PODCAST · true crime
Verità imperfette
by Il Mattino
Vivono tra noi, li puoi trovare al bar o allo stadio, in pizzeria o sul lungomare. Sono assassini impuniti, gente che l’ha fatta franca, vivono con uno o più delitti sulla coscienza e hanno una certezza: sanno che non avranno alcun castigo. Sono i demoni napoletani, protagonisti di Verità imperfette, il podcast di Leandro Del Gaudio. C’è un filo rosso che lega storie diverse, avvenute in epoche e luoghi differenti: le verità scritte dalla cronaca o da sentenze di Tribunale sono qualcosa di incompiuto, di irrisolto, perché lasciano sullo sfondo moventi e responsabilità che nessuno ha messo a fuoco.
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Il mistero del Luca Giordano rubato
La Procura di Napoli torna ad indagare sul furto di un quadro di Luca Giordano, avvenuto a gennaio del 2011. Era esposto nella stanza del sindaco, al secondo piano di Palazzo San Giacomo, qualcuno riuscì a compiere il furto e a piazzare una copia al posto dell'originale. Tanti anni dopo, indagini su una gang specializzata, rappresentata da un esperto (il "professore"), da un gancio (conosciuto come "assessore") e da una rete di ricettatori.
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L'omicidio del poliziotto e il mistero dell'uomo elegante
Ha completamente mutato stile di vita. Si è allontanato dal crimine, ha iniziato a lavorare e ha anche svolto attività di volontariato. In una espressione: è un uomo nuovo, cambiato, che ha scontato alcuni anni di cella (per altre rapine e altri fatti di natura penale) e che ha lasciato alle spalle un mondo fatto di violenza e sopraffazione. Sono queste le motivazioni che hanno spinto i giudici della decima sezione del Tribunale di Napoli a rimettere in libertà Salvatore Allard, oggi 59enne, presunto assassino del sovrintendente della Polizia di Stato Domenico Attianese, che - libero dal servizio - intervenne in una gioielleria per sventare una rapina.
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Il giallo di Caterina Ausilio, scomparsa senza un perché
Si è allontanata di casa nel 2022, da allora risulta una delle tante persone sparite in Italia su cui sono in corso le indagini. Poi, a giugno del 2023, la famiglia della donna scomparsa si accorge di un retroscena: la donna sparita nel nulla avrebbe svenduto per pochi euro a giugno del 2023 la propria casa romana, a due passi dal Vaticano. È il giallo di Caterina Ausilio, su cui indaga la Procura di Milano: già perché il contratto di compravendita sarebbe stato stipulato in uno studio di un noto notaio milanese.
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Il giallo di Gilda, napoletana morta a Parigi
Gilda Ammendola viene trovata morta in un carcere parigino a gennaio del 2023, dove sta scontando una condanna per traffico internazionale di droga. La Procura di Parigi archivia subito: si tratta di un suicidio. Non ci stanno i parenti della 32enne di origine vesuviana, che ottengono l'apertura di una inchiesta a Roma, mentre a Napoli emerge il giro di affari legato al traffico di eroina dal Sudafrica. Resta una domanda: a chi conveniva la morte di Gilda.
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Il giallo dell'ultimo grande latitante di camorra
Renato Cinquegranella è morto. È l’ultima pista investigativa che riguarda un anziano killer della camorra che, all’inizio degli anni Ottanta, ospitò e accudì gli assassini dell’ex capo della mobile Antonio Ammaturo e l’agente scelto Pasquale Paola. A distanza di 41 anni dall’agguato di piazza Nicola Amore (era il 15 luglio del 1982), si diffonde la voce di un possibile decesso di Cinquegranella, formalmente da venti anni latitante e ricercato dalle polizie di mezzo mondo. Resta una domanda sullo sfondo: si tratta di un decesso vero o di un trucco del killer amico delle Br per eludere le indagini?
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Il giallo del pizzaiolo morto suicida a Napoli
Sparito nella notte napoletana, ritrovato morto in un palazzo di via Duomo, edificio storico, monumentale nel quale non aveva alcun contatto. La polizia non crede al suicidio, la Procura indaga, è il giallo della morte di Eduardo Granato, pizzaiolo morto lo scorso gennaio a 28 anni in circostanze sospette. Si parte da una ipotesi: qualcuno o qualcosa ha attirato Eduardo in quell'edificio; qualcuno gli ha spalancato il portone di ingresso. Chi sa qualcosa - dicono gli inquirenti - è libero e impunito.
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Dolly Peach e il corpo carbonizzato di Vincenzo
La corsa disperata verso l’auto in fiamme, quella in cui è stato ucciso Vincenzo Casillo, il suo uomo, poi la ricerca di una vita normale, al riparo da camorra, agguati e trame oscure. Eccola Giovanna Matarazzo, ballerina nei night della capitale, conosciuta come dolly peach. Sta per lasciare Caserta, ha accettato di vivere a Milano sotto falso nome, lei custode di tanti segreti, quando entra nell’auto di alcuni amici del convivente ucciso. Ha raccontato tutto al magistrato Alemi, quello che indaga sulla trattativa per la liberazione di Cirillo, spera in una vita normale. I suoi ultimi giorni di vita ricostruiti nel podcast di Leandro Del Gaudio, letti e interpretati da Maria Chiara Aulisio.
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Quarant'anni fa l'arresto di Enzo Tortora
Pentiti paranoici a caccia di benefici carcerari, disponibili a sostenersi reciprocamente, un’inchiesta priva di riscontri, ma ancorata ad alcuni colpi ad effetto: come la storia di una paginetta di agendina telefonica nella quale spiccava il nome del presentatore più famoso in Italia; il riferimento ad alcuni centrini fatti da un detenuto per camorra, scambiati per parole in codice per celare traffici di droga; ma anche la strana testimonianza di una coppia di coniugi, pronti a vendere il finto scoop di uno scambio di cocaina e soldi in uno studio televisivo milanese. Sono questi gli ingredienti dell’inchiesta napoletana culminata il 17 giugno di 40 anni fa nell’arresto di Enzo Tortora, giornalista e presentatore al top della sua fama, che - ogni venerdì sera - inchiodava 26 milioni di italiani alla tv con il suo Portobello.
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Luigi Tommasino, omicidio senza movente e mandante
La tessera in tasca del Pd, la conversione all’Islam, la tesi di laurea - in cella - sull’omicidio consumato quando aveva appena 19 anni. È questo il profilo di uno dei killer di Luigi Tommasino, consigliere comunale del Pd ammazzato a febbraio del 2009 nella sua castellammare di Stabia. Su questo delitto mancano due cose, dopo la condanna dei quattro esecutori materiali: il movente e il mandante (che è a piede libero e impunito).
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21
L'omicidio di Casillo e le due verità opposte
Un omicidio illustre, due verità opposte. È l'ultimo cold case napoletano.
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La faida della minigonna e l'omicidio di Modestino
Ne mancava uno solo, come una sorta di highlander della camorra. E fu ucciso il due settembre del 2006, a distanza di nove anni da un episodio conosciuto come la faida della minigonna. Modestino Bosco venne ucciso il due settembre del 2006, in circostanze rimaste sulle prime misteriose. Poi, nel corso del tempo, si è scoperto un retroscena choc: Modestino Bosco era stato inserito in una lista di morte, dopo l'omicidio del Principino, nipote di Gennaro Licciardi, colpito a morte nel 1997, al termine di un litigio nato per motivi di gelosia. Una faida scoppiata per uno sguardo di troppo in discoteca: uno sguardo rivolto a una bella ragazza in discoteca.
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Il suicidio dell’ex killer del clan Mariano
Lo hanno trovato appeso al soffitto. Impiccato, un probabile suicidio. Anno 2006, in un appartamento anonimo di Firenze, l’ex killer del clan Mariano si sarebbe ammazzato in preda alla solitudine che aveva segnato gli ultimi anni di vita. Pasquale Frajese, detto Linuccio e Secondigliano, prima di morire, ha rivisto i momenti clou della sua vita da killer: la strage del Molosiglio; il delitto del by night San Francisco e l’agguato che costò la vita dell’agente D’Addario, che sacrificò se stesso per salvare la figlia durante un conflitto a fuoco nella terribile Pasqua napoletana del 1991. Una galleria di mostruosità, una sola convinzione: «Ho pagato solo io, che fine hanno fatto i killer che ho accusato?»
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Il giallo dell'avvocato napoletano ucciso nel suo studio
Chi è il complice dell'assassino Antonio Metafora? Chi ha accompagnato il genero del boss Licciardi nello studio dello stimato professionista napoletano? Due pentiti e una intercettazione riaprono il caso, dopo la condanna di Salvatore Altieri: c'è un nome agli atti, che riguarda un narcos tuttora a piede libero, sospeso tra le due Napoli: quella dei talenti e delle professioni e quella nera, delle coperture e dei vuoti investigativi, capaci di coprire anche un killer a piede libero
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Il sorriso di Norina e la strana latitanza del boss
Norina Matuozzo di uccisa quattro anni fa a casa dei genitori. Colpita a morte per la sua scelta di libertà e autonomia, per aver detto no a un matrimonio fatto di violenza e minacce. La sua scelta di libertà coincide con la più importante cattura di un boss della camorra a Napoli, che pose fine alla “strana” latitanza di Marco Di Lauro, dopo 14 anni di ricerche. Norina e Marco, due destini che si incrociano in uno scenario segnato da tanti atti mancati.
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Le Torri gemelle e il contatto tra camorristi e terroristi
Mancano pochi giorni a un evento che sconvolgerà il mondo. E qui a Marano, in una masseria riconducibile a un boss della camorra, sanno tutto prima del tempo. Sanno che uno dei loro ospiti - un magrebino ricercato in un’inchiesta per traffico di droga - è pronto “ad andare sugli aerei”. Una storia raccontata dal pentito Biagio Di Lanno, a proposito del soggiorno - da clandestino - di uno dei terroristi di Al Qaida che entrò in azione nell’attentato alle Torri gemelle, l’undici settembre del 2001. A distanza di anni dall’attentato di Manhattan, si scoprono contatti tra camorristi e terroristi.
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Delitto del medico manager, la pista politica dietro l’omicidio
Fu ucciso nel 1991, un anno prima che a Milano scoppiasse tangentopoli. E dietro il suo agguato, c’erano già i torbidi che sarebbero stati svelati dalle inchieste di mani pulite, a proposito dei rapporti tra imprenditori e politici, clan e mazzette. Parliamo dell’omicidio del re delle cliniche private Pasquale Crispino, massacrato a Miano nel lontano 1991. Un delitto per molti versi irrisolto, come hanno spiegato due pentiti di camorra.
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Il capolavoro rubato, l’esperto d’arte e il magnate svizzero
Hanno atteso il lockdown, quello più duro imposto dalla pandemia all’inizio del 2020, per entrare in azione. E hanno rubato un’opera del Cinquecento, il Salvator mundi, un dipinto di scuola leonardesca la cui valutazione si aggira intorno ai 500 milioni di dollari. L’opera è stata rubata dalla sala più prestigiosa della basilica di San Domenico Maggiore ed è stata poi ritrovata grazie al lavoro della Mobile e dei carabinieri del Ros. Sei persone - i presunti ladri - sono stati arrestati, ma il caso non è chiuso del tutto. In questa vicenda, resta da capire il ruolo di un misterioso esperto di arte e di un intermediario svizzero.
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Il femminicidio dimenticato
È durata poco la vita nuova (e felice) di Patrizia Ambrosio. Bella 29enne di Pianura, era contenta per l’assunzione come domestica in una villa di Posillipo. Venne attirata in una trappola e uccisa dal suo ex fidanzato, che non aveva accettato la fine della relazione. Una intercettazione choc chiuse il caso , mentre a distanza di anni resta sullo sfondo il ruolo di una donna celata nell’ombra.
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«Io narcos salvato dalla conversione all’Islam»
Stava per essere ucciso dopo una lunga prigionia scandita da sevizie fisiche e mentali. Poi la scelta di vita: la decisione di convertirsi all’Islam, di abbracciare la fede musulmana. Una scelta opportunistica, sulle prime, via via diventata sentita, sincera. Ed è così che, con l’adesione al Corano, il narcotrafficante Bruno Carbone è riuscito a salvarsi, all’interno di un campo di prigionia gestito da milizie jiadiste in Siria. È il retroscena inedito della cattura del braccio destro di Raffaele Imperiale, il boss che custodiva i Van Gogh trafugati ad Amsterdam, che nasconde uno sbocco processuale destinato ad incidere nelle inchieste su soggetti insospettabili.
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11
Davide, ucciso per nulla Ma c’è chi ha visto l’assassino
Lo ha fatto mettere in ginocchio e lo ha ucciso. No, non era una punizione in stile camorristico, ma il battesimo di un killer. Succede a Napoli, dove un clochard viene sacrificato in una sorta di cimento criminale: premere il grilletto, sparare, ma non contro un muro, contro una panchina, ma contro una persona. Uccidere per dimostrare la propria affidabilità, la propria maturazione in una Gomorra perenne. È questa l’ipotesi battuta sulla morte di Davide Fogler, clochard ucciso a luglio del 2022 a Bagnoli. Omicidio senza movente, l’assassino vive impunito, forte di una certezza: nessuno sarebbe capace di risolvere questo delitto, perché si tratta di un omicidio senza movente. Davide è morto per nulla.
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10
Il giallo del ginecologo morto a Milano: omicidio o suicidio?
Ucciso o morto suicida. Trovato a Milano con la gola squarciata, con un taglio non netto ma impreciso, difficile da attribuire a un chirurgo. Sono i punti dell’inchiesta sulla morte del ginecologo Stefano Ansaldi, morto in via Vacchi il 19 dicembre del 2020. Agli atti anche una telefonata fatta dal professionista - un luminare nel campo della fecondazione assistita - pochi minuti prima di morire. Una telefonata alla moglie: stasera compriamo le pizze? Strana domanda per uno che sta per togliersi la vita.
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9
Tiziana Cantone, il giallo della panchetta
Impiccarsi a una panchetta? Suicidarsi con un cappio appeso a un attrezzo che non era neanche fissato al pavimento? E gli spasmi di un corpo che si oppone a una morte così innaturale dove li mettiamo? E quella ferita all’altezza della mandibola? Sembra un’unghia, già, ma di chi era? Questi ed altri punti irrisolti, nel caso di Tiziana Cantone, trovata morta nella sua abitazione il 13 settembre del 2016. È grazie al suo sacrificio che è nata la legge oggi chiamata revenge porn, una storia che vede tanti possibili responsabili rimasti senza nome.
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8
Il giallo di Roberta e il silenzio dei testimoni
Come è morta Roberta? E cosa ha visto veramente l’unica testimone? Perché la sua scarpa è stata trovata lontana dal suo corpo? Domande ancora attuali, quelle legate alla morte di una bella studentessa porticese, (anno 2012), rimaste inevase nonostante le indagini della magistratura.
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Chiaia insanguinata: Luca contro Lucario
Sta scontando una condanna all’ergastolo, per l’omicidio del fratello. Ma si è sempre dichiarato innocente e vittima di un complotto. Ha rinunciato al processo d’appello e vive in carcere, dove per tutti è l’avvocato. Luca contro Lucario, due facce dello stesso dramma esistenziale, quello che ha tenuto sotto choc il quartiere borghese di Chiaia.
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Boss e servizi segreti, ecco il patto di Salerno
Strano incontro a Salerno: c’erano irriducibili e agenti dei servizi segreti. C’erano soggetti ritenuti legati al crimine cittadino e personaggi anonimi, ben vestiti e dall’italiano corrente. Un solo obiettivo, secondo il racconto del pentito Michelangelo Mazza: bloccare sul nascere una guerra di camorra, gestire dall’alto il flusso di milioni di euro per le opere pubbliche previste a Napoli. Strano racconto, quello del patto di Salerno, che tra le smentite dei diretti interessati, conferma un interrogativo tutto da vagliare: la camorra è stata controllata da apparati legati alle istituzioni?
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5
Cristofer, il giallo del ragazzo scomparso
Tutti muti a distanza di anni. Mantengono il silenzio, gli ex amici di sempre. Sono i ragazzi dell’area collinare, gli ex liceali finiti al centro delle indagini per la scomparsa di Cristoforo Oliva, svanito nel nulla nel novembre del 2009. Da allora processi (condanne e annullamenti) a carico dell’ex amico del cuore, che non hanno risolto il giallo.
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4
La cattedrale del mare in fumo e gli alibi di ferro
Uno scontrino fiscale come alibi di ferro posto sul tavolo dei pm da uno dei principali indiziati di un delitto consumato anni fa a Napoli. Quale? La distruzione di città della scienza, la cattedrale del mare, gioiellino avveniristico in fumo a marzo del 2013, a poche ore di distanza dal crollo di un edificio storico di via Riviera di Chiaia. Sono i tasselli di un giallo rimasto aperto, con indagini ancora aperte che battono la pista interna. Quella che fa a pugni con una serie di prove difensive su cui conviene mantenere alta l’attenzione.
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3
Via Tasso, primavera di sangue
Due omicidi senza colpevoli, la confessione di un sedicente killer che poi finisce in un manicomio criminale: sono le tessere di in puzzle, quello legato ai delitti di Nunzio Giuliano e di Alfonso Quarto, due agguati eseguiti con precisione millimetrica, rimasti senza colpevoli. Vicende che si intrecciano su una trama nera, legata alle inchieste su Giuseppe Misso e alla sua decisione di collaborare con la giustizia. Chi sono i killer di via Tasso? E chi ha spento la primavera di un uomo del calibro di Nunzio Giuliano, che aveva avuto la forza di voltare le spalle alla camorra?
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2
Giulio, ucciso per errore e mai più ritrovato
Non è stato mai più ritrovato. Di Giulio Giaccio, si sa solo questo: venne sequestrato da finti di agenti di polizia, prima di sparire nel nulla. Un episodio consumato 22 anni fa a Pianura, nella torrida estate in cui vennero ammazzati per errore Luigi Sequino e Paolo Castaldo. Una vittima innocente, Giulio Giaccio, di cui oggi conosciamo il destino grazie al racconto di un misterioso “ragioniere”, ex colletto bianco al soldo della camorra di Marano, oggi collaboratore di giustizia.
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1
Verità imperfette IL TEASER
Vivono tra noi, li puoi trovare al bar o allo stadio, in pizzeria o sul lungomare. Sono assassini impuniti, gente che l’ha fatta franca, vivono con uno o più delitti sulla coscienza e hanno una certezza: sanno che non avranno alcun castigo. Sono i demoni napoletani, protagonisti di Verità imperfette, il podcast di Leandro Del Gaudio.
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