PODCAST · news
Videogame
by Radio 24
Sono ovunque, anche dove non te lo aspetti. E non sono l’ultima moda passeggera, come in molti credono, ma sono destinati a ridisegnare le nostre vite, ben oltre il tempo libero. Parliamo dei videogiochi che, evasi dalle console, dai pc di qualche nerd e dalle sale arcade anni ‘80, sono diventati un fenomeno inarrestabile, che ha cambiato, oltre all’intrattenimento, la didattica, la comunicazione, lo sport, l’economia fino a conquistare il mondo intero. “Videogame - Molto di più in gioco” è la nuova serie podcast di Radio 24 in cui Emilio Cozzi, giornalista e divulgatore di spazio e tecnologia, racconterà come e perché i videogame sono parte della vita quotidiana di tutti noi, anche di chi non se n’è accorto .CREDITIVideogame - Molto di più in gioco di Emilio CozziSound design Alessandro ChiappiniProducer Riccardo Poli e <s
-
30
Il testo è la vera “adventure”
Tendiamo a dimenticarcelo, ma agli albori dell’informatica avere uno schermo non era scontato. E come si giocava? Semplice, si usava la scheda grafica più potente del creato: il cervello umano.In questo episodio torniamo addirittura all’epoca dei mainframe e raccontiamo una delle forme più significative ma un po’ dimenticate del gaming: le avventure testuali.Lo facciamo con due dei suoi protagonisti più iconici: Enrico Colombini, autore di Avventura nel Castello, e con David Fox, fra i più grandi interpreti del genere, collaboratore, fra gli altri, di George Lucas.
-
29
E ora, pubblicità
Se un tempo il gaming era considerato un passatempo per bambini in età scolare, oggi è qualcosa che trascende ogni fascia demografica. Come siamo arrivati qui?Questo episodio racconta la pubblicità dei videogiochi, in modo da capire come si è evoluto il loro pubblico, e non solo. E poi, diciamolo, le pubblicità dei videogiochi hanno avuto momenti così folli che non vedevamo l’ora di raccontarveli.Lo faremo con Alessandro Apreda, blogger nel suo “Antro Atomico del Dottor Manhattan”, e con Francesca Prandoni, senior PR e event manager di Nintendo Europa.
-
28
Il gioco (d)e(l)la distribuzione
Viviamo nell’era della disponibilità totale delle forme di intrattenimento.Possiamo accedere al 90% della produzione musicale mondiale in un istante, per ascoltarla in streaming, senza nemmeno scaricarla. Abbiamo a portata di click cataloghi sconfinati di film e serie TV e grazie alle magie dell’ecommerce possiamo comprare qualsiasi prodotto ci salti in mente e riceverlo a domicilio nel giro di poche ore.E con i videogiochi come funziona?A Videogame ne parliamo con Riccardo Albini, fondatore di Videogiochi, la prima rivista di settore in Italia, e Marco Spelgatti di Owof games, studio di sviluppo indipendente, molto indipendente.
-
27
Tutto è politico. Il videogioco non fa eccezione
I temi scottanti della nostra società si riflettono, oltre che sulle nostre vite, anche sulle nostre opere, e questo fa sì che anche il mondo dei pixel possa diventare teatro di scontri ideologici, in ogni direzione.Questo episodio di Videogame si concentra non tanto su l'intrinseca natura politica dei videogiochi, ma sui videogame che mettono la politica al centro del loro gameplay. Per farlo, ne parla con Simone Spetia, giornalista e conduttore di “24 Mattino”, e con Pietro Righi Riva, director, producer e co-fondatore del premiato studio Santa Ragione.
-
26
Una Nave solitaria alla conquista del mondo
In questo podcast ci siamo focalizzati sui grandi fenomeni, legati alle più famose software house e alla distribuzione internazionale. Come la musica e le altre arti, però, il videogioco non ha solo un coté commerciale, mainstream, ma anche un frizzante underground, fatto di progetti audaci, sperimentali, politici; a volte semplicemente folli. Solo esplorando anche questa dimensione è possibile capire il potenziale dirompente dei pixel.Questo episodio, invece, vi racconterà un gioco unico, nel vero senso della parola, perché ne esiste solo una copia. Si chiama NAVE, ed è un cabinato arcade… leggendario.A Videogame parliamo con il suo creatore, Hernan Saez, producer, regista e fondatore di Videogamo.
-
25
Orchestre, direttori, maestri & pixel
L’evoluzione del videogioco viene spesso paragonata a quella del cinema e non a caso. C’è però da dire che il videogioco è stato protagonista di una speedrun, una corsa alimentata dal boom tecnologico della fine del Ventesimo secolo, crescendo con una velocità tanto “smodata” da cogliere di sorpresa persino gli addetti ai lavori.Sul fronte musicale, questo fenomeno è portato all’estremo: in vent’anni di audio, i videogiochi hanno fatto quello che il cinema ha fatto in un secolo, è passato dai primitivi suoni monofonici di Gun Fight, nel 1975, al wall of sound da rave dei Prodigy, in Wipeout su PlayStation, nel 1995. Da un banale cicalino è arrivato a impiegare intere orchestre sinfoniche e studi di registrazione da fare invidia ai Beatles.A Videogame ne parliamo con Hitoshi Sakimoto, leggendario compositore di un’ottantina di giochi (fra cui Final Fantasy Tactics e Final Fantasy XII), Richter, uno dei suoi più stretti collaboratori, e Austin Wintory, l’unico compositore a essere candidato, per un videogioco, a tre Grammy Award.
-
24
Signore, signori, civiltà! Sid Meier è tornato
Ci sono videogiochi la cui storia si intreccia con quella dell’umanità. Ce n’è uno, però, che racconta l’evoluzione dei videogiochi stessi e lo fa, ironicamente, ripercorrendo l’intera storia del genere umano, dall’età della pietra al futuro dell’esplorazione spaziale. Al grido di “ancora un turno”, a Videogame raccontiamo l’epica storia di Civilization e del suo creatore, Sid Meier, celebrando l’uscita di Civilization 7 con Giampaolo Musumeci, esperto di politica estera e voce di Nessun luogo è lontano (Radio 24).
-
23
Dal Superbowl al joypad - Il football americano in pixel
La storia dei videogiochi è legata in maniera indissolubile al football americano. A noi italiani potrà sembrare bizzarro, ma - pensateci - è normale: i videogiochi nascono negli Stati Uniti ed esplodono in popolarità negli anni in cui la NFL conquista il pubblico locale a livelli mai visti prima. Un matrimonio era inevitabile.Per celebrarlo, a Videogame ne parliamo con le voci che l’hanno raccontato (e lo amano): Flavio Tranquillo e Giuseppe Cruciani. Con il contributo speciale di Robert Jones, Senior Production Director di EA SPORTS College Football.
-
22
Simulare - Simulare sempre!
La capacità di ignorare i limiti del reale era ed è ancora una delle armi segrete del gaming, ma era chiaro che l’evoluzione dei processori e dei sistemi avrebbe aperto un’altra porta, quella della simulazione.I giochi di corse, il cosiddetto genere “racing”, furono il primo campo di questa ricerca. Guardando dall’alto le macchinine monocromatiche di Sprint 2, per Atari, era difficile immaginare che saremmo arrivati al fotorealismo di oggi, ma era impossibile non porsi la domanda: il videogioco può riprodurre la realtà, invece di reinterpretarla? Può arrivare a replicarla fedelmente? Può... sostituirla?A Videogame risponderanno Kazunori Yamauchi (Poliphony Digital), il leggendario creatore di Gran Turismo, e Marco Massarutto (Kunos Simulazioni), creatore di Assetto Corsa.
-
21
Speciale Tetris - il videogioco perfetto (ed eterno)
Esiste il videogioco perfetto? Difficile dirlo. Una cosa però è certa: se esistesse, Tetris gli somiglierebbe molto.Dalla genesi emersa da un’Unione Sovietica agli sgoccioli fino alle battaglie legali per appropriarsi del suo enorme e globale successo, VIDEOGAME racconta la storia tuttora inconclusa di uno dei videogiochi più celebri e celebrati.Per farlo, ne parliamo con il leggendario papà di Tetris, Aleksej Pažitnov, con l’uomo che lo aiutò nell’impresa, Henk Rogers, e con Fabio “Kenobit” Bortolotti, musicista a 8 bit e figura attiva nella preservazione dei videogiochi, insieme al collettivo Kenobisboch.
-
20
Preservazione - Vivere ben oltre il game over
Il videogioco ha un problema di preservazione. La preservazione è un tema complicato, perché la domanda che pone non si applica solo al breve termine. Sarà possibile giocare a Super Mario Bros o Fortnite tra tre secoli? E se opporsi all’oblio è costoso, che cosa merita di essere tramandato ai posteri? Quanto si preserva; quando si preserva? Abbiamo alcune risposte, ma sono difficili e destabilizzanti. In questo episodio ci misuriamo con l’impermanenza digitale, parlandone con Marco Vernillo, collezionista, restauratore e storico dell’epoca arcade, e con Andrea Dresseno, presidente dell’associazione IVIPRO.
-
19
Cover art - Quando l’abito fa il gioco
C’è stato un periodo in cui le copertine dei videogiochi erano importanti quanto i videogiochi stessi. Il concetto di “cover art” videoludica si è evoluto in parallelo al medium, cercando nuovi modi per spiccare sulla concorrenza dagli scaffali nei negozi. Studiare le differenze tra le illustrazioni realizzate per il mercato orientale e quello occidentale conferma, per l’ennesima volta, come il videogioco sia un punto di convergenza senza precedenti tra storia, arte e sociologia. A Videogame ne parliamo con Tea Fonzi, iconologa e membro del collettivo “Le comari dell’arte”, e Yoshitaka Amano, leggenda vivente dell’illustrazione e del character design (Final Fantasy, Gatchaman, Tekkaman, Hurricane Polymar).
-
18
È successo in game - Eventi digitali che trascendono il videogioco
L’uccisione del re che aveva creato il suo regno. Una pandemia capace di sterminare un mondo intero. Un concerto dei Metallica in un mondo che non esiste.I mondi digitali del videogioco hanno spesso ospitato avvenimenti imprevisti anche ai loro creatori, eventi in grado di insegnare cose capaci di trascendere i confini digitali.A Videogame ne parliamo con Fabrizia Malgieri, game editor del Corriere della Sera, e con Lorenzo Fantoni, giornalista, autore e fondatore di n3rdcore.it.
-
17
Racing games - Fra piste e pixel
Il videogioco di corsa, o racing game, ha origini che si perdono addirittura all’inizio del Ventesimo secolo, con l'apparizione, nei centri di divertimento, dei primi giochi elettromeccanici che simulano il controllo di un veicolo su un percorso.Da allora, il genere è diventato parte integrante della storia del gaming, con titoli iconici e una schiera di fedelissimi pronti a sfrecciare sulle piste digitali.A Videogame ne parliamo con Michele Caletti, executive producer & creative director di Milestone, e Carlo Vanzini, la voce italiana della Formula 1.
-
16
Cine-Pixel - "Sembra un film"
"Sembra un film".È una frase che oggi, per un appassionato di videogiochi, può apparire scontata quando non offensiva, perché il videogame dovrebbe esprimersi soprattutto attraverso l’interazione.Eppure per tanti anni, quella frase ha costituito un sogno, un punto di arrivo e di ripartenza, un qualcosa a cui ambire per poter far evolvere il nuovo medium chiamato videogioco.Oggi, però, è cambiato tutto. Oggi è spesso il cinema a trarre ispirazione dal gaming. Ne cavalca il successo, ne ripropone le storie e i personaggi iconici.A Videogame parliamo di questo rapporto ormai simbiotico con Andrea Maderna, giornalista, podcaster e traduttore specializzato sui videogiochi, e Troy Baker, musicista, attore e doppiatore di alcuni fra i più grandi personaggi della storia videoludica.
-
15
Rap game - Incontri e scontri tra hip hop e videogioco
Rap, djing, writing e breakdance. Sono le quattro arti principali dell’hip hop, uno dei movimenti artistici più influenti del Novecento, nonché uno dei più duraturi, se si considera che ancora oggi continua a evolversi e a reinventarsi. Nato dalla comunità afroamericana del Bronx, l’hip hop ha conquistato il mondo e lo ha trasformato. Nel farlo ha dialogato anche con il videogioco. Esaminando il punto di contatto tra il gaming e l’hip hop, tra beat e bit, si possono capire i due fenomeni. A Videogame una vera e propria jam con il Dottor Pira, fumettista, writer e scrittore, e con Bassi Maestro, dj, producer e figura storica dell’hip hop italiano.
-
14
Games and Religion - Il culto nel videogioco
Religione e videogiochi. All’apparenza sembrano due mondi opposti, forse anche inconciliabili. Metterli insieme equivarrebbe a mescolare il diavolo con l’acqua santa, per rimanere in tema, e forse anche peccare di blasfemia. Eppure, la religione ha sempre fatto parte del mondo dei videogiochi, tanto da diventare un elemento di game design fra i più potenti. A Videogame ne parliamo con Simone Baldetti, ricercatore in Diritto e Religione dell’Università di Pisa e curatore del progetto di divulgazione online Giochi Sacri e con Francesco Toniolo, docente esperto di videogiochi all’Università Cattolica di Milano.
-
13
Gioco e linguaggio - “Il binarismo è per i computer”
“Il binarismo è per i computer”. Questa frase si vede spesso, scritta con il pennarello, sui cartelloni delle manifestazioni per i diritti delle persone che non si riconoscono nel genere maschile o in quello femminile. Bianco e nero, buono e cattivo, alto e basso: magari le cose fossero così semplici. La vita, e quindi il linguaggio, sono questioni più complesse e sfumate.Anche nei mondi virtuali dei videogiochi.A Videogame ne parliamo con Fabio Bortolotti, in arte “Kenobit” è traduttore, musicista, streamer e attivista, e Vera Gheno, ricercatrice e autrice di numerose pubblicazioni sull’arte dell’usare le parole.
-
12
DiY - Il videogioco e(‘) punk!
Creste colorate, bracciali di borchie, spille da balia come orecchini, chitarre distorte e uno spiccato disgusto nei confronti dell’autorità. In una parola: punk, la subcultura che dagli anni 70 sovverte le regole della musica, ma anche quelle della società, mettendone in dubbio i dogmi e i valori. Inevitabile che il punk sconquassasse anche l’immaginario videoludico. E con risultati sorprendenti.A Videogame ne parliamo con Seby, cantante dei Derozer, una delle glorie della scena punk italiana, e Federico Simonetti, membro del collettivo che organizza Zona Warpa e fondatore di Ex Machina.
-
11
Women in game(s) - Le donne in gioco
Indossa un iconico vestito rosa, un paio di guanti bianchi e una tiara tempestata di pietre preziose. È Peach, la principessa più famosa del mondo dei videogiochi, che grazie alla serie Super Mario è diventata la damigella in pericolo per antonomasia nella storia del gaming.Per fortuna, però, i tempi sono cambiati e oggi la donna, nei videogiochi, non è necessariamente vittima, sessualizzata o inerme al proprio destino.Un’evoluzione di cui a Videogame ne parliamo con Lorena Rao, storica e critica del videogame, e Giordana Moroni, Senior Editor di Multiplayer.it
-
10
Videogaymes - Videogiochi, omossessualità e altre frontiere
Il primo matrimonio fra persone dello stesso sesso in un videogioco risale a Fallout 2, pubblicato nel 1998. Prima che il matrimonio fra persone dello stesso sesso venisse legalizzato negli Stati Uniti, quelli veri, si sarebbe dovuto attendere quasi vent’anni.In Videogame raccontiamo il rapporto, in costante evoluzione, tra l’arte del pixel, le istanze LGBTQ+ e la loro rappresentazione. Con Luca De Santis, scrittore, sceneggiatore e saggista (autore, fra gli altri, di Videogaymes per Unicopli), e con Mattia Belletti, programmatore, sviluppatore di videogiochi e co-organizzatore del festival Invisibil3.
-
9
Giocare di strategia
Tutti lo conoscono come scrittore, ma molti ignorano le attività da game designer di H.G. Wells: nel 1913 pubblicò Little Wars, arrivato in Italia come Piccole guerre, il primo manuale con un regolamento per un wargame da combattere con le miniature. Da allora il rapporto fra gioco e scenari di battaglia è andato raffinandosi senza pause.A Videogame ne parliamo con Paolo Paglianti, caporedattore della storica rivista “Giochi per il mio computer”, campione di wargame e PR Manager di Slitherine, casa che produce, sviluppa e distribuisce strategy games.
-
8
(Black) Mirror - Come i videogiochi riflettono (sul)le nostre paure
Dalla paura per un conflitto atomico alla corsa allo spazio, dalle pandemie all’edonismo anni 80: i videogiochi hanno raccontato e raccontano tutto. E continueranno a farlo nel futuro, rappresentando, a modo loro, lo spirito del tempo che li ha generati. D’accordo, ma come?A Videogame ne parliamo Adrian Fartade, divulgatore scientifico e storico, e Marta Palvarini game designer e attivista, autrice, fra gli altri, di Dura-Lande, gioco di ruolo cartaceo ecopunk.
-
7
Space Invaders a Trento - Episodio live dal Festival dell’Economia
Un episodio speciale registrato dal vivo, sotto una pioggia battente, al Festival dell’Economia di Trento con una domanda esplicita: perché, a un festival economico, ha senso parlare di videogiochi? Economia, cultura e società si fondono nelle risposte, grazie agli interventi dei content creator e influencer Antonella “Himorta” Arpa e Raffaele “IlSolitoMute” Bottone, alla direttrice generale e consigliera delegata di IIDEA, Thalita Malagò, e ad Andrea “Camper” Grassi e Giovanni “Spawn” Leveghi, in arte INoob, fra i content creator più seguiti d’Italia.
-
6
Micologame - Breve storia di videogiochi e funghi
13 settembre 1985. Un idraulico piccolissimo corre e saltella tra mondi fantastici alla ricerca di una principessa rapita da un re malvagio. Per un idraulico così piccino è davvero difficile vincere contro tartarughe giganti e altri perfidi avversari. Per sua fortuna, però, c’è un alleato speciale: il Super Fungo, capace di trasformare Mario in Super Mario.A Videogame si racconta la meravigliosa storia del rapporto fra il regno dei funghi e il mondo dei videogiochi. Una relazione che ha risvolti molto poco noti, ma di sorprendente importanza. Ne parliamo con Giulia Martino, giurista, game critic e appassionata micologa dilettante, e Matteo Lupetti, game critic & firma di UDO: Guida ai videogiochi nell’antropocene.
-
5
Rogue che? Roguelike, o il ritorno del concetto di “gettone”
Corre il 1980 e sullo schermo di un computer con sistema operativo Unix sta girando Rogue, un’epica avventura a base di labirinti - anzi, dungeon - goblin e guerrieri.Nonostante il suo look primitivo, Rogue conquistò il pubblico e venne convertito su una miriade di piattaforme dell’epoca, dallo ZX Spectrum all’Amiga 500. Non è certo famoso come Pac-Man e Super Mario Bros, ma la sua eredità ha regalato uno dei trend più affascinanti del game design degli ultimi dieci anni: i roguelike, i figli di Rogue! Ma perché questo successo è così importante?A Videogame ne parliamo con Mattia Ravanelli, decano del giornalismo videoludico italiano, autore della newsletter "Le parole dei videogiochi", e Simone “VKing” Larivera, streamer professionista, anche noto come il re dei videogiochi.
-
4
Gambling - Gioco o azzardo?
Non sappiamo con esattezza quando sia nato il gioco d’azzardo, ma tutti gli indizi suggeriscono si sia sviluppato nel paleolitico, prima della storia scritta. Dateci un dado, o qualsiasi strumento in grado di introdurre una componente aleatoria, e noi scommetteremo. Se questo fosse un podcast di antropologia, la domanda di oggi sarebbe se quello dell’azzardo sia un istinto umano, forse addirittura evolutivo, e se studiarlo ci possa rivelare tratti importanti della nostra natura. Invece qui ci occupiamo di videogiochi, quindi ci porremo le stesse domande, ma attraverso la storia del gaming. A Videogame ne parliamo con Luca Pagano, giocatore di poker professionista e fondatore dei Qlash, e Loredana Cirillo, psicoterapeuta della fondazione Minotauro.
-
3
Demoscene - Non (solo) una demo-strazione di potenza
Da brevi schermate introduttive fatte nell’epoca della pirateria più sfrenata a comunità e fenomeno globale capace di raccogliere alcuni dei talenti più brillanti dell’informativa. In una parola “Demoscene”, la scena delle demo, che nata negli anni 80 non accenna a diminuire, anzi. A Videogame ne parliamo Marco Foco, noto nella demoscene come “Pan” degli Spinning Kids, e Florine Fouquart, artista del codice in arte Flopine.
-
2
Scacco al sistema: Go, regine e intelligenze artificiali più forti dell’Umano
New York, 11 maggio 1997. Il leggendario campione del mondo di scacchi Garry Kasparov viene sconfitto da Deep Blue, il supercomputer progettato da Ibm. Per quanto i pezzi venissero fisicamente mossi da un essere umano, possiamo dire che Kasparov stesse affrontando un videogioco? La domanda è meno banale di quanto sembri, perché la storia dell’informatica e dell’intrattenimento digitale è legata a doppio filo a quella dei giochi tradizionali.A Videogame ne parliamo con Mariagrazia De Rosa, scacchista olimpica e in arte ParthenopeChess streamer, e Antonio Bellotta, videogiocatore, streamer, hardware specialist del Blue Brain Project, già fisico del CERN di Ginevra.
-
1
Game Trip - Giocare con la psichedelia
Quando si parla di psichedelia la mente corre alla musica e rievoca le immagini dei Grateful Dead e dei giovani a piedi nudi nel fango di Woodstock. Sarebbe il caso di non dimenticare il videogioco, perché il suo legame con la psichedelia è più profondo e culturalmente rilevante di quanto non si riconosca.A Videogame ne parliamo Raf Valvola Scelsi, cofondatore di Shake Edizioni e fra i padri della seminale rivista controculturale, “Decoder”, e Pablito el Drito, storico dei rave, DJ e performer 8 bit.
No matches for "" in this podcast's transcripts.
No topics indexed yet for this podcast.
Loading reviews...
ABOUT THIS SHOW
Sono ovunque, anche dove non te lo aspetti. E non sono l’ultima moda passeggera, come in molti credono, ma sono destinati a ridisegnare le nostre vite, ben oltre il tempo libero. Parliamo dei videogiochi che, evasi dalle console, dai pc di qualche nerd e dalle sale arcade anni ‘80, sono diventati un fenomeno inarrestabile, che ha cambiato, oltre all’intrattenimento, la didattica, la comunicazione, lo sport, l’economia fino a conquistare il mondo intero. “Videogame - Molto di più in gioco” è la nuova serie podcast di Radio 24 in cui Emilio Cozzi, giornalista e divulgatore di spazio e tecnologia, racconterà come e perché i videogame sono parte della vita quotidiana di tutti noi, anche di chi non se n’è accorto .CREDITIVideogame - Molto di più in gioco di Emilio CozziSound design Alessandro ChiappiniProducer Riccardo Poli e <s
HOSTED BY
Radio 24
Loading similar podcasts...