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Radio Radicale - America sociale

Conversazione settimanale con Giovannna Pajetta in collegamento da New York

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  1. 0

    America sociale. Conversazione settimanale con Giovanna Pajetta - Puntata del 4/06/2026

    Aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente e l'approvazione della Camera degli Stati Uniti di una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dall'Iran. I problemi interni del presidente: il fondo per i condannati del 6 gennaio, le celebrazioni per il 250° anniversario dell'indipendenza e una banconota celebrativa con il volto di Trump. Infine lo stato delle primarie dopo la sconfitta in Iowa del candidato sostenuto dal Tycoon e la causa dello Stato della Florida contro OpenAi, accusando ChatGpt di essere complice di un mass shooter.

  2. -1

    America sociale. Conversazione settimanale con Giovanna Pajetta - Puntata del 28/05/2026

    Malgrado venga confermato il cessate il fuoco, la notte scorsa gli Usa hanno attaccato una stazione di controllo droni in Iran e Teheran una base Usa in Kuwait. Trump ha riunito il governo ed ha dichiarato di non voler accettare 'un accordo scadente'. Il 60 per cento degli americani è scontento di questa guerra. Che non piace neanche ai 'falchi' repubblicani. Durissimo editoriale del Wall Street Journal, secondo cui l'esito di questo conflitto sarà un bailout per il regime iraniano. Al Senato repubblicani recalcitranti di fronte alle richieste di Trump di finanziamento della ballroom. E scontenti della sua proposta di legge per varare un'amnistia a favore di coloro che hanno fatto causa al Dipartimento di Giustizia che, nell'era Biden, li avrebbe perseguitati. Trump vorrebbe che fosse garantita loro l'amnistia ed un risarcimento, finanziato con un fondo pubblico. Scontento dei repubblicani del Texas per l'endorsement di Trump a Ken Paxton, procuratore generale vincitore delle primarie per un seggio al Senato contro John Cornyn. Paxton, che Trump definisce 'un vero guerriero Maga', è accusato di abuso d'ufficio e frode. I repubblicani temono che Paxton perda la sfida con il dem James Talarico a novembre. Attese a giugno le sentenze della Corte Suprema: sullo ius soli, che Trump ha cancellato con un executive order e che garantiva la cittadinanza americana a chiunque fosse nato su suolo Usa, anche se nato da genitori immigrati in situazione illegale. Anche i giudici conservatori della Corte, nel corso delle audizioni che si sono tenute in aprile, sono apparsi perplessi. Si attendono anche decisioni della Corte sulle cause intentate contro la decisione di Trump di licenziare Rebecca Kelly Slaughter dalla Federal Trade Commission e la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook. La scorsa settimana la Corte ha bocciato la decisione dell'Alabama di condannare a morte l'autore di un omicidio considerato un disabile intellettuale. E giudici nominati da Trump come Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett hanno votato insieme ai liberal.

  3. -2

    America sociale. Conversazione settimanale con Giovanna Pajetta - Puntata del 7/05/2026

    La visita del Segretario di Stato Usa Marco Rubio in Italia. L'incontro con Leone XIV e con il Governo italiano dopo i ripetuti attacchi di Trump, che ha accusato il Papa di esser favorevole ad un Iran dotato di bmba nucleare. Una visita per ricucire i rapporti. La guerra in Iran: messaggi contrastanti e contraddittori sul conflitto che Trump e Rubio hanno proclamato finito. La missione 'Project Freedom' per sbloccare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz è stata sospesa dopo un giorno. Forse la prossima settimana riprenderanno ad Islamabad i negoziati. Sul versante della politica interna, si avvicinano le elezioni di Midterm, previste per il 3 novembre. Dopo l'ultimo tentativo di attentato, al ricevimento dei corrispondenti della Casa Bianca, si ipotizza l'assenza di Trump per ragioni di sicurezza durante la campagna elettorale. Ma una settimana dopo quell'attentato, il Presidente ha tenuto un rally in Florida scherzando sull'opportunità di indossare un giubotto anti-proiettile (che ha rifiutato). Intanto è iniziato il percorso delle primarie, con un Gop in allarme per i sondaggi che danno in verticoso calo la popolarità del Presidente Usa. Al momento alcuni risultati delle primarie hanno dimostrato che Trump ha un controllo totale del Gop: è il caso dell'Indiana, dove è riuscito nell'obiettivo di far bocciare 5 su 7 senatori che si erano opposti alla ridefinizione dei collegi elettorali da lui sponsorizzata. In Ohio un'altra vittoria di un candidato con endorsement trumpiano: Vivek Ramaswami ha vinto la sfida delle primarie per la carica di governatore. Una vera resa dei conti nel Gop arriverà in occasione delle primarie del Kentucky, il 19 maggo: qui si candida il senatore Thomas Massie, che si è contrapposto a Trump in più occasioni (dall'attacco al Venezuela al Big Beautiful Bill, passando per la richiesta di pubblicazione integrale degli Epstein Files). La Corte Suprema ha ripristinato temporaneamente la possibilità di acquistare la pillola abortiva per posta. La corte federale della Lousiana l'aveva proibito.

  4. -3

    America sociale. Conversazione settimanale con Giovanna Pajetta - Puntata del 30/04/2026

    Stallo sul fronte della guerra all'Iran. Putin si propone come mediatore nel corso di una lunga telefonata con Trump. Due presidenti in difficoltà: il primo per i dati negativi dell'economia russa, il secondo per il calo di popolarità. Il 63 per cento degli americani disapprova l'operato di Trump. Il 55 per cento si dichiara contrario alla guerra in Iran. E' cambiata anche l'opinione degli americani sullo storico rapporto con Israele: il 41 per cento si esprime contro, tra gli elettori dem si sale al 65 per cento. I repubblicani sostengono la guerra per il 70 per cento. Ma anche in questo campo, rispetto a due anni fa, c'è stato un calo (era a sostegno di Israele l'80 per cento). Un riflesso di questo trend si è registrato anche nelle aule parlamentari: per la quarta volta il senatore Bernie Sanders ha presentato una risoluzione per porre fine all'invio di armi ad Israele. Un anno fa era stata sostenuta solo da 14 senatori dem, questa volta sono stati 40. La visita di re Carlo d'Inghilterra negli Usa. Un viaggio all'indomani delle tensioni con il premier britannico Starmer, più volte criticato da Trump per il mancato appoggio alla guerra in Iran. Il discorso al Congresso: Re Carlo applaudito quando ricorda l'importanza della Magna Carta per l'equilibrio dei poteri. Il sovrano ha ricordato che l'articolo 5 della Nato è stato attivato per la prima volta a sostegno degli Usa colpiti l'11 settembre; ha rivendicato la forza della British Navy che Trump aveva deriso; è tornato a riaffermare l'importanza delle battaglie per la salvaguardia della natura; ha lodato il coraggio degli ucraini sottolineando che hanno diritto ad una pace giusta e duratura. Terzo attentato a Trump: l'autore è il trentunenne californiano Cole Allen. Poche tracce sulle sue posizioni politiche se non un versamento di 25 dollari a sostegno della campagna di Kamala Harris. Laureato in ingegneria informatica, ben inserito nel mondo del lavoro. Un profilo per certi versi assimilabile a quello di Mangione, l'assassino di un Ceo della compagnia di assicurazione UnitedHealthcare. Gli studi e i dati sull'aumento della violenza politica negli Usa messi a punto dal Center for Strategic and International Studies: un tempo appannaggio soprattutto della destra suprematista e poi Maga, ora si sta spostando nel campo della sinistra. Nel 2025, per la prima volta, gli attentati e gli atti di violenza sono stati più numerosi tra i simpatizzanti della sinistra. Tra le azioni violente vanno conteggiate anche quelle rivolte agli agenti e ai centri dell'Ice.

  5. -4

    America sociale. Conversazione settimanale con Giovanna Pajetta - Puntata del 23/04/2026

    Esteso il cessate il fuoco nella guerra all'Iran. Lo Stretto di Hormuz resta bloccato e i pasdaran sequestrano due navi commerciali. Non è ancora sicura la ripresa dei negoziati a Islamabad. Ma gli Usa non sembrano andare verso una nuova escalation, malgrado le minacce di Trump. Secondo un retroscena del Wall Street Journal il presidente sarebbe stato tenuto ai margini durante l'operazione di recupero del pilota americano che era dato per disperso in Iran. Le redini della Casa Bianca sarebbero ormai nelle mani del vicepresidente Vance e della capo di gabinetto Susie Wiles. Anche una parte del mondo Maga non condivide la guerra di Trump all'Iran. Tentativi di ricucire i rapporti invitando alla Casa Bianca tanto il commentatore Joe Rogan che gli esponenti del mondo Maha (Make America Healthy Again) che i cristiani evangelici (scioccati dalle immagini IA di un Trump nelle vesti di Gesù). L'Amministrazione Trump sta forse reagendo allo scontento diffuso con un 'repulisti': dopo Kristi Noem e Pam Bondi, è toccato alla segretaria al Lavoro Lori Michelle Chavez-DeRemer, che ha rassegnato le dimissioni. Nella bufera anche il capo dell'Fbi Kash Patel, descritto da The Atlantic come un alcolizzato. Trump deve preoccuparsi ora sulle elezioni di Midterm. In Virginia approvato il referendum che ridisegna i collegi elettorali: ne beneficeranno i Democratici e i Repubblicani temono di perdere il controllo della Camera. I sondaggi sono unanimi nel raccontare come i suoi indici di gradimento siano scesi pericolosamente. Si volta pagina anche sull'immigrazione? Dopo il siluramento di Kristi Noem, il nuovo segretario alla Sicurezza Interna, in una intervista alla Fox news, descrive gli Usa come una Nazione di immigrati. I raid dell'Ice si sono diradati ed è stata bandita l'espressione 'deportazioni di massa'. Secondo alcuni sondaggi il 51 per cento degli americani considera l'Ice troppo aggressiva. Condivide questo giudizio anche il 25 per cento degli elettori di Trump. Le feroci 200 proposte di legge contro l'immigrazione sponsorizzate dai repubblicani negli Stati da loro controllati non hanno fatto passi avanti e in molti casi si sono arenate. Contro queste proposte si sono espresse tanto le chiese cristiane che le aziende. La paura degli arresti Ice spinge immigrati residenti negli Usa da molti anni a non recarsi al lavoro. Intanto la Camera ha approvato una legge che garantirà permessi di soggiorno per tre anni agli immigrati haitiani, che furono oggetto di pesanti denigrazioni dell'amministrazione Trump. Approvata anche una legge bipartisan per una minisanatoria sull'immigrazione.

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