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Quo Vadis Europa?

"Quo Vadis Europa?" è il podcast dedicato a chi vuole esplorare e comprendere il presente e il futuro dell'Unione Europea. Gli autori, Lello Stelletti e Simone Cantarini, condividono la loro passione per l'Europa attraverso analisi approfondite e conversazioni stimolanti. Ogni puntata affronta un tema chiave, raccontando l'UE, le sue istituzioni e i suoi Stati membri di fronte alle sfide di un mondo in continuo cambiamento. Mai come oggi, il mondo sembra aver bisogno di una "vera Europa".

  1. 60

    2.EP.3_QVE- Trump e il ritiro dei militari USA dall’Europa

    Cosa comporta davvero il disimpegno militare degli Stati Uniti dall’Europa dopo l’annuncio di Donald Trump di voler ritirare 5.000 militari dalla Germania? In questa puntata analizziamo il significato politico e strategico di una scelta che, pur presentata dal tycoon in chiave “punitiva” verso gli alleati europei, rischia di produrre conseguenze anche per la proiezione americana in Medio Oriente e in altri teatri di crisi. Dalla Germania, cuore logistico e di comando della presenza USA in Europa, all’Italia, perno operativo nel Mediterraneo, fino alla Spagna, snodo marittimo tra Atlantico e Mediterraneo, ricostruiamo il ruolo delle principali basi americane e le implicazioni di un possibile ridimensionamento. Con una domanda di fondo: cosa accade se la sicurezza europea smette di essere considerata un impegno strategico stabile e diventa uno strumento di pressione, ricatto o punizione nei confronti degli alleati?

  2. 59

    2.EP.2_QVE-Di crisi in crisi

    La guerra in Medio Oriente, iniziata il 28 febbraio con l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha trasformato un conflitto regionale in un nuovo e difficilissimo banco di prova per l’Europa, che si trova ad affrontare una nuova e profonda crisi energetica dopo quella del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Dalla linea delle principali capitali al Consiglio informale di Nicosia, emergono divisioni, limiti politici e tentativi di costruire una risposta comune che potrebbe rivelarsi troppo debole. Al centro ci sono la de-escalation, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la coalizione dei “Volenterosi di Hormuz”. La crisi sta colpendo soprattutto l’economia europea, tra aumento dei prezzi dell’energia, tensioni sul GNL, jet fuel, trasporti e competitività industriale, mettendo alla prova i limiti della risposta europea davanti ai continui shock di un nuovo mondo multipolare.

  3. 58

    2.EP.1_QVE-Ungheria: la fine dell’era Orbán

    La netta vittoria di Péter Magyar e del suo partito Tisza alle elezioni del 12 aprile in Ungheria rappresenta un punto di svolta non solo per il Paese, ma anche per l’Europa, ponendo fine a 16 anni di governo guidato da Viktor Orbán. La sconfitta dello storico leader di Fidesz è stata accolta con favore dalle forze progressiste in tutta l’UE, che hanno visto in Magyar l’uomo capace di spezzare il fronte populista e di riportare Budapest nel solco europeo, pur provenendo dallo stesso ambiente politico conservatore. Non solo, con queste elezioni l’Assemblea nazionale si sposta ulteriormente a destra, mentre la sinistra resta fuori dal Parlamento. Chi è dunque Péter Magyar? Perché gli ungheresi hanno votato per lui? E che cosa significa, per l’Europa, la fine dell’“era Orbán” in Ungheria?

  4. 57

    EP.55_QVE- Materie prime critiche: la nuova guerra fredda delle filiere (e l’Europa nel mezzo)

    L’accordo trilaterale tra Unione europea, Stati Uniti e Giappone, annunciato il 4 febbraio a Washington, apre una nuova fase della competizione geopolitica sulle filiere delle materie prime critiche. Al centro c’è lo strapotere della Cina, che domina estrazione e soprattutto raffinazione, controllando i colli di bottiglia decisivi per transizione verde, industria e difesa. Mentre Washington spinge su dazi e “club” commerciali e Bruxelles prova a costruire alleanze, emergono tutti i limiti della strategia europea. A certificarli arriva anche la Corte dei conti UE, che mette in guardia su obiettivi ambiziosi ma poco vincolanti e su una dipendenza dall’estero ancora elevata. La domanda resta aperta: l’Europa è pronta a una vera politica industriale delle materie prime?

  5. 56

    EP.54_QVE- L'UE, l'India e la geopolitica del commercio

    Il nuovo accordo di libero scambio tra Unione europea e India firmato a Nuova Delhi il 27 gennaio è stato definito da Bruxelles “la madre di tutti gli accordi”. Un’intesa inseguita per quasi vent’anni e diventata oggi una priorità politica, nel pieno di un contesto globale segnato da guerre, protezionismo e competizione tra grandi potenze. Tra numeri, settori chiave e compromessi sensibili, in questa puntata raccontiamo perché l’India è vista come una scommessa diversa dalla Cina e cosa cambia per l’industria europea. Ma il dossier va oltre il commercio: sicurezza, difesa, spazio, mobilità e geopolitica delle filiere entrano nel pacchetto. Un accordo che rafforza il ruolo della Commissione, ma apre anche una fase delicata di ratifica e confronto politico interno.

  6. 55

    EP.53_QVE- Le conseguenze del ciclone Trump

    La presidenza Trump continua a produrre effetti profondi sugli equilibri internazionali e sulla posizione dell’Unione europea. In questa puntata analizziamo le conseguenze di un vero e proprio “ciclone” politico che investe l’Europa su più livelli: dalla sicurezza alla credibilità internazionale, dal commercio alla leadership interna. Dalle dichiarazioni shock sulla Groenlandia — che mettono in discussione confini e sovranità persino tra alleati — allo scontro politico con l’Europa, con Emmanuel Macron spesso nel mirino, Washington testa i limiti della relazione transatlantica e costringe Bruxelles a uscire dalla sua comfort zone.Di fronte a un’America sempre più imprevedibile, alcuni Paesi occidentali tornano a guardare alla Cina in chiave pragmatica, tra diplomazia economica e ambiguità strategiche. Ma mentre a Davos si celebrano multilateralismo e ordine globale basato sulle regole, le scelte concrete raccontano un’Europa spesso divisa e incoerente. Il caso dell’accordo UE–Mercosur diventa emblematico di queste contraddizioni, così come il ruolo di una Francia sempre più difficile da decifrare. In questo contesto prende forma un possibile nuovo asse italo-tedesco, con Roma e Berlino che provano a guidare l’Europa a partire dalla politica industriale e dalla competitività.

  7. 54

    EP.52_QVE- Iran: tra proteste e repressione cosa accade nella Repubblica islamica?

    Le proteste esplose a fine dicembre 2025 dal Gran Bazar di Teheran hanno rapidamente superato la dimensione economica, trasformandosi in una sfida politica diretta alla Repubblica islamica, repressa nel sangue dalle autorità. Con l’aiuto di Nima Baheli, analista ed esperto di Iran, ricostruiamo l’origine e la natura della mobilitazione, la risposta del regime, le incertezze legate alla successione di Ali Khamenei e l’assenza di una leadership unitaria dell’opposizione. Lo sguardo si allarga poi al contesto internazionale: il ruolo degli Stati Uniti e la minaccia di nuovi attacchi, il sostegno — non privo di ambiguità — di Russia e Cina a Teheran. In chiusura, l’Europa, passata in pochi anni dal protagonismo del JCPOA a una marginalità strategica sempre più evidente.

  8. 53

    EP.51_QVE- Groenlandia: l’isola che vale un continente

    Le mire degli Stati Uniti sulla Groenlandia stanno mettendo in seria difficoltà l’Europa e i rapporti transatlantici. Territorio d’oltremare della Danimarca, con appena 57 mila abitanti, la Groenlandia ha una storia segnata da profonde ferite e oggi è diventata un nodo strategico cruciale: per le sue risorse minerarie, ma soprattutto per il controllo delle rotte artiche, sempre più contese tra le grandi potenze a causa dei cambiamenti climatici. L’idea di “acquistare” la Groenlandia non nasce con Donald Trump. Già alla fine dell’Ottocento se ne discuteva, e una prima proposta formale risale al 1946, nel pieno dell’immediato dopoguerra, quando Washington offrì alla Danimarca 100 milioni di dollari in oro per l’isola. Ma cosa vogliono davvero oggi gli Stati Uniti? Qual è la strategia di Donald Trump e quali leve ha l’Europa per rispondere? E soprattutto: è realistica l’ipotesi di un’azione militare per prendere il controllo della Groenlandia con la forza?

  9. 52

    EP.50_QVE- Consiglio europeo di fine 2025: decisioni cruciali, scelte in ritardo

    Nel cinquantesimo episodio di Quo Vadis Europa analizziamo il Consiglio europeo del 18–19 dicembre, ultimo vertice dell’anno e snodo cruciale per il futuro dell’Unione. Sul tavolo ci sono decisioni decisive che arrivano però in ritardo, in un contesto segnato da urgenze permanenti e divisioni strutturali tra gli Stati membri. Dall’Ucraina al nodo degli asset russi congelati, passando per il possibile ritorno al debito comune europeo dopo il no della BCE, il vertice mette in luce i limiti politici e giuridici dell’azione europea. Il tutto mentre cresce la pressione internazionale, con la nuova strategia di sicurezza degli Stati Uniti che chiede all’Europa più responsabilità militare, maggiore autonomia e scelte rapide. Spazio poi ai dossier interni più sensibili: il Quadro finanziario pluriennale, stretto tra nuove ambizioni geopolitiche e resistenze dei Paesi “frugali”; le migrazioni, con il Patto su asilo e immigrazione che rischia di riaprire profonde fratture politiche; e l’accordo UE–Mercosur, sospeso tra ambizione strategica e forti opposizioni agricole.

  10. 51

    EP.49_QVE-L’Europa tenta rilanciare il suo ruolo nello Spazio: la svolta della ministeriale ESA

    Lo spazio non è più soltanto un orizzonte scientifico o tecnologico. È diventato un terreno di competizione geopolitica che incide su sicurezza, economia e sovranità. La guerra in Ucraina, gli attacchi ai satelliti commerciali, la corsa cinese e il dominio di SpaceX hanno costretto l’Europa a cambiare passo. E negli ultimi giorni qualcosa si è mosso davvero. Alla ministeriale dell’Agenzia spaziale europea, i Paesi membri hanno approvato 22,067 miliardi di euro per i prossimi tre anni, il 99% della richiesta dell’ESA: un segnale politico forte. Il direttore generale Josef Aschbacher ha salutato il risultato come “straordinario”, la prova che i governi hanno compreso l’urgenza di rafforzare la presenza europea nello spazio. Perfino la scienza, finanziata su base obbligatoria, ha ottenuto l’intero importo previsto, con un incremento reale oltre l’inflazione. Ma all’orizzonte si sta preparando anche un altro capitolo, più silenzioso ma forse ancora più strategico. La Commissione europea lavora a una nuova infrastruttura satellitare a prontezza militare, capace di fornire alle capitali immagini ad alta definizione aggiornate ogni trenta minuti. Il commissario Andrius Kubilius lo definisce un progetto “cruciale”, che nella prima fase integrerà dati commerciali e risorse nazionali, mentre i requisiti operativi saranno definiti nel nuovo anno, insieme al negoziato sul prossimo bilancio. Intanto gli Stati membri dell’ESA hanno già messo sul tavolo 1,2 miliardi per i primi lavori. È il segnale di un’Europa che, dopo anni di dipendenze, prova davvero a giocare la partita anche nello spazio.

  11. 50

    EP.48_QVE- Schengen militare: ma l’Europa come si muove?

    La Commissione europea vuole creare una “Schengen militare”: corridoi veloci, autorizzazioni lampo e infrastrutture rinforzate per spostare truppe e mezzi in tutta l’Ue. Ma cosa significa davvero? Partendo dal sabotaggio della ferrovia polacca, in questa puntata raccontiamo perché la protezione delle infrastrutture e la mobilità militare stanno diventando un tassello cruciale, mentre crescono i timori delle istituzioni e dell’intelligence su possibili azioni di Mosca nei prossimi anni. Tra dubbi politici, costi miliardari, tensioni tra Est e Ovest e un rapporto mai semplice con la NATO, la domanda è inevitabile: dove sta andando l’Unione europea?

  12. 49

    EP.47_QVE- Pokrovsk il nuovo simbolo della guerra in Ucraina

    La nuova offensiva russa su Pokrovsk coincide con un momento di forte instabilità politica a Kyiv, travolta dallo scandalo di corruzione che ha portato alle dimissioni dei ministri dell’Energia e della Giustizia. Una crisi che pesa sul rapporto con l’Europa proprio mentre Bruxelles discute aiuti, uso degli asset russi congelati e allargamento. Con Marco Di Liddo, direttore del Centro studi internazionali (CeSI) analizziamo l’impatto militare e politico di questa fase critica, le divisioni europee, il ruolo delle narrazioni russe e il rischio che l’Ucraina perda terreno non solo sul campo, ma anche nella fiducia dell’Occidente.

  13. 48

    EP.46_QVE- Allargamento UE 2025: tra nuove promesse e vecchi timori

    Dopo anni di stallo, l’allargamento torna al centro della strategia geopolitica europea. Il Pacchetto 2025 presentato dalla Commissione rilancia il percorso di adesione di Ucraina, Moldova, Montenegro, Albania e altri Paesi dei Balcani occidentali, introducendo però una novità: un periodo di prova durante il quale la membership potrà essere sospesa o, nei casi estremi, revocata. Ma senza una riforma interna dell’Unione, l’allargamento resta fragile: mancano il consenso politico e la disponibilità a redistribuire risorse, e in molti Paesi l’appartenenza all’UE è percepita più come una vacca da mungere che come un progetto comune.

  14. 47

    EP.45_QVE-I Paesi Bassi al bivio

    Dopo le elezioni anticipate del 29 ottobre, i Paesi Bassi si trovano di fronte a un nuovo, complesso scenario politico. In questa puntata, ricostruiamo il contesto che ha portato al voto, dalla caduta del governo Schoof alla sorprendente avanzata dei Democratici 66 di Rob Jetten, ora in testa per la formazione di una nuova coalizione. Con l’analisi di Maarten Van Alderen, corrispondente in Italia e Turchia per De Telegraaf, esploriamo la crisi della destra populista di Geert Wilders, la resilienza del centro liberale e le tensioni che attraversano la società olandese: dalla crisi abitativa alle proteste agricole, fino ai nodi dell’integrazione.

  15. 46

    EP.44_QVE- Stegra e il fallimento dell'acciaio green

    Mentre l’Europa tenta di sopravvivere alla competizione geopolitica tra Stati Uniti, Russia e Cina, anche il suo sogno verde inizia a incrinarsi. In questa puntata affrontiamo il caso Stegra (ex H2 Green Steel), la startup svedese che doveva rivoluzionare la siderurgia europea con l’acciaio a idrogeno, e che oggi rischia il default. Dalla crisi di Northvolt alle difficoltà di produrre a prezzi competitivi, dai colli di bottiglia energetici alle dipendenze dalle materie prime estere, il “modello svedese” della transizione verde mostra tutte le sue fragilità. Tra promesse politiche, capitali in fuga e dumping cinese, l’acciaio green diventa il simbolo delle contraddizioni del Green Deal europeo: un sogno di sovranità industriale che si scontra con la dura realtà dei mercati globali.

  16. 45

    EP.43_QVE - Emmanuel Macron e la crisi francese

    La Francia è nel pieno della crisi politica più grave della Quinta Repubblica. Dopo la caduta di François Bayrou e il lampo del primo governo Lecornu — durato appena 14 ore — Emmanuel Macron ha scelto di riconfermare Sébastien Lecornu alla guida di un nuovo esecutivo. Ma la partita resta apertissima: tra un Parlamento diviso, la legge di bilancio da approvare e la pressione dei mercati, l’Eliseo naviga a vista. In questa puntata abbiamo intervistato Francesco Maselli, esperto di Francia e corrispondente per L’Opinion, per capire cosa sta davvero accadendo a Parigi, quali sono le sfide di Macron e come questa crisi può riflettersi sull’Unione europea.

  17. 44

    EP.42_QVE - Tra Est e Ovest: le elezioni in Moldova e il futuro dell’Europa

    Le elezioni del 28 settembre in Moldova hanno segnato un momento decisivo nel cammino democratico del Paese ex sovietico. Tra profonde divisioni politiche e forti interferenze straniere, il voto ha offerto ai moldavi una scelta netta tra orientarsi verso est o verso ovest. Il Partito d'Azione e Solidarietà, filoeuropeo, ha ottenuto una vittoria decisiva, ma per l'adesione all'UE la strada è ancora molto lunga. 

  18. 43

    EP.41_QVE - L'Europa e il dilemma di Gaza

    Fino a dove si vuole spingere Israele nella sua guerra nella Striscia di Gaza? Il governo di Tel Aviv punta solo a distruggere Hamas e liberare gli ostaggi o ha anche mire territoriali? Ne parliamo con il giornalista e analista di Medio Oriente Francesco Petronella, mentre l’Unione europea dopo anni di esitazioni sospende l’accordo di associazione con Israele, impone sanzioni contro coloni e ministri estremisti e vede crescere il numero di Paesi europei, tra cui la Francia, che riconoscono la Palestina.

  19. 42

    EP.40_QVE - I droni russi entrano in Europa

    Il 10 settembre la Polonia ha intercettato e abbattuto 19 droni provenienti dal confine orientale, un caso senza precedenti che ha portato NATO e UE sempre più vicino a uno scontro diretto con la Russia. Pochi giorni dopo Mosca ha organizzato le esercitazioni quadriennali Zapad insieme alla Bielorussia, manovre che in passato hanno fatto da preludio all’invasione della Crimea e dell’Ucraina. Tutto ciò avviene mentre l’Europa si scopre sempre più vulnerabile anche in un altro dominio strategico: lo spazio, che la Russia ha ormai trasformato in un nuovo teatro di guerra.

  20. 41

    EP.39_QVE - Il pacco cinese

    Milioni di pacchi low cost contenenti prodotti cinesi commercializzati sulle piattaforme come AliExpress, Shein e Temu entrano ogni giorno in Europa, spesso senza controlli, mettendo in difficoltà le dogane, le PMI e la sicurezza dei consumatori. Bruxelles prepara una stretta con nuove tasse e dazi, mentre gli Stati Uniti alzano le barriere commerciali. Intanto al vertice della Shanghai Cooperation Organization a Tianjin, la Cina, insieme a Russia, India e i Paesi del cosiddetto "sud globale" lanciano la loro "sfida" all'Occidente. Il soft power di Pechino avanza ed è ormai dentro le nostre case: è questa la sua prima vera vittoria sugli Stati Uniti?

  21. 40

    EP.38_QVE-Quanto è veramente vicina una pace in Ucraina?

    Dopo mesi di stallo, due vertici ravvicinati hanno riacceso le speranze — e i dubbi — su una possibile pace in Ucraina. Il 15 agosto ad Anchorage, Donald Trump ha incontrato Vladimir Putin per la prima volta dopo la sua rielezione, un vertice carico di simboli ma povero di risultati concreti. Tre giorni dopo, alla Casa Bianca, Trump ha riunito Zelensky e i principali leader europei insieme a Ursula von der Leyen e al segretario generale della NATO. Tra sorrisi, dichiarazioni ottimistiche e divergenze profonde, l’Europa ha cercato di farsi sentire, ma resta schiacciata tra le ambiguità americane e le condizioni inaccettabili di Mosca. Kiev chiede garanzie di sicurezza, Washington punta a un incontro diretto Putin-Zelensky, mentre l’Europa appare divisa sul cessate il fuoco. Una settimana che potrebbe segnare una svolta, o restare l’ennesimo esercizio di diplomazia senza conseguenze.

  22. 39

    EP.37_QVE-La Trump Route e la pace nel Caucaso

    Lo scorso 8 agosto Donald Trump, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il premier armeno Nikol Pashinyan hanno messo nero su bianco un accordo che sancisce la fine di quasi quarant’anni di conflitto tra i due Paesi del Caucaso. Un'intesa storica che prevede la cessazione permanente delle ostilità, l’apertura di relazioni diplomatiche e commerciali e il rispetto reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale. Ma soprattutto introduce un elemento nuovo e simbolico: la “Trump Route for International Peace and Prosperity”. Uno scacco alla Russia di Putin, mentre ancora una volta l'Europa si ritrova fuori dai giochi, pur avendo negli ultimi anni lavorato intensamente e avviato il processo legislativo per l'adesione dell'Armenia all'UE.

  23. 38

    EP.36_QVE-Tutti i grattacapi di Ursula

    Quali sono le sfide che agitano la Commissione von der Leyen? Dalla mozione di sfiducia per il Pfizergate al controverso piano SAFE sulla difesa, fino alle divisioni interne sulla proposta di bilancio UE da 2.000 miliardi: l’Europa si interroga sul suo futuro tra accuse di accentramento, fondi insufficienti e critiche trasversali. E poi l’accordo commerciale con gli Stati Uniti, definito da alcuni una “capitolazione”, da altri un colpo di realismo. In chiusura, la nostra chicca d’estate sugli Euromyths e la leggenda delle banane storte. Fake news tropicali e verità europee sotto l’ombrellone!

  24. 37

    EP.35_QVE-Roma chiama Kiev – La ricostruzione inizia da qui?

    Puntata speciale da Roma, dove il 10 e 11 luglio si è svolta la Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina: oltre 8.000 partecipanti, 100 delegazioni ufficiali, 15 capi di Stato o di Governo e più di 2.000 imprese coinvolte. Un evento imponente che ha prodotto risultati concreti: circa 200 accordi firmati, tra cui oltre 40 dall’Italia, per un totale di 10 miliardi di euro. Tra le novità principali, il lancio di un fondo multilaterale per la ricostruzione e della piattaforma BraveTech EU per attrarre imprese hi-tech nel settore dei droni. Presente anche una delegazione ufficiale statunitense nella riunione della "Coalizione dei volenterosi". 

  25. 36

    EP.34_QVE-La maggioranza scricchiola: Von der Leyen sotto scrutinio

    La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, affronterà un voto di sfiducia al Parlamento europeo il 10 luglio a seguito di una mozione presentata dall’eurodeputato rumeno dei Conservatori e Riformisti (ECR), Gheorghe Piperea. La mozione di sfiducia riguarda tre accuse principali. La prima è lo scambio di messaggi di testo tra von der Leyen e il Ceo di Pfizer, Albert Bourla, durante la contrattazione dei contratti per la fornitura di vaccini contro il Covid nel pieno della pandemia. I messaggi non sono mai stati resi pubblici nonostante le reiterate richieste di parlamentari e giornalisti. Cosa significa questo per il futuro della legislatura e per la sua "leader"? Nella storia dell’Unione, una sola volta – nel 1999 – una Commissione si è dimessa per evitare il voto. Non è mai accaduto, invece, che una mozione venisse approvata.

  26. 35

    EP.33_QVE - Difesa europea? Sì, made in USA

    Al vertice NATO dell’Aja e al Consiglio europeo i Paesi europei hanno ribadito l’impegno ad aumentare la spesa per la difesa dall'attuale obiettivo del 2% al 5% entro il 2025, ma non hanno chiarito come rendere questa spesa "europea". Anzi, molti Paesi, pur parlando di “European Defence”, stanno firmando contratti miliardari con aziende americane. Con queste premesse l'Europa rischia di piegarsi ai dettami statunitensi, accontentandosi di misurare la spesa piuttosto che costruire capacità reali.

  27. 34

    EP.32_QVE- Difesa, veti e vertici: l’Europa alla prova dell’unità

    Dal 24 al 27 giugno, si apre una settimana cruciale per l’unità europea. Si comincia con il vertice NATO all’Aja (24-25 giugno), dove i Paesi dell’UE discuteranno come rispondere alle pressanti richieste degli Stati Uniti, valutando l’ipotesi di destinare fino al 5% del PIL alla difesa. Sullo sfondo, nuove analisi mettono in luce una Russia sempre più armata e un’Europa ancora carente su diversi fronti. Subito dopo, al Consiglio europeo, i leader dei Ventisette saranno chiamati a confrontarsi su un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, già osteggiato apertamente da Ungheria e Slovacchia.

  28. 33

    EP.31_QVE - Il dilemma energetico

    L’energia è oggi uno dei principali fattori di vulnerabilità per l’Unione Europea. La sfida è duplice: da un lato, garantire prezzi competitivi per l’industria; dall’altro, portare avanti una transizione ecologica equa e sostenibile. Ma il sistema attuale rischia di fallire su entrambi i fronti, stretto tra distorsioni di mercato, dinamiche speculative e una cronica carenza di investimenti nella direzione giusta.

  29. 32

    EP.30_QVE - Meloni e Macron, storia di un amore mai sbocciato

    Quello tra Italia e Francia è un rapporto che oscilla da anni tra cooperazione strategica e scontri frontali, ma dopo l'incontro del 3 giugno a Roma tra la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, sembra aprirsi una fase di riavvicinamento. Un tentativo di voltare pagina che arriva dopo anni di tensioni e in un momento in cui entrambi i Paesi hanno bisogno l’uno dell’altro.

  30. 31

    EP.29_QVE- Difesa europea e Ucraina: annunci scomposti e pochi fatti

    Dall'Europa continuano a giungere promesse di sostegno all'Ucraina. Dall'hub per la sicurezza marittima nel Mar Nero, annunciato dall'Alta rappresentante Kaja Kallas, fino alla promessa di missili a lungo raggio da parte del cancelliere tedesco Friederich Merz, cosa c'è di realmente concreto? Intanto, l'industria bellica russa si espande anche con l'aiuto cruciale della Cina. Con una difesa europea ancora sulla carta a Kyiv non resta che tentare azioni di intelligence spettacolari come l'operazione "Spiderweb" contro i bombardieri a lungo raggio russi che però rallentano, ma non cambiano le sorti sul campo. 

  31. 30

    EP.28_QVE-La politica estera di Keir Starmer, l’uomo del compromesso

    Dal riavvicinamento con l'Unione europea all'accordo commerciale con gli Stati Uniti, passando per la guida del formato Ramstein sull'Ucraina il primo ministro laburista britannico Keir Starmer ha fatto segnare una serie di successi in politica estera, nonostante i tanti problemi sul fronte interno. Resta da vedere se questo slancio iniziale sarà duraturo.

  32. 29

    EP.27_QVE-Trump cambia il Medio Oriente, l'Europa resta a guardare

    Nel suo viaggio nei Paesi del Golfo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato una nuova scossa alla politica internazionale, incontrando il leader della "nuova Siria": l’uomo dai mille volti, Ahmad al Shara. Oltre a firmare accordi miliardari con le petromonarchie sunnite, Trump ha annunciato l’intenzione di raggiungere un nuovo accordo sul nucleare con l’Iran, a sette anni dal ritiro unilaterale dal Piano d’azione globale congiunto (JCPOA), firmato dall’amministrazione Obama nel 2015. Ma in tutto questo, l’Europa dov’è? Ne abbiamo parlato con Francesco Petronella, giornalista dell’ISPI ed esperto di Medio Oriente.

  33. 28

    EP.26_QVE-Merz alla difficile guida di una Germania in crisi

    Con Francesco De Felice, corrispondente de Il Giornale da Berlino, analizziamo il nuovo corso tedesco. La Germania volta pagina. Al vertice del governo c’è ora Friedrich Merz, volto storico della CDU, manager di lungo corso e oppositore di Angela Merkel. Il nuovo cancelliere si è insediato il 6 maggio, nel pieno di una crisi economica e sociale che ha messo a dura prova quella che un tempo era la locomotiva d’Europa. Merz ha già mosso le prime pedine: vuole rilanciare l’asse con Francia e Polonia e restituire alla Germania un ruolo da protagonista, meno chiuso su sé stesso e più ambizioso sullo scacchiere europeo. Ma il suo cammino parte in salita. A Berlino non è passato inosservato lo smacco del primo voto al Bundestag, dove ben 18 franchi tiratori della sua stessa coalizione con i socialdemocratici gli hanno negato il sostegno, costringendolo a un secondo scrutinio.

  34. 27

    EP.25_QVE-L'Europa dei lavoratori

    Il lavoro è al centro di molte costituzioni dei Paesi UE, che lo riconoscono come valore fondante. Dal celebre articolo 1 italiano – “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” – al riconoscimento del diritto al lavoro nella Costituzione spagnola, fino alla protezione sindacale nella Grundgesetz tedesca e ai diritti sociali nella Costituzione portoghese.  La Carta dei diritti fondamentali dell’UE dedica un intero titolo ai diritti sociali: condizioni di lavoro eque, diritto di sciopero, protezione dal licenziamento…Ma come se la passano realmente i lavoratori europei?

  35. 26

    EP.24_QVE-Il Papa dalla fine del mondo e il sogno europeo

    Nei suoi 12 anni di pontificato, Papa Francesco ha segnato profondamente il destino europeo. Dalla visita a Lampedusa al discorso storico al Parlamento europeo, dal Premio Carlo Magno agli incontri di pace favoriti persino nel giorno del suo funerale: Francesco ha indicato una via all'Europa basata su solidarietà, dignità umana e dialogo tra i popoli.

  36. 25

    EP.23_QVE-Paesi terzi sicuri dove trovarli

    La Commissione europea ha proposto lo scorso 16 aprile di considerare Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia come "Paesi di origine sicuri", permettendo procedure accelerate per le loro richieste d'asilo, considerate generalmente infondate. L'iniziativa anticipa misure del Patto sulla migrazione e l'asilo, in vigore da giugno 2026, per rendere più efficiente il sistema europeo. Tuttavia, emergono criticità sui diritti umani: in alcuni di questi Paesi persistono problemi di libertà individuali e tutela delle minoranze, sollevando timori su una possibile riduzione delle garanzie per i richiedenti asilo.

  37. 24

    EP.22_QVE-Acciaio in crisi

    Travolto da una miscela micidiale di calo della domanda, sovrapproduzione globale, pressioni ambientali, concorrenza sleale… e ora anche dai dazi americani, il settore dell'acciaio sembra non riuscire a riprendersi. Eppure, ironicamente, era stato il cuore della rinascita europea dopo la guerra: l'acciaio, insieme al carbone, fu infatti il protagonista del primo accordo storico tra gli Stati europei, con la CECA, la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, creata con il Trattato di Parigi del 1951. Quello fu il primo passo verso l’integrazione europea che forse, oggi, va ripensata, partendo anzitutto dal rafforzamento dei comparti strategici

  38. 23

    EP.21_QVE-Storia dello strano amore degli USA per i dazi

    I dazi imposti dal presidente Donald Trump hanno sconvolto il commercio globale, facendo crollare le borse mondiali — in particolare quelle europee — e segnando l’inizio di una nuova era di protezionismo economico. Trump ha trasformato i dazi in un simbolo ideologico della sua politica, ma non è certo il primo presidente statunitense a farne uso. Fin dalle origini, gli Stati Uniti hanno impiegato i dazi come strumento per proteggere l’industria nazionale e finanziare lo sviluppo economico. Oggi, in un contesto globale sempre più instabile, l’Europa si trova a dover affrontare quella che sembra essere diventata la nuova “normalità”.

  39. 22

    EP.20_QVE-Attenti alla Cina!

    L'Europa e i Paesi membri sono stretti tra due fuochi da un lato la guerra commerciale con gli Stati Uniti dall'altro il rischio di una crescente dipendenza dalla Cina. Per contrastare il nuovo corso dell'amministrazione statunitense, l'Europa sta cercando di risolvere i problemi commerciali con Pechino, ma il rischio è alto: la Cina è sia un partner strategico che una causa della crisi industriale europea. In questa puntata affrontiamo le implicazioni economiche e di sicurezza di questa scelta, evidenziando la forte dipendenza europea dalla Cina nel campo tecnologico, e non solo, e l'importanza per l'Europa di rispondere agli sconvolgimenti in corso anzitutto puntando sul Mercato unico europeo. 

  40. 21

    EP.19_QVE-Difesa europea: autonomia o illusione strategica?

    In questa puntata ritorniamo sul tema della difesa europea dopo la pubblicazione del tanto atteso Libro bianco sulla difesa del 19 marzo 2025. Nel tentativo di recuperare un ruolo all'interno dell'agone globale dominato da Stati Uniti e Cina e di fronte al cambio di rotta di Washington, l'UE e i Paesi europei provano a pensare "da soli" alla loro sicurezza globale, quindi non solo militare, ma anche industriale e tecnologica. Ma tutto ciò sarà possibile oppure è solo una reazione frettolosa alle politiche di Donald Trump?

  41. 20

    EP.18_QVE-Il prezzo della tregua a Kiev

    Prove di pace o illusione diplomatica? Stati Uniti e Russia tentano i primi passi concreti verso un cessate il fuoco di 30 giorni in Ucraina, dopo il sì di Kiev al piano proposto dall’ex presidente Donald Trump. Il presidente stratunitense considera il sostegno americano all’Ucraina come un inutile spreco di risorse, mentre Putin vuole annettere con la "diplomazia" quello che non è riuscito a ottenere con la guerra. Sarà davvero possibile una pace duratura, oppure si tratta solo di una fragile tregua destinata al fallimento?

  42. 19

    EP.17_QVE-L'Europa si riarma

    Con il piano Rearm Europe, proposto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l'Unione europea tenta di rendersi indipendente dagli Stati Uniti sul fronte della difesa e di provare a sostenere l'Ucraina. Il piano è stato definito come il "risveglio dell'Europa" e anche un primo passo di quella difesa comune europea auspicata dai padri fondatori dell'UE e mai realizzata. Ma è davvero così?

  43. 18

    EP.16_QVE-Stretta tra USA e Cina l'UE tenta la carta India

    Con la rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, il quadro geopolitico è in piena evoluzione, l'Unione europea punta a rafforzare i legami con Nuova Delhi per ridurre la propria dipendenza strategica da Washington e da Pechino. In una visita senza precedenti l'intero Collegio dei commissari si è recato nella capitale indiana per discutere il rilancio delle relazioni e raggiungere un accordo di libero scambio già entro la fine del 2025. 

  44. 17

    EP.15_QVE-Il rompicapo tedesco dopo le elezioni

    I risultati delle elezioni federali tedesche del 23 febbraio hanno tracciato un nuovo scenario politico. Con un’affluenza straordinaria dell’83%, il popolo tedesco ha espresso un chiaro desiderio di cambiamento. Il centrodestra, guidato da Friedrich Merz, si è imposto con il 28,5% dei voti, ma dovrà formare una coalizione, probabilmente coinvolgendo i socialdemocratici (SPD), che escono nettamente sconfitti con il 16,4%. L’estrema destra di Alternativa per la Germania (AfD) segna un risultato storico con il 21%, ma per ora resta all’opposizione. Quale futuro attende la Germania, simbolo della prosperità industriale europea ma ora in recessione? Per analizzare la situazione, ci affidiamo all’esperienza di Francesco De Felice, corrispondente de Il Giornale da Berlino.

  45. 16

    EP.14_QVE-Gli Stati Uniti abbandonano Ucraina ed Europa al proprio destino

    Il clamoroso discorso di JD Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha segnato una svolta nelle relazioni tra Stati Uniti ed Europa. Il vicepresidente americano ha lanciato un messaggio provocatorio, definendo più preoccupante della Russia il presunto abbandono dei propri valori fondamentali da parte dell’UE. Approfittando di un Europa debole, gli Stati Uniti guidati da Donald Trump stanno cambiando completamente dottrina sull’Ucraina, avviando un negoziato diretto con la Russia di VIadimir Putin. Un nuovo ordine globale sta prendendo forma?

  46. 15

    EP.13_QVE-Il travagliato percorso della difesa europea

    Dal fallimento della Comunità Europea di Difesa nel 1954, l'idea di unire le forze armate e l'industria dei Paesi UE sotto un unico ombrello è uno dei temi ricorrenti nel dibattito europeo. Dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, e ancora di più con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la difesa europea è divenuta un imperativo. Tuttavia, la sua costituzione si scontra con un tema ricorrente della politica europea: la tensione tra sovranità nazionale e integrazione comunitaria.

  47. 14

    EP.12_QVE-Cosa accade in Svezia

    L’attacco del 4 febbraio a Örebro, con 11 morti, ha scosso profondamente la Svezia, mettendo in luce una crisi di sicurezza e sociale che da anni affligge il Paese. Le autorità parlano di una vera e propria “guerra civile” non dichiarata, con le gang criminali sempre più radicate sul territorio. Secondo i servizi segreti, almeno 62.000 persone hanno legami diretti o indiretti con queste organizzazioni. Povertà, disoccupazione e ghettizzazione aggravano la situazione, soprattutto nelle aree più vulnerabili. Cosa sta accadendo in Svezia un tempo modello di benessere e integrazione? E quali sono le cause profonde di questa escalation di violenza? Ne parliamo in questa puntata.

  48. 13

    EP.11_QVE-Le sfide della presidenza polacca del Consiglio UE

    "Sicurezza, sicurezza, sicurezza", questa è la priotità indicata dalla Polonia che dal primo gennaio al 30 giugno guiderà il Consiglio dell'Unione europea. Il premier polacco e già presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, riuscirà a spingere gli altri membri UE a rialzare la testa in un momento di tensioni geopolitiche e transizioni economiche globali?

  49. 12

    QVE - Le reazioni europee alle prime parole di Trump da presidente degli Stati Uniti

    Nel suo discorso di insediamento e nel primo intervento al Forum economico mondiale di Davos il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la sua politica "America First", sottolineando l'intenzione di dare priorità agli interessi economici e di sicurezza degli USA, compresa l'imposizione di dazi commerciali nei confronti dell'Europa. Come hanno reagito i leader UE e quali "armi" ha a sua disposizione l'Europa per contrastare il nuovo inquilino della Casa Bianca? 

  50. 11

    QVE - Il ritorno di Donald Trump e il futuro dell'Europa

    Il ritorno di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti segna un punto di svolta nelle dinamiche dei rapporti tra Washington e Bruxelles, e rischia di influenzare vari aspetti, tra cui economia, sicurezza e politica estera. Con un approccio "America First" già sperimentato nel primo mandato e un mondo geopolitico in rapida evoluzione, quali saranno le conseguenze per l'Europa?

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"Quo Vadis Europa?" è il podcast dedicato a chi vuole esplorare e comprendere il presente e il futuro dell'Unione Europea. Gli autori, Lello Stelletti e Simone Cantarini, condividono la loro passione per l'Europa attraverso analisi approfondite e conversazioni stimolanti. Ogni puntata affronta un tema chiave, raccontando l'UE, le sue istituzioni e i suoi Stati membri di fronte alle sfide di un mondo in continuo cambiamento. Mai come oggi, il mondo sembra aver bisogno di una "vera Europa".

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Lello Stelletti e Simone Cantarini

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"Quo Vadis Europa?" è il podcast dedicato a chi vuole esplorare e comprendere il presente e il futuro dell'Unione Europea. Gli autori, Lello Stelletti e Simone Cantarini, condividono la loro passione per l'Europa attraverso analisi approfondite e conversazioni stimolanti. Ogni puntata affronta un...

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