EPISODE · May 26, 2026 · 2 MIN
Castelbrando, un premio per più di 80 ottici
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Il 24 maggio, presso la suggestiva location di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, si è svolta la prima edizione di Top Optician Italia, organizzata da Eidos Communication e AioDa family chain come Lisi e Bartolomei, Benetti, Forlini, Optariston e Piccolo a centri ottici storici come Barello, Velati o Vettore, per citarne solo alcuni. Da insegne fortemente radicate nel territorio fino a realtà di nuova generazione. È stata soprattutto una grande festa e un’emozionante celebrazione quella che si è svolta domenica scorsa in una delle sale di Castelbrando, già sede di Filiera Produzione Occhiali, la cui quattordicesima edizione si è tenuta il giorno successivo, perché «top non si è per caso nel nostro settore», ha sottolineato in apertura di lavori Roberto Pregliasco, collega dei premiati e conduttore dell’evento. E quando c’è un nuovo premio «bisogna risalire alle origini», ha spiegato Mario Casini, presidente dell’Aio, di cui ha ricordato la nascita nel 1952 da un piccolo gruppo di professionisti, che si erano fatti le ossa sgrezzando le lenti per l’esercito americano nel secondo dopoguerra. «Voleva essere un’associazione professionale, che guardava lontano e con l’intenzione di innovare – ha detto ancora Casini – Top Optician Italia punta a fare la sintesi delle infinite componenti del nostro lavoro: abbiamo scelto un atleta vincitore raffigurato sulla statuetta del riconoscimento, perché, per chi vince, il primo pensiero dopo aver conquistato una gara è aggiudicarsi quella successiva».Formazione, marketing, dialogo con la classe medica, innovazione. Oltre alla relazione con il cliente, che in certi casi si traduce persino nell’andare a prenderlo a casa, se impossibilitato a muoversi, e portarlo in negozio per la consegna dell’occhiale. Segno di competenza, onestà, persino di amore, verso la clientela e la propria professione. Sono alcuni dei punti di forza degli imprenditori ottici di oggi, emersi da due tavole rotonde che hanno coinvolto alcuni loro esponenti insieme a Bruno Palmegiani, nome di riferimento del design di eyewear in Italia.Al termine della giornata, costellata anche dall’intervento di Francesco Gili, chief operating officer di Mido, che ha ricordato come il salone di Milano sia non solo un appuntamento di business ma soprattutto di cultura del settore e la casa dei professionisti italiani, e da una serie di interventi di esperti della filiera e delle aziende, sono stati consegnati i premi: più di 80 esponenti di altrettante insegne sono stati chiamati a uno a uno sul palco, dopo essere stati selezionati da una giuria composta, a detta degli organizzatori, da alcune delle migliori scuole professionali italiane e da una parte del mondo dell’industria (nelle foto, uno scorcio della platea e alcune delle sessioni di premiazione a Top Optician Italia 2026).Angelo Magri
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