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Antologia di poetesse italiane by Various — 89 episodes
La difesa contro amore (Canzonetta)
S'alcun fia mai che i versi miei negletti
Era tranquillo il mare e l'aër chiaro (Canzone)
Di sdegnoso furor tutto ripieno
Sopra le continue sventure
Chi'l crederia ? felice era il mio stato
Chi vuol conoscer, donne, il mio signore
Così senza aver vita vivo in pene
Dura è la stella mia, maggior durezza
L'empio tuo strale, Amore
Mesta e pentita de' miei gravi errori
Piangete, donne, e con voi pianga Amore
Pommi ove il mar irato geme e frange
Se il cibo, onde i suoi servi nudre Amore
Signore, ite felice ove il desio
Voi ch'ascoltate in queste meste rime
Voi, che in marmi, in colori, in bronzo, in cera
Notte felice e lieta
Se ratta da noi fugge ogni bellezza
Non più parole: ai fatti, in campo, a l'armi
Pargolette beate, alme innocenti
Solo sperando, i suoi fecondi campi
Signor, se per amor, per pianger molto
Al letto della sua fanciullezza
Di dominio, di aver, d'opre, di onore
Viscere del mio sen, cara pupilla
Se pur fin su negli stellanti chiostri
Alma beata, che già al mondo involta
Quando dagli alti monti umida e bruna (Ottave)
Quando nell'Oceàn l'altera fronte
Amor m'ha fatto tal ch'io vivo in foco
Che cosa sia Amore
Che farai alma? ove volgerai 'l piede?
Non posso più soffrir tanto tormento
Per l'Italia
Più non mi giova disprezzar la vita
Veggio il mondo fallir (ed. 1560)
Veggio il mondo fallir (ed. 1843)
Il Re Francesco I, prigione dell'Imperatore Carlo V
Alla Fortuna
I fieri assalti di crudel Fortuna
D'un alto monte dove si scorge il mare
Ecco che un'altra volta
Torbido Siri, del mio mal superbo
Or, musa mia, lieta e sicura andrai
Come padre pietoso, che l'amato
Il cieco amor del mondo un tempo tenne
Di gioia in gioia, d'una in altra schiera
Oh che tranquillo mar, oh che chiare onde
Prego il Padre divin che tanta fiamma
Qual digiuno augellin, che vede ed ode
Quand'io dal caro scoglio miro intorno
Quasi gemma del ciel, l'alto signore
Sogno felice! e man santa che sciolse
Se ben pietosa madre unico figlio
Se forse per pietà del mio languire
Ben so che per pietade io vedrei il viso
Se quel ch'amo di voi non è mortale
Dove sta il tuo valor, patria mia cara
Il Maggio
Poi che l'antico Prometeo formata
Lamenti
Lamento di Bradamante
Lamento di Rodomonte
Lamento D'Isabella
Rivolgo gli occhi spesse volte in alto
Cristo al limbo
Nel bel paese mio tosco gentile
Benché lieta mi mostro nell’aspetto
Biasimi pur chi vuol la mia durezza
Misera Italia, il ciel pur te minaccia
Sonetto in morte del marito statole ucciso da un rivale dopo tredici giorni di matrimonio
Con quel caldo desio che nascer suole
Dal veder voi occhi sereni e chiari
Donna gentil, che così largamente
Nella secreta e più profonda parte
Occhi lucenti e belli
Oggi per mezzo tuo, Vergine pura
Ombroso colle, amene e verdi piante
Riser gli spirti angelici e celesti (In morte del Bembo)
Vinca gli sdegni e l'odio vostro antico
Epistola a Ferrante Fancesco D'Avalos, suo consorte, nella rotta di Ravenna
Scrivo sol per sfogar l'interna doglia
Alla stagion che il mondo foglia e fiora
Lasciar vorría lo mondo, e Dio servire
Risposta a Dante da Majano che era di lei innamorato
Biglietto a messer Cino
Dal suo infinito Amor sospinto Iddio
Io vorrei pur drizzar queste mie piume