EPISODE · Jun 29, 2006 · 27 MIN
Le poesie di Ugo Foscolo, con la lettura dei sonetti più famosi
from Ugo Foscolo · host Luigi Gaudio
Le poesie di Ugo Foscolo, con la lettura dei sonetti più famosi «Alla sera» Forse perché della fatal quietetu sei l'immago a me sì cara vienio Sera! E quando ti corteggian lietele nubi estive e i zeffiri sereni, 4 e quando dal nevoso aere inquietetenebre e lunghe all'universo menisempre scendi invocata, e le secretevie del mio cor soavemente tieni. 8 Vagar mi fai co' miei pensieri su l'ormeche vanno al nulla eterno; e intanto fuggequesto reo tempo, e van con lui le torme 11 delle cure onde meco egli si strugge;e mentre io guardo la tua pace, dormequello spirito guerrier ch'entro mi rugge. 14«Solcata ho fronte» Solcata ho la fronte, occhi incavati intenti,crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto,labbro tumido acceso, e tersi denti,capo chino, bel collo, e largo petto; 4 giuste membra; vestir semplice eletto;ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti;sobrio, umano, leal, prodigo, schietto;avverso al mondo, avversi a me gli eventi: 8 talor di lingua, e spesso di man prode;mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,pronto, iracondo, inquieto, tenace: 11 di vizi ricco e di virtù, do lodealla ragion, ma corro ove al cor piace:morte sol mi darà fama e riposo. 14«A Zacinto» Né più mai toccherò le sacre spondeove il mio corpo fanciulletto giacque,Zacinto mia, che te specchi nell'ondedel greco mar da cui vergine nacque 4 Venere, e fea quelle isole fecondecol suo primo sorriso, onde non tacquele tue limpide nubi e le tue frondel'inclito verso di colui che l'acque 8 cantò fatali, ed il diverso esiglioper cui bello di fama e di sventurabaciò la sua petrosa Itaca Ulisse. 11 Tu non altro che il canto avrai del figlio,o materna mia terra; a noi prescrisseil fato illacrimata sepoltura. 14«In morte del fratello Giovanni» Un dì, s'io non andrò sempre fuggendodi gente in gente, me vedrai sedutosu la tua pietra, o fratel mio, gemendoil fior de' tuoi gentil anni caduto. 4 La Madre or sol suo dì tardo traendoparla di me col tuo cenere muto,ma io deluse a voi le palme tendoe sol da lunge i miei tetti saluto. 8 Sento gli avversi numi, e le secretecure che al viver tuo furon tempesta,e prego anch'io nel tuo porto quiete. 11 Questo di tanta speme oggi mi resta!Straniere genti, almen le ossa rendeteallora al petto della madre mesta. 14Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/ugo-foscolo--3306479/support.
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