Diaframma Podcast

PODCAST · tv

Diaframma Podcast

Come il diaframma regola la profondità di campo e la messa a fuoco di un'inquadratura, così vorrebbe essere il nostro sguardo quando ci approcciamo ad un film: efficace nello scovarne stratificazioni e sfaccettature. Ci riusciremo? Forse, sicuramente ci proveremo.

  1. 37

    23. Scontro con l'identità - Mulholland Drive, The Ward, A History of violence

    Mulholland Drive di David Lynch (2001), The Ward di John Carpenter (2010) e A History of Violence di David Cronenberg (2005) all'apparenza sembrano tre film che hanno poco in comune, ma noi li abbiamo trovati strettamente interconnessi. Innanzitutto, ogni film rappresenta in qualche modo l'identità del suo autore: in Mulholland Drive Lynch crea un film che esplora le differenze strutturali della dimensione del conscio e dell'inconscio, dove realtà e irrealtà coesistono in parallelo e si fondono in quello che è il marchio di fabbrica dello sguardo e del cinema Lynchiano, il surreale; in The Ward Carpenter utilizza il genere horror per intrattenere e al contempo per denunciare istituzioni totali come l'ospedale psichiatrico, dove l'obiettivo sembra quello di rendere il paziente "socialmente accettabile e funzionale", più che quello di curarlo. La carriera del regista si chiude con un film che ne racchiude l'intero sguardo, mettendo in discussione non solo il comportamento dell'individuo ma l'intero sistema; In A History of Violence, Cronenberg invece nasconde, dentro la storia di Tom/Joey, il suo sguardo sull'uomo, che nei suoi film non è mai scisso in mente e corpo, ma è al contempo entrambe le cose, imprescindibili ed indissolubili. I tre film, però, a loro volta, parlano di identità, o meglio di uno scontro con la propria identità, che si trasforma, si frammenta, si diversifica, a causa del passato dei protagonisti, dei loro traumi, dei loro sentimenti traditi, e della loro necessità di venire a patti in qualche modo con se stessi, con le loro azioni o con ciò che hanno subito

  2. 36

    FLOWS - PROJECT HAIL MARY, MARTY SUPREME, AFTER THE HUNT, THE SMASHING MACHINE, SCREAM 7, THE DRAMA

    Il primo di cui volevamo parlarvi questo mese è l'ambizioso progetto sci-fi targato Amazon, Project Hail Mary, di Phil Lord e Chris Miller, con protagonista Ryan Gosling nei panni di un improbabile biologo che cercherà di salvare l'universo (quasi) da solo. Poi non potevamo non dire la nostra su Marty Supreme, di Josh Safdie, che ha fatto sospirare per l'Oscar il buon Timotheè Chalamet (per gli amici Timotino), ma l'interpretazione del nevrotico tennista Marty Mauser non è bastata all'attore per ottenere la tanto agognata statuetta. Avendo parlato di Josh Safdie, non potevamo non portare in puntata anche il film dell'altro fratello Safdie, Benny, che l'anno scorso si è presentato da solo a Venezia con The Smashing Machine, in cui The Rock per la prima volta in un ruolo drammatico in un film d'autore (come ha ricordato lo stesso attore, sinceramente commosso, in conferenza stampa a Venezia) ha interpretato l'atleta di MMA Mark Kerr. Un altro recupero da Venezia è stato After the Hunt, di Luca Guadagnino, una critica sociale feroce a tutte le generazioni, dai Boomer fino alla Gen Z, che riflette sul consenso, sul patriarcato, sull'arrivismo e sullo snobismo di certi ambienti accademici. Abbiamo poi dato un nostro breve parere su Scream 7, ultima uscita di un franchise che si trascina avanti da decisamente troppo tempo, per arrivare infine a The Drama, commedia nera e terzo lungometraggio di Kristoffer Borgli, con protagonisti Robert Pattinson e Zendaya al loro massimo splendore. Anche stavolta Borgli fa una critica sociale spietata, come avevamo visto nei suoi precedenti Dream Scenario e Sick of Myself (di quest'ultimo avevamo parlato nella puntata sull'identità), e ci mostra un'altra sfaccettatura di cosa può succedere quando la percezione che gli altri hanno di noi cambia repentinamente.

  3. 35

    22. Sinners, Crossroads, Fratello, dove sei?

    Dopo il successo di Sinners e i quattro Oscar vinti alla cerimonia di premiazione degli Academy Awards, abbiamo scelto di ritornarci per confrontarlo con altri due film che hanno la stessa ambientazione nel Mississippi, ma soprattutto la stessa vocazione per il racconto della musica blues e del folklore afroamericano. Crossroads (in italiano Mississippi Adventure) diretto da Walter Hill e uscito nel 1986, è il romanzo di formazione di un giovane talento musicale che sogna di diventare un bluesman, ma nonostante abbia studiato musica alla Juilliard School di New York, non ha ancora il “chilometraggio necessario” per potersi definire tale; Fratello, dove sei? (2000) dei Fratelli Cohen, è un film stratificato, che prende l’Odissea e la trasforma in un road movie musicale ambientato nel Mississippi della grande depressione, con tre scanzonati protagonisti che verranno salvati proprio da una canzone folk. Su tutti e tre i film aleggia la leggenda del cosiddetto “crocicchio” ovvero il crocevia/incrocio in cui secondo il folklore afroamericano i bluesman incontravano il diavolo per stipulare con esso un contratto: l’anima in cambio dell’abilità di suonare uno strumento alla perfezione. In Crossroads la storia ruota proprio attorno ad uno di questi contratti, in Fratello, dove sei?, la leggenda non è al centro della vicenda, ma è comunque presente. In Sinners, invece, a volere l’anima dei protagonisti non è il diavolo, ma un vampiro.

  4. 34

    Flows - Cime tempestose, La cocina, La Grazia, Sirat, Le città di pianura

    In questa puntata parliamo di due film usciti recentemente al cinema: l’ultima fatica di Paolo Sorrentino, La Grazia, e il discusso nuovo adattamento del celebre romanzo di Emily Brontë, Wuthering Heights, portata sullo schermo da Emerald Fennell.In più abbiamo recuperato alcuni titoli usciti di recente sulle piattaforme: il disturbante e ritmico Sirat dello spagnolo Oliver Laxe, il folle e babelico La cocina del messicano Alonso Ruizpalacios, e il poetico Le città di pianura del nostro Francesco Sossai.

  5. 33

    21. Die my love, Hamnet - Die my Hamnet

    Die My Love di Lynne Ramsay e Hamnet di Chloé Zhao mettono in scena due momenti diversi dello stesso nodo: la crisi dei ruoli di coppia nel momento in cui si scontrano con la maternità e con la morte. Nel film di Ramsay, Grace non trova uno spazio relazionale capace di accoglierla come soggetto oltre i ruoli di moglie e madre, e non avviene una catarsi condivisa attraverso la quale i due coniugi possano riconoscersi l’una nell’altro. In quello di Zhao, al contrario, il lutto diventa un terreno di attraversamento condiviso, in cui due modalità opposte di elaborare il dolore riescono, seppur faticosamente, a far fronte alla crisi e a ritrovare un equilibrio.Die My Love e Hamnet non offrono una risposta univoca sulla maternità, ma pongono una domanda urgente: cosa accade quando i ruoli smettono di funzionare, e la società non è ancora pronta a riconoscere soggetti che non si incastrano nelle categorie che li definiscono?

  6. 32

    20. Moon, Mickey 17 - L'ultima ruota del carro (spaziale)

    La prima puntata dell'anno la dedichiamo a due film di fantascienza che incarnano perfettamente il concetto dell'essere "l'ultima ruota del carro" dal punto di vista sociale, idea che già trovavamo in uno dei film di fantascienza più antichi della storia del cinema, ambientato, tra l'altro, proprio nel 2026, e a suo modo profetico: Metropolis di Fritz Lang. Se la classe operaia di Metropolis era costretta a turni massacranti senza mai vedere la luce del sole, e a mettere a rischio la propria vita, per garantire ai padroni una rendita acquisita senza alcuno sforzo, in questi film i protagonisti sono diventati ingranaggi sacrificabili di un sistema di cui sono l'ultima ruota, così deumanizzati da essere trattati come meri oggetti. Anche in questi film, coloro che sfruttano la forza lavoro dei protagonisti non si rendono conto dell'importanza di quel lavoro, e di conseguenza di quanto questi individui, ai loro occhi insignificanti, siano in realtà importanti, anzi cruciali, per la tenuta del sistema stesso. In Mickey 17, il diciassettesimo clone di Mickey Barnes, il cui lavoro consiste nell'essere ucciso nelle missioni o sperimentazioni più pericolose, si rende conto che, seppur ad ogni morte la sua coscienza venga uploadata in un nuovo corpo, la sua vita non continua davvero ad ogni clonazione, quando, creduto morto, si ritrova davanti il suo clone successivo, Mickey 18. In Moon, invece, Sam Bell, mandato sulla Luna per un turno di estrazione di elio3 della durata di 3 anni, si accorge di essere solo l'ennesimo clone del Sam Bell originale, e che al termine del turno non tornerà sulla Terra a riabbracciare la propria famiglia, ma verrà sostituito da un altro clone. È la consapevolezza della finitezza della propria esistenza, in entrambi i film, a risvegliare in loro l'istinto di sopravvivenza, il desiderio di vivere, e con esso il desiderio di combattere per continuare a vivere.

  7. 31

    Flows - Avatar 3, Angel's Egg, No other choice, Divine comedy, Knives out 3, Il tempio delle ossa

    In questo episodio di Flows parliamo di tanti film usciti nell'ultimo periodo, come Avatar 3, No Other Choice, Divine Comedy e 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, ma non solo. Troverete anche la recensione dell'OAV uscito solo per l'home video negli anni Ottanta, portato al cinema da poco in versione restaurata, L'uovo dell'angelo, e del terzo episodio della saga di Knives Out: Wake Up Dead Man, disponibile su Netflix. Dato che il 2026 sarà l'anno di uscita di ben 49 titoli tra remake, reboot e sequel, e molti dei film qui presenti fanno parte della categoria, ci siamo soffermati anche a ragionare su quanto la tendenza al remake sia una deriva molto pericolosa per il cinema, soprattutto quello indipendente e d'autore. 

  8. 30

    19. Speciale Natale: Una poltrona per due, Il Grinch

    Come lo scorso anno, il torneo dei film natalizi ha il suo vincitore: Una poltrona per due (1983) di John Landis. Eppure, visto che a Natale siamo tutti più buoni abbiamo voluto parlare anche del secondo classificato: Il Grinch (2000) di Ron Howrd. Due film molto diversi, ma entrambi legati da tematiche estremamente attuali. Nel primo caso, abbiamo un film che critica in maniera molto caustica il capitalismo, in particolare prendendo come esempio l'avarizia e la cupidigia dei fratelli Duke, possessori di grandi capitali che fanno il bello e il cattivo tempo con chiunque lavori per loro, ma anche con chiunque possieda meno di loro. I due crudeli fratelli sono così sconnessi dalla realtà, e danno così poco valore al prossimo, da essere pronti a scommettere la vita di due persone per il valore di un solo dollaro: una scommessa che pagheranno però molto cara.Nel secondo caso, invece, abbiamo un film che critica il consumismo e lo svuotamento di valori della società, inventando un luogo fittizio in cui il Natale non ha alcun fondamento religioso, ha perso completamente anche il suo fondamento di condivisione e reciprocità, e si è trasformato in una macchina superficiale. Al primo posto non c'è altro che la competizione a chi può permettersi le luminarie più esagerate, il buffet natalizio più luculliano, la quantità più enorme di regali più costosi. Il Grinch, diverso, e per questo è un reietto, odia il Natale: ma grazie a Cindy Lou, una bambina anch'essa poco convinta dalle esagerazioni natalizie, insieme riusciranno a ristabilire il reale valore della condivisione e dello stare insieme il giorno di Natale.

  9. 29

    FLOWS - The voice of Hind Rajab, The Running Man Dracula, A House of Dynamite, Predator: Badlands, Frankenstein

    In questo flows parliamo di sei film più un bonus, partendo da The voice of Hind Rajab di Kouther Ben Hania, che siamo riusciti finalmente a recuperare al cinema, film che ci sentiamo vivamente di consigliare per comprendere la sensazione di impotenza e le profonde ingiustizie che vivono ogni giorno le persone palestinesi. Ci spostiamo poi su The Running Man di Edgar Wright, remake dell’omonimo film dell’87 nonché adattamento del libro omonimo di Stephen King. Parliamo poi di Dracula di Luc Besson, il secondo remake della storia del vampiro transilvano proposta quest’anno al cinema, con una interpretazione romantica, ma divertente e ironica al punto giusto, da parte di Besson, che ha reso il film molto godibile. Successivamente parliamo di A House of Dynamite di Kathryin Bigelow, film con cui la regista torna a Venezia e al cinema dopo qualche anno di assenza, che non ci ha convinti pienamente per la sua poca incisività. Ci soffermiamo poi su Predator Badlands, dove ripercorriamo il franchising e parliamo della virata di Dan Trachtenberg negli ultimi due film, poco apprezzata dai nostalgici dei primi capitoli, ma secondo noi ben riuscita e utile a svecchiare la saga dopo trent’anni. Infine arriviamo a Frankenstein di Guillermo del Toro, film di cui avevamo già parlato durante l’episodio di Venezia, ma su cui aggiorniamo il parere dopo l’uscita Netflix, che soffre forse un po’ la mano di chi l’ha prodotto, nonostante Del Toro riesca sempre a confezionare film di altissima qualità. Abbiamo poi aggiunto qualche parola su Tron: Ares di Joachim Renning, film tecnicamente molto ricco, a cui va u plauso per la colonna sonora dei NIN, ma narrativamente deludente, con una trama pressoché inesistente.

  10. 28

    18. Una battaglia dopo l'altra, Eddington - Collettività & Individualismo

    Oggi parliamo di due film che parlano della crisi del contesto socio-politico occidentale odierno, e in particolare di quello degli USA, ma lo facciamo con due film che lo affrontano in maniera diametralmente opposta. Da un lato, Paul Thomas Anderson in Una battaglia dopo l'altra, pur mettendo in evidenza le criticità sia della destra che della sinistra, chiude il film dimostrando di riporre una speranza nella resistenza delle comunità e nelle nuove generazioni. Dall'altro, Ari Aster in Eddington, mostra come l'individualismo dilagante porti ad una disgregazione dei valori, della comunità, e ad un attivismo performativo così radicati, che difficilmente la società potrà guarire davvero. In entrambi vediamo una ironica, lucida e a tratti spietata, critica al mondo moderno, che si muove tra le crepe dell'America per restituirne la paranoia politica. 

  11. 27

    FLOWS. THE TWILIGHT SAGA: RETROSPETTIVA A 20 ANNI DALL'USCITA

    Si avvicina Halloween, siamo in autunno, e la "hoa hoa season", ovvero la stagione in cui le atmosfere esterne ricordano la nebbiosa Forks - cittadina in cui si ambientano le vicende di Twilight - ha inizio. Quest'anno il richiamo vampiresco è ancora più forte che negli anni precedenti, perché la saga di Twilight compie vent'anni! E come esimersi dal celebrare una delle saghe più memate della storia del cinema? Sì perché Twilight, pur nella sua apoteosi trash, va ricordata per essere stata la prima saga cinematografica pensata per un target di giovani donne che è riuscita a diventare un enorme successo commerciale, e che, a 20 anni dalla sua uscita, riesce ancora a riempire le sale. In questa puntata vi parleremo del perché, nonostante le tante problematiche presenti nei film, questa storia abbia fatto così presa sulle ragazze dell'epoca, ma ci divertiremo anche a prendere in giro i momenti più divertenti della saga. Analizzeremo insieme gli aspetti tecnici positivi e negativi dei film, la trama - e i suoi buchi grandi come crateri -, il casting, la recitazione degli attori, la caratterizzazione dei personaggi, i costumi, la colonna sonora, e le parti più "horror" (vi ricorda qualcosa la parola imprinting?) della serie.

  12. 26

    17. Harry ti presento Sally, Il Diario di Bridget Jones, La verità è che non gli piaci abbastanza - Commedie romantiche

    In questo episodio ci allontaniamo dai toni più cupi delle puntate precedenti per dedicarci completamente alla commedia romantica.Partiremo con Harry ti presento Sally, caposaldo del genere firmato da Rob Reiner, per poi spostarci nel Regno Unito e seguire le caotiche avventure del Diario di Bridget Jones diretto da Sharon Maguire. Infine, ci immergeremo nella corale e a tratti insensata "La verità è che non gli piaci abbastanza", di Ken Kwapis.Tre titoli usciti a distanza di circa dieci anni l’uno dall’altro, che ci permetteranno di esplorare l’evoluzione della commediaromantica: dai suoi cliché più classici, ai rimandi più nascosti e infine anche al tipo di società che li ha prodotti. 

  13. 25

    FLOWS VENEZIA

    Dopo aver preso una piccola pausa dai Flows lo scorso mese, arriva una puntata piena zeppa di nuove visioni. Siamo stati alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia, dove abbiamo visto:Sotto le Nuvole di Gianfranco RosiFrankenstein di Guillermo del ToroDinti de lapte di Mihai MincanAgon di Giulio BertelliMarc by Sofia di Sofia CoppolaKomedie Elahi di Ali AsgariNuestra Tierra di Lucrecia MartelInoltre abbiamo provato le esperienze Venice Immersive e visto i cortometraggi:The Pornographer di HarielAutobiografia di una borsetta di Joanna HoggFragments for venus di Alice Diop. Siamo stati anche al cinema, dove abbiamo recuperato Superman di James GunnI fantastici 4 - Gli inizi di Matt ShakmanDangerous animals di Sean ByrneWeapons di Zach CreggerPresence e Blackbag di Steven SoderberghWarfare di Rey Mendoza e Alex GarlandDowntown Abbey The Grand Finale di Simon Curtis. Da questo episodio abbiamo introdotto poi una nuovissima rubrica: "Il peggio al cinema" dove ad ogni episodio lasceremo spazio alle vostre esperienze più strane accadute in sala, tra ritardatari che ci puntano le torce in faccia mentre prendono posto, chi si addormenta e chi scappa per le scene più disgustose dei film, siete pronti per sentire quelle di questo mese?

  14. 24

    16. Somewhere, Mommy, Aftersun - Solitudini familiari

    Tre genitori, tre figli, tre storie di famiglia che al contempo sono anche storie di solitudine. In Somewhere, Johnny Marco, attore annoiato che ha perso la bussola e l'interesse per la vita, ritrova se stesso grazie alla figlia, Cloe, che, dovendo passare un periodo con lui, riesce a catturare la sua attenzione e a stimolarlo finalmente verso un cambiamento. In Mommy, Diane, 46enne vedova, si ritrova, sola e in difficoltà economiche, ad occuparsi del problematico figlio Steve, che dopo essere rimasto orfano ha iniziato a commettere piccoli crimini, manifestare difficoltà nella gestione della rabbia e un attaccamento morboso verso la figura materna. In Aftersun, il 30enne Calum è in vacanza in Turchia con la figlia Sofie, e tra le escursioni, i giochi in acqua e i video ricordo registrati nella loro camera d'hotel, si insinua tra di loro il fantasma della depressione del padre. Tre film che dimostrano come non ci sia una guida per diventare genitori, e come tutti possano sbagliare, a prescindere dall'astrazione sociale o dalla ricchezza di partenza. Tre film che raccontano come la solitudine, a volte, sia qualcosa che ci scava dentro anche quando ci sembra di stare riempiendo quel vuoto.

  15. 23

    15. The Shrouds, Estranei, To Dust - Il lutto

    Se con lo scorso episodio vi abbiamo emozionato con il sogno americano tradito, con questo vi vogliamo proprio disperati, con tre film che parlano di quanto sia difficile l'elaborazione del lutto: una dimensione personale e complessa, ma al contempo universale. Nel quasi poliziesco The Shrouds (2025) David Cronenberg porta sullo schermo un personaggio che in qualche modo lo rappresenta: Karsh, così come il regista stesso, ha perso la moglie, e a quattro anni dalla sua perdita non riesce a elaborarne la morte, tanto da creare un sudario high-tech con cui può seguirne la decomposizione in tempo reale, finché notare qualcosa di strano nel corpo riaprirà in lui vecchie ferite e gli farà nascere dubbi sul passato della moglie. Nel riflessivo Estranei (Andrew Haigh, 2023) lo sceneggiatore Adam inizia a scrivere dei suoi genitori, intraprendendo un viaggio nella memoria, in cui rivivrà la sua infanzia e capirà finalmente cosa significhi amare ed essere amati. Infine nel tragicomico To Dust (Shawn Snyder, 2018) Shmuel, cantore chassidico che dopo il funerale della moglie non riesce a darsi pace per la sua anima, che secondo la tradizione ebraica non è libera fino alla decomposizione del corpo, si avvicinerà per la prima volta al mondo scientifico per comprendere come avviene il processo di decomposizione, per aiutare l'anima della moglie, e di conseguenza la sua, a "passare oltre".

  16. 22

    FLOWS - La trama Fenicia, 28 anni dopo, Ballerina, Jurassic World - La rinascita

    In questo episodio di Flows parliamo di quattro film usciti quest'estate: partiamo con il nuovo titolo di Wes Anderson, La trama fenicia, a tema spionaggio industriale, poi ci addentriamo nell'entroterra inglese pullulante di infetti di 28 anni dopo, terzo capitolo della saga diretta da Danny Boyle e scritta da Alex Garland, ci soffermiamo brevemente su Ballerina, nuovo capitolo dell'universo di John Wick diretto da di Len Wiseman e infine concludiamo con qualche riflessione su Jurassic World - La rinascita, di Gareth Edwards, perdendoci in chiacchiere sul mondo produttivo dei franchising…

  17. 21

    14. Juno, Little Miss Sunshine, The Florida Project - L'altro lato del sogno americano

    In questo episodio analizziamo tre film che hanno molto in comune, nonostante ad un primo sguardo sembrino completamente diversi. Juno (Jason Reitman, 2007) racconta la complessità, ma anche la maturità con cui una 16enne e la sua famiglia possono affrontare una gravidanza, un film attualissimo anche dopo quasi 20 anni. Little Miss Sunshine (Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2006) è un road movie in cui una famiglia in crisi si trova ad affrontare peripezie di ogni tipo mentre accompagna la figlia di 8 anni dal New Mexico alla California per partecipare ad un concorso di bellezza. The Florida Project (Sean Baker, 2017) racconta invece la tragedia quotidiana dei bambini nati nei pressi del Disneyworld Park di Orlando in Florida, dove quello che doveva essere, nel progetto di Disney degli anni '60, un quartiere utopico, privo di disoccupazione e con ogni genere di servizio, è diventato oggi un deserto urbano in cui le famiglie vivono di espedienti nei motel, cercando di racimolare in qualche modo quanto basta per l'affitto settimanale. Ciò che accomuna questi tre film, oltre alle difficoltà economiche della famiglia media americana, è l'importanza del senso di comunità e della coscienza di classe per garantire una vita dignitosa a queste famiglie. Dove questi sono presenti, come in Juno, le difficoltà si affrontano costruttivamente. Dove questi mancano ma ci sono risorse per ricostruirli, come in Little Miss Sunshine, il viaggio è lungo e tortuoso, ma remunerativo. Ma ci sono luoghi in cui anche l'ultimo barlume di speranza si sta spegnendo, come in The Florida Project.

  18. 20

    Flows - Queer, Sinners

    Finalmente anche noi abbiamo avuto occasione di parlare di Queer, l’ultimo film di Luca Guadagnino ispirato al romanzo omonimo di William S. Burroughs. In questo film la biografia dell’autore, la trama del romanzo, e la visione del regista si intrecciano in un mondo plasmato dallo sguardo del protagonista, Lee, che in una Città del Messico assolata e sbiadita si interroga sulla propria identità.Poi abbiamo voluto parlare di Sinners, l’ultimo film di Ryan Coogler che si immerge nel genere del folk horror per fornire nuovi sguardi sull’appartenenza etnica e sul passato di segregazione degli Stati Uniti, in un film che usa diversi generi (western, black/folk horror, musical) per dare chiavi di lettura stratificate a riflessioni complesse, con un tocco di auto-ironia.

  19. 19

    13. Si Alza il Vento, Millennium Actress - L'animazione giapponese tra onirico e reale

    Satoshi Kon e Hayao Miyazaki sono due pilastri del cinema di animazione giapponese, e per questo episodio abbiamo deciso di analizzarne due titoli accomunati da una narrazione che interseca il reale e l’onirico. Jiro Horikoshi, in Si alza il Vento, è un ingegnere aeronautico, realmente esistito, che fu il progettista dei Mitsubishi A6M Zero durante la seconda guerra mondiale. Chiyoko Fujiwara, in Millenium Actress, è invece un personaggio di fantasia, un'attrice che inizia la sua carriera da giovanissima, durante gli anni della seconda guerra sino-giapponese, fino a diventare famosa durante la seconda mondiale, grazie al cinema di propaganda. Entrambi i personaggi sono rappresentati in maniera complessa e stratificata, i registi ci fanno entrare nel loro spazio psicologico, nei loro sogni, nei loro pensieri e ricordi, lasciando lo spettatore sul limine tra il reale e l'irreale, ad osservare le loro vite scorrere sullo schermo. Perché in fondo cos'è la realtà, se non la nostra percezione del mondo? Sullo sfondo delle loro vite, dei loro traguardi, dei loro amori rincorsi a perdifiato, e delle loro tragedie personali, scorre invece il dramma della guerra, che per chi l'ha vissuta nel suo svolgersi diventa quotidianità, un brusio di fondo che permea e contamina, in modo latente, tutta la loro vita.

  20. 18

    FLOWS - The Last Showgirl, La Città Proibita

    Questi due film, entrambi terze opere dei rispettivi registi, Gia Coppola e Gabriele Mainetti, sono molto distanti sia a livello geografico sia per genere.  The Last ShowGirl, attraverso il volto della sua protagonista Shelley (interpretata da Pamela Anderson), racconta la vita di chi si cela dietro il luccicante mondo di Las Vegas, mostrandone tutto lo squallore. Un universo di luci, musica e sorrisi che maschera una disperazione profonda.  La città proibita è invece un'opera di puro genere: azione e arti marziali che Mainetti dirige in maniera splendida, senza però dimenticare di affrescare Roma, ritraendone gli angoli meno noti e forse più affascinanti.  Nonostante le evidenti differenze, entrambi i film raccontano il mondo delle periferie, con uno sguardo che, al di là del genere, rimane profondamente autoriale.

  21. 17

    12. Walk The Line, A Complete Unknown, Elvis - Biopic musicali

    In questa puntata ci siamo chiesti: cosa rende davvero efficace un film su una leggenda della musica? Dove finisce il ritratto e dove inizia la spettacolarizzazione? Cosa voleva dire l'autore dell'artista? Quale punto di vista voleva adottare? James Mangold con A Complete Unknown (2024) è alla sua seconda direzione per un film del genere. Ci aveva già provato, nel 2005, con Walk the line. Baz Luhrmann, invece, con Elvis (2022), dirige per la prima volta un Biopic musicale, ma aveva già dimostrato l'uso sapiente della musica e la capacità di gestire egregiamente scene di spettacolo in Moulin Rouge (2001) e Il Grande Gatsby (2013). I due registi non hanno nulla in comune: la regia di Mangold, classica e riflessiva, si scontra con lo sgargiante virtuosismo di Luhrmann; e chi ci conosce può provare ad indovinare chi dei due ci abbia convinto di più...

  22. 16

    FLOWS - A Different Man, Mickey 17

    A Different Man, il terzo lungometraggio di Aaron Schimberg, e Mickey17, l'ultima fatica di Bong Joon-Ho, usciti da poco nelle sale italiane, sono due film all'apparenza distanti, ma nella sostanza più vicini di quanto si pensi. Edward,  protagonista di A Different man, è un attore che decide di sottoporsi ad una cura sperimentale per liberarsi della Neurofibromatosi di tipo 1, convinto che con un viso diverso potrà trasformarsi in una persona nuova; Mickey invece, pur di scappare dai debiti che potrebbero costargli la vita, decide di partire alla volta di un nuovo pianeta nel ruolo di sacrificabile - una figura che ogni volta che muore viene ristampata uguale a prima - convinto che in fondo, pur con un corpo nuovo, rimarrà sempre se stesso. Entrambi si sbagliano:  Edward si renderà conto che sotto la superficie del nuovo se stesso si celano le stesse paure di prima, mentre Mickey capirà che svegliarsi dopo la morte significa rinascere, non resuscitare.

  23. 15

    11. Her, Ex Machina, Blade Runner 2049 - Il rapporto tra umano e AI

    Questo undicesimo episodio, uscito al termine del mese di San Valentino, lo abbiamo voluto dedicare ad una tematica che troviamo estremamente attuale e che non smette di affascinarci: l’intelligenza Artificiale, e, nello specifico, la sua natura profonda e il modo in cui l’uomo vi si relazione. Attraverso Her (2013, Spike Jonze), Ex-Machina (2014, Alex Garland) e Blade Runner 2049 (2017, Denis Villeneuve) osserviamo tre uomini (o quasi) instaurare delle vere e proprie relazioni con delle AI, e sviluppare per esse dei sentimenti reali, spesso perdendo di vista (insieme allo spettatore) la realtà dell’entità con cui si confrontano. Da ciò è derivata anche una riflessione più profonda su come il nostro approccio alle AI rifletta il modo contemporaneo di vivere le relazioni, ma anche di come le AI non siano altro che lo specchio della società e dei suoi bias. Qui trovate il link per la puntata del podcast "No Worries If Not" citato nel nostro episodio: https://open.spotify.com/episode/5INBn3DvPoOQPE3eS90ePf?si=e2f3ddd7f2f74b29

  24. 14

    FLOWS - The Brutalist, Vampira Umanista Cerca Suicida Consenziente

    Per questo nuovo Flows abbiamo visto in anteprima in 70 mm il film vincitore dello scorso Leone D'argento e concorrente per dieci statuette ai prossimi Academy Awards, The Brutalist di Brady Corbet, ma abbiamo anche recuperato ad una proiezione speciale Vampira umanista cerca suicida consenziente (2023) di Ariane Louis-Seize, in uscita sulla piattaforma di IWonderfull. Ci siamo poi lasciati andare a qualche chiacchiera sulle ultime uscite, sulle prossime, e in generale su ciò che abbiamo visto in questo ultimo periodo.

  25. 13

    10. The Truman Show, Reality, Sick of Myself - Il sé e lo sguardo esterno

    Per il nostro 10° episodio abbiamo scelto di analizzare il tema dell’essere guardati, dell’essere visti, che in alcuni casi può avvenire a nostra insaputa, in altri casi può essere solo una nostra sensazione, in altri ancora può diventare un’ossessione.Lo sguardo altrui può diventare fonte di affermazione del sé, può trasformarsi in ragione di esistere, oppure può diventare una morsa, un giogo dal quale liberarsi.Per affrontare questa tematica su cui è molto complesso ragionare e le cui implicazioni permeano il mondo odierno, abbiamo analizzato The Truman Show di Peter Weir (1998), Reality di Matteo Garrone (2012) e Sick of Myself di Kristoffer Borgli (2022).

  26. 12

    FLOWS - Nosferatu

    Il primo Flows dell’anno non poteva che essere dedicato al film tanto atteso che ha aperto questo 2025: Nosferatu di Robert Eggers. In questo episodio ne parliamo tutti insieme scambiandoci prime impressioni, pareri sulla ricezione da parte della critica, e cercando di capire come il film abbia assecondato o disatteso le aspettative del pubblico, che in Italia si è spaccato tra delusione ed entusiasmo. Vi anticipiamo già che il film a noi è piaciuto, ma come nostro solito abbiamo voluto analizzarne pregi e difetti, per comprendere al meglio cosa ne abbia determinato il successo e cosa ha tradito l’aspettativa di alcuni fan.

  27. 11

    9. Speciale di Natale - Home Alone

    Per il nono episodio Diaframma si illumina a festa, preparandosi a parlare del film vincitore del torneo indetto nelle nostre storie Instagram: “Home Alone”, o, in italiano, “Mamma, ho perso l’aereo”. Nel film analizziamo, con meno serietà del solito, il classico del 1990 diretto da Chris Columbus e scritto da John Hughes, commentandone gli spunti comici e le trovate citazionistiche, ma ci perdiamo anche in qualche commento sugli altri film in gara e, soprattutto, su Nicolas Cage. Fateci sapere qual è per voi IL film di Natale, quello irrinunciabile, e se avete altre storie divertenti su questo cult degli anni ’90. A questi link potete approfondire alcuni degli aneddoti che abbiamo riportato nel corso della puntata:•⁠  ⁠https://www.vice.com/it/article/la-scienza-di-mamma-ho-perso-l-aereo/•⁠  ⁠https://www.vice.com/it/article/la-pizza-di-mamma-ho-perso-l-aereo/

  28. 10

    FLOWS - Megalopolis

    In questo secondo episodio di Flows, Marina e John parlano di Megalopolis (2024) di Francis Ford Coppola. Questo film, sicuramente particolare e difficile da recensire, ci ha fatto discutere e confrontare molto, e nel corso della puntata esponiamo i nostri punti di vista a volte divergenti sul film, mostrandone luci e ombre. Cosa voleva trasmetterci Coppola con questo film? E, soprattutto, ci è riuscito?

  29. 9

    8. Civil War - La Storia attraverso il foto-reportage

    Il 5 Novembre negli USA si sono tenute le 60esime elezioni presidenziali, e in questo contesto come non parlare di un film che a suo modo mette in atto una presa di coscienza sulla situazione socio-politica attuale? Alex Garland, regista britannico, decide di narrare la storia di una guerra civile americana fittizia ma verosimile, ambientata in un futuro prossimo, e come egli stesso afferma in alcune interviste dopo l’uscita del film, lo fa perché quando una situazione lo preoccupa sente il bisogno di scriverne e soprattutto di aprire un dialogo sulla questione con il pubblico. Il regista volutamente sceglie di non fornire tutte le risposte nel film, ma di generare delle domande nel pubblico. La guerra civile con le sue conseguenze dolorose è presente, ma non è l’unico fulcro del film: l’altro punto focale è l’informazione, in particolare il foto-reportage, che viene mostrato come un lavoro complesso, pericoloso, e di vitale importanza nella restituzione al mondo degli eventi storici. Nel film seguiamo i giornalisti Lee, Joel, Sammy e Jessie in un viaggio attraverso gli USA in guerra che diventa un viaggio attraverso se stessi, e attraverso la storia...

  30. 8

    FLOWS - The Substance

    Benvenuti nel primo episodio di Diaframma - Flows, il format in cui parleremo più brevemente, a volte tutti, altre volte solo alcuni di noi, di alcuni argomenti interessanti sul mondo del cinema, nuove uscite e in generale di tutto ciò che ci va di raccontare senza però utilizzare lo spazio della puntata mensile, più analitica e approfondita.In questo primo episodio Marina parla di The Substance (2024) di Coralie Fargeat, un film che riporta sul grande schermo il body horror, un sottogenere di horror molto in auge tra gli anni ‘80 e ‘90, che ha sempre avuto anche un intento di denuncia sociale attraverso la rappresentazione della deformità dei corpo. In The Substance ritroviamo il female gaze di cui abbiamo trattato anche nell’ultima puntata, ma non solo: tra citazioni dei grandi horror della storia, critica al consumismo, riflessione sull’autodistruzione e riferimenti alla cultura televisiva degli anni ‘80, ci sarà davvero tanto di cui parlare...

  31. 7

    7. A girl walks home alone at night, Fresh, Blink Twice - Il genere horror nel cinema di tre registe esordienti

    Halloween è alle porte, e come non approfittarne per immergerci nel genere horror, con un punto di vista un po’ insolito come piace a noi?Per questa puntata abbiamo preso in esame i film d’esordio di tre registe per analizzare come il cinema di genere horror, con i suoi stilemi e stereotipi tipici, possa trasformarsi in un canone da cui partire per creare qualcosa di completamente nuovo e originale.In A Girl Walks Home Alone At Night (2014) di Ana Lily Amirpour, Fresh (2022) di Mimi Cave e Blink Twice (2024) di Zoë Kravitz, utilizzano l’esperienza femminile, e in particolare le paure e le frustrazioni femminili nella contemporaneità, come espediente narrativo da cui attingere per creare il proprio immaginario orrorifico, mettendolo in scena ora attenendosi al canone del cinema horror classico, ora distanziandosene e/o ribaltandone le dinamiche.Un viaggio insolito nel genere horror che speriamo possa appagare ogni gusto: partiamo da un antipasto con un tagliere di salumi piuttosto insoliti, passiamo poi ad un piatto gourmet servito con droghe psichedeliche, per arrivare infine ad un dessert dall’autorialità autoironica.

  32. 6

    6. La zona di interesse - La prossimità del male

    Il quarto lungometraggio di Jonathan Glazer, uscito nel 2023, è un film complesso, stratificato, che racchiude in sé in modo estremamente efficace, senza bisogno di didascalie, un punto di vista doloroso da affrontare quanto prezioso da considerare per il pubblico: quello dei carnefici durante un genocidio.Grazie a un complesso sistema di telecamere nascoste il film riesce a fornire allo spettatore uno sguardo inedito: ci porta dentro la casa di Rudolf e Edwig Höss, il comandante del campo di concentramento di Auschwitz e consorte.Spiando nell’intimità familiare della famiglia nazista, ci rendiamo conto che i carnefici che abbiamo a lungo studiato nei libri di scuola, che ci aspettiamo essere temibili e crudeli, altro non sono che una semplice coppia come tante, con figli a cui badare, giardini da curare, compleanni da festeggiare, e incombenze lavorative: insomma, non sono poi così diversi da noi.Ed è proprio qui il cortocircuito a cui il regista vuole portare il pubblico. Glazer apre una finestra nel passato e ci lascia guardare nel cuore dell’orrore, ed è proprio nella quotidianità fatta di piccoli gesti che si nasconde l’amara verità: chiunque potrebbe diventare nazista, nel giusto contesto. L’orrore fuori dalla finestra (o sugli schermi delle nostre tv e smartphone) si può ignorare, ad esso ci si può abituare, fino a sentirlo solo come un rumore di sottofondo, fino a relegarlo ad un angolo di mondo da spolverare ogni mattina e visitare di tanto in tanto, “per non dimenticare”.

  33. 5

    5. Challengers - Lo sport come metafora della relazione

    Le Olimpiadi, che hanno intrattenuto il grande pubblico tra vittorie, e vittorie mancate seguite da polemiche, sono da poco giunte al termine... ma quello che intrattiene di più il nostro trio rimarrà sempre e comunque il buon cinema, e quindi per questo quinto episodio ci siamo lasciati ispirare dall’attualità per parlare di cinema sportivo e in particolare di Challengers (2024) di Luca Guadagnino, regista italiano apprezzato moltissimo anche dal pubblico e dalla critica estera, vincitore di un Leone D’Oro per Bones and All (2022) e candidato a numerosi premi tra cui Golden Globe e Academy Awards. Con Challengers (2024), Guadagnino ci racconta una relazione complessa e disfunzionale in cui si intrecciano le vite di tre personaggi, tra amore, amicizia e ambizione professionale, e lo fa con grande maestria nell’uso della regia per accompagnare lo spettatore nel loro spazio psicologico...

  34. 4

    4. Taxi Driver, Fight Club, Joker - Edgelord movies

    A Ottobre uscirà Joker: folie à deux, secondo capitolo, di Joker (2019) di Todd Phillips che è tra i film che analizziamo questo mese, insieme a Fight Club (1999) di David Fincher e Taxi driver (1976) di Martin Scorsese, per parlare di una categoria di film che ci ha fatto parecchio discutere, gli Edgelord Movie. 
Dopo aver parlato del tòpos cinematografico del romanzo di formazione femminile, eccoci con una puntata che verte invece su protagonisti uomini che con fatica cercano di integrarsi in una società da cui si sentono delusi, e a cui decidono di ribellarsi violentemente facendosi giustizia da soli, alla maniera dei pistoleri del vecchio West. Questi personaggi, che vengono - in alcuni casi - problematizzati dai registi che li raccontano, spesso vengono romanticizzati da un certo tipo di pubblico che non riesce a cogliere la complessità dei contesti raccontati, ma in alcuni casi anche i registi incorrono nello stesso errore…

  35. 3

    3. Poor Things e Crimson Peak - Male gaze e Female gaze

    In questo episodio prendiamo in esame due film all'apparenza lontani, ma in realtà molto vicini, in quanto entrambi presentano un romanzo di formazione al femminile: Poor Things (2024) di Yorgos Lanthimos e Crimson Peak (2015) di Guillermo del Toro. I due registi, a quasi esattamente dieci anni di distanza l'uno dall'altro e con sguardi e approcci artistici molto diversi, provano entrambi a raccontare la storia di una donna in un contesto vittoriano. Entrambi i film-maker hanno rappresentato le loro protagoniste rimanendo fedeli ai propri stilemi narrativi e donando alle storie una complessità e una stratificazione degna di nota, ma purtroppo solo Lanthimos, complice forse il periodo più maturo e fertile per questo tipo di tematiche, ha avuto il successo sperato, mentre del Toro, nonostante la grande maestria, ha ricevuto un'accoglienza timida dalla critica. Nel corso della puntata scoprirete invece perché noi abbiamo amato Crimson Peak, ma soprattutto chi dei due registi a nostro parere sia riuscito a portare sullo schermo un raro esempio di Female Gaze...

  36. 2

    2. Anatomia di una caduta, Gone Girl, Storia di un Matrimonio - Drammi familiari e processuali

    Nella nostra seconda chiacchierata sul rapporto tra cinema e reale, affrontiamo, con un pizzico di ironia, il topos cinematografico del dramma familiare nelle sue diverse manifestazioni: dal dramma processuale al processo mediatico, fino ad arrivare alla vera e propria gogna mediatica, e lo facciamo attraverso tre pellicole a nostro avviso perfettamente in tema: Anatomia di una caduta di Justine Triet (2023), Gone girl di David Fincher (2014), e Storia di un matrimonio di Noah Baumbach (2019). Il tema ha generato riflessioni sulla rappresentazione dei ruoli di genere e dei relativi bias sul grande schermo, sulla trasposizione cinematografica dello sguardo soggettivo dei personaggi, ma non solo...

  37. 1

    1. Dune, Matrix, Essi Vivono - Figure Messianiche nel cinema

    In questi - quasi esattamente - due mesi dall’uscita di Dune - Parte due di Villeneuve, abbiamo avuto il tempo per sedimentare i pensieri e le riflessioni sul complesso sistema socio-politico di stampo messianico della saga, nata a metà degli anni ‘60 dalla penna dell’autore fantascientifico Frank Herbert, trasposta cinematograficamente una prima volta da Lynch nell’84 e poi di nuovo, quarant’anni dopo, da Villeneuve. Il tempo ha generato in noi collegamenti - speriamo anche per voi - interessanti con altri due cult del genere fantascientifico, che descrivono sistemi socio-politici altrettanto complessi e dinamiche di potere che ben si ricollegano a quelle presenti in Dune: la saga di Matrix(1999) delle Wachowski ed Essi Vivono (1988) di Carpenter, ma non solo...

Type above to search every episode's transcript for a word or phrase. Matches are scoped to this podcast.

Searching…

We're indexing this podcast's transcripts for the first time — this can take a minute or two. We'll show results as soon as they're ready.

No matches for "" in this podcast's transcripts.

Showing of matches

No topics indexed yet for this podcast.

Loading reviews...

ABOUT THIS SHOW

Come il diaframma regola la profondità di campo e la messa a fuoco di un'inquadratura, così vorrebbe essere il nostro sguardo quando ci approcciamo ad un film: efficace nello scovarne stratificazioni e sfaccettature. Ci riusciremo? Forse, sicuramente ci proveremo.

HOSTED BY

Diaframma

CATEGORIES

URL copied to clipboard!