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al Centro, la Persona

Io sono Solange Borsellini, coach professionista, e sono convinta che il cambiamento inizi quando riportiamo “al Centro, la Persona”.Accompagno le persone a esprimere il loro massimo potenziale e a realizzare i propri progetti, in coerenza con le loro caratteristiche e la loro unicità.

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    Perché litighiamo anche quando ci amiamo: C’è una spiegazione (e una via d’uscita). Il ruolo del Luxx Profile nelle relazioni di coppia.

    Se vi amate, perché continuate a litigare sugli stessi temi?Vi capita di discutere anche quando sapete che il sentimento c’è, ma di sentirvi comunque fraintesi?Di avere la sensazione di parlare… senza riuscire davvero a capirvi?Non siete soli. E no, non è (solo) un problema di comunicazione.La verità è che ognuno di noi guarda il mondo attraverso i propri valori, bisogni e priorità.E spesso diamo per scontato che anche il partner faccia lo stesso.È proprio qui che nascono incomprensioni, tensioni e quei litigi che sembrano non avere mai fine.Nel mio lavoro come coach, mi viene posta spesso una domanda tanto semplice quanto potente:“Perché non riusciamo a capirci?”La risposta raramente sta nelle parole che ci scambiamo.Sta in ciò che guida le nostre reazioni.Non litighiamo per capirci. Litighiamo per sentirci riconosciuti.Dietro ogni aspettativa, frustrazione o silenzio, si muovono bisogni profondi che modellano il nostro modo di vivere la relazione.Ciao, sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo profondamente che ogni percorso di cambiamento inizi riportando al centro la persona.Se mi segui da un po’, saprai che il Luxx Profile va ben oltre un semplice test di personalità. È uno strumento scientifico che aiuta a comprendere i meccanismi profondi che guidano comportamento e relazioni.In pratica, il test individua le nostre spinte motivazionali e mostra come queste influenzino scelte, reazioni e persino i conflitti con chi amiamo.Conoscere il proprio “DNA motivazionale” e quello del partner significa poter:riconoscere le differenze senza viverle come minacce evitare fraintendimenti legati a prospettive diverse comunicare con maggiore chiarezza ed empatia comprendere perché certe discussioni si ripetono Perché il punto non è cosa succede tra due persone.È da dove ognuno dei due sta reagendo. Perché litighiamo davvero: cosa succede sotto la superficieSpesso non litighiamo per ciò che sembra.Non è davvero “per il disordine”.Non è “per il tempo passato insieme”.Non è nemmeno “per il modo di comunicare”.Quelli sono solo inneschi.Sotto, ci sono bisogni diversi che cercano spazio, riconoscimento e soddisfazione.È qui che il Luxx Profile fa la differenza.Immagina una persona con un forte bisogno di stabilità e sicurezza, e un partner che invece dà priorità alla libertà e al cambiamento.Davanti alla stessa situazione:il primo può percepire incertezza o mancanza di affidabilità il secondo può sentirsi limitato o controllato Stessa scena. Due letture completamente diverse.E questo si riflette nelle piccole cose quotidiane:c’è chi lascia andare facilmente… e chi fatica a separarsi dalle cose chi ha bisogno di calma… e chi si sente vivo nel movimento chi si ricarica con le persone… e chi ha bisogno di silenzio chi pianifica… e chi vive di spontaneità Il risultato?Entrambi reagiscono.Ma partendo da bisogni completamente diversi.Senza questa consapevolezza, è facile entrare in un circolo vizioso:uno chiede più presenza, l’altro più spazio uno cerca conferme, l’altro autonomia E ognuno è convinto di avere ragione.Ma la verità è un’altra:nessuno dei due è sbagliato.Stanno semplicemente parlando linguaggi diversi.Il Luxx Profile aiuta proprio in questo passaggio fondamentale:trasformare il conflitto da scontro… a chiave di comprensione. Dalla contrapposizione alla complementaritàQuando iniziamo a leggere noi stessi e il nostro partner attraverso i bisogni profondi, qualcosa cambia davvero.Quello che prima sembrava uno scontro continuo diventa un incontro tra due modi diversi di essere.E lì emerge la complementarità.Ciò che l’altro porta nella relazione smette di essere un ostacolo e diventa una risorsa.Anche quando è diverso da noi.Anche quando ci mette in difficoltà.Perché spesso ciò che ci attiva…[CONTINUA QUI]

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    Autonomia e contatti sociali: capire cosa guida davvero il nostro modo di vivere le relazioni

    Ti è mai capitato di sentirti a disagio in una relazione senza riuscire a spiegarti davvero il perché?Oppure di avere bisogno di stare per conto tuo, mentre chi ti circonda sembra cercare continuamente contatto, presenza e condivisione?Spesso pensiamo che queste differenze dipendano semplicemente dal carattere o dalle abitudini. In realtà, alla base del nostro modo di vivere le relazioni ci sono spinte motivazionali profonde che influenzano quanto bisogno abbiamo di autonomia e quanto valore attribuiamo al contatto con gli altri.Quando comprendiamo queste dinamiche, molte situazioni che prima ci sembravano confuse iniziano a diventare più chiare: alcune relazioni acquistano un significato diverso, certi comportamenti diventano più comprensibili e possiamo iniziare a costruire contesti più coerenti con ciò di cui abbiamo davvero bisogno.Per esplorare queste dinamiche può essere utile il LUXX Profile, un modello che analizza 16 fattori motivazionali e ci aiuta a comprendere ciò che influenza davvero il nostro comportamento.Ciao, sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo profondamente che ogni percorso di cambiamento inizi riportando al centro la persona.Prima di entrare nel merito del tema, è utile ricordare brevemente cosa rappresenta questo strumento. Ne ho parlato in modo più approfondito nel mio precedente articolo “Essere allineati al proprio DNA motivazionale: il valore del LUXX Profile”.Il LUXX Profile è stato sviluppato tra il 2016 e il 2017 presso l’Università del Lussemburgo e ci aiuta a capire ciò che guida davvero le nostre scelte: i bisogni motivazionali profondi. A differenza di molti altri test, non utilizza etichette o categorie rigide. Ogni profilo è unico: il modello riconosce oltre 152 miliardi di possibili combinazioni. In particolare, i fattori Autonomia e Contatti Sociali aiutano a comprendere come le persone stabiliscono, mantengono e vivono le relazioni.Conoscere l’intensità con cui questi fattori si manifestano nel nostro profilo ci aiuta a capire perché alcune situazioni ci fanno sentire liberi ed energici, mentre altre ci pesano, anche se agli occhi degli altri sembrano perfettamente normali.Il fattore Autonomia misura il nostro bisogno di indipendenza emotiva o di connessione con gli altri. Non si tratta solo della libertà di organizzarsi o di prendere decisioni, ma della possibilità di non dipendere a livello affettivo dalle persone intorno a noi.Quando il fattore tende verso l’indipendenza, la persona può sentirsi frustrata se percepisce vincoli o obblighi nelle relazioni, anche piccoli. Sentirsi in debito o obbligati può diventare pesante, perché emerge il bisogno di mantenere il proprio spazio emotivo, non sentirsi vincolati e preservare la propria autosufficienza. In questi casi possono comparire tensione, chiusura o il desiderio di prendere distanza.Al contrario, quando il fattore tende verso la connessione, la persona si sente a suo agio nelle relazioni di interdipendenza, dove confronto, sostegno reciproco e vicinanza emotiva hanno un ruolo importante. La presenza e il coinvolgimento degli altri diventano una risorsa preziosa piuttosto che un vincolo.Il fattore Contatti Sociali indica quanto valore attribuiamo alla vicinanza fisica e verbale con le altre persone o, al contrario, alla possibilità di stare da soli. Non si tratta di obblighi o incontri funzionali, ma di relazioni vissute per il piacere del contatto umano: uscire con amici, condividere tempo libero, conoscere persone nuove o coltivare rapporti importanti.Quando il fattore tende verso la vicinanza agli altri, la persona trae energia dalle interazioni sociali e cerca frequentemente occasioni di incontro. Il contatto con gli altri diventa una componente importante del benessere quotidiano.Continua qui

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    Essere allineati al proprio DNA motivazionale: il valore del LUXX Profile

    Ti capita di impegnarti al massimo… e sentire che dentro ti stai lentamente spegnendo? È una sensazione più comune di quanto si pensi. Hai obiettivi chiari, competenze solide, magari anche risultati concreti, eppure dentro qualcosa non gira come dovrebbe. La motivazione non è costante, l’energia si disperde e ogni passo richiede uno sforzo eccessivo. In questi casi si tende a pensare che manchi disciplina, forza di volontà o determinazione. In realtà, molto spesso, il problema è un altro: stai vivendo e lavorando in modo disallineato rispetto al tuo DNA motivazionale. E ignorarlo può costare più di quanto immagini, consumando energia senza che tu te ne accorga.Ciao, sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo profondamente che ogni percorso di cambiamento inizi quando riportiamo davvero al centro la persona. Ognuno di noi è guidato da spinte profonde che influenzano il modo in cui prende decisioni, affronta le sfide e costruisce il proprio percorso. Le spinte motivazionali non rappresentano qualcosa che scegliamo: sono il nostro modo naturale di funzionare. Ignorarle significa andare avanti controcorrente, anche quando dall’esterno tutto sembra funzionare.Il LUXX Profile nasce per portare consapevolezza proprio su questo livello profondo della motivazione. È un test scientifico sviluppato tra il 2016 e il 2017 presso l’Università del Lussemburgo, all’interno dell’Istituto Psicologico diretto dal professor Samuel Greiff. Alla base c’è un modello solido, che permette di comprendere in modo chiaro e affidabile ciò che guida davvero il comportamento e le scelte di una persona. Ciò che rende il LUXX Profile particolarmente interessante è che non parla di “tipi” di persone. Non divide gli individui in categorie rigide, ma descrive ciascuno nella sua individualità unica. Il modello riconosce oltre 152 miliardi di possibili profili, rendendo ogni risultato altamente personale e lontano dalle semplificazioni tipiche di altri test.Il LUXXprofile non serve quindi a incasellare o a definire chi una persona è una volta per tutte. Offre piuttosto una fotografia dinamica del suo funzionamento motivazionale, mostrando dove l’energia fluisce in modo naturale e dove, invece, viene spesso forzata. È in questo passaggio di consapevolezza che molte difficoltà smettono di essere vissute come limiti personali e iniziano a essere lette come segnali di disallineamento rispetto al proprio DNA motivazionale.Essere allineati al proprio DNA motivazionale non significa evitare la fatica o cercare una vita senza ostacoli. Significa scegliere obiettivi, strategie e contesti che rispettino il proprio funzionamento interno. Quando questo accade, la motivazione non deve più essere spinta dall’esterno. Diventa più stabile, più sostenibile, meno dipendente dalla forza di volontà. L’impegno resta, ma non consuma. La disciplina c’è, ma non è una battaglia quotidiana contro se stessi.Il disallineamento, invece, ha un costo silenzioso. Si manifesta in stanchezza cronica, perdita di entusiasmo, procrastinazione o nella sensazione di stare interpretando un ruolo che non ci appartiene davvero. Molte persone reagiscono cercando di cambiare se stesse o imitando modelli di successo che funzionano per altri, ma non per loro. È un tentativo comprensibile, ma spesso inefficace, perché il problema non è chi si è, bensì come si sta cercando di funzionare.Il vero valore del LUXX Profile emerge quando la consapevolezza diventa azione. Comprendere il proprio DNA motivazionale permette di fare scelte più autentiche, di costruire obiettivi coerenti e di creare una crescita che non si basi sull’autosforzo continuo. Nel coaching questo cambia completamente la prospettiva: non si tratta di correggere la persona, ma di accompagnarla a esprimere il suo potenziale nel modo più naturale possibile.

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    Relazioni difficili: perché il conflitto può diventare una risorsa

    Le situazioni conflittuali ti creano disagio?È una reazione naturale.Quando emergono tensioni, differenze di punti di vista o emozioni intense, il corpo spesso reagisce prima della mente: un nodo allo stomaco, il desiderio di evitare, la paura di dire la cosa sbagliata. In quei momenti il conflitto viene vissuto come qualcosa da risolvere in fretta o, più spesso, da evitare.Nel coaching, però, il conflitto può assumere un significato diverso. Non solo un problema da eliminare, ma uno spazio prezioso in cui bisogni, valori ed aspettative chiedono di essere ascoltati. È proprio lì, dove il disagio si fa sentire, che può iniziare un cambiamento reale.Ciao, sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo profondamente che ogni percorso di cambiamento inizi quando riportiamo davvero al centro la persona.Nel mio lavoro ho accompagnato persone che vivevano situazioni conflittuali molto diverse tra loro, ma accomunate dallo stesso vissuto: un forte disagio emotivo. C’era chi sperimentava una tensione costante nella relazione di coppia, chi entrava in ufficio con un peso difficile da ignorare, chi evitava alcune conversazioni per timore di peggiorare la situazione.In tutti questi casi, il disagio non era il problema, ma un segnale: qualcosa di importante stava chiedendo attenzione.Facciamola Semplice. Anche quando una relazione appare complicata o carica di tensioni, è possibile riportare chiarezza, ordine e comprensione partendo dall’ascolto di ciò che quel disagio sta comunicando.Quando ci si trova all’interno di una relazione conflittuale, la prima esplorazione riguarda il valore che quella relazione ha per la persona. Comprenderne l’importanza aiuta a dare senso al disagio vissuto e orienta il modo in cui si sceglie di stare nel conflitto.Nel percorso di coaching, l’attenzione si sposta poi su ciò che accade interiormente: le emozioni che emergono, i pensieri che si attivano, i comportamenti che tendono a ripetersi. Questo passaggio favorisce una maggiore consapevolezza delle proprie reazioni automatiche.Un ulteriore passo consiste nell’ampliare lo sguardo verso l’altro, immaginando cosa potrebbe provare, quali bisogni o difficoltà potrebbero esserci dall’altra parte e quale funzione possa avere il suo comportamento. Non per giustificarlo, ma per ridurre la rigidità del confronto.A questo punto diventa possibile osservare la situazione da una prospettiva esterna. Spesso emergono schemi ricorrenti e possibilità di azione che, quando si è emotivamente coinvolti, restano poco visibili. Tornando infine nei propri panni, la domanda diventa: cosa posso portare con me da questa esperienza?È in questo passaggio che il conflitto smette di essere solo fonte di disagio e diventa un’occasione di crescita e trasformazione nella relazione.Ogni conflitto porta con sé un messaggio. Il disagio non è un ostacolo da eliminare, ma un invito a comprendere meglio se stessi e gli altri.Prendersi il tempo per esplorare ciò che accade dentro e fuori di sé può aprire nuove possibilità di dialogo e di cambiamento.Se, rispondendo a queste domande, emergono riflessioni, dubbi o nuovi punti di vista, può essere utile non lasciarli sospesi. Il confronto guidato aiuta a dare ordine a ciò che appare confuso e a trasformare il disagio in maggiore chiarezza.Se senti il bisogno di approfondire quanto sta emergendo o di esplorare una relazione conflittuale in modo più strutturato, puoi scrivermi per valutare insieme un possibile percorso di coaching.Contattami via email per un primo confronto conoscitivo e per capire come lavorare sulla tua situazione in modo semplice, concreto e consapevole.

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    Convinzioni limitanti: come liberarsi da ciò che ti trattiene

    Ti è mai capitato di guardarti indietro e chiederti quante occasioni hai lasciato andare senza nemmeno provarci? A volte basta un pensiero rapido, quasi automatico, per farci mollare: “Non ce la farò”, “Non è il mio momento”, “Meglio non rischiare”. Piccoli freni che, sommati, diventano confini invisibili.Forse anche tu, almeno una volta, hai pensato: “Non sono abbastanza bravo.” “È troppo tardi per cambiare.” “Non riuscirò mai a farcela.”Frasi così nel coaching si chiamiamo convinzioni limitanti, pensieri radicati che guidano le nostre scelte più di quanto immaginiamo. A volte non le notiamo nemmeno, ma determinano come affrontiamo le sfide, come reagiamo ai cambiamenti e persino quali possibilità decidiamo di cogliere o ignorare.Riconoscerle è il primo passo. Solo allora diventa possibile trasformarle in convinzioni più funzionali, più solide, capaci di dare energia invece di sottrarla. È da lì che nasce la fiducia necessaria per avvicinarsi alla vita che desideriamo davvero.Ciao, io sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo profondamente che ogni percorso di cambiamento inizi quando riportiamo davvero “Al Centro la Persona”.Nel mio lavoro ho incontrato persone competenti, brillanti, spesso piene di talento, ma bloccate da un dialogo interiore rigido e svalutante. Mi hanno detto frasi come: “Non sono abbastanza preparato per quel ruolo”, “In fondo non ho fatto nulla di speciale”, oppure “Nella mia vita va sempre tutto storto”.Dietro queste parole si nascondevano convinzioni limitanti che le spingevano a restare dove si sentivano al sicuro, rinunciando però a nuove opportunità.Quando nel coaching si porta luce su queste convinzioni succede qualcosa di potente: ci si rende conto che non descrivono la realtà, ma una percezione. E da quel momentoinizia la riscrittura interiore.Un pensiero come “Non sono pronto” può trasformarsi in “Posso imparare ciò che mi serve”.E quando cambia il modo di pensare, cambia anche il modo di agire: si affrontano nuove sfide, si chiedono riscontri, si decide con più fiducia. È lì che avviene la trasformazione, non solo professionale ma personale.Ogni cambiamento nasce da una presa di coscienza. Spesso non serve rivoluzionare tutto: basta iniziare a osservare i propri pensieri con attenzione, distinguendo quelli che supportano il nostro cammino da quelli che ci trattengono.Le convinzioni limitanti possono essere ostacoli, ma anche la porta d’ingresso verso un percorso di crescita.Se ti riconosci in alcune di queste frasi, o se senti di non esprimere tutto il tuo potenziale, sappi che è un cammino possibile, passo dopo passo. Il primo gesto è scegliere di guardarti dentro e concederti la possibilità di cambiare prospettiva.Ogni volta che metti in discussione un “non posso”, ti avvicini a ciò che desideri davvero. Ed è spesso lì che comincia la parte più significativa del percorso.Vuoi iniziare subito a lavorare sulle tue convinzioni limitanti? Scarica il workbook gratuito “Riconosci e Metti in discussione le tue convinzioni limitanti”: uno strumento semplice ma efficace per identificare i pensieri che ti frenano.È il primo passo, concreto e immediato, verso una mentalità più consapevole e potenziante.Fallo il prima possibile: potrebbe essere l’inizio del tuo cambiamento.Per esplorare a fondo i risultati del workbook, puoi rivolgerti direttamente a me: saròlieta di aiutarti a trasformare le tue riflessioni in un percorso di crescita chiaro e consapevole.

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    Coaching significa mettere al Centro la Persona: ecco come può cambiare la tua vita

    Ti sei mai sentito bloccato, come se stessi correndo senza avanzare davvero? Come se le giornate scorressero veloci ma senza portarti dove desideri arrivare? Può capitare di percepire il tempo come un nemico, sempre troppo poco per fare tutto, o di vedere le proprie energie disperdersi in troppe direzioni, senza un obiettivo chiaro. A volte i traguardi restano lontani, sfocati, e sembra di non avere gli strumenti per raggiungerli. È una sensazione comune a molte persone in diverse fasi della vita, ma non è una condizione immutabile: esiste un modo per ritrovare equilibrio, chiarezza e fiducia in sé stessi.Io sono Solange Borsellini, coach professionista, e credo che la persona debba essere sempre al centro di ogni percorso. Ognuno ha risorse, talenti e potenzialità uniche: il coaching serve a riscoprirle, valorizzarle e usarle per crescere e raggiungere i propri obiettivi. La mia missione si riassume in una frase: “Al Centro la Persona”.Nel mio lavoro ho accompagnato persone con storie e bisogni diversi. C’è chi ha imparato a gestire meglio i rapporti sul lavoro, chi ha superato momenti di blocco ritrovando motivazione, chi ha trovato nuove strategie per organizzare il proprio tempo o maggiore chiarezza nelle scelte importanti. Esperienze differenti, accomunate da un elemento centrale: la possibilità di guardarsi da una nuova prospettiva, più consapevole e costruttiva.Il coaching non è un concetto astratto o una moda passeggera: è un supporto concreto che incide sulla vita reale, fatta di obiettivi, paure, decisioni e cambiamenti. Significa avere uno spazio sicuro in cui fermarsi, riflettere e rimettere a fuoco la propria direzione, per poi tornare ad agire con maggiore lucidità e determinazione. Quando la persona torna al centro, emergono possibilità che prima sembravano irraggiungibili e ogni passo diventa parte di un cammino di crescita autentica.Per capire se questo è anche il tuo momento, ho preparato una checklist gratuita con i 10 segnali più comuni che possono indicare la necessità di intraprendere un percorso di coaching.📥 Scarica la checklist gratuita e scopri se è il momento giusto per rimettere te stesso al centro.

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Io sono Solange Borsellini, coach professionista, e sono convinta che il cambiamento inizi quando riportiamo “al Centro, la Persona”.Accompagno le persone a esprimere il loro massimo potenziale e a realizzare i propri progetti, in coerenza con le loro caratteristiche e la loro unicità.

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Io sono Solange Borsellini, coach professionista, e sono convinta che il cambiamento inizi quando riportiamo “al Centro, la Persona”.Accompagno le persone a esprimere il loro massimo potenziale e a realizzare i propri progetti, in coerenza con le loro caratteristiche e la loro unicità.

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