FestivalSeta⁠ Confronta anche: - Will China’s $100bn war chest for shares lift the real economy? (The Financial Times) - China’s central bank tries to save the economy (The Economist) - Lo stimolo a metà della Cina: obiettivo Pil al 5 per cento nel 2024 (Rassegna Cina); - US targets trade loophole used by ecommerce groups Temu and Shein (The Financial Times); - China’s new back doors into western markets (The Financial Times) - China’s AI firms are cleverly innovating around chip bans (The Economist) - The dramatic decline of China’s innovative start-ups (The Financial Times) - Chinese overcapacity is crushing the global steel industry (The Economist)

  44. 34

    Sullivan in Cina (e la "Revolutionary Legitimacy")

    Jake Sullivan va in Cina e spiega a Xi Jinping e Wang Yi che se vince Harrys nessun problema, per loro e' lo stesso incubo come sotto Biden, mentre dalla campagna di Trump dai cinesi non si fanno trovare. Intanto la Cina non ha risolto nessuno dei problemi che sta attraversando, anche se la sua penetrazione verso il Sud Globale e' sempre piu' marcata. Non tutti chiudono le porte ai veicoli elettrici, mentre il mercato interno cinese si assesta (le industrie che perdono chiudono), e le ingiustizie rimangono quelle di sempre, grazie alla "Revolutionary Legitimacy" che caratterizza e sempre ha caratterizzato ogni Partito Comunista. Confronta anche: - The inside story of the secret backchannel between the US and China (the Financial Times) - US assures China that Kamala Harris would ‘responsibly manage’ ties (The Financial Times) - ‘Two bowls of poison’: China weighs a Donald Trump vs a Kamala Harris presidency (The Financial Times) - China’s rulers are surprised by Kamala Harris and Tim Walz (The Economist) - Tim Walz’s long history with China shaped by horrors of Tiananmen (The Financial Times) - Chinese officials struggle to build ties with Donald Trump’s campaign (The Financial Times) - Japan says China’s airspace incursion ‘totally unacceptable’ (The Financial Times) - China and Philippines trade accusations over South China Sea collision (The Financial Times) - China’s export curbs on semiconductor materials stoke chip output fears (The Financial Times) - China’s debt divide is hurting its economy (The Financial Times) - China’s exports miss target in warning signal for Beijing (The Financial Times) - Justin Trudeau says Canada will impose steep tariffs on Chinese EVs and steel (the Financial Times) - Keir Starmer tells Xi Jinping he wants closer UK-China relations (The Financial Times) - Britain’s unusual stance on Chinese electric vehicles (The Economist) - China’s manufacturers are going broke (The Economist) - Chinese battery industry faces consolidation wave (The Financial Times) - Chinese firms are growing rapidly in the global south (the Economist) - A gruesome corpse scandal sparks outrage in China (The Economist)

  45. 33

    Il Terzo Plenum

    Si e' svolto dal 15 al 18 luglio il Terzo Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. L'economia cinese cresce solo del 4,7% nel secondo trimestre, nessuna delle difficolta' economiche che il Paese affronta sembrano diminuire o essere efficacemente affrontate, e la Cina avanza nell'unica direzione a cui sembra essere realmente interessata: un'industria tecnologica sempre piu' avanzata. Confronta anche: - What is the Chinese Communist Party’s third plenum? (The Economist) - The lightness of Beijing’s third plenary (The Financial Times) - China’s economic growth slows in second quarter (The Financial Times) - Can Xi keep a lid on China’s mounting social strains? (The Financial Times) - Younger Chinese fume at call to raise retirement age (The Financial Times) - Germany blames China for ‘serious’ cyber attack (The Financial Times) - Beijing and Manila strike deal to reduce tensions in South China Sea (The Financial Times) - The epic bust-up between China and India could be ending (The Economist) - Italy’s Giorgia Meloni pledges ‘relaunch’ of ties with China (The Financial Times) - China is itching to mine the ocean floor (The Economist) - China’s robotaxis are racing ahead of Tesla’s (The Economist) - Apple’s iPhone elbowed out of top 5 in China by domestic smartphone rivals (The Financial Times) Errata corrige: adal 2022 il Comitato Permanente del Politburo ha 7 membri, e non piu' 9

  46. 32

    La Cina, Putin, le Filippine e Trump

    Putin va in Corea del Nord, e per la Cina questo e' un problema, nella ZEE delle Filippine ci si accapiglia, cosi' come sulla costa fra Cina e Taiwan, l'UE prende di mira Temu e Shein; e Trump sta per arrivare. Facciamo il Punto.

  47. 31

    Il massacro di Piazza Tianmen (35 anni dopo)

    Il 4 giugno 1989 a Pechino si consumava quello che passo' alla storia come il massacro di Piazza Tiananmen. Mentre in Europa "finiva la storia" ed il blocco sovietico si sgretolava, alludendo gia' alla caduta dell'Unione Sovietica stessa 2 anni dopo, in Cina il Partito asseriva la propria supremazia sulla punta dei cannoni dei carri armati. Era quello il momento in cui piu' nessuna velleita' di riforma politica si sarebbe accompagnata alle riforme economiche, un tratto che caratterizza il Paese ancora oggi.

  48. 30

    Tariffe al 100%

    Biden spara una pletora di tariffe anticinesi, Xi Jinping va da Macron ed Orban, e riceve Putin. Facciamo il Punto. Confronta anche: Why Washington’s new tariffs on Chinese clean tech goods matter (The Financial Times) The Xi-Putin partnership is not a marriage of convenience (The Economist)

  49. 29

    Nuove forze produttive

    Il ban su TikTok e' legge, e gli Usa puntano a restrizioni anche in ambito biotech; secondo Blinken la Cina sta supportando la macchina militare russa; Tokyo si avvicina all'Aukus e alle Filippine; Xi Jinping punta sulle nuove forze produttive. Facciamo il Punto. Confronta anche: What’s next for TikTok after Biden approves ban (The Financial Times) US wants allies to cut chip-related China exports amid Huawei alarm (The Financial Times) US vows ‘ironclad’ defence of Philippines military in South China Sea (The Financial Times) China Intensifies Push to ‘Delete America’ From Its Technology (The Wall Street Journal) How Xi Jinping plans to overtake America (The Economist)

  50. 28

    Tic-toc per TikTok (2)

    A distanza di un anno dall'audizione al congresso americano del CEO di TikTok, la camera dei rappresentanti ha passato una proposta di legge che prevede la possibilita' di bannare completamente la popolare piattaforma negli Stati Uniti. Ed intanto il premier Li Qiang alla fine delle Due Sessioni cancella la tradizionale conferenza stampa. Facciamo il Punto. Confronta anche: - The battle over TikTok (The Financial Times) - Time for TikTok to cut its ties to China (The Economist)

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