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Carpe
Lasciando il centro abitato di Toirano, lungo la strada provinciale per Bardineto, si arriva nella frazione Carpe. È un insediamento sorto in epoca medievale in prossimità della Chiesa di San Bernardo, che è stata per secoli il punto di riferimento della comunità.Politicamente, la storia di Carpe è stata burrascosa. Fu in origine un feudo dei marchesi Del Carretto di Balestrino e poi un feudo imperiale. Nel 1735 passò al Regno di Sardegna, attraversò poi la fase napoleonica tra Repubblica Ligure e Impero francese, per rientrare nel Regno di Sardegna nel 1815, fino all’unificazione del Regno d’Italia nel 1861 come Comune autonomo. Divenne frazione del Comune di Toirano solo nel 1905.Ma Carpe porta anche i segni della Seconda Guerra Mondiale. Il paesino visse infatti momenti di grande paura quando, nel 6 febbraio 1945, i soldati tedeschi effettuarono un rastrellamento che mise in allarme l’intera comunità.In quelle ore difficili, gli abitanti si affidarono alla preghiera, rivolgendosi alla Madonna. Anche grazie all’intervento dell’allora maestra Agnese Garassini la popolazione venne risparmiata. Quel giorno è rimasto impresso nella memoria collettiva: ogni anno, il 6 febbraio, la ricorrenza viene commemorata con una messa e una processione.Da Carpe, guardando verso Est, in direzione del mare è ben visibile il Monte San Pietro, con la sua antica abbazia. Il 1° maggio il Monte è meta di molti abitanti di Toirano, che lo raggiungono per trascorrere la tradizionale festa di San Pietro ai Monti.Se vi sentite in vena di trekking, potete raggiungere la cima al monte camminando lungo due percorsi: il primo è il sentiero storico che parte dalla borgata Dari; il secondo percorso è la strada sterrata che inizia dal Giogo di Toirano. In entrambi i casi, da lassù vi aspetta un panorama incredibile: la vista abbraccia la costa ligure e, nelle giornate più limpide, lo sguardo può spingersi fino alla Corsica.
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Santuario Rupestre di Santa Lucia
Vi invitiamo adesso a visitare un luogo di culto singolare: il santuario rupestre di Santa Lucia, o Grotta di Santa Lucia Superiore, ricavata in un’ampia grotta, lungo un versante del Monte S. Pietro.Il Santuario fu riconosciuto ufficialmente da papa Leone X nel 1519, ma sappiamo che era già da secoli la meta di pellegrini e viandanti. Infatti, in questo luogo i fedeli venivano a raccogliere dal pozzo un’acqua benedetta, le cui proprietà erano ritenute curative. L’aspetto con cui Santa Lucia Superiore vi accoglie non è diverso da quello che potevano ammirare i pellegrini nel ‘500.Ancora oggi, si accede al santuario dall’ampia scalinata preceduta dalla piazza pensile ombreggiata da due cipressi. La chiesa è stata ricavata nella grande grotta ed abbellita da elementi architettonici Sei - Settecenteschi. Nella prima parte, si trova la casa dell’eremita, con il campanile barocco. L'eremita era una figura ascetica che abitava qui in solitudine, svolgendo sia il ruolo di guida spirituale che di sorvegliante del santuario. L'altare sopraelevato è protetto da una inferriata seicentesca. Su di esso, potrete osservare una statua di Santa Lucia in marmo, dello scultore Taddeo Carlone, artista di scuola genovese.Proprio sotto l’altare, dove si interrompe la pavimentazione selciata, iniziano due corridoi: seguendoli, vi condurranno all’accesso della grotta in cui si trova il pozzo con l’acqua dalle proprietà taumaturgiche. Come la grotta sotterranea di Santa Lucia Inferiore, anche la grotta che ospita il santuario di Santa Lucia Superiore, durante la Seconda Guerra Mondiale, divenne un rifugio dai bombardamenti. In quel contesto tragico, all’interno del santuario, nacquero due bambini, ai quali venne dato proprio il nome di Lucio e Lucia.
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Le Grotte di Toirano
Cinque persone e un grosso cane da 40kg esplorano il complesso delle grotte di Toirano: sono 2 adulti e 3 bambini, di cui uno di circa 3 anni di età. Camminano in fila indiana e lasciano centinaia di orme di piedi, mani e ginocchia. 14.400 anni dopo, le loro tracce ci hanno consegnato una delle più importanti testimonianze sulla storia dell’Homo sapiens in Europa.Le tracce sono concentrate nella grotta della Bàsura - strega, in ligure -, una delle due grotte visitabili del complesso di Toirano, che conta in tutto quattro cavità.La scoperta della grotta e delle tracce della famiglia preistorica risale agli anni ‘50 del ‘900.Le tracce del cane sono un tesoro nel tesoro: rappresentano la prova più antica della sua domesticazione come animale da compagnia già nel Paleolitico!Nella sala più profonda della stessa caverna, ci sono altri resti di enorme interesse paleontologico: un accumulo di ossa di orso delle caverne, databili tra i 50000 e i 28000 anni fa. Evidentemente, questo ambiente era preferito dagli animali per il lungo letargo invernale.Un tunnel artificiale collega la grotta della Bàsura alla grotta di Santa Lucia Inferiore, anch’essa visitabile. Il tunnel vi permette di seguire un percorso a senso unico di circa 1km. Nella grotta di Santa Lucia, è la natura a stupirvi: le pareti sono ricoperte di accumuli calcarei che sembrano coralli bianchissimi, su cui brillano delicati cristalli di aragonite, mentre la stalattite più grande di tutto il percorso forma una colonna di otto metri di altezza.Ma questa grotta servì anche da rifugio per le famiglie di Toirano durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale: le famiglie si nascondevano nell’ultimo ambiente, il Tanone, dove oggi si svolgono laboratori didattici e concerti estivi.Per scoprire altri segreti, che ne dite di visitare anche il Museo Preistorico della Val Varatella, adiacente al sito?
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Contrada Barescione
Una risorsa, più di qualsiasi altra, ha favorito per secoli la prosperità delle comunità di tutto il mondo: la presenza di corsi di acqua dolce.A Toirano, il faticoso lavoro agricolo tradizionalmente svolto dagli abitanti è stato favorito dal torrente Varatella e dal suo affluente, il Barescione. Quest’ultimo ha permesso gradualmente nei secoli lo sviluppo della contrada che ne porta il nome, sorta già nel 1500 vicino alle terre coltivate - e che oggi si sviluppa intorno a via Cavour. Ulivi, viti, frutteti, orti e piccoli giardini di agrumi si alternavano alle abitazioni, realizzate in pietra e calce, addossate l’una all’altra e strutturate verticalmente. L’immutato aspetto di Barescione offre ancor oggi uno scorcio prezioso dell’antica civiltà rurale del ponente ligure. La Contrada è ancora caratterizzata dal suo suggestivo vicolo o caruggiu, movimentato da portali rifiniti in ardesia, archi di mattoni e pietra, selciati realizzati con ciottoli eseguiti nel XVIII e XIX secolo. La via si apre nella singolare piazzetta di S. Rocco, in passato cuore della contrada. Durante le serate estive la popolazione del luogo si intratteneva sedendosi sulla panca in muratura e sulle lastre di pietra che corrono lungo il muro. Vedete sullo sfondo l’oratorio dei Santi Pietro e Rocco, eretto al principio del Seicento, con le sue linee semplici, le effigi dei santi dipinti sulla facciata e il campaniletto a vela. A rendere pittoresca la piazza, è la meridiana affrescata, che un tempo rappresentava l’unico orologio pubblico della borgata. Seguendo il “caruggio” giungete sotto il portico della Ruggia la fontana della contrada. Là, potrete sentire il fragore dell’acqua raccolta nella vasca rettangolare. Sin dal ‘500 le persone e gli animali di ritorno dai campi trovavano qui un punto di ristoro, prima di raggiungere le cantine e le stalle per il meritato riposo.
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La Certosa
La storia di Toirano è legata a doppio filo a quella degli ordini religiosi che, sin dall’alto medioevo, si sono insediati nella zona. I primi furono i monaci benedettini, che fondarono l’Abbazia su Monte San Pietro nel IX secolo. Nel XIII, però, furono allontanati dal Vescovo di Albenga, che trasferì i beni e le proprietà all’ordine dei Certosini. Questa tappa del percorso vi accompagna a scoprire proprio i resti dell’antica Certosa.La raggiungiamo da Via Alessandro Provaggi, che potete imboccare da via Braida, subito dopo la chiesa della Madonna del Rosario. Proseguendo si arriva in via Certosa che porta alla caratteristica zona dei Mulini o - in dialetto - Murìn, dove sorgevano gli opifici dei monaci, divenuti in seguito fabbriche di carta, poi frantoi e infine, appunto, mulini.Godetevi la passeggiata, che prosegue sul ponte settecentesco sul torrente Varatella, adiacente all’antico lavatoio pubblico. Sostando un po’, dal ponte, potete godere di una piacevole vista sugli edifici costruiti dai monaci certosini.Il cammino prosegue per la bella mulattiera selciata, che conduce fino ai ruderi monumentali della chiesa certosina di San Pietro in Vincoli, con il campanile eretto nel 1564. L’intera area era destinata alla clausura e venne edificata a partire dal 1495. Era formata da un complesso architettonico che comprendeva la chiesa, il chiostro, le abitazioni dei monaci e la casa del Priore. Oggi il complesso non è visitabile e nell’area ci sono case private. Per capire cosa sia successo alla Certosa, dobbiamo fare un salto indietro nella storia della liguria e arrivare al 1798, quando venne istituita la Repubblica Ligure.Il nuovo governo ordinò la soppressione e la chiusura del convento, i cui beni furono sottratti. La demolizione degli edifici avvenne poi nel 1810. Una sorte, questa, che non è toccata solo alla Certosa di Toirano ma a molti edifici religiosi della Regione.
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Contrada Braida
Procediamo lungo via Braida verso l’omonima contrada, che si è sviluppata tra il XIV e il XV secoloA metà della salita, sulla destra, possiamo trovare la Chiesa della Madonna del Rosario. Già nel 1481 nella Braida si insediarono i padri predicatori dell’ordine di San Domenico, che fondarono il vicariato di Nostra Signora delle Grazie, erigendo anche la chiesa, che nel Seicento prenderà l’aspetto che conserva ancora oggi.L’interno della Chiesa è spoglio e rigoroso, ma accoglie due pregevoli opere d’arte; la statua processionale della Madonna del Rosario dello scultore genovese Anton Maria Maragliano e il dipinto della Vergine delle Grazie, opera del noto pittore genovese Orazio De Ferrari, degli anni Quaranta del XVII secolo. Come vedete, la storia della Contrada Braida è antica, ma la sua pagina più oscura è stata scritta secoli dopo la sua fondazione, durante la Seconda Guerra mondiale.Il 12 Agosto 1944, Toirano subì un bombardamento aereo da parte degli anglo-americani, che portò alla morte di 44 civili e alla distruzione della maggior parte degli edifici della contrada.Per ricordare l’evento drammatico, nel 1969 la Municipalità ha voluto erigere un monumento a suffragio. Oggi potete visitare questo monumento dedicato alle vittime di tutte le guerre, e il particolare ai 44 caduti del Bombardamento di Toirano, presso il vicino Parco Rosciano, che si trova alle spalle del Municipio. Il progetto fu affidato allo scultore toscano Agenore Fabbri, rinomato artista, conosciuto e affermato nella zona di Albisola e Savona, che riuscì a trasferire alle figure di bronzo il dramma e lo strazio patiti dai toiranesi in quel triste momento. Pur facendo memoria di quegli eventi tragici, il Parco oggi è un punto di ritrovo nel paese, dove i bambini e le loro famiglie si ritrovano per giocare e trascorrere del tempo all’aria aperta.
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Rione Toracco
Poco prima dell’Oratorio potete notare un “caruggio” porticato, da qui si entra nel rione Toracco, il più antico del Borgo! I Torracchi erano case monofamiliari, di forma torreggiante, sorte anche per proteggere il borgo. Del resto in tutto il rione potete ancora notare le massicce fondamenta di pietra degli edifici difensivi, spesso costruiti senza una pianificazione regolare.La via conduce alla porta delle Giaire, del 1200, rivolta verso l’imponente ponte sul torrente Varatella. Il ponte era una via di passaggio essenziale verso la zona più fertile della valle, dove si trovavano vigne, orti e piantagioni di canapa.Via Torracco diventa poi Via Baccio Emanuele Maineri. È intitolata a uno scrittore e patriota di Toirano nato in questa strada, di cui alcuni cimeli sono esposti nel Museo Etnografico di Palazzo D’Aste.Dopo aver visitato il Toracco, potete tornare su Via Parodi per raggiungere Piazza della Libertà o Piazza San Martino.
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Via Parodi
Lasciata la piazza della Chiesa di San Martino, incamminatevi verso via Parodi, il caruggio principale del Borgo, dove, insieme a via Maineri, incontrerete gli edifici storici più antichi di Toirano, spesso adornati con elementi di ardesia, una pietra nera tipica del Ponente Ligure.Già all’imbocco della via, sulla sinistra, trovate casa Durante, riconoscibile dalla sua facciata di pietre squadrate, risalente al 1200 - 1300. Ma l’edificio più rappresentativo del caruggio è probabilmente la loggia del Paraggiu, antica residenza dei vescovi d’Albenga, retta da massicce colonne, sui cui capitelli sono scolpiti gli scudi araldici. La via porticata accanto conduce all’ingresso rinascimentale del Palazzo, arricchito dall’architrave in ardesia, realizzato nel 1503, con con l’effigie di S. Michele, patrono della diocesi. Via Parodi conduce infine su piazza Libertà, dove si trova la grande facciata dell’antico palazzo D’Aste, un’ala del quale è sede del Museo Etnografico della Val Varatella - il cui accesso si trova su via Polla. Se siete curiosi di scoprire di più sulla storia di Toirano, lì potrete trovare una collezione di antichi strumenti, abiti e cimeli che ricostruiscono la vita toiranese nei secoli passati.Da piazza della Libertà, continuando a camminare lungo Via Parodi incontrerete l’Oratorio Barocco del Transito di San Giuseppe, sormontato da una bellissima cupola di ardesia.
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Dalla Portassa a Piazza San Martino
Dove ora campeggia questa colonna in pietra di Finale Ligure, un tempo sorgeva la Porta principale d’accesso al borgo, la Portassa, demolita negli anni ’50 dopo che venne danneggiata dai bombardamenti del 1944.Ogni mattina, la Porta veniva aperta attorno alle 7. Da qui accedevano al borgo i carri provenienti dai campi e dalla costa, magari carichi di prodotti degli orti e delle coltivazioni, sacchi di olive, merci varie. A sera, dopo i rintocchi delle campane dell’Ave Maria, veniva richiusa. Un ritmo lento, ripetuto, che ha scandito per secoli la vita e le abitudini degli abitanti del borgo. Un'usanza portata avanti fino al 1700.Proseguite poco oltre e giungete nella piazzetta Don Giacomo Roba, che potete riconoscere alla vostra destra dal portico a tre arcate della loggia dell’Oratorio dei Disciplinanti, dedicato a Nostra Signora Assunta e a San Sebastiano martire.Sopra l’edificio, si erge l’unica torre medievale giunta fino ai nostri giorni, con il suo stile gotico e i merli ghibellini.Alcuni indizi ci fanno immaginare la vita passata nel borgo: ad esempio, la barra in ferro visibile lungo il muro laterale della chiesa, che veniva impiegata per misurare panni e cordami durante i mercati nel Seicento. La meridiana dipinta, in alto sopra la linea di misura, risale invece al 1834. Proseguiamo e avviciniamoci ora alla piazza - sagrato di San Martino, con la sua serie di portici medievali e le panche di ardesia e pietra locale.La Chiesa fu costruita alla fine del XVI secolo. La sua facciata semplice è stata arricchita nel 1894 dall’affresco di Gerolamo Graffigna, che raffigura il Santo a cavallo, nell’atto caritatevole di tagliare il suo mantello per coprire il povero.Contrariamente all’aspetto semplice esteriore, internamente presenta un ricco stile barocco, con un impianto a tre navate dai soffitti completamente affrescati e sostenute da colonne di pietra sormontate dai capitelli corinzi. Entrate per scoprirne gli elementi di pregio, come gli intarsi, la serie di altari risalenti al 1600 - 1700, il pulpito di marmo del 1755 e il dipinto polittico cinquecentesco della Madonna del Rosario.
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Il Borgo Medievale Di Toirano
Il Ponente Ligure è sempre stato una via di passaggio tra l’Europa, l’Italia e il porto di Genova.Toirano è proprio uno dei primi borghi abitati della zona: benvenuti! Con questa audioguida, vi accompagneremo lungo un percorso a tappe, per scoprire il borgo e la sua storia, ma anche le famose grotte di Toirano, all’interno delle quali, nel Paleolitico, un’intera famiglia e il loro cagnolone preistorico hanno lasciato impronte indelebili. Ma prima, una piccola presentazione!Il borgo si trova in una posizione chiave, al centro della valle dove confluiscono i torrenti Varatella e Barescione, a soli 3km dal mare. Qui passava la via del Sale, un crocevia per le popolazioni della Riviera e del basso Piemonte. Toirano probabilmente nacque come fortificazione bizantina. Di certo, sappiamo che già nel IX secolo faceva parte del monastero Benedettino di San Pietro in Varatella, mentre le prime attestazioni scritte dell’esistenza del “Comune di Toirano”, cioè di un'entità politica autonoma, risalgono al XIII-XIV secolo.Proprio in quei secoli, e precisamente nel 1315, i Benedettini vennero allontanati dall’abbazia e sostituiti dai monaci Certosini, per volontà del vescovo di Albenga. Furono questi ultimi, sul finire del XV secolo, a costruire la Certosa a fondovalle - una tappa del nostro tour.Passeggiando, vi accorgete che Toirano conserva ancora la conformazione del borgo medievale, che in passato era cinto da mura. Al tempo, cinque porte garantivano l’accesso al suo interno. Oggi ne restano 3, tra cui la “porta delle Giaire”, ben conservata, che guarda verso il ponte omonimo a tre arcate, sul torrente Varatella.Durante la camminata incontrerete anche delle tipiche costruzioni medievali, spontanee e irregolari, in pietra e calce: è l’antichissimo quartiere Toracco, dove sorgevano edifici difensivi fortificati.In epoca medievale il borgo infatti presentava diverse torri gentilizie, cioè case fortificate di proprietà delle famiglie più prestigiose. La bella torre gotica che vedremo in piazza San Martino, divenuta campanile della chiesa parrocchiale, è l’unica superstite giunta ai nostri giorni. Incamminiamoci insieme all’interno del Borgo, alla scoperta dei dettagli della sua architettura e della sua storia.
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